ARTE SACRA: CROCIFISSI

di Filippo Manoni filippo652@interfree.it

AURELIO PERRINO, LA PITTURA ALLA ROVESCIA

Aurelio Perrino nasce a Palermo nel 1948. Ha sempre avuto un profondo interesse per la pittura che non ha mai smesso di coltivare.
Una delle opere più note dell’artista è il dipinto  su muro nella cappella della Madonna del Carmelo all’interno della chiesa del Carmine Maggiore.

 

L’artista frequenta l’istituto salesiano “Ranchibile” di Palermo, dove consegue la maturità classica e dove sviluppa uno spiccato interesse per i soggetti a carattere sacro che costituiranno in seguito l’aspetto prevalente della sua poetica pittorica. Ha solo nove anni, quando dipinge a olio su un foglio ruvido il ritratto di Don Bosco. Piace ai salesiani che lo premiano. Incoraggiato anche da questo successo, si dedica con impegno allo studio dei grandi della pittura e a dipingere cercando di acquisire uno stile personale e autonomo. Ma non trascura, anzi cura con intelligenza il confronto con amici artisti. Tra essi Gaetano Correnti che diventerà suo prezioso consigliere.

 

È proprio il professor Correnti che inizia l’artista alla tecnica del “dipinto alla rovescia”, su vetro. Si tratta di una tecnica particolarmente complessa, utilizzata principalmente verso la metà del XVII sec. da maestri pittori soprattutto in Germania, Inghilterra, Romania ed altri Paesi. Tale tecnica prevede che venga dipinto per primo ciò che in altre tecniche viene invece dipinto per ultimo in una continua e sapiente sovrapposizione di colori che conduce a un risultato sorprendente, capace di sedurre  e conquistare. La pittura viene realizzata su un solo lato del vetro, ma è soltanto dal lato opposto che sarà possibile ammirare l’opera finita.

 

La tecnica della “pittura alla rovescia” appassiona l’artista palermitano, a tal punto che egli decide di dedicarvisi con tutto se stesso, pur senza trascurare la pittura tradizionale a olio. Oltre che soggetti religiosi, Perrino raffigura con maestria, su vetro, nature morte, paesaggi agresti, ecc. che si impongono per la nitidezza del tratto e la vivacità dei colori. Le sue opere si caratterizzano anche per la compiutezza e la precisione che risulta dall’insieme. Anche il Cristo che presentiamo è stato eseguito con la tecnica del dipinto a rovescio. Un Cristo deciso ma sofferente, lo sguardo perduto, il volto emaciato eppure nobile. Il sontuoso drappeggio e il curatissimo ricamo del vestito sembrano voler raccogliere tutto ciò che esiste nel mondo: il bene per espanderlo e il male per redimerlo. Le nubi, minacciose sulla destra sembrano schiarirsi a sinistra: un segno di speranza per l’umanità.