I NOSTRI SANTI
a cura di Enrico dal Covolo, postulatore generale
RECUPERO DOPO EDEMA POLMONARE
A mia madre, molto provata da una crisi di tosse, il dottore aveva diagnosticato una bronchite da curare con antibiotici. Per il peggiorare della situazione, fu ricoverata d’urgenza in ospedale, dove subì un arresto respiratorio dovuto a edema polmonare. Trasportata in terapia intensiva, rimase intubata per tre giorni; poi le levarono il respiratore per verificare come reagiva solo con la mascherina. La visitai, trovandola completamente assente. Cominciarono a dirci che avremmo potuto portarla a casa senza tante speranze di sopravvivenza. Fu allora che invocai la beata Alexandrina da Costa, con la preghiera di un’immaginetta, trovata in una libreria qualche giorno prima. Dopo essere passata dalla rianimazione al reparto degenza il 2 aprile, la mamma è tornata a casa il 4 aprile, rilasciata la seguente diagnosi: “Edema polmonare acuto, insufficienza respiratoria acuta, cardiopatia ipertensiva in p. con PMK, insufficienza renale cronica”. La mamma rimase molto agitata e in stato d’insonnia per tre notti consecutive, finché, visitata dal dottore e praticata l’ossigenoterapia, ha ripreso a riposare. Oggi 15 maggio, dopo oltre un mese dalla dimissione dall’ospedale, sta bene, avendo curato con l’ossigeno l’insufficienza respiratoria. Pratica l’aerosol e prende uno sciroppo due volte al dì, curando con farmaci l’ipertensione. È uscita di casa più di una volta e conduce una vita normale, pur assistita da una badante. Anche i dottori che l’hanno visitata sono sorpresi dell’evoluzione positiva della malattia.
Farinelli Laura, Fregene-Roma
SALVO IL BAMBINO
Dopo alcuni mesi dal mio matrimonio, desideravo tanto avere un figlio, che però non arrivava. Ebbi da una suora l’abitino e il libretto con la novena a san Domenico Savio; maio, scoraggiata, abbandonai ogni preghiera. Consegnai l’abitino a mia cognata che stava per diventare mamma. Nel maggio 2003 essa ebbe un parto difficile. Io allora presi il libretto di Domenico Savio e recitai la novena. Dopo qualche ora ci comunicarono che le era nato un bambino, però era necessario trasportarlo d’urgenza all’ospedale. Lì rimase per 23 giorni, lottando tra la vita e la morte. Mia cognata, oppressa dal dispiacere e dall’ansia, buttò via tutto. Eravamo disperati. Io allora supplicai san Domenico Savio, chiedendo che per sua intercessione fosse salvata la vita al mio nipotino, disposta piuttosto io a restare senza figli. Alla fine il bambino si salvò. Io continuavo a pregare, pur convinta che non avrei più avuto figli. Ma da lì a poco scoprii d’essere in attesa. Ora ho una figlia di 6 mesi. Mentre ringrazio san Domenico Savio delle grazie ricevute, lo prego ancora per una coppia di sposi ai quali è nato un bambino con una malformazione alle braccia.
Giarolina Maria Rosaria, Canicattì AG.
FELICE SORPRESA
Dopo 12 anni di matrimonio, non avendo ancora figli ero desiderosa di partorire. Ho subìto anche un aborto con molte spiacevoli conseguenze, che mi hanno lasciata amareggiata e delusa. Sempre con il desiderio d’avere un figlio, nel 2003 mi sono sottoposta a un altro intervento. Durante la mia degenza in ospedale, ebbi da una signora l’abitino di san Domenico Savio. Ella m’incoraggiò a indossarlo e a leggere la vita del santo. Cominciai a pregare, e con mio stupore dopo otto mesi rimasi incinta. Ora ho una bimba che è la mia felicità.
Leana Lea, Corleone (PA)
NODULO SCOMPARSO
Una mattina, ho notato una macchiolina di sangue al seno sinistro e ho scoperto d’avere un nodulo dolente. Rimasi sorpresa e intimorita. Subito mi affidai a Don Bosco, pregandolo affinché mi stesse vicino e intercedesse con me e per me a favore della mia salute e tutto si risolvesse per il meglio. Mi recai poi dal medico, il quale mi prescrisse di sottopormi a tutti gli accertamenti del caso. Ebbene nei giorni seguenti il nodulo regredì spontaneamente e in breve tempo scomparve completamente, tanto che tutti gli esami risultarono negativi. Don Bosco aveva davvero accolto la mia umile e fiduciosa preghiera.
Penzo Gabriella, Chioggia VE
TUTTO RISOLTO
Dopo tanti tentativi andati a vuoto, mio marito e io ormai stavamo perdendo la speranza di poter avere un figlio, che desideravamo ardentemente. Era, infatti, un nostro grande desiderio quello di dare compagnia a nostro figlio Mario. Allora mi sono rivolta con fiducia a san Domenico Savio, affinché ci venisse in aiuto con la sua intercessione. Sapevamo come il piccolo santo fosse sensibile a questo genere di richieste da parte delle mamme. Mi sono procurata l’abitino e ho recitando ogni giorno la novena. Oggi ho la gioia di abbracciare la mia piccola Maria Pia di tre mesi. Voglio perciò ringraziare pubblicamente il nostro Domenico, riconoscente per la grazia ottenuta.
Laurenzeno Maria, Bova Marina RC
È NATO SANO E FORTE
Mi sono rivolta a san Domenico Savio perché desideravo avere un figlio, tanto desiderato. Al terzo mese di gravidanza tuttavia ebbi perdite, che facevano temere un aborto spontaneo, ma continuai a pregare recitando la novena e portando sempre con me l’abitino. Dopo un’ecografia praticata al quarto mese, i dottori dissero che il bambino poteva nascere malato. Io allora pregai ogni giorno il santo delle mamme in attesa, affinché mio figlio nascesse sano. Il 4 dicembre mi sentii male; andai all’ospedale, portando sempre con me l’abitino. Ed ecco nacque mio figlio Piero, sano e forte.
Lo Piccolo Rosanna, Berna CH
NONOSTANTE I MALANNI
Mia mamma, ricoverata in ospedale per broncopolmonite e altre complicazioni, dopo un mese poté uscire dall’ospedale finalmente guarita, benché si sentisse ancora debilitata. Sono sicura di dovere questa grazia all’intercessione di san Domenico Savio che ho invocato fiduciosa a favore di mia madre. Lo stesso piccolo santo ha aiutato anche me in occasione della mia gravidanza: non posso non essergli riconoscente. Ora voglio affidargli mio figlio undicenne, perché lo difenda da ogni pericolo, non potendolo fare io stessa che mi ritrovo con una salute piuttosto cagionevole e ho il dovere di stare vicina a mio marito che soffre molto per difficoltà di lavoro.
Z.C., Borgomanero (TO)
IL LINFOMA REGREDITO
Amelia, sposata da solo pochi mesi era affetta da un linfoma che dal polmone si era esteso al cervello. Fu sul punto di perdere la vita. Alcuni medici nell’estremo tentativo di salvarla volevano operare al cervello. Io pregai san Domenico Savio, ne richiesi l’abitino e lo feci indossare ad Amelia. Il 9 marzo, anniversario della morte del santo (09.03.1857), recitai la novena. Fu proprio in quel giorno che i medici, effettuata l’ultima risonanza magnetica, si stupirono non potendosi spiegare come il linfoma al cervello fosse regredito. Ora Amelia è tornata a casa: dovrà sottoporsi a un trapianto di cellule staminali. Sono fiduciosa e pregherò il piccolo Domenico, affinché ai primi di aprile, quando si sottoporrà a questo secondo intervento – vorrei che fosse il 2 aprile, giorno della nascita di san Domenico – possa darci un segno tangibile della sua intercessione.
Lamberti Alma, Pompei NA