EVENTI - GIOVANI

di Serena Manoni

AGORÀ: ANIMATORI A RACCOLTA

Prima della veglia con il Papa gli animatori del Movimento Giovanile Salesiano si sono raccolti attorno al Rettor Maggiore, presso i salesiani di Loreto. “Ci voleva!”.

 

.Venerdì 31 maggio i salesiani di Loreto/Montereale erano in gran fermento: più di 200 giovani animatori del MGS avevano riempito l’austera casa per Esercizi Spirituali, portando una nota di gioiosa confusione. Erano lì per l’Agorà... ma volevano, prima, sentire e interrogare il IX successore di Don Bosco, don Pascual Chávez Villanueva. Che è arrivato puntuale, “perché i giovani non si fanno attendere”. Ha salutato, poi li ha ascoltati. Gli hanno fatto domande ed egli ha risposto.

 

Forti le indicazioni date. Ho accostato tre giovani: “Che cosa ricordate di più significativo  per voi, delle parole del Rettor Maggiore?”. Un po’ di panico, qualche balbettio, qualcuno ha scartabellato i suoi appunti, poi: *Mi sento a casa, perché il mio mondo siete voi!... *Voglio un rilancio della Pastorale Giovanile, dunque questa, non è una festa di fuochi d’artificio!... *La pastorale è la scienza della salvezza, l’unica scienza creata da Gesù... *Dicono che voi giovani vivete l’attimo fuggente, non avete appartenenza, avete una religiosità vaga, per noi salesiani non è così perché crediamo nell’educazione...* Siete portatori di istanze profetiche che non si possono sottovalutare... *I giovani vanno letti con appassionata competenza e ascoltati con apertura di cuore... *La pastorale deve essere capace di toccare il cuore della cultura per trasformarla dal di dentro... *Bisogna essere non solo credenti ma anche testimoni e missionari... *Bisogna che gli altri sappiano chi siamo, bisogna tenere all’identità!... *Occorre ringiovanire la Chiesa, cioè riempirla di giovani... e far sì che si innamorino di Cristo... Cristo senza Chiesa non è Cristo. *A volte mettiamo tanto forte l’accento sull’appellativo “salesiano” che corriamo il rischio di dimenticare che siamo Chiesa... *Occorre superare il divorzio tra fede e vita, fede e cultura, fede e morale... *Non basta il volontariato, bisogna contare anche sui consacrati... *Vorrei una Pastorale Giovanile capace di toccare i nervi della cultura odierna e di maturare vocazioni. *La giovinezza è il tempo per fare grandi scelte... è essere sensibili alla conservazione dell’ambiente, alla causa dei poveri. *Essere giovani non vuol dire to be the number one!. *Don Bosco ha detto: “mi basta che siate giovani perché io vi ami assai”; non ha aggiunto: “se siete buoni...”.  *“Aprite le porte ai giovani”, non vuol dire stare ad attenderli sulla porta, ma essere con gli occhi aperti ai nuovi bisogni. *Don Bosco con tre aggettivi aveva individuato già allora le nuove povertà “poveri” (è la povertà economica), “abbandonati” (è la mancanza della famiglia e dell’affetto), “pericolanti” (è la povertà spirituale)…

 

I giovani avevano ormai preso il via… Ho dovuto fermarli. Ho capito che il Rettor Maggiore aveva fatto centro, aveva detto cose da ricordare, albo signanda lapillo, avrebbero sentenziato i romani. I giovani le hanno ripetute in ordine sparso. Sono idee che contano!