100 anni fa
Il BS di febbraio riporta a pagina 43 un interessante studio del sac. don Antonio Malan sulla terribile tribù dei bororo, sulle loro micidiali scorrerie e sulle lotte feroci con i Cayapos e i Parecis. Estrapoliamo un brano, là dove l’autore parla dei salesiani che si assumono l’incarico di civilizzare i bororo della colonia Thereza Christina.
[…] L’anno seguente noi ci assumemmo l’incarico della civilizzazione e la continuammo per quasi tre anni. E nel breve spazio di 28 mesi la Colonia Thereza Christina si avviò a tale trasformazione che faceva promettere i frutti più consolanti. Cessarono le spaventose scorrerie e regnò la tranquillità fra le popolazioni circostanti; gli indii adulti si facevano compagni dei nostri nei lavori dei campi; i fanciulli frequentando le scuole dei Missionari ricevevano un’istruzione non disgiunta dalla vera educazione, fondata nella religione cristiana. Si erano pure provvedute alcune macchine per dar sviluppo all’agricoltura ed a qualche altra più importante industria; in una parola, la Colonia si trovava in istato che garantiva per qualche tempo anche il sostentamento di molte centinaia di selvaggi, come ebbi a dichiarare nel mio rendiconto stampato nella Gazzetta Ufficiale del Gennaio del 1898. Ciò che era parso impossibile agli uomini della spada, lo seppe compiere facilmente la Religione all’ombra della Croce. Ma il 1898 avevamo appena incominciata la raccolta dei primi frutti dei nostri sudori, quando piacque al Signore, forse per provare la nostra costanza, con un atto del 3° Vice-Presidente al potere, che noi fossimo esonerati della missione che non solo generosamente e patriotticamente ma anche ufficialmente ci aveva affidata l’esimio Presidente Dott. Emmanuele Murtinho.