LETTERA AI GIOVANI
Carissimo/a
ti sento in fibrillazione.
Anche le tue parole vivono alla giornata e si spengono
prima di affiorare in superficie.
Non hai accanto a te nessuno cui dire come una volta “tu”.
Una sorta di febbre si è impadronita di te e di tutto. Tutto è sotto silenzio.
Ti senti un albero scheletrito in pieno inverno.
Qualche foglia ancora e tanto freddo e buio da sentirti sepolto vivo.
Che cosa sta succedendo? Pensi di essere arrivato al limite, svuotato, spossato.
Che cosa sta succedendo?
Stai per esplodere e gridare “voglio vivere”.
Ho una gran voglia di vivere come di respirare, mangiare, gioire, cantare.
La mia vita è un cantiere aperto, un sogno a occhi aperti.
Non è un castello in aria, corre il rischio di saltare in aria come un castello.
Non voglio morire a rate, col contagocce, giorno dopo giorno.
Non pretendo il sole a mezzanotte,
non chiedo una rosa in un giorno di neve,
a gennaio non cerco il sole di agosto.
Voglio sentire l’anima mia. Non è fuggita lontana da me.
Non la sento più. È la cosa più bella che ho.
La stimo, la cerco. È il fuoco misterioso del mio amore,
è la sorgiva innocente dei miei pensieri. La amo.
Qualunque cosa mi succeda
voglio trascorrere tutti i giorni in sua compagnia.
Anima mia, amica mia. Fatti sentire e vivrò.
Se ti ho fatto male, se ti ho bistrattata ritorna a me.
Guariremo insieme. Mi prendo cura di te.
Posso sperare ancora?
Il verde è sparito, ma la primavera ha pronta la sua rivincita.
La terra è fredda, abbandonata, ferita dall’aratura,
ma le mie mani sono grondanti di sementi.
Riuscirò a trovare la stella polare? Il cielo non si è svuotato.
Accetto la mia notte e ritroverò la mia cometa.
Mi prenderò tutto il tempo che ci vuole, ma voglio tornare a pensare,
a leggere, a pregare, a suonare, a ridere, a stare di nuovo con te,
sempre con te. Voglio dire a tutti “sono ancora viva”.
Alcune parole mi fanno morire, raddoppiano la mia angoscia.
Altre mi riaccendono. Per esempio? “Vita”.
È come la fame, la sete, l’aria.
Ho voglia di vivere. Ho voglia di scriverlo sui giornali,
ho voglia di dirlo ai depressi,
alle migliaia di persone che chiedono al loro medico un ansiolitico, un sedativo. A tutti, ai desolati, a chi vive in ristrettezza dico:
stringi i denti, non mollare, la voglia di vivere è la vita stessa.
Buon anno, anima mia.
Non ti avevo mai scritto. Lo faccio ora.
Ti amo. Te lo dico forse per la prima volta.
Qualunque cosa mi succeda non di lascerò mai più.
Con te non si invecchia. Con te non si muore più.
Grazie, anima mia.
Con te mi è ritornata la voglia di vivere.
Carlo Terraneo