LETTERE AL DIRETTORE
WELBY. Egregio direttore, sono scandalizzato dal comportamento della Chiesa nel caso Welby. E’ vergognoso e mi dissocio dal Vicariato. Anche i salesiani non ci hanno fatto una gran figura… Ci sono rimasto malissimo. Io l’avrei fatto il funerale… Perché a Welby no e a Pinochet e al bandito della Magliana sì? (E’ la sostanza di varie lettere scritte a questa redazione a proposito della dolorosa vicenda di Piergiorgio Welby)
Fabiano (e molti altri)
Le dirò di esserci rimasto male anch’io. Ma occorre non dimenticare qualche particolare importante: la triste traversia di Welby è stata artatamente trasformata da dolorosa vicenda umana a oscura vicenda politica. Così le carte si sono imbrogliate, le menti confuse, gli animi esacerbati. E dire che Welby, di famiglia cattolica e lui stesso non contrario, aveva contatti con i sacerdoti della parrocchia salesiana da almeno 15 anni: un vecchio salesiano, don Michele Pugliese, oggi novantunenne, si recava spesso a trovarlo e passava lunghe ore in conversazione con lui. Gli ultimi otto anni, dopo la tracheotomia che tolse al malato l’uso della parola, don Giovanni Nonne, attuale viceparroco, ha continuato a frequentare la famiglia, sempre bene accolto. L’adesione al partito radicale non ha interrotto i rapporti con la parrocchia, ma da allora le ragioni di partito hanno fatto assurgere il malato a emblema del laicismo libertario e le carte si sono imbrogliate ancor di più:
- Welby che chiede di essere suicidato!
- Welby che dice di preferire un funerale laico.
- Welby che avrebbe, alla fine, chiesto un funerale religioso.
- Welby strumentalizzato dai paladini del laicismo.
- Welby distrutto dal dolore (ma non esistono efficacissimi metodi antidolore?)
- Welby che richiede a un medico di staccare la spina (ma un medico deve ridursi a un mero esecutore dei desideri del paziente? È nata una nuova deontologia?)
- Welby che si sarebbe pentito mentre il medico lo sedava prima di staccare la spina…
Notizie, queste, riportate da riviste e giornali diversi che evidenziano come troppe cose non tornano, troppe appaiono contraddittorie, intricate (volutamente?), troppe sfuggono al controllo pacato della ragione. Ho letto perfino che i salesiani avrebbero chiuso le porte del tempio quella mattina. Non è vero: si stavano invece regolarmente celebrando le messe festive, e Welby è stato ricordato nelle omelie e nelle preghiere dei fedeli delle 10 messe di quella domenica. Le dirò di più: la preghiera dei fedeli era stata approntata dallo stesso Vicariato che non aveva concesso il funerale religioso. Inoltre, è stata celebrata una messa con i parenti “in die septima”, e una nella trigesima, altre privatamente. Ma so anche che molti “laicisti” erano sul “chi va là” pronti alla critica qualsiasi decisione fosse stata presa: oggi con la Chiesa si fa il tiro al piccione, e il bello (o brutto!) è che chi più è lontano da essa più si erge a maestro, pretendendo di insegnargli il mestiere. C’era di mezzo una cosa grossa: LA VITA. Io, forse, l’avrei fatto il funerale religioso, ma a patti molto chiari e, le assicuro, con un gran magone in corpo: dalla mia coscienza sarei stato messo di fronte a una scelta dolorosa: o fare il funerale a uno che ha lucidamente chiesto di essere “suicidato”, perché la CARITÀ è superiore a tutto, o rifiutarlo in obbedienza alla VERITÀ più che al Vicariato: quel “suicidio” non si presentava come altri, era un atto pubblicamente e ripetutamente chiesto. Nel caso poi di funerale religioso, le polemiche sarebbero ugualmente state furibonde: si sarebbe detto
- che la Chiesa s’intrufola anche nella coscienza… dei morti;
- che pur di tenersi a galla, è disposta a rinunciare alla sua millenaria dottrina;
- che avrebbe rinnegato la sacralità della vita, andando contro il Vangelo;
- che per fare uno sberleffo al “partito dei senza Dio” è disposta a calpestare la sua stessa Legge Fondamentale, ecc.
La gente dice che è una vergogna. Lo dico anch’io: “È una vergogna!”. E lo spiego:
- per la Chiesa, costretta più dalla ragione politica che da quella giuridico/morale ad agire per salvaguardare la verità.
- Per i politici, perché hanno trasformato una vicenda drammatica in un’esibizione mediatica in versione politica/sociale/religiosa/umanitaria.
- Per i radicali, che per il verbo libertario non hanno esitato a mettere in piazza il caso di un malato terminale. Ora tutto tace: ottenuto ciò che desideravano, sono spariti; i salesiani invece sono sempre lì e continuano a visitare la famiglia.
- Per gli anticlericali che hanno sperato fino all’ultimo che la Chiesa facesse proprio quello che ha fatto, per metterla in difficoltà di fronte ai fedeli.Non c’è che dire, hanno giocato bene le loro carte.
- Per il popolo, che non è abituato alle sottigliezze mistificatorie della dialettica e di solito vede e giudica l’azione senza ricercarne la ragione, crede in quel che appare senza preoccuparsi troppo delle dietologie.
- Per i media, che non hanno saputo spiegare le ragioni dell’una e dell’altra parte e hanno fatto un gran calderone dove c’era tutto e il contrario di tutto.
Welby riteneva che non valesse la pena vivere in quelle condizioni. Mi ha scritto un vecchio missionario: “Se tutti quelli che qui muoiono di fame dovessero ritenere che non vale la pena vivere così, e chiedessero di lasciarle morire?”. Grazie a Dio, Welby aveva a disposizione i migliori mezzi moderni a servizio della vita, ma voleva morire, e ha trovato uno che ha avuto il coraggio di staccare la spina. Milioni di persone hanno la massima voglia di vivere ma non trovano nessuno che attacchi la spina per conservargli la vita! Per quanto riguarda Pinochet, la Chiesa da millenni predica che il peccatore pentito… ecc. Pinochet è morto con i sacramenti, vuol dire “pentito”, fino a prova contraria. Quanto al bandito De Pedis, la vicenda è talmente intricata da esserci di mezzo perfino il rapimento di Emanuela Orlandi, e si parla di ricatti, intrighi, minacce… La lettura compiuta di quel fatto sfugge ancora all’indagine storico/critica. Per finire, se continuiamo ad andare avanti confondendo le carte, che Dio ce la mandi buona, perché ho la sensazione che verranno tempi duri e battaglie micidiali per quanti difendono quei valori che il Papa giustamente chiama “non negoziabili”.
PARLAMENTARI.Illustre direttore, […] Ha sentito tempo fa dalle Iene dei nostri parlamentari? […] Dunque su 600 che siedono in Parlamento, 200 assumono droghe? Capperi! Hanno preso l’aula di Montecitorio per il Paese dei balocchi di Lucignolo? Se questa non è una vergogna…
Marino, Roma
Se è vero, non si tratta solo di vergogna, la questione è peggiore. Questi signori fanno le leggi contro la droga e poi… sono loro ad assumerla! Mi ricorda l’Orwell della fattoria degli animali: la legge è uguale per tutti ma c’è sempre qualcuno più uguale degli altri. Forse quando si sentono i brividi del potere si cambia natura, tanto da sentirsi superiori alle leggi. E noi educatori che ci roviniamo il fegato giorno dopo giorno per cercare di inculcare negli educandi il “sacro timor di Dio”, che dovrebbe fare da calmiere agli impulsi disordinati della libera natura dell’uomo! Ripeto, se è vero – stento a crederlo – siamo proprio malmessi, e doppiamente turlupinati. In primo luogo perché li abbiamo votati, abbiamo loro offerto la poltrona del comando, e li abbiamo resi piccoli duci. Forse non hanno capito bene il concetto di servizio, ma certo hanno perfettamente capito quello di privilegio. In secondo luogo perché li paghiamo, e non poco: gli diamo 10 mila euro di mensilità, più altri 4000 di rimborso spese, più un gettone di presenza che accumula in un mese altri 2/3 mila euro, più i viaggi gratis in aereo, treno, autobus, più 25 mila scatti telefonici annuali gratis, più un cellulare gratis (che certo non è da 50 euro), più 10 mila euro l’anno di rimborso spese fax, altrettanti per i taxi, più… Basta, ma la lista è ancora lunga. Eppure, non mi importerebbe di questi privilegi se facessero il loro dovere, se prendessero l’elezione come una missione, se sapessero “sacrificarsi” per il bene dei cittadini. Sì, “sacrificarsi”. Non li abbiamo mandati nel paese del Bengodi, ma in una squadra destinata a servirci. Forse, mi diceva sarcasticamente un amico, affogano i “dispiaceri” della carica tra i fumi degli stupefacenti! E ciò è davvero stupefacente! Mi auguro che la vicenda dei nostri parlamentari dopati sia una bufala, ma non cesserò di pregare che Dio illumini “quelle teste” e allarghi “quei cuori”, perché sappiano leggere il presente per preparare un futuro migliore. Solo per questo sono stati eletti.
Vorrei corrispondere con amici e scambiare cartoline e santini – lingue italiano-francese. Contattatemi: Fadi Yassa Ragheb, e-mail: fod_ya@yahoo.it.
Sono un padre di 3 figli, dai 13 ai 26 anni. Cerco amici corrispondenti che mi consiglino saggiamente sui problemi educativi riguardo la crescita dei figli. Francesco Benegiamo, Via Piemonte 26, 73013 Galatina (LE).
Mi chiamo Sara, sono una ragazza di 34 anni, adoro scrivere lettere e mi piace leggere e viaggiare. Sono una persona che ascolta molto gli altri e anche sensibile. Possibilmente solo ragazze. Se vorrete scrivermi, mi farete certo piacere. Il mio indirizzo è: Rossetto Sara, Via Cristofoli 10, 37138 Verona (VR).
43enne solo corrisponderebbe con chi si sente solo e crede nell’amicizia. Mi piacerebbe effettuare uno scambio di opinioni. Pesenti Valentino, Via Casale 50/a, 15040 San Michele (AL).
Colleziono santini, se volete mandarmene vi sarei grata. Pignatti Maria Antonietta, Via Pasubio 90, 40137 Bologna (BO).
Sono giovane, mi chiamo Antonio, vorrei corrispondere con persone di sani principi e con tanta voglia di vivere. Antonio Lelli, Via Napoli 177, 71042 Cerignola (FG), e-mail: antonio_lelli@hotmail.com.
Cerco per scambio immagini religiose “santini” di santi/e, beati/e, servi/e di Dio, venerabili e del compianto papa Giovanni Paolo II. Assicuro risposta. Indirizzare a: P. Michele M. Giuliano ofm, Santuario Diocesano S. Salvatore da Horta, Piazza S. Salvatore 10, 81030 Orta di Atella (CE).
Ho 45 anni. Mi piacerebbe intraprendere delle corrispondenze perché lo considero un aiuto per superare i momenti di solitudine. Padovan Sergio, Via G. Matteotti 91/D, 32016 Farra d’Alpago (BL).