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Redazionale
È di Marianna Pacucci, da sempre impegnata nel settore. Atteso da genitori, educatori, animatori, parroci, ecc. che giornalmente si trovano in difficoltà con la “materia” più difficile che esista. Edito dalle Dehoniane, consta di 944 pagine.
Un Dizionario dell’educazione oggi potrebbe apparire un’opera velleitaria o, al contrario, uno strumento di estrema necessità. La “crisi dell’educazione” è di tale portata da rendere incerto il compito educativo della famiglia, della scuola, della società, della stessa Chiesa. In verità, nell’ambito educativo sono molte le risorse messe in campo e crescono le disponibilità e le attenzioni formative. Anche se vengono meno le certezze pedagogiche, bisogna trovare qualche strategia che renda possibile un confronto, uno scambio, una banca educativa in cui depositare i valori per renderli disponibili a chi deve educare ed essere educato. Realizzando una solidarietà educativa, si potrà più facilmente lavorare sull’individuazione di mete che consentano di migliorare la qualità della vita di tutti. Il dizionario della Pacucci è un’opera paziente e preziosa in cui si riflettono le accurate indagini, la lunga riflessione, la quotidiana pratica educativa in ambiti diversi (famiglia, scuola, parrocchia, ecc.) che gli stessi lettori del Bollettino Salesiano hanno potuto apprezzare nella quasi decennale rubrica da lei curata.
Il dizionario offre una riflessione sistematica sui contenuti dell’educare, sulle competenze e sulle azioni dell’educatore, accentuando l’esigenza di collocare ogni elemento all’interno di un contesto sistematico, organico e dinamico: 387 sostantivi, 242 verbi, 230 aggettivi vengono proposti quali luci positive di riferimento per chi è impegnato nell’educazione; e sono resi in collegamento tra loro, attraverso la costellazione di richiami dopo ogni singola voce. Il dizionario vuole richiamare la molteplicità e l’articolazione delle riflessioni e delle azioni educative, restituendo a ogni termine il suo spessore e la sua capacità di rinnovarsi attraverso il confronto. La parte riferita ai “sostantivi” rivisita i contenuti tradizionali trasmessi sul piano educativo, e opera un discernimento critico degli atteggiamenti e dei valori abitualmente proposti. La parte relativa ai “verbi” concentra l’attenzione sul fare dell’educazione, ricollocata all’interno dell’essere, perché l’identità dell’educatore possa essere visibile, credibile, operativa. Gli “aggettivi”, individuano le qualità che l’educatore deve acquisire, poiché si educa per quello che si è, oltre che per quel che si sa e si sa fare.
Valori, atteggiamenti, azioni e qualità dell’essere rendono credibili il dire e il fare, dicono esplicitamente che educare è un modo di essere che si alimenta attraverso il pensare. L’armonizzazione delle diverse dimensioni viene proposta in contrasto con l’attuale identità educativa che tende a divaricare il dato cognitivo e la dimensione affettiva, e soprattutto mortifica la prospettiva esistenziale, che è ciò che maggiormente dovrebbe essere messo in comune nel dialogo fra le generazioni. Il primo sostantivo e l’ultimo aggettivo del dizionario hanno un riferimento esplicito a Don Bosco. L’ispirazione pedagogica del dizionario ha le sue radici nel sistema preventivo. Ecco perché tutto il dizionario è scritto in chiave positiva e promozionale.
Marianna Pacucci è di formazione socio-pedagogica e ha saputo coniugare attenzione e analisi della realtà con azione educativa, culturale e pastorale a vari livelli. Dopo una prima collaborazione con la cattedra di sociologia urbana presso l’università di Bari, ha collaborato per un ventennio con il Centro Pedagogico Salesiano Meridionale. Si è occupata di famiglia, giovani, scuola, parrocchie, diocesi, con ricerche confluite in una trentina di pubblicazioni.