IL MESE

di Savina Jemina

Marzo

IL BESTIARIO DELLA BIBBIA: VOLPI DI SANSONE

La volpe è il carnivoro selvatico più diffuso. Per la scaltrezza con la quale si procura il cibo, da sempre è simbolo di astuzia, simulazione e persino di eresie. Basti ricordare le favole di Esopo, il “Purgatorio” dantesco (c. XXXII), “Pinocchio” di Collodi, oppure espressioni come “è una vecchia volpe”, “far come la volpe con l’uva”, ecc. A quest’ultimo contesto, curiosamente, fanno riferimento due delle poche citazioni bibliche: “Prendeteci le volpi… che guastano le vigne” (Ct 2,15). L’animale è anche protagonista di una scaltra reazione di Sansone quando, catturate trecento volpi, le legò coda a coda e vi mise una fiaccola. Accese poi le fiaccole, lasciò andare le volpi per i campi di grano dei Filistei e bruciò i covoni ammassati, il grano, le vigne, gli oliveti (Gdc 15,4-5). Più nota è la risposta data da Gesù a uno scriba: “Le volpi hanno le loro tane… ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo” (Mt 8,20 e Lc 9,58).

LA NOSTRA PATRIA EUROPA
LE MONETE AI TEMPI DI GESÙ: PRUTAH o LEPTON

Si chiamava “prutah” in ebraico o “lepton” (cioè sottile) in greco la più piccola moneta in circolazione all'epoca di Gesù. Bronzea e d'uso quotidiano, è menzionata nella Bibbia come “spicciolo” nell'episodio della vedova che nel tesoro del Tempio getta appunto “due spiccioli, cioè un quattrino” (Mc 12,42). Le prutah furono coniate, tra l'altro, da Erode (prive di raffigurazioni di persone o di animali, offensive agli occhi degli ebrei), da Filippo che riprodusse le immagini di Augusto e di Tiberio e da Ponzio Pilato. Trattandosi di moneta coloniale romana, vi compaiono simboli pagani, come il simpulum, la coppa sacrificale, oppure il lituus, il bastone ricurvo dell'augure, e attorno la scritta “di Tiberio Cesare”. Sugli occhi dell'Uomo della Sindone compaiono due figure rotonde, che alcuni studiosi hanno identificato come prutah di Pilato: sarebbero un'ulteriore prova della concordanza del lenzuolo con l'epoca della morte di Gesù.