LETTERE AL DIRETTORE

 

I RITI DELLA CHIESA.Egregio direttore del BS […] non trova un po’ tanto arcaici i riti della Chiesa? In un’epoca come la nostra, che ha iniziato (male) il III millennio, possibile che c’è bisogno di certe mascherate come quelle dei preti la domenica o quelle di certe feste o di certi raduni? […] Per me sono cose sorpassate, tanto che certe cerimonie m’infastidiscono e mi fanno allontanare ancor di più dalle noiose cerimonie […] Come, per esempio, il crearsi delle icone a proprio uso: san Domenico Savio che aiuta le donne incinte, sant’Antonio che protegge le bestie domestiche, san Giovanni Bosco protettore dei saltimbanchi… Se mi risponde sul BS sono contento. Saluti.

Sebastiano@… da Bologna

Caro Sebastiano da Bologna, è impossibile immaginare una società senza riti: sono esistiti, esistono ed esisteranno. I riti non si eliminano; fanno parte della natura umana. Tutt’al più si sostituiscono. Nella tua lunga lettera fai a un certo punto l’esempio di membri delle tribù africane, scrivendo che sarebbe ridicolo oggi presentarsi in società dipinti in quel modo! Ne sei sicuro? E come la mettiamo con i piercing, i tattoo, i tifosi dipinti con i colori della propria squadra? Scrive il sociologo Pascal Lardellier che i riti continuano ad accompagnare la nostra vita e a fabbricare ricordi! La modernità ne ha fabbricati tanti di nuovi! Pensa alle rituali cerimonie degli Oscar, ai “riti” per l’elezione di Miss Universo, alle coreografie negli stadi, ecc. C’è di più. Fai un esame della situazione. Ti aiuto io. A Natale i riti in chiesa sono abbondantemente surclassati da quelli del marketing che li appronta con tanto di cerimonie proprie, paramenti, parole, lettere, discorsi, doni… Tant’è che più di un genitore si fa la domanda Babbo Natale o Gesù Bambino? Ma sono molti altri i riti laici. Oggi esiste anche un matrimonio laico che sembra assurto a tanta importanza che anche i gay vogliono “celebrarlo”, e non solo per essere tutelati dalla legge, c’è in ballo anche la forza specifica e trainante del rito. Il matrimonio è il rito per antonomasia che raduna autorità e parenti, amici e conoscenti: una kermesse di varia umanità la cui presenza sancisce in qualche modo la validità dell’evento con una sequenza di gesti, parole, musiche, canzoni, sorrisi, consacrati dall’uso. Il rito, caro Sebastiano, è, come ti dicevo, una fabbrica di memoria, ma dove si fabbrica memoria si fabbrica storia. Ecco perché è importante. Dietro il rito c’è sempre un’istituzione che non sempre è la Chiesa. Può essere lo Stato, può essere un’istituzione economica, una Pro Loco, un comitato, un’associazione culturale, ecc. In tutti i casi il rito non è mai veloce, accennato, procede tranquillo per essere assimilato, gustato. Un rito affrettato non incide, e perde di significatività. Pensa, che so, a un pranzo di nozze, con tutte le cerimonie che vi avvengono “durante”; oppure a quella “cerimonia” altrettanto importante che è “la presa della patente” che è ormai diventato un rito di passaggio all’età adulta. Chiudo con la chiosa sulle icone… Beh, prova a sostituire la Madonna con la cantante Madonna, sant’Antonio con Renato Zero, ecc. Ti accorgerai che il mondo moderno ha più icone di quel che tu possa immaginare!

 

CATTOLICI RETROGRADI! Caro direttore, […]. “Che cosa andate cercando voi cattolici che ancora non avete accettato Darwin e siete ancorati a una medioevale teoria biblica creazionistica contro ogni scienza e contro ogni evidenza?”. È l’accusa fattami a scuola dal prof. di scienze. […]. È proprio vero che siamo tanto retrogradi? […].

Anna, Udine

No che non lo siamo! Ancora una volta mi sbraccio nel ribadire che il Libro Sacro non è un libro di scienza ma di fede, e perciò la sua ragion d’essere non è insegnare e divulgare teorie scientifiche ma trasmettere la fede nell’unico Dio. Nella Bibbia non interessa il “come”, ma il “chi”. Il dibattito, comunque, tra creazionisti ed evoluzionisti esiste da dopo Darwin (1809-1882) ma è… poco pertinente proprio perché si tratta di due piani completamente diversi, quindi non paragonabili, dal momento che il Libro Sacro non ha finalità scientifica… Questo il preambolo. La tesi tuttavia è altrettanto chiara: Il Vaticano, dunque i vertici della gerarchia cattolica, ha ormai da non poco tempo accettato la teoria darwiniana, tanto che credo siano pochi i teologi biblici che siano rimasti alla teoria creazionista pura e semplice. Ma c’è di più. Il primo papa a dire che Darwin andava preso sul serio fu Pio XII, che fu eletto al Soglio Pontificio quasi 70 anni fa! La Chiesa, insomma, crede all’intervento divino creativo, ma non crede che poi “ogni tanto” il Creatore sia intervenuto, come fa un muratore, per rappezzare una costruzione fatta male con un mattone qua, una spatolata di stucco là, una putrella su, una soglia giù, una tegola sopra… Ci ha pensato l’evoluzione. Insomma la teoria evoluzionista non è contro la teoria creazionista e viceversa. Per adesso questo ti basti, anche se, come puoi ben immaginare, la spiegazione non è così semplice. Ma non è questa la cattedra per i grandi approfondimenti in materia.

 

MARIA E L’ISLAM. Egregio direttore, ho letto su un numero del BS che l’Islam onora la Madonna. Sì, ma mica la considera madre del Messia? Dall’Islam è declassata. Come si fa dunque a dialogare con l’Islam come dice lei? Su quali basi? Mi può spiegare meglio questa faccenda? […] Le allego una sintesi organica del Corano dove le “belle azioni” dell’Islam sono tutte ben elencate…

Mario, Venezia

Caro signor Mario, non si può pretendere che una religione come l’Islam, diversa (e contraria) dal Cristianesimo, riconosca la Madonna come madre del Messia, se il Messia per l’Islam è Maometto. Non le pare? Per dialogare bisogna trovare un terreno comune sul quale poggiare i piedi… delle parole! Ebbene, è comune tra Cristianesimo e Islam la venerazione a Maria. Per l’incipit del dialogo basta e avanza. Non è d’accordo?

Un altro terreno d’incontro può essere l’Unicità di Dio/Allah, o la sua “misericordiosità”, come riconoscono il Corano e la Bibbia.

Comunque la mia risposta sul BS (Luglio/agosto 2005) era diretta “esplicitamente” a chi mi chiedeva se Maria nel Corano fosse venerata addirittura più della figlia del Profeta. Ho risposto di sì, portando a dimostrazione ciò che di Maria dice il Libro sacro. A domanda, risposta! Nient’altro.

Lei mi aveva già inviato la sintesi del Corano!… Che in realtà non è una sintesi ma un esame critico di ciò che nell’Islam non funziona a paragone del Cristianesimo. Nulla da eccepire! Ma – e questo è fuor di dubbio – il suo libretto è più adatto a fomentare uno scontro con i musulmani, piuttosto che a iniziare un dialogo. Assomiglia più a un’arma impropria che non a una piattaforma d’incontro. Il Corano non è quello. Che cosa direbbe lei se della Bibbia facessimo un libricino come il suo, evidenziandone le contraddizioni che ci sono dentro, i doppi sensi, la “fregatura” che Giacobbe ha dato a Esaù, gli errori geografici, topografici, storici, scientifici, metodologici, le contraddizioni morali e legislative, gli improperi contro i nemici ma anche contro Dio, le performance erotiche del “santo” re Davide, o quelle di Salomone, le furbizie di Abramo che fa un figlio con la serva e fa finta che sia di Sara, sua moglie sterile… E si potrebbe continuare… Lei risponderebbe che la Bibbia non è quella, che quegli episodi hanno un loro senso allegorico, che non è un libro scientifico, ma riflette la cultura e la mentalità dell’epoca (anzi delle epoche) in cui è stata scritta, ecc. Beh, ciò deve essere esteso a ogni libro sacro!

Dunque, caro Mario, non è questo il metodo. E non è la contrapposizione dura e pura che risolve i problemi di convivenza civica, o quelli di diversità teologica, o quelli di contrasto morale, o quelli di disparità economica, e via discorrendo. La guerra genera guerra! All’infinito! Ma così va a carte quarantotto il Dio del perdono e della misericordia, il Dio che non si compiace del male, il Dio della pace… Finché il nostro approccio sarà di scontro avremo scontro: una quercia, da che mondo è mondo, non produce arance!


AMORE CHE VIENE, AMORE CHE VA.! Caro direttore, […]. Ieri ho lasciato il ragazzo […]. Mi sentivo quasi intrappolata dal suo amore. Ma mi sento in colpa. La verità è che non mi sono mai sentita parte di lui, eppure continuavo a vivere la storia, alimentando il suo amore per me. […] un altro c’è sempre stato, ma col quale non ho mai avuto alcun tipo di relazione, neanche adesso… perché non ho mai trovato il coraggio di dirgli che lo amo. […] La mia colpa è l’aver intrapreso una storia quando nel profondo custodivo un’altra persona […]

Ausilia@…

Cara signorina, è difficile andare a cercare le colpe nel mistero dell’amore che è mistero divino. “Dio è amore”… (provi a leggere la prima enciclica di papa Benedetto). La fase di preparazione serve esattamente a rendersi conto… se e come con una persona si possa costruire una unità fatta di due teste, due cuori, due sensibilità! È una “ricerca” il fidanzamento, non un “pre-matrimonio”. Quindi non esistono colpe, quando si decide di romperlo – se i motivi sono esattamente quelli “trovati” e cioè teste, cuori, emozioni dei due partner non tendono all’unità nella diversità, anzi se ne discostano sempre di più. Non solo non esistono colpe, ma è un dovere recedere dal cammino intrapreso che non porta da nessuna parte!

Detto questo, manca una sottolineatura riguardo al tuo “un altro c’è sempre stato, ma con il quale non ho mai avuto alcun tipo di relazione, neanche adesso”. Se colpa c’è, va ricercata in questo ambito. Voglio dire che non si può sposare un mito, un ideale, un desiderio. Lo sposalizio è un’unione di due esseri “concreti”, che concretamente s’incontrano e si “provano”, misurano le proprie affinità e confrontano le proprie distanze.

Se hai qualcuno che occupa lo spazio dei tuoi sentimenti, occorre che in qualche modo lui lo sappia. I fantasmi non hanno consistenza ontologica, ma disturbano non poco la psiche e possono lasciare segni indelebili. Non è una colpa far sapere a un altro che occupa un posto importante nei propri sogni di futuro. Una colpa sarebbe continuare a illudersi che prima o poi qualcosa accada che vi fa incontrare.

Il mistero dell’amore per un’altra persona ha un lato molto banale: è un contratto. Ora, nessuno può stipulare un contratto all’insaputa del partner. Mi capisci? Svegliati perciò, e non aver paura delle conseguenze: dal male di amore si guarisce solo se, incontrandosi due partner, l’uno o l’altro si accorge che quell’incontro non coinvolge! E allora è non solo utile ma necessario rivolgere altrove la propria attenzione affettiva. Anche in questo caso si tratta di indovinare la propria strada.

 

APPELLI

Sono un collezionista di schede telefoniche usate, rimborserò le spese postali a chiunque me ne invierà. Marco Dagostini, Casella Postale 82, 33037 Pasian di Prato UD.

 

Vorrei corrispondere con lettori interessati a formare una nuova amicizia. Scrivete a Raffaele Serofani, P.le Marconi 15, 96100 Siracusa SR.

 

Sono una studentessa di 19 anni che desidera ricevere e scambiare santini, francobolli e banconote di tutto il mondo. Ringrazio fin da ora quanti mi scriveranno con affrancatura filatelica. Strada Lucia, Casella Postale 270-BB, 48016 Milano Marittima RA.

 

Ricerco ceneriere di tutti i tipi, anche pubblicitarie. De Luca Rosario, Via A. Manzoni 26/A, 80123 Napoli NA.

 

Colleziono e scambio santini di Gesù e Maria in formato immaginetta e in formato cartolina. Non accetto pacchi e lettere da anonimi. Laporta Paola, Via Maiorano 65, 74029 Talsano TA.

 

Scriviamo per denunciare il trafugamento di una statuetta in legno (70 cm di h) raffigurante Gesù Bambino avvenuta il Natale scorso. Ci appelliamo alla sensibilità degli onesti affinché ci venga restituito il nostro Gesù. Ragazzi Parrocchia S.M.M., Largo S. Maria Maggiore, 95044 Mineo (CT).