I NOSTRI MORTI

 

ALBANO sig. SABATO, miracolato di Domenico Savio

Siano (SA) il 07/03/07 di 87 anni

Albano deve la sua lunga esistenza alla intercessione di San Domenico Savio. Quando aveva solo sette anni (siamo nel 1927), fu colpito da una grave forma di setticemia con broncopolmonite bilaterale basilare, nefrite acuta emorragica e meningite settica. I medici avevano ormai decretato prossima la fine, ma non la mamma - le mamme non si arrendono poiché l’amore non si arrende mai. Così la Signora Anna Donnarumma, non potendo più ricevere aiuto dai dottori pensò ai santi. Mise l’immagine de Domenico Savio sul comodino e vi accese una lampada, posò sotto il cuscino una reliquia “ex linteis” del piccolo Domenico e iniziò a pregare. La mattina dopo Albano giocava tranquillo in mezzo al letto… era tornato a vivere! Il 5 marzo del 1950 Albano Sabato era presente tra gli ospiti d’onore nella basilica di San Pietro per la beatificazione di San Domenico Savio.

 

IAFOLLA sac. Paolo, salesiano,

† Ancona, il 01/04/2007 a 83 anni  

Don Paolo era un uomo riflessivo, preciso che prima di darti una qualsiasi risposta sembrava pensarci su, quasi a cercare la formulazione migliore. Lo faceva anche a scuola, quando con calma e precisione spiegava le lezioni. Appariva un timido che tuttavia quando parlava con la gente o teneva conferenze o predicava, nonostante le pause, sfoderava grinta e cultura. Era un religioso osservante, compreso del suo ruolo, attento alle esigenze dei ragazzi, custode convinto della disciplina; un prete che amava più la sua vocazione sacerdotale che la sua qualità dottoralee sapeva andare incontro alle necessità spirituali delle persone verso cui si mostrava disponibile fino alla premura. Buona penna, negli ultimi tempi si è dedicato a scrivere, il profilo biografico di un sacerdote salesiano e grande vescovo, monsignor Rotolo, e fu la sua ultima fatica.

 

FRANCO  sr. Cristina, Figlia di Maria Ausiliatrice

† Nizza Monferrato (AT), il 07/12/2006 a 89 anni  

L’ambiente sereno della campagna, impregnato di valori umani e parole di fede, la lettura del Bollettino Salesiano la orientarono verso la vita religiosa. È l’arte del ricamo e del cucito che contraddistinguono il suo servizio come maestra di lavoro eaddetta al guardaroba. Sr. Cristina era buona, semplice, arguta, affezionata all’Istituto; prendeva parte volentieri ai momenti comunitari e se poteva fare un piacere non diceva mai di no. La sua vivacità facilitava il rapporto e le permetteva di sdrammatizzare le situazioni. Sapeva essere attenta alle persone, interessarsi a quanto si faceva con i ragazzi, sottolineare il positivo e incoraggiare. Suor Cristina conclude così le sue memorie: “Sono sempre stata tanto devota di Maria Santissima e posso dire di aver toccato con mano l’efficacia della novena suggerita da don Bosco”.

 

PASQUER dott.ssa. Antoniette in Catarinella, sostenitrice opere salesiane,

† Roma, il 24/08/2007 a 83 anni

“Non siate tristi per me, io non lo sono, sono serena”. Le parole pronunciate tre giorni prima di morire inquadrano la statura morale di Antoniette. Di vastissima cultura, ha ricoperto incarichi prestigiosi in Francia, Germania, Italia, ma più che non la carriera ha amato i poveri e gli ultimi. Conosceva perfettamente la Rerum Novarum di Leone XIII e il Sistema Preventivo di Don Bosco. Dopo un lungo soggiorno in India presso i salesiani, volle fondare l’Associazione Pro-India Sud APIS-ONLUS per aiutare concretamente le missioni salesiane della parte meridionale del subcontinente indiano. Considerava un “dovere do giustizia” aiutare gli ultimi, e ha viaggiato moltissimo per andare a trovarli, rendendosi personalmente conto del loro tenore di vita e prodigandosi per “dare una mano”. Una persona inimitabile dal tratto nobile e dal cuore grande, che sarà a lungo ricordata.

 

MAIORANA sig.ra Grazietta ved. Mirci, exallieva,

Barcellona (ME), il 10/03/2007 a 96 anni

Aveva frequentato l’oratorio delle FMA e partecipato all’Unione Exallieve. Dopo la chiusura della casa delle Figlie di Maria Ausiliatrice, ha cominciato a frequentare l’oratorio salesiano, divenendo poi cooperatrice. Grazietta era una donna laboriosa, attenta, rispettosa dei parenti, degli amici, dei conoscenti, ma soprattutto era una sposa amabile, piena di delicatezza verso tutti, di signorilità e di fede vera e sincera. La sua devozione ai valori religiosi era tanto evidente che suscitava ammirazione in quanti la conoscevano o l’incontravano. Quando per l’età e la malferma salute non riuscì più a recarsi nella chiesetta dell’oratorio, continuò a farsi compagnia con la corona del rosario, a riempire le sue giornate con tante preghiere e il ricordo del fratello don Aurelio (92 anni) salesiano. Rimarrà di esempio per l’attaccamento incondizionato ai valori della famiglia.