100 anni fa
Dal Bollettino Salesiano di febbraio 1908 trascriviamo un brano della lettera che l’ispettore salesiano don Carlo Peretto inviò al Rettor Maggiore don Rua sulla situazione delle opere salesiane sugli stati brasiliani di Rio De Janeiro e San Paolo.
[…] Il Governo di Minas vorrebbe confidata ai salesiani siffatta missione, la quale potrebbe avere il suo centro in Natividade, donde con 10 ore di ferrovia si giunge a Vittoria, capitale dello Stato di Spirito Santo, dalla quale con un giorno di Viaggio di mare si giunge a Rio De Janeiro.
Mi affretterò appena mi sia possibile, a stendere la relazione dell’escursione apostolica felicemente compiuta: intanto le compiego una fotografia di alcuni indigeni, battezzati, che or vivono in società cogli abitanti Jahaty. L’indigena, che tiene un pezzo di legno in bocca sopra il labbro inferiore e che si appoggia ad un bambù, chiamasi Maria Tamareca Perereca ed è molto vecchia. Quella che sta dentro la capanna col figliuolino in braccio, chiamasi Maria Gutchum ed è cognata del capo della tribù, Girolamo, il quale pochi anni fa, come mi fu detto, uccise l’altro capo chiamato Zaverio. L’uomo seduto è il marito della giovane donna; prima egli chiamavasi Junquetrino ed ora chiamasi Joaquin Quina, le due fanciulle sono loro figliuole. Ma basti per ora.