Note sulle Note
di Lorenzo Angelini
La vita non è un vidoegame. Non basta arrivare vittoriosi all’ultimo livello per dire di aver vinto il gioco.
Lo stile di Max Pezzali è rimasto inalterato sin dai tempi degli 883 e di Hanno ucciso l’uomo ragno: musiche briose e coinvolgenti; linguaggio semplice, spesso gergale ma con poche digressioni nel volgare o nell’aggressivo; temi di modiche pretese, occhio puntato sulla quotidianità, sulla sua banale routine e sulle piccole-grandi manie che la contrassegnano; il tutto condito da una sana dose di ironia che stempera ogni dramma (o lo nasconde?) e lascia più a portata di mano la felicità.
Max,però,si trova nel tempo delle scelte consapevoli e dei primi bilanci e ciò, quasi inevitabilmente, si ripercuote sulle sue canzoni in cui ora trovano spazio argomenti meno frivoli e più “adulti”. In questa Esserci (compresa nel recente Time out), ad esempio, viene fuori con prepotenza il disagio causato dall’essere giovani in un tempo in cui latitano i punti di riferimento siano essi ideologie, valori irrinunciabili o semplicemente adulti credibili. Affrontare la vita, allora, è muoversi a tentoni, è arrabattarsi per tamponare i problemi che di volta in volta si presentano, è non avere una direzione precisa e obiettivi chiari.
Una fotografia sconfortante della condizione giovanile che lascerebbe l’amaro in bocca; se non ché la musica della canzone suggerisce altri punti di vista. La melodia, costruita con scarti e frequenti salti di registro nella strofa e con una linea solo un poco più ampia nel ritornello, dà al brano un’aria scanzonata e giocosa. L’arrangiamento fresco ed essenziale in cui prevalgono basso e batteria, ne mette in maggiore evidenza il ritmo incalzante. Infine l’interpretazione di Max, al solito pulita e frizzante, ce lo fa ascoltare con leggerezza.
Tutto ciò ammorbidisce notevolmente la seriosità delle parole e ce le fa leggere solo come la pacata constatazione di chi, in fondo, si sente a posto con la propria coscienza per essere riuscito, in circostanze avverse, a giocare bene le sue carte e a superare indenne le prove della vita. Senza venir meno ad una regola morale basilare: “non barare”, non ingannare se stessi e gli altri.
La vita è strana / non è cattiva ma nemmeno buona
Sicuramente conta la fortuna / e un pizzico di abilità
Il manuale / ha poche righe ed è scritto male
Non spiega quali procedure usare / se ci si trova in difficoltà.
Così c’è da improvvisare / stando attenti a premere
I pulsanti giusti e andare / sritto senza sbattere.
Esserci, esser qui, / è già un grande risultato.
esserci, esser qui, / senza avere mai barato.
Bisogna andare / senza sapere cosa e come fare
Sperando di riuscire ad imparare / ogni giorno qualcosa di più
Per non sbagliare / o almeno per provare a limitare
I danni ed evitare il temporale / fare di necessità virtù.
Qualche volta ci si riesce, / qualche volta invece no,
l’errore non si capisce / prima di commetterlo.
Esserci, esser qui, / è già un grande risultato.
esserci, esser qui, / senza avere mai barato.
E ci può stare, / qualcosa sarebbe potuto andare
Diversamente senza qualche errore / magari ragionandoci un po’.
Certe parole / non dette o dette troppo tardi e male
Azioni che ancora fanno soffrire / e come pietre pesano.
Si poteva fare meglio / ma anche peggio di così,
e seppur con qualche sbaglio / noi siamo bravissimi
Esserci, esser qui, / è già un grande risultato.
esserci, esser qui, / senza avere mai barato.