LETTERE AL DIRETTORE

 

CARDUCCI. Egregio direttore, ebbene non sapeva che il 16 febbraio 2007 ricorreva il centenario della morte del grande Giosuè Carducci? Forse non avete avuto il coraggio di commemorarlo perché era a voi sgradito, anticlericale purosangue, massone, miscredente, ecc., e invece che inneggiare a Dio ha inneggiato più volentieri a Satana? Ricorda, direttore, i versi di quell’inno? Te invoco, o Satana,/ Re del convito./ Via l'aspersorio,/ Prete, e il tuo metro!/ No, prete, Satana/ Non torna in dietro,/ ecc. Non le nascondo che mi piacerebbe sentire un suo commento […]

vero…@alice.it 

Caro Signore, ma no, non mi spaventa affatto parlare del Carducci. Non l’ho fatto perché nessuno me l’ha chiesto. Se dovessi commentare tutti gli anniversari, povero me! Questa rubrica è la risposta a delle lettere – certo non a tutte – che mi arrivano in redazione. E la deluderò un po’, rispondendo alla sua, anche perché Carducci non fu poi quell’anticlericale che i laicisti del primo Novecento hanno voluto che apparisse, facendone la loro bandiera, e che anche lei sembra credere. Personalmente non stento a dar credito, invece, a testimonianze, come quella di san Luigi Orione, exallievo dell’Oratorio di Valdocco, il quale rivelò che il poeta in questione si confessò poco tempo prima di morire andando a trovare il noto abate Chanoux, che gli somministrò poi anche l’Eucaristia. Il Santo lo scrisse in una lettera del 20 novembre 1937 datata da Tortona. E ci sono testimonianze che parlano di confidenze di Carducci a Luigi Luzzati sulla sua conversione: “Quando ho ritrovato la fede ho ritrovato la testa!”. Questo tanto per dire che a volte la rivisitazione storica è “salutare”… alla verità.

 

NONNI E NIPOTI. Caro dir., a proposito dei nonni, Benedetto XVI diceva che sono una grande risorsa, tesori di tenerezza e di saggezza […]. Ma spesso essi, i nonni, non hanno voce, tacciono e soffrono in silenzio […], sono la causa involontaria di gravi contrasti, oggetto di ripicche, di rimbrotti, di piccole vendette […]. Gli si toglie la possibilità di curare i nipoti, a volte perfino di avvicinarli […]. Figlio e nuora spesso si coalizzano contro di loro […]

Luisa

Cara signora, mi sovviene il racconto di un contrasto insanabile tra una giovane coppia con un figlio che vivevano nella casa dei genitori di lui. L’anziana mamma – il papà era morto – era una presenza ingombrante e figlio e nuora decisero di renderle la vita impossibile, perché si decidesse ad abbandonare la casa per il ricovero. Alle litigate, ai dispetti, ai gestacci, assisteva non visto il nipotino. Un giorno in cui la violenza verbale aveva sorpassato i limiti, il piccolo, che come al solito assisteva nascosto alla brutta sceneggiata,  venne scorto dalla mamma. “Che cosa fai tu qui?”. “Sto imparando come trattare voi quando sarò grande!”.

Cara signora, le tragedie familiari cominciano spesso proprio dalla rottura dei rapporti affettivi con i nonni e poche coppie si rendono conto che privano i propri figli di una sorgente importante di rari valori: la saggezza, la tenerezza, la prudenza, l’equilibrio, l’oculatezza, la mediazione, la discrezione. L’enorme cumulo di esperienza collezionata dagli anziani ne fanno dei contenitori preziosi. Diceva Cicerone che “la vecchiaia può essere una fase felice della vita per quegli anziani che hanno saputo operare con saggezza e con giustizia”. Questo dovrebbero ricordarlo i giovani genitori. I quali indubbiamente si trovano in difficoltà più di ieri perché divorzi, aborti, scioglimenti delle coppie, interessi economici contrapposti hanno enormemente indebolito la solidarietà parentale. Ma ciò non toglie che ciascuno sia chiamato all’impegno nella salvaguardia dei valori familiari, nella protezione e cura degli affetti, pena una vita destinata al contrasto quotidiano che avvelena i rapporti e uccide prima. Ci sono pochi consigli da dare in questo campo, solo quello - per i nonni - di armarsi di una pazienza superiore a quella di Giobbe e di una furbizia altrettanto grande, senza dimenticare il detto della sapienza popolare che le mosche si catturano più facilmente con una goccia di miele che con un barile di aceto!

 

SUPERSTIZIONE E SCIENZA.  Caro Direttore […] meno superstizione e più scienza. Gli scienziati sono i veri sacerdoti diffusori della verità e sulle loro parole non c’è da discutere [...]. Mettersi contro gli scienziati è mettersi contro la verità... Almeno questo mi insegnano a scuola. Gli scienziati, se sono tali, non sbagliano [...] perché verificano empiricamente le loro teorie.

Mirco, Modena

Sarebbe bello sapere che cosa significa per te “verifica empirica”, perché una delle sue caratteristiche è che è poco scientifica, proprio perché empirica. Comunque lasciamo perdere le sottigliezze e veniamo al sodo. Forse hai sentito parlare della teoria della falsificabilità di Popper. In sostanza dice che ogni teoria scientifica ne attende una che la superi, dichiarandola falsa. Insomma, ciò che è scientifico è anche falsificabile, come dire provvisorio, o ancor meglio “correggibile”... La concezione popperiana oggi domina la ricerca scientifica. Per farti capire meglio ti faccio qualche esempio, come dire?... clamoroso.

- Il comitato dei consiglieri della regina Isabella di Spagna (quella che ha dato le caravelle a Cristoforo Colombo) proprio nell’anno della scoperta dell’America aveva solennemente affermato: “Oggi è praticamente impossibile trovare terre ancora sconosciute”. Da allora ne hanno trovate a centinaia.

- Lord Kelvin, presidente della Royal Society, nel 1895 aveva scritto: “Il volo con macchine più pesanti dell’aria è del tutto impossibile”. Smentito 8 anni dopo.

- Il biologo Michael Frohman nel 1993 sentenziò che “la clonazione di un mammifero è impossibile”. E tre anni dopo ecco la pecora Dolly. Si può continuare nell’indagine! Quel che voglio dirti è che la scienza non dà risposte definitive e, soprattutto non può dirci niente sugli interrogativi più importanti e decisivi che riguardano il senso della vita, il perché ci siamo proprio noi e non altri, la speranza di futuro che nutriamo, il tipo di vita che merita di essere vissuto, tanto meno può dire qualcosa sull’aldilà, ecc. Quindi viva la scienza, ma... con tutti i suoi limiti.

 

 GIOVANI E CHIESA.Egregio Direttore, sono una ragazza 14enne cristiana praticante. Non vedo giovani come me, bensì adolescenti che hanno bruciato le tappe della crescita. Per la maggioranza dei giovani frequentare ambienti che abbiano a che fare con la Chiesa è vergognoso, un’offesa alla morale, un oltraggio al pudore, subiamo derisione. A qualche giorno fa risale l’ultimo gesto di scherno. Sinceramente ciò che maggiormente mi preoccupa è il futuro. Posso agire nel mio piccolo?

Margherita, Matera

Il futuro tuo e dei tuoi compagni/e, ne sono convinto, sarà più roseo di quello che possiamo pensare, nonostante i tanti segnali “contro”. La vita lentamente farà giustizia degli eccessi adolescenziali. Perciò ti dico subito: non vergognarti della tua fede, al contrario, tieni fede ai tuoi valori, perché sono quelli che ti salveranno dalla deriva morale, e daranno dignità ai momenti dolorosi che implacabilmente assalgono ogni essere vivente.

Hanno detto – alcuni ricercatori – che la società più felicemente indifferente è quella giapponese: laica al punto giusto, in maggioranza agnostica, benestante, tecnologicamente la più avanzata del mondo. Con somma sorpresa gli stessi ricercatori hanno scoperto che la società giapponese è anche quella con il maggior numero di suicidi giovanili al mondo. Vorrà dire qualcosa, o no?

Finora la Chiesa, pur tra tanti errori (è composta di uomini e non di dèi) ha distribuito valori, ha arginato la deriva laicista, ha predicato e continua a predicare la fedeltà, la tolleranza, il rispetto della vita, la dignità del matrimonio, il valore insostituibile della famiglia, ecc. Perché vedi, il vero pericolo per la società, anzi per l’intera umanità, è la caduta dei valori. Un individuo che non ha niente “dentro” è un individuo pericoloso: se non ha niente vuol dire che è pieno di sé, i suoi vuoti sono riempiti opportunamente dal suo ego (puoi leggere egoismo), e allora… “si salvi chi può!”.

Nel tuo piccolo, semplicemente sii contenta di quello che sei e mostrati felice di come sei. Molti santi hanno fatto impressione sugli altri non per i miracoli o le cose mirabolanti che hanno fatto o detto ma per la felicità che essi sprizzavano da tutti i pori. Ricordo ancora con stupore il giorno in cui un ragazzino della mia scuola perse la vita per un incidente. Lacrime, musi lunghi, silenzio tombale alle lezioni, sofferenza palpabile… eccetto una ragazzina. “Ma che hai da gioire tu?”, sbottò infine la sua compagna di banco. “Mirco era buono, rispose candida, e so che ora è con Dio. Che cosa c’è di più bello?”.

 

OFFERTE TELETRAMESSE.Caro direttore, molte volte i parroci rivolgono l’invito a fare offerte per le opere parrocchiali, missionarie, ecc. […]. Occorre risvegliare più spesso la buona volontà dei cristiani. Molti seguono la messa in televisione. Sarà possibile raccogliere offerte anche alle messe teletrasmesse?

(Dalla lettera di… Anacleto, Parma)

Caro signore, di per sé l’idea non è “peregrina”, ma forse è poco percorribile. Vede, per lanciare una qualsiasi iniziativa pubblica – soprattutto quando si tratta di soldi – occorre richiederne l’autorizzazione. La TV pubblica non è in mano alla Chiesa (fortunatamente), ma a un Consiglio di Amministrazione, in qualche modo legato al Governo, dal quale in ultima analisi dipende la gestione degli spazi e dei tempi delle iniziative. Concedere il permesso di celebrare la messa festiva davanti alle telecamere della TV nazionale non vuol dire concedere anche quello di fare una colletta per chicchessia. Per questo, che si configura come “altro” dalla semplice celebrazione, occorre una trattativa a parte. Così almeno mi hanno informato. Probabilmente la cosa sarebbe più facile per una TV privata. Comunque, lei ha ragione: spronare alla carità generosa non solo non è un reato, ma per il credente si configura come un impegno di fede.

 


APPELLI

 

Sono una studentessa di lingue straniere di 22 anni. Desidero ricevere e scambiare francobolli, schede telefoniche e santini di tutto il mondo. Ricerco giornali con annunci economici italiani. Scrivetemi. Lelli Giulia, Casella Postale 175 – BBS, 47023 Cesena Centro FO.

 

Ho 8 anni e colleziono santini di ogni genere. Vorrei scambiarli con qualcuno che ha la mia stessa passione. Friolo Chiara, Via Monte San Michele 30, 72024 Oria BR.

 

Ho 54 anni e mi piacerebbe corrispondere con donne che desiderano stringere un’amicizia sincera e cristiana. Zezza Attilio, Via Cervino 27, 10098 Rivoli TO.

 

Ho 34 anni, sono un ragazzo di fede cattolica e vorrei corrispondere con ragazze dai 25 ai 40 anni per sincera amicizia. Lorenzo Corsico Piccolini, Via Cassani 11, 28100 Novara NO.