EVENTI 1 - PASQUA 2008

di Filippo Manoni

LA SAGRA DEI TALAMI

Una Pasqua davvero speciale quella di Orsogna di Chieti, dove un intero paese si mobilita per chiudere la più grande festa religiosa dell’anno con una singolare sfilata, nel lunedì dell’Angelo.

 

Orsogna è un paesetto – poco più di quattromila abitanti – della Marrucina, che ha dato i natali a personaggi come Camillo De Nardis (1857-1951), compositore e direttore d’orchestra, Mario Pomilio (1921-1990), scrittore e giornalista, e altri. Ma è conosciuto soprattutto per la “Sagra dei Talami”, la grande sfilata annuale di quadri biblici viventi, che chiude, il lunedì dell’Angelo, le feste pasquali ed è interpretata da giovani e giovanissimi attori in costume d’epoca su palchi mobili, oggi trainati da trattori, che rappresentano scene del Vecchio e del Nuovo Testamento. La sagra si celebra ormai da secoli, risalendo al tardo Medio Evo.  

 

UNA CATECHESI SPECIALE

 

Secondo talamo 2007: Elia all’Oreb.Anche il vescovo di Chieti, monsignor Bruno Forte, uno dei più noti e prestigiosi teologi della Chiesa italiana, si è recato a Orsogna per i Talami, e non tanto per assistere alla sfilata dei carri biblici, quanto piuttosto per commentarli, dando nel contempo l’importanza che merita alla sagra. A detta di molti, presenti come turisti (non sono pochi i visitatori attirati dal singolare evento) è stata una magnifica catechesi, arricchita per di più da notazioni artistiche e culturali di alto spessore, a volte perfino suggerendo agli attori la posizione più consona, sul palco mobile, per completare il senso religioso del quadro o anche per avvicinarsi di più all’opera dell’artista cui alcuni quadri si ispirano. E il vescovo teologo ha citato ad esempio Rembrant per il talamo rappresentante il sacrificio di Isacco.

 

TRA SACRO E PROFANO

 

Una tradizione, quella di Orsogna, che sa sapientemente mixare sacro e profano, dove le due realtà si integrano quasi a sottolineare che le storie bibliche, anche quelle più tragiche, sono storie di salvezza e come tali vanno vissute: nella gioia, nel ringraziamento, nella celebrazione, nell’invocazione e, perché no, nel sano divertimento. I drammi liturgici, in effetti, sono drammi “sicut in quantum”. Poiché, cruento che sia, quello liturgico è pur sempre un dramma che redime, che salva, e dunque che invita alla gioia, alla letizia, alla festa. “Perché mai non dovrebbero sussistere eventi profani in concomitanza o come conseguenza di eventi sacri?, ha detto uno spettatore. Non è un ritorno al Medio Evo, in cui sacro e profano erano un tutt’uno, semmai è una re/interpretazione di esso”. La processione dei sette talami parte da sette quartieri di Orsogna per ritrovarsi dopo circa due ore nella piazza del paese dove si tiene la sfilata conclusiva. Ma la festa continua con stand gastronomici e tutto il contorno delle antiche e moderne sagre paesane.