IL MESE

di Savina Jemina

Marzo

IL FRUTTO DEL MESE: FRAGOLA

La fragola, Fragaria vesca, è originaria delle Alpi, dove cresce spontanea. I Romani la collegavano alle lacrime di Venere per la morte di Adone: cadute a terra, si sarebbero trasformate in questi cuori rossi. Nel Medioevo era il “frutto cuore” e si riteneva placasse le passioni d’amore. La sua coltivazione è iniziata a fine Settecento e oggi l’Italia ne produce oltre 130 mila t. Per i botanici la fragola non è un frutto, ma un’infiorescenza che porta sulla sua superficie i frutti veri e propri: gli oltre 200 granuli, chiamati acheni, con all’interno il piccolo seme. È dissetante, antiurica, depurativa; ha poche calorie e una discreta quantità di fibre (16%), vitamina C, potassio, calcio e fosforo. Va lavata solo poco prima di essere mangiata. È ideale per marmellate, dolci, gelati, ecc. La tradizione popolare voleva che le sue foglie raccolte il 24 giugno, festa di san Giovanni Battista, seccate e indossate a cintura, evitassero il morso dei serpenti. 

 

L’ITALIANO DEL GIORNO

IL BESTIARIO DELLA BIBBIA: IL BUE

È citato nella 1a lettura e nel Vangelo della III domenica di Quaresima (19 marzo): “Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo bue” (Es 20,17); “Gesù scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi” (Gv 2,15). Nella Bibbia, il bue è nominato 149 volte. Come animale da tiro (traina, per es. l’Arca dell’alleanza; 1Cr 13,9) o adatto all’aratura (Eliseo, “arava con dodici paia di buoi” 1Re 19,19). Il bue era anche l’offerta abituale per i sacrifici. Pur presente in tutti i presepi, l’animale non è citato da san Luca nella sua Natività (Lc 2). Per contro, nell’arte, proprio il bue è il simbolo di questo evangelista.