DIBATTITI

di Severino Cagnin

Giornata Mondiale della Donna - 8 febbraio

PERSONA E’ BELLO

Ogni anno torna il dibattito. Parlare o tacere?

 

L’8 marzo si celebra la Giornata Mondiale della Donna. La donna è in vetrina. Immagini seducenti riempiono i settimanali. Le vetrine dei negozi impongono perfetti manichini alla moda, e libri dalle copertine attraenti.  Pubblicità e telefilm in TV insistono e, se si vuole arrivare alla fine dello sceneggiato o persino della partita di calcio, te li devi sorbire!  

 

Mimose, biglietti augurali o di protesta, sfilate sindacali o... carnevalesche! È l’annuale “assalto” alle donne per la loro festa, cui, pare, esse tengono sempre meno. Oltretutto, l’8 marzo ricorda una giornata triste: nel 1908, 129 operaie dell’industria tessile Cotton di New York organizzarono una protesta contro le terribili condizioni lavorative, che venivano loro imposte. Il proprietario  dell’industria fece chiudere le scioperanti all’interno del capannone e appiccare il fuoco. Tra le vittime vi furono anche alcune italiane. Anno, giorno, modalità e colpe sono tuttavia ancora da documentare. Ma quel giorno fu scelto per ricordare al  mondo i diritti della donna e il fiore della mimosa fu preso come simbolo perché sui corpi delle vittime ne furono deposti rametti, presi da una siepe vicina.

TUTTI D’ACCORDO?

E’ vivo il dibattito sulle posizioni contrarie: fare dell’8 marzo una giornata di protesta e di lotta? Oppure considerarlo un giorno normale perché la donna deve essere riconosciuta nei suoi diritti per tutto l’anno? Tacere non porta alcun vantaggio a nessuna delle parti, ma anche la scelta di un  intervento serve solo, se è utile alla condizione femminile. Credo che la radice della problematica sia il fatto indiscutibile che la donna è una persona. Da qui dovrebbero derivare tutti i discorsi dei giornali e dei convegni, il modo delle manifestazioni e i segni autentici della giornata. Infatti, se giustamente si denuncia la violenza sulle donne, perfino bambine e prostitute, altri si chiedono: forse quella sugli uomini, sui terroristi e anche sui nemici è lecita?

LA PERSONA AL CENTRO

La difesa dei diritti della persona è il motivo radicale. Da essa, attuata in ogni modo e da ognuno, secondo le proprie possibilità, deriva una giusta vita individuale, familiare e sociale. Lo possiamo applicare ai fatti più ingigantiti dai media, come l’abuso sui minori, la pratica dell’infibulazione, l’abbigliamento quotidiano o da sfilata di moda, il pearcing, il telefonino con o senza foto... Serve in concreto alla donna tutto quello che la afferma come persona, nella professione, nel tempo libero, in casa, in chiesa. Chiunque essa sia, africana, musulmana o europea. Il resto è un suo compito o ruolo o impegno liberamente scelto. Rimangono questioni aperte e il dibattito, si spera continui, ma senza negare a  ognuno la radice della propria dignità, di essere persona.