NOTE SULLE NOTE
di Lorenzo Angelini
Chi in gioventù subisce violenza e sperimenta il male, quando sarà adulto vivrà solo per restituire violenza e male; questa perversa catena può essere spezzata solo dall’amore.
Tricarico ha 36 anni e di nome fa Francesco; ma non c’è bisogno di ribadirlo poiché è conosciuto ai più per la sua canzone d’esordio del 2001, dal titolo appunto Io sono Francesco. Lì cantava, con rabbia e disincanto, il dramma interiore di un bimbo orfano non adeguatamente sostenuto dalla propria insegnante. Il tema importante, il testo immediato e la musica che assomigliava a una nenia infantile ne hanno decretato il successo presso il pubblico e riconoscimenti tra la critica. Negli anni seguenti sono arrivati anche due album (Tricarico - 2002 e Frescobaldo nel recinto - 2003) che, senza raggiungere gli stessi apici di consenso, hanno messo in evidenza alcune peculiarità dello stile di Tricarico. Le sue canzoni coniugano cura estrema e linguaggio semplice sia nei testi sia nelle musiche risultando spesso spiazzanti e suscitando continua curiosità. Ma quello che ha sempre colpito di più è il suo modo di porsi: a tratti serio a tratti svagato; a volte elegante, altre bizzarro e perciò sempre sorprendente.
Ora, arriva la sua ultima produzione, Un’altra possibilità, che ci offre il solito paradosso di un tema alto, trattato con estrema levità. Il testo, a volte contorto e dalla costruzione volutamente sgrammaticata, suona quasi come un sillogismo filosofico: se al male rispondo con il male non allevio il mio dolore, anzi, ne procuro agli altri; per cambiare mi è offerta un’altra possibilità: perdonare e perdonarmi, “ricambiare” il male con il bene.
La musica, al contrario del testo, è di più immediata comprensione senza per questo banalizzare il suo rapporto con le parole. La strofa è piuttosto “scura” per via di frammenti melodici ripetitivi che si snodano nel registro più grave e di un arrangiamento in cui prevalgono le chitarre. Il ritornello è invece più aperto grazie a una melodia poco più ampia e più tesa verso l’acuto e la comparsa dei timbri chiari dei fiati. Anche l’interpretazione, graffiante e decisa nella strofa sembra rasserenarsi nel ritornello. Un contrasto minimo, appena percepibile, per mettere in evidenza il piccolo imprevisto che provoca il cambiamento. Nient’altro che un granello di sabbia, ma sufficiente per rompere il meccanismo. Ed è la redenzione.
Chi conosce il dolore in giovane età tende a fare agli altri quel che subìto lui
ha
meccanismo inconscio / apposta lui non fa / l’imbianchino imbianca / i mobili
il falegname fa
questo comportamento / complesso il meccanismo / ma nell’ingranaggio / basta un
granello di sabbia
così incontrando l’amore / perché abbia amor per dolore
piangi vendetta di vittima / ho capito ora basta dolore perché
C’è sempre un’altra possibilità
perché c’è ancora un’altra possibilità
c’è sempre un’altra possibilità per capire / per perdonare / per cambiare
e tornare ad amare
Nell’hotel ristorante il cuoco la cena farà / il vino è buono bevuto con il mio
amor
quest’estate stupenda uomo e donna saran / una vacanza di sogno come mai prima
sarà
come picchiare i figli perché picchiato sei stato / come abbandonare perché
abbandonato sei stato
come picchiare la moglie perché il padre picchiava la madre
ma il sole ancora riscalda l’estate più bella sarà
ora basta è giunto amore con lui la comprensione / meccanismo consequenziale
saltato
e c’è e c’è e c’è e c’è e c’è e c’è e c’è
C’è sempre un’altra possibilità
perché c’è ancora un’altra possibilità
sì c’è sempre un’altra possibilità per cambiare / per migliorare / per capire
e finalmente amare
c’è sempre un’altra possibilità
ma c’è ancora un’altra possibilità
perché c’è di nuovo un’altra possibilità per cambiare / per perdonare / per
capire
e finalmente tutto amare