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Cagliero11 2016-04

CAGLIERO11 e INTENZIONE MISSIONARIA SALESIANA - APRILE

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Perchè i nostri oratori e centri giovanili in Africa e Madagascar siano un vero fronte missionario e di prima evangelizzazione.

In molti posti di questa vasta regione, gli oratori e i centri giovanili spesso diventano una prima frontiera missionaria. Per molti giovani non cristiani, o con una adesione ancora troppo superficiale al vangelo di Gesù Cristo, questi ambienti educativi sono il terreno del primo contatto con un ambiente cristiano, con quelli che seguono Gesù. È giustamente in questi contesti che i giovani toccano con mano che è possibile, ispirandosi al vangelo, costruire una società nuova di pace, di giustizia e di riconciliazione.

Questa è di fatto la strada indicata da Papa Benedetto XVI nella esortazione postsinodale Africae Munus (2010).

 


Titolo notiziario
Nome società
N. 88 - aprile 2016
Bollettino di Animazione Missionaria Salesiana
Pubblicazione del Settore per le Missioni per le Comunità Salesiane e gli amici delle missioni Salesiane
IL VIDEO PER LA GIORNATA MISSIONARIA SALESIANA 2016
C ari fratelli, cari amici, illuminati dalla Strenna 2016, con Gesù, continuiamo percorrendo insieme quest’avventura missionaria dello Spirito. Per questo motivo il Rettor Maggiore ci ha invitati in quest’anno a gustare e a far gustare ai giovani l’esperienza della gratuità.

Questa deve essere proposta coraggiosamente ed esercitata gradualmente. Spesso rimaniamo pieni di ammirazione per la capacità di donazione gratuita dei giovani nei nostri ambienti. Per esempio, un gruppo di bambini di Andhra Pradesh e di Telangana, in India, hanno deciso di fare una colletta a favore dei loro coetanei di Chennai, duramente provati dalle inondazioni. In modo particolare vediamo questo senso di gratuità, nella bellissima esperienza del volontariato missionario salesiano. Infatti, la preparazione e il vissuto dei nostri giovani volontari diventa per loro una vera iniziazione alla bellezza della donazione gratuita. Loro stessi sperimentano che, di fatto, c’è più gioia nel dare che nel ricevere, nel donarsi che nell’avere, nel perdere che nelguadagnare.

Buon proseguimento, cari amici, di questa avventura dello Spirito!

D. Guillermo Basañes SDB
Consigliere per le Missioni
C ome sussidio per la Giornata Missionaria Salesiana (GMS), il Settore Missioni, in collaborazione con “Missioni Don Bosco” di Torino, prepara ognianno un video sul tema specifico della GMS. Quest’anno tale video presenta la realtà salesiana in Oceania.

Il video si apre con il sogno missionario di Don Bosco sull’Oceania, nel 1885, dove vide “un aggregato di tante isole, i cui abitanti erano di carattere e difigura diversa” e “una moltitudine di giovani” che tendevano le mani stese verso lui gridando “Venite in nostro aiuto”!

Per molti l’Oceania è sconosciuta, quindi la Giorna-ta Missionaria Salesiana 2016 cerca di far conoscere le bellezze naturali, l’enorme diversità culturale e il lavoro dei Salesiani in favore dei giovani, che, come scrive il Rettor Maggiore nel suo messaggio per la GMS 2016, cercano di “coltivare l’arte di comprendere le diverse e specifiche chiavi culturali di ogni gruppo e di ogni nazione”.

Nel video si mostra come tra la gente si percepisce un’apertura al Vangelo. “Per noi in Oceania è davvero un tempo opportuno” - continua Don Ángel Fernández Artime - “è un terreno fertile per il carisma, per annunciare Gesù … dove il carisma potrà affondare le sue radici, e porterà ancora più frutti se saremo fedeli a Don Bosco e ai giovani dell’Oceania oggi”.

Il video (http://tinyurl.com/jqqthfp), con il libretto per la GMS 2016, vuole aiutare a guardare l’Oceania con gli occhi di Don Bosco, vedendo in essa una promettente nuova frontiera dove promuovere il primo annuncio di Gesù Cristo. E ro nato buddista. A 23 anni decisi finalmente di chiedere il battesimo, dopo aver seguito un percorso di formazione con la guida del missionario salesiano D. Achille Loro Piana che viveva in Giappone da oltre 50 anni. L’anno successivo ricevetti il sacramento della Confermazione a Tokyo, nella parrocchia salesiana a Meguro.

A 24 anni cominciai a lavorare per i senzatetto di Tokyo e per le persone affette da disturbi mentali come operatore sociale psichiatrico. Un giorno seppi che una persona senza fissa dimora era stata ricoverata in ospedale perché era ammalata di cancro e mi stavo recando a farle visita in ospedale. Volevo però comprare qualche regalo e dunque passai in un negozio a Tokyo. Mentre mi trovavo al terzo piano del negozio, improvvisamente mi sembrò di sentire una voce che non avevo mai udito prima, completamente diversa dalla voce interiore che avvertivo ogni giorno mentre pregavo. La voce disse: “Va in Africa e diventa sacerdote”! Ma come? Non avevo alcun mezzo per andare in Africa!

Dopo un anno incontrai, però, di nuovo D. Loro Piana per la prima volta dopo sette anni. Gli parlai della chiamata che avevo avvertito. Alcuni mesi dopo conobbi il Delegato del Sudan all’epoca, nel corso della sua visita in Giappone, e gli parlai del mio desiderio di essere un volontario missionario.

Nel 2011 decisi infine di lasciarmi tutto alle spalle per seguire la chiamata del Signore, anche se si trattò della decisione più difficile della mia vita. Prima di partire dal Giappone, dovetti lasciare il mio lavoro e convincere i miei genitori. Mia madre, che è cristiana, accettò piangendo la mia scelta, ma persuadere mio padre, che è ateo, richiese molto tempo. Andai a Wau, nel Sudan del Sud, per lavorare come volontario tra i ragazzi di strada.

Decisi di farmi salesiano ed entrai nel prenoviziato dell’Ispettoria AFE a Nairobi, Kenya, nel 2012. Feci il noviziato a Morogoro, Tanzania e emisi la prima professione nel 2014. Adesso studio filosofia e pedagogia al postnoviziato a Moshi, in Tanzania.

Nell’estate del 2015, dopo il primo anno di postnoviziato, tornai in Giappone per la prima volta come Salesiano professo. Nel corso della mia vacanza ho scoperto che non sono chiamato da Dio a rimanere in cima a una montagna, ma a stare con i giovani, soprattutto con quelli che non sono amati e accolti nella nostra società, a essere la povertà di Cristo, l’umiltà di Cristo e l’obbedienza di Cristo. Ho capito che devo vivere un atteggiamento interiore improntato a una semplicità sempre più profonda per comprendere ciò che Dio ci ha donato.

Dopo aver prestato la mia opera tra la gente della Delegazione del Sudan (AFE) di cui faccio parte da diversi anni, sogno di andare in missione in un Paese in cui non c’è nessun Salesiano, come la Somalia, e, se questa è la chiamata di Dio, vorrei essere un martire come il vescovo monsignor Luigi Versiglia e Don Callisto Caravario, per essere buona terra per i cristiani e i non cristiani là. Ora però il mio sogno è diventare un umile Salesiano come Don Cimatti.

Cl.Chihiro Morito giapponese, missionario in Sudan Intenzione Missionaria Salesiana
Ero nato buddista. Mi son fatto cristiano, volontario missionario e salesiano.
Testimonianza di santità missionaria salesiana
Don Pierluigi Cameroni SDB, Postulatore Generale per le Cause dei Santi

Tra le preghiere della Beata Maria Romero Meneses (1902-1977), Figlia di Maria Ausiliatrice, troviamo: “Mio Dio, cambia il mio cuore, fallo nuovo, ma lasciami il ricordo della mia fragilità e miseria, per conservarmi umile e meritare nuovi doni dalla tua misericordia… Concedimi, o Dio, la grazia di poter consolare quanti incontrerò sul cammino del calvario… Concedimi, o Dio, di essere espressione della Tua bontà e misericordia”.

In molti posti di questa vasta regione, gli oratori e i centri giovanili spesso diventano una prima frontiera missionaria. Per molti giovani non cristiani, o con una adesione ancora troppo superficiale al vangelo di Gesù Cristo, questi ambienti educativi sono il terreno del primo contatto con un ambiente cristiano, con quelli che seguono Gesù. È giustamente in questi contesti che i giovani toccano con mano che è possibile, ispirandosi al vangelo, costruire una società nuova di pace, di giustizia e di riconciliazione. Questa è di fatto la strada indicata da Papa Benedetto XVI nella esortazione post-sinodale “Africae Munus” (2010).

Perché i nostri oratori e centri giovanili in Africa e Madagascar siano un vero fronte missionario e di prima evangelizzazione.