100 anni fa

 

Abbiamo trovato nel BS di aprile 1906 la lettera del catechista Pietro Maria Rossi che descrive un’escursione in barca nell’Isola Grande della Terra del Fuoco. Ecco uno stralcio che ci sembra quasi incredibile, tanto è… evangelico.

 

All’ottavo giorno della nostra partenza, avendo distribuito gli alimenti con generosità fraterna anche a coloro che poi non ci seguirono, quantunque avessimo ucciso tre guanachi, rimanemmo senza viveri; ma il vecchio Eliseo, con la sua vista di lince, scorse in lontananza sopra uno scoglio due lupi marini. Preso quindi il fucile, ci avvicinammo ad essi colle dovute precauzioni, ma il proiettile non li ferì appieno, per cui si gettarono nell’acqua, e non si videro più. La cosa incominciava a farsi abbastanza seria; l’estancia più vicina, distava, per lo meno, più di novanta chilometri, e si sa che qui nella Terra del Fuoco le ferrovie non esistono ancora. Regnava però sempre tra noi il buon umore ed una dolce e caritatevole allegria. Ci ricordammo allora di quel detto del Beato Curato d’Ars: “La Croce è piantata in tutti i lati del mondo, affinché ve ne sia un pezzetto per tutti”. Dopo aver messa tutta la confidenza del nostro buon Padre Celeste, ci raccomandammo alla Divina Provvidenza, e si gettò la rete: e questa, in pochi minuti, con nostra grande meraviglia si riempì, e fu necessario per tirarla alla spiaggia, usar tutte le precauzioni per non romperla. Erano centoventi pesci, di circa un chilogrammo caduno, che ci fornirono il necessario alimento nei quattro giorni, che ancora ci rimasero di viaggio. Noi, vista tant’abbondanza, gettammo nuovamente la rete, ma invano; la Provvidenza ci aveva già dato il necessario, e non si raccolse più nulla.