INSERTO CULTURA
di Grzegorz Jaskot
Siamo stavolta nella capitale della Polonia. I salesiani sono presenti con quattro ispettorie (Warszawa, Piła, Wrocław, Kraków). A Warszawa/Varsavia, gestiscono una grande editrice, di cui diamo il profilo nel presente articolo.
È
difficile precisare la data di fondazione della “Editrice Salesiana” di
Varsavia. Tutto iniziò a Torino presso l’oratorio di Valdocco, con stampe
occasionali di vario genere in lingua polacca. Dal 1897 stampato dalla
tipografia di Valdocco, comparve anche il “Wiadamości Salezjańskie”
(informazioni salesiane) cioè il “Bollettino Salesiano”, la cui redazione nel
1902 venne trasferita in patria nella tipografia di Oświecim. Lì iniziano
subito a stampare anche traduzioni, soprattutto dall’italiano, di libri e
opuscoli per giovani di argomento salesiano. Si può dire che l’editrice nacque
così. Il primo libro stampato fu – manco a dirlo – “Il Giovane Provveduto” di
Don Bosco, cui seguirono le “Letture Cattoliche” e la “Collana Teatrale”. Dal
1916 al 1949 il Bollettino Salesiano si chiamò: “Pokłosie Salezjańskie”
(chicchi salesiani). Oggi ha nuovamente cambiato testata; si chiama “Don Bosco
magazyn salezjański”. L’anno più significativo per
l’editoria salesiana polacca fu tuttavia il 1923, quando a Varsavia venne
inaugurata la scuola professionale di arte grafica che si presentò con stampe
artistiche curate dal celebre prof. Półtawski. Nel corso degli anni la
scuola si trasformerà in quella che oggi è la grande “Editrice salesiana”. Le
pubblicazioni non sono più solo traduzioni, ma opere originali di scrittori
polacchi. È in questo periodo che nasce “Młodzież misyjna”
– Gioventù missionaria –. Seguono una serie di libretti che presentano il
profilo di personaggi salesiani e non, a cominciare, ovviamente, da Don Bosco.
I profili di san Domenico Savio, san Francesco di Sales, il principe salesiano
Augusto Czartoryski, santo Stanislao Kostka, il condottiero Giovanni Sabieski e
di molti altri iniziarono così a circolare in Polonia. Poi vennero i libri
scolastici e sussidi di vario genere per le parrocchie, infine l’editrice si
attrezzò per le opere musicali, tra cui composizioni per banda di Antoni
Chlondowski (fratello del cardinale salesiano Hlond, primate di Polonia).
Alcuni dei suoi mottetti si cantano tuttora.
Dopo la guerra, nel 1949, lo stato comunista proibì l’attività editoriale e sequestrò la tipografia salesiana. Tutto venne fermato. I vari superiori inoltrarono – inutilmente – interpellanze alle autorità per poter ripristinare l’attività grafica. Allora ricorsero allo stratagemma di far stampare le loro pubblicazioni da altre editrici laiche e da editrici universitarie, in tiratura limitata ma sufficiente a mantenere in piedi un minimo di attività editoriale e di stampa formativa, in attesa di tempi migliori. Si deve all’abnegazione di don Stefan Pruś che coordinava questa attività semiclandestina, se i salesiani hanno potuto essere in qualche modo operativi anche sotto il regime comunista. Il “fermo” durò fino al 1976 ed è questa la data che diede una svolta all’attività grafica: il governo concesse l’autorizzazione di riprendere la produzione editoriale, ma con l’obbligo di presentare un piano annuale, di inoltrare i testi per la censura, di stampare una tiratura limitata, di predisporre un prospetto per il computo della carta usata per ogni edizione, che non doveva superare le 4 tonnellate annuali. La tipografia poté riprendere un’attività più regolare nel 1986, trasferendo impianti e macchinari presso la nuova casa di via Kaweczynska 53, a Varsavia. Il nuovo direttore Roman Szpakowski seppe creare un’équipe affiatata e competente, dando un forte impulso all’editrice che divenne in breve tempo una delle più note in Polonia. Dal punto di vista politico erano ormai in arrivo tempi migliori.
Nel 1989 il governo concesse di editare la rivista “Ziarna” (chicchi, semi) ”, senza foto, senza colori e con un carattere tipografico che assomigliava più a un ciclostile che a una stampa vera e propria. La tiratura ufficiale poi era quasi ridicola, 100 copie - in realtà se ne stampavano 10 mila! Il primo redattore fu don Grzegorz Jaskot che in pratica ne fu anche il fondatore. La rivista conteneva news salesiane, servizi formativi, articoli educativi, racconti vocazionali, ecc. Non pochi sacerdoti religiosi/e devono a questa rivista l’inizio della loro vocazione. Non fu, tuttavia, una vita facile. Fino alla caduta del regime occorreva sottoporsi alla censura, presso i cui uffici bisognava presentare ogni singola pagina per l’approvazione. E non era finta qui. Concesso il permesso di stampa, era poi obbligatorio tornare al controllo, prima di diffondere lo stampato. Due copie venivano di nuovo attentamente lette per vedere se corrispondevano alla “lettera” a quanto era stato concesso, se cioè erano state espunte le frasi che non piacevano al regime. Un episodio può chiarire il clima di quegli anni. Un giorno il caporedattore don Jaskot portò un testo al controllo. Si trattava di una veglia di preghiera programmata per il 24 del mese. In un paragrafo del testo si faceva un elenco dei santuari mariani, per significare che la devozione alla madre di Gesù era universale. Il censore, accortosi che veniva nominato il santuario di Fatima, ordinò con decisione che venisse depennato. Fatima era sottoposta al più feroce ostracismo. “Perché mai? Perché gli altri sì e questo no?”. Le rimostranze di don Grzegorz erano legittime, ma l’autorità censoria fu irremovibile. Il perché era chiaro: nelle visioni di Fatima si parlava esplicitamente della conversione della Russia e di questo evento i sovietici non volevano nemmeno sentir parlare.
I moti polacchi e soprattutto l’abbattimento del muro di Berlino determinarono una svolta epocale nei paesi satelliti dell’URSS, prima fra tutti la Polonia che era tra i più refrattari e aveva sempre mal sopportato il regime comunista, essendo senza dubbio il più cattolico tra i paesi del blocco sovietico. Ovviamente per l’editrice salesiana si annunciavano tempi nuovi. Ci si trovò subito a un bivio: stampare, come finora, testi “salesiani” o aprirsi anche ad altri con argomenti, oltre che formativi, anche ludici e/o di genere narrativo, sociale, pedagogico, ecc. Si scelse la seconda ipotesi e si ricercò con cura personale, soprattutto salesiano, che potesse scrivere con la competenza necessaria, opere per giovani e famiglie. Nel contempo venivano tradotte opere di autori italiani che avevano già un largo seguito di lettori come Teresio Bosco, o erano studiosi di grido come Pietro Braido. Un altro degli aspetti che servirono a dare notorietà all’editrice fu la preparazione e diffusione di sussidi della catechesi, bene accolti non solo dai salesiani, ma dall’intera Chiesa polacca. Tra i sussidi per la scuola e la catechesi, i più quotati sono anche al presente quelli di Bruno Ferrero, direttore editoriale della ELLEDICI. Il dizionario catechistico della stessa editrice non è stato solo tradotto, ma anche integrato con l’aggiunta di temi specifici per la catechesi polacca e un “dizionario dei catechisti polacchi”. Ora l’editrice di Varsavia ha iniziato una collaborazione intensa e proficua con l’Università Cattolica della Capitale. Tutto ciò ha trasformato la “Casa Editrice Salesiana” in una delle più importanti della nazione. Alcuni numeri lo confermano.
- Santi per ogni giorno ha stampato 13 edizioni per 350 mila copie.
- Incontri con Dio, 30 edizioni per mezzo milione di copie;
- Elementi di pedagogia moderna, 10 edizioni per 100 mila copie
- La “Biografia di Don Bosco” di Teresio Bosco ha raggiunto 8 edizioni e 200 mila copie.
- Le opere di Bruno Ferrero tirano anche 50 mila copie per ogni titolo
- Grande diffusione stanno avendo le diverse biografie di san Domenico Savio.
La collaborazione con le editrici estere è ai primi posti nei programmi attuali e futuri. Dal 1976 al 2007 sono 1108 i titoli editi con una tiratura che ha ampiamente superato i 10 milioni di copie. L’8 dicembre 1988 è stata inaugurata a Varsavia la libreria dell’Editrice che ha distribuito milioni di libri alla gente, ma anche ai grossisti. Ora è la volta di Internet. La nostra è stata una delle prime editrici cattoliche che ha fatto il grande passo. Dal 2001 è attivo anche questo moderno tipo di vendita che lentamente si rafforza con il diffondersi del web in tutte le case. Anno dopo anno, infatti, aumenta il numero dei clienti che accedono al sito www.wydsal.pl. La costante presenza alla fiera nazionale e internazionale del libro costituisce un’altra spinta per la promozione e lo sviluppo della “Buona Stampa” in Polonia, come voleva Don Bosco.