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Maltese di Mosta. A 14 anni decise per le missioni e partì per l’India. C’è ormai da più di 50 anni…
Com’è nata la sua vocazione?
Venne a Malta un vecchio missionario morto 94enne. Ci parò dell’India, ci fece vedere molte diapositive. Ne restai letteralmente affascinato. E decisi di partire. I miei dopo qualche esitazione acconsentirono. Il più contrario era il parroco.
Quali mansioni le sono state affidate in India, a Shillong dove ha quasi sempre vissuto?
Ho imparato il mestiere di falegname e l’ho insegnato ai ragazzi delle tribù khasi, garo, karbi, naga, ecc.
Com’era il clima del collegio? Andavano d’accordo i ragazzi appartenenti a tribù diverse?
Non avevano tanti grilli per la testa. Stavano in collegio per imparare un mestiere che per loro poteva significare mettere un’ipoteca sul futuro. Quindi, nonostante cerimonie, feste, culture e tradizioni diverse, andavano d’amore e d’accordo senza crearsi grattacapi. I più disponibili e gentili erano i khasi e i garo, i più “guerrieri” erano i ragazzi naga.
Vedevano di buon occhio gli stranieri nelle loro terre?
Noi missionari eravamo ben visti e meglio trattati. Un po’ meno gli inglesi, che hanno combattuto anche in modo cruento. Il loro eroe Tirot Sing andava all’assalto delle pattuglie inglesi con le frecce… contro i fucili. A noi ci vedono come benefattori, non come colonizzatori: diamo loro un’istruzione, insegniamo un mestiere, cerchiamo di educarli. Essi sono felici di apprendere la loro cultura attraverso degli stranieri… mentre gli inglesi volevano eliminare certe loro tradizioni.
Le autorità civili come vi trattavano?
Benissimo. Quando vengono in visita, e capita spesso, rimangono stupiti dal constatare che tanti giovani (circa 250) appartenenti a una cinquantina di tribù diverse riescano a convivere senza creare problemi. Sono proprio questi ragazzi che una volta usciti dalla nostra scuola e ritornati nei loro villaggi, ne diventano apostoli preparando il terreno al missionario. Abbiamo attualmente come ispettoria di Guwahati una sessantina di presenze tra le tribù.
Insomma, se dovesse tornare indietro nel tempo, rifarebbe la scelta fatta?
Assolutamente sì!