100 anni fa
Gennaio 1907. In una lettera a don Rua scritta da Meliapor, il missionario don Giorgio Tomatis racconta della singolare tradizione che indica nell’apostolo Tommaso il primo evangelizzatore dell’India.
[…] Visitai anzitutto il piccolo monte ed il gran monte San Tommaso. Chiamansi così due colline poste l’una ad otto e l’altra a dieci chilometri da Meliapor.
Il Piccolo Monte non ha più di cinquanta metri d’altezza, è coperto di rocce da ogni parte eccetto al sud, ove si apre una larga e spaziosa gradinata che conduce alla piccola chiesa che sorge in cima ad esso. La chiesa fu costrutta dai portoghesi più secoli or sono ed è dedicata alla Madonna della Buona Salute.
Dietro l’altar maggiore si apre nel sasso una apertura, quasi una feritoia, per la quale a stento si entra in una grotta molto bassa e di piccole dimensioni. È méta di molti pellegrinaggi. L’immagine di San Tommaso domina l’altarino appoggiata contro il sasso. La tradizione dice che l’Apostolo San Tommaso venuto a predicare il Vangelo in questi paesi ponesse là vicino la sua dimora; e salisse spesso sul piccolo Monte per pregare in detta caverna, specialmente quando la perfidia degli idolatri cercavalo a morte. A destra dell’altarino è additata una specie di finestrella che dà un po’ di luce alla grotta. Si vuole che detta apertura si producesse il giorno in cui il Santo Apostolo che s’era nascosto nella grotta venne scoperto dagli idolatri ed inseguito da un bramino armato di lancia fin’in quel nascondiglio. Per quella specie di finestra la tradizione dice che il Signore offrisse miracolosamente all’Apostolo una via di scampo.