SFIDE ETICHE x RAGAZZI, GENITORI, EDUCATORI

di Giovanni Russo bioeticalab@itst.it

L’UOMO DI OGGI SI LASCIA GUIDARE?

I cieli narrano la tua gloria e l’opera delle tue mani annunzia il firmamento”. La meraviglia dell’universo come immagine della bellezza di Dio che si manifesta ancora di più nell’uomo. Le contraddizioni presenti nell’uomo.l'opera delle sue mani annunzia il firmamento

 

Il Signore ama la vita (Sap 11,24), ha soffiato in tutto il creato la sua bellezza, tutto ciò che ha posto in essere è una meraviglia e stupende sono le sue opere nelle quali risplende la sua immagine. Tutte le cose create e la natura escono dalla vita stessa di Dio e manifestano lo splendore divino, il fascino e la grazia della sua magnificenza. Se guardiamo la natura, la maestà del mare, la grandiosità delle montagne, il cielo con le sue infinite costellazioni, gli animali e tutto ciò che ha vita, rimaniamo senza parole. Il mistero della vita ci avvolge come uno splendido manto e con il respiro del suo soffio vitale ci riempie di stupore. Se poi guardiamo l’uomo, la sua bellezza, l’ampiezza senza fine dei suoi pensieri e gli infiniti orizzonti dei suoi sogni e dei suoi progetti, ci coglie un senso di sbigottimento per l’incommensurabilità del suo essere, per la sua sete di verità profonde, per la bellezza della reciprocità, per la scoperta dell’amicizia e per il fascino dell’amore. Dio ama la vita, gioisce e gode delle sue opere, perciò se ne prende cura e le custodisce con la sua continua protezione.

INTERROGATIVI

L’uomo, soprattutto oggi, sente la passione per la vita e per la bellezza del creato, ma conosce anche la sua reazione “contro” la vita. Deturpa la natura e l’ambiente, inquina e sfregia gli ecosistemi, maltratta gli animali, usa violenza con i suoi simili, guerreggia, manifestando non amore per la vita, disprezzo, denigrazione, prepotenza e perfino abuso delle creature più fragili e bisognose di amore e protezione come i bambini. Perché? Perché il male? Perché l’uomo non si “lascia guidare”, ma cerca una vita senza la compagnia della vita e lasciandosi solo condurre dall’avidità, dalla cupidigia e dalla bramosia di falsi bisogni che non riempiono la sua vita, quanto piuttosto la svuotano.

LASCIARSI GUIDARE

L’uomo di oggi ha un profondo bisogno di “guida”, ovvero di compagnia e di compartecipazione. L’autonomia assoluta della libertà chiude l’uomo nel proprio egoismo e blocca le spinte verso la vita di relazione. La vita è tutta reciprocità e relazione e perciò per essere compresa e goduta esige di essere condivisa e partecipata: non c’è vita nell’autonomia, perché la legge della vita è nella reciprocità solidale dell’amore. La vita, che è tutta relazione di elementi, esige la necessità di “lasciarsi guidare”. Dio ama la vita e “guida” coloro che sono in atteggiamento di discepolato. L’uomo del nostro tempo, che ha posto al centro la sua autodeterminazione, fa fatica a scoprire gli ampi orizzonti della vita, perciò è alla continua ricerca di “surrogati” di vita, di droghe, di alcol, di dimensioni “estreme” (anche nell’eros) per poter riempire il suo bisogno di vita vera. Chi si lascia guidare non è un soggetto incapace, ma solo uno che ha compreso che la capacità del vivere è compartecipazione e scambio di reciprocità. “Guidami nella tua vita”: nessuno può entrare nella vita dell’altro senza la guida dell’altro, come nessuno può entrare veramente nella nostra vita senza la nostra guida.

L’ACCOGLIENZA DELLA GUIDA

Se la scoperta della vita è possibile solo grazie alle “guide”, non resta dunque che lasciarci guidare, accogliendo chi ha il compito di condurci. La guida non è un soggetto che ostenta sicurezza, un padrone della nostra vita, ma un compagno di strada che guida ma nello stesso tempo si lascia guidare dall’altro compagno. Chi guida lo fa nel momento stesso in cui si lascia guidare. Chi ha messo vita dentro la vita può condurci alla vita, chi si è consegnato alla vita può consegnarla agli altri, perché la guida può essere tale per l’amore che infonde alla vita. Dio ha messo vita dentro la vita, ha messo se stesso, la sua bellezza, la sua gioia, la sua intramontabilità, l’ha resa visibile in un modo del tutto originale, cioè consegnandola.

Lasciamoci consegnare la vita. Lasciamo che la vita ci venga donata, perché da soli non possiamo averla. Lasciamo che Qualcuno ci guidi con il suo amore per la vita. Solo l’amore di Dio per la vita può guidarci fino all’ebbrezza. Lasciamoci guidare dall’amore di Dio per la vita, perché solo lui l’ama veramente ed è l’autore dell’amore e della vita.

 

Valori in questione

§         Dio ama la vita, gioisce e gode delle sue opere. L’uomo di oggi deturpa la natura e l’ambiente, inquina gli ecosistemi, maltratta gli animali, usa violenza con i suoi simili; e questo perché non si “lascia guidare”.

§         La vita, che è tutta relazione di elementi, esige la necessità di “lasciarsi guidare”.

§         Nessuno può entrare nella vita dell’altro senza la guida dell’altro; e nessuno può entrare veramente nella nostra vita senza la nostra guida.

§         La guida non è un soggetto che ostenta sicurezza, ma un compagno che guida mentre si lascia guidare dall’altro compagno. Chi guida lo fa nel momento stesso in cui si lascia guidare.

§         Solo Dio che ha messo vita dentro la vita può condurci alla vita.

 

Confrontiamoci in Gruppo e in Famiglia

§         Ci lasciamo guidare dall’amore di Dio per la vita o ci lasciamo prendere dal pessimismo?

§         Perché oggi si fa tanta fatica a lasciarsi guidare?

§         Che cosa fare per essere “guide” discrete nella catechesi sulla vita?

§         Come accogliamo chi ci guida in famiglia o in comunità?