FILATELIA
a cura di Roberto Saccarello
I tre francobolli da 0,45 - 0,62 e 0,80 € con cui la Città del Vaticano ha salutato il 2 giugno scorso l’elezione di Benedetto XVI, riproducono altrettanti diversi ritratti fotografici del 265° successore di Pietro e sono raccolti in foglietti di sei esemplari. Sulla parte sinistra di ogni foglietto, poi, sono raffigurati l’autografo e lo stemma di papa Ratzinger, che è la rielaborazione della sua arma episcopale, ricco di simbolismi.
Lo scudo è diviso in tre aree. La parte centrale riporta una conchiglia che si riferisce a una famosa leggenda riguardante sant’Agostino: durante una passeggiata in riva al mare, meditando sulla Trinità di Dio, il santo incontrò un fanciullo che con una conchiglia versava l’acqua del mare in una piccola buca. “Che fai? ”. ”Verso il mare in questa buca”; il santo comprese, allora, il riferimento al suo inutile sforzo di far entrare il mistero della Trinità nella mente umana. La conchiglia, inoltre, è usata per rappresentare il pellegrino, simbolismo che Benedetto XVI vuole mantenere sulle orme di Wojtyła, pellegrino in ogni parte del mondo. Nelle due “cappe“ laterali appaiono su sfondo dorato due simboli della tradizione della Baviera che Ratzinger, aveva introdotto nel suo stemma episcopale. A sinistra la testa di un moro antico simbolo della diocesi di Frisinga. A destra un orso con un fardello sul dorso: un’antica tradizione racconta come il primo Vescovo di Frisinga, san Corbiniano, in viaggio per recarsi a Roma a cavallo, fu assalito da un orso che gli sbranò il cavallo, il santo lo ammansì e lo caricò dei suoi bagagli fino alla Città Eterna.
Lo stemma presenta, inoltre, due elementi nuovi: la mitra episcopale e il pallio. Benedetto XVI ha deciso per il simbolo episcopale al posto della tiara papale, con cui i Pontefici, fino Paolo VI, venivano incoronati. La mitra pontificia, a ricordo delle simbologie della tiara, è di argento e porta tre fasce d’oro a rappresentare i tre poteri del Sommo Pontefice: Ordine sacro, Giurisdizione e Magistero. Il pallio che compare sotto lo scudo è un nastro di lana bianca, già nel IV secolo insegna liturgica propria e tipica del Papa, che dal VI secolo iniziò a conferirlo agli arcivescovi metropoliti . Il pallio è quindi anche segno della collegialità e dell’unità tra il Vescovo di Roma e l’episcopato.