FOCUS
Ha 10 anni e qualche mese Viriya, ma è come se ne avesse il doppio se si contano le botte prese di giorno e di notte. È nata in una famiglia povera e violenta, due maledizioni che se si sommano ne esce, per Viriya, una vita di inferno. La sfortuna di essere cresciuta tra gli urli, le risse giornaliere tra papà sempre ubriaco e mamma spesso fuori a elemosinare, l’ha resa ribelle; la fame l’ha fatta ladruncola (in casa); l’abbandono l’ha resa refrattaria alla scuola e all’amicizia.
Risultato: viene regolarmente picchiata sia dalla mamma sia dal papà. La mamma spesso usa un tubo di plastica che le lascia la pelle tumefatta e le procura un dolore insopportabile per giorni. Spesso la incatenano al letto, per essere sicuri che non combini guai. Un giorno d’estate del 2007 è riuscita a liberarsi: un anello della catena troppo arrugginito ha ceduto ai suoi strattoni.
Allora si è messa a correre, correre, correre… finché si è accasciata svenuta sul ciglio della strada. Ora è in Svizzera. Un turista con moglie e figlia che passava di là l’ha raccolta... Un anno di estenuanti trattative e, finalmente, l’adozione. Ora finalmente passa le giornate a studiare, senza urli, botte, fame, catene.... Le sembra di essere in paradiso.