OSSERVATORIO
Marco Pappalardo
L’Agorà dei Giovani Italiani è un percorso triennale, scandito da grandi eventi nazionali e internazionali attraverso cui la Chiesa vuole rendere i giovani sempre più protagonisti della propria missione.
Se ne parla sempre più spesso, l’ha annunciato Ruini in un passaggio del suo discorso di chiusura a Verona, convocando i giovani per il primo grande appuntamento, che si svolgerà a Loreto i primi due giorni di settembre 2007, con la probabile presenza di Benedetto XVI che sempre più entra nelle simpatie dei giovani con quel suo saper coniugare in modo impareggiabile mitezza e fermezza. Saranno tre anni intensi, scanditi da tre temi “Come io vi ho amati”; “Sarete miei testimoni”; “Fino ai confini della terra”.
Primo anno. La comunità cristiana è invitata a uscire dai propri spazi per instaurare nuove relazioni con i giovani. È un invito ad aprirsi all’ascolto e alla condivisione sul terreno della vita quotidiana. Gli argomenti da affrontare sono quanto mai attuali: gli affetti, l’esperienza della fragilità, l’impegno di cittadinanza, il rapporto tra studio/lavoro e festa, la relazione con le altre generazioni. Temi che scottano sulla pelle dei giovani. L’evento principale dell’anno sarà il già citato incontro di Loreto, preceduto da alcuni giorni di accoglienza in 32 diocesi nelle Marche, Umbria, Emilia Romagna e Abruzzo. Saranno presenti delegazioni giovanili di tutta Europa e del Mediterraneo.
Secondo anno. Sarà dominato dal tema della missione: ogni giovane si fa portatore dell’annuncio cristiano attraverso fatti più che parole, attraverso cioè la testimonianza quotidiana negli ambienti in cui vive. Sarà una sfida lo scovare iniziative di evangelizzazione sulla linea giovani per i giovani. L’impegno è semplice e suggestivo: vivere la missione come “gioiosa comunicazione della bellezza di una scoperta che si vuole condividere con tutti”. L’evento principale sarà la XXIII Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà a Sidney in Australia dal 15 al 20 luglio 2008.
Terzo anno. Il tema ancora una volta è di altissimo profilo: “la missione come cultura”. Sì, perché la comunicazione del Vangelo passa anche attraverso le “parole” della cultura e della solidarietà. I giovani potranno aprirsi a una testimonianza coraggiosa e originale, misurandosi sulle frontiere delle grandi questioni culturali e sociali del nostro tempo. L’evento principale sarà vissuto contemporaneamente in tutte le diocesi italiane: nelle piazze, nei santuari o in qualche nuovo santuario del nostro tempo (centri commerciali, stazioni, cinema, piazze, stadi…), come conclusione dell’Agorà. Si tratta di iniziative le più disparate e intelligenti che la creatività giovanile saprà inventare e realizzare. Sarà la conclusione di questo grandioso affresco con i giovani come protagonisti. “Potremmo vederne delle belle”, ha commentato un giovane dei papaboys di Roma. Gli crediamo sulla parola: i giovani sono sempre capaci di sorprenderci.
(Per saperne di più: www.agoradeigiovani.it )