ARTE SACRA:CROCIFISSI
di Filippo Manoni filippo652@interfree.it
Giustino è un sacerdote cappuccino, marchigiano di Ponzano (PU). Un innato stimolo interiore lo ha spinto a dipingere. Si è perfezionato in una scuola di Oscar Marziali. Molteplici le sfaccettature della sua attività pittorica.
Lo scopo della mia pittura è “evangelizzare dilettando”. Lo scrive lui stesso, ed è qui il nocciolo per comprendere la sua persona di frate cappuccino e la sua arte volta – di conseguenza – alla “predicazione iconica”, come ancora una volta lui stesso scrive. In effetti ha “predicato” il Vangelo di Matteo con 600 acquarelli, ma le mostre allestite sono molteplici (Fano, Loreto, Civitanova Marche, Cingoli, Ascoli Piceno, Rep. San Marino…). Ha partecipato a collettive, ha decorato una chiesa in Grecia, una nel Benin e una in Etiopia. Le sue tele sono presso privati e nei conventi di Cingoli, Macerata, Civitanova, Atene.
Fra Giustino, come tutti gli artisti, è un poeta, capace di suscitare forti emozioni con le infinite sfumature cromatiche con cui caratterizza le sue opere e che suscitano forti emozioni e parlano al fruitore, o per meglio dire predicano senza leziosaggini, senza manierismi o smancerie cromatiche. Il crocifisso che presentiamo sembra voler staccarsi dalla Croce del suo dolore, che è certo insopportabile, inarcandosi per fuggire da esso… Eppure il volto e lo sguardo esprimono il sentimento opposto, la volontà determinata di restare su quel legno, albero della vita. I rami tagliati via e il tronco secco sembrano voler riprendere vita sotto quel corpo vibrante, aiutato dalla magia di un cielo mattonato, trattato come una grande cupola, la cui tonalità a cerchi concentrici con il colore degradante dall’azzurro del nostro cielo terreno al giallo luminoso sembra involare il condannato per trasportarlo in paradiso… con tutta la croce.
Sì, una pittura che predica, che evangelizza. Fra Giustino, artista forbito e poeta del pennello, non ha dimenticato la sua missione di religioso.