PRIMA PAGINA

Avv. Guido Celoni

MINORI E TV

Tra molte notizie cattive o insipide, non è facile far emergere qualche segnale di “civiltà”. Eccone uno. Il Ministero delle Comunicazioni ha emanato il decreto n° 218/2006 con il quale vieta l'utilizzo di minori di anni quattordici in situazioni giudicate lesive dei loro diritti e pericolose per la crescita equilibrata loro e dei loro coetanei che li guardano in TV.

 

Il decreto vieta espressamente alle emittenti radiotelevisive di "sottoporre i minori di anni quattordici ad azioni o situazioni pericolose per la propria salute psicofisica o eccessivamente gravose in relazione alle proprie capacità o violente, ovvero mostrarli, senza motivo, in situazioni pericolose"; inoltre, vieta di "far assumere a minori di anni quattordici, anche per gioco o per finzione, sostanze nocive quali tabacco, bevande alcoliche o stupefacenti" e di "coinvolgere minori di anni quattordici in argomenti o immagini di contenuto volgare, licenzioso o violento"; infine, vieta di "utilizzare minori di anni quattordici in richieste di denaro o di elargizioni abusando dei naturali sentimenti degli adulti per i bambini".

 

La novità rispetto al codicedi autoregolamentazione TV e minori (che risale al 2002) è data dal fatto che ora tali disposizioni sono obbligatorie; in caso di violazione sono previste sanzioni (purtroppo soltanto pecuniarie) da 25000 a 350000 euro. La vigilanza è affidata alla Commissione per i servizi e prodotti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ma gli occhi attenti di genitori sono molto più efficaci, per cui qualche segnalazione al ministro delle Comunicazioni sarebbe un dovere morale e civico.

 

Una pecca del decreto è quella di aver omesso alcune fattispecie espressamente previste nel Codice di autoregolamentazione TV e minori: "Non trasmettere immagini di minori autori, testimoni o vittime di reati e in ogni caso garantirne l'assoluto anonimato". "Non utilizzare minori con gravi patologie per scopi propagandistici o per qualsiasi altra ragione che sia in contrasto con i loro diritti e che non tenga conto della loro dignità" (il decreto vieta l'utilizzo di minori solo in richieste di denaro o di elargizioni). "Non intervistare minori in situazioni di grave crisi (per esempio, che siano fuggiti da casa, che abbiano tentato il suicidio, che siano strumentalizzati dalla criminalità adulta, che siano inseriti in un giro di prostituzione, che abbiano i genitori in carcere o genitori pentiti) e in ogni caso garantirne l'assoluto anonimato".

 

Per il divieto di far assumere ai minori di anni quattordici tabacco e sostanze alcoliche in TV, meriterebbe una riflessione il fatto che alle ore 20 entrano in funzione i distributori automatici di sigarette (disponibili di fatto per tutti) e che nessuna cassiera di un supermercato manderebbe indietro un tredicenne che si presenta con una bottiglia di vodka o di birra. In questi casi ci sono in gioco interessi economici rilevanti dello Stato e di alcune grandi aziende, per cui è più difficile per i parlamentari essere "illuminati".