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Il settore per la Formazione: strutture di animazione e di coordinazione

Il settore per la Formazione: strutture di animazione e di coordinazione

Appunti

Consulta Mondiale, Santiago de Compostela, 13-18 febbraio 2017
Ivo Coelho, SDB

FIRST

La Commissione Regionale per la Formazione (CRF), con la figura del Coordinatore Regionale per la Formazione, è una struttura nuova nell’animazione della congregazione. Non se ne trova menzione, per esempio, nelle Costituzioni, anche se nei Regolamenti esiste una sezione con il titolo “strutture regionali” (R 135-142), dove le conferenze ispettoriali hanno la facoltà di “seguire il coordinamento… del settore della formazione, qualificazione e aggiornamento dei soci” e “decidere sugli eventuali organismi, segretariati e uffici interispettoriali di animazione e di coordinamento.” (R 142)

La FSDB parla del delegato ispettoriale per la formazione (DIF) e della commissione ispettoriale per la formazione (CIF), ma non di una commissione regionale per la formazione e del coordinatore. Parla dei consiglieri regionali (250, 286, 551, 561-562), per lo più in riferimento alle iniziative interispettoriali di formazione permanente e dei centri regionali per la formazione.

La CRF e il coordinatore regionale sono strumenti di animazione che appartengono alla prassi della congregazione,[1] nati dal bisogno di strutture intermedie nella animazione delle ispettorie. Il più chiaro riferimento a loro si trova nella versione 2014 del Vademecum del Consiglio Generale,[2] come anche nei Regolamenti delle varie CRF.

Attualmente il consigliere generale per la formazione lavora con l’aiuto della sua Equipe (l’Equipe Centrale per la Formazione), e delle CRF con i loro coordinatori. I coordinatori sono membri del Settore della formazione, e si incontrano ogni due anni (la Consulta Mondiale). Dal momento che le CRF sono costituite da delegati ispettoriali per la formazione, che si radunano almeno una volta all’anno, ci troviamo con una rete di animazione e coordinamento che raggiunge la vita delle ispettorie.

 

  1. Ruoli e funzioni della CRF

Le CRF sono organismi per riflettere e dialogare sulla formazione, e per la coordinazione e animazione dei processi di formazione in ogni regione.

I loro membri sono

  • Il coordinatore regionale per la formazione.
  • I delegati ispettoriali per la formazione della regione.
  • Un salesiano coadiutore e un altro confratello proposti dalla CRF e nominati dalla conferenza degli ispettori.
  • Il consigliere generale per la formazione e/o uno dei membri della sua Equipe.
  1. Ruoli e funzioni del coordinatore regionale per la formazione

Il coordinatore regionale per la formazione è proposto dalla CRF, nominato dalla conferenza degli ispettori. La nomina è approvata dal consigliere generale per la formazione.

Il coordinatore fa parte del settore della formazione e contribuisce alla riflessione, coordinazione e animazione della formazione. Partecipa alla consulta mondiale per la formazione.

Convoca gli incontri annuali della CRF, redigendo l’ordine del giorno in dialogo con i delegati, la conferenza degli ispettori, e l’Equipe Centrale. Presenta le proposte della CRF alla conferenza degli ispettori per la loro approvazione.

Promuove e organizza varie iniziative per la formazione permanente dei direttori delle comunità e dei formatori, oppure di gruppi di formatori. Queste iniziative sono progettate dalla CRF.

Normalmente il coordinatore regionale è anche il direttore del Centro regionale / interregionale di formazione, dove esso esiste.

  1. La “consulta mondiale” per la formazione

La consulta mondiale è convocata ogni due anni dal consigliere generale per la formazione che la presiede. I partecipanti sono

  • I coordinatori regionali per la formazione
  • I direttori dei centri regionali / interregionali di formazione
  • Un salesiano coadiutore
  • I membri dell’Equipe

Il compito principale della consulta è di

  • valutare come si sta attuando la sezione formazione del Progetto del Rettor Maggiore e del suo consiglio;
  • riflettere sulle sfide emergenti nella formazione;
  • programmare il futuro per portare avanti la realizzazione del Progetto.
  1. Il Centro Regionale per la formazione

Il CG27 67.8 chiede di “qualificare a livello regionale un Centro di formazione permanente o valorizzare quelli di altre Regioni.” Il Progetto del Rettor Maggiore e del suo consiglio, sezione formazione (2.1.1.2) ci impegna ad “assicurare a livello regionale o interregionale un buon Centro di formazione permanente, preferibilmente salesiano, a cui i salesiani, laici e membri della Famiglia Salesiana possono rivolgersi.”

Al momento abbiamo 2 centri e un equipe mobile:

  1. Centro Salesiano de Formación Permanente America (CSFPA) Quito – Ecuador, per le regioni Interamerica e America Conosud
  2. Don Bosco Renewal Centre, Bangalore – India, per la regione Asia Sud
  3. El Campello, corso di 3 mesi
  4. L’equipe mobile della regione Asia Est – Oceania.

I due centri hanno i loro statuti, e il Centro di Quito ha un suo curatorium (l’“Equipo Ampleado”  che si raduna ogni novembre, e nel quale partecipa un membro dell’Equipe Centrale per la formazione). La relazione tra il centro di Bangalore e il settore per la formazione va meglio definita.

Gli ispettori delle due regioni di Europa hanno chiesto un Centro per le due regioni.

Per vari motivi, il Centro per la regione Africa-Madagascar non è stato ancora avviato.

Inoltre, bisogna prendere nota di due altre iniziative per la formazione permanente dei salesiani, laici, giovani e membri della Famiglia Salesiana:

  1. Il Progetto per i Luoghi Salesiani (Valdocco, Colle don Bosco, ecc.)
  2. Il Progetto Salesiano Terra Santa, oppure “Esperienze formative nella Terra Santa”.

 

  1. L’Equipe centrale per la formazione

Il Consigliere per la formazione è assistito da due collaboratori a tempo completo e due a tempo parziale. Attualmente i primi risiedono alla Pisana, mentre gli altri in ispettoria.

I collaboratori partecipano alla programmazione del sessennio e quella di ogni anno, e hanno come uno dei compiti principali lo studio e la riflessione sulla formazione. Oltre a lavorare in equipe nei compiti affidati a questo settore, essi seguono da vicino due or tre Regioni. Al momento, Cleofas Murguia segue le regioni di America (Interamerica e Conosud), Silvio le regioni di Africa e Asia (Africa - Madagascar, Asia Est – Oceania, e Asia Sud), con l’aiuto di Jose Kuttianimattathil che ha carico speciale di Asia Sud; e Francisco Santos Montero che segue le regioni di Europa (Europa Centro e Nord, e la Mediterranea).

Rispetto a queste Regioni essi:

  • mantengono contatto con i rispettivi Coordinatori regionali e Delegati Ispettoriali;
  • si informano dell’andamento delle comunità formatrici e dei centri studio: statistiche, programmi di studio...;
  • partecipano quando è necessario agli incontri delle CRF e ai raduni interispettoriali sulla formazione (es. i Congressi per i Salesiani Coadiutori);
  • offrono, entro limiti, il loro servizio di animazione nel campo formativo.

Per quanto riguarda l’accompagnamento delle regioni e delle ispettoria, alcuni appunti:

Uno strumento utile e anche necessario è una database per la formazione con nomi e indirizzi elettronici dei coordinatori regionali e dei DIF; le comunità di formazione iniziale con indirizzi, nomi dei direttori e indirizzi elettronici, informazione utili circa i centri di studi (salesiani e non), qualificazioni e durata, numero di formandi con ispettoria di origine, informazione sul funzionamento dei Curatoria; statistiche di entrate e uscite nel contesto delle statistiche delle ispettorie e delle regioni; ecc.

L’accompagnamento delle ispettorie coinvolge visite, conoscenza dei bisogni formativi, livelli di perseveranza e fragilità, dettagli sul personale qualificato, il piano di qualificazione (specialmente dei formatori, e nelle aree chiavi del carisma).

Contatto con gli studenti salesiani a Roma e in Italia, per incoraggiare la loro formazione non solo come docenti ma anche e soprattutto come formatori.

Accompagnamento vicino dei salesiani coadiutori in formazione iniziale, e specialmente della loro formazione specifica.

Accompagnamento della formazione come permanente: insistenza sul primato di Dio in Cristo, e sulla identità salesiana consacrata; attenzione speciale ai direttori salesiani.

[1] Sono state iniziative di don Cereda e del suo team nel sessennio 2002-2008.

[2] L’edizione del 2018 del vademecum non parla di CRF e del coordinatore regionale. Il Vademecum - insieme al progetto per il sessennio – probabilmente è stato redatto nel sessennio 1996 – 2002, durante il rettorato di don Vecchi. Questi strumenti di animazione e governo sono menzionati nel GC 25 (2002) come parte dell’impegno per giungere ad un migliore coordinamento tra consiglieri di settore durante l’ultimo sessennio.