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Giorgio Aldrighetti
Il 24 gennaio è la festa del santo patrono della congregazione salesiana, che ha questo nome proprio perché il fondatore si è ispirato a san Francesco di Sales. Di lui presentiamo lo stemma araldico
“Nella vita umana segni e simboli occupano un posto importante. In quanto essere corporale e spirituale insieme, l’uomo percepisce ed esprime le realtà spirituali attraverso segni e simboli materiali. In quanto essere sociale, ha bisogno di segni e simboli per comunicare con gli altri per mezzo del linguaggio, di gesti, di azioni. La stessa cosa avviene nella sua relazione con Dio”.[1] In ogni stemma, inoltre, è bello pensare che ci sia - in forma allegorica - la genealogia di una famiglia, e la storia di ogni uomo e donna che dona alla famiglia la nobiltà della vita. S. Francesco di Sales apparteneva alla famiglia dei marchesi di Sales, signori di Brens, Châteauvieux con Duing, Noiret, e di Avully, Boisy, Dhèré, La Thuile, Perrine. Lo stemmadella sua casa gentilizia così si legge araldicamente: “D’azzurro, a due fasce di rosso, orlate d’oro, accompagnate in capo da una mezzaluna d’oro, montante, e da due stelle a sei punte dello stesso, una fra le fasce, l’altra in punta”; per cimiero, un Ercole nascente, la clava sulla spalla destra; per motto: NY PLUS NY MOINS - né più né meno. S. Francesco di Sales come vescovo di Ginevra utilizzò per stemma - come d’uso - lo scudo gentilizio di famiglia, timbrato dalla corona nobiliare e dalla mitria in banda, con accollato il pastorale in sbarra. Per motto: NUNQUAM EXCIDET - mai tramonterà - riferito alla Chiesa. Gli smalti che caricano lo scudo sono l’azzurro, il rosso e l’oro, le figure sono la mezzaluna montante e le due stelle a sei punte.
Per la scienza araldica l’azzurro ricorda il mare attraversato dai crociati per portarsi in Terra Santa e rappresenta la Giustizia fra le virtù, Giove fra i pianeti, Toro e Bilancia nei segni zodiacali, aprile e settembre fra i mesi, martedì fra i giorni, lo zaffiro fra le pietre preziose, l’aria fra gli elementi, l’estate fra le stagioni, la fanciullezza fra le età, collerico fra i temperamenti, rosa fra i fiori, sei fra i numeri, lo stagno fra i metalli. Il rosso - primo fra i colori dell’arme come segno del sangue versato - simboleggia la Carità fra le virtù, Marte fra i pianeti, Ariete e Scorpione nei segni zodiacali, marzo e ottobre fra i mesi, mercoledì fra i giorni, il rubino fra le pietre preziose, il fuoco fra gli elementi, l’autunno fra le stagioni, la virilità sino a 50 anni fra le età, il sanguigno fra i temperamenti, il garofano fra i fiori, tre fra i numeri, il rame fra i metalli. L’oro ricorda le antiche armature dei cavalieri che, secondo il grado di nobiltà, erano dorate o argentate. Rappresenta la Fede fra le virtù, il Sole fra i pianeti, il Leone nei segni zodiacali, luglio fra i mesi, domenica fra i giorni, il topazio fra le pietre preziose, l’adolescenza fra le età, il girasole fra i fiori, sette fra i numeri e sé fra i metalli.
Passando alle figure che caricano il campo dello scudo troviamo la mezzaluna d’oro, montante, che in araldica simboleggia l’amorevolezza, la benevolenza, la bontà, la dolcezza e la buona amicizia, mentre le stelle a sei punte rappresentano la mente rivolta a Dio, la finezza d’animo e il compimento di azioni sublimi. Per la stella a sei punte - meglio conosciuta come stella di David - formata da due triangoli equilateri che hanno lo stesso centro e che risultano piazzati in opposte direzioni, la tradizione tramanda fosse la figura che adornava lo scudo di David.
[1] Catechismo della Chiesa Cattolica, Città del Vaticano 1999, p. 335.
(*) Lo stemma di san Francesco di Sales è disegnato dall’ex allievo salesiano Renzo Lombardo “Poci”.