OSSERVATORIO

Anna Rita Delle Donne

ALICE E GLI ALTRI (9)

Divagazioni (mica tanto) su... un fenomeno ma sempre più conosciuto, tramite i media: l’omosessualità.

 

È giorno di interrogazioni. La professoressa di biologia controlla il registro nel silenzio più totale. “Oggi non mi voglio arrabbiare, dice, interrogo Alice e Ludovico”. Alice sospira e si alza. Se lo aspettava. “No, professoressa, dice invece Ludovico senza nemmeno alzarsi, oggi non vengo”. “Come non vieni?”, chiede stupita la professoressa. “Non sono preparato, punto e basta!”. “Su, Ludovico, non fare lo sciocco!”, insiste la prof. “Ho detto che non vengo. Mi metta pure impreparato”, taglia corto il ragazzo. “Così ti rovini la media”. “Non m’importa!”, conclude lui cocciuto. “Come vuoi. Allora, signorina Alice, tu vieni?”. Alice era rimasta in piedi, gli occhi sgranati verso Ludovico per la meraviglia. Non credeva alle sue orecchie. Si avvia mesta verso la cattedra, ma si riprende e l’interrogazione va bene; come sempre, del resto.

Suona la campanella, i ragazzi sciamano. Alice si avvicina a Ludovico che è rimasto immobile nel suo banco. “Ludovico, ma… che ti ha preso?”. “Niente, Alice, lasciami stare…”, risponde il ragazzo senza guardarla. “Ma, scusa…”. “Ti ho detto di lasciarmi stare”. Alice esce. Ludovico è suo amico, prima o poi le spiegherà. Nel pomeriggio, mentre lei sta studiando nella sua cameretta, la madre l’avverte che Ludovico sta salendo. “Bene! Ci siamo!”, pensa. Lui entra e si siede sul letto. Non alza la testa, si guarda le scarpe. “Scusa per stamattina, non volevo…”, farfuglia senza finire la frase.  “Figurati… Piuttosto, che cos’hai?”. “Mi sono innamorato di Luca”, dice Ludovico d’un fiato. “Che cosa?”, sobbalza Alice. Ludovico, con aria triste: “Hai capito bene… Alice, mi sono accorto di essere… di essere…” Lei capisce: “Maddài! Magari è un periodo…”. “Alice, ti prego! Non mi rifilare le solite stupidaggini”, interloquisce Ludovico esasperato. “Scusa! Mi hai presa alla sprovvista. Ma… ma sei proprio sicuro?”. “È da parecchio che te lo volevo dire. Mi sembra di impazzire. Ho pensato che forse tu non mi avresti giudicato”. L’amica è in imbarazzo evidente.

Non so cosa dirti…. “Non dire niente, Alice, solo ascoltami. Non so perché mi succede. Ti giuro che non vorrei. Sono spaventato. Ho paura della reazione degli amici, della famiglia. Credo che mia madre sospetti qualcosa: ho la sensazione che abbia cominciato a spiarmi. Mi fa domande su tutto, vuole sapere cosa faccio, con chi esco”. Alice pensa a quella donna mite che l’accoglie sempre con un sorriso. “E tuo padre?”. “Lui non si è mai interessato veramente a me. Ha sempre delegato a mia madre: quello che decide lei va bene. Penso che mia madre abbia paura che mandi in pezzi il suo sogno di famigliola perfettaFinora per lei sono stato un vanto con le sue amiche: obbediente, studioso… Se ora venisse fuori che sono… così! A casa mia sono aperti, ma quando le cose toccano il proprio privato…”. Alice, non sa cosa dire e fare. “Probabilmente tua madre è solo spaventata. Che ne diresti di parlare con la psicologa della scuola? E poi molti dicono che c’è la possibilità di fare qualcosa. Saprà indirizzarti. C’è andata la sorella di Viola e si è rasserenata. Se vuoi ti ci accompagno. Dio ci aiuterà!”. “Grazie… sì, forse è una buona idea. Vediamo che cosa si può fare”. Alice si avvicina all’amico e l’abbraccia. “Una cosa devo dirtela però… Ma proprio quel bulletto cafone di Luca dovevi…”. Un sorriso liberatorio induce in tutti e due la speranza che un po’ di sereno possa tornare nella loro vita.