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Solenne Canonizzazione della Beata Maria Domenica Mazzarello

LETTERE DEL RETTOR MAGGIORE - 163


ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE - 163

Il Rettor Maggiore.
Torino, 24 aprile 1951.

 

Figliuoli carissimi in G. e M.,

1. - Con l´animo inondato di santa letizia vi comunico che il 24 giugno p. v. avrà luogo, nella Basilica Vaticana, la solenne Canonizzazione della Beata Maria Domcnca Mazzarello. Con la Nostra verrà pure canonizzata la Beata Emilia De Vialar, Fondatrice delle Suore di S. Giuseppe dell´Apparizione.
Questa glorificazione della Confondatrice delle,Figlie di Maria Ausiliatrice viene ad aggiungere un serto di gloria sul capo del nostro grande Padre. La prossima Santa infatti non si stancava di ripetere alla nascente Congregazione che, nella imitazione di Don Bosco, ognuna di esse avrebbe trovato il cammino della santità che Iddio voleva da loro. « Vedete: - diceva alle Consorelle di Mornese - Don Bosco è venerato da tutti come un santo: e noi, che cosa siamo noi, sue Figlie, noi religiose? Piene di difetti! Guai a noi se non ci facciamo sante come il nostro santo Padre Don Bosco! ». Ascoltiamo anche noi l´importantissimo monito, e ricordiamo pure queste altre sue parole: « Le Costituzioni ce le ha date Don Bosco, e Don Bosco sa ciò che vuole da noi Maria Ausiliatrice ».
Sarà bene rileggere in refettorio la Vita della novella Santa, per attingervi lezioni di profonda umiltà, di pietà fervente, di lavoro santificato e sacrificio eroico.
Siccome manca poco tempo alla grande data, vi esorto a prodigarvi per cooperare con le Figlie di Maria Ausiliatrice a rendere grandiosa e soprattutto feconda di frutti di santità la solenne glorificazione, favorendo pure pellegrinaggi e altre opportune iniziative.
Credo conveniente che gli Ispettori d´Italia, e possibilmente anche d´Europa, siano presenti alla Canonizzazione. Essi poi vedranno coi Direttori quanto sia possibile fare per una maggior partecipazione, anche delle singole nostre Case, malgrado l´epoca poco propizia per la fine dell´anno scolastico.

2. - Sono pure lieto di comunicarvi che la S. Congregazione dei Riti ha prorogato, per un anno ancora, il privilegio del culto del Triduo a onore del Beato Domenico Savio, già concesso ad annum dalla Lettera Apostolica del 5 marzo 1950: cosicché tutti quei Collegi, Oratori, Case, Chiese Salesiane, dove non fosse stato fatto, ne potranno approfittare.
So di ripetervi cosa graditissima, anche se nota a tutti, facendo rilevare che la devozione all´angelico Domenico Savio si va propagando ovunque con manifestazioni di pietà veramente straordinarie.
Sono certo che continuerete a favorire in tutti i modi la conoscenza e l´invocazione del nostro Beato, anche per ottenere dal Signore quanto prima i due miracoli per la Canonizzazione.

3. - Il giorno 3 del prossimo giugno vi sarà una Beatificazione assai cara ai cuori nostri: quella del Ven. Pio X. Egli fu insigne benefattore dell´Opera nostra: e noi dobbiamo partecipare con giubilo alla sua glorificazione. Dal grande Pontefice impariamo come sia possibile santificarsi anche tra le più svariate iniziative di zelo e la molteplicità opprimente delle occupazioni e preoccupazioni di ogni genere. Preghiamolo di volerci ottenere da Dio quella sua profonda umiltà e inalterabile bontà, che lo rendeva caro a tutti. Invochiamone al tempo stesso la protezione sulla Crociata Catechistica e sul nostro apostolato in favore della Pietà Eucaristica.

4. - Durante l´Anno Santo 1950 f u celebrato in Roma un riuscitissimo Congresso Mariologico Internazionale. Già vi dissi che i nostri, non solo vi parteciparono attivamente, ma vi costituirono una Sessione speciale, che aveva come scopo lo studio di tutto ciò che potesse contribuire alla glorificazione sempre maggiore di Maria Ausiliatrice: e nel Salesianum (1950, N. 4) avete trovato pubblicate le relazioni da essi presentate.
Si è pensato che, come omaggio alla Madonna Assunta e sulle orme di San Giovanni Bosco, il grande Apostolo di Maria Ausiliatrice, sarebbe stata cosa conveniente e gradita a tutti la fondazione in seno all´Ateneo Salesiano di una ACCADEMIA MARIANA SALESIANA, avente lo scopo di promuovere tra i confratelli gli studi scientifici Mariani e di fomentare praticamente la divozione a Maria SS., specie sotto il titolo di Ausilium Christianorum. In appendice troverete lo Statuto e i nomi dei Soci Fondatori e del Primo Consiglio Accademico.
Preghiamo perché questa iniziativa possa fare un grande bene e contribuire al costante sviluppo della divozione alla nostra amantissima Madre.

5. - All´annunzio della prematura morte del compianto Don Fanara, Consigliere Scolastico Generale della nostra Società, ognuno di voi, dopo averne suffragata l´anima eletta, avrà innalzato pure a Dio preghiere perché si degnasse di concedergli un degno successore.
Alle vostre ho unito le mie povere suppliche. Ed ora, dopo matura riflessione, vi comunico che ho eletto ad occupare detta carica il Rev.mo Don MANIONE SECONDO, Ispettore delle Case Salesiane della Sicilia. Egli fu per molti anni Preside e Direttore del Liceo Pareggiato di Valsalice, ove si formarono tanti nostri Confratelli, sparsi oggi in tutto il mondo. In seguito fu Ispettore per oltre nove anni. Egli giunge preparatissimo alla nuova carica e nelle migliori condizioni per poter iniziare subito e con frutto l´importante suo lavoro.
Preghiamo perché il Signore gli conceda di continuare a compiere, anche nella sua nuova mansione, un gran bene in favore della nostra Società.

6. - La S. C. dei Religiosi, in data 24 febbraio u. s., ha inviato ai Superiori delle Famiglie Religiose, per incarico del Santo Padre, la raccomandazione di attuare il seguente voto, emesso dal Congresso Internazionale De statibus perfectionis: Religiosi, Clero Secolare, istituti Secolari, Azione Cattolica, si uniscano strettamente nel promuovere quest´anno predicazioni, missioni, esercizi spirituali, allo scopo di comunicare al maggior numero possibile di fedeli il tesoro del perdono giubilare.
Adoperiamoci adunque tutti con zelo perché si moltiplichino, anche nel presente anno, e particolarmente tra la gioventù e le anime che ci sono affidate, i frutti copiosi ottenuti a Roma durante l´Anno Santo.

7. - Per ultimo vi mando i Ricordi per gli Esercizi Spirituali:

L´UMILTÀ È LO SPLENDORE DELLA VERITÀ.
L´UMILTÀ RENDE POSSIBILE E GIOCONDA LA VITA DI COMUNITÀ.
L´UMILTÀ È LO SCUDO DELLA CASTITÀ.

Mentre il demonio, re della menzogna, perverte gl´individui impedendo loro la verace conoscenza di se medesimi; mentre i seminatori dell´odio rendono impossibile la vita sociale lusingando i più egoistici istinti di orgoglio e alterigia; mentre la corruzione dei costumi, attraverso la moda, il nudismo, il cine e una spudorata stampa galeotta, stringe satanica alleanza con la superbia e presunzione a danno specialmente dei giovani per rovinarne le anime in questa e nell´altra vita; mentre, sotto lo specioso pretesto di risvegliare, a scopo di bene, attività ed energie giovanili, e prescindendo dal naturale e dovuto controllo, se ne accarezza erroneamente, ma insensatamente, la boria, l´amor proprio e l´altezzosità: è necessario un forte richiamo e un deciso ritorno alla umiltà, medicina provvidenziale dei mali lamentati.
Nel raccoglimento dei giorni di Esercizi Spirituali riflettiamo seriamente che causa precipua della perdita delle vocazioni tra i coadiutori, i chierici e i sacerdoti, è sempre, in origine, la mancanza di umiltà.
Forse qualche coadiutore, superbo, credendosi sicuro, si butta in mezzo ai pericoli, lasciandosi dominare da spirito mondano. Disprezza quelle che chiama piccole cose, come il colore dell´abito e l´acconciatura dei capelli; moltiplica le infrazioni della povertà; si rende schiavo delle letture pericolose, della radio, del cine, del fumo, e finisce per lasciare la vita religiosa, la cui perdita sarà, subito dopo, il verme roditore di tutta la sua vita.
Forse qualche chierico, superbo, lascia da parte l´arma potente della preghiera, trascura le pratiche di pietà, si lascia vincere dalla curiosità, non dà la dovuta­ importanza allo scatenarsi di passioni e simpatie; vittima della propria alterigia e sufficienza, non si attiene alle norme dateci da Don Bosco circa il modo di trattare i giovani, e perciò li prende per mano, li accarezza, giunge a regalucci, abbracci, baci, letterine e simili miserie fino a cadere nell´abisso, compromettendo gravemente se stesso, la Casa e l´intiera Società.
Forse un sacerdote, superbo, invanito da qualche successo nella scuola o prendendo troppo sul serio gl´immancabili elogi che si fanno ai predicatori, si sente tropo fiducioso nelle proprie forze e perciò trascura le prescrizioni riguardanti la grande riservatezza necessaria a chi deve trattare con persone di altro sesso. Incomincia a rendersi interminabile nel confessare certe penitenti; si permette di dar loro del tu, di riceverle fuori di confessione, di scriver loro lettere sentimentali, di far visite, non solo senza permesso, ma cercando con sotterfugi di ingannare i superiori. Non ascolta più i consigli e richiami, dicendo magari con accento superbo e dispettoso, che non è più un ragazzo. Perduta la fiducia filiale, non fa più il rendiconto mensile o lo riduce a un formalismo inutile: e intanto le catene si fanno sempre più forti. S´incomincia a criticare le leggi della Chiesa e a non osservarle più, e forse si giunge all´estremo di calpestare i voti religiosi e sacerdotali, provocando scandali e piombando nel baratro della perdizione.
Credetelo, figliuoli carissimi, la funesta e diabolica sorgente di tanti mali è sempre la superbia, la mancanza di umiltà.
Voglia Iddio benedire questi Ricordi e allontanare dalla nostra Società e dalla Chiesa sciagure tanto funeste.
La Vergine Santa, nostra speciale Ausiliatrice, ci ottenga da Dio luce e forza per irrobustire sempre più nei nostri cuori quella virtù, che, rendendola particolarmente cara a Dio, le meritò la dignità ineffabile di Madre del Divin Redentore.
Invoco su di voi tutti, e sulle anime e opere che vi sono affidate, le più copiose benedizioni celesti, mentre mi riconfermo

vostro aff.mo in G. e M.
SAC. PIETRO RICALDONE.