Note sulle Note
di Lorenzo Angelini
La ragione e il pensiero, qualche volta, diventano limiti al desiderio mistico di unirsi al Divino.
Il recupero e la re-interpetazione della musica tradizionale e popolare è ormai pratica comune: produzioni in tal senso provengono da ogni parte dello Stivale e costituiscono una di quelle famose “nicchie” che tengono vivo il mercato musicale e discografico.
I TAZENDA sono stati tra i primi sia a intraprendere questa strada (il loro primo disco è del 1988) sia ottenere riconoscimenti tra critica e pubblico: Spunta la luna dal monte, presentata insieme a Pierangelo Bertoli al Festival di Sanremo, è del 1991; Pitzinnos in sa gherra (anch’essa in gara a Sanremo) e del 1992. Il loro stile, dopo quasi vent’anni, non ha subito mutamenti rispetto agli esordi: la vocalità della tradizione musicale sarda e l’uso di qualche strumento tipico sono coniugati abilmente con confezione ed arrangiamenti contemporanei. Anche nel recente album Vida è palese la continuità stilistica ed espressiva tra “vecchi successi” (inseriti in omaggio ad Andrea Parodi, tra i fondatori e storica voce solista del gruppo, prematuramente scomparso) e nuove canzoni interpretate dall’attuale vocalist Giuseppe Dettori.
Tra i brani colpisce La ricerca di Te, nel cui testo emerge la necessità di non fidarsi troppo della nostra ragione ancora così “immatura” da smarrirsi di fronte al manifestarsi di segni che rimandano con evidenza a una Presenza Suprema. Il linguaggio, a tratti forse un po’ troppo aulico ed evocativo, è soccorso da una melodia dal sapore arcaico che scorre fluida e gioiosa in buona simbiosi con le parole e ne mette in luce la sacralità. Anche l’arrangiamento, nonostante la cura estrema con cui è realizzato, risulta efficace soprattutto perché non prevale sul canto ma anzi lo valorizza fungendo da valido sostegno su cui esso si staglia. L’intensa interpretazione e la suggestione degli interventi corali fanno il resto.
Le parole, così trasfigurate dalla musica, alla fine danno l’idea di un’invocazione sincera e sentita. E non è banale scoprire come questo cammino di ricerca conduca sì alla propria essenza interiore, ma anche e inevitabilmente a Dio.
A Te
che accogli il mio canto insicuro / dolce le sere di quiete
Muto nella notte dell’inconscio / il mio profondo essere obbedisce
A Te
Che cogli il mio frutto immaturo / acerba è la mia ragione
Trema al primo sibilo di vento / E cade nell’oblio del non ricordo di Te
Portami oltre il pensiero / aldilà del mistero
Aiuta la mia Essenza a andare via da ogni idea
Invitami ogni giorno alla ricerca di me
La ricerca di Te
Io e Te
Tra galassie e foreste / uccelli alla bruma dell’alba
I pesci negli abissi degli oceani / io penso con pensiero d’un bambino
A Te
Con quelli che sanno ascoltarTi / con quelli che sanno vederTi
Con tutte le creature della luce / accendo la scintilla nella notte
Con Te
Portami oltre il pensiero / aldilà del mistero
Aiuta la mia Essenza a andare via da ogni idea
Invitami ogni giorno alla ricerca di me
La ricerca di Te
Prendi i miei pensieri / guidami nei misteri
Prendi anche il mio spirito / e quando vedi che mi cerco
Sto cercando Te
La ricerca di Te