Rector Major

RM Omelia nella Solennità di Maria Ausiliatrice Valdocco 2018.05.24

Il Rettor Maggiore
Omelia nella Solennità di Maria Ausiliatrice
Basilica di Maria Ausiliatrice, Torino-Valdocco 2018.05.24
[Introduzione a braccio]

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Stiamo celebrando il centocinquantesimo anniversario dell’inaugurazione e consacrazione di questo santuario dedicato a Maria Ausiliatrice, che all’epoca esternamente era come è dipinto nel quadro dell’altare di San Giuseppe, e era molto sobrio e spoglio, senza marmi e decorazioni sulle pareti. Nei decenni successivi è stato ingrandito ed abbellito per continuare a esprimere l’amore e la devozione della nostra Famiglia Salesiana alla Madonna di Don Bosco.
Ma per noi salesiani e salesiane, laici e consacrati, giovani e adulti, il culto e l’amore a Maria Ausiliatrice non è soltanto e primariamente né una “devozione” né un modo di pregare ed esprimere la nostra pietà: si tratta piuttosto dell’esperienza della Presenza attiva e operante di Maria, Madre di Gesù e Madre della Chiesa, Maestra e Aiuto del Santo Popolo Fedele di Dio. Questa Presenza si verifica nei nostri cuori e nelle nostre opere. E’ un rapporto personale e comunitario con Colei che «ha fatto tutto».
Si tratta, infine, di un fatto carismatico, un elemento costitutivo della nostra identità e missione. Celebrare l’anniversario di questa bellissima basilica è entrare nel mistero profondo della nostra esistenza come figli e figlie di Don Bosco.
Sappiamo bene che Don Bosco era convinto che fosse stata la Vergine stessa a volere questa sua Casa-Chiesa-Santuario. Infatti senza di Lei sarebbe stato impossibile costruirla perché nostro Padre non aveva neanche un soldo in tasca, quando cominciò il progetto. Egli ripeteva tante volte ai suoi che «è la Madonna che vuole la Chiesa; essa penserà a pagare». E fu così... anche con grande fatica sua e di tanti soci, collaboratori e benefattori. Maria stessa ha voluto che questa chiesa fosse la sua casa. Ma non una semplice casa dove si abita, dove uno si trova tra i suoi, in famiglia, dove c’è ristoro e affetto. Questa veniva chiamata ad essere una casa “MADRE”, cioè una casa dalla quale si ricevesse vita e spinta per andare oltre, a trasmettere vita: oltre le frontiere, oltre i mari e le montagne, e oltre ogni immaginazione possibile... E’ la casa aperta ed accogliente di una famiglia in uscita!
Don Bosco ci racconta che nel mese di ottobre del 1844 ha fatto un sogno.
Giovane prete, Giovanni fu costretto a trasferire l’Oratorio alla periferia della città, cioè a Valdocco. Il luogo e i mezzi e le persone a disposizione erano assolutamente incerti. Possiamo immaginare l’angoscia e l’ansia che questo creava in lui. Possiamo quasi sentire il battito inquieto del suo cuore... In quel sogno si ripete in parte la scena del sogno avuto ai 9 anni: «Sognai di vedermi in mezzo ad una moltitudine di lupi, di capre e capretti, di agnelli, pecore, montoni, cani ed uccelli. Tutti insieme facevano un rumore, uno schiamazzo e miglio un diavolio da incutere spavento ai più coraggiosi...», ci racconta tempo dopo. Di fronte a questo scenario egli «voleva fuggire»! Curiosamente diverse volte durante il sogno egli vuole fuggire o andarsene... Ma non lo fa. E non lo fa perché non è da solo. In messo a quella confusione trova «una Signora, assai ben messa a foggia di pastorella». Ecco, la Presenza della quale vi parlavo prima, ecco l’esperienza fondante di questo rapporto costitutivo della nostra spiritualità carismatica salesiana.
E’ bellissimo anche vedere alla nostra Madre come “pastorella”. Ma non soltanto per la sua apparenza di pastorella ma per quello che fa. Dice Don Bosco che quando lui, in sogno, voleva fuggire, Lei gli «fece cenno di seguire ed accompagnare quel gregge strano, mentre ella precedeva» E continua: «Andammo vagando per vari siti; facemmo tre stazioni o fermate...». Lei si presenta non solo vestita da pastorella ma mentre fa il mestiere di pastora! Ditemi se non è bello vedere la nostra Madre del Cielo, Regina di tutto il creato, vestire e fare la pastora!
Vedete come non possiamo separare la nostra esperienza della Sua Presenza dalla nostra missione e dal nostro vissuto come educatori-pastori dei giovani e del popolo di Dio e soprattutto di quelli più svantaggiati, più difficili, più soli e abbandonati.
Questa imponente basilica, la cui costruzione ha procurato tante fatiche a Don Bosco e ai suoi successori per diventare così bella, non può essere capita e giustamente valorizzata se la si stacca dall’esperienza dell’Oratorio. In questo senso, per noi, dire Basilica di Maria Ausiliatrice e dire Valdocco e dire Oratorio di San Francesco di Sales è quasi una stessa cosa. Perché questa è la Casa della Regina-Pastorella che ha guidato maternamente Don Bosco nella fondazione di questo originale modo di vivere e lavorare nel cuore della Chiesa di Gesù.
Nel sogno del ‘44 la Pastorella ha chiesto a Giovanni di guardare con attenzione, e allora Egli vide «...una stupenda ed alta chiesa. Nell’interno di quella chiesa era una fascia bianca, in cui a caratteri cubitali era scritto: “Hic domus mea, inde gloria mea”» “Questa è la mia casa, da qui uscirà la mia gloria”. Come ho detto prima “questa casa” non si riferisce solo alla chiesa, ma a tutta la tipica esperienza educativo-pastorale del primo oratorio salesiano, qui, a Valdocco, che «fu per i giovani casa che accoglie, parrocchia che evangelizza, scuola che avvia alla vita e cortile per incontrarsi da amici e vivere in allegria».1 E’ per questo che «l’esperienza di Valdocco rimane criterio permanente di discernimento e rinnovamento di ogni attività e opera»2
Questo significa che ogni opera salesiana, di qualsiasi gruppo della Famiglia Salesiana, trova questa esperienza fondante, originale e originante, nella sua matrice carismatica più profonda. Certo, ogni gruppo della nostra Famiglia, oggi con 31 rami, ha la sua particolarità e natura, i suoi elementi essenziali e i suoi destinatari preferenziali, ma tutti condividiamo lo stesso DNA sorto «...non da solo progetto umano, ma per iniziativa di Dio... [quando] lo Spirito Santo suscitò con l’intervento materno di Maria, san Giovanni Bosco.»3
Perciò dicevo prima che questa casa di Maria è casa “Madre”, casa che da vita e identità carismatica. Da qui sono partiti tanti missionari e missionarie! Da qui è partita la “Gloria” della nostra Madre che è la Gloria di Dio vissuta in chiave domboscana. Da qui sono partiti tanti “Valdocco”. Il Valdocco originale è uno, quello di Don Bosco perché non si tratta solo di coordinate di spazio, ma di spazio e di tempo. Il “criterio permanente” è quel Valdocco di Don Bosco, nella periferia de la Torino ottocentesca. Ma oggi troviamo tanti altri Valdocco in tutto il mondo e io posso dare testimonianza di questo con tanta gioia e lode a Dio.
Ogni opera della Famiglia Salesiana che fa presente quello spirito originale sorto qui, tradotto alle diverse culture e paesi dove ci troviamo, viene chiamata a far emergere e brillare lo stesso DNA degli origini. Ecco la gloria che esce da questa casa Sua! Non si tratta della gloria della grandezza, delle ricchezze, delle influenze di potere, ma della gloria di una originale esperienza spirituale, educativa e pastorale: l’oratorio di Valdocco.
Nostra Madre e Maestra, la Regina-Pastora dell’umanità intera, ha voluto farsi questa casa come matrice di umanità e santità, faro la cui luce arriva ad ogni angolo sulla terra. Oggi abbiamo un Papa, il nostro caro Papa Francesco, che è in parte frutto di questa ondata di spiritualità salesiana. Egli è nato alla vita cristiana nella fonte battesimale della Basilica di Maria Ausiliatrice a Buenos Aires, e più tardi ha assaporato con piacere il dolce gusto dell’ambiente salesiano. Sicuramente oggi il suo cuore è qui con noi, come tutti i 24 di ogni mese, come faceva là, quasi alla fine del mondo...
Quando i primi missionari e missionarie partivano da qui ogni anno per le diverse parte del mondo, tutti portavano nel cuore il consiglio che don Bosco aveva scritto su un foglietto consegnato a Giovanni Cagliero: «Confidate ogni cosa in Gesù Sacramentato e in Maria Ausiliatrice, e vedrete che cosa sono i miracoli».
I miracoli sono tanti, i “Valdocco” oggi sono tanti, ma ancora la gloria di questa “Casa Madre” viene chiamata ad andare oltre!
MARIA, NOSTRO AIUTO, PREGA PER NOI!
1    Cost. SDB art. 40
2    Ibid.
3    Cost. SDB art. 1