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Parte terza:
Formati per la missione di educatori pastori
Cap. VIII Aspetti generali della nostra formazione
Sez. I La formazione Salesiana (art.96-101)
Sez. II La formazione iniziale (art.102-108)

IL PROGETTO DI VITA

 

PARTE TERZA CAP.VIII, I-II

 

IL PROGETTO DI VITA DEI SALESIANI DI DON BOSCO

Guida alla lettura delle Costituzioni salesiane

Roma 1986
Editrice S.D.B.
Edizione extra commerciale

Direzione Generale Opere Don Bosco
Via della Pisana, 1111
Casella Postale 18333
00163 Roma, Bravetta

 

PARTE TERZA: «FORMATI PER LA MISSIONE DI EDUCATORI PASTORI»

1 Uno sguardo d´insieme.
Le Costituzioni dedicano alla formazione l´intera terza parte, che s´intitola: «FORMATI PER LA MISSIONE DI EDUCATORI PASTORI». Essa è composta di due capitoli: l´VIII, con due sezioni, e il IX, con complessivi ventiquattro articoli.
A complemento, nei Regolamenti generali, vi è pure una parte, la seconda, anch´essa composta di due capitoli, con complessivi venticinque articoli.
Diamo un rapido sguardo ai singoli capitoli e sezioni della parte, per coglierne fin dall´inizio la struttura globale.
1.1 Il cap. VIII è dedicato a presentare gli «ASPETTI GENERALI DELLA NOSTRA FORMAZIONE» ed è suddiviso in due sezioni.
a. La prima sezione (ari. 96-101) si riferisce alla FORMAZIONE SALESIANA nella sua totalità. Di essa si enuncia il principio teologale, il modello, il protagonista, il metodo.
Il principio teologale è il Signore che chiama a vivere nella sua Chiesa il progetto di Don Bosco (art. 96). Il modello con cui ci si deve primariamente e originalmente identificare è Don Bosco fondatore, una guida sicura (ari. 97). Il protagonista, dopo il Signore, che chiama e conduce, è il salesiano. Egli, nella sua comunità, coltiva gli atteggiamenti e usa gli strumenti adatti per «fare esperienza dei valori della vocazione (art. 98), vivendo e lavorando per la missione comune (art. 99): è il metodo suggerito.
In questa impresa la comunità i.spettoriaie ha ruoli e compiti propri (cf. Cost 58) anche perché la si sollecita a curare da vicino una formazione «inculturata» (art. 100-101).
Questo insieme di aspetti generali è posto nel contesto di una citazione biblica che li introduce e li finalizza alla persona di Cristo: «Vi-

vendo secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di Lui che è il capo, Cristo» (Ef 4,15).
b. Nella seconda sezione (art. 102-108) sono presentati gli ASPETTI GENERALI DELLA FORMAZIONE INIZIALE. Non si esclude quanto è stato detto nella prima sezione, anzi lo si suppone e lo si specifica accostandolo alle esigenze speciali di questo primo tempo di formazione.
L´atteggiamento da coltivare è soprattutto quello dell´ascolto e della docilità: «Parla, o Signore, perché il tuo servo ti ascolta!» (1 Sam 3,9).
Di fronte alla complessità degli obiettivi da raggiungere e da armonizzare nell´unità vitale della persona (art. 102), si avverte il bisogno di formatori «mediatori dell´azione del Signore» (art. 104; Reg 78) e di comunità formatrici «appositamente strutturate (art. 103; Reg 78. 80. 81).
In simili ambienti, fatti di rapporti veri e autentici, prende forza formativa questo tempo di dialogo tra l´iniziativa di Dio che chiama e la libertà del salesiano che accoglie e risponde fedelmente (art. 105).

1.2 Nel cap. IX viene descritto IL PROCESSO FORMATIVO.
È un vero cammino che conosce un inizio e una fine: «Colui che ha iniziato in voi quest´opera buona la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù» (Fil 1,6). Il cammino incomincia quando il confratello, percependo la vocazione, si impegna a verificarne in se stesso l´autenticità e a giudicare la propria idoneità (art. 109) e termina nell´ora in cui, con l´aiuto della grazia, egli dà alla propria vita consacrata il suo compimento supremo (cf. Cost 54).
È un percorso che conosce periodi specifici diversi (preparazione immediata al noviziato, noviziato, periodo della professione temporanea) con obiettivi propri e passaggi da fase a fase attraverso le ammissioni che fanno il punto sui livelli di maturità richiesti e avvenuti.
La professione perpetua non è posta al termine della propria formazione. È semmai il riconoscimento di una maturità spirituale e salesiana sufficiente ad «acquistare la capacità di imparare dalla vita» (art. 119), così da poter vivere ulteriormente con intenti formativi le situazioni più ordinarie e le più difficili.

2. Aspetti d´interesse.

Questo veloce sguardo d´insieme ci invita a una sosta per meglio comprendere, interrogandoci su qualche aspetto che merita il nostro interesse:
2.1 Perché la «Formazione» nell´insieme organico delle Costituzioni è stata posta come PARTE TERZA?
2.2 Qual è il principio che organizza e ordina questa vasta materia?
2.3 Perché si è data grande enfasi alla formazione iniziale?
2.4 Quali sono le ragioni che fanno importante la formazione in Congregazione?
2.1 Significato della Formazione come parte terza.

La terza parte delle Costituzioni, dedicata alla formazione, segue le parti prima e seconda, che hanno presentato, nei suoi tratti essenziali, la fisionomia della Società di san Francesco di Sales e il progetto di vita che le è proprio, quasi «un testamento vivo di Don Bosco},´ la sua autentica via evangelica oggi aggiornata e rinnovata; la quarta parte tratterà del servizio reso dall´autorità per la realizzazione di questo stesso progetto.
Possiamo domandarci: Ha un significato questa precisa collocazione dell´insieme dei contenuti trattati? 0 si è obbedito alle istanze di un ordine semplicemente formale?
La risposta si trova nel testo stesso delle Costituzioni.
Formare è accompagnare la persona finché non raggiunga la pienezza del suo sviluppo e, nel medesimo tempo, è porla in rapporto attivo con la realtà che è chiamata a conoscere, a servire, a salvare: i giovani, specialmente i più poveri, e gli ambienti popolari. Questo ci dice appunto il titolo: «Formati per la missione di educatori pastori».
Ma senza una proposta di vita che abbia valore, senza un´idea di significato intenso e sicuro non può mai accadere che uno si formi, che faccia un cammino di contatti, di scoperte, di conversione, di crescita.
´ Cosi Proemio; ct. Cosrùuzioni 1984, Presentazione, p. 6

La Congregazione, dinanzi ai dubbi e ai problemi,2 nutre «la speranza di risolverli positivamente». Ma lega questa speranza e il suo ottimismo alla conoscenza e all´accoglienza di quel progetto di vita che essa custodisce per trasmettere e che Don Bosco per primo ha vissuto (è la PRIMA e la SECONDA PARTE); chiede che lo si renda reale nelle persone e nelle comunità attraverso un cammino che chiama «processo formativo» (è la TERZA PARTE); e mette a sua disposizione il carisma dell´autorità che essa possiede ed esercita «a nome e ad imitazione di Cristo» (Cost 121). Si disciplina e si organizza soltanto ciò che si vive (è la QUARTA PARTE).
Le Costituzioni condensano il significato di questa sequenza: progetto-formazione in due brevi espressioni dell´art. 96; Gesù «chiama anche noi a vivere nella Chiesa il progetto del nostro Fondatore come apostoli dei giovani. A questo appello rispondiamo con l´impegno di una adeguata e continua formazione».
Anche Don Bosco visse e trasmise ai suoi l´esigenza di unire stima ed entusiasmo per un progetto di vita e per l´impegno formativo...
Il can. Giacinto Ballesio ci dice del clima straordinario di contatti in cui veniva trasmesso il progetto che Don Bosco proponeva, della sua bellezza, del suo fascino; «Pensando come si mangiava e come ci si nutriva, adesso ci meravigliamo di aver potuto allora passarcela senza talvolta patirne e senza lamentarci. Ma eravamo felici, vivevamo di affetto! Si respirava in una regione di splendide idee, che ci riempiva di sé e non pensavamo ad altro».3 Ecco il progetto, la prima e seconda parte delle Costituzioni!
Don Bosco risvegliava forti desideri, quasi un bisogno incontenibile. Ricordiamo gli effetti che ebbe in Domenico Savio la sua predica sulla santità «in una di quelle domeniche» in cui «erano cominciati nei tre Oratori festivi i catechismi quadragesimali». Ma Don Bosco accompagnava anche, partecipava attivamente alla costruzione motivando, convincendo, attendendo in ciascuno alla maturazione della sua libertà e autonomia: «Saliremo insieme il monte del Signore»,4 diceva. Ecco la formazione, la nostra terza parte!
a Cf. CGS, 658
´ MB IV, 337
´ MB VII, 337. La frase di non Bosco riportata si trova nel contesto della narrazione del sogno, nel quale iI Santo vide Ia faticosa salita di un alto monte insieme con i suoi giovani collabora

2.2 La Formazione permanente, atteggiamento e principio organizzatore.

Leggendo la parte terza delle Costituzioni, scopriamo presto che il testo assume il concetto di Formazione permanente come uno dei criteri unificatori di tutto il processo formativo.

La formazione permanente è «prima di tutto un atteggiamento personale» che diventa, per la forza e l´estensione che possiede, «principio organizzatore che ispira e orienta la formazione lungo tutto l´arco della vita».5 Nel CG22 si ebbe assai presto una felice convergenza su questo punto, fin dai suoi inizi, propiziato del resto dal CG21, dalla FSDB/1981 e da numerosi Capitoli ispettoriali.t
La formazione permanente è dunque, anzitutto, un atteggiamento personale. È la disponibilità e l´impegno concreto «a realizzare il proprio essere come risposta storica, libera e responsabile»´ all´appello di Dio.
Il dialogo fra l´iniziativa di Dio e la libertà del salesiano avviene:
- nel contesto di un´Alleanza. Il Signore chiama infatti a riprendere e riconfermare «il mistero dell´alleanza battesimale per una sua espressione più intima e piena» (Cost 23). È un´Alleanza che si percepisce e si sperimenta come principio divino che risiede nelle profondità del cuore e dal di dentro muove, orienta, influenza tutta la vita."
- all´interno di un progetto che fu di Don Bosco e che, per una grazia analoga alla sua, è anche il nostro.
Questo progetto è descritto dai grandi titoli delle Costituzioni: -- Inviati ai giovani -- in comunità fraterne e apostoliche - al seguito di Cristo obbediente, povero e casto - in dialogo con Lui. È un progetto tipico, un´esperienza di vocazione intesa come «sequela


ton. Ih fronte aW venir meno di diversi compagni di viaggio Don Bosco riflette in questo modo: «Vedo quello che debbo fare... Io non posso fare conto se non di quelli che avrò formati io stesso... Perciò ritornerò alle falde del monte, radunerò molti fanciulli, mi farò amare da essi, lì addestrerò coraggiosamente a sostenere prove e sacrifizi..