Departments

la spiritualitá missionaria salesiana - settembre 2013

MODULO  – LA SPIRITUALITÁ MISSIONARIA SALESIANA    Septembre 2013

 

Introduzione
  1. Solo un cristiano,salesiano cambiato dal Vangelo ogni giorno può evangelizzare!
  2. Redemptoris missio(JP II): ultimo capitolo – spiritualità missionaria (n. 87-90)
  3. Senza una robusta vita di preghiera, unione con Dio non c’è la vita missionaria (3/5)
  4. Caratteristiche generali: semplicità – trasparenza – incarnazione – unione con Dio
  5. Un cammino senza fermarsi – crescita nella vocazione missionaria (tempi di crisi...)
 
Chi è il salesiano – missionario ad gentes?

Egidio Viganó, ACG 336 (1991)

Tutti noi Salesiani siamo missionari dei giovani. Però, non lo siamo dappertutto nel senso specifico delle missioni «ad gentes». Per essere missionari ad gentes nello stile salesiano si richiedono alcune condizioni peculiari, soprattutto:

  1. vivere personalmente (per ispirazione o per particolare disponibilità nell’obbedienza) una vocazione speciale caratteristicamente missionaria «ad gentes»: «Cristo Signore chiama sempre dalla moltitudine dei suoi discepoli quelli che Egli vuole, perché siano con Lui e per inviarli a predicare alle genti»;
  2. essere inviati dalla legittima autorità per portare la fede presso coloro che sono lontani da Cristo; questo comporta(de facto)di uscire dalla propria patria e dalla propria cultura;
  3.  essere generosamente impegnati nei servizi dell’evangelizzazione integrale senza limiti di forze e di tempo;
  4.  dedicarsi costantemente, anche se costa, ad inserirsi il più possibile nel popolo e nella cultura dei nuovi destinatari (cammino di inculturazione);
  5. desiderare di rimanere impegnati «ad vitam»; è questo un aspetto, dice l’enciclica, che conserva oggi tutta la sua validità: «esso rappresenta il paradigma dell’impegno missionario della Chiesa, che ha sempre bisogno di donazioni radicali e totali, di impulsi nuovi ed arditi... senza lasciarsi intimorire da dubbi, incomprensioni, rifiuti, persecuzioni».

Impegno salesiano per le missioni non comporta solo di intensificare dei sacrifici, ma anche di un vero ed abbondante arricchimento di autenticità salesiana.

       Il Capitoli generali ci hanno chiesto in genere di migliorare, in tutte le nostre presenze, la qualità pastorale. Ebbene, l’enciclica ci assicura che incrementando l’attività specificamente missionaria troveremo il segreto e la spinta per raggiungere un più alto livello in tutta l’attività pastorale: nelle missioni, infatti, si sperimenta meglio che il Vangelo è la preziosa «buona notizia» per l’oggi, e che la fede degli stessi confratelli si risveglia proclamando gli eventi di Cristo.

       L’attività missionaria ci fa riscoprire anche l’originalità della nostra peculiare pastorale giovanile. ... Pensiamo all’Oratorio... Ma l’oratorio di Don Bosco è concepito con una prospettiva missionaria per i giovani senza parrocchia perché «la missione è più vasta della comunione»; in esso, un gruppo di giovani più maturi nella fede divengono apostoli dei compagni («giovani per i giovani»!) mentre i confratelli si sentono chiamati a considerarsi concretamente «missionari dei giovani»

 

Spiritualità salesiana per i nostri missionari

       L’attività missionaria non si fonda direttamente sulle capacità umane, anche se queste disimpegnano un loro ruolo importante. Il soggetto protagonista di tutta la missione della Chiesa è lo Spirito Santo: Egli chiama, illumina, guida, dà coraggio ed efficacia; la sua opera rifulge eminentemente nella missione «ad gentes». Il missionario è invitato ad entrare in speciale sintonia con lo Spirito del Signore. Spiritualita’ missionaria, per noi, non è un’altra spiritualità, ma è la stessa, intensificata e particolarmente illuminata dall’ottica dell’invio «ad gentes». (RMi n.87-90)

  1. Innanzitutto si tratta che i nostri missionari si sentano fortemente «radicati nella potenza dello Spirito Santo». Egli ha reso missionaria tutta la Congregazione. La RM mette appunto come prima condizione quella di “lasciarsi condurre dallo Spirito”.
  2. l’interiorità apostolica, caratterizzata dalla carità del «da mihi animas» (con la sua «grazia di unità» che unisce dall’interno consacrazione e missione). La fede disponibile e operativa cammina sulle orme di Abramo, padre dei credenti, che lascia tutto e va;
  3. la centralità di Cristo-Buon Pastore che esige dal salesiano un peculiare atteggiamento pedagogico-pastorale, aiuterà il missionario a privilegiare gli approcci con i destinatari attraverso la bontà dialogante, come faceva Gesù apostolo del Padre.
  4. l’impegno educativo come missione: è una nota caratteristica, una spiritualità che dia vero risalto agli aspetti educativi con la strategia di Don Bosco. Ciò invita il missionario a prendere sul serio tanti elementi di maturazione umana, che non deviano dall’evangelizzazione, ma che la promuovono realisticamente. Lo stile salesiano nell’educazione comporta inoltre la facilità di convivenza con la gente, la austerità di vita, il senso pedagogico del quotidiano, il clima di simpatia nella semplicità. [Patagonia; Cimatti; Convertini]
  5. la concretezza ecclesiale situa ogni salesiano nel cuore della Chiesa, perciò il missionario vive ed opera in Chiesa e per la Chiesa, soprattutto nella delicata tappa della sua edificazione. La convinta adesione al magistero del Papa e dei Pastori è per noi una forte eredità spirituale da far crescere in ogni Chiesa locale. [produce lo zelo]
  6. la gioia dell’operosità ricorda a noi Salesiani che siamo nati sul “Colle delle Beatitudini giovanili” e che l’allegria è una nota caratteristica della nostra spiritualità giovanile, il profumo della gioia cristiana. «La caratteristica di ogni vita missionaria autentica è la gioia interiore che viene dalla fede.»
  7. la dimensione mariana: tutta la missione salesiana è considerata come partecipazione alla maternità ecclesiale di Maria, invocata come Ausiliatrice. «nel cenacolo “con Maria, la Madre di Gesù”, per implorare lo Spirito ed ottenere forza e coraggio per adempiere il mandato missionario...: è Lei, Maria, il modello di quell’amore materno, dal quale devono essere animati tutti quelli che, nella missione apostolica della Chiesa, cooperano alla rigenerazione degli uomini».  

Se la dimensione missionaria è davvero un elemento essenziale del nostro carisma, vorrà dire — da una parte — che esige dalla nostra spiritualità una luce e una forza speciali per rendersi presente e operante nelle missioni, e — dall’altra parte — che l’ottica missionaria approfondisce e rende più genuina la stessa spiritualità salesiana.                                         (Don Egidio Viganó, ACG 336 – 1991).