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Redazionale

DON BOSCO… “ESTREMO”

Ushuaia è la città più australe del mondo. È anche la città che da quest’anno ha il monumento a Don Bosco… più australe del mondo.

 

La scultura di don BoscoPesa due tonnellate ed è di cemento armato. È posto sopra un cilindro rivestito di lastre di pietra che sostengono una piattaforma circolare di tre metri di diametro su cui poggia il monumento. Il basamento quadrato misura 7x7 metri e ha ai quattro angoli l’indicazione dei quattro punti cardinali, a significare l’internazionalità del santo dei giovani.

 

L’opera è dello scultore salesiano padre Giuseppe Ellero che ha voluto comporre un monumento originale. Le figure, infatti, sono solo “suggerite”: non hanno una fisionomia precisa “perché ciascuno possa vedersi ritratto”, spiega l’autore. La sagoma di Don Bosco si distingue per il taglio inconfondibile dei capelli, la mantellina che veniva allora indossata sopra la tonaca, e la stessa tonaca sacerdotale. Anche i contorni della sua faccia mancano dei particolari: tutti possono essere e fare come lui.

Attorno al sacerdote si affollano a formare un tutt’uno tre giovani, due maschi e una femmina, i cui vestiti fluttuanti fanno pensare alle onde del mare. Le braccia si cercano e si uniscono formando un complesso a circolo che dà l’idea della famiglia. Gli oblòche trapassano e alleggeriscono la composizione creano suggestivi effetti di luce che conferisono alla scultura un che di spirituale e quasi sovrumano.

 

Il padre Ellero, classe 1946, è nato a Tricesimo di Udine. È partito per l’Argentina nel 1965 e là è rimasto. Dopo vari incarichi come economo, vicario, direttore, risiede ora nell’estrema punta della Tierra del Fuego, precisamente a Ushuaia, dove è parroco. Dal 2004 è direttore dell’Istituto di Comunicazione sociale dell’ABA, l’ispettoria argentina di Buenos Aires.