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EDUCATING YOUTH TO THE FAITH (ITA) - UPS - 17-2-2004

MESSAGES, SPEECHES OF THE RECTOR MAJOR FR PASCUAL CHÁVEZ

 

EDUCARE I GIOVANI ALLA FEDE

Intervento del rettor maggiore
nell’Atto Accademico per il 50º dell’Istituto di Catechetica
della Facoltà di Scienze dell’Educazione
UPS – 17 febbraio 2004


EDUCARE I GIOVANI ALLA FEDE,
VOCAZIONE E MISSIONE DEI SALESIANI DI DON BOSCO

«Evangelizzare è la grazia e la vocazione propria della Chiesa, la sua identità più profonda. Essa esiste per evangelizzare, vale a dire per predicare ed insegnare, essere il canale della grazia, riconciliare i peccatori con Dio, perpetuare il sacrificio di Cristo nella S. Messa che è il memoriale della sua morte e della sua gloriosa risurrezione». [1] Ecco le parole con le quali il Papa Paolo VI definiva l’identità, la vocazione e la missione della Chiesa, nel celebrare il decimo anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II, che si era dato il compito di aggiornare la missione della Chiesa alle condizioni mutate dei tempi e insieme di rispondere alle grossissime sfide venute dalla Riforma e dall’Illuminismo.
Anche riconoscendo con tutta serietà e responsabilità queste sfide, la Chiesa non ha potuto rinunciare alla sua vocazione e missione fondamentale. La Chiesa è nata per evangelizzare e attraverso il vangelo lievitare le culture e trasformare il mondo, sì da renderlo più umano, casa per tutti gli uomini e donne.
Ho voluto prendere spunto di questa rinomata citazione di Paolo VI, all’inizio del mio intervento in questa celebrazione del 50º anniversario dell’Istituto di Catechetica della Facoltà di Scienze dell’Educazione, innanzitutto perché -  a mio parere - sintetizza bene la convinzione e la prassi di Don Bosco, ma anche perché esplicita tutto quanto comprende il lavoro dell’educazione alla fede e dell’educazione nella fede: la comunicazione vitale della fede che crediamo, la celebrazione di questa nella liturgia, la sua pratica nella vita, e la spiritualità che la dinamizza e in cui si esprime.
Dire e dare Dio ai giovani oggi è inseparabile dalla testimonianza dell’evangelizzatore ed educatore della fede; la fede in fondo non esiste, ma esistono credenti, i quali rendono credibile la fede che professano e annunciano. Con termini biblici si potrebbe dire che la fede ha bisogno di padri e madri che generino figli capaci di fare proprie le grandi convinzioni e scelte di vita dei genitori, come il padre Abramo (cf. Is 51,1b-2a: «Guardate alla roccia da cui siete stati tagliati, alla cava da cui siete stati estratti. Guardate ad Abramo vostro padre, a Sara che vi ha partorito», dice il profeta Isaia additando il modello da imitare a un popolo incredulo che cercava altri dei).

1.      Occasione di questo intervento

Sono lieto e riconoscente dell’iniziativa in corso di celebrare il 50º di vita dell'Istituto di Catechetica della Facoltà di Scienze dell'Educazione con un atto accademico di spicco. Il significato della celebrazione va oltre il fatto di cronaca, perché rispondente all’urgenza odierna di formare a una fede adulta, più illuminata e convinta (cfr EiE, 50), più personale e meno ambientale, e potrebbe diventare punto di ripartenza per il futuro dell’Istituto.
Non è da sottacere il fatto che la vita e la storia dell'Istituto di Catechetica (ICA) sono strettamente legate alla vita e alla storia dell'Istituto Superiore di Pedagogia (ISP) del Pontificio Ateneo Salesiano (PAS), diventato poi Facoltà di Scienze dell'Educazione (FSE) dell'Università Pontificia Salesiana (UPS). Se la grazia ha bisogno di una natura ben disposta, la fede e la formazione dei discepoli di Cristo, che è appunto il compito della catechesi, hanno bisogno dell’educazione come istanza metodologica, ma anche come comunicazione di valori, di sentimenti, di ideali [2] .
In quanto tale, l'Istituto di Catechetica trova la sua identità e il suo significato nel contesto della vocazione pedagogica e catechetica della Congregazione e della missione pedagogica e catechetica dell'UPS. Questa è stata la sua culla e questa continua ad essere la sua casa, il suo ambiente e l’orizzonte delle sue mete.

2.      La vocazione pedagogica e catechetica della Congregazione

Sempre nel contesto e in riferimento alla missione educativa dei Salesiani, la tradizione della Congregazione ha inserito e privilegiato la dimensione catechetica come suo compito, consapevole che se è vero che nello svolgere la nostra missione siamo chiamati a partire non da una situazione ideale ma da quella in cui si trovano i ragazzi e le ragazze, è anche vero che la meta da raggiungere è la stessa per tutti, cioè la pienezza di vita in Dio, mediante l’incontro col Cristo, unico che può rispondere ai loro interrogativi fondamentali e appagare i loro aneliti più profondi.

2.1.   L'eredità di Don Bosco

All'origine della Congregazione e dell’intera Famiglia Salesiana c'è Don Bosco, la sua passione pedagogica e catechetica: «Questa Società nel suo principio era un semplice catechismo» (MB IX, 61). Ecco le origini della nostra Congregazione. Ed ecco la sua originalità!
Questa espressione così carica di senso non si riferisce soltanto all’episodio dell’incontro di Don Bosco con Bartolomeo Garelli e neppure agli inizi del “Catechismo” o della “Dottrina” che più tardi si sarebbero sviluppati nell’Oratorio. C’è qualcosa di più: è l’ansia di evangelizzare che dimostra Giovannino sin dai suoi anni di adolescente, quando faceva il catechismo ai suoi compagni. Quest’ansia lo accompagnò per tutta la vita, esprimendosi in molte iniziative come le Letture Cattoliche, i libri di storia, la buona stampa, tutte quante intrise di una preoccupazione pedagogica, educativa. Don Bosco fu un prete educatore. Questa sua identità si rende palese nella originalità del suo Oratorio.
Ecco una citazione di Don Bosco e un commento al riguardo, che si trova nella lettera del 13 marzo 1846 a Michele Cavour (padre del più famoso Camillo): “Lo scopo di questo Catechismo è di raccogliere nei giorni festivi quei giovani che, abbandonati a se stessi, non intervengono ad alcuna Chiesa per l’Istruzione […]. L’insegnamento si riduce precisamente a questo: 1. Amore al lavoro. 2. Frequenza dei Santi Sacramenti. 3. Rispetto ad ogni autorità. 4. Fuga dai cattivi compagni [3] .
Simili obiettivi, civili e religiosi insieme, trasformano l’Oratorio di Don Bosco in un ambiente educativo onnicomprensivo, luogo di formazione integrale, in quanto si rivolge al giovane con un’azione che lo considera allo stesso tempo uomo e cristiano. “La salvezza dell’anima”, come si esprime Don Bosco – oggi si direbbe “l’incontro sistematico con Cristo” – è lo scopo ultimo del primo Oratorio, ma ad esso compete non solo il catechismo, ma anche l’educazione formale e l’iniziativa per il tempo libero, il tutto in un’unica miscela.
Certo, oggi la missione lasciata da Gesù ai suoi Apostoli: «Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato» (Mt 28,19-20) va compresa e attuata in modo diverso, non più come un “compelle ad intrare”, frutto di una comprensione dettata dallo zelo per la salvezza del mondo ma non corretta, per andare contro un valore essenziale che deve caratterizzare anche la fede, cioè la libertà, ma va intesa come “proposta religiosa” per i cattolici, come “dialogo ecumenico” con gli altri credenti in Gesù, e come “dialogo inter-religioso” con i credenti di altre confessioni, accompagnata sempre dall’impegno per la promozione umana e per la creazione di una cultura ricca di valori.

2.2.   La tradizione salesiana

Nella sua storia, la Congregazione salesiana ha testimoniato in svariate forme la fedeltà alla sua vocazione pedagogica e catechetica.
Nella sua ricca attività come Rettor Maggiore, don Pietro Ricaldone si è sempre dimostrato fervente promotore delle attività catechistiche. Fedele successore di Don Bosco, don Ricaldone ha messo in atto tutta una serie di iniziative, a questo riguardo, che gli stavano molto a cuore: la «crociata» a favore della dottrina cristiana e del catechismo [4] ; l’apertura dell’Ufficio Catechistico Centrale Salesiano (UCCS, 1939, poi diventato Centro Catechistico Salesiano nel 1943); la «Libreria della Dottrina Cristiana» (1940), poi diventata Editrice Elledici (1963); la presenza, nell’Istituto Superiore di Pedagogia, di una sala di documentazione catechistica con i migliori e moderni mezzi didattici per la catechesi, e simili. Nel 1940 lanciò una grande campagna per sensibilizzare l’intero mondo salesiano a prendere maggiormente sul serio l’impegno catechistico verso i giovani e scrisse un’ampia circolare su Oratorio festivo, catechismo, formazione religiosa [5] . E poi, come ricorderemo più avanti, diede un’impronta chiaramente educativa e catechetica alla nuova istituzione, da lui voluta, del Pontificio Ateneo Salesiano (1940).

2.3.   La svolta conciliare

Il rinnovamento conciliare ha impegnato seriamente la Congregazione nell’opera di rinnovamento, nella doppia direzione di ritorno alle origini e di aggiornamento alla luce delle direttive conciliari. Per ciò che riguarda la dimensione catechetica, meritano menzione speciale i diversi Capitoli Generali postconciliari e le nuove Costituzioni (1984). Ecco alcune principali indicazioni:
*          Il Capitolo Generale XIX (1965), celebrato nella nuova sede dell'UPS, contiene una esplicita riaffermazione della centralità della catechesi nella missione della Congregazione:
«La Congregazione considera la catechesi giovanile come la prima attività dell’apostolato salesiano e chiede perciò ripensamento e riorganizzazione di tutte le opere in funzione prevalente della formazione dell’uomo di fede e promuove tutte le forme dell'apostolato catechistico secondo le esigenze e le situazioni dei singoli paesi» (ACS n. 244 [1966] p. 187).
*          Il Capitolo Generale Speciale (CGS - 1971), che occupa un posto centrale tra i Capitoli Generali per il suo obiettivo specifico di attuare il rinnovamento voluto dal Concilio, contiene un significativo e articolato documento intitolato: «Evangelizzazione e catechesi» (Atti CGS, p. 175-208), dove, richiamando la tradizione catechistica salesiana che ha origine in Don Bosco, riafferma con grande forza l’importanza del tutto centrale della catechesi nella Congregazione:
«Nel particolare momento che la Chiesa sta vivendo, la Congregazione salesiana orienta decisamente la sua azione verso la pastorale catechistica e perciò si impegna a tutti i livelli nella catechesi, cioè nella educazione alla fede, e promuove il RINNOVAMENTO DELLE SINGOLE COMUNIT