DIBATTITI - Giornate Mondiali 

di Severino Cagnin

“famiglia umana comunità di pace”

Il 1° gennaio è la 41° Giornata Mondiale della Pace. Il titolo dell’articolo è il tema della giornata, per un dialogo aperto all’umanità e realizzato da ogni religione.

 

La ricerca per realizzare una pacifica convivenza globale si apre a tutti. Se ciascuno non s’impegna nel viaggio attraverso la differenza, ogni tentativo andrà a vuoto. “Riconoscere l’unità della famiglia umana è provvidenziale nel presente momento storico, segnato dalla crisi delle organizzazioni internazionali e dalla presenza di gravi inquietudini”, ha detto il cardinale Renato Martino, Presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace. Ha spiegato che il tema 2008 completa i due precedenti, “Nella verità la pace” e “La persona umana cuore della pace”. Una trilogia di forte attualità. Il Vaticano II afferma: “Tutti i popoli formano una sola comunità, hanno un’unica origine, perché Dio ha fatto abitare l’intero genere umano su tutta la faccia della terra”. E questo si deve realizzare ovunque nel mondo, perché “ogni gruppo deve tener conto dei bisogni e delle legittime aspirazioni degli altri gruppi, anzi del bene comune dell’intera famiglia umana” (Gaudium et Spes, 26 ).

La pace passa per il dialogo tra religioni: la lettera di 138 esponenti religiosi musulmani è stata inviata ai vertici delle chiese cristiane, al Papa, al patriarca ortodosso, al primate anglicano e ai capi delle chiese protestanti. “Il futuro del mondo – è detto – dipende dalla pace tra musulmani e cristiani, perché senza pace e giustizia tra queste due comunità, non ci può essere pace nel mondo”. Vero. Il problema è il modo concreto per raggiungere un’intesa. Sta svolgendosi un dibattito non facile, ma possibile. La prima risposta è venuta dagli autori di questo affascinante documento di 29 pagine: no alla violenza, sì all’amore per Dio e per il proprio vicino. “Sono principi comuni a islam, ebraismo e cristianesimo, provati da citazioni del Corano, del Vecchio e del Nuovo Testamento, in cui il messaggio coincide. Gesù parla come Maometto, Maometto come Gesù”.

 

Il dialogo tra religioni esige la libertà politica. Se lo Stato non è pluralista si attua una forma di imposizione unilaterale, frequente, dove “la politica mangia la religione”, dice Mario Nordio, studioso di Scienze Islamiche. Per fortuna, iniziative locali ed eventi importanti annunciano questo nuovo modo di pensare. Di seguito alcuni esempi.