I NOSTRI SANTI

a cura di Enrico dal Covolo  postulatore generale

 

GRANDE RICONOSCENZA

Leggendo la biografia della beata suor Teresa Valsè Pantellini sono aumentati in me la fiducia e l’affetto verso di lei. Ho avuto l’opportunità di pregarla con fede e non invano, per ben due volte. Una dolorosa lussazione a un piede da tempo rendeva faticoso il mio lavoro quotidiano. Consigliata dal dottore, andai all’ospedale per una radiografia. Mentre attendevo il mio turno, invocai con tutto il cuore suor Teresa e, a poco a poco, il mio piede si è normalizzato. Nel frattempo venni a sapere che mia sorella era stata colpita dal tetano. Tutti temevamo il peggio. Raddoppiai la mia preghiera e la mia fiducia verso suor Teresa. Grazie alla sua intercessione, dopo circa due mesi di ospedale, mia sorella si sta riprendendo, con grande gioia di tutta la famiglia. La mia riconoscenza a Dio e a suor Teresa Valsè Pantellini è così grande, che desidero renderla pubblica.

Sr. Maria Zecca fma, Berceto PR

 

GRAZIOSO COME LA SORELLINA

Sono una mamma di 32 anni. Ero felicissima nel maggio 2004, trovandomi in dolce attesa. Purtroppo la mia felicità si spense quasi subito, perché si trattava di una gravidanza extrauterina, che non andò a termine. In ottobre ero nuovamente in attesa, ma anche  quella gravidanza andò male. Vedendomi molto scoraggiata, mia suocera mi parlò di san Domenico Savio, protettore delle mamme in attesa. Lessi la sua vita mettendomi sotto la sua protezione. Nel gennaio 2005, accorgendomi di una nuova gravidanza, mi procurai l’abitino di san Domenico Savio e lo indossai per nove mesi, recitando tutti i giorni la preghiera delle mamme in attesa. Il 13 ottobre 2005 è nato Andrea, grazioso come la sorellina Chiara. Esprimo la mia  gratitudine al santo delle culle.

P. G., Racconigi CN

RISCHIAVA LA STERILITA’

Nel marzo 2004 a mia figlia di 17 anni venne diagnosticato un voluminoso endometrioma ovarico sinistro e cisti endometriosica destra. Dopo alcuni mesi di inutili cure si decise per l’intervento chirurgico per la pericolosa crescita del male. Il chirurgo mi spiegò che mia figlia rischiava l’asportazione totale delle ovaie e quindi la sterilità; inoltre un’altissima possibilità di recidiva della malattia dopo l’intervento. Angosciata, mi rivolsi a una mia amica suora, Figlia di Maria Ausiliatrice, che mi diede l’immagine di suor Eusebia Palomino. Incominciammo a pregarla intensamente, affinchè si potesse salvare almeno un’ovaia. Qualche giorno dopo, mentre mio marito stava confidando le sue preoccupazioni a un amico, scoprì che questi conosceva molto bene il chirurgo che avrebbe operato mia figlia. L’amico gli disse di stare tranquillo, poiché avrebbe parlato al chirurgo. Il dottore prese molto a cuore la situazione di nostra figlia, che entrò in sala operatoria l’8 febbraio 2005. Trascorsa un’ora e mezzo, era già in reparto, sveglia e senza accusare dolori: l’operazione era riuscita benissimo, poiché il chirurgo aveva potuto salvare tutte due le ovaie. La ripresa post-operatoria fu rapida. Ora, dopo un anno, mia figlia gode di ottima salute e i vari controlli effettuati mostrano che la malattia si è fermata. Sono sicura che la beata suor Eusebia Palomino ha guidato la mano del chirurgo, perciò esprimo la mia gratitudine rendendo pubblica questa grazia.

Gallo Patrizia, Torino

 

PARTO RAPIDO E SERENO

Mi chiamo Marina Rita. Vi racconto la storia della mia gravidanza vissuta nel terrore. Nella sala parto avevo con me l’abitino di san Domenico Savio e l’immagine della Madonna del Carmine. Questo santo mi ha fatto la grazia di partorire in modo rapido –  solo due ore e mezzo –, e soprattutto di avere un figlio sanissimo e perfetto, dopo che avevo assunto per un intero mese svariati farmaci e - fatto ancora più grave - essermi assoggettata a radiografie al tubo digerente con assunzione di bario. Io non sapevo d’essere incinta. Il mio piccolo si chiama Giorgio Giuseppe Karol Domenico. Anche mia cognata ha avuto la gioia di partorire una bella bimba il 30.01.2006 e una mia cara amica, che da sei anni tentava invano di avere un bimbo, ora è incinta. Sono sicura che si tratta sempre di grazie ottenute per intercessione del nostro san Domenico Savio, che ho sempre pregato e del quale ho diffuso la devozione.

Coletta Marina Rita, Reggio Calabria

 

NON SEMPRE VA A BUON FINE

All’inizio di dicembre 2005 ho saputo di essere in dolce attesa: io, mio marito e i nostri due figli eravamo molto felici e riconoscenti verso il buon Dio per questo grande dono. Subito ci siamo recati al Colle Don Bosco per affidare questa nuova creaturina a Maria Ausiliatrice e ottenere, attraverso l’intercessione di san Domenico Savio,il buon esito della gravidanza. Tutta la famiglia riunita ha pregato quotidianamente con la novena e l’abitino del santo delle culle. Ripetendo le parole del Padre Nostro “sia fatta la tua volontà”, abbiamo inteso e sperato tanto che la volontà di Dio coincidesse con la nostra; ma non fu così. All’undicesima settimana di gravidanza è svanita quella che per noi sarebbe stata la prossima grande gioia. Abbiamo accettato questo calice amaro, pensando alla grande fede di Mamma Margherita, che nonostante le sventure e difficoltà ha saputo trasmettere a Don Bosco la convinzione: “Dio dona, Dio toglie, Lui sa perché”. Desidero ricordare alle future mamme che l’abitino di san Domenico Savio non è un magico amuleto, poiché non sempre è sufficiente aver pregato tanto perché la gravidanza si concluda felicemente; ci si potrebbe sentire delusi e abbandonati, se poi capitasse diversamente dalle nostre aspettative. Occorre sempre affidarsi al buon Dio con grande fiducia, senza pretendere a ogni costo di disegnare noi il nostro futuro.

Savio Carla, Riva di Chieri TO

TRA LE MIE BRACCIA

Da circa un anno e mezzo desideravo diventare mamma. Venuta a conoscenza dell’abitino di san Domenico Savio, me lo procurai, lo indossai subito, recitando ogni sera la novena. Dopo pochissimo tempo rimasi incinta e affidai la mia creatura al santo, continuando per nove mesi la novena e la preghiera della mamma in attesa. Durante i mesi della gravidanza non sono mancate le difficoltà: forti fitte, perdite di sangue, rischi di parto prematuro, contrazioni penose all’utero. Ma devo dire che san Domenico mi ha sempre sostenuto ed esaudito. La bambina nascitura si presentava pedalica; per questo e anche per altre difficoltà, avrei dovuto affrontare un cesareo, ma fortunatamente essa si girò cinque giorni prima della data prevista per il parto. Dentro di me provavo una strana sensazione, che mi orientò a scegliere un parto naturale. Sentivo infatti la mia bambina che spingeva sulle mie costole, quasi volesse aiutarmi a evitare sforzi. Dopo circa tre ore Anna era fra le mie braccia, tra l’incredulità dei medici. Ho sempre pensato alla protezione di san Domenico Savio, ma ora ne ho la certezza, poiché solo di recente ho saputo di avere anomalie congenite del cuore, con rischio di embolie durante gli sforzi del parto. Spero di poter regalare ad Anna, che ora ha tre anni e tre mesi, un fratellino o una sorellina.

Borsi Roberta, Verona