I NOSTRI SANTI

a cura di Enrico dal Covolo           postulatore generale 

GUIDATI DAL CIELO

Riccardo, il nostro bambino, è nato circa un mese prima del previsto. Ha trascorso normalmente le prime settimane di vita, ma il 13 agosto ha cominciato a non mangiare più, e a piangere in modo lamentoso come se soffrisse molto. Proprio in quel giorno, era fissata la visita dalla pediatra la quale, visto il bambino, ci ha mandato con immediata urgenza al pronto soccorso. L’ecografia rivelò che il piccolo soffriva di una emorragia cerebrale in corso, per cause ancora ignote. Le previsioni dei medici sul suo sviluppo psicomotorio non erano ottimiste. Intanto Riccardo aveva perso lo stimolo della suzione e poteva essere alimentato solo attraverso una cannula. Noi genitori eravamo affranti dal dolore: tutto ci dava tormento. Dopo una decina di giorni, fortunatamente le ecografie rilevarono che la perdita di sangue non era più in atto, ma restava lontana la possibilità di scoprire le ragioni di quanto era avvenuto. Il 5 settembre riportammo a casa Riccardo. Sapevamo che non era guarito, ma già avevamo avuto un chiaro segno di aiuto dal Cielo. A seguito di diverse visite specialistiche, scoprimmo che Riccardo aveva un cavernoma al talamo destro. Fu necessario un intervento al cervello, a soli quattro mesi di vita. Con immensa trepidazione attendemmo l’esito. Tutto andò per il meglio. Ora le paure si stanno dileguando, anche se non siamo ancora in grado di godere senza preoccupazioni il nostro piccolo. Durante questa tremenda esperienza abbiamo avuto la sensazione di smettere di vivere. Riccardo ora ha un anno e mezzo e un regolare sviluppo motorio. Vogliamo ringraziare quanti ci hanno guidato verso le scelte giuste con la preghiera e in particolare le suore salesiane, Figlie di Maria Ausiliatrice, che con noi si sono rivolte a Mamma Margherita. Sappiamo che continuerà ad aiutarci. Abbiamo molta fiducia nella madre di Don Bosco, con il quale io ho un certo legame, essendo una sua discendente.

P. Laura, Torino

QUASI SENZA SPERANZA

Dopo sei anni di matrimonio non avevamo ancora figli, nonostante che lo desiderassimo dal profondo del cuore. Dopo tante visite, analisi e cure, io e mio marito stavamo perdendo ogni speranza. Fu allora che una persona mi parlò di Domenico Savio, che io non conoscevo e del suo abitino che mi procurai. Indossatolo, con mio marito iniziai a pregare questo piccolo grande santo con la novena. Dopo due anni con grande gioia scoprii di essere incinta. Passai la gravidanza tra comprensibili ansie e paure, ma grazie alla protezione di Domenico Savio, oggi ho un bambino stupendo di 4 mesi. Devo dire che per nove mesi, ogni volta che andavo alla visita, passavo sempre nella chiesa di san Domenico Savio a pregare. In questo modo mi sentivo meglio e il periodo della gravidanza è trascorso quasi come una novena.

P.C., Orune NU

CONTINUA FIDUCIA

Ho 30 anni e sono sposata da tre anni e mezzo con un exallievo salesiano. Dopo che rimasi incinta un sacerdote, amico di mio marito, mi regalò l’abitino di san Domenico Savio da indossare durante la gravidanza. Al terzo mese ebbi un aborto che fece svanire tutte le mie gioie e speranze. Nel corso dello stesso anno ne ebbi un altro e l’anno successivo un terzo. Sia io che mio marito, rattristati e pieni di dolore, avevamo perso ogni speranza; ma in seguito, incoraggiata da mio marito, iniziammo con maggior fervore a recitare la novena al santo ogni primo del mese. Dopo circa un anno di intense preghiere, rimasi miracolosamente incinta, nonostante che i medici m’avessero dato scarse possibilità di diventarlo. Abbiamo continuato ad avere fiducia in san Domenico Savio. La gravidanza ha avuto il suo corso regolare; dopo circa 40 settimane è nato Emanuele, un bellissimo bambino. Oggi ha tre mesi e ci riempie la vita di gioia.

La Mantia Concetta, Castronovo  PA

RISCHIAVAMO LA VITA ENTRAMBE

Preparando i documenti per il mio matrimonio, il parroco del mio paese mi disse che quando fossi stata incinta mi avrebbe procurato l’abitino di san Domenico Savio. Passarono più di quattro anni prima di poter partorire, a motivo del mio stato di salute, per cui potevano essere compromessi sia la gestazione, sia il concepimento. Nel frattempo il parroco, vedendo i miei genitori, chiedeva loro mie notizie. Quando scoprii d’essere incinta, non potei informare il parroco, che in quel periodo si era ritirato per motivi di salute. Dopo alcuni mesi una mia amica, che non riusciva ad avere figli, mi disse che aveva richiesto l’abitino di Domenico Savio, avendone conosciuta la storia. Anch’io allora me lo procurai, proprio nel giorno dell’anniversario della morte del santo. All’ottavo mese, quando ormai pensavo d’aver superato i rischi più grossi e sentivo già la mia bambina fra le braccia, subii il distacco della placenta. Fu un rischio per entrambe, ma tutto si concluse per il meglio. Recandomi in ospedale volli portare con me l’abitino, che appesi prima al letto, poi alla culla della bimba. Oggi ho una bellissima bambina di due anni e mezzo e gusto la gioia di aspettarne un’altra, che dovrebbe nascere come la prima nel mese di maggio.

Ricci Francesca, Perugia

NON HANNO POTUTO RUBARE

Sul lago di Garda abbiamo un appartamentino al terzo piano di una casa, nella quale ogni estate trascorriamo le vacanze. Nel piano sottostante c’è il soggiorno con porta che dà sul poggiolo. Siamo soliti dormire con le finestre e porta aperta, eccetto che vi siano giornate e notti fresche. Una mattina trovai una sorpresa: qualcuno era salito fino lassù. Trovando chiusa la porta del poggiolo, aveva tentato di entrare dalla finestra, che essendo distante dal poggiolo e alta rispetto al giardino sottostante, non invoglia certo a spiccare un salto, né risulta facile da raggiungere dal basso. Svegliai mio marito, gli feci osservare la finestra aperta a metà (mentre io l’avevo lasciata socchiusa), lo stendino a terra e altre impronte lasciate sui vetri e sul poggiolo. Spaventata mi chiesi come mai dopo diciotto anni che abitavamo lì, proprio durante una di quelle rare notti in cui avevo chiuso la porta, erano arrivati i ladri; e non essendo entrati, non avevano potuto rubare nulla. Guardai il calendario e con sorpresa vidi la data: 24 maggio, giorno dedicato a Maria Ausiliatrice. Grazie, Vergine benedetta, per averci protetti da gente disonesta e senza scrupoli. Il prossimo 24 maggio saranno trascorsi due anni da quella mattina.

M.G., Rovereto (TN)

È NATA FRANCESCA

Dopo otto anni di matrimonio non avevo ancora avuto la fortuna di rimanere incinta. Grazie a mia suocera, venni a conoscenza di san Domenico Savio che subito cominciai a invocare. Poiché il tempo passava e non succedeva nulla, delusa smisi di pregare. Ma nel febbraio 2005 scoprii d’essere incinta. Non mi sembrava vero, tanto ero felice. Tuttavia ero anche preoccupata, perché fin da fanciulla assumevo dei farmaci forti contro l’emicrania. Mi abbandonai fiduciosamente al piccolo santo, mettendomi sotto la sua protezione, e invocandolo perché tutto andasse a buon fine. Ora ho Francesca, una bambina bella e sana che tutti m’invidiano. Sono una mamma felice e sono sicura che mia figlia avrà il suo protettore per sempre.

Mara e Gimmy, Fonte Alto TV