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Inizia l´epoca delle vacanze dei giovani: renderli apostoli di buon esempio

LETTERE DEL RETTOR MAGGIORE - 152

 

ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE - 152

ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE - 153

Torino, 24 giugno 1949.

Figliuoli carissimi in Gesù Cristo,

1. - Per le Case dell´emisfero settentrionale si inizia l´epoca delle vacanze dei giovani. Sono certo che i Direttori avranno fatto di tutto per premunirli contro tanti nemici che attentano alla loro virtù. È necessario non dimenticare a questo proposito le disposizioni e tradizioni nostre, tra le quali la lettera da presentarsi al Parroco e da riportarsi firmata ritornando in collegio. Ai giovani delle Compagnie e dell´Azione Cattolica devono darsi pratiche direttive, perché possano compiere opere di apostolato.
Molti Direttori, nel periodo delle vacanze, inviano fogliettini speciali agli alunni comunicando notizie, interessandoli in speciali esercitazioni, ma soprattutto dando loro consigli, norme, esortazioni per preservarli dal male e renderli apostoli di buon esempio. Questi contatti epistolari producono un gran bene.

2. - Anche ai confratelli si devono dedicare cure speciali nel periodo delle vacanze. Alcuni avranno bisogno di riposo e gl´Ispettori e Direttori facciano in modo di procurarlo loro o nella casa di residenza o in altre dell´Ispettoria.
E qui credo bene ricordare che negli anni, che seguirono immediatamente la guerra, vi fu una relativa larghezza nel concedere andate in famiglia, perché tutto era stato sconvolto dall´immane cataclisma. Ora però si deve ritornare alla vita normale e le visite ai parenti devono essere concesse solo per motivi giudicati gravi dall´Ispettore; in ogni caso poi la permanenza non deve oltrepassare i quindici giorni. Si ricordi che solo l´Ispettore può concedere tali permessi; ma egli pure non può prescindere dalle tassative disposizioni date, che gravano sulla sua coscienza. Stiamo attenti agli abusi: essi porterebbero la nostra Società alla rovina.
Chiunque poi, per gravi motivi, dovesse recarsi presso i parenti si diporti in modo tale da essere motivo di buon esempio e nel frattempo si dia attorno per trovare qualche buon aspirante chierico o coadiutore: anche in questo imitiamo S. Giovanni Bosco.

3. - Nel periodo delle vacanze i Soci devono avere la comodità e la sorte di fare gli Esercizi Spirituali. I Direttori e gl´Ispettori facciano in modo che tutti senz´eccezione possano godere di una grazia tanto importante. A tal fine si pensi per tempo a combinare la partecipazione dei confratelli alla muta che possa loro maggiormente convenire.
Durante gli Esercizi si ripassino diligentemente le cerimonie, per servire e per celebrare la santa Messa. Il contegno edificante del nostro Padre all´altare sia sempre presente a noi suoi figli. È immenso il bene che possiamo fare anche solo col nostro devoto contegno nel compiere le diverse pratiche di pietà.
Iddio allontani dalla nostra Società quell´atteggiamento di altezzosa sufficienza, per non dire di noncuranza, da parte di taluni, fortunatamente non salesiani, i quali, con la pretesa di volersi dedicare a opere grandi, incominciano con condannare all´ostracismo tante piccole cose, che costituiscono appunto le linee caratteristiche e fisionomiche della vita cristiana e religiosa. I pretenziosi iconoclasti riusciranno forse talvolta a scalfire e deturpare qualcosa, ma non sono essi di certo di quella schiatta di costruttori, che Iddio ha scelto per l´erezione e lo sviluppo delle sue opere. « Trattandosi di Dio, e delle cose che lo riguardano, io non so - diceva il grande papa Pio XI - se vi siano delle cose piccole! ». Attenti perciò, figliuoli carissimi, attenti per amor di Dio e del nostro grande padre, san Giovanni Bosco.
Nell´ormai lungo periodo della mia esistenza vidi sorgere, specialmente dopo le guerre, qua e colà di tempo in tempo di codesti novatori con la pretesa di riformatori: tutti ebbero l´identica triste fine.
Nella dottrina e nella tradizione della Chiesa, come nelle nostre Costituzioni e tradizioni vi sono tanti tesori di vitalità apostolica e di nuove espressioni di zelo adatte alle singole epoche e ad eventuali necessità, che non avremo mai bisogno di andare alla ricerca di cisterne dissipate.
Non lasciatevi lusingare da certe voci di sirene, che trascinano alla perdizione e alla morte.
Vi esorto a meditare su queste cose, specialmente nei giorni degli Esercizi. Rileggete le ispirate pagine che Don Bosco volle fossero come il preludio delle nostre Costituzioni: là è il cuore del Padre, là è la vita e lo sviluppo della nostra Società.
Ciò che ci rende grandi davanti al mondo, fecondi di opere e di vocazioni, richiesti in ogni regione, è proprio lo spirito del nostro Padre, che ci appare sempre più grande a misura che se ne approfondiscono le virtù, le norme e le direttive sapienti.
Nei giorni degli Esercizi studiamo il nostro grande Modello, promettiamo al Padre fedeltà indefettibile e soprattutto imitiamolo.
Invoco su voi tutti le più copiose benedizioni, mentre raccomandandomi alle vostre preghiere mi professo

aff.mo in G. e M.
Sac. PIETRO RICALDONE