IL MESE

di Savina Jemina

Febbraio

IL BESTIARIO DELLA BIBBIA: IL LEONE DI DAVIDE

È citato 155 volte nell’Antico Testamento e soltanto nove nel Nuovo. In tutte le culture, simboleggia sovranità, potenza, coraggio. Davide quando vuole combattere contro Golia, dice a Saul che quando un leone portava via una pecora dal gregge di suo padre “lo inseguivo, lo abbattevo e strappavo la preda dalla sua bocca. Se si rivoltava contro di me, l’afferravo per le mascelle e lo uccidevo” (1Sam 17,34-37). Altra prova di coraggio e di forza in Sansone in viaggio, vide “un leone venirgli incontro ruggendo (…) senza niente in mano, squarciò il leone come si squarcia un capretto” (Gdc 14,5-6). Invece, nell’èra messianica, quando “un germoglio spunterà dal tronco di Iesse” (Is 11,1), “il vitello e il leoncello pascoleranno insieme” (Is 11.6-7). E san Giovanni nell’Apocalisse indica Cristo come “il leone della tribù di Giuda” (Ap 5,5).

LA NOSTRA PATRIA EUROPA
MONETE AI TEMPI DI GESÙ: DENARO

Denaro trae origine da “dena”, latino, che indicava dieci volte il valore di una cosa. Era d’argento e pesava circa 4,5 grammi. Ma dal 216 a.C. sino a Nerone, il peso si riduce a 3,85 g. Ai tempi di Gesù, occorrono 25 denari per fare un aureus (d’oro). Un denaro è pari a 4 sesterzi, 16 assi, 64 quadranti (tutte monete bronzee). Aveva un valore analogo alla dracma greca. Vi è raffigurato il volto dell’imperatore. Quando a Gesù chiedono se è lecito o no pagare il tributo a Cesare, lui domanda di chi sia il volto impresso sulla moneta (Mc 12,15). Costituiva la paga di una giornata di lavoro, come ricordato nella parabola degli operai della vigna (Mt 20,1-15). Nella parabola “del buon samaritano”, questi dà all’albergatore due denari perché abbia cura dell’uomo ferito dai briganti (Lc 10,35). Nel miracolo della moltiplicazione dei pani, le persone erano così tante che l’apostolo Filippo dice a Gesù che “duecento denari di pane non sono sufficienti perché ognuno possa riceverne un pezzo” (Gv 6,7).