DIBATTITI - Giornate Mondiali
di Severino Cagnin
L’11 febbraio è la 15ª Giornata Mondiale del Malato che si celebra a Seoul. Lancia una speranza anche per i poveri e gli incurabili.
Mike Meegan è il protagonista del documentario premiato in Campidoglio con il Premio Harambee nel programma “Tutti insieme per l’Africa”. Medico irlandese, da 25 anni assiste una popolazione di 25.000 masai in una regione del Kenia priva di infrastrutture, energia, acqua potabile e falcidiata da aids, colera, malaria, tubercolosi. La sanità non può più essere un fatto privato: se non salviamo i malati lontani perché distanti ma ancor più perché ignorati (anche se in famiglia o nel quartiere), ci illudiamo di star bene. Un invito, dunque, ad aprire sinceramente gli occhi: bambini da curare, anziani da assistere, invalidi e handicappati, drogati... Il mondo ha bisogno di una mano. Eccome!
La XV Giornata Mondiale dell’11 febbraio 2007 propone il tema “La Cura Pastorale e Spirituale dei Malati con Patologie Incurabili”. Si tratta di malati che chiedono affetto e sostegno morale più che iniezioni. L’augurio più grande che si può fare loro è di avere la forza della serenità e di incontrare Dio. Sono in programma momenti comunitari diversi. Il 9 di questo mese si tratterà delle malattie croniche in Asia e l’accompagnamento pastorale della Chiesa in Corea. Capire la “Pastorale della Salute” è indispensabile per avvicinare un sofferente: pastore nel Vangelo è chi conosce per nome, chi guida, chi cerca la persona smarrita e incapace di trovare la strada di casa. Egli senza discorsi e tergiversazioni prende in braccio il debole e lo protegge.
“Oggi si assiste a un tipo di disagio sociale che si fa spesso disagio mentale – ha detto monsignor Guerino Di Tora, direttore della Caritas di Roma –. Il disagiato non sente più il senso del vivere, non ha più voglia di realizzarsi, di fare. In tali circostanze occorre attuare la teologia della prossimità: farsi prossimo, camminare insieme, perché il vero oggetto della carità, il suo fondamento, la sua peculiarità è proprio la persona umana”. L’assistenza a un malato si inserisce nel quadro della vita cristiana. In TV verrà trasmesso il documentario Quando dici quattromila addii, sul dott. Meegan, che “ha proposto la visione di una Nigeria pacificata, consapevole e orgogliosa della sua storia, delle sue molteplici culture, dove coesistono in armonia la fede in Cristo, in Allah, nei riti animisti e nelle religioni tradizionali”. Sarà tutto vero e possibile? Siamo chiamati a decidere e non a subire. “Nella storia di un uomo che non si arrende e mai si arrenderà nella sua caparbia battaglia contro la miseria, il dolore e la morte c’è chi vede il santo, chi Don Chisciotte”. Conclude la giuria: “A noi piace vedere un uomo che proprio non riesce a guardare i suoi simili senza lottare”.
Caritas, Amici dei lebbrosi, Istituto per la Cooperazione Universitaria, medici del CUAM, volontari del VIS, Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche, presente in 17 regioni con 47 centri, frequentati quotidianamente da 15.000 persone, con 1384 operatori/educatori, 187 addetti, 1987 volontari, 109 del servizio civile. E ancora le suore (in asili e ospedali, case per anziani, missioni).