LETTERE AL DIRETTORE

 

LA BESTEMMIA.Caro direttore, […]. Io gioco in una squadra, e sono uno dei più giovani. Sapesse quante ne sento di bestemmie […] Ma anche sul lavoro non è diverso. Possibile che abbiamo una moralità così bassa? Purtroppo non riesco a oppormi, non ne ho il coraggio. Ma, oltretutto, non c’è anche la legge che proibisce le bestemmie?

Luigi, Milano

Caro Luigi, purtroppo la bestemmia è uno dei vezzi/vizi che qualificano (!) anche all’estero la nostra cara Italia. Inutile rivangare le cause più o meno storiche: il potere temporale, il ghibellinismo, la massoneria, l’anticlericalismo e via elencando. Senza dimenticare l’ignoranza. Sulla bestemmia si è scritto non poco, anche perché solo con il decreto legislativo 507 del 30/12/’99 è stato depenalizzato il reato di vilipendio alla religione attraverso la bestemmia (ma non tolto), e trasformato in illecito amministrativo che prevede un’ammenda da 100 a 600  mila lire (non so quanto in €). Forse anche questa è una delle cause incentivanti per chi ha il gusto della trasgressione.

C’è chi afferma che sono pochi coloro che lo fanno per sfregio o per odio religioso, e ancor meno quelli che lo fanno perché “atei”, anche perché in quest’ultimo caso prendersela con uno che non esiste è alquanto stupido! Sono molti invece quelli che bestemmiano per vizio “atavico” appreso non di rado fra le mura domestiche, o nei posti di lavoro (in fabbrica, in campagna…). Alcuni, soprattutto i più giovani, lo fanno per snobismo. Che cosa ci sia di snob in una bestemmia non so dirle, ma certi sociologi sono convinti anche di questo. E c’è infine una parte consistente di “bestemmiatori” che lo fa… per rabbia di non ottenere ciò che chiede a Dio. Alcuni moralisti lo chiamano amore a rovescio: “Io ci credo in Dio, ci credo eccome! È per questo che mi arrabbio quando non mi ascolta e voglio svegliarlo con qualche moccolo!”. Questo le scrivo non perché io l’approvi (ci mancherebbe) ma per dirle che tra le tante ipotesi esiste anche questa, che forse non è poi così “peregrina”.

La bestemmia, come modo di sfogarsi o come intercalare, indubbiamente non indica un alto grado di cultura religiosa, e nemmeno di civiltà. Ma ormai siamo abituati a una civiltàincivile, tanto da non farci più caso. Che fare? A un modo di fare e/o di dire bisogna opporne un altro… uguale e contrario! Anche in questo caso, insomma, si ottiene più con l’esempio che con la parola. A volte basta una smorfia di disgusto per far riflettere un bestemmiatore e tappare una bocca sacrilega. Altre volte è sufficiente un’osservazione gentile: Mi scusi è successo qualcosa?. O una richiesta cortese: Se può astenersi… sa, ci sono dei bambini!. Oppure: Se potesse esprimersi più gentilmente gliene sarei grato. Un giovane universitario mi ha scritto di aver indotto al silenzio alcuni amici dal gergo scurrile con un semplice: Dovete avere una bestia come dio voi altri, per trattarlo così… il mio non è certo come il vostro!.

Caro Signore, c’è chi scatena la fantasia per inventare imprecazioni sempre nuove. Scateni la sua per inventare risposte sempre nuove! Leggi e pene non servono, tant’è che siamo – pare – il paese più bestemmiatore del mondo.

 

MIRACOLI.Gentile direttore, […] Non posso, non voglio credere a un Dio che al pari degli dei omerici interviene nelle umane vicende, ne guida il corso, rimette in piedi un paralitico e ne lascia a terra milioni, consente disastri epici e non fa nulla per evitare lo scempio di milioni di bambini mutilati, sfruttati, violati, però ogni tanto lancia uno spot pubblicitario facendo lacrimare Madonnine […] Io “vorrei credere“ in un Dio che (mi consenta l’espressione che non vuole assolutamente essere blasfema) si fa gli affari suoi e ci aspetta al varco per dirci: “Ehi tu, vieni un po’ qui e dimmi come la mettiamo ora?”.  [...]

Carlo, Torino

Caro signore, ricevuta la sua lettera, l’ho letta con attenzione, e mi sono sorpreso a pensare che avrei avuto ben poco da eccepire riguardo alle sue affermazioni. Io credo in un Dio che ha dato il via alla cosa più incredibile dell’universo: la vita;  che ha regalato a questa vita una energia inimmaginabile: l’anima razionale; che poi s’è (mi perdoni l’espressione) tolto d’attorno perché a quel capolavoro di creatura “creata” aveva anche concesso la possibilità di arrivare con le sole sue forze a mete inimmaginabili, dopo  avergli fatto il regalo più prezioso e pericoloso di tutti: la libertà. Il che vuol dire che Dio  non aveva creato degli schiavetti senza volontà da sistemare in un limbo etereo, privo di emozioni, ma persone responsabili e autosufficienti, capaci di progresso.

Sono profondamente convinto che non ci sia bisogno di Dio per evitare lo scempio di bambini mutilati, sfruttati, violati, ma semplicemente di un po’ più di giustizia, di equità, di uguaglianza, di responsabilità… Cose tutte che sono in mano all’uomo. Perfino i disastri della natura sono nelle sue mani. Molti, troppi, li provoca la sua ingordigia… Ma questo lei lo sa bene. Io, caro signore, non dico “vorrei credere”, usando il condizionale ma “credo” in un Dio che si fa gli affari suoi, perché è inconcepibile che dopo aver creato un capolavoro ci debba rimettere le mani per appiccicare toppe qua e là… Allora non era un capolavoro, era uno schifo. Confido che, prima o poi, l’uomo capisca che dipende da lui avere una società di uomini/capolavoro, oppure una società di cani arrabbiati!

Per la teologia il miracolo è più un interrogativo che una meraviglia. Forse Dio ne compie qualcuno proprio per suscitare qualche interrogativo, per far capire alle sue creature che, se le energie di cui le ha fornite vengono utilizzate per aiutare i propri simili e non per inventare ordigni micidiali, i miracoli potremmo farli noi stessi. Chissà, i miracoli  potrebbero essere sprazzi di luce nel buio che ci siamo creati, per ricordarci che oltre le nubi il “Sole” splende ancora e splenderà sempre; per farci scorgere nella giungla in cui ci siamo perduti qualche sentiero… Chissà!

 

SCOMMESSA SU DIO.Direttore, oggi abbiamo studiato Pascal […] abbiamo letto alcuni suoi pensieri. Non ho capito molto, li credevo più facili […] Il prof ha detto che Pascal, filosofo e matematico francese, ha dimostrato l’esistenza di Dio. E come ha fatto? […] (Debora) […] Di che cosa è veramente morto Pascal? Perché non è santo? […] (Angelo, Elio, Serena)

Cari amici, prima di tutto Blaise Pascal non ha dimostrato l’esistenza di Dio. Al contrario ha asserito che è semplicemente impossibile all’uomo dimostrare sia l’esistenza sia anche la non/esistenza di Dio. Egli ha però “scommesso” sulla Sua esistenza, facendo pressappoco questo ragionamento: riguardo a tutto ciò che esiste si può puntare solo su due vie, o sul Caso o su Dio. Se punto sul Caso, Dio non esiste e io vivo di conseguenza non tenendo conto di Lui, né posso aspettarmi nulla di diverso dal “nulla”. Se invece punto su Dio, vivo una realtà infinita ed è lecito che mi aspetti una beatitudine infinita. Poi spiega così l’affermazione: mettiamo il caso che Dio non esista; io che ho puntato tutto su di Lui ho perso. Sì, ma che cosa ho perso? Ho perso l’Infinito. Mi rimane però il finito, il mondo, le cose. Ragionandoci un po’ su, tutto sommato mi conviene puntare sull’esistenza di Dio perché se non esistesse avrei sempre e comunque il mondo finito a mia disposizione; ma se esiste, allora avrei un doppio guadagno, oltre al mondo finito guadagnerei anche l’infinito, cioè Dio. A conti fatti, conclude Pascal, scelgo di credere, perché se non c’è nulla non perdo nulla e se c’è Dio guadagno tutto!

Per quanto riguarda le domande di Angelo, Blaise Pascal pare non fosse un colosso di salute: fu sempre tormentato da fortissime cefalee, e pare sia morto di tumore addominale. Si dice che fosse anche affetto da tisi. Insomma era un malato cronico che morì a 39 anni. Il perché non sia santo… Beh, per essere dichiarati santi, caro Angelo, non basta essere apologeti e non basta credere. Oltretutto Pascal ha ceduto al giansenismo. In difesa di questa “eresia” egli scrisse Le Provinciali, un capolavoro della letteratura francese che però fu iscritto dalla Chiesa nell’“Indice dei libri proibiti”. Un po’ difficile perciò dichiararlo santo.

 

VERSUS ISLAM. Caro dir., […] Non mi pare di rilevare una grande voglia di dialogo da parte dei musulmani […]. L’esegesi storica, filologica, teologica del loro libro sacro è inesistente e per loro inaccettabile […]. Della nostra disponibilità al dialogo se ne servono solo strumentalmente […].
Giovanni, Verona

Caro Giovanni, credo che la risposta migliore, in proposito, l’abbia data Benedetto XVI. A mio parere il Papa tedesco ha centrato il problema, quando ha affermato che l’Islam è un po’ impaurito. Non dalle nostre armi, e nemmeno dalla nostra tecnologia. È impaurito dalla nostra indifferenza religiosa. Non vuole fare la nostra stessa fine, di uomini dediti solo al potere, al business, al successo. Ho la lettera di uno studente islamico che è in Italia da più di 15 anni. Forse spinto dalla fidanzata, mi ha scritto affermando che noi occidentali abbiamo perduto l’anima, e che era proprio questo l’argomento di conversazione più frequente presso la sua famiglia. Quando ha accennato di essersi innamorato di una ragazza cattolica, conosciuta all’università di Roma tre, gli hanno dato l’ultimatum. Non però come crediamo noi. Il papà, di fronte al consiglio di famiglia riunito, ha affermato: “La puoi prendere in sposa solo a due condizioni: o si fa musulmana, o è cattolica praticante. Non avrebbero mai accettato una “senza Dio”, o una persona indifferente ai valori religiosi.


 

APPELLI

 

Ho 31 anni e vorrei corrispondere con ragazzi/e di età compresa tra i 30 e i 40 anni per sincera amicizia. Risposta assicurata. Conzatti Stefania, Via Vittorio Veneto 6, 20020 Cogliate MI.

 

Sono Filadelfo e ho 40 anni. Vorrei corrispondere con ragazze dai 35 ai 40 anni. Scopo amicizia e scambio idee. Filadelfo Alessandro, Via Giovanni Amendola 62, 96016 Lentini (SR).

 

Sono un collezionista di francobolli, cederei in cambio una piccola collezione di francobolli, circa 70, timbrati e perfetti di vari stati, tutta la serie completa dei Mondiali di Calcio di anni passati. In cambio cerco francobolli italiani dal 2000 a oggi, in più offro 2 francobolli italiani alto valore facciale, di £ 10.000 del 1983 £ 20.000 del 1987. In cambio cerco francobolli italiani da £ 20 del 1949. Gulotta Gaspare, Via B. Brandolini 1, 00139 Roma (RM).

 

Mi chiamo Silvia, ho 23 anni e cerco amici/che di tutte le età per instaurare una bella e sincera corrispondenza. Solo per vera amicizia. Picchi Silvia, Casella Postale interna n°15, 47039 Savignano sul Rubicone (FO).

 

Eseguo ritratti di Santi e Beati su commissione in inchiostro di china su papiro. Marco Ferrari, Via Garibaldi 46, 18027 Pontedassio (IM).

 

Sono un giovane di buona educazione morale e culturale. Desidero conoscere giovani per scambiare idee, fare gite, comunicare. Desidero fare buone amicizie con persone serie e di fede. Marco Meozzi, Via Ugo Foscolo 1, 56127 Pisa (PI).

 

Per allietare la mia solitudine colleziono cartoline e francobolli. Mi piace molto corrispondere. Sarappo Giovanni, Via Roma verso Scampia 250, 80144 Secondigliano (NA).

 

Cerco e scambio santini. Cerco inoltre autobiografia del sac. Dolindo Ruotolo (1882-1970). Greggio Gabriella, Via Lanaioli 18/a, 37135 Verona (VR).