Departments

Cagliero11 e preghiera di luglio 2016

CAGLIERO11 e INTENZIONE MISSIONARIA SALESIANA - LUGLIO 2016

Intenzione preghieraScarica il file zip Cagliero11 Scarica il file zip

Cagliero11_intenzione_2016_06_it

Perché le nostre scuole e università in America Latina e Caraibi diventino sempre di più la piattaforme di irradiazione del Vangelo.

L’enorme popolazione scolare e universitaria dei nostri centri salesiani in America latina e caraibi sono un’opportunità unica per facilitare l’incontro di ogni giovane con la persona del Signore Gesù risorto. Abbiamo bisogno di chiedere allo Spirito Santo che assista e illumini le nostre comunità di consacrati, perché come nuclei animatori del servizio educativo – pastorale, sappiano trovare e consolidare le vie e le strategie più adeguate e feconde per l’effettivo annuncio di Gesù Cristo ai nostri giovani, nelle nostre scuole e università.


Titolo notiziario Nome società N. 91 - luglio 2016
Bollettino di Animazione Missionaria Salesiana
Pubblicazione del Settore per le Missioni per le Comunità Salesiane e gli amici delle missioni Salesiane

Cari fratelli, cari amici, durante il primo semestre di quest’anno 2016, il Rettore Maggiore mi ha fatto il regalo di fare, a suo nome, la Visita Straordinaria all’Ispettoria di Guwahati, nel Nordest dell’India. Una delle più belle storie missionarie che in Congregazione abbiamo da raccontare! Fra non molto, nel 2022, celebreremo il centenario dell’arrivo dei primi figli di Don Bosco in questa parte dell’India. Ho incontrato lì il più anziano dei suoi missionari ad gentes: Don Mario Porcu, originario della Sardegna (Italia) e anche cittadino indiano. Ho potuto celebrare con lui il suo 98°compleanno, di cui “solo” 77 anni come missionario in India. Come è tradizione in quelle festività, gli sono state offerte come segno di augurio diversi tipi di sciarpe colorate. Ero accanto a lui. Appena ha ricevuto la prima, me l’ha messa addosso e mi ha detto: “portala, per favore, alla Madonna Ausiliatrice, a Valdocco”.

E così dovrò fare, con molta gioia e fierezza. Che bello trovare un missionario che, nella maturità dei suoi anni, continua a sentirsi totalmente figlio di Maria! Ecco ciò di cui Don Bosco ha tanto bisogno: missionari innamorati di Maria! D. Guillermo Basañes SDB Consigliere per le Missioni L’Ispettoria salesiana di Guwahati, e tutta la Congregazione Salesiana, piangono la scomparsa di Don Mario Porcu, avvenuta il 23 giugno 2016 presso la Casa Ispettoriale. Se n’è andato serenamente, circondato dai suoi confratelli” ha annunciato l’Ispettore di Guwahati, Don Thomas Vattathara.

I funerali sono stati celebrati venerdì 24 giugno presso la Co-Cattedrale di S. Giuseppe a Guwahati. Le spoglie di Don Porcu riposeranno poi presso il cimitero di Uzan Bazar.

Il più anziano missionario nel Nord-Est dell’India era nato il 21 maggio 1918 a Cagliari, in Italia, ma ha trascorso quasi tutta la sua vita, 75 anni, in India. Era uno di quei “missionari inoffensivi” che riuscì a diventare cittadino indiano nel 1965, in un momento in cui il Governo indiano stava espellendo i missionari stranieri dallo Stato dell’Assam. Don Porcu era all’epoca il Direttore della “Don Bosco School” di Shillong, una prestigiosa istituzione educativa nel Nord-Est indiano.

Pioniere nelle colline Khasi e Garo dello Stato di Meghalaya, così come nelle pianura dell’Assam e nel confinante Regno del Bhutan, don Porcu è stato un instancabile missionario di frontiera in varie parti della regione nota come “le sette sorelle”.

Don Porcu è stato un pioniere anche della formazione professionale nell’Assam e il 30 maggio scorso era presente all’inaugurazione di un nuovo ampio centro di produzione elettronica sorto presso la scuola Tecnico-Professionale Don Bosco di Maligaon, fondata dal missionario italiano nel 1968.

In tutti questi anni l’opera ha offerto educazione tecnica e competenze per il lavoro alla gioventù rurale, ai ragazzi poveri ed emarginati e che avevano abbandonato gli studi, provenienti sia dall’Assam, sia dagli stati confinanti, e solo negli ultimi tre anni ha formato circa 3.000 giovani, dei quali l’80% è entrata con successo nel mondo del lavoro. [ANS 24 giugno 2016] L ’umanità ha tanto bisogno del Vangelo, fonte di gioia, di speranza e di pace. Ha priorità la missione evangelizzatrice, perché l’attività missionaria è ancora oggi la massima sfida per la Chiesa. E “come vorrei trovare – anche per voi – le parole per incoraggiare una stagione evangelizzatrice più fervorosa, gioiosa, generosa, audace, piena d’amore fino in fondo e di vita contagiosa!” (Evangelii Gaudium, 261).

L’annuncio del Vangelo è la prima e costante preoccupazione della Chiesa, è il suo impegno essenziale, la sua sfida maggiore, e la fonte del suo rinnovamento. Il Beato Paolo VI aggiungeva: “e la sua vocazione”. Infatti, dalla missione evangelizzatrice, dalla sua intensità ed efficacia deriva anche il vero rinnovamento della Chiesa, delle sue strutture e della sua attività pastorale. Senza l’inquietudine e l’ansia della evangelizzazione non è possibile sviluppare una pastorale credibile ed efficace, che unisca annuncio e promozione umana. “L’attività missionaria è il paradigma di tutta l’opera della Chiesa” (EG, 15).

A voi … spetta un compito impegnativo e privilegiato: il vostro sguardo e il vostro interesse si allargano agli ampi e universali orizzonti dell’umanità, alle sue frontiere geografiche e soprattutto umane … Per favore, state attenti a non cadere nella tentazione di diventare una ONG, un ufficio di distribuzione di sussidi ordinari e straordinari. I soldi sono di aiuto - lo sappiamo! - ma possono diventare anche la rovina della Missione. Il funzionalismo, quando si mette al centro oppure occupa uno spazio grande, quasi come se fosse la cosa più importante, vi porterà alla rovina; perché il primo modo di morire è quello di dare per scontate le “sorgenti”, cioè Chi muove la Missione. Per favore, con tanti piani e programmi non togliete fuori Gesù Cristo dall’Opera Missionaria, che è opera sua. Una Chiesa che si riduca all’efficientismo degli apparati di partito è già morta, anche se le strutture e i programmi a favore dei chierici e dei laici “auto-occupati” dovessero durare ancora per secoli.

Non è possibile una vera evangelizzazione se non nell’energia santificatrice dello Spirito Santo, il solo capace di rinnovare, scuotere, dare impulso alla Chiesa in un’audace uscita fuori di sé per evangelizzare tutti i popoli (EG, n. 261).

La Vergine Maria, stella dell’Evangelizzazione, ci ottenga sempre la passione per il Regno di Dio, perché la gioia del Vangelo giunga sino ai confini della terra e nessuna periferia sia priva della sua luce.

Vi benedico tutti con affetto. E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me.

[Estratto dal discorso di Papa Francesco ai partecipanti all´Assemblea Generale delle Pontificie Opere Missionarie del 5 giugno 2016. Lo riportiamo qui perché sottolinea importanti punti che toccano anche l’animazione missionaria salesiana.] Intenzione Missionaria Salesiana L’enorme popolazione scolare e universitaria dei nostri centri salesiani in America Latina e Caraibi sono un’opportunità unica per facilitare l’incontro di ogni giovane con la persona del Signore Gesù risorto. Abbiamo bisogno di chiedere allo Spirito Santo che assista e illumini le nostre comunità di consacrati perché, come nuclei animatori del servizio educativo – pastorale, sappiano trovare e consolidare le vie e le strategie più adeguate e feconde per l’effettivo annuncio di Gesù Cristo ai nostri giovani, nelle nostre scuole e università.

FATE TANTI PIANI E PROGRAMMI, MA NON TOGLIETE FUORI GESÙ CRISTO!

Testimonianza di santità missionaria salesiana Don Pierluigi Cameroni SDB, Postulatore Generale per le Cause dei Santi Ricordiamo il Venerabile Simone Srugi (1877-1943), coadiutore salesiano, sulla cui tomba sta scritto: “Concittadino di Cristo, Lo vide ovunque. A tutti e in tutto donandosi per ricopiarlo in sé, mite e umile figura di buon samaritano”. Nel suo quaderno leggiamo: “Le opere del religioso, per piccole e semplici che siano, sono preziose e accette a Dio quando sono fatte per piacere a lui!”.

E ancora: “Amare Dio vuol dire non dargli il minimo dispiacere né con i pensieri, né con le parole, né con i fatti, ma amare molto questo mio Dio che mi ha amato tanto”.

Perché le nostre scuole e università in America Latina e Caraibi diventino sempre più la piattaforma di irradiazione del Vangelo.