LETTERE AL DIRETTORE
GUERRA CIVILE. Caro direttore, molto spesso per radio, Tv, e/o sui giornali si sente, si vede o si legge, a proposito di guerre intestine che scoppiano all’interno di questa o quella nazione, che lì combatte una “guerra civile!”. Mi domando, con malcelata indignazione, che cosa mai possa avere di “civile” una qualsiasi guerra.
Claudio R., Civitanova Marche
Caro Claudio,niente ha di civile, proprio niente. “Guerra civile” è un “eufemismo” puro e semplice, un conflitto di tal fatta non esiste: una “guerra civile” molto più realisticamente è una “guerra incivile”. Inutile sottilizzare che “la si chiama civile perché i combattenti sono dei civili, cioè appartenenti alla stessa nazione. Guerre civili, guerre d’indipendenza, guerre di secessione, guerre di successione, guerre di ribellione o guerre generate da rivoluzioni stanno a indicare la tragica impotenza dell’uomo di risolvere i conflitti ”da uomo”, cioè da essere pensante. La fredda ragione, se ragiona, deve ammettere che la guerra è la sentina di tutti i mali, è come il vaso di Pandora: scoperchiato rivela la più barbara barbarie, le più nefande nefandezze, le più bestiali bestialità (ovviamente fatte salve le bestie che con questo orridume non hanno nulla a che vedere). C’è una figura retorica nella lingua italiana che si chiama “ossimoro”, consiste, secondo il Devoto/Oli, in accostamenti paradossali, usando termini di significato opposto e contraddittorio. Ecco: “guerra civile” è un tragico ossimoro. C’è da augurarsi di non doverlo mai usare per nessuno Stato; è foriero di morti innocenti, di torture senza nome, di terrori mortali. Dio ci scampi.
BENE E MALE. Caro direttore, illuminami se ci riesci. Dice un mio coetaneo (frequentiamo tutti e due lo stesso liceo scientifico in una cittadina marchigiana) che il bene è di sinistra e il male è di destra, a dare retta al Vangelo. Addirittura. Anzi, afferma l’amico che Gesù stesso ha fatto sempre discorsi di sinistra, perché ha amato i poveri, ha rimbeccato i notabili, ha assolto le prostitute, ha creato la comunità degli apostoli, ha pagato gli operai con salari di sussistenza (sic), ecc. Ma è proprio così?
Vincenzo, Pesaro
Ogni tanto ne imparo una nuova… Mi fa piacere anche se è più una barzelletta che una verità: il riso fa buon sangue! Caro Vincenzo, a dar retta al Vangelo, il bene non è né di destra né di sinistra. Non ha colore, o, se vuoi, li ha tutti, cioè è bianco… Ma no, cancella subito il colore, se no mi dici che il bene è democristiano. Quando Gesù volle dare una regola, per esortare a fare la carità come va fatta, sentenziò senza mezzi termini: “Non sappia la tua sinistra quello che fa la tua destra!”. Il bene è un “fatto” non un’ideologia, non un partito, non una dottrina, né una filosofia. È vero, qualsiasi fatto si può ideologizzare, ma tu sai molto bene che tutto può essere ridotto a ideologia. In questo caso non è il fatto che muta è l’uomo che piega il fatto ai suoi interessi. Ora ricorda che tutti siamo chiamati a fare il bene: sul bene fatto o non fatto saremo giudicati, non sul partito che abbiamo votato. Dicono (è la do come l’ho sentita) che John Kennedy, uno dei più amati presidenti degli Stati Uniti, abbia un giorno esclamato per chiudere una discussione su alcuni fatti tragici successi nel Bronx: “Ho conosciuto neri con l’anima bianca e bianchi con l’anima nera”. Non so dirti se l’episodio sia vero, certamente è verosimile; che esistano persone così è purtroppo una fin troppo facile costatazione.
PAVAROTTI.Egregio dir, ancora discriminazioni e, come sempre, da parte della Chiesa. Pavarotti, divorziato, risposato, ecc. in chiesa sì, con tanto di clak (sic) anche da parte di pezzi grossi ecclesiastici. Altri no! […]
Elios@…
Caro signore, non so a chi “altri” se riferisca, anche se posso intuirlo, né tanto meno di che claque si tratti. Ma posso dirle, riguardo a Pavarotti, che prima di morire ha ricevuto il sacramento dell’Unzione degli infermi (me lo conferma una signora di Rivolta D’Adda che conosce nome e cognome del sacerdote che ha assistito il tenore negli ultimi momenti). Ciò è più che sufficiente per non negargli nessuno dei conforti che la Chiesa offre ai suoi fedeli.
MITIZZARE. Caro dir., la prof ci ha parlato di personaggi mitizzati [...]. Insomma che cosa vuol dire mitizzare? E Gesù non può essere stato mitizzato? [...]
Mara@...
Cara signorina, vuoi un esempio di mitizzazione? Ti accontento. Guarda bene i due ritratti di Napoleone che illustrano questa pagina. Si tratta dell’imperatore dei francesi nell’atto di passare il Gran San Bernardo per la campagna d’Italia. Il primo è quello più famoso che tutti conoscono perché lo appiccicano in tutti i libri di “storia”, ma è anche il più improbabile. Ti spiego il perché: quella via non era più stata usata da un esercito dai tempi di Annibale, proprio perché irta di ostacoli. Di certo era impossibile da passare su cavalli montati, come invece indica il ritratto. Ma Napoleone era ormai diventato un mito per tutti i francesi, le sue sfolgoranti vittorie e le sue imprese richiamavano quelle dell’altrettanto mitico generale dei cartaginesi. Ecco perché è stato ritratto in tutta la sua magnificenza nell’atto di attraversare in groppa al suo cavallo un passo alpino precluso ad altri ma non alla sua “grandeur”.
In realtà il passaggio di Napoleone avvenne ben più modestamente tra il 19 e il 20 maggio del 1800 a dorso di mulo e la bestia apparteneva a un pastore, un certo Pierre Dorsaz che addirittura durante il percorso salvò l’imperatore da una rovinosa caduta.
Conclusione: il Napoleone reale è quello ritratto nel 1850 dal pittore Paul Delaroche, il Napoleone mitizzato quello del ritratto di Jacques-Louis David del 1801.
Ora a Gesù. I cattolici credono che Egli sia il Figlio di Dio. Ma Dio non è – né può essere – soggetto a variazioni di sorta, a innalzamenti o abbassamenti più o meno arbitrari. Non è insomma “mitizzabile”. Tutto ciò che si può dire di Lui in grandezza è inadeguato, Egli è “più” di quanto si possa pensare, dire o scrivere. Leggendo il Vangelo ci si accorge che Gesù ha fatto il contrario di quel che ha fatto l’imperatore francese: non si è innalzato, si è invece abbassato, si è “ominizzato”. Ricordi la faccenda della corona imperiale che Napoleone si pose da sé sul capo? “Dio me l’ha data guai a chi la tocca!”, è un po’ diverso dal grido di Gesù sulla croce, incoronato di spine: “Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Insomma è duro mitizzare un crocefisso, molto più comodo farlo con un Napoleone qualsiasi.
AMICIZIA.Caro Direttore, si può essere amici di qualcuno anche se il suo pensiero è diverso dal nostro? Può essere anche un valore “laico”? Quando c’è vera amicizia, non c’è odio, non c’è invidia, non c’è rivalsa. Basta rispettarlo e aiutarlo se te lo chiede e se è possibile. Anche in famiglia i contrasti sono puri e duri... eppure l’uomo non nasce cattivo. Non c’è nessuna ferita morale che si trasmette per eredità, ma solo malattie riguardanti la nostra fisicità, la nostra imperfetta creazione. Come spezzare questa perfida catena?
Pier Lodovico, Faenza
Le dirò subito di concordare con la sua disanima sull’amicizia che è un poco il sostrato della convivenza umana: quel filo sottile e pervasivo che lega e dà senso all’essere umano e che “dovrebbe” evitare le ingiuste fratture che separano uomo da uomo, rendono problematici i rapporti familiari, rompono i rapporti sociali… Ho usato il condizionale, perché la realtà viaggia, purtroppo, su altri binari e il “grande girotondo” della sua beata infanzia resta solo un’utopia.
È vero, l’uomo non nasce cattivo. Semplicemente, nasce debole, fragile, cioè “uomo”. È questa la ferita strutturale, endemica, creaturale, che va accettata ma non passivamente: ogni uomo è in effetti “PERFETTIBILE”. Questo dovremmo insegnare nelle nostre scuole, nei nostri oratori, nelle nostre chiese, nei nostri gruppi… Non siamo pietre, non apparteniamo ai materiali statici, immutabili, indeformabili. Siamo i figli di una natura flessibile, modificabile… Ma, la chiave di ogni possibile cambiamento la possiede ciascuno personalmente: chi non vuole non cambia. Esiste però un altro possibile motore per rompere l’infingardia della gente. Si chiama educazione. Ecco perché argomentavo sulla necessità di mobilitare le istituzioni perché all’ordine del giorno di ogni programma educativo sia posto, a cappello, il dato ineluttabile della perfettibilità umana.
Il discorso a questo punto può evolvere verso la cerchia famigliare, là dove i contrasti – quando arrivano – si presentano più coriacei, più resistenti, più rigidi. E’ naturale: c’è di mezzo “la familiarità”, un misto di conoscenza-comprensione-prossimità affettiva-carica emozionale che, se vanno deluse, creano reazioni ben più drammatiche che non altre che avvengono, magari, tra conoscenti o tra sconosciuti.
Le dinamiche emotive sono tra le cose più complesse e difficili da controllare. Ancora una volta la soluzione nasce da lontano. Per risolvere i problemi di natura fisica ci vuole il medico, quelli di natura psichica possono aver bisogno del neurologo o dello psicologo; quelli di natura emotiva… abbisognano di un gran coraggio, una montagna di pazienza, del metodo pavloviano che procede per “tentativi ed errori”, di una forte volontà per resistere agli scacchi inevitabili con i quali ognuno deve fare prima o poi i conti. Difficile? Sì. Ma non impossibile: l’uomo è “PERFETTIBILE”.
Sono grato e ringrazio fin da ora tutti quelli che vorranno inviarmi materiale vario (articolo, immaginette, opuscoli) che hanno per soggetto la beata Vergine Maria. Girasole Antonio, Via Appia Nord km. 51 n° 21/D, 04012 Cisterna di Latina LT.
Mi piacerebbe scambiare i miei volumi di “Itinerantibus” (contenenti gli indirizzi delle case religiose all’estero che accolgono pellegrini) e francobolli italiani usciti dal 1943 al 1970 con francobolli commemorativi italiani usciti dopo il 1970 o francobolli religiosi esteri. Munari don Giovanni, Via Zanardelli 212, 25083 Fasano del Garda (BS).
50enne insegnante, cattolico praticante vorrei confrontarmi con altri laici sui temi della fede o anche di altro. Angelo Mabilia, Via Ruoppolo 61, 80128 Napoli (NA), E-mail: amabilia@libero.it.
Sono una ragazza di 30 anni. Mi piacerebbe conoscere e corrispondere con persone che hanno bisogno di un’amicizia sincera. Credo molto in Dio e desidero essere d’aiuto agli altri. Gradirei che mi scrivessero persone che abitano vicino a me, per poterci eventualmente frequentare. Paola, Casella Postale n° 17, 28065 Cerano (NO).