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Tra i centenari che ricorrono in quest´anno 1949: a Pio IX una lettera nobilissima nel suo esilio.

LETTERE DEL RETTOR MAGGIORE - 151

 

ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE - 151

Torino, 24 febbraio 1949.

Figliuoli carissimi in G. C.,

1. ‑ Tra i centenari che ricorrono in quest´anno 1949, uno ve n´ha, che ci richiama alla mente un atto nobilissimo, e ricco di salutari insegnamenti, compiuto dai primi giovanetti di S. Giovanni Bosco. Il grande Pontefice Pio IX, di sempre venerata e, per noi, gratissima memoria, era stato costretto, or son appunto cent´anni, per non cader nelle mani dei nemici di Dio e della Chiesa, a rifugiarsi in Gaeta. Il mondo si commosse: e da ogni parte s´indirizzarono al Padre Comune dei fedeli lettere e scritti ripieni di sentimenti di profonda devozione, nonché aiuti pel suo sostentamento. Anche gli umili giovanetti di Valdocco parteciparono a quella gara di amore verso del Vicario di Gesù Cristo, indirizzando a Pio IX una lettera nobilissima, nella quale sfogavano i sentimenti della loro filiale devozione e pregavano al tempo stesso il Papa di voler gradire l´umile loro offerta di trentatré lire.
Il Santo Padre ricevette con sommo gradimento il povero, ma affettuoso obolo: e ne conservò memoria finché visse. Presa la somma e lo scritto, ne fece egli stesso un plico, indicandovi sopra la provenienza e lo scopo particolare a cui voleva destinata l´offerta. Quindi dava ordine al cardinale Antonelli d´inviare una lettera al Nunzio di Torino, perché venisse comunicato agli offerenti il paterno gradimento del Papa. Il Nunzio, mons. Antonelli, scrisse infatti il 2 maggio a Don Bosco pregandolo di far conoscere ai giovani quanto la loro oblazione, appunto perché preziosissima offerta del povero, fosse stata accetta al Santo Padre, il quale era lieto di vederli nutrire così per tempo sentimenti di sincero affetto al Vicario di Gesù Cristo, segno non dubbio delle massime di Religione impresse nelle loro menti. Aggiungeva che Sua Santità, come pegno di paterna benevolenza, impartiva di tutto cuore a Don Bosco stesso e a ciascuno dei suoi giovani l´Apostolica Benedizione.
Non è possibile descrivere la contentezza da cui fu compreso il cuore del nostro Padre e dei suoi giovanetti alla lettura di quello scritto, che dava a vedere come il Papa, tra le immense sollecitudini del governo di tutta la Chiesa, e pur immerso nelle pene e nei travagli dell´esilio, avesse avuto l´alta degnazione di volgere il suo pensiero alla loro pochezza. Un raggio di vivissima gioia balenò in quel momento sulla fronte di ciascuno, e un grido fragoroso di Viva il Papa! Viva Pio IX! echeggiò ripetutamente in tutto l´Oratorio.
Il ricordo di questo fatto commuove ancor oggi profondamente i nostri cuori, ed è provvidenziale all´approssimarsi della celebrazione del Giubileo Sacerdotale di S. S. Pio XII, felicemente regnante. Noi dobbiamo manifestarci degni figli del nostro grande Padre, sforzandoci sopra ogni altra cosa di nutrire in cuore gli stessi sentimenti di amore e devozione che egli ebbe, durante tutta la vita, per il Papa, sentimenti che volle tramandare a noi come eredità preziosa anche dal letto di morte.
L´anno prossimo pertanto, in occasione dell´Anno Santo, daremo libero sfogo ai sentimenti dell´animo nostro verso il Vicario di Gesù Cristo, partecipando con entusiasmo alle solennità che verranno indette per tutta la Chiesa, e a quelle altre che saranno fissate in uno speciale programma da svolgersi in tutte le Case della nostra Società.
Intanto mi preme raccomandarvi di stringervi con particolare fervore di preghiere attorno all´angelico Pio XII, e vi comunico che, quale preparazione alle suddette manifestazioni, i Ricordi degli Esercizi Spirituali di quest´anno sono questi:

CONOSCERE, AMARE, DIFENDERE IL PAPA.

2. ‑ Sento ora il bisogno di manifestarvi alcune notizie di famiglia che, come sempre, danno a noi motivo di pena e di conforto.
Alle gravissime perdite del cardinale Hlond e di monsi­gnor Esandi si è aggiunta quella di monsignor Ernesto Coppo, vescovo titolare di Paleopoli. Furono pure molte le morti di con­fratelli, specialmente anziani. Per di più, sono ancora numerosi i confratelli dispersi: e pesa la trepidazione circa la sorte di non pochi Salesiani, i quali vivono in luoghi ove perdurano le conse­guenze del tremendo conflitto, che sconvolse il mondo. Dei con­fratelli della Lituania non si ebbe più nessuna notizia. Le Case della Jugoslavia e dell´Ungheria sono quasi tutte momentanea­mente requisite: quei confratelli però, come quelli della Polonia e della Ceco‑Slovacchia, continuano a svolgere l´opera loro pur tra le difficoltà dell´ora presente. Anche nella Cina gli eventi pos­sono riservarci penose sorprese. D’altronde, un po´ dappertutto, non sono completamente cessate le difficoltà e limitazioni, triste residuo del conflitto.
Ciò che invece è motivo di gioia è vedere l´entusiasmo con cui dovunque i Figli di Don Bosco si sono accinti al lavoro di rico­struzione materiale e spirituale. Molti istituti vanno risorgendo man mano dalle macerie e ripopolandosi di allievi. Forse mai come in questi anni furono numerose le domande di nuove fonda­zioni in ogni angolo della terra. Immaginatevi la nostra pena per non poter soddisfare tanti cuori generosi, che anelano il bene della gioventù e delle anime.
La pena però è mitigata dal pensiero che, se si sono seccate temporaneamente alcune fonti di vocazioni, altre se ne sono aperte copiose e promettenti. Il Brasile continua ad essere il porta‑sten­dardo di questo movimento salutare; sta per raggiungerlo la Spagna; e, dopo di essa, vengono la Polonia, la Boemia‑Mo­ravia e la Slovacchia, vincendo gravi difficoltà. L´Olanda, l´In­ghilterra e Irlanda, il Belgio, la Francia, il Portogallo, lavorano alacremente alla formazione di nuovi Soci. In Italia si spera di raggiungere fra breve le cifre dell´anteguerra. Sintomi di ripresa si notano anche in Austria e Germania. Gli Stati Uniti met­tono salde basi per iniziare una campagna efficace, mentre il Messico dà segni di una operosità assai consolante. Noi confi­diamo che l´esempio veramente eccezionale del Brasile ecciti una pronta ed efficace emulazione nelle altre Repubbliche ameri­cane, in ognuna delle quali si riscontrano bellissime e promettenti iniziative. Anche l´Oriente ci fa concepire belle speranze. Nell´India sono sorte fiorenti Case di aspiranti: e altrettanto dicasi della Cina, ove è grande l´entusiasmo per l´Opera Salesiana, e del Giappone, e del Siam. L´Australia pure ci dà esempi di non comune operosità nel campo delle vocazioni.
Come vedete, figliuoli carissimi, abbiamo motivi per ringraziare il Signore, che continua a benedire l´amata nostra Società la quale, assistita da Maria Ausiliatrice e da S. Giovanni Bosco, percorre trionfalmente la via che le fu tracciata dalla Divina Provvidenza. Facciamoci coraggio, e stringiamoci compatti e volenterosi intorno ad essa, non solo per gridarle il nostro amore, ma per offrirle la nostra filiale e incondizionata cooperazione, e assicurarla della nostra imperitura fedeltà.
Con affetto paterno vi desidero una Santa Pasqua, ricambiando fin d´ora, anche e nome degli altri Superiori, felicitazioni e preghiere.

Vi benedice di gran cuore il vostro

aff.mo in G. e M.
Sac. PIETRO RICALDONE