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In dialogo con il Signore, manuale di preghiera SDB (parte 4-6)

IN DIALOGO CON IL SIGNORE

                 

PARTE QUARTA
MARIA
NEL MISTERO
DI CRISTO
E DELLA CHIESA
«La Vergine Maria ha indicato a Don Bosco il suo campo d'azione tra i giovani e l'ha costantemente guidato e sostenuto specialmente nella fondazione della nostra società. Crediamo che Maria è presente tra noi e continua la sua "missione di Madre della Chiesa e Ausiliatrice dei cristiani". Ci affidiamo a Lei, umile serva in cui il Signore ha fatto grandi cose, per diventare tra i giovani testimoni dell'amore inesauribile del suo Figlio» (Cost. 8).
«Maria, Madre di Dio, occupa un posto singolare nella storia della salvezza.
Essa è modello di preghiera e di carità pastorale, maestra di sapienza e guida della nostra Famiglia.
Contempliamo e imitiamo la sua fede, la sollecitudine per i bisognosi, la fedeltà nell'ora della croce e la gioia per le meraviglie operate dal Padre.
Maria Immacolata e Ausiliatrice ci educa alla pienezza della donazione al Signore e ci infonde coraggio nel servizio dei fratelli.
Nutriamo per Lei una devozione filiale e forte. Recitiamo quotidianamente il rosario e celebriamo le sue feste per stimolarci ad un'imitazione più convinta e personale» (Cost. 92).
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1. LA DEVOZIONE ALLA VERGINE NELLA CHIESA
E NELLA FAMIGLIA SALESIANA
1.1. MARIA MADRE DELLA CHIESA
E CULTO DELLA CHIESA PER MARIA
Il Concilio Vaticano II ci ha dato una sintesi meravigliosa della dottrina mariana e norme che, precisate dal Magistero postconciliare, debbono guidare, in armonia con tale dottrina, le espressioni del culto alla Vergine sia nelle sue manifestazioni liturgiche che nei «pii esercizi» della pietà cristiana. Paolo VI ha felicemente sintetizzato in due articoli della «Solenne professione di fede» da lui pronunciata a chiusura dell'Anno della Fede (30 giugno 1968) l'insegnamento della Chiesa circa la Vergine Maria, la sua missione nella storia della salvezza, le sue prerogative e privilegi come Madre del Redentore, il suo ufficio materno nei riguardi della Chiesa e di tutti i credenti (cf Ench. Vat. 3, nn. 550-551).
Aspetti fondamentali della dottrina mariana sono, tra gli altri, la totale ordinazione dell'azione di Maria all'opera di Cristo, unico mediatore, la sua esemplarità nei riguardi della Chiesa e la perpetuità del suo ufficio materno per i «fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti... fino a che siano condotti nella patria beata» (LG 62).
«Al posto singolare» che Maria occupa nel piano redentivo di Dio «corrisponde un culto singolare per Lei». Esso «rientra... quale parte nobilissima, nel contesto di quel culto sacro che è compito primario del popolo di Dio... elemento qualificante della genuina pietà della Chiesa» (MC Introduzione).
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Esso deve però rispondere ad alcune esigenze, che Paolo VI nella esortazione Marialis cultus presenta come «orientamenti per il rinnovamento della pietà cristiana» (cf MC II parte). Sono in particolare da rilevare:
— la «nota trinitaria, cristologica ed ecclesiale» (cf MC 25-28), per evidenziarne la relazione «al Padre, per Cristo, nello Spirito Santo» e il collegamento con la vita della Chiesa;
— i «quattro orientamenti: biblico, liturgico, ecumenico, antropologico» (cf MC 29-39) «per rendere più vivo e più sentito il legame che ci unisce alla Madre di Cristo e Madre nostra nella comunione dei santi».
È poi essenziale che in ogni espressione di pietà mariana si attui quanto il Concilio Vaticano II ribadisce circa la «vera devozione»: essa «procede dalla vera fede, dalla quale siamo portati a riconoscere la preminenza della Madre di Dio, e siamo spinti al filiale amore verso la Madre nostra e all'imitazione delle sue virtù» (LG 67; cf Cost. 92). Realizzeremo così in noi quella che Paolo VI ha chiamato «la fortuna di essere discepoli della devozione mariana».
1.2. LA PRESENZA DI MARIA
NELLA SPIRITUALITÀ
E NELLA PEDAGOGIA SALESIANA
La dimensione mariana — «elemento intrinseco del culto cristiano» (MC 56) — ha nella spiritualità e nella pedagogia salesiana un'attuazione peculiare, in rispondenza alla parte che Maria SS. ha avuto nella nascita e nello sviluppo della Congregazione e della Famiglia Salesiana («Tutto è opera della Madonna») e in conformità alla devozione che Don Bosco ha avuto per la Vergine Immacolata Ausiliatrice e ha lasciato come preziosa eredità ai suoi figli.
La fede della Chiesa nel mistero di Maria SS. (cf la professione di fede di Paolo VI) è la fede di Don Bosco e di ogni Salesiano; essa qualifica la nostra vocazione e la nostra missione: «Crediamo... che lo Spirito Santo suscitò, con l'intervento materno di Maria, san Giovanni Bosco» (Cost. 1); «Crediamo che Maria è presente tra noi e continua la sua "missione di Madre della Chiesa e Ausiliatrice dei cristiani"» (Cost. 8); «Camminiamo con i giovani per condurli alla persona nel Signore risorto... La Vergine è una presenza materna in questo cammino» (Cost. 34).
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Da questa fede sgorga «una devozione filiale e forte» (Cost. 92) che ha momenti intensi di celebrazione sia personale che comunitaria e caratterizza la nostra pastorale giovanile, sacramentale insieme e mariana.
La pietà mariana «salesiana» è, quindi, in piena sintonia con quella della Chiesa: ne privilegia le celebrazioni liturgiche; è sensibile alle celebrazioni della Chiesa locale; cura con affetto filiale quelle che esaltano la predilezione materna di Maria per la Famiglia Salesiana e per la missione giovanile; alle norme del culto della Chiesa si ispira nella preparazione e nell'attuazione («con dignità e fervore»: Cost. 89) di ogni celebrazione.
La preparazione delle feste mariane era molto curata da Don Bosco ed è sempre una garanzia per la loro efficacia spirituale e pastorale. La comunità salesiana ne tiene conto nella programmazione della sua vita di pietà (cf Reg. 69).
La preghiera mariana ha tre aspetti che dobbiamo curare in modo consapevole : è preghiera che facciamo con Maria, per mezzo di Maria, a Maria. Con Maria, «la Vergine in preghiera» (MC 18) e «la Vergine dell'ascolto» (MC 17), che è costantemente presente nel cammino della Chiesa (cf «Redemptoris Mater» 25c) ed è anche modello della sua preghiera; per mezzo di Maria, fiduciosi nella potenza della sua intercessione presso Dio; a Maria, sicuri che accoglie con cuore materno le nostre suppliche, come dice l'antica preghiera: «Ricordati, o piissima Vergine Maria: non si è mai udito al mondo che qualcuno sia ricorso al tuo patrocinio, abbia invocato il tuo aiuto, chiesta la tua protezione, e sia stato abbandonato» (Memorare).
1.3. PROPOSTE CELEBRATIVE
La varietà delle espressioni della pietà mariana e delle situazioni (di luogo, di tempo, di circostanze, di assemblee...) in cui si celebrano richiede sempre, per la loro adeguata preparazione, quella sana «creatività» (cf Cost. 86) che, per l'im
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pegno che esige, è essa stessa frutto e segno di «filiale e forte devozione» alla Vergine.
Nella presente sezione si trovano testi e sussidi utili, variamente componibili, per la varietà delle celebrazioni, quali possono essere: Liturgie della Parola; Celebrazioni per tridui o novene; Veglie di preghiera; Letture omiletiche; Letture spirituali...
— Una prima parte («Celebrazioni della Parola») è dedicata in genere alle celebrazioni mariane, con lo schema di due tridui: rispettivamente per le Feste dell'Immacolata e dell'Ausiliatrice.
— Una seconda parte («Il santo Rosario») è dedicata in particolare al Rosario e ai «pii esercizi» ispirati al Rosario.
— Una terza parte («Preghiere alla Vergine») offre varie formule di preghiera, che potranno offrire utile sussidio sia alle espressioni della pietà personale che alle celebrazioni comunitarie.
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2. CELEBRAZIONI DELLA PAROLA
2.1. ONORIAMO
LA VERGINE IMMACOLATA AUSILIATRICE
La ricchezza del mistero di Maria e della sua missione nella storia della salvezza è specificata, nella dottrina della Chiesa e nella pietà dei fedeli, dalla molteplicità di titoli che ne evidenziano le prerogative e con i quali è onorata e invocata. Molti santi sono anche stati apostoli di qualcuna delle prerogative della Madonna.
Don Bosco ha venerato la Vergine SS. particolarmente sotto i titoli di Immacolata e di Ausiliatrice; ne ha curato in modo speciale le solennità; ne ha lasciato ai suoi figli la devozione come caratteristica di famiglia. Sono significative, a tale proposito, due sue asserzioni: «Tutte le nostre cose più grandi ebbero principio e compimento nel giorno dell'Immacolata» (MB 17,510); «La Madonna vuole che la onoriamo sotto il titolo di Maria Ausiliatrice» (MB 7,339). A chiusura della lettera da Roma (10.5.1884) dice ai suoi figli: «La festa di Maria Ausiliatrice deve essere il preludio della festa eterna che dobbiamo celebrare tutti insieme uniti un giorno in paradiso». La tradizione salesiana si è mantenuta fedele a questa consegna paterna.
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Si offre qui lo schema di due tridui, variamente utilizzabili (e modificabili) in accordo con le esigenze particolari delle comunità: uno in onore dell'Immacolata; l'altro in onore dell'Ausiliatrice.
— Il triduo per la festa dell'Immacolata ne accentua la collocazione liturgica nel tempo forte dell'Avvento e la funzione di preparazione alla celebrazione del mistero dell'incarnazione del Verbo (cf MC 4).
— Il triduo all'Ausiliatrice accentua, nelle letture proposte e nelle preghiere, tre aspetti caratteristici di questa devozione mariana: il patrocinio dell'Ausiliatrice sulla Chiesa; la sua funzione materna nella missione giovanile; la sua presenza nella Congregazione e nella Famiglia Salesiana.
2.1.1. TRIDUO PER LA SOLENNITÀ DELL'IMMACOLATA
Con Maria in attesa dell'Emmanuele
1° giorno: Maria, la Vergine in attesa
CANTO
DIALOGO DI INIZIO
C Il Dio dell'alleanza,
che compirà le sue promesse
nell'unigenito suo Figlio,
sia tra voi presenza di pace e salvezza.
T E con il tuo spirito.
C Fratelli, guardiamo con speranza a Maria, uniamoci alla sua fiduciosa attesa e contempliamo la presenza di Dio nei nostri cuori.
C Preghiamo.
O Signore, Dio onnipotente,
che in Maria, mistica aurora della redenzione,
hai compiuto le tue promesse antiche,
concedi a noi la forza di credere
nell'avvento del tuo Regno,
donaci un cuore grande per servire,
nella gioia di averti con noi,
e insegnaci a sperare offrendo i nostri giorni
per preparare le tue vie.
In Cristo Gesù e nostro Signore
T Amen.
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LETTURA: L'attesa dell'umanità
Ignoriamo il tempo in cui avranno fine la terra e l'umanità, e non sappiamo il modo con cui sarà trasformato l'universo. Passa certamente l'aspetto di questo mondo, deformato dal peccato. Sappiamo, però, dalla rivelazione che Dio prepara una nuova abitazione e una terra nuova, in cui abita la giustizia, e la cui felicità sazierà sovrabbondantemente tutti i desideri di pace che salgono nel cuore degli uomini. Allora, vinta la morte, i figli di Dio saranno risuscitati in Cristo, e ciò che fu seminato nella debolezza e corruzione rivestirà l'incorruzione; e restando la carità con i suoi frutti, sarà liberata dalla schiavitù della vanità tutta quella realtà, che Dio ha creato appunto per l'uomo.
Certo, siamo avvertiti che niente giova all'uomo se guadagna il mondo intero ma perde se stesso. Tuttavia l'attesa di una terra nuova non deve indebolire, bensì piuttosto stimolare la sollecitudine nel lavoro relativo alla terra presente, dove cresce quel corpo dell'umanità nuova che già riesce ad offrire una certa prefigurazione che adombra il mondo nuovo. Pertanto, benché si debba accuratamente distinguere il progresso terreno dallo sviluppo del Regno di Dio, tuttavia, nella misura in cui può contribuire a meglio ordinare l'umana società, tale progresso è di grande importanza per il regno di Dio. Ed infatti, i beni, quali la dignità dell'uomo, la fraternità e la libertà, e cioè tutti i buoni frutti della natura e della nostra operosità, dopo che li avremo diffusi sulla terra nello Spirito del Signore e secondo il suo precetto, li ritroveremo poi di nuovo, ma purificati da ogni macchia, ma illuminati e trasfigurati, allorquando il Cristo rimetterà al Padre «il regno eterno ed universale» (GS 39).
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MEDITAZIONE CORALE
La nostra vita, Signore, è fatta di attesa:
attendiamo una notizia, una persona, un evento. Attendiamo perché siamo vivi,
incapaci di accontentarci del nostro oggi;
desiderosi di superarci per essere nuovi, gioiosi di divenire, in futuro, quelli che ora non siamo.
Nuova abitazione in terra nuova aspettiamo dove giustizia e pace regneranno.
I nostri desideri inappagati,
sincere speranze di vita piena,
troveranno rifugio nel tuo cuore di padre. Compi, Signore, la nostra fervida attesa!
Le tue promesse sono le nostre speranze, Padre.
Hai mandato Gesù Cristo
e ancora aspettiamo il Salvatore.
Troviamo in lui morto e risorto
la gioiosa certezza che tu vinci la morte.
Alla sua venuta, debolezza e corruzione svaniranno.
Gioiosi, cammineremo con Cristo verso te.
L'impegno per il mondo, le conquiste della scienza, l'infaticabile lavoro, il progresso umano; l'attesa operosa di un mondo migliore preparano, o Padre, la venuta di Cristo. Fraternità, libertà, bontà, ogni conquista umana sono l'annuncio del tuo dono più pieno.
Vergine in attesa,
donaci coraggio di saper aspettare;
aperti al futuro
ma laboriosi nel presente.
LETTURA BIBLICA
Destinati alla gloria attendiamo con speranza il compiersi delle promesse (Rm 8,18-27).
BREVE OMELIA
RIFLESSIONE PERSONALE AZIONE DI GRAZIE
C È veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l'inno di benedizione e di lode,
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Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.
Egli fu annunziato da tutti i profeti,
la Vergine Madre l'attese e lo portò in grembo
con ineffabile amore,
Giovanni proclamò la sua venuta
e lo indicò presente nel mondo.
Lo stesso Signore,
che ci dona di prepararci con gioia
al mistero del suo Natale,
ci trovi vigilanti nella preghiera, esultanti nella sua lode.
Ed ora insieme a Maria,
eleviamo il nostro canto:
T L'anima mia magnifica il Signore...
PREGHIERA COMUNE
C Invochiamo Maria, modello e primizia della nuova creazione, che nella fiduciosa attesa del Salvatore ha accolto in sé il compiersi delle promesse.
Intercessioni (v. p. 587).
Oppure: Litanie della Madonna (v. p. 617ss).
ORAZIONE FINALE
C Accogli, Signore, la preghiera che, nella trepida attesa del Salvatore, ti rivolgiamo con l'intercessione di Maria, segno di speranza, Vergine orante nella contemplazione di Colui che aveva accolto nel suo grembo: Gesù Cristo nostro Signore.
T Amen.
BENEDIZIONE (anche una benedizione mariana solenne dal Messale)
2° giorno: Maria, Vergine fedele
CANTO
DIALOGO DI INIZIO (come il primo giorno)
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C Preghiamo.
Fratelli, all'annuncio dell'angelo
la Vergine accolse con fede
la Parola del Signore.
La sua generosa disponibilità
e la sua fiducia in Dio, che mai abbandona,
ridesti la nostra fede vacillante.
Maria, la Vergine fedele,
interceda presso il Padre
perché possiamo andare incontro
al Cristo che viene oggi e sempre.
Egli è Dio...
T Amen.
LETTURA: Maria modello di fede
Maria è la Vergine in ascolto, che accoglie la parola di Dio con fede; e questa fu per lei premessa e via alla maternità divina poiché, come intuì sant'Agostino, «la beata Maria colui (Gesù) che partorì credendo, credendo concepì»: infatti, ricevuta dall'angelo la risposta al suo dubbio, «essa piena di fede e concependo il Cristo prima nella sua mente che nel suo grembo, ecco — disse — la serva del Signore, sia fatto di me secondo la tua parola»; fede che fu per lei causa di beatitudine e certezza circa l'adempimento della promessa: «e beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore»; fede con la quale ella, protagonista e testimone singolare dell'incarnazione, ritornava sugli avvenimenti dell'infanzia di Cristo, raffrontandoli tra loro nell'intimo del suo cuore.
Questo fa anche la Chiesa, la quale, soprattutto nella sacra liturgia, con fede ascolta, accoglie, proclama, venera la parola di Dio, la dispensa ai fedeli come pane di vita e alla sua luce scruta i segni dei tempi, interpreta e vive gli eventi della storia (MC 17).
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PREGHIERA CORALE
Dio, Padre buono,
rendici liberi e responsabili, poveri nello spirito, generosi
aperti alla verità:
a tutta la verità,
anche a quella che ci fa paura,
perché scova i nostri egoismi, le nostre complicità
ci rende credenti.
Maria, Vergine fedele,
intercedi per la santa Chiesa,
perché si affidi totalmente alla Parola.
La Parola proclamata
divenga, per noi, Corpo di Cristo,
atteggiamento di vita, storia concreta.
Rendici coraggiosi testimoni di Cristo risorto,
una sua lettera vivente ai nostri fratelli.
LETTURA BIBLICA
La Vergine in ascolto di Dio (Lc 1,26-39).
AZIONE DI GRAZIE
C Il Signore sia con voi.
T E con il tuo spirito.
C In alto i nostri cuori.
T Sono rivolti al Signore.
C Rendiamo grazie al Signore nostro Dio.
T È cosa buona e giusta.
C È veramente giusto, o eterno Padre,
renderti grazie:
con libero e arcano disegno di sapienza e bontà
hai creato l'universo,
hai chiamato gli uomini
a partecipare alla tua natura divina.
Caduti in Adamo, non li hai abbandonati,
ma hai iniziato il tuo disegno di salvezza
«chiamando» un uomo, Abramo,
che sperando contro ogni speranza «credette».
Il suo atto di fede lo rese padre di tutti i credenti,
dette inizio al popolo dell'antica alleanza.
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Lungo i secoli, o Padre,
hai sempre continuato questo dialogo di amore creando cuori umili e disponibili alla tua chiamata
suscitando in essi la risposta di fede. Infine, nella pienezza dei tempi, inviasti un angelo, tuo messaggero, a Maria, la vergine povera che nella sua umiltà tutto attende da te suo creatore. Nella fede accolse in sé la tua Parola
divenne la Madre del tuo Figlio
di tutti i credenti,
l'inizio della nuova alleanza e del nuovo popolo. Per questo, pieni di gioia,
esultiamo per la fede che tu hai suscitato in Maria
con lei magnifichiamo senza fine il tuo nome cantando:
T L'anima mia magnifica il Signore...
PREGHIERA DI INTERCESSIONE e atti conclusivi come il primo giorno
Oppure: Invocazione a Maria, Vergine fedele
Ave, o Maria, piena di grazia, ancella obbediente
nata col sì che ti sposava a Dio:
il tuo assenso nuziale è durato una vita.
Vergine fedele, la tua fedeltà ha offerto a Dio
un cuore verginalmente libero,
terra feconda senza triboli:
e il seme dello Spirito vi è cresciuto
in ogni suo spazio, senza resistenza,
senza riserva alcuna.
Ave, o regina del regno di Dio,
Arca dell'alleanza,
tabernacolo della legge,
nido dello Spirito,
testimone incorrotta della Parola data e ricevuta.
Ave, o sede della sapienza,
intercedi per noi, infedeli,
perché Dio voglia riconciliarci nella tua fedeltà.
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3° giorno: Maria, Madre della Chiesa
CANTO E DIALOGO DI INIZIO (come il primo giorno)
C Preghiamo.
O Dio, fonte di ogni bontà,
a imitazione della madre del suo Signore
concedi alla Chiesa,
con la virtù dello Spirito Santo,
di conservare integra la fede,
solida la speranza,
sincera la carità,
per poter essere corpo di Cristo
che vive con te e con lo Spirito
per tutti i secoli dei secoli.
T Amen.
LETTURA: Maria e la Chiesa
E questa maternità di Maria nell'economia della grazia perdura senza soste dal momento del consenso prestato nella fede al tempo dell'annunciazione e mantenuto senza esitazioni sotto la croce, fino al perpetuo coronamento di tutti gli eletti. Difatti, assunta in cielo, ella non ha deposto questa missione di salvezza, ma con la sua molteplice intercessione continua a ottenerci i doni della salvezza eterna.
Nella sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora pellegrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata.
Per questo la beata Vergine è invocata nella Chiesa con i titoli di avvocata, ausiliatrice, soccorritrice, mediatrice. Questo però va inteso in modo che nulla detragga o aggiunga alla dignità e alla efficacia di Cristo, unico mediatore (LG 62).
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MEDITAZIONE CORALE
Vergine Maria, tu sei la donna
veramente disponibile e responsabile: la donna totalmente libera di sé e disponibile alla chiamata del Padre.
Hai accolto con fede profonda
la proposta del Padre
di una maternità verginale
per l'amore che portavi a noi uomini.
Un «sì» doloroso e gioioso
con il quale collaborasti attivamente
al piano di salvezza del Padre.
Un «sì» che ti avrebbe condotta
ai piedi della croce,
ma anche alla glorificazione nel cielo.
LETTURA BIBLICA
La Donna vestita di sole (Ap 12,1-12a).
AZIONE DI GRAZIE E PROFESSIONE DI FEDE
C il Signore sia con voi.
T E con il tuo spirito.
C Lodiamo il Signore perché è buono.
T Egli per noi compie meraviglie.
C È giusto e doveroso rendere grazie a te, Padre, per le meraviglie
che hai operato nella nostra storia.
In Maria hai segnato l'inizio della Chiesa, Sposa di Cristo senza macchia e senza ruga, splendente di bellezza.
In lei, primizia e immagine della Chiesa, hai rivelato il compimento del mistero di salvezza e hai fatto risplendere per il tuo popolo, pellegrino sulla terra,
un segno di consolazione e di sicura speranza.
Nella verginità feconda di Maria veneriamo la Madre di Cristo e la Madre della Chiesa.
Ti preghiamo, Padre, la Chiesa associata con lei
alla passione di Cristo tuo Figlio partecipi alla gloria della risurrezione per magnificare con lei il tuo santo nome.
Cristo Salvatore,
ai tuoi apostoli
riuniti nel cenacolo con Maria
hai donato lo Spirito Santo, il Consolatore.
Effondi anche su di noi il tuo Santo Spirito che ci dà la gioia di proclamare la nostra fede:
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T Crediamo in Dio Padre che nella pienezza dei tempi
mandò suo Figlio, nato da donna, perché ricevessimo l'adozione a figli.
Crediamo in Cristo
che per noi uomini e per la nostra salvezza è disceso dal cielo
si è incarnato
per opera dello Spirito Santo in Maria Vergine.
Crediamo nello Spirito Santo, che ha reso la Madre di Dio
tutta santa e immune da ogni peccato, quasi plasmata e resa nuova creatura.
Crediamo che Maria
ha accolto nel cuore e nel corpo il Verbo di Dio
ha portato la Vita al mondo.
Crediamo che lei è Madre del Figlio, Figlia prediletta del Padre e tempio dello Spirito Santo.
Crediamo che Maria
ha cooperato in modo tutto speciale all'opera del Salvatore,
con l'obbedienza, la fede, la speranza
l'ardente carità.
Madre per noi nell'ordine della grazia.
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Maria,
figura della Chiesa,
santa Vergine e Madre amorosa,
con la tua materna carità
guarda al pellegrinante popolo di Dio.
La tua molteplice intercessione
e materna carità
soccorra i fratelli del Figlio tuo.
Tu, Avvocata, Soccorritrice,
Aiuto dei cristiani.
Madre di Dio
e Madre nostra, Maria!
BENEDIZIONE CANTO
2.1.2. TRIDUO IN ONORE
DI MARIA SS. AUSILIATRICE
1° giorno: Maria SS. Madre e Ausiliatrice della Chiesa
CANTO
RITI INIZIALI
C Nel nome del Padre...
La benedizione di Dio, che ha costituito Maria madre, modello e aiuto della sua Chiesa, sia con tutti voi. T E con il tuo spirito.
C Il ruolo di Maria nella storia della salvezza e tutti i privilegi che Dio le ha concessi sono collegati al mistero della sua maternità: Madre del Redentore e Madre di tutti i redenti. Paolo VI, a chiusura della terza sessione del Concilio Vaticano II, la proclamò solennemente «Madre della Chiesa». Proprio perché Madre, essa è anche Ausiliatrice della Chiesa, dei Pastori e di tutti i cristiani; la Chiesa perciò la invoca «con i titoli di Avvocata, Ausiliatrice, Soccorritrice, Mediatrice» (LG 62).
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Quale apostolo del titolo di Ausiliatrice, essa suscitò Don Bosco, che disse ai suoi figli: «La Madonna vuole che la onoriamo sotto il titolo di Maria Ausiliatrice» (MB 7,339).
In atteggiamento di ascolto e di preghiera, vogliamo crescere nella consapevolezza di questa prerogativa della Vergine, per affidarci più fiduciosamente al suo materno aiuto.
C Preghiamo.
O Signore, che hai costituito la Vergine Maria Madre della Chiesa e potente aiuto dei cristiani, fa' che, crescendo nella sua conoscenza, siamo più disponibili alle iniziative del suo amore. Tu che vivi nei secoli.
T Amen.
LITURGIA DELLA PAROLA
Prima lettura
G Nell'Antico Testamento Dio ha suscitato grandi figure di donne, nelle quali ha voluto manifestare la sua bontà e la sua potenza a salvezza del suo popolo. In esse la Chiesa vede «tipi» o prefigurazioni della Vergine SS. e della sua missione nella storia della salvezza. Vediamo così Giuditta e la sua vittoria su Oloferne.
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L Dal Libro di Giuditta (13,11-15.17-20).
Giuditta gridò di lontano al corpo di guardia delle porte: «Aprite, aprite subito la porta: è con noi Dio, il nostro Dio, per esercitare ancora la sua forza in Israele e la sua potenza contro i nemici, come ha dimostrato oggi». Non appena gli uomini della sua città sentirono la sua voce, corsero giù in fretta alla porta della città e chiamarono gli anziani. Corsero tutti, piccoli e grandi, perché non s'aspettavano il suo arrivo; aprirono dunque la porta, le accolsero dentro e, acceso il fuoco per far chiaro, si fecero loro attorno. Giuditta disse loro a gran voce: «Lodate Dio, lodatelo; lodate Dio, perché non ha distolto la sua misericordia dalla casa d'Israele, ma ha colpito i nostri nemici in questa notte per mano mia». Estrasse allora la testa dalla bisaccia e la mise in mostra dicendo loro: «Ecco la testa di Oloferne, comandante supremo dell'esercito assiro; ecco le cortine sotto le quali giaceva ubriaco; Dio l'ha colpito per mano di donna». Tutto il popolo era oltremodo fuori di sé e tutti si chinarono ad adorare Dio, esclamando in coro: «Benedetto sei tu, nostro Dio, che hai annientato in questo giorno i nemici del tuo popolo». Ozia a sua volta le disse: «Benedetta sei tu, figlia, davanti al Dio altissimo più di tutte le donne che vivono sulla terra e benedetto il Signore che ha creato il cielo e la terra e ti ha guidato a troncare la testa del capo dei nostri nemici. Davvero il coraggio che hai avuto non cadrà dal cuore degli uomini, che ricorderanno sempre la potenza di Dio. Dio faccia riuscire questa impresa a tua perenne esaltazione, ricolmandoti di beni, in riconoscimento della prontezza con cui hai esposto la vita di fronte all'umiliazione della nostra stirpe, e hai sollevato il nostro abbattimento, comportandoti rettamente davanti al nostro Dio». E tutto il popolo esclamò: «Amen! Amen!».
CANTICO DI GIUDITTA (Gdt 16,1-2a.13-15)
R. Il Signore ha vinto per mano di una donna. Oppure
Rit. Tu gloria di Gerusalemme, tu letizia d'Israele, tu onore del nostro popolo.
Lodate il mio Dio con i timpani, cantate al Signore con cembali,
elevate a lui l'accordo del salmo e della lode;
esaltate e invocate il suo nome. Rit.
Poiché il Signore è il Dio che stronca le guerre.
Innalzerò al mio Dio un canto nuovo: Signore, grande sei tu e glorioso,
mirabile nella tua potenza e invincibile. Rit.
Ti sia sottomessa ogni tua creatura:
poiché tu dicesti e tutte le cose furon fatte; mandasti il tuo spirito e furono costruite
e nessuno può resistere alla tua voce. Rit.
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I monti sulle loro basi
insieme con le acque sussulteranno,
davanti a te le rocce si struggeranno come cera;
ma a coloro che hanno il tuo timore
tu sarai sempre propizio. Rit.
Seconda lettura
G La Chiesa nel suo magistero ha più volte esaltato e indicato ai fedeli la Vergine come Madre e Aiuto della Chiesa. Sono memorabili le parole con le quali Paolo VI, a chiusura della terza sessione del Concilio Vaticano II, la proclamò solennemente Madre della Chiesa.
L Dai discorsi di Paolo VI: Maria, Madre della Chiesa (v. p. 554).
Oppure, con altra introduzione: Giovanni Paolo II, Maria SS. Corredentrice, Madre della Chiesa (v. p. 561).
Oppure: Dalla Costituzione dogmatica Lumen Gentium: La maternità di Maria nell'economia della grazia (nn. 61-62).
CANTO
Terza lettura
G La tradizione salesiana, sull'esempio di Don Bosco, ha sempre propagandato la devozione alla Vergine e approfondito le ragioni del titolo di Madre e Ausiliatrice della Chiesa e dei cristiani. Ecco alcune riflessioni di don Egidio Viganò nella lettera con cui invita la Famiglia Salesiana a un rilancio della devozione all'Ausiliatrice dopo il Capitolo Generale XXI.
L Dalle Lettere circolari di don Egidio Viganò: Ausiliatrice e Madre della Chiesa (v. p. 578).
Oppure: Id. , La devozione a Maria Ausiliatrice e il nostro impegno apostolico ed ecclesiale (v. p. 579).
CANTO DEL MAGNIFICAT
Oppure: Dalla «Professione di fede» di Paolo VI (v. p. 642). 520
ORAZIONE CONCLUSIVA
C Preghiamo.
O Dio, Padre di misericordia,
il tuo unico Figlio, morente sulla croce,
ha voluto che fosse Madre nostra la sua stessa Madre,
la Vergine Maria:
fa' che la tua Chiesa,
sostenuta dall'amore materno della Vergine,
esulti, come madre feconda,
per la santità dei suoi figli
e riunisca tutti i popoli del mondo
nell'unica famiglia dei credenti.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
2 ° giorno: La Vergine Ausiliatrice
guida e aiuto degli apostoli della gioventù
CANTO
RITI INIZIALI
C Nel nome del Padre...
Il Signore, che «con l'intervento materno di Maria», ha suscitato san Giovanni Bosco per la salvezza della gioventù, sia con tutti voi.
T E con il tuo spirito.
C Don Bosco ha assicurato che la Vergine Ausiliatrice benedice in modo speciale quanti si occupano della gioventù (cf MB 16,238). Come Gesù ebbe per i piccoli manifestazioni di speciale compiacenza e tenerezza, così sono particolarmente per i giovani le cure materne della Vergine. Per questo, nello stesso momento in cui il Signore volle illuminare Giovannino Bosco sulla sua chiamata per la salvezza dei giovani, gli disse anche: «Io ti darò la Maestra»; e Maria, prendendo con bontà Giovannino per mano, chiamò suoi figli i giovani del sogno profetico.
521
Come Don Bosco, anche noi, chiamati non senza un intervento materno di Maria a camminare «con i giovani per condurli alla persona del Signore risorto», sentiamo che «la Vergine Maria è una presenza materna in questo cammino» (Cost. 34). Lei stessa ci illumini, come fece con Don Bosco, sulla bellezza e l'importanza di questa missione; e ci sostenga nella sua attuazione.
C Preghiamo.
O Signore, che hai affidato
Don Bosco e la sua missione educativa alle cure materne e al potente aiuto della Madre tua, apri il nostro cuore e la nostra mente ai suoi insegnamenti e rendici docili alla sua guida di Madre e Maestra. Tu che vivi nei secoli.
T Amen.
LITURGIA DELLA PAROLA
Prima lettura
G Maria, Sede della Sapienza, è aiuto degli educatori e materno sostegno per i giovani, perché accolgano la Sapienza e da essa siano guidati nel cammino della vita.
L Dal Libro del Siracide (51,13-17.20.23-26).
Quando ero ancora giovane, prima di viaggiare,
ricercai assiduamente la sapienza nella preghiera.
Davanti al santuario pregando la domandavo,
e sino alla fine la ricercherò.
Del suo fiorire, come uva vicina a maturare,
il mio cuore si rallegrò.
Il mio piede si incamminò per la via retta;
dalla giovinezza ho seguito le sue orme.
Chinai un poco l'orecchio per riceverla;
vi trovai un insegnamento abbondante.
Con essa feci progresso;
renderò gloria a chi mi ha concesso la sapienza.
A lei rivolsi il mio desiderio
e la trovai nella purezza.
In essa acquistai senno fin da principio;
per questo non la abbandonerò.
Avvicinatevi, voi che siete senza istruzione,
prendete dimora nella mia scuola.
Fino a quando volete rimanerne privi, mentre la vostra anima ne è tanto assetata? Acquistatela senza denaro.
Sottoponete il collo al suo giogo,
accogliete l'istruzione.
Essa è vicina e si può trovare.
522
CANTO (p. es.: «Mentre trascorre la vita...»). Seconda lettura
G La Chiesa — Madre anch'essa sul modello di Maria sente come prioritario nelle sue premure pastorali il problema dei giovani e della loro formazione. Lo ha espresso il Concilio nella dichiarazione sulla educazione cattolica (GE), alla quale fanno eco costantemente i Sommi, Pontefici. Ne è esempio particolarmente significativo la' Lettera di Giovanni Paolo II «Iuvenum Patris» in occasione del centenario della morte di Don Bosco.
L Dalla Lettera Iuvenum Patris di Giovanni Paolo II.
La Chiesa ama intensamente i giovani: sempre, ma soprattutto in questo periodo ormai vicino al Duemila, si sente invitata dal suo Signore a guardare ad essi con speciale amore e speranza, considerando la loro educazione come una delle sue primarie responsabilità pastorali. (...)
Nei numerosi incontri avuti con i giovani dei vari Continenti, nei messaggi che ho loro rivolto e in particolare nella Lettera che nel 1985 indirizzai «Ai giovani e alle giovani del mondo», ho espresso l'intima mia persuasione che è con loro che cammina e deve camminare la Chiesa. (...)
La situazione giovanile nel mondo d'oggi — a un secolo dalla morte del santo, che il mio predecessore Pio XI non esitò a definire «educator princeps» — è molto cambiata e presenta condizioni e aspetti multiformi, come ben sanno gli educatori e i pastori. Eppure anche oggi permangono quelle stesse domande che il sacerdote Giovanni Bosco meditava sin dall'inizio del suo ministero, desideroso di capire e determinato ad operare. Chi sono i giovani? Che cosa vogliono? A che cosa tendono? Di che cosa hanno bisogno? Questi, allora come oggi, sono gli interrogativi difficili, ma inevitabili, che ogni educatore deve affrontare.
523
Non mancano oggi tra i giovani di tutto il mondo gruppi genuinamente sensibili ai valori dello spirito, desiderosi di aiuto e sostegno nella maturazione della loro personalità. D'altra parte è evidente che la gioventù è sottoposta a spinte e condizionamenti negativi, frutto di visioni ideologiche diverse. L'educatore attento saprà rendersi conto della concreta condizione giovanile e intervenire con sicura competenza e lungimirante saggezza. (...)
La Chiesa si sente direttamente interpellata dalla domanda educativa, perché essa è là dove si tratta dell'uomo, essendo «l'uomo la prima strada che la Chiesa deve percorrere nel compimento della sua missione». Ciò comporta, evidentemente, un vero amore di predilezione per la gioventù. (...)
Forse mai come oggi educare è diventato un imperativo vitale e sociale insieme, che implica presa di posizione e decisa volontà di formare personalità mature. Forse mai come oggi il mondo ha bisogno di individui, di famiglie e di comunità che facciano dell'educazione la propria ragion d'essere e ad essa si dedichino come a finalità prioritaria, alla quale donano senza riserve le loro energie, ricercando collaborazione e aiuto, per sperimentare e rinnovare con creatività e senso di responsabilità nuovi processi educativi. Essere educatore oggi comporta una vera e propria scelta di vita, a cui è doveroso dare riconoscimento e aiuto da parte di quanti hanno autorità nelle Comunità ecclesiali e civili. (...)
Con la vostra opera, carissimi educatori, voi state compiendo uno squisito esercizio di maternità ecclesiale. Abbiate sempre davanti a voi Maria SS. come la più alta collaboratrice dello Spirito Santo... Ella continua ad essere una presenza materna, come indicano le parole di Cristo pronunciate sulla Croce: «Donna, ecco tuo figlio»; «Ecco tua madre».
524
Non distogliete mai lo sguardo da Maria; ascoltatela quando dice: «Fate quello che Gesù vi dirà» (Gv 2,5). Pregatela anche con quotidiana premura, perché il Signore susciti di continuo anime generose, che sappiano dire di sì al suo appello vocazionale.
A Lei io affido voi e insieme con voi affido tutto il mondo dei giovani, affinché essi, da Lei attratti, animati e guidati, possano conseguire, con la mediazione della vostra opera educativa, la statura di uomini nuovi per un mondo nuovo: il mondo di Cristo Maestro e Signore (dai nn. 1.6.14.17.20).
CANTO
Terza lettura
G Chiamati, con l'intervento materno di Maria, ad essere apostoli dei giovani, ci sentiamo, come Don Bosco, sostenuti e incoraggiati dalla sua materna presenza nell'attuare, sul suo esempio, questa delicata missione. «Ci affidiamo a Lei per divenire tra i giovani testimoni dell'amore inesauribile del suo Figlio» (Cost. 8).
G Dalle Lettere circolari di don Egidio Viganò: Devozione all'Ausiliatrice e apostolato giovanile (v. p. 583).
INVOCAZIONI ALLA VERGINE AUSILIATRICE
C Con il cuore di Don Bosco, che ha detto: «Maria ci ha sempre protetti; la nostra fiducia non verrà mai meno», rivolgiamo alla Vergine la nostra filiale preghiera.
G O Vergine Ausiliatrice, tu chiamavi tuoi figli i giovani che affidavi a Don Bosco. Rinnova anche a noi, come a Don Bosco, il dono di partecipare della tua predilezione per loro.
T Ascoltaci, o Maria.
G O Vergine Ausiliatrice, la necessità e la bellezza della missione tra i giovani non ne sminuiscono le difficoltà. Sostieni con il tuo aiuto e il tuo conforto quanti consacrano la loro vita all'educazione e alla salvezza della gioventù.
T Ascoltaci, o Maria.
G O Vergine Ausiliatrice, tu hai indicato a Don Bosco il modo di suscitare e plasmare tra i suoi giovani i suoi collaboratori. Concedi anche a noi di saper collaborare con te per fare di tanti giovani gli apostoli dei giovani e coltivare molte buone vocazioni. T Ascoltaci, o Maria.
525
G O Vergine Ausiliatrice, Don Bosco ha detto: «I giovani sono la delizia di Gesù e di Maria». Benedici e proteggi tutti i giovani e le giovani del mondo: le speranze della società e della Chiesa.
T Ascoltaci, o Maria.
C T O Maria Ausiliatrice, Madre della Chiesa, ispiratrice e guida della Famiglia Salesiana, tu intuisci maternamente il cuore di tutti i confratelli; tu illumini e difendi la loro consacrazione apostolica; tu conosci e promuovi il progetto educativo pastorale a loro affidato; tu comprendi le loro debolezze, i limiti e le sofferenze; tu ami la gioventù affidata a ciascuno di loro come dono di predilezione. Ebbene, o santa Vergine Madre di Dio, potente aiuto del Papa, dei Pastori e di tutti i loro collaboratori, prendi sotto il tuo premuroso patrocinio questa umile e laboriosa Società di san Francesco di Sales. Essa, con filiale fiducia, vuole affidarsi solennemente a te; e tu, che sei stata la Maestra di Don Bosco, insegnale a imitare tutte le sue virtù.
CANTO FINALE
3° giorno: Maria Ausiliatrice e la Congregazione Salesiana
CANTO
RITI INIZIALI
C Nel nome del Padre...
La gioia del Signore, che ci ha dato in Maria una Madre
premurosa e un Aiuto potente, sia con tutti voi.
T E con il tuo spirito.
526
C Maria è Madre e Ausiliatrice della Chiesa e ha una predilezione per i giovani, «porzione più delicata e più preziosa dell'umana società» (Cost. 1). Per la loro salvezza
ha suscitato, con intervento materno, Don Bosco e la Congregazione Salesiana. Don Bosco non ha dubbi: «Tutto è opera della Madonna» (MB 6,337). La fede, la devozione e la fiducia di Don Bosco per l'Ausiliatrice sono la fede, la devozione e la fiducia dei suoi figli. Noi «crediamo che Maria è presente tra noi e continua la sua missione di Madre della Chiesa e Ausiliatrice dei cristiani» (Cost. 8). Chiediamo a lei di aiutarci a divenire più consapevoli della sua presenza e disponibili alla sua guida; sicuri che «la Congregazione è nata e cresciuta per l'intervento di Maria e si rinnoverà nella misura in cui la Madonna ritornerà ad occupare il posto che le corrisponde nel nostro carisma» (CG21, 589).
C Preghiamo.
O Vergine Immacolata Ausiliatrice,
illumina le nostre menti e muovi i nostri cuori,
perché, con il tuo aiuto e la tua guida,
possiamo divenire per i giovani
testimoni e strumenti dell'amore di Dio,
che vive nei secoli.
T Amen.
LITURGIA DELLA PAROLA
Prima lettura
G La fede nella presenza di Maria SS. nel progetto della salvezza e in mezzo al popolo di Dio è stata arditamente espressa dalla Chiesa nella Liturgia anche proponendo, nelle Messe in suo onore, passi della Scrittura che parlano della Sapienza di Dio. La Vergine SS. in mezzo al Popolo di Dio è allo stesso tempo «Sede della Sapienza» e strumento della Sapienza di Dio che opera nel suo popolo.
527
L Dal Libro del Siracide (24,1.3-4.8-12.19-21).
La Sapienza loda se stessa,
si vanta in mezzo al suo popolo:
«Io sono uscita dalla bocca dell'Altissimo
e ho ricoperto come nube la terra.
Ho posto la mia dimora lassù,
il mio trono era su una colonna di nubi.
Allora il creatore dell'universo mi diede un ordine,
il mio creatore mi fece piantare la tenda
e mi disse: Fissa la tenda in Giacobbe
e prendi in eredità Israele.
Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi creò;
per tutta l'eternità non verrò meno.
Ho officiato nella tenda santa davanti a lui,
e così mi sono stabilita in Sion.
Nella città amata mi ha fatto abitare;
in Gerusalemme è il mio potere.
Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso,
nella porzione del Signore, sua eredità.
Il ricordo di me è più dolce del miele,
il possedermi è più dolce del favo di miele.
Quanti si nutrono di me avranno ancora fame
e quanti bevono di me, avranno ancora sete.
Chi mi obbedisce non si vergognerà,
chi compie le mie opere non peccherà».
CANTO O SALMO
Seconda lettura
G La presenza di Maria in mezzo al suo popolo è stata fortemente sentita da Don Bosco, sia in genere riguardo alla Chiesa, sia in particolare riguardo alla sua opera, che ha sempre considerato opera della Madonna e da lei protetta, tanto che osò affermare: «Non possiamo errare: è Maria che ci guida» (MB 18,439); affermazione che sarebbe temeraria, se non sgorgasse dalla fede e dalla fiducia di Don Bosco nell'Ausiliatrice.
L Don Bosco fin dagli inizi della sua opera ha la certezza della vicinanza e della protezione della Madonna; e non dubita di aver avuto dalla stessa Vergine la manifestazione della volontà di Dio. È del 1847 il fatto sorprendente, che rivelò diciassette anni più tardi ai suoi primi figli:
528
«Vi ho già raccontato diverse cose in forma di sogno dalle quali possiamo argomentare quanto la Madonna SS.ma ci ami e ci aiuti; ma giacché siamo qui noi soli, perché ognuno di noi abbia la sicurezza essere Maria Vergine che vuole la nostra Congregazione e affinché ci animiamo sempre più a lavorare per la maggior gloria di Dio, vi racconterò non già la descrizione di un sogno, ma quello che la stessa Beata Madre si compiacque di farmi vedere. Essa vuole che riponiamo in Lei tutta la nostra fiducia» (MB 3,32).
E Don Bosco racconta il «sogno» del pergolato di rose; la visione della «Regina del Cielo»; le difficoltà; l'abbandono dei primi seguaci; la tentazione dello sconforto; ma poi i seguaci coraggiosi e fedeli e l'«amenissimo giardino» e il «numero immenso di giovani e di chierici, di laici coadiutori e anche di preti, che si posero a lavorare con me guidando quella gioventù»; e le parole della Vergine: «Sappi che la via da te percorsa tra le rose e le spine significa la cura che tu hai da prendere della gioventù...».
E già del tempo degli inizi la testimonianza di Buzzetti: «Fin d'allora si vedeva apparire sempre più viva la sua devozione verso Maria SS.ma e si adoperava con modi sempre più insinuanti perché i giovani celebrassero con frutto le feste della Madonna e il mese di Maggio» (MB 3,36).
Dal ricordo degli albori, passiamo alla chiusura della giornata terrena di Don Bosco: dopo una vita operosa, trascorsa nel segno della Vergine Immacolata-Ausiliatrice, ecco l'accorata raccomandazione paterna, quale ci è trasmessa da don Rua, che la raccolse dalle labbra del Padre la sera del 29 dicembre 1887: «In un momento in cui poteva parlare con minor difficoltà, mentre eravamo intorno al suo letto mons. Cagliero, don Bonetti ed io, Don Bosco disse fra altre cose: Raccomando ai Salesiani la devozione a Maria Ausiliatrice e la frequente comunione. Io soggiunsi allora: Questa potrebbe servir per strenna del nuovo anno da mandarsi a tutte le case. Egli riprese: Questo sia per tutta la vita» (MB 18,503).
CANTO
Terza lettura
529
G La devozione all'Ausiliatrice, come la visse e ce la comunicò Don Bosco, non è solo un aspetto accessorio, sia pure importante, della spiritualità salesiana; ma è — come afferma il VII successore di Don Bosco, don Egidio Viganò — «un elemento imprescindibile del nostro carisma».
L Dalle Lettere circolari di don Egidio Viganò: L'Ausiliatrice e il carisma salesiano (v. p. 580).
ATTO DI AFFIDAMENTO A MARIA (v. p. 629) Oppure
PREGHIERA LITANICA (da una preghiera di san Giovanni Bosco, v. p. 593)
ATTI CONCLUSIVI
Benedizione di Maria Ausiliatrice (v. p. 628). Oppure
C Preghiamo.
Signore Gesù, tu hai donato a Don Bosco
quale Madre, Maestra e Ausiliatrice,
la stessa tua santissima Madre,
e per suo mezzo gli hai indicato
il campo della missione,
ispirandolo a fondare la nostra Società.
Continua a guardare con benevolenza
questa tua Famiglia,
e fa' che sentiamo sempre viva tra noi
la presenza e l'opera di Maria
«Madre della Chiesa
e Ausiliatrice dei cristiani».
Affidàti a lei e sotto la sua guida,
donaci di essere tra i giovani
testimoni del tuo inesauribile amore.
T Amen.
530

2.2. TESTI E SUSSIDI
PER CELEBRAZIONI DELLA PAROLA
2.2.1. SCHEMA DI UNA CELEBRAZIONE DELLA PAROLA
con rimandi ai repertori di «testi» qui offerti
RITI INIZIALI
— Canto d'ingresso.
— Nel nome del Padre...
Saluto del celebrante (v. per es. p. 532).
Breve «monizione»: scopo e significato della celebrazione; accenno al mistero che si celebra; invito a ravvivare la fede...
— Orazione iniziale (facoltativa) v. per es. pp. 533-534.
ASCOLTO DELLA PAROLA
— Letture.
Una breve o più letture, secondo la convenienza, eventual
mente introdotte da una brevissima presentazione. Conviene
che almeno una sia una lettura biblica.
Si possono trovare nel seguente «repertorio»:
Letture bibliche: pp. 535-536.
Letture patristiche: pp. 536-547.
Letture dal Magistero della Chiesa: pp. 547-564.
Letture da autori moderni: pp. 564-576.
Letture salesiane: pp. 576-585.
— Canto o salmo tra le letture.
— Omelia o riflessione silenziosa, secondo l'opportunità.
PREGHIERA COMUNE (O LITANICA)
— Breve introduzione del celebrante.
Invocazioni spontanee (accurate); o secondo schemi già preparati (v. per es. alle pp. 586-597).
Oppure: Cantico del «Magnificat» (v. p. 616);
o Litanie della Beata Vergine (v. pp. 617-626);
o altre preghiere adatte (v. anche pp. 633-644).
531
RITI CONCLUSIVI
— Orazione finale (v. per es. pp. 597-601).
— (Benedizione del celebrante).
— Canto finale.
2.2.2. IL SALUTO DEL CELEBRANTE
Il saluto del celebrante, oltre che un segno di fraternità, è anche già un modo di introdurre l'assemblea nello spirito della celebrazione, nelle sue intenzioni, nel mistero che si contempla; e un invito a rendersi disponibili all'azione del Signore, che è presente nell'assemblea stessa. Questi aspetti possono essere accennati nel saluto del celebrante.
Qualche esempio:
— Dio Padre, che, compiuti i tempi dell'attesa, ha inviato a noi il suo Figlio, nato da Maria Vergine per opera dello Spirito Santo, vi dia grazia e pace; e sia con tutti voi. T E con il tuo spirito.
— Il Signore, che è la nostra pace e ha costituito la Madre sua Regina della pace, sia con tutti voi.
— Il Signore, che, morendo sulla croce, ci ha affidati alla Madre sua, costituendola Madre della Chiesa e di tutti i redenti, sia con tutti voi.
— Il Signore, che ha posto Maria quale segno materno del suo amore nel cammino dell'umanità e della Chiesa, sia con tutti voi.
— Lo Spirito Santo, invocato e atteso da Maria con gli apostoli nel cenacolo, sia con tutti voi.
— Il Signore che sul nostro cammino verso la Patria ha posto Maria, segno di sicura speranza e causa della nostra letizia, sia con tutti voi.
— La grazia e la pace del Signore, che ha costituito la Madre sua Madre e Ausiliatrice della Chiesa, sia con tutti voi.
— Il Signore, che, invitandoci alla conversione e alla santità, ci affida a Maria, Madre della divina grazia e rifugio dei peccatori, sia con tutti voi.
— La forza dello Spirito, che ci sostiene nella testimonianza coerente della nostra fede, per intercessione di Maria, la Vergine fedele, sia con tutti voi.
— Il Signore, che ha assunto Maria in Cielo e ci ha preparato un posto con lei nella gloria, sia con tutti voi.
532
2.2.3. L'ORAZIONE INIZIALE
L'orazione iniziale, che segue il saluto del celebrante e la breve «monizione», conterrà opportunamente un'invocazione dell'aiuto divino per la capacità di ascolto » — sull'esempio di Maria — e per l'impegno di conversione, con l'aiuto della Vergine.
1. C Signore nostro Dio,
che hai fatto della Vergine Maria
il modello di chi accoglie la tua Parola
e la mette in pratica,
apri il nostro cuore alla beatitudine dell'ascolto
e, con la forza del tuo Spirito,
fa' che noi pure diventiamo luogo santo
in cui la tup. Parola di salvezza oggi si compie.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
2. C Dio santo e misericordioso,
che ascolti gli umili
e compi in loro, per mezzo del tuo Spirito,
le meraviglie della salvezza,
guarda all'innocenza della Vergine Maria
e donaci un cuore semplice e mite
che sappia accogliere la tua parola
e aderire a ogni cenno della tua volontà.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
3. C O Dio, Padre del Signore Gesù Cristo,
guarda la Vergine Maria,
la cui esistenza terrena
fu tutta sotto il segno della gratuità
e della riconoscenza.
Concedi anche a noi
il dono della preghiera incessante e del silenzio, perché tutto il nostro vivere quotidiano sia trasfigurato dalla presenza del tuo Santo Spirito. Per Cristo nostro Signore.
533
T Amen.
4. C O Spirito di amore
che hai accolto il sì di Maria,
infondi nelle nostre menti
sapienza di santità
perché ascoltiamo con fede la parola di Dio
e la traduciamo in coerenza di vita.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
5. C Signore Gesù, che sei venuto nel mondo
per instaurare il tuo regno di giustizia,
di amore e di pace,
concedi a noi,
per intercessione della Vergine Maria, Madre tua,
di accogliere nel nostro spirito la tua parola di verità
per poter essere il tuo popolo santo.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
T Amen.
6. C Eterno Padre,
che hai posto nella Vergine Maria
il trono regale della tua Sapienza,
illumina la Chiesa con la luce del Verbo della Vita,
perché cammini nello splendore della verità
fino alla piena conoscenza del tuo mistero d'amore.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
7. C Accogli, o Padre, la nostra preghiera
e irradia nei nostri cuori la luce dello Spirito Santo, perché, sull'esempio di Maria Vergine,
sappiamo ricercare e custodire sempre le tue parole. Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
534
2.2.4. LETTURE MARIANE
Presentiamo un repertorio di letture: bibliche, patristiche, del Magistero, di autori moderni, salesiane. Possono essere opportunamente valorizzate non solo per celebrazioni della Parola, ma anche come integrazione di altre celebrazioni, letture omiletiche (p. es. ai Vespri in particolari circostanze), meditazione personale, ecc.
A. LETTURE BIBLICHE Antico Testamento
1. Porrò inimicizia tra la stirpe del serpente e quella della donna (Gn 3,9-15.20).
2. Come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza per sempre (Gn 12,1-7).
3. Il Signore gli darà il trono di Davide suo padre (2 Sam 7,1-5.8b-11.16).
4. Collocarono l'arca di Dio al centro della tenda eretta per essa da Davide (1 Cr 15,3-4.15-16; 16,1-2).
5. Maria, sede della Sapienza (Prv 8,22-31).
6. Maria, sede della Sapienza (Sir 24,1.3-4.8-12.19-21).
7. La vergine concepirà (Is 7,10-14).
8. Ci è stato dato un figlio (Is 9,1-3.5-6).
9. Gioisco pienamente nel Signore (Is 61,9-11).
10. Al tempo stabilito, Colei che deve partorire partorirà (Mic 5,1-4a).
11. Gioisci, figlia di Sion, perché io vengo (Zc 2,14-17).
Nuovo Testamento
1. Erano concordi nella preghiera con Maria (At 1,12-14).
2. Nel cielo apparve un segno grandioso (Ap 11,19a; 12, 1-6a.10ab).
3, Vidi la nuova Gerusalemme pronta come una sposa (Ap 21,1-5a).
4. Dove ha abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia (Rm 5,12.17-19).
5. Quelli che Dio ha conosciuto li ha arche predestinati (Rm 8,28-30).
6. Dio mandò il suo Figlio, nato da donna (Gal 4,4-7).
535
7. Dio ci ha scelti in Cristo prima della creazione del mondo (Ef 1,3-6.11-12).
Vangeli
1. Quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo (Mt 1,1-16.18-23; forma breve: 1,18-23).
2. Prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto (Mt 2,13-15.19-23).
3. Ecco, concepirai un figlio e lo darai alla luce (Lc 1,26-38).
4. Beata colei che ha creduto (Lc 1,39-47).
5. Maria diede alla luce il suo Figlio primogenito (Lc 2,1-14).
6. Maria serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore (Lc 2,15b-19).
7. Anche a te una spada trafiggerà l'anima (Lc 2,27-35).
8. Tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo (Lc 2,41-51).
9. Beato il grembo che ti ha portato (Lc 11,27-28).
10. C'era la madre di Gesù (Gv 2,1-11).
11. Ecco il tuo figlio! Ecco la tua madre! (Gv 19,25-27).
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B. LETTURE PATRISTICHE
1. Da Maria è sorta la luce
(S. Efrem Siro, Inno per la nascita di Cristo, 1)
In questo giorno solenne (Natale) volgete lo sguardo a Maria. Dopo che l'angelo Gabriele le aveva trasmesso il messaggio divino, ella chiese: «Come avverrà ciò?». E il servo dello Spirito Santo le rispose dicendo: «È facile per Dio, perché tutto è a lui possibile».
Maria, credendo fermamente a ciò che aveva udito, disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga come tu hai detto». E subito il Verbo discese, si librò su di lei come gli piacque, entrò in lei e prese in lei abitazione, senza che nulla ella avvertisse. Nel suo seno egli divenne un bimbo, mentre il mondo intero era pieno di lui. Egli depose la sua figura per rinnovare la figura di Adamo tanto invecchiata.
Oggi Maria è per noi un cielo, perché porta Dio. La divinità altissima infatti si è abbassata e in lei ha preso abitazione; in lei si è fatta piccola per far grandi noi; in lei ha preso per noi una veste, perché si avverasse così per noi la redenzione. In Maria i detti dei profeti e dei giusti si sono adempiuti. Da lei è sorta per noi la luce, e le tenebre del paganesimo sono scomparse.
Per indicare la grandezza di Maria si usano molti paragoni, ed è per me una gioia chiamarla con alcuni di essi. Maria è la rocca in cui abita il Signore, re dei re. Ma non uscì da essa come vi entrò: in essa infatti si rivestì della nostra carne, e così ne uscì.
Maria è anche un nuovo cielo, perché vi abita il Signore dell'universo. Egli vi entrò e poi ne uscì vestito a somiglianza nostra.
Maria è una sorgente da cui sgorga l'acqua viva per gli assetati; coloro che hanno gustato questa bevanda portano frutto al cento per uno.
Questo giorno è molto più grande del giorno della creazione. In quel giorno le creature furono chiamate all'esistenza; in questo giorno la terra è stata rinnovata e benedetta nei riguardi di Adamo, per il quale era stata maledetta.
Eva e Adamo col peccato portarono la morte nel mondo, il Signore del mondo però ci ha dato in Maria una nuova vita.
Il Maligno, ad opera del serpente, versò il veleno nell'orecchio di Eva; il Benigno invece si abbassò nella sua misericordia e tramite l'orecchio entrò in Maria.
Per la stessa porta da cui era entrata la morte, è entrata anche la vita che ha ucciso la morte. E le braccia di Maria hanno portato proprio colui che vien sorretto dai cherubini; quel Dio che l'universo non può abbracciare, è stato abbracciato e portato da Maria.
Felice Adamo, che nella nascita di Cristo hai ritrovato la gloria che avevi perduta!
Chi ha mai visto la creta servire da abito al vasaio? Chi ha mai visto il fuoco avvolto in fasce? Eppure a tutto ciò si è abbassato Dio per amore dell'uomo; Dio si è umiliato per amore del suo servo, che si era stoltamente innalzato e, su consiglio del Maligno omicida, aveva calpestato il divino comando. Egli, che aveva dato il comando, si umiliò per innalzarci.
Siano rese grazie alla divina misericordia che si è abbassata sugli abitanti della terra, affinché il mondo ammalato fosse guarito dal medico su di essa apparso! Sia lode a lui e al Padre che lo ha mandato; e lode allo Spirito Santo, per sempre in tutti i secoli senza fine!

537
2. La benedetta fra le donne
(S. Sofronio, Patriarca di Gerusalemme, Discorso 2 per l'Annunciazione)
«Rallegrati, o piena di grazia, il Signore è con te» (Lc 1,28). Che cosa potrebbe esserci di più sublime di questa gioia, o Vergine Madre? O che cosa potrebbe esserci di più eccellente di questa grazia che tu hai avuto in sorte da Dio? Ogni cosa è ben lontana dalla grazia che si vede in te, ogni cosa è al di sotto della tua grazia; tutto sta al secondo posto, anche ciò che è più puro, e tutto ha uno splendore assolutamente inferiore.
«Il Signore è con te!». E chi oserebbe gareggiare con te? Dio viene da te, e chi non ti cederebbe il passo e non ti darebbe anzi di buon grado il primato e la superiorità?
Perciò, guardando alle tue eminenti prerogative, più eccellenti di quelle di tutte le creature, grido anch'io con grandissime lodi: «Rallegrati, o piena di grazia, il Signore è con te!». Da te infatti il gaudio fu esteso non soltanto agli uomini, ma è donato anche alle virtù celesti.
Veramente «benedetta tu fra le donne», perché hai mutato in benedizione la maledizione di Eva. Infatti, hai fatto sì che Adamo, che prima giaceva colpito da maledizione, fosse per te benedetto.
Veramente benedetta sei tu fra le donne, perché per tuo mezzo i tuoi progenitori hanno trovato la salvezza: tu cioè genererai il Salvatore, che procurerà loro la divina salvezza. Veramente benedetta fra le donne, perché senza umano concorso hai prodotto quel frutto che dà la benedizione a tutta la terra e la redime da quella maledizione che generava solo spine.
Veramente benedetta sei tu fra le donne perché, pur essendo donna per la tua naturale condizione, tuttavia diventerai veramente la madre di Dio. Infatti colui che doveva nascere da te, è veramente Dio, incarnato, e tu stessa sei detta a buon diritto Genitrice di Dio, in quanto in tutta verità generi Dio. Tu infatti nel segreto del tuo grembo hai Dio stesso che dimora in te secondo la carne e che procede da te come uno sposo: egli che ottiene per tutti il gaudio o distribuisce a tutti la luce divina.
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Infatti in te, o Vergine, «Dio ha posto come in un cielo purissimo e limpido la sua tenda ed esce da te come sposo dalla stanza nuziale» e, imitando nella sua vita la corsa del gigante, percorrerà la via che sarà la salvezza per tutti i viventi e che protendendosi dalla sommità del cielo ai cieli più alti, riempirà ogni cosa di divino calore e allo stesso tempo di vivificante splendore (cf Sal 19).
3. L'assunzione di Maria
epilogo dell'incarnazione del Signore
(S. Germano di Costantinopoli, Omelia per la dormizione della BVM)
O tempio vivente della santissima divinità del Figlio unico, Madre di Dio, io lo ripeto con azioni di grazie: veramente
la tua assunzione non ti ha per nulla allontanata dai cristiani. Tu vivi incorruttibile e tuttavia tu non sei lontana da questo mondo di corruzione; anzi, tu sei presso chi ti invoca e coloro che ti cercano con fede ti trovano.
Era conveniente che il tuo spirito restasse sempre possente e vivente e che il tuo corpo fosse immortale.
Come avrebbe mai potuto la dissoluzione della carne ridurti in cenere e polvere, tu che hai salvato l'uomo dallo sfacelo della morte con l'incarnazione di tuo Figlio?
E se tu hai lasciato la terra, è perché il mistero di questa incarnazione prodigiosa si manifesti in tutta la sua evidenza...
Non si può ammettere che, avendo portato Dio in te, tu avessi potuto essere ridotta in polvere dalla corruzione della morte. E poiché colui che annientò se stesso in te, è il Dio vivo prima del tempo, tu che sei madre della Vita dovevi restare per sempre con la Vita; la morte non poteva essere per te che un sonno e l'assunzione sarebbe stata per te come un risveglio.
Il fanciullo cerca e vuole la madre, e la madre vuol vivere con la sua creatura; analogamente, poiché tu nutrivi nel cuore un amore materno per il tuo Figlio e per il tuo Dio, dovevi nell'ordine naturale poter ritornare presso di lui, e Dio, per il suo amor filiale verso di te, doveva con giustizia concederti di condividere la sua condizione.
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Così, morta alle cose periture, sei stata portata verso le dimore incorruttibili dell'eternità in cui risiede Dio, della cui vita ormai tu partecipi senza mai abbandonare la sua presenza, o Madre di Dio.
Tu sei stata corporalmente la sua dimora; ed ora è lui che, come tua ricompensa, si è fatto luogo del tuo riposo.
Egli diceva: «Questa è la mia stabile dimora per i secoli dei secoli» (Sal 131,14). Questo luogo di riposo è la carne di cui egli si è rivestito dopo averla presa da te, Madre di Dio, la carne nella quale — noi lo crediamo — egli si è mostrato nel mondo presente e si manifesterà nel mondo futuro allorché verrà a giudicare i vivi e i morti.
Poiché tu sei la dimora del suo riposo eterno, egli ti ha sottratta alla corruzione e ti ha preso con sé, volendo conservarti alla sua presenza e al suo amore.
Ecco perché tutto ciò che tu chiedi egli te lo concede come a madre premurosa verso i figli; e tutto ciò che tu auspichi egli lo compie con la sua potenza divina, egli ch'è benedetto per l'eternità.
4. Il nome di Maria - Stella del mare
(S. Bernardo abate, Om. 2 su «Missus est»)
«E il nome della Vergine era Maria», dice l'evangelista san Luca. Facciamo alcune considerazioni su questo nome che significa «Stella del mare» e che sì mirabilmente conviene alla Vergine Madre.
Ella infatti è giustamente paragonata alla stella, perché come la stella emana il suo raggio senza subirne detrimento, così la Vergine ha partorito il Figlio senza diminuire la sua integrità. Il raggio nulla toglie alla luce della stella, il Figlio nulla ha tolto alla verginità della Madre.
Maria è la nobile stella sorta da Giacobbe, il cui raggio illumina l'intero universo, il cui splendore domina nei cieli, penetra negli inferi, si espande sulla terra, e riscaldando più le anime che i corpi fa crescere le virtù e distrugge i vizi. Maria è la fulgida stella che splende su questo immenso mare di tenebre, rilucendo di meriti e di esempi.
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Tu che nel turbine di questo mare ti vedi sbattuto fra i marosi e le tempeste senza trovar terra su cui posare il piede, non distogliere gli occhi dal fulgore di questa stella se non vuoi essere sommerso dai flutti.
Se soffiano i venti delle tentazioni, se urti contro gli scogli delle tribolazioni, guarda la stella, chiama Maria. Se sei travolto dalle onde della superbia, dell'ambizione, della maldicenza, dell'odio, guarda la stella, chiama Maria. Quando l'ira, o l'avarizia, o le lusinghe dei sensi squasseranno la navicella della tua anima, guarda a Maria.
Se turbato dall'atrocità del male, confuso dall'incertezza della coscienza, atterrito dall'orrore del giudizio, ti sentirai sprofondare nel baratro della tristezza o nell'abisso della disperazione, alza il tuo pensiero a Maria.
Nei pericoli, nelle angustie, nel dubbio, pensa a Maria, invoca Maria. Il suo nome mai si allontani dalla tua bocca, mai si allontani dal tuo cuore. E per ottenere l'aiuto della sua intercessione, non trascurare l'imitazione del suo esempio. Seguendo lei non devierai, pregando lei non dispererai, pensando a lei non sbaglierai; se lei ti sosterrà non cadrai, se lei ti guiderà non ti stancherai.
Col suo favore perverrai alla mèta, e così in te stesso sperimenterai quanto giustamente sia stato detto: E il nome della Vergine era Maria.
5. Nella gloria di Dio
(S. Giovanni Damasceno, monaco, Om. 2 per la dormizione della BVM)
Oggi l'arca santa e vivente del Dio vivo, colei che portò in seno il suo stesso Creatore, riposa nel tempio del Signore, non costruito da mano d'uomo.
Davide, suo antenato e progenitore del Messia, trasale di gioia; gli angeli danzano in festa, gli arcangeli applaudono e le potenze del cielo cantano gloria...
Colei che fece scaturire per tutti la vera vita, come avrebbe potuto essere soggetta alla morte?
E vero: anch'essa si piega alla legge promulgata dal proprio Figlio e, come figlia del vecchio Adamo, subisce la sentenza emessa contro il padre, poiché neppure suo Figlio, che è la Vita stessa, vi si è sottratto. Ma, come Madre del Dio vivente, è giusto che sia portata presso di lui.
Perché, se Dio ha detto, a proposito del primo uomo creato:
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«Che ora non stenda la sua mano per cogliere il frutto dell'albero della vita e, gustatolo, non viva in eterno» (Gn 3,22), colei che ha ricevuto in sé la Vita stessa, infinita e illimitata, la Vita che non conosce né inizio né termine, come non sarebbe viva per tutta l'eternità?
Un tempo, il Signore Dio aveva scacciato dal paradiso dell'Eden e mandato in esilio i progenitori della nostra razza mortale, che erano come inebriati dal vino della disobbedienza, avevano gli occhi del cuore appesantiti dall'ebrezza della trasgressione, lo sguardo dello spirito oppresso dallo stordimento della colpa, ed erano addormentati nel sonno della morte. Ma ora, il paradiso non riceverà forse colei che ha infranto in sé l'impeto delle passioni e ha portato alla luce il germoglio dell'obbedienza a Dio e al Padre, dando inizio alla vita di tutto il genere umano? 11 cielo non le aprirà forse con gioia le sue porte?...
Se Cristo, che è la Vita e la Verità, ha detto: «Dove sono io, là sarà anche il mio servo» (Gv 12,26), a maggior ragione, come non abiterà con lui sua madre?...
Poiché il corpo santo e puro che in lei si era unito al Verbo divino, si levò dal sepolcro il terzo giorno, bisognava che anche lei fosse strappata alla tomba e che la madre fosse assunta presso il Figlio.
Egli era sceso verso di lei: così essa, la creatura amata sopra ogni altra, doveva essere elevata in una dimora più grande e più perfetta, nel cielo stesso.
Era giusto che colei che aveva ospitato nel suo grembo il Verbo divino si stabilisse nella dimora del Figlio. E come il Signore disse che egli doveva essere nella casa del Padre, così era necessario che la Madre abitasse nella dimora regale di suo Figlio, «nella casa del Signore, negli atri del nostro Dio» (Sal 134,2).
Perché, se lì è la dimora di tutti quelli che sono nella gioia, dove mai dovrebbe risiedere colei che è la causa stessa della gioia?
6. Maria ci ha donato il Pane vivo
(S. Pier Damiani, camaldolese, Serm. 45)
La Vergine Maria ha partorito Gesù Cristo, lo ha riscaldato fra le sue braccia, lo ha avvolto in fasce e lo ha circondato di cure materne.
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Si tratta proprio dello stesso Gesù il cui corpo noi ora riceviamo ed il cui sangue redentore beviamo nel sacramento dell'altare. Ecco ciò che la fede cattolica sostiene come vero; ecco ciò che la Chiesa scrupolosamente insegna.
Nessuna lingua umana potrà mai glorificare abbastanza colei da cui ha preso carne, noi ben lo sappiamo, il mediatore tra Dio e gli uomini (1 Tm 2,5).
Nessun elogio umano può essere all'altezza di colei il cui ventre purissimo ha dato il frutto che è l'alimento della nostra anima; colui che, in altri termini, testimonia se stesso con queste parole: «Io sono il pane vivo disceso da cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno» (Gv 6,51-52). Effettivamente, noi che siamo stati cacciati dal paradiso di delizie a causa di un alimento, è altresì per un alimento che ritroviamo le gioie del paradiso. Eva si è cibata, e noi siamo stati condannati ad un digiuno eterno; Maria ci ha dato di che cibarci, e l'ingresso alla mensa celeste è stato spalancato dinanzi a noi.
Considerate, ve ne prego, fratelli miei, considerate con attenzione questo piano della nostra redenzione, e, con l'orecchio del vostro cuore, ascoltate la tenerezza di Dio che si è chinato su di noi...
È prerogativa della Vergine Maria l'aver concepito il Cristo nel suo seno, ma è retaggio universale di tutti gli eletti portarlo con amore nel proprio cuore.
Beata, dunque, beatissima la donna che ha portato Gesù nel suo seno per nove mesi. Ma beati pure noi, se ci prendiamo cura di portarlo costantemente nel nostro cuore.
Stupì, ed in modo grandioso, il concepimento di Cristo nel seno di Maria, ma non deve stupire di meno il vederlo diventare l'ospite del nostro cuore. E questo il senso della testimonianza di Giovanni: «Ecco, io sto alla porta e busso; se uno sente la mia voce mi apre, io entrerò da lui e cenerò con lui e lui con me» (Ap 3,20)...
A questo punto, fratelli miei, riconsideriamo quale è la nostra dignità e la nostra somiglianza con Maria.
La Vergine ha concepito Cristo nelle sue viscere di carne, e noi lo portiamo in quelle del nostro cuore. Maria ha nutrito Cristo dando alle sue labbra il latte del suo seno, e noi possiamo offrirgli il pasto sempre vario delle buone azioni che formano le sue delizie.
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7. La passione del Figlio e la compassione della Madre (S. Bonaventura, Vitis Mystica)
«Donna, ecco tuo figlio!». Parola dolce e tenera, parola meravigliosa, densa di pietà e di affetto!
In nessun luogo si legge che Gesù, così pieno di bontà e di benevolenza, abbia trattato sua Madre con molta familiarità, tanto più poi quando divenne adulto, e nemmeno risulta che abbia mangiato spesso in sua compagnia o che fosse solito parlare a lei con più affetto che agli altri.
Ma, corporalmente, al momento di lasciarla, mostrò con poche parole quanto grande fosse l'amore di carità per la sua Mamma.
Anche senza parlare dei dolori patiti da lui sulla croce, cosa dobbiamo pensare della profondità del suo affetto nella compassione che egli aveva di sua Madre? Egli sapeva perfettamente che la spada di un acerbissimo dolore avrebbe trapassato il cuore di lei tutto pieno di tenerezza.
È certo che la pena che sentiva per sua madre accrebbe il dolore delle sue piaghe: egli la vedeva infatti col cuore infranto dal dolore, le mani strette per lo spasimo, gli occhi che versavano torrenti di lacrime, il volto irrigidito, la voce lamentosa, eppure ritta in piedi accanto alla croce con fortezza virile. Chissà quante volte avrà detto piangendo e gemendo per suo figlio: «Gesù, figlio mio Gesù, chi mi darà di morire con te e per te, figlio mio, dolcissimo Gesù?» (cf 2 Re 18,33).
E mi par di vederla mentre se ne sta lì col capo coperto, sia per la modestia verginale, sia per l'immensità del suo soffrire. Chissà quante volte avrà alzato gli occhi suoi così modesti a guardare quelle ferite crudeli! Forse non li distolse mai da esse, oppure non riuscì a vederle per il velo delle troppe lacrime.
Com'è possibile che non sia venuta meno quando già mi sembra tanto straordinario che non sia morta per l'eccessivo dolore? Veramente muore col Figlio pur vivendo, e sopporta da viva un dolore più crudele della morte stessa.
Ma, perché non morisse, è stata confortata interiormente da suo Figlio ed esternamente l'ha consolata la pietà delle parole e dei fatti di lui. In che modo?
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Stava accanto alla croce e Gesù le disse: Ecco tuo figlio, come se le dicesse: «Tu adesso vieni privata corporalmente di me, tuo figlio: perciò ti do come figlio il mio amico prediletto fra tutti e, durante la mia assenza, sarai consolata dalla sua presenza. E tu, Giovanni, sei privato di me che ti sono padre: per questo io ti do per madre questa mia carissima Madre».
O buon Gesù, re e sposo, quanto sei stato splendido e munifico nelle tue nozze; con quale liberalità hai donato tutto quello che possedevi!
Ecco, ai tuoi crocifissori hai dato la carità della tua preghiera, al ladrone il paradiso, alla madre un figlio, al figlio una madre, ai morti la vita, alle mani del Padre il tuo spirito, a tutto il mondo i segni della tua potenza.
8. Stella del mare
(S. Antonio di Padova, Disc. per l'Annunciazione)
Noi preghiamo la Madonna dicendo: «Ave, Maria». La chiamiamo Maria, che significa «Stella del mare».
Siamo infatti in alto mare, agitati dai flutti, travolti dalla tempesta, e perciò invochiamo la Stella del mare, per poter arrivare col suo aiuto al porto della salvezza eterna.
È lei che libera dalla procella, che indica la rotta e guida al porto quelli che la invocano. Gli angeli non hanno necessità di essere salvati dal naufragio, perché sono sicuri nella patria celeste, e lo splendore di Dio li illumina.
Noi miseri, invece, sperduti nel mare, lontani da Dio, sconvolti in ogni ora dalle tempeste, posti sull'orlo della morte, gridiamo sempre: «Ave, Maria!».
Maria è il segno della pace e dell'alleanza, l'ulivo della misericordia che riporta la pace tra Dio e l'uomo peccatore...
Perciò giustamente san Bernardo esclama: «Tu hai sicuro accesso a Dio, o uomo. Infatti, tu trovi una Madre prima di
Cristo, suo Figlio, e trovi prima di Dio Padre un Figlio. La Madre mostra al Figlio il suo cuore, e il Figlio mostra al Padre le sue ferite. Non vi potrà essere ripulsa alcuna dove si trovano riuniti tanti segni di amore!».
Da lei sprigiona una fragranza simile a quella del Libano (cf Os 14,7) la quale, diffusa dappertutto, ridona la vita ai morti, il perdono ai disperati, la giustizia ai penitenti, la gloria ai giusti...
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Che essa ti inebri in ogni tempo! Che tu sia sempre rapito nel suo amore così che, assorto in lei, tu abbia a spregiare
i piaceri ingannevoli del mondo e calpestare la concupiscenza della carne.
Rifugiati in lei, o peccatore, perché Maria è la città di rifugio. Sappiamo che Mosè costituì tre «città di rifugio», dove potesse trovare scampo chi, ucciso per inavvertenza un suo prossimo, bramasse salva la vita.
Oggi la misericordia del Signore ha stabilito un rifugio di misericordia, Maria, anche per chi volontariamente ha fatto il male. Torre fortissima è il nome di Maria: essa darà riparo e fortezza al peccatore.
Come bella sei nell'anima, quanto splendente nel corpo sei, o Madre mia, nelle delizie della vita eterna!
O Signora, o Madonna, il tuo nome è la brama del mio cuore. Il tuo nome, o Maria, è come balsamo effuso... Nome dolce, nome beatificante, nome confortevole e di lieta speranza!
E che significa Maria, se non «stella del mare», ossia fulgida guida al porto per chi è in balìa dei flutti dell'amarezza? Oh! nome amabile agli angeli, terribile ai demoni, salutare ai peccatori, soavissimo ai santi...
Ti supplichiamo, o nostra Signora, speranza nostra, che tu, Stella del mare, splenda su di noi che siamo sbattuti dai flutti e ci conduca al porto eterno.
Nell'ultima ora confortati con la tua materna presenza, perché sicuri possiamo evadere dal carcere terreno e salire lieti al gaudio ineffabile.
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Altre letture patristiche si possono trovare nell'Ufficio delle Letture della Liturgia delle Ore. Ecco i rimandi più significativi:
9. Il Magnificat (S. Beda Venerabile, Festa della Visitazione, 31 maggio; Beda, 22 dicembre).
10. Maria e Eva (S. Ireneo, venerdì 11 sett. Avvento; S. Giovanni Crisostomo, Santa Maria in sabato: vol. II e IV).
11. Maria e la Chiesa (B. Isacco della Stella, sabato II sett. Avvento).
12. Il mondo attende la risposta di Maria (S. Bernardo, 20 dicembre).
13. La Visitazione di Maria (S. Ambrogio, 21 dicembre).
14. In Maria il Verbo ha assunto la natura umana (S. Atanasio, 1 gennaio).
15. Immacolata Concezione (S. Anselmo, 8 dicembre).
16. La benedizione del Padre rifulse agli uomini per mezzo di Maria (S. Sofronio, Comune della BVM).
17. Maria Madre nostra (B. Aelredo, Comune della BVM).
18. Origine dell'Ordine dei Servi della BVM (17 febbraio).
19. Maria serbava tutte queste cose nel suo cuore (S. Lorenzo Giustiniani, dopo il 31 maggio: Cuore Immacolato della BVM, sabato che segue la II domenica dopo Pentecoste).
20. Maternità divina di Maria (S. Cirillo d'Alessandria, 27 giugno).
21. Maria concepì prima nella mente che nel corpo (S. Leone Magno, 16 luglio: Madonna del monte Carmelo).
22. Lode a Maria, Madre di Dio (S. Cirillo d'Alessandria, 5 agosto: Madonna della neve).
23. L'Amico dell'uomo si è fatto uomo, nascendo dalla Vergine (S. Proclo, Santa Maria in sabato: vol. III e IV).
24. Maria Madre di Cristo e dei cristiani (B. Guerico, Santa Maria in sabato: vol. III e IV).
25. Maria Vergine e umile (S. Bernardo, martedì XX sett. tempo ordinario).
26. Un virgulto germoglierà dalla radice di lesse (Baldovino di Canterbury, giovedì XX sett. tempo ordinario).
27. Regina del mondo e della pace (S. Amedeo, 22 agosto).
28. Natività di Maria (S. Andrea da Creta, 8 settembre).
29. Colei che credette in virtù della fede, in virtù della fede concepì (S. Agostino, 21 novembre: Presentazione della BVM).
C. LETTURE DAL MAGISTERO DELLA CHIESA 1. Partecipe di tutti i misteri di Cristo (LG 57-58)
L'unione della Madre col Figlio nell'opera della salvezza si manifesta dal momento della concezione verginale di Cristo fino alla morte di lui; e prima di tutto quando Maria, recandosi sollecita a visitare Elisabetta, è da questa proclamata beata per la sua fede nella salvezza promessa e il precursore esultò nel seno della madre; e poi nella natività quando
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la Madre di Dio mostrò lieta ai pastori e ai Magi il Figlio suo primogenito, il quale non sminuì la sua verginale integrità, ma la consacrò.
E quando lo presentò al Signore nel tempio, dopo aver fatto l'offerta dei poveri, udì Simeone che preannunziava nello stesso tempo che il Figlio sarebbe divenuto segno di contraddizione e che una spada avrebbe trafitto l'anima della madre, perché fossero svelati i pensieri di molti cuori.
Dopo aver smarrito il fanciullo Gesù e averlo cercato con angoscia, i suoi genitori lo trovarono nel tempio occupato nelle cose del Padre suo, e non compresero la parola del Figlio. La madre sua tuttavia conservava meditabonda tutte queste cose in cuor suo.
Nella vita pubblica di Gesù, la Madre sua appare distintamente, fin da principio, quando alle nozze in Cana di Galilea, mossa a compassione, indusse con la sua intercessione Gesù Messia a dar inizio ai miracoli.
Durante la predicazione di lui accolse le parole con le quali il Figlio, esaltando il Regno al di sopra dei rapporti e dei vincoli della carne e del sangue, proclamò beati quelli che ascoltano e custodiscono la parola di Dio, come essa fedelmente faceva.
Così anche la beata Vergine avanzò come pellegrina della fede e serbò fedelmente la sua unione col Figlio fino alla croce, dove stette non senza un disegno divino, soffrendo intensamente col suo Unigenito e associandosi con animo materno al sacrificio di lui, amorosamente consenziente all'immolazione della vittima da lei generata; e finalmente, dallo stesso Gesù Cristo morente in croce fu data quale madre al discepolo con queste parole: Donna, ecco il tuo figlio.
2. Mediatrice di grazia
(S. Pio X, Enc. «Ad diem illum laetissimum»)
Alla santissima Madre di Dio non spetta soltanto la lode di aver fornito «la materia della sua carne al Figlio unico di Dio che doveva nascere con membra umane» (S. Beda), e di aver così preparato una vittima per la salvezza degli uomini; ella dovette anche custodire quella vittima, nutrirla e collocarla, nel giorno stabilito, sull'altare.
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Di qui tra Maria e il Figlio una continua comunione di vita e di sofferenza, di modo che si può applicare tanto all'uno che all'altra l'affermazione del profeta: «La mia vita si consuma nel dolore, gli anni miei nei gemiti» (Sal 30,11).
E quando venne per il Figlio l'ultima ora, «sua Madre stava presso la croce di Gesù», non solo assorta dal crudele spettacolo, ma anche gaudiosa, «perché suo Figlio veniva offerto per la salvezza del genere umano, ed ella partecipò talmente ai suoi dolori, che, se le fosse stato possibile, sarebbe stata molto più contenta di soffrire anche lei tutti i tormenti sopportati dal Figlio» (S. Bonaventura).
Da questa comunanza di dolori e di volontà fra Maria e Cristo, ella «meritò di divenire degnissima riparatrice del mondo peccatore», e perciò la dispensatrice di tutti i tesori che Gesù ha meritato con la morte cruenta.
Certo, solo Cristo ha il diritto proprio ed esclusivo di dispensare tali tesori, che sono stati a noi procurati con la sua morte, essendo egli costituito mediatore tra Dio e gli uomini. Tuttavia, per quella comunanza di dolori e di sofferenze, tra la Madre e il Figlio, cui abbiamo accennato, è stato concesso a questa santa Vergine di essere «presso l'Unigenito Figlio suo potentissima mediatrice e conciliatrice del mondo intero» (Pio IX).
La fonte è dunque Cristo, e «dalla pienezza di lui noi tutti abbiamo ricevuto» (Gv 1,16); da lui «il corpo, proporzionato e concatenato per tutte le giunture... riceve il suo aumento per essere edificato nella carità» (Ef 4,16).
Ma Maria, come osserva giustamente S. Bernardo, è l'«acquedotto», o anche il collo, per cui il corpo si congiunge con il capo, e il capo trasmette al corpo la sua forza e la sua energia. «Ella difatti è il collo del nostro capo, mediante il quale vengono trasmessi al suo corpo mistico tutti i doni spirituali» (S. Bernardino da Siena).
È perciò evidente che noi non intendiamo attribuire alla Madre di Dio il potere di produrre la grazia: potere che è solo di Dio.
Tuttavia, poiché ella supera tutti nella santità e nell'unione con Cristo, e poiché è stata associata da Cristo all'opera della umana salvezza, ci merita de congruo, come dicono, ciò che Cristo ci meritò de condigno, ed è la principale dispensatrice della grazia.
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Cristo «siede alla destra della Maestà divina nel più alto dei cieli» (Eb 1,3); Maria siede regina alla sua destra, rifugio sicurissimo di tutti coloro che sono in pericolo, e fedelissima ausiliatrice, di modo che non si deve temere nulla, né disperare di nulla, sotto la sua guida, i suoi auspici, la sua benevolenza e la sua protezione.
3. La bellezza e lo splendore di Maria (Pio XII, Disc. 8 dic. 1953)
Nella contemplazione della Vergine Immacolata ci farà da guida sicura la sacra liturgia che non si stanca di chiamarla: bella come la luna, fulgida come il sole.
Anzitutto, guardate Maria, «bella come la luna». È un modo questo per esprimere la eccelsa bellezza di lei.
Come deve essere bella la Vergine! Quante volte siamo stati colpiti dalla bellezza di un volto angelico, dall'incanto di un sorriso di bambino, dal fascino di uno sguardo puro! E certamente nel volto della propria Madre Iddio ha raccolto tutti gli splendori della sua arte divina.
Lo sguardo di Maria! il sorriso di Maria! la dolcezza di Maria! la maestà di Maria, regina del cielo e della terra! Come splende la luna nel cielo oscuro, così la bellezza di Maria si distingue da tutte le bellezze, che paiono ombre accanto a lei. Maria è la più bella di tutte le creature...
Sul suo volto non si rivela soltanto la bellezza naturale. Nell'anima di lei Iddio ha riversato la pienezza delle sue ricchezze con un miracolo della sua onnipotenza, e allora egli ha fatto passare nello sguardo di Maria qualche cosa della sua dignità sovrumana e divina.
Un raggio della bellezza di Dio splende negli occhi della sua Madre.
Non pensate voi che il volto di Gesù, quel volto che gli angeli adorano, dovesse riprodurre in qualche modo i lineamenti del volto di Maria? Così il volto di ogni figlio rispecchia gli occhi della madre.
Ma la Chiesa non paragona Maria soltanto alla luna; servendosi ancora della Sacra Scrittura, passa ad un'immagine più forte ed esclama: Tu sei, o Maria, fulgida come il sole. La luce del sole ha una differenza grande da quella della luna: è luce che scalda e che vivifica.
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Splende la luna sui grandi ghiacciai del polo, ma il ghiaccio rimane compatto e infecondo, così come rimangono le tenebre e perdura il gelo nelle notti lunari dell'inverno. La luce della luna non porta il calore, non porta la vita.
Fonte di luce, di calore e di vita è il sole. Ora Maria, che ha la bellezza della luna, splende come un sole e irraggia un calore vivificante.
Parlando di lei, parlando a lei, non dimentichiamo che è vera Madre nostra, perché attraverso di lei abbiamo ricevuto la vita divina. Ella ci ha dato Gesù e con Gesù la sorgente stessa della grazia. Maria è mediatrice e distributrice di grazie.
Sotto la luce e il calore del sole fioriscono sulla terra e danno frutto le piante; sotto l'influsso dell'aiuto di questo sole che è Maria fruttificano i buoni pensieri nelle anime. Forse, già in questo momento voi siete ripieni dell'incanto che promana dalla Vergine Immacolata, Madre della divina grazia, mediatrice di grazie, perché regina del mondo. Oh, potessimo avere la voce di san Bernardo, che non si stancava di lodare, di cantare, di ammirare, di esultare dinanzi al trono della Vergine! Potessimo avere la lingua degli angeli per poter dire la bellezza, la grandezza della loro regina!
4. Regina di tutte le cose create (Pio XII, Enc. «Ad coeli Reginam»)
Il popolo cristiano ha sempre creduto a ragione, anche nei secoli passati, che Colei dalla quale nacque il Figlio dell'Altissimo, che sarà principe della pace, re dei re e Signore dei signori, al di sopra di tutte le altre creature di Dio ricevette singolarissimi privilegi di grazia.
Considerando poi gli intimi legami, che uniscono la madre al figlio, attribuì felicemente alla Madre di Dio una regale preminenza su tutto.
Si comprende quindi facilmente come già gli antichi scrittori della Chiesa, avvalendosi delle parole dell'arcangelo Gabriele, che predisse il regno eterno del Figlio di Maria, e di quelle di Elisabetta, che s'inchinò davanti alla Madre del Signore, abbiano voluto significare, denominando Maria Madre del Re e Madre del Signore, che dalla regalità del Figlio dovesse derivare alla Madre una grande elevatezza e preminenza...
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La sacra Liturgia, che è lo specchio fedele dell'insegnamento tramandato dai Padri e affidato al popolo cristiano, ha cantato nel corso dei secoli e canta continuamente sia in Oriente che in Occidente le glorie della Regina.
L'argomento principale su cui si fonda la dignità regale di Maria, già evidente nei testi della tradizione antica e nella sacra Liturgia, è senza alcun dubbio la sua divina maternità.
Nelle Sacre Scritture, infatti, del Figlio della Vergine si afferma: «Sarà chiamato figlio dell'Altissimo e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre, e regnerà nella casa di Giacobbe eternamente e il suo regno non avrà mai fine»; inoltre Maria è proclamata Madre del Signore.
Ne segue logicamente che ella stessa è regina, avendo dato la vita ad un Figlio, che nel medesimo istante del concepimento, anche come uomo, era Re e Signore di tutte le cose, per l'unione ipostatica della natura umana con il Verbo.
San Giovanni Damasceno perciò scrive a buon diritto: «Maria è veramente diventata Signora di tutta la creazione, nel momento in cui divenne Madre del Creatore».
Tuttavia la beatissima Vergine Maria si deve proclamare Regina non soltanto per la sua divina maternità, ma anche per la parte singolare che, per volontà di Dio, ebbe nell'opera della nostra salvezza eterna. Infatti, nel compimento della redenzione Maria fu strettamente associata a Cristo, specialmente quando, affranta dal dolore, se ne stava in piedi presso la croce del Figlio.
Perciò, come Cristo, per il titolo particolare della redenzione, è nostro Signore e nostro Re, così anche la beata Vergine è nostra Signora e Regina per il singolare concorso prestato alla stessa redenzione, sacrificando insieme l'amore e i diritti materni e offrendo il Figlio suo al Padre per la salvezza degli uomini...
Procurino tutti i fedeli di avvicinarsi con fiducia al trono di grazia e di misericordia della regina e Madre nostra, per chiedere soccorso nelle avversità, conforto nel dolore e nel pianto e, ciò che conta più di tutto, si sforzino di liberarsi dalla schiavitù del peccato, per poter presentare un ossequio immutabile, penetrato dalla fragrante devozione di figli, allo scettro regale di sì grande Madre.
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5. Immacolata, gaudio dell'universo (Giovanni XXIII, Disc. 7 dic. 1959)
Immacolata dice i fulgori dell'aurora.

Preservata immune dalla contaminazione originale, Maria è riempita di grazia fin dal primo istante del suo concepimento. Già nel seno materno, l'anima di Maria è pervasa di luce divina: dopo la morte di lunghi secoli, trascorsi dalla colpa dei progenitori, si alza questa stella mattutina, limpida e pura, trasparente e inviolata, mentre il cielo trascolora nella promessa del giorno imminente.
L'intimità con Dio, concessa ad Adamo nella creazione, e così presto perduta, ritorna in Maria nella sua perfezione originale; e già si annuncia agli uomini l'avvento del Sole di giustizia, di Colui che, comunicando la vita, ristabilisce per gli uomini di buona volontà l'amicizia e l'unione con Dio. L'anima cristiana deve sentire questo fremito di vita soprannaturale, iniziatasi col battesimo.
Vi diciamo pertanto con l'Apostolo: «Camminate da figliuoli della luce: poiché il frutto della luce consiste in ogni specie di bontà, nella giustizia e nella verità» (Ef 5,8). Immacolata dice poi promessa e fiore candido di redenzione. Colei che, in vista dei meriti del suo Figlio Redentore, è stata preservata dalla macchia originale, ha avuto questo privilegio perché predestinata alla sublime missione di Madre di Dio.
Essa, che doveva dare una carne mortale al Verbo eterno del Padre, non poteva essere contaminata neppure per un istante dall'ombra del peccato.
Immacolata si dice dunque in dipendenza da Gesù Cristo, perché tutto la Madre ha ricevuto in funzione del Figlio. Lo sbocciare in terra di questa corolla candidissima è presagio sicuro della riconciliazione dell'umanità con Dio.
Ben a ragione la Liturgia può cantare nel giorno della natività della Vergine: «La tua nascita, o Maria, annunciò il gaudio all'universo intero».
Ma questo gaudio è altresì un fiore purpureo di sacrificio: sacrificio della Madre benedetta di Gesù, che pronunciando a suo tempo il fiat, accetta di partecipare alle sorti del Figlio, dalle privazioni di Betlem, alle rinunce della vita nascosta, al martirio del Calvario. Non crediamoci pertanto figli prediletti del Signore e della Madre sua, se nella vita manca il sacrificio e il distacco.

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Infine, Immacolata dice visione di paradiso.
Quella grazia, che ad essa è stata concessa in grado perfetto e sovreminente fin dal primo istante della sua terrena esistenza, e che a noi pure viene data, sebbene in misura certamente inferiore, è soltanto il pegno della beatitudine eterna: per il giorno in cui cadranno i veli della fede, che nascondono la visione di Dio, e contempleremo faccia a faccia il Signore. L'Immacolata preannunzia l'alba di quel giorno eterno, e ci guida e sostiene nel cammino che ancora ce ne separa. Per questo l'inno liturgico Ave, Maris Stella ha la dolce invocazione: «Fa' che, vedendo con te Gesù, con te sempre possiamo gioire».
A questo termine estremo, coronamento della vita di grazia, devono tendere i palpiti del nostro cuore, e gli sforzi più generosi di cristiana fedeltà.
6. Madre della Chiesa
(Paolo VI, Disc. di chiusura III sess. Conc. Vat. Il)
A gloria della Vergine e a nostro conforto, Noi proclamiamo Maria santissima Madre della Chiesa, cioè di tutto il popolo di Dio, tanto dei fedeli come dei Pastori, che la chiamano Madre amorosissima; e vogliamo che con questo titolo soavissimo la Vergine venga d'ora innanzi ancor più onorata ed invocata da tutto il popolo cristiano.
Si tratta di un titolo che non è nuovo alla pietà dei cristiani. Anzi è proprio con questo nome di Madre, a preferenza di ogni altro, che i fedeli e la Chiesa tutta sogliono rivolgersi a Maria.
Esso infatti appartiene alla genuina sostanza della devozione a Maria, e trova la sua giustificazione nella dignità stessa della madre del Verbo Incarnato.
Come infatti la divina maternità è il fondamento della speciale relazione con Cristo e della sua presenza nel piano della salvezza operata da Cristo Gesù, così pure essa costituisce il fondamento principale dei rapporti di Maria con la Chiesa, perché è Madre di Colui che, fin dal primo istante della incarnazione nel suo seno verginale, ha unito a sé come Capo il suo Corpo mistico che è la Chiesa. Maria, dunque, come Madre di Cristo, è Madre anche dei fedeli e dei Pastori tutti, cioè della Chiesa.
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Perciò con animo pieno di fiducia e di amore filiale noi innalziamo lo sguardo a lei, nonostante la nostra indegnità e debolezza.
Ella che ci ha dato con Gesù la sorgente della grazia, non mancherà di soccorrere la Chiesa ora che, fiorente per l'abbondanza dei doni dello Spirito, s'impegna con nuova lena nella sua missione di salvezza.
E la nostra fiducia è ancora più ravvivata e corroborata, se consideriamo i legami strettissimi che stringono questa nostra celeste Madre al genere umano.
Pur nella ricchezza delle mirabili prerogative di cui Dio l'ha onorata, per farla degna Madre del Verbo incarnato, essa tuttavia è vicinissima a noi.
Figlia di Adamo come noi, e perciò nostra sorella per vincoli di natura, essa però è la creatura preservata dal peccato originale in vista dei meriti del Salvatore, e ai privilegi ottenuti aggiunge la virtù personale d'una fede totale ed esemplare, meritando l'elogio evangelico: Beata te perché hai creduto (Lc 1,45).
Nella sua vita terrena ha realizzato la perfetta figura del discepolo di Cristo, specchio di ogni virtù, e ha incarnato le beatitudini evangeliche proclamate da Cristo.
In lei tutta la Chiesa, nella sua incomparabile varietà di vita e di opere, attinge la più autentica forma della perfetta imitazione di Cristo.
7. Causa della nostra letizia
(Paolo VI, Esort. «Gaudete in Domino», cc. 2 e 4)
La gioia cristiana è, per essenza, la partecipazione spirituale alla gioia insondabile, divina e umana insieme, che è nel cuore di Gesù Cristo glorificato.
Questa è la gioiosa speranza, attinta alle sorgenti stesse della Parola di Dio. E questa sorgente di gioia non ha mai cessato di zampillare nella Chiesa, e specialmente nel cuore dei santi. Al primo posto ecco la Vergine Maria, piena di grazia, la Madre del Salvatore.
Disponibile all'annuncio venuto dall'alto, essa, la serva del Signore, la sposa dello Spirito Santo, la Madre dell'eterno
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Figlio, fa esplodere la sua gioia dinanzi alla cugina Elisabetta, che ne esalta la fede: «L'anima mia magnifica il Signore, e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore... D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata» (Lc 1,46-48). Maria, meglio di ogni altra creatura, ha compreso che Dio compie azioni meravigliose: santo è il suo nome, egli mostra la sua misericordia, egli innalza gli umili, egli è fedele alle sue promesse.
Non che l'apparente corso della vita di Maria esca dalla trama ordinaria: ma essa riflette sui più piccoli segni di Dio, meditandoli nel suo cuore.
Non che le sofferenze le siano state risparmiate: essa sta in piedi accanto alla croce, associata in modo eminente al sacrifico del Servo innocente, lei ch'è madre dei dolori.
Ma essa è anche aperta senza alcun limite alla gioia della risurrezione; ed essa è anche elevata, corpo e anima, alla gloria del cielo.
Prima creatura redenta, immacolata fin dalla concezione, dimora incomparabile dello Spirito, abitacolo purissimo del Redentore degli uomini, essa è al tempo stesso la figlia prediletta di Dio e, nel Cristo, la Madre universale. Essa è il tipo perfetto della Chiesa terrena e glorificata.
Quale mirabile risonanza acquistano, nella sua esistenza singolare di Vergine di Israele, le parole profetiche rivolte alla nuova Gerusalemme: «Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio...» (/s 61,10).
Vicina al Cristo, essa ricapitola in sé tutte le gioie, essa vive la gioia perfetta promessa alla Chiesa: «Madre ricolma di santa letizia»; e giustamente i suoi figli qui in terra, volgendosi verso colei che è madre della speranza e madre della grazia, la invocano come la causa della loro letizia: Causa nostrae laetitiae.
8. Maria, specchio delle attese del nostro tempo (Paolo VI, Esort. «Marialis cultus», 35 e 37)
La Vergine Maria è stata sempre proposta dalla Chiesa alla imitazione dei fedeli non precisamente per il tipo di vita che condusse e, tanto meno, per l'ambiente socio-culturale in cui essa si svolse, oggi quasi dappertutto superato; ma perché, nella sua condizione concreta di vita, ella aderì totalmente e responsabilmente alla volontà di Dio; perché ne accolse la parola e la mise in pratica; perché la sua azione fu animata dalla carità e dallo spirito di servizio; perché, insomma, fu la prima e la più perfetta seguace di Cristo: il che ha un valore esemplare, universale e permanente.
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La lettura delle divine Scritture, compiuta sotto l'influsso dello Spirito Santo e tenendo presenti le acquisizioni delle scienze
umane e le varie situazioni del mondo contemporaneo, porterà a scoprire come Maria possa essere assunta a specchio delle attese degli uomini del nostro tempo.
Così, per dare qualche esempio, la donna contemporanea, desiderosa di partecipare con potere decisionale alle scelte della comunità, contemplerà con intima gioia Maria che, chiamata al dialogo con Dio, dà il suo consenso attivo e responsabile non alla soluzione di un problema contingente, ma a quell'«opera di secoli», come è stata giustamente chiamata l'incarnazione del Verbo; si renderà conto che la scelta dello stato verginale da parte di Maria, che nel disegno di Dio la disponeva al mistero dell'Incarnazione, non fu atto di chiusura ad alcuno dei valori dello stato matrimoniale, ma costituì una scelta coraggiosa, compiuta per consacrarsi totalmente all'amore di Dio.
Similmente la donna contemporanea constaterà con lieta sorpresa che Maria di Nazaret, pur completamente abbandonata alla volontà del Signore, fu tutt'altro che donna passivamente remissiva o di una religiosità alienante, ma donna che non dubitò di proclamare che Dio è vindice degli umili e degli oppressi e rovescia dai loro troni i potenti del mondo; e riconoscerà in Maria, che «primeggia tra gli umili e i poveri del Signore», una dònna forte, che conobbe povertà e sofferenza, fuga ed esilio: situazioni che non possono sfuggire all'attenzione di chi vuole assecondare con spirito evangelico le energie liberatrici dell'uomo e della società.
Maria non le apparirà come una madre gelosamente ripiegata sul proprio Figlio divino, ma donna che con la sua azione favorì la fede della comunità apostolica in Cristo e la cui funzione materna si dilatò, assumendo sul Calvario dimensioni universali.
Non sono che esempi, dai quali appare chiaro, tuttavia, come la figura della Vergine non deluda alcune attese profonde degli uomini del nostro tempo e offra ad essi il modello compiuto del discepolo del Signore: artefice della città terrena e temporale, ma pellegrino solerte verso quella celeste ed eterna; promotore della giustizia che libera l'oppresso e della carità che soccorre il bisognoso, ma soprattutto testimone operoso dell'amore che edifica Cristo nei cuori.
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9. Il culto verso Maria
(Paolo VI, Esort. «Marialis cultus», 56 e 57)
La pietà della Chiesa verso la Vergine Maria è elemento intrinseco del culto cristiano. La venerazione che la Chiesa ha reso alla Madre del Signore in ogni luogo e in ogni tempo — dal saluto benedicente di Elisabetta alle espressioni di lode e di supplica della nostra epoca — costituisce una validissima testimonianza della sua nonna di preghiera e invito a ravvivare nelle coscienze la sua norma di fede.
E, viceversa, la nonna di fede della Chiesa richiede che, dappertutto, si sviluppi rigogliosa la sua nonna di preghiera nei confronti della Madre di Cristo.
Il culto alla beata Vergine ha la sua ragione ultima nell'insondabile e libera volontà di Dio, il quale, essendo eterna e divina carità, tutto compie secondo un disegno di amore. Egli l'amò e in lei operò grandi cose; l'amò per se stesso e l'amò anche per noi; la donò a se stesso e la donò anche a noi. Cristo è la sola via al Padre ed è il modello supremo al quale il discepolo deve conformare la propria condotta, fino ad avere gli stessi suoi sentimenti, vivere della sua vita e possedere il suo Spirito: questo la Chiesa ha insegnato in ogni tempo e nulla, nell'azione pastorale, deve oscurare questa dottrina. Ma la Chiesa, edotta dallo Spirito e ammaestrata da una secolare esperienza, riconosce che anche la pietà verso la beata Vergine, subordinatamente alla pietà verso il divino Salvatore e in connessione con essa, ha una grande efficacia pastorale e costituisce una forza rinnovatrice del costume cristiano. La ragione di tale efficacia è facilmente intuibile. Infatti, la molteplice missione di Maria verso il popolo di Dio è realtà soprannaturale operante e feconda nell'organismo ecclesiale. E rallegra considerare i singoli aspetti di tale missione e vedere come essi siano orientati, ciascuno con propria efficacia, verso il medesimo fine: riprodurre nei figli i lineamenti spirituali del Figlio primogenito.
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Vogliamo dire che la materna intercessione della Vergine, la sua santità esemplare, la grazia divina, che è in lei, diventano per il genere umano argomento di speranze superne. La missione materna della Vergine spinge il popolo di Dio a rivolgersi con filiale fiducia a Colei che è sempre pronta ad esaudirlo con affetto di madre e con efficace soccorso di ausiliatrice.
Il popolo di Dio, pertanto, è solito invocarla come Consolatrice degli afflitti, Salute degli infermi, Rifugio dei peccatori, per avere nella tribolazione conforto, nella malattia sollievo, nella colpa forza liberatrice; perché ella, che è libera dal peccato, a questo conduce i suoi figli: a debellare con energica risoluzione il peccato. E tale liberazione dal peccato e dal male è la premessa necessaria per ogni rinnovamento del costume cristiano.
La santità esemplare della Vergine muove i fedeli a innalzare «gli occhi a Maria, la quale rifulge come modello di virtù davanti a tutta la comunità degli eletti».
La pietà verso la Madre del Signore, inoltre, diviene per il fedele occasione di crescita nella grazia divina: scopo ultimo, questo, di ogni azione pastorale.
Perché è impossibile onorare la «Piena di grazia» senza onorare in se stessi lo stato di grazia, cioè l'amicizia con Dio, la comunione con lui, l'inabitazione dello Spirito. Questa grazia divina investe tutto l'uomo e lo rende conforme all'immagine del Figlio di Dio.
10. Il Rosario, compendio del Vangelo
(Paolo VI, Esòrt. «Marialis cultus», 42-47 passim)
Vogliamo soffermarci alquanto, fratelli carissimi, sul rinnovamento di quel pio esercizio, che è stato chiamato il compendio di tutto il Vangelo: la Corona della beata Vergine Maria, il Rosario.
Dai convegni, studi e riflessioni di questi ultimi anni è apparsa in più vivida luce l'indole evangelica del Rosario, in quanto dal Vangelo esso trae l'enunciato dei misteri e le principali formule; al Vangelo si ispira per suggerire, movendo dal gioioso saluto dell'angelo e dal religioso assenso della Vergine, l'atteggiamento con cui il fedele deve recitarlo; e del Vangelo ripropone, nel susseguirsi armonioso delle Ave Maria, un mistero fondamentale — l'incarnazione del Verbo contemplato nel momento decisivo dell'annuncio fatto a Maria.

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Preghiera evangelica è, dunque, il Rosario, come oggi forse più che nel passato amano definirlo i pastori e gli studiosi.
Incentrato nel mistero dell'incarnazione redentrice, il Rosario è preghiera di orientamento nettamente cristologico. Infatti, il suo elemento caratteristico — la ripetizione del «Rallegrati, Maria» — diviene anch'esso lode incessante a Cristo, termine ultimo dell'annuncio dell'angelo e del saluto della madre del Battista: «Benedetto il frutto del tuo seno» (Lc 1,42). Diremo di più: la ripetizione dell'Ave Maria costituisce l'ordito sul quale si sviluppa la contemplazione dei misteri. Il Gesù che ogni Ave Maria richiama, è quello stesso che la successione dei misteri ci propone, a volta a volta, Figlio di Dio e della Vergine, nato in una grotta di Betlemme; presentato dalla Madre al Tempio; giovinetto pieno di zelo per le cose del Padre suo; Redentore agonizzante nell'orto; flagellato e coronato di spine; carico della croce e morente sul Calvario; risorto da morte e asceso alla gloria del Padre, per effondere il dono dello Spirito.
È noto che, appunto per favorire la contemplazione e far corrispondere la mente alla voce, si usava un tempo — e la consuetudine si è conservata in varie regioni — aggiungere al nome di Gesù, in ogni Ave Maria, una clausola che richiamasse il mistero enunciato.
Si è pure sentita con maggiore urgenza la necessità di ribadire, accanto al valore dell'elemento di lode e dell'implorazione, l'importanza di un altro elemento essenziale del Rosario: la contemplazione.
Senza di essa il Rosario è corpo senza anima, e la sua recita rischia di divenire meccanica ripetizione di formule e di contraddire all'ammonimento di Gesù: «Quando pregate, non siate ciarlieri come i pagani, che credono di essere esauditi in ragione della loro loquacità» (Mt 6,7).
Per sua natura la recita del Rosario esige un ritmo tranquillo e quasi un indugio pensoso, che favoriscano nell'orante la meditazione dei misteri della vita del Signore, visti attraverso il cuore di Colei che al Signore fu più vicina, e ne dischiudano le insondabili ricchezze.
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11. Maria SS. Corredentrice, Madre della Chiesa (Giovanni Paolo II, Enc. «Redemptor hominis», 22)
In questa difficile e responsabile fase della storia della Chiesa e dell'umanità avvertiamo uno speciale bisogno di rivolgerci a Cristo, che è Signore della sua Chiesa e Signore della storia dell'uomo in forza del mistero della Redenzione; e crediamo che nessun altro sappia introdurci come Maria nella dimensione divina e umana di questo mistero. Nessuno come Maria è stato introdotto in esso da Dio stesso. In questo consiste l'eccezionale carattere della grazia della maternità divina. Non soltanto unica e irripetibile è la dignità di questa maternità nella storia del genere umano, ma unica anche per la profondità e raggio d'azione è la partecipazione di Maria, in ragione della medesima maternità, al divino disegno della salvezza dell'uomo, attraverso il mistero della Redenzione. Questo mistero si è formato, possiamo dire, sotto il cuore della Vergine di Nazaret, quando ha pronunciato il suo «fiat». Da quel momento questo cuore verginale e insieme materno, sotto la particolare azione dello Spirito Santo, segue sempre l'opera del suo Figlio e va verso tutti coloro che Cristo ha abbracciato e abbraccia continuamente nel suo inesauribile amore. E, perciò, questo cuore deve essere anche maternamente inesauribile. La caratteristica di questo amore materno, che la Madre di Dio immette nel mistero della Chiesa, trova la sua espressione nella sua singolare vicinanza all'uomo e a tutte le sue vicende. In questo consiste il mistero della Madre. La Chiesa, che la guarda con amore e speranza tutta particolare, desidera appropriarsi di questo mistero in maniera sempre più profonda. In ciò, infatti, la Chiesa riconosce anche la via della sua vita quotidiana, che è in ogni uomo.
L'eterno amore del Padre, manifestatosi nella storia dell'umanità attraverso il Figlio che il Padre diede «perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna», un tale amore si avvicina a ognuno di noi per mezzo di questa Madre e acquista in tal modo segni più comprensibili e accessibili a ciascun uomo. Di conseguenza, Maria deve trovarsi su tutte le vie della vita quotidiana della Chiesa.
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Mediante la sua materna presenza, la Chiesa prende certezza che vive veramente la vita del suo Maestro e Signore, che vive il mistero della Redenzione in tutta la sua vivificante profondità e pienezza. Parimenti la stessa Chiesa, che ha le sue radici in numerosi e svariati campi della vita di tutta l'umanità contemporanea, acquista anche la certezza e, si direbbe, l'esperienza di essere vicina all'uomo, ad ogni uomo, di essere la «sua» Chiesa: Chiesa del Popolo di Dio.
12. L'apporto di Maria SS. al Vangelo della sofferenza (Giovanni Paolo II, Enc. «Salvifici doloris», 25)
È consolante — come è evangelicamente e storicamente esatto — notare che a fianco di Cristo, in primissima e ben rilevata posizione accanto a lui, c'è sempre la sua madre santissima per la testimonianza esemplare che con l'intera sua vita rende a questo particolare vangelo della sofferenza. In lei le numerose e intense sofferenze si assommarono in una tale connessione e concatenazione, che se furono prova della sua fede incrollabile, furono altresì un contributo alla redenzione di tutti, In realtà, fin dall'arcano colloquio avuto con l'angelo, ella intravide nella sua missione di madre la «destinazione» a condividere in maniera unica e irripetibile la missione stessa del Figlio. E la conferma in proposito le venne assai presto sia dagli eventi che accompagnarono la nascita di Gesù a Betlemme, sia dall'annuncio formale del vecchio Simeone che parlò di una spada tanto acuta da trapassare l'anima, sia dalle ansie e ristrettezze della fuga precipitosa in Egitto, provocata dalla crudele decisione di Erode.
Ed ancora, dopo le vicende della vita nascosta e pubblica del suo Figlio, da lei indubbiamente condivise con acuta sensibilità, fu sul Calvario che la sofferenza di Maria santissima, accanto a quella di Gesù, raggiunse un vertice già difficilmente immaginabile nella sua altezza dal punto di vista umano, ma certo misterioso e soprannaturalmente fecondo ai fini dell'universale salvezza. Quel suo ascendere al Calvario, quel suo «stare» ai piedi della croce insieme col discepolo prediletto furono una partecipazione del tutto speciale alla morte redentrice del Figlio, come del resto le parole, che poté raccogliere dal suo labbro, furono quasi la solenne consegna di questo tipico vangelo da annunciare all'intera comunità dei credenti.
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Testimone della passione del Figlio con la sua presenza, e di essa partecipe con la sua compassione, Maria santissima offrì un singolare apporto al vangelo della sofferenza, avverando in anticipo l'espressione paolina riportata all'inizio. In effetti, ella ha titoli specialissimi per poter asserire di «completare nella sua carne — come già nel suo cuore — quello che manca ai patimenti di Cristo».
Nella luce dell'inarrivabile esempio di Cristo, riflesso con singolare evidenza nella vita della madre sua, il vangelo della sofferenza, mediante l'esperienza e la parola degli apostoli, diventa fonte inesauribile per le generazioni sempre nuove che si avvicendano nella storia della Chiesa.
13. Maria SS. modello delle persone consacrate (Giovanni Paolo II, Esort. «Redemptionis donum», 17)
Tra tutte le persone consacrate senza riserva a Dio, Maria è la prima. Ella — la Vergine di Nazaret — è anche la più pienamente consacrata a Dio, consacrata nel modo più perfetto. Il suo amore sponsale raggiunge il vertice della maternità divina per la potenza dello Spirito Santo. Ella, che come Madre porta Cristo sulle braccia, al tempo stesso realizza nel modo più perfetto la sua chiamata: «Seguimi». E lo segue — Ella, la Madre — come suo maestro in castità, in povertà e in obbedienza.
Quanto fu povera nella notte di Betlemme, e quanto povera sul Calvario! Quanto fu obbediente durante l'Annunciazione, e poi — ai piedi della Croce — obbediente fino a consentire alla morte del Figlio, il quale si era fatto obbediente «fino alla morte»! Quanto fu dedita in tutta la sua vita terrena alla causa del Regno dei cieli per castissimo amore!
Se la Chiesa intera trova in Maria il suo primo modello, a maggior ragione lo trovate voi, persone e comunità consacrate all'interno della Chiesa! (...) Mi rivolgo a voi col presente messaggio, per invitarvi a ravvivare la vostra consacrazione religiosa secondo il modello della consacrazione della stessa Genitrice di Dio.
Diletti Fratelli e Sorelle! «Fedele è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo». Perseverando nella fedeltà a colui che, è fedele, sforzatevi di cercare un sostegno specialissimo in Maria! Ella, infatti, è stata chiamata da Dio alla comunione più perfetta col Figlio suo.
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Sia Ella, la Vergine fedele, anche la Madre nella vostra via evangelica: vi aiuti a sperimentare e a dimostrare davanti al mondo quanto infinitamente fedele è Dio stesso!
Anche nell'Ufficio delle Ore si possono trovare letture del Magistero su argomento mariano:
14. La maternità di Maria nell'economia della grazia (LG 61-62 - Comune della BVM).
15. Maria figura della Chiesa (LG 63-65 - S. Maria in sabato: vol. III e IV).
16. Santità, splendore e gloria il corpo della Vergine! (Pio XII - 15 agosto: Festa di Maria Assunta in cielo).
D. LETTURE DA AUTORI MODERNI 1. Luce del sacerdozio cattolico
Il sacerdozio ministeriale deve rigenerare Cristo stesso nel seno della Chiesa — nell'Eucaristia e nei cuori dei fedeli mediante la virtù dello Spirito Santo che risiede nella Chiesa cristiana, e così formare organicamente il suo Corpo mistico, come Maria, per opera dello stesso Spirito Santo, generò il Verbo nella di lui umanità e gli dette un vero corpo. Il concepimento e la nascita miracolosa di Cristo dal seno della Vergine è il modello e in pari tempo la causa dell'ulteriore concepimento e nascita spirituale di Cristo nella Chiesa per mezzo del sacerdozio; e questo sta con l'Uomo-Dio in rapporto simile a quello di Maria col Figlio di Dio, disceso in lei e nato da lei. I due misteri sono correlativi, si illuminano e si danno rilievo a vicenda.
Come Maria, per effetto dell'adombrazione dello Spirito Santo, concepì il Figlio di Dio nel suo seno e con il suo fiat lo fece scendere dal cielo, donando al mondo l'Invisibile in forma visibile, così il sacerdote, per la virtù dello stesso Spirito Santo, concepisce il Figlio di Dio incarnato, per deporlo nel seno della Chiesa sotto le specie eucaristiche.
Perciò, mediante il sacerdozio, Cristo è generato di nuovo, quasi per una continuazione della sua nascita prodigiosa da Maria; e il sacerdozio stesso, rispetto all'Uomo-Dio, è una imitazione e una continuazione della sacra maternità di Maria.
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È per il Cristo eucaristico quello che Maria è per il Figlio di Dio che prende carne.
Far presente il Corpo fisico di Cristo nell'Eucaristia onde possa unirsi al suo Corpo mistico, e formare questo Corpo mistico stesso: ecco quali sono la ragion d'essere e le funzioni della sacra maternità che noi dobbiamo attribuire al sacerdozio della Chiesa.
Perciò questa maternità non è un nome vuoto o una scialba similitudine della maternità naturale...
Tutte queste mansioni della Chiesa e del suo sacerdozio trovano la loro ragione e la loro spiegazione appunto nel fatto che, rispetto ai figli della Chiesa, il sacerdozio, sia pure in un modo soprannaturale, si trova nello stesso vero e reale rapporto (se non più ancora) di una madre verso i suoi figli naturali.
Tale rapporto, nel suo genere, è reale come è reale la presenza dell'Uomo-Dio nell'Eucaristia, la quale viene causata mediante la cooperazione del sacerdozio; o come l'essere e la vita nuova e soprannaturale dei figli di Dio, la quale viene prodotta pure per mezzo del medesimo.
Ma appunto per questa ragione il sacerdozio è mirabile e soprannaturale come i due effetti cui si ricollega.
Ineffabilmente alta è la dignità che vien conferita perciò al sacerdozio e in esso alla Chiesa, di essere, cioè, madre dell'Uomo-Dio nella sua esistenza sacramentale, e degli uomini nel loro essere soprannaturale e divino.
Meravigliosa e incomprensibile è la fecondità che la Chiesa rivela in questa maternità; indicibile l'unione con lo Spirito Santo che l'adombra e che nel seno di lei e per mezzo di lei compie meraviglie simili a quelle operate nel seno purissimo di Maria.
(M. J. Scheeben, I misteri del Cristianesimo)
2. La devozione a Maria è indispensabile nell'apostolato
L'apostolo non è sufficientemente devoto verso la sua Madre santissima, se la sua confidenza in lei non ha entusiasmo e se il culto che le rende è quasi tutto esteriore.
Come il Figlio suo, la Vergine intuetur cor, guarda solamente ai nostri cuori, e non ci ritiene suoi veri figli se non dalla forza con cui il nostro amore corrisponde al suo.
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Quello dell'apostolo deve essere un cuore profondamente convinto della grandezza, dei privilegi e delle funzioni di Colei che è ad un tempo la Madre di Dio e madre degli uomini. Deve essere un cuore penetrato da questa verità: che la lotta contro i difetti, l'acquisto delle virtù, il regno di Gesù Cristo nelle anime e perciò la sicurezza della salvezza e della santificazione, sono in proporzione del grado di devozione verso Maria.
Deve essere un cuore ben radicato nel pensiero che tutto è più facile, più sicuro, più soave e più rapido nella vita interiore, quando si lavora con Maria.
Deve essere un cuore traboccante di confidenza filiale, qualunque cosa avvenga, verso Colei di cui ha conosciuto per esperienza le delicatezze, le premure, le tenerezze, le misericordie e la generosità...
Mettere da parte Maria nell'apostolato sarebbe ignorare una delle parti essenziali nel piano divino.
«Tutti i predestinati, dice sant'Agostino, in questo mondo, sono nascosti nel seno della SS. Vergine, ove sono conservati, nutriti, custoditi e fatti grandi da questa buona Madre finché non li genererà alla gloria dopo la morte».
Dopo l'incarnazione, afferma giustamente Bernardino da Siena, Maria ha acquistato una specie di giurisdizione su ogni missione temporale dello Spirito Santo: sicché non v'ha creatura che riceva grazie se non per le sue mani.
Ma il vero devoto di Maria diventa a sua volta potente sul cuore della Madre. Allora, quale apostolo potrà dubitare dell'efficacia del suo apostolato, se con la devozione egli dispone dell'onnipotenza di Maria sul Sangue redentore?
Per questo noi vediamo che i più grandi apostoli sono animati da una straordinaria devozione verso la SS. Vergine. Quando vogliono ritrarre un'anima dal peccato, essi hanno una grande forza di persuasione, perché identificati, per l'orrore del male e l'amore della virtù, con Colei che chiamò se stessa l'Immacolata Concezione!
Il Precursore conobbe la presenza di Gesù e trasalì nel seno della madre alla voce di Maria. Quali accenti non darà Maria ai suoi veri figli per aprire a Gesù i cuori che sino allora gli erano chiusi!
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Quali parole non sanno trovare gli intimi della Madre della misericordia, per impedire che la disperazione si impadronisca delle anime che per lungo tempo hanno abusato della grazia! ...
Maria vivente nel cuore dell'apostolo è la stessa eloquenza materna assicurata all'operaio evangelico per commuovere le anime nelle quali tutto è morto.
Pare che Gesù Cristo, per un'ammirabile delicatezza, abbia voluto riservare alla mediazione della Madre sua, le conquiste più difficili dell'apostolato e non accordarle se non a quelli che vivono intimamente uniti a lei.
(G. B. Chautard, L'anima di ogni apostolato)
3. La verginità di Maria
Avvicinandoci al Vangelo, ci può accadere non solo di penetrare con nuova profondità il mistero di Maria nella grandezza del suo disegno, ma anche di rimanere colpiti e affascinati dalla figura umana di questa creatura, così dolce e così forte, così semplice e così rivoluzionaria, così sola con Dio e così aperta su tutti i problemi dell'umanità, da apparirci spontaneamente un modello concreto di vita per chiunque vuol mettersi a seguire Gesù.
Già questa prima parola di Maria, non conosco uomo, è qualcosa di decisamente rivoluzionario per i suoi tempi e si può prendere, anche per i tempi nostri, come «segno di contraddizione».
Il fatto eccezionale che il Vangelo ci presenta è quello di una ragazza ebrea, che possiamo supporre quindicenne, «vergine, sposata ad un uomo di nome Giuseppe», la quale ha deciso di rimanere vergine per tutta la vita.
Una giovinetta ebrea, la quale, di fronte all'apparizione di un angelo, annunciatore del più sbalorditivo messaggio che sia mai stato comunicato a creatura umana, risponde chiedendo con assoluta semplicità soltanto un chiarimento: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?».
Ciò significa che Maria aveva ben chiaro in sé un proposito di verginità assoluta, e che era così fedele a questa sua promessa, che neppure un'apparizione celeste poteva fargliela dimenticare. Significa anche che Maria aveva comunicato il suo proposito a Giuseppe e che aveva con lui deciso di vivere nella verginità per tutta la vita.
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Chi pensa a queste parole di Maria, non può non attribuire alla verginità un suo valore unico e assoluto, non solo per una maggiore libertà di apostolato, ma proprio per l'unione con Dio.
Ne viene tutta una visione rinnovata della verginità e un impegno di fedeltà assoluta per chi vi è chiamato.
A tutti gli uomini poi, vergini o coniugati, queste parole parlano di castità, a ciascuno secondo il suo stato.
E anche questa è una parola che sembra quasi anacronistico pronunciare, in mezzo alla pseudo-libertà sessuale ora di moda, mentre invece, forse proprio per una grazia di Maria, sta succedendo un fatto nuovo: sono cioè sempre più numerosi i giovani che scelgono con responsabilità, conquistano e difendono con coraggio la loro fedeltà al piano dell'amore umano che Dio ha tracciato.
Ma più ancora che di una verginità o castità fisiche, le parole di Maria ci parlano di una verginità spirituale; pertanto cioè di un rapporto con Dio profondo, unico ed esclusivo, che riempie tutta l'anima; di una solitudine con Dio che è necessaria per tutti e possibile a ciascuno; di quel «conoscere Dio» in una intimità così assoluta che fa scomparire nella vanità ogni altra cosa.
Questo rapporto di amore con Dio rende l'anima indipendente e libera da ogni compromesso e nello stesso tempo la fa capace di un amore vero, purissimo, caldo e generoso verso ogni creatura.
(G. Marchetti, Vangelo da vivere)
4. Amore materno
Nella sua creazione, Dio ha fatto questa meraviglia tra le meraviglie che è il cuore delle madri. E vi ha messo dentro un amore profondo, ostinato, irragionevole, si direbbe; un amore pronto a tutti i sacrifici, a tutte le rinunce, a tutte le parzialità. Che cosa diventeremmo, poveri e deboli come siamo, se sui nostri anni di incapacità e di miseria non si chinasse qualcuno fatto apposta per amarci? Se non portassimo nel sangue la certezza di essere preziosi per qualcuno?
Ricorrere alla madre è un istinto della vita: è il primo grido del bambino nella culla, l'ultima invocazione del ferito all'ospedale... Dio non ha voluto che la vita soprannaturale fosse meno umana della vita naturale, anzi, e che gli uomini da lui adottati nel proprio Figlio fossero orfani a metà.
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E ha fatto la Madonna.
Se egli sa mettere nel cuore delle madri comuni autentiche meraviglie di tenerezza, che cosa non metterà nel cuore della madre per eccellenza? Infatti il suo amore per l'unico Figlio e per noi, figli adottivi, deve essere in qualche modo uguale a quello del Padre...
L'incarnazione si manifesta nella sua totalità dando agli uomini come madre — di una maternità soprannaturale — la stessa Madre di Dio.
C'è un aspetto dell'incarnazione, la redenzione passiva, che non può realizzarsi nel Cristo stesso, ma che si realizza in sua madre ed esige, per la gloria di Cristo, di compiersi in essa totalmente: è il mistero dell'immacolata concezione. Analogamente, c'è un aspetto della carità di Cristo che non può apparire nel Cristo, ma deve apparire in sua madre ed esige di essere totale: è il mistero dell'amore materno. Non bisogna pensare che si tratti di una tenerezza egoistica di madre, di affettuosità tali da mettere in ombra l'amore paterno. Nel cristianesimo non c'è altro che Dio e Cristo: tutto viene di là, tutto conduce là.
La bontà che si manifesta nella Madonna appartiene tutta a Cristo, come la bontà che si manifesta in Cristo, che è infinita; tutta la carità creata che appare nell'umanità di Cristo è ancora poco, perché si tratta di una realtà finita. Analogamente, in confronto alla carità di Cristo, tutta la carità che appare nella Madonna è ancora poco, perché è soltanto un riflesso della prima.
Ma questo riflesso è così meravigliosamente adeguato alla natura umana, così rivelatore, che davvero, nel piano provvidenziale, c'è un aspetto dell'amore di Cristo che gli uomini vedono chiaramente solo guardando sua madre, come c'è un aspetto dell'amore di Dio che gli uomini vedono chiaramente solo guardando l'Uomo-Dio.
Ma, se si guarda bene Maria, in definitiva si vedrà il Cristo solo e Dio solo.
Maria, come la Chiesa, non fa che condurre più direttamente e più sicuramente a Dio, al Dio che si dona.
(E. Mersch, La teologia del Corpo mistico)
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5. Maria, dono di Dio
La vera devozione mariana non parte dal basso, ma dall'alto; è guidata non dall'affettività, ma dalla fede. È anzitutto adesione a Dio e accettazione del suo misterioso disegno. La devozione alla Madonna è parte integrante della rettitudine d'intenzione che dobbiamo avere nei riguardi di Dio. Infatti la rettitudine cristiana parte dall'adesione volontaria al piano stabilito da Dio, per mezzo di un'unione stretta a Dio che traccia — come vuole lui — la traiettoria della sua grazia.
Dio ha voluto associare Maria alla sua opera di salvezza. Per mezzo di lei, ha dato al mondo suo Figlio. Ora, i doni di Dio sono senza pentimento e quest'ordine di cose non cambierà più. La mediazione di Maria resta per sempre, perché tale è il disegno di Dio.
Cristo ha sempre fatto la volontà del Padre. Con quale amore è entrato nel mondo per la via che il Padre gli tracciava! Noi, suoi discepoli, non dobbiamo esitare ad assumere i suoi stessi sentimenti nei riguardi di Maria.
Dal momento che Dio l'ha scelta per suo Figlio e per noi, noi non dobbiamo sceglierla ma solo riceverla come nostra Madre.
La sua bellezza e la sua bontà ci attirano: proviamo il bisogno di ricorrere a lei. Ma noi siamo felici di sottometterci alla volontà di Dio, prima di tutto per obbedienza.
Il più grande potere della devozione mariana sta proprio qui. Non tocca a noi tracciare i limiti dell'azione divina o fare a meno di quegli intermediari che egli ha scelto liberamente. È dell'essenza stessa di Dio amarci con abbondanza e con sovrabbondanza e comunicare alle sue creature la gloria di essere suoi strumenti. In Dio c'è posto per tutte le liberalità: l'economia esiste soltanto al nostro livello umano.
Il nostro culto filiale verso Maria non è altro che rendimento di grazie per la prodigalità d'amore divino, di cui ella costituisce la testimonianza vivente e perenne. Sarebbe un grave errore considerare la pietà mariana come qualcosa di inutile e di superfluo, che ostacoli i nostri rapporti con Dio. Questa pietà non è una specie di raffinatezza, una concessione all'immaginazione e alla sensibilità popolare, un mezzo di salvezza a buon mercato.
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È invece per tutti, indistintamente, l'espressione della volontà di salvezza che Dio ha nei nostri confronti; volontà divina che nasconde in sé un mistero d'amore. Perché Maria è, dopo il Cristo, la grazia più insigne che Dio ci ha dato.
«Se tu conoscessi il dono di Dio!» diceva Gesù alla Samaritana. In questo dono è racchiuso quello di Maria, perché il mistero del Figlio comprende quello della Madre.
A ciascuno di noi, in un certo senso, Dio dice di nuovo la parola dell'angelo a Giuseppe: «Non temere di accettare Maria... quel che è nato in lei è opera dello Spirito Santo». Occorre ricevere con umiltà questo dono dell'Altissimo: accogliere, con l'anima dilatata, tutto il capitale d'amore che Dio ha investito in Maria, per la felicità sua e per la nostra. (Card. Suenens, in «Pastoralia», 2 dic. 1968)
6. Maria offre il Salvatore a un mondo in ricerca
Il nostro mondo vive una prodigiosa avventura umana. Basta prendere coscienza di tutto ciò che rappresentano le scoperte scientifiche, per esempio le avventure spaziali... Ma non ci sono soltanto queste scoperte, al di fuori di noi: la scienza scava sempre più profondamente nel terreno umano. Domani, forse, riuscirà a modellare e a rifare l'uomo secondo un proprio progetto. Tutto questo è, nel medesimo tempo, grandioso e terribile.
La scienza apre orizzonti infiniti, ma non risolve i problemi vitali, essenziali che ogni uomo si pone: qual è infine il senso ultimo di questa avventura umana e della mia vita quaggiù? Che cosa c'è al di là della morte, anche se si riesce a ritardarla artificialmente? Ecco dove si pone la vera inquietudine umana e su che cosa l'umanità s'interroga.
Questi problemi esigono una risposta, la esigono a tutti i co
sti. Non basta moltiplicare i mezzi per vivere e le tecniche; il mondo ha bisogno essenzialmente di ragioni per vivere.
Qui appare Maria, che offre agli uomini suo Figlio, come colui che solo possiede parole di vita eterna. Maria si pone al centro del mistero dell'Incarnazione: è la Madre di Colui che sarà per tutti i tempi la via, la verità e la vita.
Sulla soglia della ricerca degli uomini che si interrogano, Maria si offre a noi, a un titolo unico, come «colei che introduce».
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La storia dei re magi non è soltanto una storia dei tempi passati: è anche il simbolo di questa ricerca umana permanente. I Magi si sono messi in cammino attraverso il deserto e le notti, seguendo la luce che doveva finalmente condurli a Betlemme. Di loro la Scrittura dice che «entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre, e prostratisi lo adorarono» (Mt 2,11).
La scoperta del Cristo passa attraverso l'incontro con la Madre del Salvatore: non si scinde la Madre dal Bambino, né il Bambino dalla Madre, perché il mistero dell'incarnazione assume tutto il suo significato soltanto con la collaborazione fedele e umilmente consenziente di colei che la Tradizione chiamerà la Theotókos.
Il mondo di oggi ha bisogno di incontrare il volto del suo Salvatore e il volto di sua Madre. Il mondo è saturo di filosofie e di ideologie che, qualunque sia il loro apporto, non rispondono al suo bisogno vitale, ai suoi interrogativi essenziali.
Recentemente chiedevo al teologo Karl Rahner, come spiegava l'attuale diminuzione della pietà mariana nella Chiesa. La sua risposta merita attenzione: «Troppi cristiani, a qualsiasi confessione religiosa appartengano, hanno la tendenza a fare del cristianesimo un'ideologia, un'astrazione. E le astrazioni non hanno bisogno di madre».
Ciò che Maria offre al mondo di oggi è la realtà vivente e concreta del Salvatore del mondo nella sua incarnazione. Essa ci spinge a credere che Cristo non è come noi lo immaginiamo talvolta inconsciamente, e cioè un essere parzialmente Dio e parzialmente uomo, ma che è totalmente divino e totalmente umano. Maria è la salvaguardia del realismo dell'incarnazione.
(Card. Suenens, in «La Doc. Cath.», 13 ott. 1971)
7. Il Rosario, preghiera di tutti
Non è raro trovare dei cattolici che giudicano infantile la devozione del Rosario, ritenendola tutt'al più capace di favorire la pietà sentimentale e abitudinaria di qualche donna, ma in ogni caso indegna di essere praticata dagli uomini... Tuttavia, se il tempo necessario per recitare il Rosario lo occupiamo meditando sulle grandi verità della nostra fede, seguendo per così dire passo passo questa magnifica epopea cristiana; se cerchiamo di valutarne la portata, di indovinarne lo splendore, di contemplarne l'armonia, allora non saremo più tentati di sostenere che il Rosario è una devozione per bambini.
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Indubbiamente il Rosario è anche una devozione per bambini nel senso che anche un bambino può servirsene e trarne profitto. Anche questo manifesta quanto vi è di meraviglioso nei mezzi che Dio ha messo a nostra disposizione per raggiungerlo: tutti possono servirsene con frutto, dal bambino che comincia a parlare fmo agli adulti più compresi della pro-aria sapienza...
E dal nulla che Dio ha creato il mondo della natura; è con il «nulla» che crea per ciascuno di noi il mondo incomparabilmente più bello della fede. Il «nulla» all'origine delle cose: ecco il marchio di fabbrica di Dio, segno indiscutibile della sua onnipotenza.
Quando si è compreso questo, si può recitare il Rosario e meditarne i misteri, perché si è colto il vero metodo.
Questo metodo consiste anzitutto nel mettersi alla scuola di Dio, nell'ascoltare la sua voce, che parla dentro di noi, mentre le labbra recitano i Pater e le Ave, nel farsi in una parola fanciulli e ignoranti in sua presenza. Perché quando si tratta di conoscere Dio, non c'è sapienza umana che tenga; i più grandi saggi saranno sempre all'ABC. La sapienza appartiene solo a Dio che, come sole splendente, irradia in noi la luce. Entrati una volta per tutte in questo atteggiamento, occorre far posto al cuore, dargli il tempo di estasiarsi, di riscaldarsi ai raggi delle verità divine che il Rosario richiama, e di trarne le conclusioni per la vita pratica.
Allora la nostra non sarà una vita qualunque; non andrà avanti a caso, dovunque la spingono i venti del capriccio e delle passioni. Sarà una vita luminosa e feconda, perché tutta impregnata di fede e di carità; sarà un continuo Rosario vivente in cui i più umili atti delle nostre giornate contribuiranno a formare le decine.
Soprattutto non lasciamoci impressionare né distogliere dall'oscurità e dalle difficoltà degli inizi.
Per penetrare nel mondo della fede, per sentire l'intelligenza dilatarsi con facilità e il cuore riscaldarsi come occorre, è necessario attraversare la galleria che vi conduce.
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Soltanto dopo aver camminato per qualche tempo a tastoni nelle tenebre, tendendo umilmente la mano a Dio che ci chiama, per non inciampare, orientandoci al suono della sua voce per non smarrirci, i nostri occhi si apriranno finalmente alla luce di cui egli vuole inondare coloro che lo cercano con semplicità.
Cerchiamo dunque e troveremo, bussiamo e ci verrà aperto. (M. S. Gillet, in «La vie spirituelle», ott. 1920)
8. A Gesù per mezzo di Maria
Darsi a Gesù per le mani di Maria (...) è imitare Dio Padre che ci ha dato il Figlio soltanto per mezzo di Maria, e continua a darci le sue grazie soltanto per mezzo di Maria; è imitare Dio Figlio che venne a noi solo per mezzo di Maria e, avendoci dato l'esempio per fare come egli ha fatto, ci incoraggia ad andare a lui con lo stesso mezzo con il quale egli è venuto a noi, Maria; è imitare lo Spirito Santo che non comunica le grazie e i favori che per mezzo di Maria. Andare a Gesù passando per Maria è onorare veramente Gesù, perché è mettere in risalto la nostra indegnità di avvicinarne l'infinita santità in maniera diretta, da soli, a causa dei peccati commessi; è confessare il bisogno che abbiamo di Maria, la sua santa Madre, quale avvocata e mediatrice presso di lui, nostro mediatore.
Vuol dire ancora accostarci al Cristo, nostro mediatore e fratello, e prostrarci davanti a lui riconoscendolo Dio e giudice di tutti. Insomma, è praticare quell'umiltà che sempre rapisce il cuore di Dio.
Consacrarsi così a Gesù per Maria equivale a mettere nelle mani di Maria le nostre opere, le quali, anche quando sembrano buone, sono invece spessissimo macchiate e perciò indegne dello sguardo e della accettazione da parte di Dio, il quale gradisce soltanto le cose pure.
Preghiamo dunque la buona Madre e padrona affinché, dopo aver raccolto la nostra povera offerta, la purifichi, la santifichi, la elevi e l'abbellisca fino a renderla degna di Dio. «Se vuoi offrire a Dio qualcosa sia pure di poco valore, dice san Bernardo, mettila nelle mani di Maria se non vuoi essere respinto».
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Buon Dio! Quanto è poco quello che facciamo! Mettiamolo allora nelle mani di Maria. Quando ci saremo dati realmente a lei fino al punto a cui possiamo arrivare, spogliandoci di tutto per farle onore, ella sarà infinitamente più generosa verso di noi: si comunicherà a noi interamente, con i suoi meriti e le sue virtù; deporrà la nostra offerta sul vassoio d'oro della sua carità; come Rebecca fece con Giacobbe, ci rivestirà degli splendidi abiti del Figlio primogenito e unigenito, Gesù, cioè dei meriti di cui è depositaria.
(San Luigi G. di Montfort)
9. Immersa nella luce di Dio
Maria è vissuta, come noi, sotto il segno del transitorio e dell'effimero. La sua vita, come quella di tutti i figli di questa terra, è stata una serie ininterrotta di vicissitudini, di cose che nascono e che muoiono. Inizia in un angolo sperduto della Palestina, tranquillo e sconosciuto, e si spegne nel silenzio, senza che il mondo ne sappia nulla.
Ella conosce tutti quei mutamenti che sono la legge propria della nostra esistenza, tutta la monotonia quotidiana della vita dei figli di Eva: la preoccupazione per il pane quotidiano, una buona dose di sofferenze e di lacrime, un mazzolino di modeste gioie.
Il suo tempo è suddiviso come il nostro: qualche ora di felicità interiore e profonda in Dio suo Salvatore, un gran numero di ore grigie o monotone, di quelle che sembrano non avere né contenuto né sapore; infine delle ore di grande sofferenza...
La vita di Maria si è svolta, come la nostra, sotto il segno della caducità. Ma in un punto era totalmente diversa.
Ciò che dà alla nostra vita l'aspetto doloroso di un enigma indecifrabile, non è tanto il carattere oscuro del nostro destino, quanto la nostra condizione di peccatori. Sì, è questo che rende così ardua e confusa l'esistenza umana.
Un istante di pentimento, frutto della grazia divina, invano tenta di cancellare ciò che ore di traviamento hanno creato di funesto per l'eternità nelle profondità della nostra anima; niente potrà colmare il passivo che esse rappresentano: sono morte, totalmente e per sempre. Sono ricadute nel nulla del passato e nessuno potrà mai più farle rivivere sotto il segno del bene.
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Oltre a Gesù, sappiamo che c'è un solo essere umano la cui vita è stata diversa: Maria, la Vergine, l'Immacolata, la sempre pura. In lei si verifica un fatto che il nostro cuore fatica tanto a credere, perché ha sempre davanti a sé le proprie esperienze amare: che un essere umano sia capace di entrare nell'eternità senza doversi pentire di nulla.
Ora questo essere umano esiste, è Maria. Non c'è un momento della sua vita che essa debba rinnegare, nemmeno un momento vuoto e sterile. Nessun atto di cui possa arrossire, nessuno che sia avvolto di ombra, nessuno che sia caduto nell'abisso del passato senza aver acceso una luce eterna. Così tutta l'esistenza di Maria è entrata nell'eternità: ogni giorno e ogni ora, ogni battito della sua vita profonda, tutte le sue gioie e sofferenze, i più grandi e i più umili momenti della sua vita. Niente di tutto ciò è perduto, tutto continua a vivere, tutto è assunto nella pienezza eterna della sua anima entrata nella patria beata.
(K. Rahner, L'homme au miroir de l'année chrétienne)
E. LETTURE SALESIANE
1. Motivi di confidenza in Maria
(San Giovanni Bosco, Il mese di maggio consacrato a Maria SS. Immacolata)
In tutto il Vecchio Testamento Maria è chiamata tutta bella e senza macchia: è paragonata al sole che risplende; alla luna che è nella pienezza di sua luce; alle stelle più luminose; ad un giardino pieno di fiori deliziosi; ad una fonte sigillata da cui scaturisce acqua limpida; ad un'umile colomba; ad un giglio purissimo.
Nel Vangelo poi viene dall'angelo Gabriele chiamata piena di grazia. «Piena di grazia», ossia creata e formata nella grazia, il che vuol dire che Maria dal primo istante di sua esistenza fu senza macchia originale ed attuale, e senza macchia perseverò fino all'ultimo respiro di vita...
L'essere Maria esente da ogni macchia di peccato originale ed attuale; essere adorna di tutte le virtù che noi possiamo immaginare; essere stata da Dio ricolma di grazia più di ogni altra creatura; tutte queste prerogative la fecero trascegliere fra tutte le donne ad essere innalzata alla dignità di madre di Dio.
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Questo è l'annunzio che le fece l'angelo; questo ripeté santa Elisabetta quando fu dalla santa Vergine visitata; questo è il saluto che le fanno ogni giorno i cristiani dicendo: Santa Maria, Madre di Dio, pregate per noi.
Al glorioso nome di Madre di Dio vien meno l'ingegno umano; perciò chinando la fronte in segno di profonda venerazione, ci limitiamo a dire che nessuna creatura può conseguire maggior grado di gloria.
Ma se il titolo di Madre di Dio è glorioso per Maria, esso è altrettanto glorioso per noi che, essendo redenti da Gesù Cristo, diventiamo suoi figli e fratelli del suo divin Figlio. Infatti, divenendo ella Madre di Gesù, vero Dio e vero uomo, divenne anche madre nostra. Gesù Cristo nella sua grande misericordia volle chiamarci suoi fratelli, e con tal nome ci costituisce tutti figli adottivi di Maria.
Il Vangelo conferma quanto qui diciamo. Il divin Salvatore era in croce e pativa i dolori della più penosa agonia. La Madre sua santissima e l'apostolo Giovanni stavano ai suoi piedi, immersi nel più profondo dolore.
Quando Gesù, aprendo gli occhi — e forse fu l'ultima volta che li aprì nella vita mortale — vide il discepolo prediletto e la sua cara Madre, con le labbra moribonde disse a Maria: «Donna, ecco in Giovanni il tuo figliuolo». Poi disse a Giovanni: «Ecco in Maria la madre tua».
In questo fatto i santi Padri riconoscono unanimi la volontà del divin Salvatore il quale, prima di lasciare il mondo, voleva darci Maria per madre nostra amorosa, e noi tutti costituiva suoi figliuoli.
Maria inoltre è nostra madre perché ci rigenerò per mezzo di Gesù Cristo nella grazia. Perciò, come Eva è detta madre dei viventi, così Maria è madre di tutti i fedeli per grazia.
A questo proposito san Guglielmo abate si esprime così: «Maria è madre del Capo, quindi è anche madre delle membra, che siamo noi. Dando alla luce Gesù, ella generò spiritualmente anche noi».
Ecco, o carissimi, chi è Colei che io propongo alla vostra venerazione. Ella è la più santa fra tutte le creature, è la madre di Dio, è la madre nostra: una madre potente e pietosa, che ardentemente desidera ricolmarci di celesti favori.
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2. Ausiliatrice e Madre della Chiesa (Don Egidio Viganò, ACS 289, pp. 22-24)
Don Bosco, pur mutuando dai più accreditati autori i presupposti dottrinali della devozione all'Ausiliatrice, li ha individuati e approfonditi con particolare robustezza teologica e con concretezza pastorale. Essi illuminano l'indole propria della devozione e del culto a Maria «Aiuto dei Cristiani» e debbono essere coltivati e approfonditi nei suoi devoti. Si riferiscono specificamente alla mediazione vittoriosa di Maria in favore della fede del popolo cristiano e in aiuto della Chiesa Cattolica guidata dal Papa e dai Vescovi.
«Il bisogno — scrive il nostro Fondatore — oggi universalmente sentito d'invocare Maria non è particolare, ma generale; non sono più tiepidi da infervorare, peccatori da convertire, innocenti da conservare. Queste cose sono sempre utili in ogni luogo, presso qualsiasi persona. Ma è la stessa Chiesa Cattolica che è assalita. È assalita nelle sue funzioni, nelle sacre sue istituzioni, nel suo capo, nella sua dottrina, nella sua disciplina; è assalita come Chiesa Cattolica, come centro della verità, come maestra di tutti i fedeli».
Questo caratteristico aspetto di «aiuto ecclesiale», fondante per Don Bosco il titolo di Ausiliatrice, non pare sia stato allora legato da altri devoti o carismatici a titoli mariani. Don Bosco unì già il titolo di «Ausiliatrice» a quello di «Madre della Chiesa» che noi, con gioia, abbiamo visto proclamato da Paolo VI alla fine del Vaticano II. Dobbiamo sottolineare che è appunto «il senso vivo della Chiesa» l'elemento più caratterizzante della dottrina dell'Ausiliatrice.
Con quanta attualità si può rilanciare questa devozione se consideriamo l'interesse con cui si è venuto sviluppando, oggi, il suggestivo rapporto «Maria-Chiesa».
Maria, infatti, è «già» quello a cui tende la Chiesa: ne è la profezia e il fermento. Essa aiuta la Chiesa a realizzare la sua stessa funzione di «seconda Eva» in una maternità verginale di grazia. Così «il mistero della Chiesa si incontra attraverso il volto di Maria. Guardando a Lei, si vede vivere la Chiesa: sono i suoi occhi che spiegano i misteri» (M. Magrassi). Persino uno scrittore non cattolico [Max Thurian, oggi però sacerdote cattolico] afferma: «Si può dire che non si dà una giusta visione della Chiesa se non dove c'è uno spazio per Maria nella fede e nella pietà. Il rinnovamento della Chiesa è strettamente legato al rilancio di una sana pietà mariana. Si perde il senso della Chiesa-Madre là dove si perde il senso della vocazione materna della Vergine Maria».
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Il suo ruolo materno rappresenta il fulcro del rapporto di Maria con la Chiesa: entrambe esistono e sono sante in funzione della maternità ed entrambe generano nella verginità. C'è, così, un nesso intimo tra «maternità» ed «evangelizzazione», tra «Maria-Chiesa» ed «azione apostolica».
Tutto questo risulta significativamente attuale per la nostra spiritualità e ha conseguenze operative determinanti. Quindi, la devozione all'Ausiliatrice animata dal più vivo senso ecclesiale, appare in Don Bosco come una scelta dottrinale precorritrice che lega la «pietà mariana» con il «senso della Chiesa» in una singolare forma di mutua inseparabilità e di comune crescita.
3. La devozione a Maria Ausiliatrice e il nostro impegno apostolico ed ecclesiale (Don Egidio Viganò, ACS 289, pp. 24-25)
La devozione all'Ausiliatrice animata dal più vivo senso ecclesiale, appare in Don Bosco come una scelta dottrinale precorritrice, che lega la «pietà mariana» con il senso della Chiesa in una singolare forma di mutua inseparabilità e di comune crescita.
Il «senso della Chiesa» si traduce quotidianamente in una coscienza attiva di «membro» con una profonda spiritualità del-l' azione .
Ciò comporta non solo un atteggiamento costantemente generoso di operosità apostolica in genere, ma un vero e proprio impegno «ecclesiale»; ossia, una operosità esplicitamente guidata dalla chiara coscienza di essere e di agire come membro corresponsabile di quel Corpo di Cristo che è la Chiesa. Ma la Chiesa considerata non in senso vago, bensì in quanto essa, «costituita e organizzata come società, sussiste nella Chiesa cattolica; governata dal Successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui» (LG 8).
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Un impegno, quindi, particolarmente definito dalla concretezza storica e situazionale della vita, cattolica. Questa opzione realista, che può portare anche al martirio, s'avvicina necessanamente a posizioni di lotta che potrebbero assumere, in determinate situazioni, anche l'aspetto di una scelta politica; è ciò che accadde un po', proprio negli anni '60, nell'Italia delle apparizioni di Spoleto e della caduta di Roma. Ebbene, Don Bosco eccelle nel fare della devozione all'Ausiliatrice un impegno reale per la Chiesa Cattolica, evitando sempre di trasformarla in una bandiera temporale a favore della rivoluzione o della antirivoluzione di turno.
Per saper tenere un tale atteggiamento si ispira al criterio pratico caratteristico dell'«attività materna», che non è mossa da ideologie astratte ma da esigenze vitali, che fa tutto il bene che può anche se non può arrivare all'ottimo, e che cura più il tessuto delicato della vita che l'elaborazione dei grandi programmi.
Può essere sintomatico constatare che non c'è posto per una simile attività vitale (e quindi non si trova nessun elemento di parallelismo con Maria) nelle più famose ideologie sociali, per esempio nel marxismo, che pur mostrano varie coincidenze parallele con la strutturazione ecclesiastica.
Il realismo pedagogico di Don Bosco ha espresso attraverso la sua devozione mariana una autentica «mistica dell'azione», nel senso profondo di san Francesco di Sales, unita permanentemente a una forte, anche se più volte nascosta, «ascesi dell'azione».
4. L'Ausiliatrice e il carisma salesiano (Don Egidio Viganò, ACS 289, pp. 28-30)
La devozione all'Ausiliatrice risulta un fattore integrante del «fenomeno salesiano» nella Chiesa, perché entra a formar parte vitale della sua totalità. Non avrebbe senso, anzi sarebbe deleterio, tentar di separare la nostra spiritualità dalla devozione a Maria Ausiliatrice, così come non si può isolare, perché sarebbe assurdo, Don Bosco dalla Madonna.
La devozione all'Ausiliatrice è, dunque, un elemento imprescindibile del nostro Carisma; ne permea la fisionomia e ne vitalizza le componenti.
Senza una sana vitalità della dimensione mariana, la nostra spiritualità ne risentirebbe in vigore e in fecondità; mentre, per altro, la cura opportuna di un profondo rilancio mariano farà rinverdire tutta la vocazione salesiana.
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Basti osservare come la nostra devozione all'Ausiliatrice è in strettissimo interscambio vitale sia con la «missione» salesiana che con lo «spirito» proprio del nostro Carisma.
Innanzitutto, là sua intima vincolazione con la missione salesiana: è Maria, la «Pastorella» dei sogni, che ne designa l'indole propria e ne individua i destinatari, assegnandoci un campo di «pastorale giovanile»; è la sua caratteristica di Ausiliatrice che apre la missione salesiana ai grandi orizzonti dei problemi socio-religiosi di attualità, e a una chiara scelta di servizio alla Chiesa universale e di collaborazione con i suoi Pastori; è la sua materna bontà che ispira la nostra criteriologia pastorale e ci insegna un metodo d'appoggio ai nostri destinatari.
Poi, il suo profondo rapporto con lo spirito salesiano: esso trova in Maria, vista come Ausiliatrice, la sua ispirazione e il suo modello. Uno spirito centrato sulla «carità pastorale», ispirato all'amore materno della Madonna e radicato nell'amore materno della Chiesa, che implica un acuto ascolto dell'iniziativa di Dio, un'adesione totale a Cristo e una piena disponibilità alle sue vie; uno spirito permeato di speranza (sicuro dell'«aiuto» dall'Alto) in un clima interiore di sostanziale ottimismo nella valutazione delle risorse naturali e soprannaturali dell'uomo; uno spirito di fecondità apostolica vivificato dallo zelo per la Chiesa; uno spirito di operosa iniziativa e di duttilità appropriato alle vicissitudini cambianti della realtà; uno spirito di bontà e di comportamento familiare con quella ricchezza e semplicità di atteggiamenti che ha la sua sede nella sincerità del cuore; uno spirito di magnanimità (come nel «magnificat») che ha l'umile ardimento di fare tutto il bene che si può, anche quando sembra temerario, lasciandosi guidare dal coraggio della fede e dal buon senso, più in là degli estremismi o dei perfezionismi...
Come nella vita di Don Bosco la devozione all'Ausiliatrice, esplicitata nella piena maturità della sua vocazione, è allo stesso tempo il punto terminale di un itinerario di crescita e la piattaforma di lancio di tutto il suo vasto progetto apostolico, allo stesso modo nella spiritualità salesiana essa costituisce la sintesi concreta delle sue varie componenti e la fonte vitale del suo dinamismo e della sua fecondità.
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5. La devozione a Maria Ausiliatrice nella Famiglia Salesiana
(Don Egidio Viganò, ACS 289, pp. 8.11.12)
Non sono irrilevanti le motivazioni che ci devono muovere a rilanciare la devozione a Maria Ausiliatrice in tutta la Famiglia Salesiana.
Ricordiamone alcune delle più importanti: serviranno a illuminare e fondare meglio il nostro impegno. (...)
— C'è una ragione dedotta da un aspetto caratteristico della devozione stessa all'Ausiliatrice: si tratta di una dimensione mariana che è, per natura, fatta appunto per i tempi difficili. Don Bosco stesso lo manifestava a don Cagliero con quella famosa affermazione: «La Madonna vuole che noi la onoriamo sotto il titolo di Auxilium Christianorum: i tempi corrono così tristi che abbiamo proprio bisogno che la Vergine Santissima ci aiuti a conservare e difendere la fede cristiana» (MB 7,334).
Orbene, noi stiamo vivendo e sperimentando oggi difficoltà veramente gravi e inedite, sia per la fede dei credenti, per la vita della Chiesa e per il ministero dei suoi Pastori, che per le riforme sociali e politiche, per l'educazione integrale dei giovani e per la promozione dei ceti popolari.
Se quella dell'Ausiliatrice è una dimensione mariana intonata specificamente alle ore di difficoltà e se Don Bosco e la sua Famiglia sono stati suscitati dallo Spirito come strumenti specializzati ed efficaci per propagarne la devozione nella Chiesa, si dovrà concludere che le attuali difficoltà, tanto complesse e problematiche, della Chiesa e della Società esigono con urgenza da noi un accurato rilancio mariano.
— Un'altra ragione, più particolarmente specifica per noi, è la correlazione intima che si dà, di fatto, tra il nostro spirito salesiano e la devozione a Maria Ausiliatrice.
Don Bosco non è arrivato per caso a tale devozione; né essa dipende da una qualche apparizione locale; essa si presenta piuttosto come la maturazione di tutta una linea spirituale e apostolica che si è andata precisando e sviluppando con gli apporti di determinate congiunture storiche, lette alla luce di un profondo dialogo personale con lo Spirito Santo nel contesto dei caratteristici tocchi mariani tanto familiari nel divenire quotidiano della vita di Don Bosco.
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L'Ausiliatrice appare come la cuspide di ciò che Don Bosco sentiva di Maria: avvocata, soccorritrice, madre deí giovani, protettrice del popolo cristiano, vincitrice del demonio, trionfatrice delle eresie, aiuto della Chiesa in difficoltà, baluardo del Papa e dei Pastori insidiati dalle forze del male. Una tale devozione alla Madre di Dio è la concretizzazione pratica di quella santità dell'azione che ha caratterizzato la spiritualità di Don Bosco. Basterebbe ripensare al suo dialogo con il pittore Lorenzone, a cui chiedeva di rappresentare la Madonna al centro di tutto un gigantesco dinamismo ecclesiale (MB 8,4), o guardare l'attuale quadro della basilica di Valdocco per scoprire, direi quasi, una connaturalità tra spirito salesiano impastato d'apostolato ecclesiale e devozione a Maria Ausiliatrice.
Se, perciò, tutto il movimento conciliare di rinnovamento dei Religiosi porta a una riattualizzazione della loro specifica spiritualità, ciò dovrà significare per noi un forte rilancio della componente mariana del nostro carisma.
6. Devozione all'Ausiliatrice e apostolato giovanile (Don Egidio Viganò, ACG 309, pp. 13.16-17)
L'operosità dell'Ausiliatrice a favore del Popolo di Dio, pellegrino nella storia, impegna intrepidamente nella lotta tra il bene e il male, con chiara convinzione che la Chiesa cattolica è «il germe e l'inizio del Regno di Cristo e di Dio», inviata per annunciarlo e instaurarlo in tutte le genti.
Noi Salesiani abbiamo nella Chiesa, per iniziativa di Maria, un compito audace ed urgente: proclamare nel Popolo di Dio l'appello del Vangelo ai giovani per una loro concreta santità. Dobbiamo saper difenderne non solo la vera possibilità, ma anche e soprattutto costruire pedagogicamente la testimonianza viva della santità giovanile, come ha fatto Don Bosco con Domenico Savio e con tanti altri giovani a Valdocco. Ci affidiamo a Maria per ottenere, con la sua intercessione, l'approfondimento e l'adesione fattiva ai sostanziali criteri di «sacra pedagogia» con cui il nostro Fondatore e Padre seppe costruire l'ambiente educativo e il clima spirituale dell'«Opera degli Oratori».
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Essere portatori nella Chiesa di una concreta profezia di spiritualità giovanile è nostra missione e nostra prioritaria responsabilità: abbiamo ricevuto in eredità il delicatissimo impegno di essere «educatori della Grazia», ossia di saper annunciare e far crescere nel mistero di Cristo e della vita nel suo Spirito i giovani di oggi. È un retaggio sublime e non facile che esige da noi profondità spirituale, sensibilità di futuro, sintonia con lo Spirito Santo, convinta comunione con la speranza di una Chiesa pellegrina che si appresta ad iniziare, con una santità rinnovata e impegnata, il suo terzo millennio di presenza e di fermento nella storia umana. C'è, oggi, urgente bisogno di questa profezia in tutto il mondo, e non dovremmo vederci annoverati mai tra i meno entusiasti e competenti nel proclamarla e tradurla in realtà con aggiornata e valida pedagogia.
È appunto questa la nostra specifica missione! Affidiamoci, perciò, all'Ausiliatrice, nella certezza di realizzare un gesto squisitamente salesiano.
7. L'Atto di Affidamento a Maria
(Don Egidio Viganò, ACG 309, pp. 9-10)
L'affidamento a Maria implica in se stesso una visione più chiara e cosciente della nostra speciale consacrazione sacramentale e religiosa. Favorirà così un ricupero di fedeltà. C'è un rapporto oggettivo e vincoli concreti tra il nostro essere cristiano e religioso e la funzione ecclesiale di Maria. Nell'Atto di Affidamento intendiamo averne una più costante e attenta considerazione. Maria ci aiuterà a vivere fedelmente la vocazione salesiana, a percepirne la bellezza, ad attuarne la missione. Ci insegnerà a vivere quotidianamente nelle sue varie espressioni la sintesi salesiana della nostra spiritualità così come la compendia la bella preghiera che recitiamo all'Ausiliatrice ogni mattina dopo la meditazione. È una preghiera assai significativa per noi! Con essa ci poniamo sotto la protezione materna di Maria, ci affidiamo a lei e chiediamo il dono della fedeltà, rinnovando l'offerta di noi stessi al Signore nella dedizione alla missione giovanile, del cui spirito viene tracciato un quadro dinamico e pratico di santità. Questo nostro gesto mariano è anché impegno di crescita della nostra coscienza di figli: figli di Dio in Cristo, ma anche figli di Maria, Madre di Dio nel Cristo. La filiazione comporta una vera appartenenza di «consanguineità» spirituale, una vitale parentela di grazia, che orienta la libertà a crescere nell'orbita evangelica dell'obbedienza: «Per Maria a Cristo; figli nel Figlio»!

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«Affidarsi» a Maria e appartenere più coscientemente a lei non significa ridurre gli spazi della propria libertà, ma affermare quelli veri, scelti con predilezione quale ambiente favorevole di famiglia in cui lanciare la maturazione cristiana e la retta espansione del proprio amore.
Qualche santo ha parlato anche di «servitù o «schiavitù materna», non tanto per attutire o cancellare l'iniziativa della libertà, quanto per indicarne con incisiva espressività il senso d'appartenenza totale («totus tuus»!) come pienezza di amore e affermazione di libertà santificata. Nei nostri noviziati e nei centri di formazione questo «senso di appartenenza totale a Maria» era, per lunghi anni, una prassi del tutto libera ma pressoché ordinaria e comune.
Il nostro Padre e Fondatore Don Bosco suggeriva di rendere più cosciente e impegnativo l'aspetto di affidamento mariano con un «atto di filiazione».
La formula da lui redatta per tale Atto è una preghiera di affidamento che centra l'attenzione e la supplica su Gesù Cristo, «primo principio ed ultimo fine». Egli nel suo testamento dalla croce dà «al prediletto apostolo san Giovanni la qualità e il titolo di figliolo della "sua" Madre Maria». Poi rivolge direttamente la preghiera del devoto alla Madonna per chiederle di «poter appartenere a lei» come figlio, di «averla per Madre»; infatti, «affidato» alla sua bontà, la «elegge» per Madre supplicandola di «riceverlo»; le «fa una donazione intiera e irrevocabile di tutto se stesso» e «si abbandona» nelle sue braccia confidando nella sua «materna protezione». Ecco bene espressi, in questa formula di Don Bosco, il significato proprio del gesto di affidamento e anche le fondamentali sue esigenze e impegni. È un atto di fede che rinnova la coscienza battesimale della filiazione. La redazione stessa dell'«Atto» è una testimonianza di intuizione ecclesiale aperta alla maturazione posteriore sulla linea del rinnovamento postconciliare mariano.
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2.2.5. LA «PREGHIERA COMUNE»
La preghiera comune (o preghiera dei fedeli, o preghiera li-tanica, o «invocazioni») si può realizzare
— con invocazioni libere (ma pensate) da parte dei partecipanti alla celebrazione, con opportuna introduzione del celebrante;
— o ricorrendo a formulari già preparati, di cui ci è offerta grande abbondanza nella stessa Liturgia, e facilmente reperibili. Per es. nella Liturgia delle Ore (nel Proprio delle feste della BVM e nel Comune della BVM) e nell'Orazionale. In essi si può aggiungere qualche invocazione più adatta alla celebrazione che si sta realizzando.
— Si possono usare come preghiera comune altri testi di preghiera alla Vergine opportunamente introdotti dal celebrante ed eventualmente conclusi dall'orazione finale. Per es. l'Inno Akdthistos (v. pp. 626-628); o la Preghiera di san Germano (v. p. 634); o la parte mariana della Professione di fede di Paolo VI (p. 642s); o altre che si possono trovare anche nel repertorio di Preghiere alla Vergine alle pp. 616ss. Qui si offrono alcuni esempi, di varia impostazione.
1. Tempo di Natale
C In comunione con tutti gli uomini, raccomandiamo al Signore le loro necessità; e rinnoviamo il nostro impegno di servizio per l'edificazione del regno.
GT Risplenda in noi, Signore, la tua luce.
G Perché la Parola di Dio, annunziata dai Profeti, discesa nel grembo della Vergine, predicata dagli Apostoli, sia per ogni uomo luce che splende nelle tenebre, sorgente di grazia e di verità, preghiamo.
Perché la Chiesa, guidata dalla Vergine, renda testimonianza alla luce e conduca gli uomini a riconoscere in Cristo il Salvatore del mondo, preghiamo.
Perché la pace, che il Verbo Incarnato ha portato sulla terra, sia custodita nel cuore dei discepoli e sia da loro testimoniata nei rapporti sociali, preghiamo.
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Perché i cristiani, ispirandosi al «Fiat» della Vergine, compiano fedelmente la volontà di Dio e vivano nel servizio dei fratelli, preghiamo.
C Eterno Padre, che hai posto nella Vergine Maria
il trono della tua Sapienza,
illumina la tua Chiesa con la luce del Verbo della Vita,
perché nello splendore della verità
cammini fino alla piena conoscenza
del tuo mistero d'amore.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
2. Immacolata
C Celebrando con gioia la Concezione Immacolata della Beata Vergine Maria, preghiamo insieme e diciamo: T Ave, o piena di grazia.
Nella tua Concezione, Vergine Maria, fosti benedetta dal Signore, santificata da Dio, tua salvezza.
Tutta santa, senza ombra di peccato, sei divenuta la Madre del Signore.
Bianca come la neve è la tua veste; il tuo volto splendente come il sole.
Tu sei la gloria di Gerusalemme, la letizia d'Israele, l'onore del nostro popolo.
Ti seguiamo, o Vergine Immacolata, attratti dalla tua bellezza e santità.
C Signore Gesù, che hai costituito la tua Madre Immacolata modello e figura luminosa della Chiesa, per sua intercessione concedici di essere liberati dalle nostre colpe e di aspirare alla perfezione della santità. Tu che vivi e regni nei secoli.
T Amen.
3. Immacolata
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C Nella Vergine Madre, preservata dal peccato originale, colmata di grazia dallo Spirito Santo, Dio ci offre l'immagine dell'umanità nuova, che partecipa in pienezza alla vittoria di Cristo. Per intercessione di Maria Immacolata innalziamo al Padre nello Spirito la nostra preghiera.
GT Trasformaci con il tuo Spirito in creature nuove, Signore.
G Perché la Chiesa, primizia dell'umanità redenta e della nuova creazione, viva in pienezza il dono di Dio e si apra costantemente all'effusione rinnovatrice dello Spirito Santo, preghiamo.
Perché la potenza del Signore, che preservò la Vergine dal peccato originale, tolga dalla nostra vita il peso e la tristezza del peccato e ci faccia gustare la vera libertà dei figli, preghiamo.
Perché tutti noi fedeli possiamo riconoscere in Maria Immacolata un segno di consolazione e di speranza in mezzo alle prove della vita, preghiamo.
Perché ogni vita nuova concepita nel grembo materno sia accolta e custodita come un valore intangibile e come dono e benedizione di Dio, preghiamo.
C Dio della salvezza,
che in Maria hai esaudito le attese
e le speranze dell'umanità,
fa' che questa nostra generazione,
liberata da ogni forma di orgoglio e di violenza,
costruisca con la forza del tuo Spirito
un mondo nuovo, la nuova civiltà dell'amore.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
4. Maternità di Maria
C Per intercessione di Maria, Madre del Redentore e Madre nostra, con fiducia di figli innalziamo la nostra sup-lica al Padre delle misericordie, il Dio che dà la vita.
G Preghiamo insieme dicendo: Noi ti preghiamo, ascoltaci o Signore!
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G Per la Vergine Madre, figlia di Sion, guarda la tua Chiesa, perché in attento ascolto di ogni tua Parola annunci e testimoni ai popoli il tuo vangelo...
Per la Vergine Madre, arca delle benedizioni divine, guarda con bontà ogni uomo, perché con la tua benedizione possa rendere vere le parole e i gesti di augurio e di pace che rivolge ai fratelli all'inizio di questo nuovo anno...
Per la Vergine Madre, tua Serva fedele, guarda tutti i giovani del mondo perché crescano davanti a te sapienti e giusti...
Per la Vergine Madre, la «piena di grazia», guarda le spose e le madri della terra perché accolgano con gioia e custodiscano con amore il dono dei figli...
Per la Vergine Madre, piena realizzazione dell'uomo nuovo, guarda i popoli della terra, perché, trasformati dal tuo Spirito, ricerchino con cuore nuovo le vie della pace...
Per la Vergine Madre, donna del dolore colmo di speranza, guarda gli ammalati, perché la loro sofferenza diventi altare e sacrificio per la salvezza dei fratelli...
Per la Vergine Madre, potente Aiuto dei cristiani, guarda la Famiglia Salesiana, perché viva il «non basta amare» di Don Bosco rinnovando il suo impegno di santità nella carità pastorale verso i giovani...
C Padre Santo, Dio di immensa misericordia, che nella fede e nell'amore della Vergine Madre sei venuto incontro all'umanità, ti sei fatto uno di noi in Gesù tuo Figlio, sostieni ancora oggi la tua Chiesa perché sappia generare la tua Parola fatta carne, per la pace di tutti gli uomini. Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
5. Annunciazione
C Dio ha voluto Maria Santissima, Madre del Figlio suo,
piena di ogni grazia e benedizione. Preghiamo che di que
sta ricchezza renda partecipi la Chiesa e l'intera umanità. GT Dio dell'amore e della pace, ascoltaci.
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G Per la Chiesa in cammino nel mondo, perché, come Maria, accolga e mediti la parola di Dio e conformi la sua vita al messaggio che annunzia, preghiamo.
Per i discepoli del Signore, perché, come la Vergine dell'Annuncio, sappiano riconoscere e aderire al progetto di Dio nella storia della salvezza, preghiamo.
Per i cristiani che si trovano nel dubbio, perché, sull'esempio della Vergine, si affidino interamente al Signore e diventino beati per la fede, preghiamo.
Per quanti vivono il mistero del dolore, perché, uniti con la Vergine Madre, attingano consolazione e speranza alle sorgenti del Salvatore, preghiamo.
Per noi, perché a imitazione di Maria, donna forte e sapiente, diventiamo adulti nella fede e cooperiamo al mistero della redenzione, preghiamo.
C Tu hai voluto, Padre, che all'annuncio dell'angelo,
la Vergine Immacolata concepisse il tuo Verbo eterno,
e, avvolta dalla luce dello Spirito Santo,
divenisse tempio della nuova alleanza:
fa' che aderiamo umilmente al tuo volere,
come la Vergine si affidò alla tua parola.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
6. Vergine dell'ascolto
C Nel devoto ricordo della Beata Vergine Maria, che ha custodito la parola di Dio meditandola nel suo cuore, invochiamo Gesù nostro Salvatore e diciamo insieme: Ascoltaci, o Signore.
G Perché imitiamo Maria, sempre attenta alla parola di Dio e serva fedele della sua volontà, preghiamo.
Perché Maria ci insegni a conoscere a fondo Gesù, la
sua vita e i suoi misteri di salvezza, preghiamo.
Perché il nostro cuore, purificato dal peccato, sia sempre aperto alla grazia di Dio e all'amore verso il prossimo, preghiamo.
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Perché portando sempre Gesù nel cuore, viviamo nella gioia evangelica e diveniamo operatori di pace, preghiamo.
c Accogli, o Signore Gesù, le nostre umili preghiere e concedici che, imitando la Vergine Maria, viviamo in purezza e semplicità di cuore e otteniamo il soccorso della tua misericordia. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
T Amen.
7. Ausiliatrice
C Eleviamo al Padre la nostra preghiera in unione a quella di Maria, nostra Madre e fonte della nostra gioia. Diciamo insieme:
GT Con Maria, nostra madre, ti preghiamo: ascoltaci, Signore.
G Per il Papa: sia confortato dal sensibile aiuto di Maria e trovi nella Chiesa «il frutto di quella forza pastorale che scaturisce dal culto reso alla Vergine». Preghiamo.
Per tutti i fedeli cristiani sparsi sulla terra: «la pietà verso la Madre del Signore sia per loro occasione di crescita nella grazia divina» e aiuto potente per realizzare nell'unità della fede e nella comunione degli spiriti il progetto di amore di Cristo. Preghiamo.
Per le popolazioni oppresse dalla violenza: trovino nella materna sollecitudine di Maria «la visione serena e liberante» e l'appoggio rassicurante che vince l'angoscia e alimenta la speranza, per camminare forti nella fede verso la città di Dio. Preghiamo.
Per tutte le anime consacrate: contemplando «la Vergine Maria nella sua donazione» sappiano con tenera devozione e con tenace proposito guardare i suoi esempi per riprodurli nella propria vita, operando per il trionfo della gloria di Dio. Preghiamo.
Per tutti i giovani, speranza della Chiesa: nel loro cammino verso la conquista della propria pienezza sentano accanto a sé Maria, la Donna nuova, la Madre che ama e soccorre. Preghiamo.
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Per la nostra Congregazione: senta tutta la portata della sua particolare appartenenza a Maria e affidandosi al suo «efficace soccorso di Ausiliatrice» si rinnovi ogni giorno nell'impegno di una fedeltà fiduciosa, forte, perseverante. Preghiamo.
Per tutti noi qui presenti: imitando Maria SS. che ha amato con dedizione totale Cristo e la Chiesa sappiamo vivere la nostra consacrazione e sentirci tutti rinnovati nella fede e nella gioiosa speranza. Preghiamo.
C O Dio, che nella Vergine Maria ci hai dato la Madre e l'aiuto potente per realizzare in pienezza la nostra vocazione apostolica, concedici di saper essere sempre disponibili a Dio e ai fratelli. Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
8. Ausiliatrice
C Sostenuti dalla Vergine, Madre e Ausiliatrice della Chiesa, con fede e fiducia di figli, preghiamo il Padre.
G Diciamo insieme: Ascoltaci, o Signore.
Padre misericordioso e fedele, per intercessione di Maria, Vergine e Madre, concedi alla tua Chiesa di essere come lei madre sempre feconda di nuovi figli. Preghiamo.
Padre misericordioso e fedele, per intercessione di Maria, umile serva del Signore, sostieni il nostro papa... nel suo ministero di unità nella Chiesa. Preghiamo.
Padre misericordioso e fedele, per intercessione di Maria, tua figlia prediletta, fa' che tutti gli uomini abbiano la gioia di conoscere e accogliere con gratitudine il dono della figliolanza divina. Preghiamo.
Padre misericordioso e fedele, per intercessione di Maria, Vergine della speranza, concedi ai giovani di oggi di amare la vita, di credere al domani, di essere nel nostro mondo profezia di novità e speranza. Preghiamo.
Padre misericordioso e fedele, per intercessione di Maria, Madre e Ausiliatrice della Chiesa, concedi alla Congregazione Salesiana la grazia di vivere con rinnovata fedeltà la donazione totale a te nell'evangelizzazione dei giovani. Preghiamo.
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C O Signore, Dio onnipotente,
che hai dato alla tua Chiesa, come Madre e Aiuto,
la Vergine Santissima, ascolta la preghiera
che per sua intercessione ti presentiamo.
Tu che vivi nei secoli.
T Amen.
9. Ausiliatrice (da una preghiera di san Giovanni Bosco)
O Maria, Vergine santa e potente prega per noi
Tu, grande e illustre difesa della Chiesa, prega per noi
Tu, aiuto mirabile dei cristiani, prega per noi
Tu, terribile come esercito schierato in battaglia, prega per noi
Tu, che hai distrutto tutti gli errori del mondo, prega per noi
Tu, che ci soccorri nelle angustie, nelle lotte, nelle necessità prega per noi
Tu, nostra difesa dal nemico infernale, prega per noi
Tu, conforto nell'ora della nostra morte, prega per noi
C Preghiamo.
O Dio misericordioso, vieni in aiuto della nostra debolezza e per intercessione della Vergine Maria, concedici di godere la salute dell'anima e del corpo e guidaci alla gioia senza fine. Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
10. Preghiera corale alla Vergine
C Padre Onnipotente,
ricordati della Chiesa.
T Annunci con apostolico coraggio Gesù, segno di contraddizione, perché il cuore degli uomini si apra alla salvezza.
C Ricordati del mondo intero,
soprattutto di coloro che sono
nella sofferenza per le guerre,
le malattie, l'odio, le avversità della vita.
T Sappiano accettarle sull'esempio di Maria
come «compimento nella loro carne»
di ciò che manca ai dolori di Cristo.
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C Ricordati di noi qui presenti.
T La tua Parola viva ed efficace
penetri in noi,
purifichi con la sua forza
il nostro cuore
e ci renda generosi
ad accogliere la sofferenza della croce
per la salvezza del mondo.
Il Signore sia con voi. T E con il tno spirito.
C Preghiamo.
Signore Dio,
che hai posto Gesù,
tuo Servo sofferente,
a segno di contraddizione,
concedi a noi
di custodire, sull'esempio di Maria, la tua Parola,
fino alla rivelazione finale
del tuo amore che salva.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
11. Oppure
C Noi crediamo, o Vergine Maria:
T fin dall'eternità, insieme all'incarnazione,
tu sei stata predestinata quale madre di Dio.
In questa terra fosti Palma madre del Redentore,
compagna generosa e sua umile ancella.
Tu hai cooperato in modo singolare
con l'obbedienza, la fede,
la speranza e l'ardente carità
all'opera del Salvatore:
restaurare la vita divina delle anime.
C O Vergine, noi ti ringraziamo:
T tu in cielo, dove vivi nella gloria della risurrezione,
continui la tua missione di salvezza
con la tua molteplice intercessione.
Con amore materno ti prendi cura di noi,
fratelli del tuo Figlio,
peregrinanti in mezzo a pericoli e affanni,
fino a che non saremo nella patria beata.
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C O Maria,
T con gioia ti riconosciamo
nostra madre nell'ordine della salvezza.
C O Dio, che nella Vergine Maria
hai concesso al tuo Figlio
una compagna generosa del tutto eccezionale
nell'opera della redenzione,
concedi a noi
di portare con generosità e consapevolezza
il peso e la gioia della salvezza di tutti gli uomini.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
12. Oppure
C Padre, fonte di ogni grazia,
ricordati della tua Chiesa.
T Essa sia fedele al suo compito
di Madre dei credenti,
e guardando a Maria estenda la tua famiglia
su tutta la terra.
C Guarda con amore tutti i tuoi sacerdoti.
T «Credano» alla missione che Dio ha loro affidato,
predichino il Vangelo non per piacere agli uomini,
ma a Dio che scruta i cuori.
Accettino con amore tutte le sofferenze
necessarie per generare alla fede
coloro ai quali tu li mandi
per farne un popolo a te gradito.
C Ricordati di questa nostra comunità.
T Nata dalla fede nella tua Parola,
sia testimone autentica
per la diffusione del tuo regno.
C Il Signore sia con voi.
T E con il tuo spirito.
595
C Preghiamo.
O Dio di bontà,
tu hai voluto che Maria,
madre umana di Cristo, tuo Figlio,
divénisse madre spirituale
della nuova comunità dei credenti:
concedi a noi
di essere figli suoi
nella fede e nell'amore.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
13. Oppure
C Padre, ricordati della tua Chiesa
T nata nel dolore della croce.
Animata dallo Spirito,
sia per tutti gli uomini
madre della gioia e della salvezza.
C Ricordati di tutte le madri
che, come Maria, hanno visto morire il figlio ucciso dall'odio, dalla guerra o dalla fame.
T Il loro dolore sia per l'umanità sorgente di riconciliazione e di pace.
C Ricordati di tutti coloro
che pensano come Dio è morto.
T Possano incontrarlo risorto e vivo
nella Chiesa,
comunità di fede, d'amore e di speranza.
C Ricordati di noi qui presenti rinati dall'acqua e dallo Spirito.
T Come il discepolo prediletto, anche noi accogliamo Maria, madre della nostra vita.
C Il Signore sia con voi.
T E con il tuo spirito.
C Preghiamo.
Dio, nostro Padre,
tu hai fatto di Maria
la figura della Chiesa
e l'hai donata al discepolo fedele
come madre spirituale;
concedi a noi di accogliere
la Chiesa come nostra madre
e di gioire nella famiglia spirituale
che ci hai donato.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
596
2.2.6. ORAZIONE FINALE
Si riportano qui alcune orazioni prese dalla Liturgia del Proprio e del Comune della BVM.
I. Dal Proprio della BVM
1. Immacolata Concezione
O Dio, che nell'immacolata Concezione della Vergine
hai preparato una degna dimora per il tuo Figlio
e in previsione della morte di lui
l'hai preservata da ogni macchia di peccato,
concedi anche a noi, per sua intercessione,
di venire incontro a te in santità e purezza di spirito.
Per Cristo nostro Signore.
2. Annunciazione
Tu hai voluto, Padre,
che all'annunzio dell'angelo
la Vergine immacolata concepisse il tuo Verbo eterno,
e avvolta dalla luce dello Spirito Santo
divenisse tempio della nuova alleanza:
fa' che aderiamo umilmente al tuo volere,
come la Vergine si affidò alla tua parola.
Per Cristo nostro Signore.
3. Maternità divina
O Dio, che nella verginità feconda di Maria
hai donato agli uomini i beni della salvezza eterna,
fa' che sperimentiamo la sua intercessione,
poiché per mezzo di lei
abbiamo ricevuto l'autore della vita,
Cristo tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna per tutti i secoli dei secoli.
597
4. Visitazione
Dio onnipotente ed eterno,
che nel tuo disegno di amore
hai ispirato alla beata Vergine Maria,
che portava in grembo il tuo Figlio,
di visitare santa Elisabetta,
concedi a noi di essere docili all'azione del tuo Spirito,
per magnificare con Maria il tuo santo nome.
Per Cristo nostro Signore.
5. Cuore immacolato
Dio, che hai preparato
una degna dimora dello Spirito Santo
nel cuore della beata Vergine Maria,
per sua intercessione concedi anche a noi, tuoi fedeli,
di essere tempio vivo della tua gloria.
Per Cristo nostro Signore.
6. Addolorata
Dio, tu hai voluto che accanto al tuo Figlio,
innalzato sulla croce,
fosse presente la sua Madre Addolorata:
fa' che la tua santa Chiesa,
associata con lei alla passione del Cristo,
partecipi alla gloria della risurrezione.
Egli è Dio e vive e regna per tutti i secoli dei secoli.
7. Assunzione
Dio onnipotente ed eterno,
che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima
l'immacolata Vergine Maria, madre di Cristo tuo Figlio,
fa' che viviamo in questo mondo
costantemente rivolti ai beni eterni,
per condividere la sua stessa gloria.
Per Cristo nostro Signore.
8. Madre della Chiesa
Dio, Padre di misericordia,
il tuo unico Figlio, morente sulla croce,
ha voluto che fosse madre nostra la sua stessa madre,
la Vergine Maria:
fa' che la tua Chiesa,
sostenuta dall'amore materno della Vergine,
esulti, come madre feconda,
per la santità dei suoi figli
e riunisca tutti i popoli del mondo
nell'unica famiglia dei redenti.
Per Cristo nostro Signore.
598
II. Dal Comune della BVM
1. Concedi ai tuoi fedeli, Signore Dio nostro,
di godere sempre la salute del corpo e dello spirito,
e per la gloriosa intercessione
di Maria santissima, sempre vergine,
salvaci dai mali che ora ci rattristano
e guidaci alla gioia senza fme.
Per Cristo nostro Signore.
2. Perdona, Signore, le colpe dei tuoi figli, e poiché non possiamo salvarci con le nostre opere, ci soccorra l'intercessione della Vergine Maria, madre del tuo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo, che è Dio, e vive e regna per tutti i secoli dei secoli.
3. O Dio, Padre misericordioso, •
soccorri la nostra debolezza,
e per intercessione di Maria,
Madre immacolata del tuo Figlio,
fa' che risorgiamo dal peccato alla vita nuova.
Per Cristo nostro Signore.
4. 0 Dio, che ai tuoi Apostoli riuniti nel cenacolo
con Maria madre di Gesù,
hai donato lo Spirito Santo,
concedi anche a noi,
per intercessione della Vergine,
di consacrarci pienamente al tuo servizio
e annunziare con la parola e con l'esempio
le grandi opere del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.
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5. Dio onnipotente ed eterno,
concedi al tuo popolo
che confida nella materna protezione
della Vergine Maria,
di essere liberato da tutti i mali
per giungere alla gioia eterna del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
6. 0 Dio, che ci hai dato come nostra Madre e Regina la Vergine Maria,
dalla quale nacque il Cristo, tuo Figlio, per sua intercessione
donaci la gloria promessa ai tuoi figli nel regno dei cieli. Per Cristo nostro Signore.
7. 0 Dio, nostro Padre,
come da radice in terra fertile,
hai fatto sbocciare dalla Vergine Maria
il santo germoglio, il Cristo tuo Figlio,
fa' che ogni cristiano,
innestato in lui per mezzo del Battesimo nello Spirito,
possa rinnovare la sua giovinezza,
e dare frutti di grazia, a lode della tua gloria.
Per Cristo nostro Signore.
8. Padre Santo,
che nel cammino della Chiesa, pellegrina sulla terra, hai posto quale segno luminoso la beata Vergine Maria, per sua intercessione
sostieni la nostra fede e ravviva la nostra speranza, perché nessun ostacolo ci faccia deviare
dalla strada che porta alla salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
9. 0 Dio, Padre buono,
che in Maria, primogenita della redenzione,
ci hai dato una madre d'immensa tenerezza,
apri i nostri cuori alla gioia dello Spirito,
e fa' che, a imitazione della Vergine,
impariamo a magnificarti
per l'opera stupenda compiuta nel Cristo tuo Figlio,
che vive e regna nei secoli dei secoli.
600
10. Signore Gesù,
che ci hai dato Maria come madre dolcissima,
e modello perfetto di vita,
concedi a noi di imitare il suo esempio di fede e di carità
e di vivere in povertà di spirito e purezza di cuore
per realizzare l'ideale evangelico di santità.
Tu che vivi e regni nei secoli.
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3. IL SANTO ROSARIO
Con Maria contempliamo il mistero di Cristo per conformarci a lui
3.1. LA PREGHIERA DEL ROSARIO Un esercizio di pietà popolare
Tra gli esercizi di pietà mariana occupa un posto di particolare rilievo il santo Rosario, sia per il suo intrinseco valore, sia per la veneranda tradizione della pietà cristiana convalidata dal Magistero della Chiesa e confermata dall'esempio dei Santi.
È una pratica che, in piena sintonia con gli insegnamenti del Concilio Vaticano II, esalta la funzione della Vergine di portare i fedeli a essere «più intimamente congiunti col Mediatore e Salvatore» (LG 62), facilitando con il suo intervento materno «l'immediato contatto dei credenti con Cristo» (LG 60). Nel Rosario, infatti, «Maria insegna ai suoi figli come unirsi ai misteri di Cristo» (Reg. 74).
Per questo la Chiesa lo inculca particolarmente ai Religiosi, chiamati con speciale vocazione alla sequela di Cristo. Don Bosco Io raccomandò con insistenza ai suoi figli (cf MB 9,356.478), arrivando fino ad affermare che su questa pratica è fondata la sua istituzione (MB 3,294).
Caratteristiche del santo Rosario
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Paolo VI, nella esortazione apostolica Marialis cultus, indica le caratteristiche principali del Rosario, che ne mettono in
risalto l'intrinseco valore e giustificano l'insistenza della Chiesa nel proporlo alla pietà dei fedeli. Esse sono:
— la sua indole evangelica: «in quanto dal Vangelo esso trae l'enunciato dei misteri e le principali formule» (MC 44). Pio XII lo poté definire «compendio di tutto il Vangelo»;
— la sua indole cristologica: in quanto «considera in ordinata successione i principali eventi salvifici che si sono compiuti in Cristo» (MC 45);
— il suo rapporto con la Liturgia, alla quale, pur diversificandosene, si ispira e alla quale «naturalmente conduce»; ad essa quindi non si deve né contrapporre né equiparare: «Hanno per oggetto i medesimi eventi salvifici compiuti da Cristo» (MC 48).
La contemplazione dei misteri
È un «elemento essenziale» del santo Rosario. «Senza di essa il Rosario è corpo senz'anima e la sua recita rischia di diventare meccanica ripetizione di formule» (MC 47).
È importante tener presente questo aspetto per poter acquisire l'atteggiamento spirituale che ci rende capaci della sua valorizzazione e di superare gradualmente le difficoltà e le obiezioni che vi si oppongono. Dice lo stesso Paolo VI (sia pur in diverso contesto) che «ogni espressione di preghiera riesce tanto più feconda, quanto più conserva la sua vera natura e la fisionomia che le è propria» (MC 47). «Per sua natura la recita del Rosario esige un ritmo tranquillo e quasi un indugio pensoso che favoriscano nell'orante la meditazione dei misteri della vita del Signore, visti attraverso il Cuore di Colei che al Signore fu più vicina, e ne dischiudano le insondabili ricchezze» (MC 47). Questo atteggiamento è dunque indispensabile ogni volta che, in qualunque situazione, ci si vuole dedicare alla preghiera del Rosario.
Il Rosario fu chiamato scuola di contemplazione. Recitato o celebrato con umile disponibilità e fiduciosa costanza, ci forma gradualmente a quella dimensione contemplativa che è tanto più urgente quanto più oggi è compromessa dal ritmo stesso della vita. Ciò porta anche ad evidenziarne il valore pedagogico nella formazione specialmente della gioventù, che, se da una parte è più facile vittima della superficialità e della forza spersonalizzante del ritmo frenetico della vita, per altra parte ha bisogno ed è sensibile al richiamo dell'interiorità e della contemplazione dei misteri della salvezza.

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Il santo Rosario e i pii esercizi ad esso ispirati
a) Gli elementi costitutivi della preghiera del Rosario sono frutto di lunga maturazione nella pietà del popolo cristiano, con il riconoscimento dell'autorità della Chiesa. Paolo VI li conferma nella «Marialis cultus» (nn. 49-50). Essi sono: i quindici misteri, suddivisi nelle tre serie — gaudiosi, dolorosi, gloriosi —; la recita del Pater e del Gloria; la serie delle Ave Maria, la cui ripetizione «costituisce l'ordito sul quale si sviluppa la contemplazione dei misteri» (MC 46) e che, richiamandosi ai 150 salmi del Salterio, fece attribuire al Rosario il nome di Salterio della Vergine.
b) La celebrazione comunitaria può portare ad ampliare alcuni degli elementi del Rosario: in particolare l'enunciato dei misteri, con più ampi testi evangelici o biblici; momenti di meditazione silenziosa o di commento ai misteri; l'inserimento di canti di meditazione o di Iode; ecc. La celebrazione del Rosario può così assumere — restando integra, anzi arricchita nella sua struttura — la forma di una celebrazione della Parola. Anche la scelta dei misteri salvifici di Cristo potrà essere variata, se le circostanze della celebrazione lo consigliano.
c) Ci sono poi i «pii esercizi ispirati al santo Rosario», di cui accolgono e sviluppano, «sullo schema consueto delle celebrazioni della Parola», alcuni elementi caratteristici «quali la meditazione dei misteri e la ripetizione litanica della Salutazione angelica» (MC 51). Essi possono adattarsi, in modo vario e creativo, a circostanze e assemblee diverse, in rispondenza alle esigenze di tempi liturgici, di eventi ecclesiali o sociali, di età o ricorrenze significative per i partecipanti, ecc. Può così variare, p.es., la scelta e il numero dei misteri; delle letture bibliche, patristiche, del Magistero, salesiane; momenti di commento; omelia; la composizione di elementi presi dal Rosario; canti; ecc.
d) È importante curare l'apprezzamento e la recita-celebrazione sia del Rosario, sia dei pii esercizi che ad esso si ispirano, con una auspicabile ordinazione di questi ultimi «a far
comprendere più compiutamente le ricchezze spirituali del Rosario stesso e a rivalutarne la pratica presso associazioni e movimenti giovanili» (MC 51).
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Accogliamo l'esortazione conclusiva di Paolo VI: «Il Rosario è preghiera eccellente, nei riguardi della quale il fedele deve sentirsi serenamente libero, sollecitato a recitarlo, in composta tranquillità, dalla sua intrinseca bellezza» (MC 55).
3.2. SCHEMI CELEBRATIVI
3.2.1. INDICAZIONI PRATICHE
PER «CELEBRAZIONI» DEL ROSARIO
E DEI PII ESERCIZI ISPIRATI AL ROSARIO
Questa sezione presenta:
— L'enunciato dei 15 misteri tradizionali.
— Una breve introduzione a ciascuna delle tre serie in cui sono suddivisi: gaudiosi, dolorosi, gloriosi.
— L'indicazione, dopo l'enunciato dei singoli misteri, di un testo biblico che può essere proclamato come ampliamento e integrazione dell 'enunciazione del mistero stesso.
— Infine, una breve riflessione ispirata alla nostra vocazione di apostoli dei giovani, che può essere sostituita o seguita da un tempo di silenzio meditativo o da una breve omelia.
I testi offerti possono essere usati:
— o per la celebrazione integra, con «ritmo tranquillo e quasi indugio pensoso» (MC 47), di una terza parte del Rosario;
— o per comporre «pii esercizi ispirati al Rosario» «sullo schema consueto delle celebrazioni della Parola» (MC 51):
- con la scelta di uno o più misteri;
- la premessa di un canto e una preghiera di introduzione;
- l'eventuale aggiunta di altri canti in momenti opportuni della celebrazione;
- eventualmente una preghiera litanica, o «dei fedeli», con Parer e orazione; oppure Litanie della Madonna (cf rispettivamente pp. 586-597; 617-626).
- canto finale.
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La riflessione può esser sostituita o da una lettura patristica o di altro tipo (che si può scegliere anche dal repertorio che si trova alle pp. 535-585) e/o da una breve omelia, secondo le opportunità e convenienze.
3.2.2. MISTERI GAUDIOSI
L'annuncio gioioso e l'inizio della salvezza
Nei misteri gaudiosi contempliamo, in cinque quadri, l'annuncio e le prime fasi dell'attuazione — «quando venne la pienezza del tempo» (Gal 4,4) — del progetto di Dio in Cristo per la nostra salvezza.
Vi domina il grande mistero dell'incarnazione del Verbo nel seno purissimo di Maria; e ci vengono presentati gli eventi dell'infanzia di Gesù. Con Gesù e Maria, altri personaggi animano questi cinque quadri: l'Angelo dell'annuncio; Elisabetta, che accoglie Maria; a Betlemme i pastori e i Magi; Simeone e Anna che profetizzano di Gesù presentato al Tempio. Essi, mentre negli eventi di cui sono protagonisti sono le prime espressioni dell'adesione di fede al mistero che si compie nella storia, sono stimolo e modelli per noi che, nel nostro cammino di fede, riviviamo il mistero «attraverso il cuore di Maria» (MC 47).
I Mistero: L'annunciazione dell'angelo alla Vergine Maria ASCOLTO DELLA PAROLA: Lc 1,26-38 MEDITAZIONE
Maria risponde «sì» a Dio che la chiama a collaborare alla salvezza dell'uomo. Un «sì» libero e incondizionato, che ha qualificato tutta la sua esistenza e si è venuto confermando e precisando in ogni ulteriore decisione della sua vita, tanto da poter essere definita «un sì a Dio».
Il «sì» di Maria si associa al «sì» del Verbo, che entrando nel mondo disse: «Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà» (Eb 10,7).
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Nell'attuazione della storia della salvezza Dio ha chiesto anche il nostro «sì», il nostro impegno nel suo progetto per la
salvezza dei giovani. Maria, che è all'origine della nostra vocazione, ci è modello e aiuto per una coerenza totale.
Il Mistero: La visita di Maria Vergine a santa Elisabetta ASCOLTO DELLA PAROLA: Lc 1,39-48
MEDITAZIONE
Gesù è ormai presente nel mondo. Maria, che lo porta in sé, è veramente la nuova Arca dell'alleanza, che porta e comunica la salvezza. La reca immediatamente a Giovanni, il precursore, che ne è santificato nel grembo materno. Elisabetta l'accoglie estasiata, come Davide accolse l'Arca antica. Al saluto di Elisabetta risponde il Magnificat di Maria, che, cosciente della sua pochezza creaturale, esalta il Signore per le meraviglie che opera nella storia della salvezza. Anche per noi, al «sì» alla chiamata deve seguire la concreta disponibilità al dono e al servizio, sull'esempio e coll'aiuto di Maria, nello spirito del Magnificat.
III Mistero: La nascita di Gesù a Betlemme ASCOLTO DELLA PAROLA: Lc 2,6-14
MEDITAZIONE
Gesù nasce nel nascondimento e nella povertà; ma la sua nascita è per tutti l'inizio della salvezza. L'Angelo annuncia ai pastori questa «gioia grande» e li avvia all'incontro con il Salvatore che è nato.
Maria, che ci ha donato Gesù, ci chiama ad esserne annunciatori ai giovani e a «celebrare» con loro «l'incontro con Cristo"» (Cost. 36). È il modo di attualizzare il mistero del Natale nella fede e nella nostra missione.
IV Mistero: La presentazione di Gesù al tempio ASCOLTO DELLA PAROLA: Lc 2,22-35
MEDITAZIONE
Nella presentazione al tempio Gesù si sottomette a una prescrizione della Legge; ma l'evento salvifico, oltrepassando
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il valore legale, prelude e anticipa l'offerta pasquale dell'Agnello immacolato per la salvezza del mondo.
La vita di Maria è in perfetta unità con quella di Gesù. La profezia di Simeone, svelando il mistero del Bambino, svela anche quello della Madre: le due vite sono unificate nella prospettiva salvifica della croce.
Offrire e offrirci, con Gesù e con Maria, per la salvezza dei giovani, comporta anche per noi l'ineliminabile prospettiva della croce. La accogliamo nel nostro progetto di vita, sostenuti dalla gioia, che fu di Simeone, di poter contemplare nella fede il mistero del Salvatore e della Madre sua.
V Mistero.- Il ritrovamento di Gesù fra i dottori nel tempio ASCOLTO DELLA PAROLA: Lc 2,41-52
MEDITAZIONE
Per Maria un dolore profondo e una gioia immensa: Gesù smarrito; Gesù ritrovato.
Da Gesù una risposta che, mentre lo manifesta, rilancia il suo mistero: «Essi non compresero le sue parole» (Lc 2,50). La vita di Maria, a contatto con Gesù, è sempre più una peregrinazione nella fede, che qualifica la vita nella sua quotidianità: Gesù «partì con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso» (Lc 2,51).
Anche per noi Gesù resta sempre un mistero da scoprire e da cercare; e la nostra vita è sempre un cammino nella fede, insieme con i giovani che dobbiamo guidare come «educatori alla fede» per «condurli alla persona del Signore» (Cost. 34).
3.2.3. MISTERI DOLOROSI
La salvezza si realizza nell'amore che si dona fino alla morte
La passione e la morte di Gesù sono la prova suprema dell'amore di Dio per noi: «Tanto Dio ha amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito» (Gv 3,16).
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Nei misteri dolorosi riviviamo con Maria, l'Addolorata, le fasi culminanti dell'offerta di Gesù, come un momento intenso del nostro itinerario nella fede.
Il mistero che contempliamo, mentre ci salva, ci coinvolge, come ha profondamente coinvolto Maria, secondo la profezia di Simeone. Dalla sofferenza redentrice di Gesù viene la risposta all'angoscioso interrogativo che sale dal dolore dell'uomo e la valorizzazione di ogni nostro dolore. Gesù che si dona per noi sulla croce attende la nostra risposta nei fratelli: «Da questo abbiamo conosciuto l'amore: egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli» (1 Gv 3,16).
La contemplazione, con Maria, della Passione di Gesù è quindi per noi fonte di consolazione e di amore oblativo.
I Mistero: L'orazione di Gesù nell'orto ASCOLTO DELLA PAROLA: Lc 22,39-46
MEDITAZIONE
La piena consapevolezza che aveva della «sua ora» non annulla per Gesù la prova dello sconforto e dell'angoscia mortale. Da essa lo salva la fiducia nel Padre e l'abbandono alla sua volontà salvifica.
Le parole di Gesù nell'agonia dell'orto ce lo fanno sentire più vicino alle nostre prove e alle nostre angosce: veramente ha preso su di sé la nostra fragilità. Ma ci indicano anche la via per risollevarci: la fiducia nel progetto del Padre e l'abbandono alla sua volontà. È il senso della nostra preghiera, consapevole e unita alla sua, per la salvezza dei giovani ai quali siamo inviati: «Padre, sia fatta la tua volontà».
11 Mistero: La flagellazione di Gesù Cristo ASCOLTO DELLA PAROLA: Me' 15,6-15
MEDITAZIONE
L'umiliazione di Gesù, messo a confronto con un omicida e sottoposto al supplizio della flagellazione, è un aspetto del suo annientamento per nostro amore. «Ho presentato il dorso ai flagellatori» (/s 50,6). Aveva profetizzato Isaia: «Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori... Maltrattato si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello;... per le sue piaghe noi siamo stati guariti (L 53,3.7.5).

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La sequela di Cristo e la condivisione delle sue intenzioni salvifiche comportano la disponibilità all'umiliazione e alle contrarietà. Vale oggi per noi, apostoli dei giovani, quanto Gesù disse ai suoi nei discorsi della Cena: «Se hanno perseguitato me perseguiteranno anche voi» (Gv 15,20).
III Mistero: La coronazione di spine ASCOLTO DELLA PAROLA: Mc 15,16-20
MEDITAZIONE
Una corona di spine sul capo; una canna tra le mani. Un re umiliato, ma un Re vero: «Tu lo dici: io sono re» (Gv 18,37). Nell'amore che dona la vita è la celebrazione della sua regalità e la conquista del suo regno.
All'arrogante ma inconsapevole burla dei soldati romani fa riscontro la nostra commossa adorazione: per quella umiliazione, il Padre «ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto» (Col 1,13); ci ha costituiti «un regno di sacerdoti» (Ap 5,10) e ci invia per essere tra i giovani e con i giovani i ostruttori del suo Regno.
IV Mistero: Il viaggio al Calvario di Gesù, che porta la croce
ASCOLTO DELLA PAROLA: Lc 23,26-33 MEDITAZIONE
Gesù sale la via del Calvario, portando la sua croce. Nella folla che lo segue, due presenze emblematiche: un gruppo di donne che fanno lamento su di lui e un uomo che lo aiuta a portare la croce.
La nostra sequela di Cristo non può accontentarsi di sterili lamenti o di inefficaci rimpianti sul male del mondo, sulle sopraffazioni e le ingiustizie, sulla devastazione morale. Sono per noi — anche in quanto apostoli dei giovani — le parole di Gesù: «Se qualcuno vuol venir dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua» (Lc 9,23).

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V Mistero: Crocifissione e morte di Gesù ASCOLTO DELLA PAROLA: Gv 19,25-30
MEDITAZIONE
L'offerta di Gesù è compiuta. L'amore infinito del Padre si è paradossalmente manifestato nella morte del Figlio per la salvezza del mondo.
Da quel mistero di morte nasce la Chiesa. Maria — presente, compartecipe e amorosamente consenziente all'immolazione della Vittima da lei generata (cf LG 58) — ci viene data come Madre da Gesù morente; e noi le siamo affidati come figli.
Come Giovanni, da quell'ora camminiamo con Maria, che ci introduce nel mistero della Pasqua e ci fa apostoli tra i giovani della novità di vita, accettando con lei ai piedi della croce le estreme esigenze di una vera paternità spirituale.
3.2.4. MISTERI GLORIOSI
«In Cristo Risorto tutta la vita risorge» (Prefazio Pasquale)
Nella contemplazione dei misteri della gloria culmina e si espande la nostra partecipazione, con Maria, agli eventi della salvezza operati in Gesù. Lo scandalo della croce è trasformato nella vittoria di Cristo; essa, comunicandosi a noi, cambia il nostro sgomento in fiduciosa speranza e ci infonde, nelle prove del cammino, l'esultanza dell'alleluia e il germe della gioia. I cieli che si aprono per accogliere Cristo, primizia dei risorti, ci mostrano gli orizzonti luminosi del nostro destino. Lo Spirito, inviato dal Risorto agli apostoli e a noi, ci conferma e ci sostiene nella novità di vita operata in noi dalla Pasqua di Gesù. Maria, associata pienamente al trionfo del Figlio, «come è immagine e inizio della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell'età futura, così sulla terra brilla ora innanzi al peregrinante popolo di Dio quale segno di sicura speranza e di consolazione» (LG 68).
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I Mistero: La risurrezione di Gesù Cristo ASCOLTO DELLA PAROLA: Mt 28,1-10
MEDITAZIONE
La risurrezione di Gesù è l'evento centrale della storia della salvezza, il fondamento della nostra fede: «Se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede... ; ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti» (1 Cor 15,14.20). Maria è colei che «come è stata in modo speciale vicina alla croce del Figlio, così ha avuto un'esperienza privilegiata del Risorto» (Giovanni Paolo II); essa ci guida «a cogliere il significato della Risurrezione» e a formare i giovani alla gioia pasquale per essere costruttori di un mondo rinnovato.
Il Mistero: L'ascensione di Gesù al cielo ASCOLTO DELLA PAROLA: Mt 28,16-20
MEDITAZIONE
Gesù che sale al cielo invia gli apostoli nel mondo e garantisce la continuazione, in modo diverso, della sua presenza in mezzo a loro fino alla fine del tempo.
L'opera di Cristo continua nella Chiesa e, attraverso la Chiesa, continua la sua presenza nel mondo.
La parola di Gesù è la fonte evangelica anche della nostra chiamata e della nostra missione nella Chiesa — non senza una speciale mediazione di Maria — quali apostoli dei giovani, segni e testimoni della presenza tra loro del Cristo Risorto.
III Mistero: La discesa dello Spirito Santo ASCOLTO DELLA PAROLA: At 2,1-4
MEDITAZIONE
Pentecoste. Lo Spirito promesso da Gesù scende sugli Apostoli raccolti nel Cenacolo. Si compie quanto aveva promesso Gesù: «Egli vi insegnerà ogni cosa» (Gv 14,26); «Mi renderà testimonianza e anche voi mi renderete testimonianza» (Gv 15,26). Trasformati nell'intimo e rivestiti di potenza dall'alto» (Lc 24,49) gli Apostoli danno inizio alla loro predicazione; la Chiesa inizia il suo cammino nella storia.
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Maria è presente, con una mediazione materna, alla Chiesa nascente. È presente oggi alla nostra missione, per renderci disponibili all'azione dello Spirito e, così, testimoni di Gesù tra i giovani.
IV Mistero: L'assunzione di Maria in cielo ASCOLTO DELLA PAROLA: Le 1,46-49
MEDITAZIONE
Inseriti in Cristo per mezzo del Battesimo, siamo resi partecipi della sua morte e della sua risurrezione, e lo saremo della sua gloria. San Paolo presenta questa aspirazione come un anelito di tutta la creazione e in particolare di noi che abbiamo la primizia dello Spirito. Essa si è pienamente realizzata in Maria, associata al trionfo di Cristo e, quale nostra sorella, primizia con Cristo dell'umanità risorta e glorificata. Il dogma dell'Assunzione, mentre è il coronamento dei privilegi mariani, è garanzia della nostra attesa.
V Mistero: L'incoronazione di Maria Vergine e la gloria degli Angeli e dei Santi
ASCOLTO DELLA PAROLA: Ap 12,1.10-12
MEDITAZIONE
Alla gloria di Maria in cielo si associano gli Angeli, i Santi e tutte le anime giunte alla salvezza, in attesa della piena partecipazione dopo la risurrezione finale. Essi costituiscono già ora la Chiesa celeste, alla quale siamo intimamente uniti nella carità. In quella gloria, Maria «vestita di sole e coronata di stelle è, dopo Gesù, la gioia e la letizia di tutti gli Angeli e di tutti i Santi» (Pio XII).
Assunta in cielo, continua per gli uomini la sua funzione materna e «si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti... fino a che non siano condotti nella patria beata» (LG 62). È così «segno di sicura speranza e consolazione» (LG 68).
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3.2.5. LE «CLAUSOLE»
NELLA RECITA DEL SANTO ROSARIO
«È noto che, per favorire la contemplazione e fàr corrispondere la mente alla voce, si usava un tempo - e la consuetudine è conservata in varie regioni - aggiungere al nome di Gesù, in ogni "Ave Maria", una clausola che richiamasse il mistero enunciato» (MC 46).
Tali «clausole», aggiunte al nome di Gesù, evidenziano la dimensione cristologica del Rosario. Possono adattarsi alla circostanza della celebrazione sottolineando un aspetto particolare del mistero proposto. La clausola - se non c'è il rischio di appesantire la celebrazione - può anche essere variata durante la stessa decina.
L'uso delle clausole può essere variamente inserito nei «pii esercizi» ispirati al Rosario; per es. con la recita di una decina del Rosario in cui ad ogni «Ave Maria» la guida recita la prima parte dell '«Ave» e l'assemblea risponde ripetendo la clausola, e solo alla decima «Ave» tutti insieme concludono con la recita della seconda parte dell'«Ave Maria» (»Santa Maria...»). Prendendo ad esempio il primo mistero gaudioso lo schema potrebbe essere:
G Enunciazione del mistero
1L Le 1,26-38
2L Breve meditazione o breve omelia del Presidente
Breve pausa meditativa
G Padre nostro...
1 Coro Ave Maria... (Prima parte)
2 Coro Clausola...
T (alla decima Ave) Santa Maria...
G Gloria...
T Com'era nel principio...
Diamo due esempi di «clausole» per ciascuno dei 15 misteri del Rosario:
Per i misteri gaudiosi
(...e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù)
1. che ti fu annunciato dall'angelo;
2. da te portato a Elisabetta;
3. che in te si è fatto uomo;
4. che hai presentato a Dio nel Tempio;
5. che hai ritrovato nel Tempio.
6. 614
Per i misteri dolorosi
1. che nell'ora del dolore ha accettato la volontà del Padre;
2. che fu flagellato come un malfattore;
3. che fu coronato di spine e condannato a morte;
4. che salì il Calvario portando la croce dei nostri peccati;
5. che morì in croce e ci lasciò Maria come Madre.
Per i misteri gloriosi
1. che è risorto da morte per noi;
2. che è asceso al cielo e ritornato presso il Padre;
3. che ci ha inviato il suo Spirito;
4. che ti ha accolta in cielo;
5. che ti ha incoronata Regina del cielo e della terra.
Oppure
Per i misteri gaudiosi
1. che in te si è incarnato;
2. che ti ha resa disponibile nella carità;
3. che è nato per la nostra salvezza;
4. accolto con gioia dal vecchio Simeone;
5. che è venuto per compiere la volontà del Padre.
Per i misteri dolorosi
1. che per noi soffrì agonia e angoscia;
2. che per noi sopportò flagellazione e oltraggio;
3. incoronato di spine e deriso;
4. che cancellò la nostra condanna sul legno della croce;
5. che è morto per noi compiendo ogni Scrittura.
Per i misteri gloriosi
1. che è risorto, come aveva promesso;
2. che è asceso alla destra del Padre;
3. che ci ha inviato lo Spirito Consolatore;
4. che ti ha assunta con sé nella gloria;
5. che ci attende con te nel suo regno.
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4. PREGHIERE ALLA VERGINE

in tutti i tempi il popolo cristiano ha manifestato il suo amore a Maria nelle forme più varie di invocazione, di lode, di ringraziamento. Esse offrono anche a noi oggi un aiuto illuminante ed espressioni valide per la nostra devozione.
4.1. PREGHIERE DEL POPOLO CRISTIANO
ALLA VERGINE
1. L'«ANGELUS» (cf p. 41)
2. IL «REGINA CAELI» (tempo pasquale, cf p. 42)
3. IL «MAGNIFICAT» (cantico della Vergine)
4. 616
G Celebrare il Magnificat è pregare con Maria; è infatti l'unica preghiera di Maria che il Vangelo ci riferisce. È l'inno di lode di Maria a Dio e l'espressione della sua esultanza, nel riconoscimento della sua pochezza crea-turale. Ma è anche, in Maria nostra sorella e nostra Madre, l'espressione della riconoscenza dell'umanità a Dio, per le meraviglie che ha operato nella storia della salvezza. Tutta la Chiesa in questo cantico si unisce a Maria, con lei rinnova la sua lode al Signore e la perpetua nei secoli.
L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza dei suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza per sempre.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
4. LITANIE DELLA MADONNA Litanie Lauretane
Signore, pietà Signore, pietà
Cristo, pietà Cristo, pietà
Signore, pietà Signore, pietà
Oppure
Kyrie, eleison Kyrie, eleison
Christe, eleison Christe, eleison
Kyrie, eleison Kyrie, eleison
Santa Maria prega per noi
Santa Madre di Dio prega per noi
Santa Vergine delle vergini prega per noi
Madre di Cristo prega per noi
Madre della Chiesa prega per noi
Madre della divina grazia prega per noi
Madre purissima prega per noi
Madre castissima prega per noi
Madre sempre vergine prega per noi
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Madre immacolata prega per noi
Madre degna d'amore prega per noi
Madre ammirabile prega per noi
Madre del buon consiglio prega per noi
Madre del Creatore prega per noi
Madre del Salvatore prega per noi
Vergine prudente prega per noi
Vergine degna di onore prega per noi
Vergine degna di lode prega per noi
Vergine potente prega per noi
Vergine clemente prega per noi
Vergine fedele prega per noi
Specchio di perfezione prega per noi
Sede della Sapienza prega per noi
Fonte della nostra gioia prega per noi
Tempio dello Spirito Santo prega per noi
Tabernacolo dell'eterna gloria prega per noi
Dimora consacrata a Dio prega ,u r noi
Rosa mistica prega per noi
Torre della santa città di Davide prega per noi
Fortezza inespugnabile prega per noi
Santuario della divina presenza prega per noi
Arca dell'alleanza prega per noi
Porta del cielo prega per noi
Stella del mattino prega per noi
Salute degli infermi prega per noi
Rifugio dei peccatori prega per noi
Consolatrice degli afflitti prega per noi
Aiuto dei cristiani prega per noi
Regina degli angeli prega per noi
Regina dei patriarchi prega per noi
Regina dei profeti prega per noi
Regina degli apostoli prega per noi
Regina dei martiri prega per noi
Regina dei confessori della fede prega per noi
Regina delle vergini prega per noi
Regina di tutti i santi prega per noi
Regina concepita senza peccato prega per noi
Regina assunta in cielo prega per noi
Regina del santo rosario prega per noi
Regina della pace prega per noi
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Agnello di Dio,
che togli i peccati del mondo, perdonaci, o Signore
Agnello di Dio,
che togli i peccati del mondo, esaudiscici, o Signore
Agnello di Dio,
che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.
G Prega per noi, santa Madre di Dio.
T E saremo degni delle promesse di Cristo
G Preghiamo.
Concedi ai tuoi fedeli, Signore Dio nostro, di godere sempre la salute del corpo e dello spirito, e per la gloriosa intercessione di Maria santissima, sempre vergine, salvaci dai mali che ora ci rattristano e guidaci alla gioia senza fine.
Per Cristo nostro Signore.
Oppure
O Dio, il tuo unico Figlio Gesù Cristo
ci ha procurato i beni della salvezza eterna
con la sua vita, morte e risurrezione:
a noi che, con il santo Rosario della Beata Vergine Maria,
abbiamo meditato questi misteri
concedi di imitare ciò che essi contengono
e di raggiungere ciò che promettono.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Litanie per il rito dell'incoronazione dell'immagine della BVM
Signore, pietà Signore, pietà
Cristo, pietà Cristo, pietà
Signore, pietà Signore, pietà
Oppure
Kyrie, eleison Kyrie, eleison
Christe, eleison Christe, eleison
Kyrie, eleison Kyrie, eleison
Santa Maria prega per noi
Santa Madre di Dio prega per noi
Santa Vergine delle vergini prega per noi
Figlia prediletta del Padre prega per noi
619
Madre di Cristo Re dei secoli prega per noi
Gloria dello Spirito Santo prega per noi
Vergine figlia di Sion prega per noi
Vergine povera e umile prega per noi
Vergine mite e dolce prega per noi
Serva obbediente nella fede prega per noi
Madre del Signore prega per noi
Cooperatrice del Redentore prega per noi
Piena di grazia prega per noi
Fonte di bellezza prega per noi
Tesoro di virtù e sapienza prega per noi
Frutto primo della redenzione prega per noi
Discepola perfetta di Cristo prega per noi
Immagine purissima della Chiesa prega per noi
Donna della nuova alleanza prega per noi
Donna vestita di sole prega per noi
Donna coronata di stelle prega per noi
Signora di bontà immensa prega per noi
Signora del perdono prega per noi
Signora delle nostre famiglie prega per noi
Letizia del nuovo Israele prega per noi
Splendore della santa Chiesa prega per noi
Onore del genere umano prega per noi
Avvocata di grazia prega per noi
Ministra della pietà divina prega per noi
Aiuto del popolo di Dio prega per noi
Regina dell'amore prega per noi
Regina di misericordia prega per noi
Regina della pace prega per noi
Regina degli angeli prega per noi
Regina dei patriarchi prega per noi
Regina dei profeti prega per noi
Regina degli apostoli prega per noi
Regina dei martiri prega per noi
Regina dei confessori della fede prega per noi
Regina delle vergini prega per noi
Regina di tutti i santi prega per noi
Regina concepita senza peccato prega per noi
Regina assunta in cielo prega per noi
Regina della terra e del cielo prega per no.
Regina dell'universo prega per noi
620
Agnello di Dio,
che togli i peccati del mondo, perdonaci, o Signore
Agnello di Dio,
che togli i peccati del mondo, ascoltaci, o Signore
Agnello di Dio,
che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.
C Prega per noi, gloriosa Madre del Signore. T E saremo degni delle promesse di Cristo.
Conclusione come a pag. 619.
Litanie alla BVM, per la riconciliazione (Convegno di Loreto 1985)
G Fratelli e sorelle, imploriamo la misericordia di Dio e invochiamo l'intercessione di Maria, perché possiamo accogliere e vivere il dono della riconciliazione e possiamo essere, come la Vergine, ai piedi delle infinite croci degli uomini, per apprendervi nuovi insegnamenti e recarvi conforto e cooperazione redentrice.
Signore, pietà Signore, pietà
Cristo, pietà Cristo, pietà
Signore, pietà Signore, pietà
Santa Maria della speranza prega per noi
Santa Maria del cammino prega per noi
Santa Maria della luce prega per noi
Pienezza di Israele prega per noi
Profezia dei tempi messianici prega per noi
Aurora del mondo nuovo prega per noi
Madre di Dio prega per noi
Madre del Messia liberatore prega per noi
Madre dei redenti prega per noi
Madre di tutte le genti prega per noi
Vergine del silenzio prega per noi
Vergine dell'ascolto prega per noi
Vergine del canto prega per noi
Serva del Signore prega per noi
Serva della Parola prega per noi
Serva della redenzione prega per noi
Serva del Regno prega per noi
Discepola di Cristo prega per noi
621
Testimone del Vangelo prega per noi
Sorella degli uomini prega per noi
Inizio della Chiesa prega per noi
Madre della Chiesa prega per noi
Modello della Chiesa prega per noi
Immagine della Chiesa prega per noi
Voce di libertà prega per noi
Voce di comunione prega per noi
Voce di pace prega per noi
Segno del volto materno di Dio prega per noi
Segno della vicinanza del Padre prega per noi
Segno della misericordia del Figlio prega per noi
Segno della fecondità dello Spirito prega per noi
T Noi ti salutiamo, Vergine Maria,
figlia della nostra storia,
tu che fosti il corpo della nostra umanità
dove pose le radici nel nostro tempo
Gesù, tuo Figlio per sempre.
Noi, i viventi di questo tempo di vecchiezza,
noi che non conosciamo il lampo della gloria,
noi ti chiediamo semplicemente
di intercedere presso lo Spirito che ti amò,
affinché abiti sponsalmente in noi come in te.
Saremo, noi di questa terra,
i testimoni dell'eternità:
a lode e gloria del Padre,
nella diversità unificante dei doni dello Spirito,
per essere qui il corpo visibile di Cristo.
Oppure
T Padre santo,
ti lodiamo e ti benediciamo
perché, nel cammino della Chiesa
pellegrina sulla terra,
hai posto quale segno luminoso
la beata Vergine Maria.
In lei noi contempliamo
la discepola fedele al tuo disegno d'amore:
umile collaboratrice all'opera della riconciliazione,
serva dell'unità in Cristo di tutti i figli dispersi.
Con lei, nello Spirito del tuo Figlio risorto,
622
proclamiamo il canto sgorgato dalla fede:
memoria dei tuoi interventi nella storia degli uomini,
parola nuova che coglie e trasfigura
i gemiti della creazione.
Come lei, ti chiediamo
di rendere docile il nostro cuore
alle parole del Maestro e di seguirne le ispirazioni,
perché nell'amore vicendevole
possiamo servire gli uomini del nostro tempo
a risvegliare in essi una viva speranza,
dono del tuo Spirito.
A te, o Padre,
che puoi compiere molto di più
di quanto possiamo domandare,
la gloria, la potenza e l'onore
per Cristo con lo Spirito Santo,
nella santa Chiesa, ora e nei secoli dei secoli.
Amen.
Litanie ricavate dalla «Marialis cultus» di Paolo VI
Signore, pietà Signore, pietà
Cristo, pietà Cristo, pietà
Signore, pietà Signore, pietà
Madre di Dio prega per noi
Madre del Signore prega per noi
Madre di Gesù prega per noi
Ma :re del Figlio di Dio prega per noi
Madre del Verbo incarnato prega per noi
Madre dell'Autore della vita prega per noi
Madre del Servo sofferente di Iahvè prega per no'
Madre cooperatrice del Salvatore prega per noi
Madre associata alla passione del Figlio prega per noi
Madre del Re prega per noi
Madre del Capo e delle membra prega per noi
Madre della Chiesa prega per noi
Madre dei viventi prega per noi
Madre della misericordia prega per noi
Madre della grazia prega per noi
Madre che conduce i suoi figli
a sconfiggere il peccato prega per noi
623
Madre santa prega per noi
Madre amorosissima prega per noi
Madre nostra prega per noi
Madre gloriosa prega per noi
Vergine Maria prega per noi
Vergine santa prega per noi
Vergine obbediente e fedele prega per noi
Vergine di Nazaret prega per noi
Vergine in ascolto prega per noi
Vergine in preghiera prega per noi
Vergine madre prega per noi
Vergine offerente prega per noi
Vergine addolorata prega per noi
Vergine strettamente associata al Figlio tuo prega per noi
Vera sede della Sapienza prega per noi
Via che conduce al Cristo prega per noi
Vero tempio di Dio prega per noi
Vittoria della speranza sull'angoscia prega per noi
Vittoria della comunione sulla solitudine prega per noi
Vittoria della pace sul turbamento prega per noi
Assunta in cielo prega per noi
Ausiliatrice e Avvocata prega per noi
Gloriosa e sempre vergine Maria prega per noi
Arca dell'Alleanza prega per noi
Benedetta dall'Altissimo prega per noi
Beata Maria prega per noi
Consolatrice degli afflitti prega per noi
Cooperatrice del Redentore prega per noi
Donna nuova prega per noi
Donna forte prega per noi
Donna umile e povera prega per noi
Dimora dello Spirito di Dio prega per noi
Maestra di vita spirituale prega per noi
Modello di vita evangelica prega per noi
Modello di virtù davanti a tutta
la comunità degli eletti prega per noi
Prima e perfetta seguace di Cristo prega per noi
Regina di misericordia prega per noi
Rifugio dei peccatori prega per noi
Salute degli infermi prega per noi
Santuario dello Spirito Santo prega per noi
624
Speranza dei cristiani prega per noi
Vera nostra sorella prega per noi
Vittoria della vita sulla morte prega per noi
Agnello di Dio,
che togli i peccati del mondo, perdonaci, o Signore Agnello di Dio,
che togli i peccati del mondo, ascoltaci, o Signore
Agnello di Dio,
che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.
Conclusione come a pag. 619.
Litanie ricavate dalla ‹‹Lumen gentium•>
Signore, pietà Signore, pietà
Cristo, pietà Cristo, pietà
Signore, pietà Signore, pietà
Madre di Dio prega per noi
Madre Vergine del Verbo della vita prega per noi
Madre dell'Emmanuele prega per noi
Madre del Divino Redentore prega per noi
Madre del Signore e Salvatore prega per noi
Madre di Cristo prega per noi
Madre del Figlio di Dio prega per noi
Madre nostra nell'ordine della grazia prega per noi
Madre dei viventi prega per noi
Madre degli uomini prega per noi
Madre dei fedeli prega per noi
Madre dei cristiani prega per noi
Figlia prediletta dell'eterno Padre prega per noi
Tempio dello Spirito Santo prega per noi
Compagna generosa del Salvatore prega per noi
Figlia di Adamo prega per noi
Eccelsa Figlia di Sion prega per noi
Umile serva del Signore prega per noi
Immagine e inizio della Chiesa prega per noi
Novella Eva prega per noi
Vergine beata prega per noi
Vergine immacolata prega per noi
Piena di grazia prega per noi
Regina dell'universo prega per noi
Nostra Avvocata prega per noi
Nostra Ausiliatrice prega per noi
625
Nostra Soccorritrice prega per noi
Nostra Mediatrice prega per noi
Segno di speranza e di consolazione prega per noi
Tu che hai donato la vita al mondo prega per noi
Tu che hai sofferto
col Figlio morente sulla Croce prega per noi
Tu che con gli Apostoli
hai implorato il dono dello Spirito prega per noi
Agnello di Dio,
che togli i peccati del mondo, perdonaci, o Signore Agnello di Dio,
che togli i peccati del mondo, ascoltaci, o Signore
Agnello di Dio,
che togli i peccati ad mondo, abbi pietà di noi.
Conclusione come a pag. 619.
5. INNO DELLA CHIESA GRECA ALLA VERGINE Dall'inno Aluithistos (stanza 1)
1G Il più eccelso degli angeli - fu mandato dal cielo
per dire «Ave» alla Madre di Dio.
Al suo incorporeo saluto - vedendoti in lei fatto uomo,
Signore,
in estasi stette - acclamando la Madre così:
2G Ave, per te la gioia risplende;
ave, per te il dolore s'estingue.
Ave, salvezza d'Adamo caduto;
ave, riscatto del pianto di Eva.
T Ave, Vergine Sposa!
20 Ave, tu vetta sublime - a umano intelletto;
ave, tu abisso profondo - agli occhi degli angeli.
Ave, in te fu elevato - il trono del Re;
ave, tu porti Colui - che tutto sostiene.
T Ave, Vergine Sposa!
2G Ave, o stella che il Sole precorri; ave, o grembo del Dio che s'incarna. Ave, per te si rinnova il creato; ave, per te il Creatore è bambino.
T Ave, Vergine Sposa!
626
Dall'inno Akgthistos (stanza 5)
1G Con in grembo il Signore - premurosa Maria
ascese e parlò ad Elisabetta.
Il piccolo in seno alla madre - sentì il verginale saluto,
esultò
e balzando di gioia - cantava alla Madre di Dio:
2G Ave, o tralcio di santo germoglio;
ave, o ramo di frutto illibato.
Ave, coltivi il divino Cultore;
ave, dài vita all'Autor della vita.
T Ave, Vergine Sposa!
2G Ave, tu campo che frutti - ricchissime grazie; ave, tu mensa che porti - pienezza di doni. Ave, un pascolo ameno - tu fai germogliare; ave, un pronto rifugio - prepari ai fedeli.
T Ave, Vergine Sposa!
2G Ave, di suppliche incenso gradito; ave, perdono soave del mondo. Ave, clemenza di Dio verso l'uomo; ave, fiducia dell'uomo con Dio.
T Ave, Vergine Sposa!
Dall'inno Akgthistos (stanza 13)
1G Di natura le leggi - innovò il Creatore,
apparendo tra noi suoi figlioli.
Fiorito da grembo di Vergine - lo serba qual era da sempre, inviolato;
e noi, che ammiriamo il prodigio - cantiamo alla Santa:
2G Ave, o fiore di vita illibata;
ave, corona di casto contegno.
Ave, tu mostri la sorte futura;
ave, tu sveli la vita degli angeli.
T Ave, Vergine Sposa!
2G Ave, magnifica pianta - che nutri i fedeli;
ave, bell'albero ombroso - che tutti ripari.
Ave, tu in grembo portasti - la Guida agli erranti;
ave, tu desti alla luce - chi affranca gli schiavi.
T Ave, Vergine Sposa!
627
2G Ave, tu supplica al Giudice giusto; ave, perdono per tutti i traviati. Ave, tu veste ai nudati di grazia; ave, amore che vinci ogni brama.
T Ave, Vergine Sposa!
Dall'inno Akàthistos (stanza 19)
1G Tu difesa di vergine - Madre Vergine, sei, e di quanti ricorrono a te:
ché tale ti fece il Signore - di tutta la terra e del cielo,
o Illibata,
abitando il tuo grembo - e invitando noi tutti a cantare:
2G Ave, colonna di sacra purezza;
ave, tu porta d'eterna salvezza.
Ave, inizio di nuova progenie;
ave, datrice di beni divini.
T Ave, Vergine Sposa!
2G Ave, tu vita hai ridato - ai nati nell'onta; ave, hai reso saggezza - ai privi di senno. Ave, o tu che annientasti - il gran seduttore; ave, o tu che dei casti - ci doni l'Autore.
T Ave, Vergine Sposa!
2G Ave, tu grembo di nozze divine; ave, che unisci i fedeli al Signore. Ave, di vergini alma nutrice; ave, che l'anime porti allo Sposo.
T Ave, Vergine Sposa!
4.2. PREGHIERE DELLA FAMIGLIA SALESIANA
ALLA VERGINE AUSILIATRICE
1. Formula della benedizione
con l'invocazione di Maria Ausiliatrice
C 11 nostro aiuto è nel nome del Signore.
T Egli ha fatto cielo e terra. Ave, o Maria...
628
O Madre santa di Dio, noi ci rifugiamo sotto la tua protezione. Nelle nostre necessità non respingere le nostre suppliche; e liberaci sempre da ogni pericolo,
Vergine gloriosa e benedetta.
C Maria, aiuto dei cristiani. T Prega per noi.
C Signore, ascolta la mia preghiera. T E il mio grido giunga a te.
C 11 Signore sia con voi. T E con il tuo spirito.
C Preghiamo.
O Dio, onnipotente ed eterno, che per opera dello Spirito Santo hai preparato il corpo e l'anima della gloriosa Vergine e Madre Maria, perché divenisse una degna abitazione per il tuo Figlio: concedi a noi, che ci rallegriamo per il suo ricordo, di essere liberati, per sua intercessione, dai mali presenti e dalla morte eterna. Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
C La benedizione di Dio onnipotente Padre e Figlio e Spirito Santo discenda su di voi (te) e con voi (te) rimanga sempre.
T Amen.
2. Atto di affidamento a Maria (Adorazione e lode trinitaria)
Noi Salesiani,
adunati nell'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo,
adoriamo e rendiamo grazie, col cuore di Don Bosco,
a quell'Amore infinito che ha tanto amato il mondo
da donare il suo unico Figlio
e da inviare il suo Spirito
per la redenzione e la santificazione dell'Uomo.
Gloria a te, Padre di misericordia,
a te, Figlio redentore,
a te, Spirito santificatore,
uno e trino Amore che salva!
Ti lodiamo, divina Trinità,
per aver ineffabilmente associata Maria all'opera della salvezza,
innalzandola a Madre di Dio e Madre nostra.

629
(Supplica e memoria cristologica)
E tu, Signore Gesù,
Figlio di Maria e primizia del mondo nuovo,
donaci il tuo Spirito
che susciti nei nostri cuori gli stessi sentimenti del tuo amore.
Ti supplichiamo di rinnovare per noi
l'ineffabile Testamento fatto sulla Croce,
quando hai lasciato all'apostolo Giovanni
la qualità e il titolo di figlio della tua Madre Maria.
Ripeti anche per ognuno di noi quelle parole:
«Donna, ecco il tuo figlio!»,
perché sappiamo vivere sempre con «Maria in casa»!
Ella rimanga maternamente con noi;
ci prenda per mano e sia la nostra Ispiratrice
nell'evangelizzazione dei «piccoli e dei poveri».
Ci aiuti ad essere pietre vive della Chiesa,
in comunione di vita e di azione con il Papa e i Vescovi.
Ci ottenga intensità di ascolto e zelo apostolico
per divenire validi profeti di speranza
nel prossimo avvento del terzo millennio della Fede cristiana.
Ci educhi all'inventiva pastorale
e a quell'attraente bontà, nutrita di ascesi,
che ci rendono esperti nel dialogo e nell'amicizia,
specialmente tra i giovani più poveri.
(Fiducia e consegna a Maria)
O Ausiliatrice Madre della Chiesa,
noi Salesiani di Don Bosco
oggi ci affidiamo, personalmente e comunitariamente,
alla tua bontà ed intercessione.
Affidiamo a te il prezioso tesoro delle nostre Costituzioni,
l'impegno di fedeltà e di unità nella Congregazione,
la santificazione dei suoi membri, il lavoro di tutti
animato da un atteggiamento di culto in spirito e vita,
la fecondità vocazionale,
l'ardua responsabilità della formazione,
l'audacia e la generosità missionaria,
l'animazione della Famiglia Salesiana e soprattutto l'operoso ministero di predilezione verso la gioventù. Ti proclamiamo, con gioia,
«Maestra e Guida» della nostra Congregazione.
630
Accogli, ti preghiamo, questo filiale Atto di affidamento
e fa' che partecipiamo sempre più vivamente
al Testamento del tuo Gesù sul Calvario:
per Lui, con Lui e in Lui
ci proponiamo di vivere e di lavorare instancabilmente
nell'edificazione del Regno del Padre.
Maria, Aiuto dei cristiani, prega per noi!
C Con Don Bosco nel fervore profetico degli inizi della sua missione tra i giovani poveri ripetiamo in unione con tutta la Famiglia Salesiana le parole dell'angelo alla Vergine Immacolata:
T Ave, o Maria...
3. Invocazione di san Giovanni Bosco a Maria Ausiliatrice
O Maria, Vergine potente,
Tu, grande e illustre difesa della Chiesa,
Tu, aiuto mirabile dei cristiani,
Tu, terribile come esercito schierato a battaglia,
Tu, che hai distrutto da sola tutti gli errori del mondo,
Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle necessità
difendici dal nemico
e nell'ora della morte
accoglici nei gaudii eterni. Amen.
4. Santissima e Immacolata Vergine Maria
Santissima e Immacolata Vergine Maria, noi guardiamo a te, umile serva del Signore,
con te ringraziamo il Padre
che in noi ha operato le meraviglie del suo amore. Rinnoviamo il nostro «sì» al suo progetto di salvezza per il quale ci ha consacrato con la vocazione salesiana come segni e portatori del suo amore ai giovani, specialmente i più poveri.
631
Insegnaci a vivere, fedeli allo Spirito Santo
sull'esempio di san Giovanni Bosco,
una vita semplice e povera, di lavoro e temperanza,
nell'affetto e nel dialogo fraterno,
nella dedizione e nella preghiera.
Prega per noi, Ausiliatrice della Chiesa:
tu che hai camminato nella fede e nella carità
e vivi nella gloria del tuo Figlio,
fa' che il nostro servizio sia fedele e generoso,
e ci sia donata la gioia della piena comunione
nella casa del Padre. Amen.
5. O Maria Ausiliatrice, Madre della Chiesa
O Maria Ausiliatrice, Madre della Chiesa,
Ispiratrice e Guida della Famiglia Salesiana,
Tu intuisci maternamente il cuore di tutti i confratelli,
Tu illumini e difendi la loro consacrazione apostolica,
Tu conosci e promuovi
il progetto educativo-pastorale a loro affidato,
Tu comprendi le loro debolezze, le limitazioni e le sofferenze,
Tu ami la gioventù assegnata a ciascuno di loro
come dono di predilezione.
Ebbene, o Santa Vergine Madre di Dio,
potente aiuto del Papa, dei Pastori
e di tutti i loro collaboratori,
prendi sotto il tuo premuroso patrocinio
quella umile e laboriosa Società di San Francesco di Sales.
Essa, con filiale fiducia, vuole affidarsi solennemente a Te;
e Tu, che sei stata la Maestra di Don Bosco,
insegnale ad imitare tutte le sue virtù!
(Don E. Viganò, ACG 309, p. 21)
6. A Maria Ausiliatrice
Signore Gesù,
Tu hai donato a Don Bosco
quale Madre, Maestra e Ausiliatrice,
la stessa tua santissima Madre,
e per suo mezzo gli hai indicato
il campo della missione,
ispirandolo a fondare la nostra Società.
632
Continua a guardare con benevolenza questa tua Famiglia,
e fa' che sentiamo sempre viva tra noi
la presenza e l'opera di Maria,
«Madre della Chiesa e Ausiliatrice dei cristiani».
Affidàti a lei e sotto la sua guida,
donaci di essere tra i giovani
testimoni del tuo inesauribile amore.
(Progetto di vita SDB, p. 135)
7. A Maria Ausiliatrice
O Maria, Madre di Dio e Madre della Chiesa,
noi crediamo che tu occupi un posto singolare
nella storia della salvezza
e che sei la maestra e la guida della nostra Famiglia.
Con gioia contempliamo e vogliamo imitare
la tua fede e la tua disponibilità al Signore,
la tua riconoscenza per le grandi cose operate dal Padre,
la tua carità pastorale e la tua fedeltà nell'ora della croce.
Ci affidiamo a te con amore di figli:
Immacolata, tu ci educhi alla pienezza del dono di noi stessi,
Ausiliatrice, tu ci infondi coraggio e fiducia
nel servizio del Popolo di Dio.
Ti preghiamo, o Vergine Santa,
di continuare la tua protezione
su ciascuno di noi,
sulla nostra Congregazione, sull'intera Famiglia Salesiana,
e sui giovani che tu affidi a noi.
(Progetto di vita SDB, p. 654)
4.3. PREGHIERE DI SANTI ALLA VERGINE 1. Preghiera di san Bernardo
Ricordati, o piissima Vergine Maria:
non si è mai udito al mondo
che qualcuno sia ricorso al tuo patrocinio,
abbia invocato il tuo aiuto,
chiesta la tua protezione,
e sia stato abbandonato.
Animato da questa fiducia,
a te ricorro, o madre,
Vergine delle vergini.
633
A te vengo,
come peccatore pentito,
mi inginocchio davanti a te.
Non respingere, o Madre di Dio, le mie preghiere,
ma ascoltami, piena di bontà, ed esaudiscimi.
2. Ave, Maria, più santa dei santi
Ave, Maria!
Piena di grazia, più santa dei santi, più elevata dei cieli, più gloriosa degli angeli, più venerabile d'ogni creatura.
Ave, celeste paradiso!
Tutto fragranza, giglio che olezza soave, rosa profumata che si schiude a salute dei mortali.
Ave, tempio immacolato di Dio! Costruito santamente,
reso adorno di divina magnificenza, aperto a tutti, oasi di mistiche delizie.
Ave, monte ombroso!
Sul quale pascola l'Agnello santo che s'addossa le miserie e i peccati di tutti.
Ave, trono santo di Dio!
Dimora beata, ornamento sublime, gioiello prezioso, cielo rilucente.
Ave, urna d'oro purissimo! Che contieni la manna, Cristo, soave dolcezza delle nostre anime.
Ave, purissima Vergine Madre!
Degna di lode e di venerazione,
fonte d'acque zampillanti,
tesoro di innocenza, splendore di santità.
Tu, o Maria,
guidaci al porto della pace e della salvezza, a gloria di Cristo che vive in eterno con il Padre e con lo Spirito Santo. Amen. (San Germano)
634
3. Madre ammirabile
Madre ammirabile,
presentami al tuo caro Figlio come suo eterno schiavo,
affinché, avendomi egli riscattato per mezzo tuo,
per mezzo tuo mi riceva.
Madre di misericordia,
fammi la grazia di ottenere la vera Sapienza di Dio,
e mettimi a tal fine nel numero di coloro
che tu ami, istruisci, dirigi, nutri e proteggi
come tuoi figli e schiavi tuoi.
Vergine fedele,
rendimi in ogni cosa un perfetto discepolo,
imitatore e schiavo dell'incarnata Sapienza,
Gesù Cristo tuo Figlio,
e fa' ch'io giunga, per tua intercessione e a tuo esempio,
alla pienezza dell'età sua in terra
e della sua gloria in cielo.
(San Luigi G. di Montfort)
4. 0 Vergine fedele
O Vergine fedele,
tu resti notte e giorno in un profondo silenzio,
in una ineffabile pace,
in una divina orazione che non cessa mai,
con l'anima tutta inondata dagli eterni splendori.
Il tuo cuore come un cristallo riflette il Divino,
l'Ospite che l'abita,
la Bellezza che non tramonta.
O Maria,
tu attiri il cielo
ed ecco il Padre ti consegna il suo Verbo
perché tu ne sia la Madre,
e lo Spirito d'amore ti copre con la sua ombra.
A te vengono i Tre;
è tutto il cielo che s'apre e si abbassa fmo a te.
Adoro il mistero di questo Dio
che s'incarna in te, Vergine Madre.
O Madre del Verbo,
dimmi il tuo mistero dopo l'Incarnazione del Signore;
come passasti sulla terra tutta sepolta nell'adorazione. Custodiscimi sempre in un abbraccio divino.
635
Che io porti in me l'impronta di questo Dio amore. (Santa Elisabetta della Trinità)
5. Concedimi, o Vergine Immacolata
Concedimi, o Vergine Immacolata,
che io possa lodarti con tutto il mio impegno
e con sacrificio personale
Concedimi di vivere, lavorare, soffrire,
consumarmi e morire per te.
Concedimi di contribuire
ad una sempre maggiore esaltazione di te.
Che io possa renderti tanta gloria
quanta nessuno ti ha mai reso nel passato.
Concedi ad altri di superarmi nello zelo per la tua esaltazione,
e a me di superare loro,
così che, in una nobile emulazione,
la tua gloria si accresca sempre di più,
come desidera Colui che ti ha innalzata
al di sopra di tutte le creature.
In te Dio è glorificato
più che in tutti i suoi santi.
Per te Dio ha creato il mondo,
per te mi ha chiamato all'esistenza.
Fammi degno di lodarti,
o Vergine Immacolata.
(San Massimiliano Kolbe)
6. Affidamento a Maria
O Immacolata Regina del cielo e della terra, rifugio dei peccatori e Madre nostra amorosissima, cui Dio volle affidare l'economia della sua misericordia, ai tuoi piedi santissimi mi prostro io misero peccatore, supplicandoti di accettare tutto l'essere mio come cosa e proprietà tua.
A te, o Madre, offro tutte le facoltà dell'anima mia e del mio corpo, e nelle tue mani santissime rimetto la mia vita, la mia morte, la mia eternità, affinché d'ora in poi tu disponga di tutto il mio essere come a te piace.
636
Fa' che nelle tue mani purissime e misericordiosissime io sia strumento adatto a farti conoscere e amare da tante anime tiepide e fuorviate, e accrescere così, quanto più è possibile, il numero dei tuoi veri ammiratori e amanti, affinché si estenda in ogni luogo il Regno del Cuore santissimo di Gesù. Tanto farò, santissima Madre Immacolata, solamente col tuo aiuto perché dove sei tu con la tua grazia, ivi soltanto si può effettuare la conversione e la santificazione delle anime, ivi soltanto si potrà stabilire il dolce Regno del sacratissimo Cuore di Gesù. Amen.
(San Massimiliano Kolbe)
4.4. PREGHIERE DI SOMMI PONTEFICI
ALLA VERGINE
1. Elevazione a Maria Assunta in cielo, nostra speranza
O Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre degli uomini! Noi crediamo con tutto il fervore della nostra fede nella vostra assunzione trionfante in anima e in corpo al cielo, ove siete acclamata regina da tutti i cori degli angeli e da tutte le schiere dei santi; e noi ad essi ci uniamo per lodare e benedire il Signore che vi ha esaltata sopra tutte le altre pure creature, e per offrirvi l'anelito della nostra devozione e del nostro amore.
Noi sappiamo che il vostro sguardo, che maternamente accarezzava l'umanità umile e sofferente di Gesù in terra, si sazia in cielo alla vista dell'umanità gloriosa della Sapienza increata, e che la letizia dell'anima vostra nel contemplare faccia a faccia l'adorabile Trinità, fa sussultare il vostro cuore di beatificante tenerezza; e noi poveri peccatori, noi a cui il corpo appesantisce il volo dell'anima, vi supplichiamo di purificare i nostri sensi, affinché apprendiamo fin da quaggiù a gustare Dio solo nell'incanto delle creature.
Noi confidiamo che le vostre pupille misericordiose si abbassino sulle nostre miserie e sulle nostre angosce, sulle nostre lotte e sulle nostre debolezze; che le vostre labbra sorridano alle nostre gioie e alle nostre vittorie; che voi sentiate la voce di Gesù dirvi di ognuno di noi, come già del suo discepolo amato: «Ecco il tuo Figlio»; e noi che vi invochiamo nostra Madre, vi prendiamo come Giovanni per guida, forza e consolazione della nostra vita mortale.

637
Noi abbiamo la vivificante certezza che i vostri occhi, i quali hanno pianto sulla terra irrigata dal sangue di Gesù, si volgano ancora verso questo mondo in preda alle guerre, alle persecuzioni, alle oppressioni dei giusti e dei deboli; e fra le tenebre di quella valle di lacrime, attendiamo dal vostro celeste lume e dalla vostra dolce pietà sollievo alle pene dei nostri cuori, alle prove della Chiesa e della nostra patria. Noi crediamo infine che nella gloria, ove regnate vestita di sole e coronata di stelle, voi siate, dopo Gesù, la gioia e la letizia di tutti gli angeli e di tutti i santi; e da questa terra, ove passiamo pellegrini, confortati dalla fede nella futura risurrezione, guardiamo verso di voi, nostra vita, nostra dolcezza, nostra speranza.
Attraeteci con la soavità della vostra voce, per mostrarci un giorno, dopo il nostro esilio, Gesù, frutto benedetto del vostro seno, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. (Pio XII)
2. A Maria Santissima, Regina del cielo e della terra
Dal profondo di questa terra di lacrime, ove l'umanità dolorante penosamente si trascina, eleviamo gli occhi a te, o Maria, Madre amatissima, per riconfortarci contemplando la tua gloria, e per salutarti Regina e Signora dei cieli e della terra, Regina e Signora nostra.
Questa tua regalità vogliamo esaltare con legittimo orgoglio di figli e riconoscerla come dovuta alla somma eccellenza di tutto il tuo essere, o dolcissima e vera Madre di Colui, che è Re per diritto proprio, per eredità, per conquista... Come nell'alto del cielo tu eserciti il tuo primato sopra le schiere degli Angeli, che ti acclamano loro Sovrana; sopra le legioni dei Santi, che si dilettano nella contemplazione della tua fulgida bellezza; così regna sopra l'intero genere umano, soprattutto aprendo i sentieri della fede a quanti ancora non conoscono il Figlio tuo.
Regna sulla Chiesa, che professa e festeggia il tuo soave dominio e a te ricorre come a sicuro rifugo in mezzo alle calamità dei nostri tempi...
638
Regna sulle intelligenze, affinché cerchino soltanto il vero; sulle volontà, affinché seguano solamente il bene; sui cuori, affinché amino unicamente ciò che tu stessa ami... Accogli la pia preghiera di quanti sanno che il tuo è regno di misericordia, dove ogni supplica trova ascolto, ogni dolore conforto, ogni sventura sollievo, ogni infermità salute, e dove, quasi al cenno delle tue soavissime mani, dalla stessa morte risorge sorridente la vita.
Ottienici che coloro, i quali ora in tutte le parti del mondo ti acclamano e ti riconoscono Regina e Signora, possano un giorno nel cielo fruire della pienezza del tuo Regno, nella visione del tuo Figlio, il quale col Padre e con lo Spirito Santo vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
(Pio XII)
3. Supplica alla Vergine
Rapiti dal fulgore della tua celeste bellezza e sospinti dalle angosce del mondo, ci gettiamo tra le tue braccia, o Immacolata madre di Gesù e Madre nostra, Maria, fiduciosi di trovare nel tuo Cuore amatissimo l'appagamento delle nostre fervide aspirazioni e il porto sicuro tra le tempeste che da ogni parte ci stringono.
Benché avviliti dalle colpe e sopraffatti da tante miserie, ammiriamo e cantiamo l'impareggiabile ricchezza di eccelsi doni, di cui Dio ti ha ricolmata al di sopra di ogni altra pura creatura, dal primo istante del tuo concepimento fmo al giorno in cui, Assunta in cielo, ti ha incoronata Regina dell'universo. O fonte limpida di fede, illumina le nostre menti con le eterne verità! O giglio fragrante di ogni santità, avvinci i nostri cuori con il tuo celestiale profumo! O trionfatrice del male e della morte, ispiraci profondo orrore al peccato, che rende l'anima detestabile a Dio e schiava dell'inferno.
Ascolta, o prediletta da Dio, l'ardente grido che ogni cuore fedele innalza verso di te. Chinati sulle doloranti nostre piaghe. Muta le menti dei malvagi, asciuga le lacrime degli afflitti e degli oppressi, custodisci il fiore della purezza nei giovani, proteggi la Chiesa santa, fa' che gli uomini tutti sentano il fascino della cristiana bontà...
Accogli, o Madre dolcissima, le umili nostre suppliche e ottienici soprattutto che possiamo un giorno ripetere dinanzi al tuo trono l'inno che si leva oggi sulla terra intorno ai tuoi altari: Tutta bella sei, o Maria! Tu gloria, tu letizia, tu onore del nostro popolo. Amen.
(Pio XII)
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4. 0 Vergine, bella come la luna
Vergine, bella come la luna, delizia del cielo, nel cui volto guardano i beati
si specchiano gli angeli,
fa' che noi tuoi figli ti assomigliamo
e che le nostre anime ricevano
un raggio della tua bellezza
che non tramonta con gli anni,
ma rifulge nell'eternità.
Maria, sole del cielo,
risveglia la vita dovunque è la morte
rischiara gli spiriti dove sono le tenebre. Rispecchiandoti nel volto dei tuoi figli, concedi a noi un riflesso del tuo lume e del tuo fervore.
Maria, forte come un esercito, dona alle nostre schiere Ia vittoria. Siamo tanto deboli,
il nostro nemico infierisce con tanta superbia.
Ma con la tua bandiera ci sentiamo sicuri di vincerlo;
egli conosce il vigore del tuo piede,
egli teme la maestà del tuo sguardo.
Salvaci, o Maria, bella come la luna,
eletta come il sole,
forte come un esercito schierato,
sorretto non dall'odio,
ma dalla fiamma dell'amore. Amen.
(Pio XII)
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5. 0 Maria! Il tuo nome
Maria! Il tuo nome mi sta sulle labbra
e nel cuore dal primo avviarsi della mia vita.
Dalla mia infanzia ho imparato ad amarti come una madre,
ad invocarti nei pericoli,
a confidare nella tua intercessione.
Tu leggi nel mio animo la brama che ho di scrutare la verità,
di praticare la virtù,
di essere prudente e giusto,
forte e paziente, a tutti fratello.
O Maria! Sostieni il mio proposito
di vivere da fedele discepolo di Gesù
per edificare la società cristiana
ed allietare la santa Chiesa Cattolica.
Te, Madre, saluto mattina e sera;
te lungo la strada invoco;
da te attendo l'ispirazione
e il conforto per coronare i sacri impegni
della mia terrena vocazione,
dar gloria a Dio,
raggiungere l'eterna salvezza.
O Maria! Come te a Betlemme e sul Golgota,
anch'io voglio restare sempre accanto a Gesù.
Egli è il Re immortale dei secoli e dei popoli. Amen.
(Giovanni XXIII)
6. A Maria SS., Madre della Chiesa
O Vergine Maria, Madre della Chiesa,
a te raccomandiamo la Chiesa tutta.
Tu, auxilium Episcoporum,
proteggi e assisti i Vescovi nella loro missione apostolica,
e quanti, sacerdoti, religiosi, laici,
li coadiuvano nella loro ardua fatica.
Tu, che dallo stesso tuo divin Figlio,
nel momento della sua morte redentrice
sei stata presentata come Madre al discepolo prediletto,
ricordati del popolo cristiano che a te si affida.
Ricordati di tutti i figli tuoi;
avvalora presso Iddio le loro preghiere;
conserva salda la loro fede;
fortifica la loro speranza;
aumenta la carità.
Ricordati di coloro che versano nelle tribolazioni,
nelle necessità, nei pericoli;
di coloro soprattutto che soffrono persecuzioni
e si trovano in carcere per la fede.
641
A costoro, o Vergine, impetra la fortezza
affretta il sospirato giorno della giusta libertà. Guarda con occhio benigno i nostri fratelli separati, e degnati di unirci,
tu che hai generato Cristo,
ponte di unione tra Dio e gli uomini.
O tempio della luce senza ombra e senza macchia, intercedi presso il tuo Figlio unigenito.
Mediatore della nostra riconciliazione col Padre, affinché conceda misericordia alle nostre mancanze,
allontani ogni dissidio tra noi,
dando agli animi nostri la gioia di amare.
Al tuo Cuore immacolato, o Maria,
raccomandiamo infine l'intero genere umano;
portalo alla conoscenza
dell'unico e vero salvatore Cristo Gesù,
allontana da esso i flagelli provocati dal peccato,
dona al mondo intero la vera pace,
fondata nella verità, nella giustizia, nella libertà e nell'amore.
E fa' che la Chiesa tutta
possa sempre elevare al Dio delle misericordie
l'inno della lode e del ringraziamento,
l'inno della gioia e dell'esultanza,
perché grandi cose ha operato il Signore per mezzo tuo,
clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. (Paolo VI)
7. Dalla «Professione di fede» di Paolo VI
Noi crediamo che Maria è la Madre,
rimasta sempre vergine,
del Verbo incarnato, nostro Dio e salvatore Gesù Cristo,
e che, a motivo di questa singolare elezione,
essa «in considerazione dei meriti di suo Figlio,
è stata redenta in modo più eminente»,
«preservata da ogni macchia del peccato originale»
e «colmata del dono della grazia più che tutte le altre creature».
Associata ai misteri della incarnazione e della redenzione
con un vincolo stretto e indissolubile,
la Vergine santissima, l'Immacolata,
«al termine della sua vita terrena
è stata elevata in corpo e anima alla gloria celeste»
e configurata a suo Figlio risorto,
anticipando la sorte futura di tutti i giusti;
e noi crediamo che la Madre santissima di Dio, nuova Eva,
«Madre della Chiesa»,
«continua in cielo il suo ufficio materno»
riguardo ai membri di Cristo,
«cooperando alla nascita e allo sviluppo della vita divina
nelle anime dei redenti».
642
8. Ti affido tutti i giovani del mondo
Ave, Maria, piena di grazia,
Madre del Redentore!
Beata te perché hai creduto!
Nel giorno del trionfo di Gesù,
che fa il suo ingresso a Gerusalemme
mite e umile,
acclamato come Re dei semplici,
acclamiamo anche te.
Invochiamo te, Vergine fedele
e Madre amorosa,
Vergine del Calvario
e della Pasqua,
modello della fede
e della carità della Chiesa,
unita sempre con te,
nella Croce e nella gloria, al suo Signore.
Madre di Cristo e Madre della Chiesa!
Ti accogliamo nel nostro cuore,
come eredità preziosa che Gesù
ci affidò sulla Croce.
E quali discepoli del tuo Figlio,
ci affidiamo senza riserve
alla tua sollecitudine
perché sei la Madre del Redentore
e Madre dei redenti.
Ti raccomando e ti consacro
le famiglie perché crescano nella santità,
i giovani perché trovino la pienezza
della loro vocazione
umana e cristiana,
in una società che coltiva senza scoraggiarsi
i valori dello spirito.
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Ti affido tutti coloro che soffrono,
i poveri, i malati, gli emarginati:
quelli che la violenza
separò per sempre da noi,
ma restano presenti dinanzi
al Signore della storia
e sono tuoi figli, Madre della Vita.
Ave, Vergine della Speranza!
Ti affido tutti i giovani del mondo,
speranza della Chiesa e dei suoi Pastori;
evangelizzatori del terzo millennio,
testimoni della fede e dell'amore di Cristo.
(Giovanni Paolo II)
4.5. PREGHIERE DI POETI E UOMINI DI CULTURA ALLA VERGINE
1. Preghiera alla Vergine
Vergine madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso d'eterno consilio,
tu sé colei che l'umana natura nobilitasti sì, che '1 suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l'amore per lo cui caldo nell'eterna pace così è germinato questo fiore.
Qui sé a noi meridiana face
di cantate, e giuso, intra i mortali, sé di speranza fontana vivace.
Donna, sé tanto grande e tanto vali, che qual vuol grazia ed a te non ricorre, sua disianza vuol volar senz'ali.
La tua benignità non pur soccorre a chi domanda, ma molte fiate liberamente al dimandar precorre.
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In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s'aduna quantunque in creatura è di bontate. (Dante, Par. 33,1-21)
2. Contemplazione di Maria
Madre di Gesù Cristo,
io non vengo a pregare.
Non ho nulla da offrire
e nulla da domandare.
Vengo, madre, soltanto per guardarti.
Per guardarti, piangere di gioia,
per sapere che io sono tuo figlio
e che tu sei qui.
Un istante solo, mentre tutto si arresta.
Essere insieme con te, Maria,
qui, dove sei tu.
Non dir nulla, cantare,
solo perché tu sei bella, sei immacolata,
la donna finalmente restituita alla grazia,
la creatura nella sua prima felicità
e nel suo ultimo sboccio,
così come è uscita da Dio
nel mattino del suo originale splendore.
Ineffabilmente intatta,
perché sei la Madre di Gesù Cristo,
che è la verità fra le tue braccia,
la sola speranza e il solo frutto.
Perché tu sei la donna,
l'Eden dell'antica tenerezza dimenticata;
il cui sguardo va dritto al cuore
e fa sgorgare le lacrime accumulate.
Semplicemente perché tu esisti,
Madre di Gesù Cristo,
sii ringraziata.
(Paul Claudel)
3. Confidente abbandono
Ave, maris Stella:
a noi naviganti nella tempesta
tu sei la luce che guida il nostro andare,
sei segno di salvezza,
àncora di speranza,
gaudio di amore.
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Ogni creatura, nel cui cuore riposa la Grazia,
è del tuo volto un raggio di luce.
Dai suoi occhi splende il tuo sguardo,
dal suo sorriso emana il tuo affetto,
dalla sua carezza il riposante posare
della tua mano benedicente.
Ave, Maria, benedetta tu fra le donne
e benedette le creature
che nel tuo cuore riposano
con la soavità del loro candore.
Cuore dolcissimo di Maria,
noi, creature povere e timorose
come bambini corriamo a te,
sola nostra speranza e certezza,
per arrivare a Gesù.
Abbiamo infinito desiderio di amore,
di comprensione, di soave bontà,
di fiducia, di abbandono,
di bellezza, di gioia, di pace;
siamo tanto stanchi di questo mondo
che da ogni parte, con la sua cattiveria,
ci assale e turba.
Maria, ci affoghiamo nel caldo fuoco del cuore tuo,
dove arde il Divino Amore;
nessuno potrà farci del male, così uniti in te.
Nessuna forza del male e dell'inferno
può superare la fortezza del tuo abbraccio protettore.
In te la vita,
l'amore totale unificante,
il gaudio del cuore e della mente,
la serenità dello spirito
e l'espandersi gioioso di tutto l'essere nostro.
Stringici forte forte,
non ti lasceremo mai:
è il Paradiso.
(Enrico Medi)
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4. Per ottenere la bontà
Santa Maria, Madre di Dio,
conservami un cuore di fanciullo
puro e trasparente come l'acqua sorgiva.
Ottienimi un cuore semplice,
che non indugi ad assaporare le proprie tristezze.
Un cuore magnanimo nel donarsi,
facile alla compassione;
un cuore fedele e generoso,
che non dimentichi alcun bene
e non serbi rancore per nessun male.
Fammi un cuore umile,
che ami senza esigere di essere riamato,
felice di sparire in altri cuori,
sacrificandosi davanti al tuo Figlio divino.
Un cuore grande e indomabile,
che nessuna ingratitudine possa stancare.
Un cuore tormentato
dalla passione della gloria di Gesù Cristo,
ferito dal suo amore,
con una piaga che non rimargini se non in cielo.
(L. de Grandmaison)
4.6. ANTIFONE ALLA BEATA VERGINE MARIA
(dalla Liturgia)
Salve, Regina, madre di misericordia,
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo, esuli figli di Eva;
a te sospiriamo, gementi e piangenti
in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.
O santa Madre del Redentore, porta dei cieli, stella del mare,
soccorri il tuo popolo
che anela a risorgere.
647
Tu che accogliendo il saluto dell'angelo,
nello stupore di tutto il creato,
hai generato il tuo Creatore,
madre sempre vergine,
pietà di noi peccatori.
Ave, Regina dei cieli, ave, signora degli angeli; porta e radice di salvezza, rechi nel mondo la luce. Godi, vergine gloriosa, bella fra tutte le donne; salve, o tutta santa,
prega per noi Cristo Signore.
Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio,
santa Madre di Dio:
non disprezzare le suppliche
di noi che siamo nella prova,
e liberaci da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta.
Regina dei cieli, rallègrati, alleluia: Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia, è risorto, come aveva promesso, alleluia. Prega il Signore per noi, alleluia.
Tutta bella sei, o Maria,
e in te non c'è macchia originale.
Tu sei la gloria di Gerusalemme,
la letizia di Israele,
l'onore del nostro popolo,
l'avvocata dei peccatori.
O Maria! O Maria!
Vergine prudentissima, Madre clementissima,
prega per noi,
intercedi per noi
presso il Signore Gesù Cristo.
648
4.7. PREGHIERE ALLA BEATA VERGINE IN LATINO 1. Litanie lauretane
Kyrie, eleison Kyrie, eleison
Christe, eleison Christe, eleison
Kyrie, eleison Kyrie, eleison
Christe, audi nos Christe, audi nos
Christe, exaudi nos Christe, exaudi nos
Pater de caelis, Deus miserere nobis
Fili, Redemptor mundi, Deus miserere nobis
Spiritus Sancte, Deus miserere nobis
Sancta Trinitas, unus Deus miserere nobis
Sancta Maria ora pro nobis
Sancta Dei Genetrix ora pro nobis
Sancta Virgo virginum ora pro nobis
Mater Christi ora pro nobis
Mater Ecclesiae ora pro nobis
Mater divinae gratiae ora pro nobis
Mater purissima ora pro nobis
Mater castissima ora pro nobis
Mater inviolata ora pro nobis
Mater intemerata ora pro nobis
Mater amabilis ora pro nobis
Mater admirabilis ora pro nobis
Mater boni Consilii ora pro nobis
Mater Creatoris ora pro nobis
Mater Salvatoris ora pro nobis
Virgo prudentissima ora pro nobis
Virgo veneranda ora pro nobis
Virgo praedicanda ora pro nobis
Virgo potens ora pro nobis
Virgo clemens ora pro nobis
Virgo fidelis ora pro nobis
Speculum iustitiae ora pro nobis
Sedes sapientiae ora pro nobis
Causa nostra Iaetitiae ora pro nobis
Vas spirituale ora pro nobis
Vas honorabile ora pro nobis
Vas insigne devotionis ora pro nobis
Rosa mystica ora pro nobis
649
Turris davidica ora pro nobis
Turris eburnea ora pro nobis
Domus aurea ora pro nobis
Foederis arca ora pro nobis
Ianua caeli ora pro nobis
Stella matutina ora pro nobis
Salus infirmorum ora pro nobis
Refugium peccatorum ora pro nobis
Consolatrix afflictorum ora pro nobis
Auxilium christianorum ora pro nobis
Regina angelorum ora pro nobis
Regina patriarcarum ora pro nobis
Regina prophetarum ora pro nobis
Regina apostolorum ora pro nobis
Regina martyrum ora pro nobis
Regina confessorum ora pro nobis
Regina virginum ora pro nobis
Regina sanctorum omnium ora pro nobis
Regina sine labe originali concepta ora pro nobis
Regina in caelum assumpta ora pro nobis
Regina sacratissimi rosarii ora pro nobis
Regina pacis ora pro nobis
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi parce nobis, Domine
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi exaudi nos, Domine
Agnus Deí, qui tollis peccata mundi miserere nobis
G Ora pro nobis, sancta Dei Genetrix.
T Ut digni efficiamur promissionibus Christi.
G Oremus.
Concede nos famulos tuos,
quaesumus, Domine Deus,
perpetua mentis et corporis sanitate gaudere,
et gloriosa beatae Mariae semper Virginis intercessione,
a praesenti liberaci tristitia
et aeterna perfrui laetitia.
Per Christum Dominum nostrum.
T Amen.
2. Angelus Domini
G Angelus Domini nuntiavit Mariae. T Et concepit de Spiritu Sancto.
650
• Ave, Maria, gratia piena; Dominus tecum: benedicta tu
in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Iesus.
T Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatori
bus, nunc et in bora mortis nostrae. Amen.
G Ecce ancilla Domini.
T Fiat mihi secundum verbum tuum. Ave, Maria...
G Et Verbum caro factum est.
T Et habitavit in nobis. Ave, Maria...
G Ora pro nobis, sancta Dei Genetrix.
T Ut digni efficiamur promissionibus Christi.
G Oremus.
Gratiam tuam, quaesumus, Domine,
mentibus nostris infunde:
ut qui, Angelo nuntiante,
Christi Filii tui incarnationem cognovimus,
per passionem eius et crucem,
ad resurrectionis gloriam perducamur.
Per eundem Christum Dominum nostrum.
T Amen.
G Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. T Sicut era in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculortun. Amen.
3. Regina caeli
G Regina caeli, laetare, alleluia; T quia quem meruisti portare, alleluia,
G resurrexit sicut dixit, alleluia. T Ora pro nobis Deum, alleluia.
G Gaude et laetare, Virgo Maria, alleluia. T Quia surrexit Dominus vere, alleluia.
G Oremus.
Deus, qui per resurrectionem Filii tui, Domini nostri Iesu Christi,
mundum laetificare dignatus es:
praesta, quaesumus;
651
ut, per eius Genetricem Virginem Mariam, perpetuae capiamus gaudia vitae.
Per eundem Christum Dominum nostrum. T Amen.
4. Memorare
Memorare, o piissima Virgo Maria, non esse auditum a saeculo,
quemquam ad tua currentem praesidia, tua implorantem auxilia,
tua petentem suffragia, esse derelictum. Ego, tali animatus confídentia, ad te, Virgo virginum, Mater, corro; ad te veno;
coram te gemens peccator assisto. Noli, Mater Verbi,
verba mea despicere,
sed audi propitia et exaudi. Amen.
5. Antifone della Beata Vergine Maria
Alma Redemptoris Mater,
quae pervia caeli porta manes,
et stella maris, succurre cadenti,
surgere qui curat, populo:
tu quae genuisti, natura mirante,
tuum sanctum Genitorem,
Virgo prius ac posterius,
Gabrielis ab ore sumens illud Ave,
peccatorum miserere.
Ave, Regina caelorum, ave, Domina angelorum, salve radix, salve, porta, ex qua mundo lux est orta. Gaude, Virgo gloriosa, super omnes speciosa; vale, o valde decora, et pro nobis Christum exora.
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Sub tuum praesidium confugimus, sancta Dei Genetrix; nostras deprecationes ne despicias in necessitatibus; sed a periculis cunctis libera nos semper,
Virgo gloriosa et benedicta.
Salve, Regina, mater misericordiae;
vita, dulcedo et spes nostra, salve.
Ad te clamamus, exsules filii Evae.
Ad te suspiramus, gementes et flentes
in hac lacrimarum valle.
Eia ergo, advocata nostra,
illos tuos misericordes oculos ad nos converte.
Et Iesum, benedictum fructum ventris tui,
nobis post hoc exsilium ostende.
O clemens, o pia, o dulcis Virgo Maria.
Inviolata, integra, et casta es Maria: quae es effecta fulgida caeli porta. O Mater alma Christi carissima: Suscipe pia laudum praeconia. Te nunc flagitant devota corda et ora: Nostra ut pura pectora sint et corpora. Tua per precata dulcisona:
Nobis concedas veniam per saecula. O benigna! O Regina! O Maria! Quae sola inviolata permansisti.
Virgo parens Christi benedicta, Deum genuisti: fulgida stella maris, nos protege, nos tuearis: Dum tibi solemnes cantant caeli agmina laudes. Intercede pia pro nobis, Virgo Maria.
Duna tibi solemnes cantant caeli agmina laudes. Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto.
Dum tibi solemnes cantant caeli agmina laudes.
Sancta Maria, succurre miseris
iuva pusillanimes,
refove flebiles,
ora pro populo,
interveni pro clero,
intercede pro devoto femineo sexu:
sentiant omnes tuum iuvamen, quicumque tuum implorant auxilium.
653
Tata pulchra es, Maria,
et macula originalis non est in te.
Tu gloria Ierusalem, tu laetitia Israel,
tu honorificentia populi nostri,
tu advocata peccatorum.
O Maria! O Maria!
Virgo prudentissima, mater clementissima,
ora pro nobis; intercede pro nobis
ad Dominum Iesum Christum.
Regina caeli, laetare, alleluia, quia quem mentisti portare, alleluia, resurrexit, sicut dixit, alleluia. Ora pro nobis Deum, alleluia.
654
_____________________________________
PARTE QUINTA
I SANTI
NEL MISTERO
DI CRISTO
E DELLA CHIESA
Il ricordo dei Santi
Secondo la tradizione della Chiesa, come afferma la Costituzione conciliare Lumen gentium nn. 61-62, veneriamo e celebriamo i Santi, testimoni dell'azione dello Spirito santificatore. In modo speciale i Salesiani vivono in comunione con i Santi che hanno incarnato o preparato il carisma di Don Bosco, e quindi seguono, oltre i cicli dell'anno liturgico, il «Proprio salesiano».
Il culto reso ai Santi è subordinato a quello di Cristo e riceve valore dalla luce che si irradia su di essi dalla persona del Redentore. Essi sono fedeli testimoni nella storia del Verbo incarnato.
Nelle celebrazioni dei Santi la Chiesa proclama, infatti, il mistero pasquale di Cristo realizzato in coloro che hanno sofferto con lui e con lui sono glorificati. Vengono pertanto proposti ai fedeli «i loro esempi, che attraggono tutti al Padre per mezzo di Cristo». Per i loro meriti, infine, frutto della loro partecipazione alla Pasqua di Cristo, si implora la ricchezza dei benefici divini (cf SC 104).
11 culto dei Santi è indirizzato alla gloria di Dio, «il solo Santo». Si prende maggiore coscienza con esso della consolante realtà della inabitazione della SS. Trinità nei giusti e del conseguente influsso esercitato su di essi da ognuna delle tre Persone Divine. Confrontandosi con i Santi, scoprendo il loro vero volto, accogliendo il loro messaggio e implorando la loro intercessione, il cristiano sí sente incoraggiato a introdurre nella quotidianità e nella monotonia della sua vita il festivo e sempre nuovo impegno di costruire la comunità dei «Santi».
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I membri glorificati della Famiglia Salesiana
Fin dall'inizio dell'Oratorio Don Bosco additò ai giovani modelli di vita spirituale nei Santi. Propose san Luigi come esempio di una santità accessibile anche a loro, san Giuseppe come patrono dei giovani apprendisti, e la carità operosa di san Francesco di Sales come stile di attività per la nascente Congregazione.
Non esitò ad esaltare le virtù eroiche dei suoi alunni e amici morti in concetto di santità: Michele Magone, Francesco Be-succo, Domenico Savio, don Giuseppe Cafasso.
È quindi proprio della tradizione salesiana onorare i membri glorificati della Chiesa e additarli come esempi di attuazione del carisma salesiano, unico e inconfondibile, ma esprimibile in modalità e applicazioni molteplici.
«Si celebrino come ricorrenze di famiglia le feste dei nostri santi e beati. Si coltivi la devozione ai nostri servi di Dio» (Reg. 75).
Le commemorazioni dei defunti
«L'unione... dei viatori coi fratelli morti nella pace di Cristo, non è minimamente spezzata, anzi, secondo la perenne fede della Chiesa, è consolidata dalla comunicazione dei beni spirituali» (LG 49). La Chiesa la manifesta non solo con il culto dei Santi del cielo, ma anche con l'offerta del suffragio per coloro che si stanno purificando in Purgatorio. Oltre ad essere forma di suffragio, la liturgia dei defunti è celebrazione del mistero pasquale di Cristo. In essa, infatti, in modo speciale con l'offerta del sacrificio eucaristico, si prega perché i fedeli defunti, incorporati per il battesimo a Cristo morto e risorto, compiano la loro Pasqua, passino cioè con Cristo dalla morte alla vita (cf Rito delle esequie 1). Al vantaggio dei fedeli defunti si unisce quello dei fedeli ancora pellegrini sulla terra, che sentono rinvigorita la loro fede e la loro speranza nella vita nuova donata dal Cristo risorto. Tra le varie espressioni della liturgia dei defunti è da sottolineare la loro commemorazione annuale, celebrata il 2 novèmbre. Proprio all'indomani della solennità di tutti i Santi, la Chiesa manifesta la sua fede nella Comunione dei Santi unendo al gioioso memoriale dei Santi del cielo l'ardente e accorata supplica per i figli defunti non ancora ammessi nella casa del Padre.
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Come particolare forma di suffragio è raccomandata l'applicazione ai defunti delle indulgenze, attinte al prezioso «tesoro della Chiesa».
I Salesiani dedicano un giorno speciale al suffragio dei loro confratelli defunti, il 1° febbraio.
Proposte celebrative
Offriamo alcuni sussidi celebrativi che possono sostituire la lettura spirituale della vigilia, incentrandola sul messaggio che il Santo o il mistero celebrato ci trasmette. Il materiale è distribuito in tre sezioni: la prima riguarda i nostri Santi patroni; seguono i Santi vicini all'opera e alla tradizione salesiana; la terza riguarda i membri glorificati della Famiglia Salesiana; concludiamo con una preghiera per la beatificazione dei nostri servi di Dio.
Una breve didascalia introduttiva rievoca la caratteristica del Santo nella storia della Chiesa. Seguono alcuni brani significativi del Santo e sul Santo, come testi da leggere comunitariamente, e poi una preghiera litanica, che può essere anche sostituita da quella del «Proprio salesiano». Concludiamo con le collette e con l'aggiunta di qualche preghiera al Santo, tradizionale o moderna.
Se si vuole inserire la celebrazione nell'adorazione euearistica, si può iniziare con il canto eucaristica, l'esposizione del SS. Sacramento, la lettura, con la pausa di silenzio meditativo, la preghiera litanica e orazione relativa, e concludere con il canto e la Benedizione eucaristica.
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I SANTI PATRONI
24 gennaio. San FRANCESCO DI SALES, vescovo e dottore della Chiesa. (Festa) Thorens 1567, t Lione 1622, canonizzato nel 1665.
È il titolare del primo istituto religioso fondato da Don Bosco, chiamato appunto «Società di San Francesco di Sales». Ne è quindi uno dei protettori e patroni (cf Cost. 9).
Il Salesiano, fedele alla scelta di Don Bosco, attinge dal santo Vescovo la sua forma di spiritualità e di apostolato, guardando a lui come a esimio maestro di spirito, zelante pastore di anime, mirabile esempio di dolcezza e pazienza. In particolare, «ispirandosi all'umanesimo di san Francesco di Sales, crede nelle risorse naturali e soprannaturali dell'uomo, pur non ignorandone la debolezza» (Cost. 17).
Le sue geniali intuizioni sulla santità dei laici risultano valide anche oggi. Il Salesiano saprà farle proprie soprattutto per assicurare una solida base all'educazione giovanile a cui attende.
Il Santo resta anche attuale per l'impegno dimostrato nell'apostolato della stampa, per cui meritatamente è stato dichiarato patrono dei giornalisti cattolici.
La liturgia del Proprio salesiano resta il riferimento principale per la preghiera liturgica di ogni Comunità. I testi qui proposti potranno servire, secondo le circostanze, per altri momenti di preghiera comunitaria e personale.
NB. - Questa indicazione vale per tutte le figure qui presentate.
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LETTURE
La mansuetudine con il prossimo
i rimedi contro l'ira
Il santo crisma, di cui per tradizione apostolica si fa uso nella Chiesa di Dio per la confermazione e le benedizioni, è composto d'olio d'oliva mescolato con balsamo, elementi questi che, tra le altre cose, rappresentano le due care ed amabili virtù che rilucevano nella sacra persona di nostro Signore, e che egli ci ha raccomandato in particolar modo, quasi che per esse il nostro cuore dovesse essere consacrato al suo servizio in modo tutto particolare ed applicato alla sua imitazione: Imparate da me, egli dice, che sono mite ed umile di cuore (Mt 11,29). L'umiltà ci perfeziona davanti a Dio e la mitezza davanti al prossimo. Il balsamo che, come ho detto prima, va sempre al fondo di qualunque liquore, rappresenta l'umiltà; l'olio d'oliva, che sempre emerge, rappresenta la dolcezza e la mansuetudine, che sovrastano sempre a tutto ed eccellono fra le virtù come il fiore della carità, che secondo san Bernardo, raggiunge la sua perfezione non solamente quando è paziente, ma quando è anche dolce e benigna. Bada però, o Filotea, che questo mistico crisma composto di dolcezza e di umiltà sta dentro al tuo cuore, poiché una delle grandi astuzie del nemico è di far sì che molti si gingillino con le parole e gli atti esteriori di queste due virtù, e allora costoro, non esaminando bene i loro affetti interiori, pensano di essere umili e dolci, ma non lo sono per nulla, e ciò si riconosce dal fatto che, nonostante la loro dolcezza ed umiltà puramente formali, alla minima parola detta loro di traverso, alla minima ingiuria che ricevono, subito si inalberano con arroganza senza pari. Si dice che coloro i quali hanno preso il contravveleno detto «grazia di san Paolo», quando siano morsicati o punti da una vipera non gonfiano assolutamente, purché la «grazia» sia di quella buona; similmente, quando l'umiltà e la dolcezza sono buone e vere, ci garantiscono dal gonfiore e dal bruciore che le ingiurie sogliono provocare nei nostri cuori. Se invece quando siamo punti e morsicati dai maldicenti e dai nemici, noi diventiamo scontrosi, gonfi e dispettosi, è segno che la nostra umiltà e dolcezza non sono vere e schiette, ma artificiose e apparenti.
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(...) È meglio dunque sforzarsi di saper vivere senza collera che volente usare moderatamente e con prudenza; e quando per nostra imperfezione e debolezza essa ci venga a sorprendere, è meglio respingerla al più presto anziché metterci a contrattare con essa; infatti, per poco che le si dia mano libera, essa si rende padrona del campo, e fa come la serpe, che dove può infilar la testa fa poi facilmente passare tutto il corpo. «Ma come potrò scacciarla?», dirai. Filotea mia, non appena te ne accorgerai dovrai subito raccogliere le tue forze, non già bruscamente e con impeto, ma dolcemente, anche se con ogni diligenza giacché, come si vede nelle udienze di tanti senati e parlamenti, dove gli uscieri gridando «Silenzio!» fanno molto più chiasso di coloro che vorrebbero far tacere, così molte volte, volendo noi reprimere impetuosamente la nostra collera, provochiamo nel nostro cuore più turbamento di quanto non abbia provocato quella, e quando il cuore è così turbato non può più essere padrone di sé. Dopo questo dolce sforzo, metti in pratica il consiglio che sant'Agostino, già vecchio, dava al giovane vescovo Ausilio. Diceva: «Fa' quello che deve fare un uomo; che se ti capita quello che l'uomo di Dio dice nel salmo: Il mio occhio è turbato per la grande collera (Ef4,26), ricorri a Dio esclamando: Abbi misericordia di me, o Signore (Sal 30,10), sicché egli stenda la sua destra per placare il tuo sdegno» (Epist. 250, 3). Voglio dire che bisogna invocare l'aiuto di Dio quando siamo agitati dalla collera, come hanno fatto gli Apostoli tormentati dal vento e dalla tempesta in mezzo alle acque; egli allora comanderà alle nostre passioni di cessare, e si farà tranquillità grande (Mt 8,24-26). Ma ti ripeto che l'orazione contro la collera che sta per scoppiare deve essere praticata in pace e tranquillità, e non con violenza, e ciò deve osservarsi in tutti i rimedi contro questo male. Appena però ti accorgerai di aver fatto qualche atto di ira, ripara subito al fallo con un atto di dolcezza, esercitato immediatamente verso quella stessa persona contro la quale ti sei irritata. Giacché come il rimedio migliore contro la bugia è il disdirla subito non appena ci accorgiamo di averla detta, così un rimedio efficace contro la collera è di ripararvi all'istante con un atto contrario di dolcezza; infatti, come suol dirsi, le piaghe fresche sono più facilmente curabili.
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Inoltre, mentre sei tranquilla e senza motivi di collera, fa' una grande provvista di dolcezza e di benignità, dicendo tutte le tue parole e facendo tutte le tue azioni, piccole e grandi, nel modo più dolce che ti sarà possibile, ricordando che la sposa dei Cantici non ha solamente il miele sulle labbra e sulla lingua, ma anche sotto la lingua, vale a dire in petto (Ct 4,11); né ha soltanto miele, ma anche latte, perché non solo bisogna avere la parola dolce verso il prossimo, ma anche tutto il petto, ossia l'intimo dell'anima nostra. E non bisogna avere unicamente la dolcezza del miele, aromatico e profumato — ossia la soavità della cortese conversazione con gli estranei — ma anche la dolcezza del latte con quei di casa ed i vicini; nel che gravemente peccano coloro che per strada sembrano angeli, ma in casa sono diavoli.
(Introduzione alla vita devota, parte III, capitolo VIII).
Gli esercizi di mortificazione esterna
Quanto a me, Filotea, non ho mai potuto approvare il metodo di coloro che per riformare l'uomo incominciano dall'esterno, dal comportamento, dagli abiti, dai capelli. Mi sembra invece che bisogna cominciare dall'interno: Convertitevi a me, dice Iddio, con tutto il vostro cuore (GI 2,12); Figlio mio, dammi il tuo cuore (Prv 23,26), giacché, essendo il cuore la fonte di ogni azione, queste sono quali esso è. (...) Insomma, chi ha guadagnato il cuore dell'uomo ha guadagnato l'uomo intero. Questo euore però, da cui desideriamo incominciare, esige che lo si istruisca spl come deve improntare la sua condotta e il suo contegno esterno, affinché vi si veda non solamente la santa devozione, ma anche una grande saggezza e discrezione. A questo fine ti darò in breve alcuni consigli.
Se puoi sopportare il digiuno, farai bene a digiunare qualche volta anche nei giorni non comandati dalla Chiesa; poiché, oltre l'effetto ordinario del digiuno, che è di elevare lo spirito, reprimere la carne, praticare la virtù ed acquistare una più grande ricompensa in cielo, si fin n grande vantaggio di mantenersi padroni della gola, e tenere l'appetito sensuale e il corpo soggetti alla legge dello spirito; e quand'anche non sì digiunasse molto, il nemico tuttavia ci teme assai di più quando sa che noi sappiamo digiunare. (...)
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Il digiuno e il lavoro mortificano e domano la carne. Se il lavoro che farai ti è necessario o è molto utile alla gloria di Dio, preferisco che sopporti la pena del lavoro piuttosto che quella del digiuno: è questo il pensiero della Chiesa, la quale, se si tratta di lavori utili al servizio di Dio e del prossimo, dispensa coloro che li fanno dai digiuni anche comandati. All'uno costa molto digiunare, all'altro il servire gli ammalati, il visitare i prigionieri, confessare, predicare, confortare gli afflitti, pregare e simili esercizi; questa pena vale assai più di quella, poiché, oltre a mortificare ugualmente, porta frutti molto più desiderabili. E pertanto, in generale, è meglio conservare assai più energia corporale del necessario, piuttosto che sciuparne più del necessario; giacché le forze, volendo, si possono sempre indebolire, mentre non si possono sempre ritemprare quando si vuole.
Una sobrietà costante e moderata è migliore delle saltuarie astinenze troppo severe e intramezzate di gravi intemperanze. Bisogna dedicare la notte al sonno per vegliare bene e utilmente lungo il giorno, ognuno secondo la propria costituzione fisica, tanto quanto è necessario. E poiché la Sacra Scrittura in mille modi, l'esempio dei santi e le ragioni di ordine naturale ci raccomandano in modo particolare il mattino come la migliore e la più fruttuosa parte della giornata, e siccome nostro Signore stesso è chiamato sole nascente (Zc 3,8; 6,12) e la Madonna aurora del giorno (Ct 6,9), ritengo che sia pratica virtuosa l'andar a dormire presto alla sera per potersi destare ed alzare di buon mattino. Certo, questo è il tempo più delizioso, più soave e meno disturbato; in esso perfino gli uccelli ci invitano a svegliarci e a lodare Dio, di modo che l'alzarsi presto serve alla sanità e alla santità. (...)
Per guarire dai nostri vizi è certamente cosa utile mortificare la carne, ma è soprattutto necessario purificare ben bene i nostri affetti e mitigare l'ardore dei nostri cuori.
In ogni caso però non bisogna mai intraprendere alcuna austerità corporale senza il parere di colui che ci guida.
(Introduzione alla vita devota, parte III, capitolo XXIII)
Occorre far tutto per amore, e nulla per timore
Qualora proviate un grande gusto per le preghiere che vi ho elencate or ora, non cambiate nulla, ve ne prego; ma qualora
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tralasciaste qualcosa di quello che vi ho detto, non ve ne fate scrupolo, perché, eccovi qui la regola generale della nostra obbedienza, scritta in lettere molto grosse:
OCCORRE FAR TUTTO PER AMORE,
E NULLA PER TIMORE;
OCCORRE AMARE L'OBBEDIENZA
PIÙ DI QUANTO SI TEME LA DISOBBEDIENZA.
Vi lascio lo spirito di libertà: non quello che esclude l'obbedienza, ché, allora, si dovrebbe parlare della libertà della carne, ma quello che esclude la costrizione, lo scrupolo e la fretta. Se amate molto l'obbedienza e la sottomissione, voglio che, quando vi si presenterà qualche occasione di tralasciare i vostri esercizi di pietà per motivi di giustizia o di carità, lo facciate come per obbedienza e che suppliate con l'amore alla pratica che avete tralasciata.
Circa lo spirito di libertà, vi dico solo quello che è. Ogni uomo per bene è libero dagli atti che costituiscono peccato mortale e non li ama assolutamente. Ecco la libertà necessaria per la salvezza. Ma io non parlo di questa. Quella di cui parlo è la libertà dei figli prediletti (cf Rm 8,21). E che è? à un distacco del cuore cristiano da tutte le cose, che permette all'anima di seguire in tutto la volontà di Dio a misura che la conosce. Capirete facilmente quello che voglio dire, se Dio mi concederà la grazia di indicarvi le caratteristiche, i segni, gli effetti e le occasioni di questa libertà.
Noi chiediamo a Dio, come prima cosa, che il suo nome sia santificato, che venga il suo regno e che sia fatta la sua volontà in terra come nel cielo (Mt 6,9-10). Tutto questo non è altro che lo spirito di libertà, il quale porta l'anima a non mirare ad altra cosa, se non che il nome di Dio sia santificato, che Sua Maestà regni in noi e che si compia la sua volontà. Prima caratteristica: il cuore che ha questa libertà, non è attaccato alle consolazioni, ma riceve le afflizioni con tutta la dolcezza che la carne gli permette. Non dico che ami o desideri le afflizioni, ma che non deve rattristarsi per esse. Seconda caratteristica: il cuore che ha questa libertà, non si attacca minimamente agli esercizi spirituali; in modo che se, per una malattia o per altra ragione, non li può compiere, non ne prova nessun dispiacere. Non dico che non li ama, ma solo che non è attaccato a essi. Terzo: non perde quasi
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mai la sua gioiosità, perché nessuna privazione rattrista colui che non aveva il cuore attaccato a nulla. Non dico che non la perde mai, ma che la perde solo per poco tempo. Gli effetti di questa libertà sono una grande soavità di spirito, una grande dolcezza e accondiscendenza a tutto quello che non è peccato o pericolo di peccato: in una parola, è quell'umore che si adatta facilmente agli atti di ogni virtù e d'ogni forma di carità. Esempio: interrompete un'anima che è attaccata all'esercizio della meditazione, e la vedrete uscire indispettita, frettolosa e meravigliata. Un'anima che ha il vero spirito di libertà, uscirà invece col viso spianato e coI cuore ben disposto incontro all'importuno che l'ha disturbata, perché, per essa, servire Dio meditando o servirlo sopportando il prossimo, è la stessa cosa: l'una e l'altra cosa sono la volontà di Dio, ma, in quel momento, l'unica necessaria è quella di sopportare il prossimo. Le occasioni per esercitare questo spirito di libertà sono tutte le cose che avvengono contro i nostri gusti, poiché chi non è attaccato ai suoi gusti, non si impazientisce quando è costretto a rinunziare ad essi.
A questa libertà sono contrari due vizi: l'instabilità e la costrizione, che si possono anche chiamare dissipazione e servitù. L'instabilità dello spirito o dissipazione è un eccesso di libertà per cui si vorrebbe cambiare pratica di pietà o condizione di vita senza una vera ragione e senza conoscere quale sia la volontà di Dio. Col più piccolo pretesto, si cambia una pratica di pietà, un proposito o una regola; per una piccolissima difficoltà, si lascia l'osservanza d'una regola lodevolmente osservata per molto tempo; e di conseguenza, il cuore si dissipa e si perde, ed è come un frutteto aperto da tutti i lati, i cui frutti non sono per il padrone, ma per tutti i passanti. La costrizione o servitù è una mancanza di libertà per cui lo spirito è oppresso dalla noia o dalla collera quando non riesce a fare quello che si era proposto, sebbene possa fare cose migliori. Esempio: io mi sono proposto di fare la meditazione ogni giorno, la mattina. Se ho questo spirito d'instabilità o dissipazione, alla più piccola occasione, come, per esempio, perché un cane non mi ha lasciato dormire la notte o perché devo scrivere una lettera, sebbene non sia urgente, la tramanderò alla sera. Al contrario, se ho lo spirito di costrizione o di servitù, non tralascerò la meditazione anche se, a quell'ora, un ammalato ha bisogno della mia assistenza o devo
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scrivere una lettera di grande importanza, che non può essere tramandata. E così si dica di tutto il resto.
(...) Bisogna che vi dica che, a questo riguardo, occorre osservare due regole, per non cadere in errori. Prima regola: una persona non deve mai tralasciare le sue pratiche di pietà o allontanarsi dalle comuni regole delle virtù, se non vede la volontà di Dio dall'altra parte. Ora la volontà di Dio si manifesta in due modi: attraverso la necessità e attraverso la carità. lo voglio predicare la Quaresima in un piccolo centro della mia diocesi. Se, prima della Quaresima, mi ammalo o mi rompo una gamba, non devo rattristarmi o inquietarmi per il fatto che non posso predicare, perché è certo che la volontà di Dio è che io lo serva soffrendo e non predicando. Se, invece, io non sono malato, ma si presenta un'occasione per cui, in un altro luogo, se non accorro, i fedeli si faranno ugonotti, ecco che Dio ha manifestato abbastanza chiaramente la sua volontà di farmi dolcemente rinunziare al mio proposito.
La seconda regola è che, quando si deve usare dello spirito di libertà per motivi di carità, bisogna farlo senza scandalo e senza ingiustizie. Io so, per esempio, che sarei più utile in qualche parte lontana della mia diocesi: in questo caso, non devo usare della libertà, perché scandalizzerei e commetterei un'ingiustizia, poiché ho l'obbligo di lavorare qui. (...) Questa libertà, dunque, non è mai contraria alla vocazione di ciascuno, ma anzi, essa fa sì che ciascuno comprenda che la volontà di Dio è che egli rimanga fedele a essa. (...) Ho dimenticato di dire che la volontà di Dio si conosce non solo attraverso la necessità e la carità, ma anche attraverso l'obbedienza, e che, quindi, colui che riceve un ordine, deve pensare che quella è la volontà di Dio.
(Lettera alla baronessa de Chantal, Sales 14 ottobre 1604)
PREGHIERE
Preghiera litanica
C Fratelli,
in ogni tempo Dio nostro Padre con la potenza dello Spirito,
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suscita i suoi profeti e i suoi santi.
Pieni di riconoscenza
per averci dato in san Francesco di Sales
un singolare imitatore di Cristo,
nella dolcezza e nello zelo apostolico,
preghiamo unanimi per la Chiesa
e per la nostra Comunità.
GT Padre nostro, ascoltaci.
G — Dio di misericordia, che hai fatto di san Francesco un'immagine viva del mite Gesù, santifica la tua Chiesa e rendila sempre più lieta annunziatrice del Vangelo.
— Dio della tenerezza, che nel cuore di Cristo ci hai dato un modello di infinito amore, suscita anche oggi, per intercessione di san Francesco di Sales, uomini dal. cuore grande e generoso, che vincano le suggestioni del male.
— Dio di mansuetudine, che in san Francesco di Sales ci hai dato un modello di bontà e di servizio nella sequela di Cristo, dona ai cristiani del nostro tempo di gustare lo spirito delle Beatitudini.
— Dio di santità, che hai messo nel cuore di san Francesco l'amore per tutto ciò che è bello e buono, donaci uno sguardo casto e semplice, per contemplare le meraviglie del creato e dare voce ad ogni creatura.
— Dio della gioia, che hai coronato di gloria il Testimone della tua Verità, effondi nei tuoi figli lo spirito di sapienza, perché nulla li separi da te, sorgente di pace e di bene.
C Accogli, o Signore,
le nostre invocazioni,
e, per intercessione di san Francesco di Sales,
fa' che tutta la nostra vita
canti la tua gloria.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Oppure
C O Signore,
tu hai voluto che il santo vescovo Francesco di Sales si facesse tutto a tutti nella carità apostolica:
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concedi anche a noi di testimoniare sempre,
nel servizio dei fratelli,
la dolcezza del tuo amore di Padre.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Preghiera al Santo
O san Francesco di Sales,
che hai vissuto con instancabile dedizione
il tuo ministero pastorale,
aiutaci ad essere costruttori infaticabili del Regno.
Donaci nelle difficoltà
ottimismo e dolcezza
perché sappiamo portare, specie tra i giovani,
l'amore di Cristo.
Insegnaci
a coltivare una profonda vita interiore,
radicata nella fiducia in Dio
e celebrata nella semplicità e nella gioia,
perché camminando nella via dei tuoi esempi
meritiamo di giungere alla patria del cielo.
Amen.
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19 marzo. San GIUSEPPE,
Sposo della Beata Vergine Maria. (Solennità)
Questa solennità occupa un posto speciale nella pietà salesiana. San Giuseppe è stato dichiarato patrono della Chiesa universale (Pio IX, 1870; Giovanni XXIII, Canone Romano). Il Santo è venerato come l'ultimo patriarca biblico, elevato alla dignità di Padre putativo di Gesù, di Sposo della Beata Vergine Maria, e quindi di capo della santa Famiglia di Nazaret. E anche speciale patrono dei lavoratori, della vita contemplativa e della buona morte, ed è considerato il santo della Divina Provvidenza.
Don Bosco ha affidato la Società salesiana alla speciale protezione di san Giuseppe (Cost. 9) e ne ha raccomandato vivamente la devozione. Inoltre, tale devozione è garanzia di piena corrispondenza alla nostra vocazione ecclesiale, religiosa, apostolica, educativa.
LETTURE
Gli insegnamenti del fabbro silenzioso e laborioso
Celebriamo la festa di san Giuseppe, Patrono della Chiesa Universale. È una festa che interrompe la meditazione au-* stera e appassionata della Quaresima, tutta assorta nella penetrazione del mistero della Redenzione e nell'applicazione della disciplina spirituale, che la celebrazione d'un tale mistero porta con sé. E una festa che chiama la nostra attenzione a un altro mistero del Signore, l'Incarnazione, e c'invita a ripensarlo nella scena povera, soave, umilissima, la scena evangelica della sacra Famiglia di Nazaret, in cui quest'altro mistero s'è storicamente compiuto. Il nostro occhio, la nostra devozione si fermano quest'oggi su san Giuseppe, il fabbro silenzioso e laborioso, che diede a Gesù non i natali, ma lo stato civile, la categoria sociale, la condizione economica, l'esperienza professionale, l'ambiente familiare, l'educazione umana. Bisognerà osservare bene questo rapporto fra san Giuseppe e Gesù, perché ci può far comprendere molte cose del disegno di Dio, che viene a questo mondo per vivere uomo fra gli uomini, ma nello stesso tempo loro maestro e loro salvatore.
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È certo innanzi tutto, è evidente, che san Giuseppe viene ad assumere una grande importanza, se davvero il figlio di Dio fatto uomo sceglie proprio lui per rivestire se stesso della sua apparente figliolanza. Gesù era detto «Filius fabri» (Mt 13,55), il Figlio del fabbro; e il fabbro era Giuseppe. Gesù, il Cristo, ha voluto assumere la sua qualificazione umana e sociale da questo operaio, da questo lavoratore, ch'era certamente un brav'uomo, tanto che il Vangelo lo chiama «giusto» (Mt 1,19), cioè buono, ottimo, ineccepibile, e che quindi assurge davanti a noi all'altezza del tipo perfetto, del modello d'ogni virtù, del santo. Ma c'è di più: la missione, che san Giuseppe esercita nella scena evangelica, non è solo quella della figura personalmente esemplare e ideale; è una missione che si esercita accanto, anzi sopra Gesù: egli sarà creduto padre di Gesù (Lc 3,23), sarà il suo protettore, il suo difensore. Per questo la Chiesa, che altro non è se non il Corpo mistico di Cristo, ha dichiarato san Giuseppe protettore suo proprio, e come tale oggi lo venera, e come tale lo presenta al nostro culto e alla nostra meditazione. Così oggi s'intitola la festa: dicevamo, di san Giuseppe, Protettore di Gesù fanciullo, durante la sua vita terrena, e Protettore della Chiesa universale, ora ch'egli guarda dal cielo tutti i cristiani. Ora fate attenzione.
San Giuseppe era lavoratore. A lui fu dato di proteggere Cristo. Voi siete lavoratori: vi sentireste di compiere la stessa missione, di proteggere Cristo? Lui lo protesse nelle condizioni, nelle avventure, nelle difficoltà della storia evangelica; voi vi sentireste di proteggerlo nel mondo in cui siete, nel mondo del lavoro, nel mondo industriale, nel mondo delle controversie sociali, nel mondo moderno?
Forse non pensavate che la festa di san Giuseppe potesse avere delle conclusioni così inaspettate e così direttamente rivolte alle vostre scelte personali; né forse aspettavate che fosse il Papa a delegare a voi una funzione che sembra tutta sua, o almeno più sua che vostra, quella di difendere e di curare gli interessi di Cristo nella società contemporanea. (...) Bisogna rigenerare questo mondo, ancora tanto inquieto, tanto sofferente, tanto bisognoso e tanto degno, dal di dentro, dalle risorse di energie, di idee, di persone, di cui ancora è ricco. Cristo oggi ha bisogno, come già nella sua infanzia evangelica, d'essere portato, protetto, alimentato, promosso in se
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no alle categorie lavoratrici da quelli stessi che le compongono; o, per meglio dire, da coloro che in seno alle classi lavoratrici sentono la vocazione e assumono la missione di animare cristianamente le schiere dei colleghi di fatica e di speranza.
Anche questo punto si presterebbe a lunghe dimostrazioni e applicazioni. Crediamo che siate così bravi e intelligenti da saperle fare anche da voi. La vostra esperienza vi è maestra; la vostra aderenza alla parola della Chiesa vi offre lo stimolo e la guida a cotesto grande programma di rigenerazione e di vitalità cristiana.
(Da: Insegnamenti di Paolo VI, 11, 1964, pp. 187-189)
San Giuseppe per la sua fede
testimone del compimento della Promessa
La Chiesa è sorta ed esiste perché la promessa data una volta ad Abramo potesse compiersi nel mondo. La Chiesa lega il suo inizio — il compimento della speranza nel mondo — anche con la fede di Giuseppe di Nazaret.
Ciò che spira da tutta la sua figura è la fede, la vera eredità della fede di Abramo. La sua fede è la più vicina somiglianza e analogia con la fede di Maria di Nazaret. Ambedue, Maria e Giuseppe, sono uniti con questo mirabile vincolo. Dinanzi agli uomini, il loro vincolo è quello matrimoniale. Dinanzi a Dio e alla Chiesa, sono le nozze nello Spirito Santo. Mediante queste nozze nella fede sono diventati ambedue, Maria e accanto a lei Giuseppe, i testimoni e dispensatori del mistero, mediante il quale il mondo creato e soprattutto i cuori umani diventano di nuovo dimora del Dio Vivente.
Giuseppe di Nazaret è «uomo giusto», perché totalmente «vive della fede». È santo, perché la sua fede è veramente eroica. La Sacra Scrittura parla poco di lui, poco più di quello che leggiamo nella Liturgia di oggi. Non registra neanche una parola che abbia pronunciato Giuseppe, falegname di Nazaret. E tuttavia, anche senza parole, egli dimostra la profondità della sua fede, la sua grandezza.
San Giuseppe è grande con lo spirito. È grande nella fede, non perché pronuncia parole proprie, ma soprattutto perché ascolta le parole del Dio vivente.
Ascolta in silenzio. E il suo cuore persevera incessantemen
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te nella prontezza ad accettare la Verità racchiusa nella parola del Dio vivente. Per accoglierla e compierla con amore. Perciò, Giuseppe di Nazaret diventa veramente un mirabile testimone del Mistero Divino. Diventa un dispensatore del Tabernacolo, che Dio ha scelto per sé sulla terra per compiere l'opera della salvezza.
Guardando oggi con venerazione e con amore la figura di san Giuseppe, dobbiamo in questo sguardo rinnovare la nostra propria fede. Vediamo come la parola del Dio vivente cade profondamente nell'anima di quell'Uomo, di quell'Uomo giusto.
E noi, sappiamo ascoltare la parola di Dio? Sappiamo assorbirla con la profondità del nostro «io» umano? Apriamo dinanzi a questo Verbo la nostra coscienza?
Oppure, al contrario, ci fermiamo soltanto alla superficie della parola di Dio? Non le dischiudiamo un più profondo accesso all'anima? Non accogliamo questa parola neI silenzio della prontezza interiore, così come Giuseppe di Nazaret? Non creiamo le condizioni perché essa possa agire dentro di noi e portare frutti?
Abbiamo tanto bisogno della fede!
È tanto necessaria la fede all'uomo dei nostri tempi, della difficile epoca odierna!
È tanto necessaria una grande fede!
Proprio oggi una grande fede è necessaria agli uomini, alle famiglie, alle comunità, alla Chiesa.
«Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria... perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo» (Mt 1,20).
Popolo di Dio!
Non temere di prendere, insieme con Giuseppe di Nazaret, Maria. Non temere di prendere Gesù Cristo, il suo Figlio, in tutta la tua vita.
Non temere di prenderlo in una fede simile alla fede di Giuseppe.
Non temere di prenderlo sotto i tetti delle tue case, così come Giuseppe ha accolto Gesù sotto il tetto della casa nazaretana. Non temere di prendere Cristo nel tuo lavoro quotidiano. Non temere di prenderlo nel tuo «mondo».
Allora questo «mondo» sarà veramente «umano». Diventerà sempre più umano.
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Infatti, soltanto il Dio-Uomo può fare il nostro «mondo umano» pienamente «umano».
(Giovanni Paolo II, discorso del 19 marzo 1982, in: Insegnamenti, vol. V, I, 1982, pp. 934-937).
PREGHIERE
Preghiera litanica
C Fratelli, onoriamo oggi la figura sapiente e mite
di Giuseppe di Nazaret.
Il suo apparire nella storia della salvezza
segna il momento in cui il Dio dei patriarchi e dei profeti
dà compimento alle promesse antiche
con l'incarnazione del Cristo,
germoglio e radice di Davide, nato dalla Vergine Maria.
GT Dio fedele e misericordioso, ascoltaci.
G — Perché ogni comunità cristiana, per intercessione di san Giuseppe, sposo della Vergine Maria e patrono della Chiesa universale, senta la presenza del tuo Spirito che la precede e l'accompagna lungo il cammino, preghiamo.
— Perché ciascuno di noi sia pronto a riconoscere e a realizzare la tua volontà, nella piena coscienza che tu sei il Dio fedele e vegli sulle sorti del mondo attraverso le generazioni, preghiamo.
— Perché i papà e le mamme, nell'assidua meditazione della parola di Dio e nella preghiera comune, alimentino la fede in Dio Padre, che nella famiglia, piccola Chiesa, rinnova le meraviglie della salvezza, preghiamo.
— Perché l'uomo che lavora, sull'esempio di san Giuseppe, riscopra la dignità della sua vocazione, e promuova i valori della giustizia e della pace, preghiamo.
— Perché la tua provvidenza si estenda in modo particolare a quelli che soffrono a causa della libertà, agli esuli dalla patria, ai perseguitati per la fede e a ogni creatura che in vita e in morte si rifugia fra le braccia della tua misericordia, preghiamo.
C O Dio dei patriarchi e dei profeti, che in san Giuseppe hai dato alla tua Chiesa
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un segno della tua paternità,
veglia sui tuoi figli,
perché attraverso le gioie e le prove della vita
riconoscano sempre la tua volontà
collaborando all'opera della redenzione.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Preghiere a san Giuseppe
A te, o beato Giuseppe,
ricorriamo nella nostra tribolazione,
e invochiamo fiduciosi il tuo patrocinio,
insieme con quello della Vergine tua sposa.
Per quel santo amore che ti unì a Maria, Madre di Dio,
e per la custodia paterna di Gesù fanciullo,
guarda benigno il popolo
che Cristo acquistò col suo sangue;
con il tuo aiuto soccorri ai nostri bisogni.
Custode della sacra Famiglia,
proteggi la Chiesa di Gesù Cristo,
preservaci dagli errori e dai vizi che turbano il mondo,
e assistici propizio
nella lotta contro il potere delle tenebre.
Aiutaci a vivere virtuosamente,
a morire nella pace con Dio,
a raggiungere l'eterna beatitudine in cielo.
Amen.
O san Giuseppe, custode di Gesù,
sposo purissimo di Maria,
che hai trascorso la vita
nell'adempimento perfetto del dovere,
sostentando col lavoro delle tue mani
la sacra famiglia di Nazaret,
proteggi propizio noi che fiduciosi ci rivolgiamo a te.
Tu conosci le nostre aspirazioni,
le nostre angustie e le nostre speranze:
a te ricorriamo,
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perché sappiamo di trovare in te chi ci protegge.
Anche tu hai sperimentato la prova,
la fatica, la stanchezza;
ma il tuo animo, ricolmo della più profonda pace,
esultò di gioia per l'intimità
con il Figlio di Dio a te affidato,
e con Maria, sua dolcissima madre.
Aiutaci a comprendere
che non siamo soli nel nostro lavoro,
a saper scoprire Gesù accanto a noi,
accoglierlo con la grazia e custodirlo fedelmente
come tu hai fatto.
E ottieni che nella nostra famiglia tutto sia santificato
nella carità, nella pazienza,
nella giustizia e nella ricerca del bene. Amen.
(Papa Giovanni XXIII)
m Dio di eterna bontà, che hai scelto san Giuseppe
per custodire come padre il tuo unico Figlio:
dona a noi, che l'onoriamo come Patrono,
di custodire in ogni giovane
il tuo disegno di amore,
con la sua stessa fedeltà e rettitudine.
Amen.
San Giuseppe, tu che credendo e sperando, ti sei fidato della Parola di Dio
e hai custodito fedelmente la sua Promessa, Gesù Cristo nostro Salvatore, dona a noi che ti onoriamo come Patrono di rendere sempre più matura la nostra fede
e incrollabile la nostra speranza,
perché la nostra azione pastorale tra i giovani,
sorretta dalla benedizione di Dio,
sia feconda di bene.
Amen.
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2. SANTI VICINI ALL'OPERA
E ALLA TRADIZIONE SALESIANA
12 marzo. Beato LUIGI ORIONE, sacerdote. (Memoria facoltativa)
Pontecurone (Alessandria) 1872, t S. Remo 1940, beatificato nel 1980.
Discepolo di Don Bosco all'Oratorio di Valdocco, seguì generosamente la sua personale vocazione e fu sacerdote nel 1895. Spese la vita, tra continue fatiche e sofferenze, per venire incontro a ogni genere di miseria fisica e morale, per diffondere tra il popolo l'amore a Cristo e farne sentire la presenza nella Chiesa, nel Papa e nei vescovi. Istituì a questo scopo vari Istituti religiosi. I Salesiani vedono nel beato Luigi Orione non solo un degno exallievo di Don Bosco, ma anche un modello di intenso apostolato sociale ispirato all'amore a Cristo e alla Chiesa.
LETTURE
Anime! Anime!
Non saper vedere e amare nel mondo che le anime dei nostri fratelli.
Tutte sono amate da Cristo, per tutte Cristo è morto, tutte Cristo vuole salvare tra le sue braccia e sul suo Cuore trafitto.
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Io non sento che una infinita,
divina sinfonia di spiriti,
palpitanti intorno alla Croce,
e la Croce stilla per noi
a goccia a goccia,
attraverso i secoli,
il sangue divino
sparso per ciascuna anima umana.
Dalla Croce
Cristo grida: «Sitio!».
Terribile grido di arsura,
che non è della carne,
ma è grido di sete di anime,
ed è per questa sete di anime nostre
che Cristo muore.
Io non vedo che un cielo;
un cielo veramente divino,
perché è il cielo della salvezza e della pace vera.
Io non vedo che un regno di Dio,
il regno della carità e del perdono,
dove tutta la moltitudine delle genti
è eredità di Cristo
e regno di Cristo.
La perfetta letizia
non può essere
che nella perfetta dedizione di sé
a Dio e agli uomini,
ai più miseri
come ai più fisicamente, moralmente deformi,
ai più lontani,
ai più consapevoli,
ai più avversi.
Amore delle anime, anime, anime! Scriverò la mia vita
con le lacrime e col sangue (25.2.1939). L'ingiustizia degli uomini non ci affievolisca la fiducia piena nella bontà di Dio.
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Le nostre anime
e le nostre parole
devono essere
bianche, caste, quasi infantili,
e devono portare a tutti
un soffio di fede, di bontà, di conforto
che elevi verso il Cielo.
Teniamo fermo l'occhio e il cuore
nella divina bontà.
EDIFICARE CRISTO!
EDIFICARE SEMPRE!
PETRA AUTEM EST CHRISTUS!
(Dagli scritti del Beato, in: G. Papàsogli, Vita di Don Orio
ne, Torino 1974, pp. 545-548)
Serviamo negli uomini il Figlio dell'Uomo
(...) Servire negli uomini il Figlio dell'Uomo.
Per conquistare a Dio e afferrare gli altri, occorre, prima, vivere una vita intensa di Dio in noi stessi, avere dentro di noi una fede dominante, un ideale grande che sia fiamma che ci arda e risplenda — rinunciare a noi stessi per gli altri —, ardere la nostra vita in un'idea e in un amore sacro più forte.
Dobbiamo essere santi, ma farci tali santi che la nostra santità non appartenga solo al culto dei fedeli, né stia solo nella Chiesa, ma trascenda e getti nella società tanto splendore di luce, tanta vita di amore di Dio e degli uomini, da essere, più che i santi della Chiesa, i santi del popolo e della salute sociale.
Dobbiamo esser una profondissima vena di spiritualità mistica che pervada tutti gli strati sociali: spiriti contemplativi e attivi «servi di Cristo e dei poveri».
Non datevi alla vanità delle lettere, non lasciatevi gonfiare dalle cose del mondo.
Comunicare con i fratelli solo per edificarli, comunicare con gli altri solo per diffondere la bontà del Signore.
1) Amare in tutti Cristo.
2) Servire Cristo nei poveri.
3) Rinnovare in noi Cristo e tutto restaurare in Cristo.
4) Salvare sempre, salvare tutti, salvare a costo di ogni sacrificio con passione redentrice e con olocausto redentore.
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Soprattutto con una vita umile, santa, piena di bene, ammaestrare i piccoli e i poveri, a seguire la via di Dio. Vivere in una sfera luminosa, inebriati di luce e divino amore di Cristo e dei poveri e di celeste rugiada come l'allodola che sale, cantando, nel sole.
La nostra mensa sia come un'antica agape cristiana. Anime! Anime! Avere un gran cuore e la divina follia delle anime!
(Dagli scritti del beato Luigi Orione)
L'inno della carità
(...) Sia gloria a Dio! Oggi vorrei essere un poeta ed un santo per cantare il più bell'inno che si possa cantare sulla terra: l'inno della carità.
E che io, italiano e sacerdote, voglia cantare questo inno, non vi sembri strano, fratelli, perché io vorrei fare echeggiare quaggiù quella melodia che risuona nei cieli.
Oh, chi ci darà l'inno dell'umanità redenta da Cristo, l'inno della carità?
Vi fu già un uomo, che cantò quest'inno e ne scrisse le più belle e più alte parole, dopo averlo attuato nella sua vita: san Paolo. Ed egli poteva ben cantarlo questo inno, così come l'ha cantato, poiché nessuno più di lui lo sentì vibrare nel suo cuore, nessuno ha sentito più di lui l'amore di Gesù Cristo e dell'umanità: e gli echi di quella divina poesia sono giunti fino a noi, poiché a partire da Cristo, la religione diventò ispiratrice di carità e con lei è talmente congiunta, che cristianesimo senza carità non sarebbe che un'indegna ipocrisia. L'Evangelo insegna che non possiamo avere pace con Dio, se siamo in discordia col prossimo, e san Giovanni scrisse: «Non ami Dio che non vedi, se non amerai il fratello che vedi». La carità è il precetto proprio di Cristo; egli ha detto: «In questo si conoscerà che siete miei discepoli, se vi amerete a vicenda». Non vi è niente di più caro al Signore, che la carità verso il prossimo e specialmente verso le anime. ANIME e ANIME! Oh la carità di quel san Francesco d'Assisi, che fu tutto serafico in ardore! Oh la carità che affocava il cuore di san Vincenzo de' Paoli e del Cottolengo, il padre degli infelici!
Dio è carità, e chi vive la carità, vive Dio!
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La carità ci edifica e unifica in Cristo, la carità è paziente e benigna, è soave e forte, è umile, illuminata e prudente, compatisce agli altrui difetti, gode del bene altrui, ripone la sua felicità nel fare del bene a tutti, anche ai nemici, si fa tutta a tutti, è onnipossente e trionfatrice di tutte le cose. Un giorno, Gesù, chiamando gli eletti alla sua destra, dirà loro: «Venite o benedetti dal Padre mio: avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere, ero nudo e mi avete vestito, ero orfanello e mi avete accolto». Meravigliati di tale lode, domanderanno: «O Signore, quando mai ti abbiamo fatto tutto questo?». Cristo risponderà: «Tutto quello che avete fatto ai miei poveri e ai miei minimi, per l'amor mio, l'avete fatto a me».
II nostro Dio è un Dio appassionato di amore, Dio ci ama più che un padre ami il suo figlio; Cristo Dio non ha esitato a sacrificarsi per amore dell'umanità.
Nel più misero degli uomini brilla l'immagine di Dio. Chi dà al povero, dà a Dio e avrà dalla mano di Dio la ricompensa. Oh ci mandi la Provvidenza gli uomini della carità. Come un giorno dalle pietre Dio ha suscitato i figli di Abramo, così susciti la legione e un esercito, l'esercito della carità, che colmi di amore i solchi della terra, pieni di egoismo, di odio, e calmi finalmente l'affannata umanità. «Già troppo odiammo», ha cantato pure il Carducci, «amiamo».
Siamo apostoli di carità, soggioghiamo le nostre passioni, rallegriamoci del bene altrui, come di bene nostro; in cielo sarà appunto così, come ce lo esprime anche Dante con la sua sublime poesia.
Siamo apostoli di carità, di amore puro, amore alto ed universale; facciamo regnare la carità con la mitezza del cuore, col compatirci, con l'aiutarci vicendevolmente, col darci la mano a camminare insieme e seminare a larga mano, sui nostri passi, opere di bontà e di amore; asciughiamo le lacrime di chi piange.
Sentiamo, o fratelli, il grido angoscioso di tanti altri nostri fratelli, che soffrono e anelano a Cristo; andiamo loro incontro da buoni samaritani: serviamo la verità, la Chiesa, la Patria, nella carità.
Fare del bene a tutti, del bene sempre, del male a nessuno... (Don Orione ai suoi Benefattori e Amici d'Italia da Buenos Aires, marzo 1936)
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PREGHIERE
Preghiera litanica
C Nel vincolo di unità
che ci fa un cuore solo e un'anima sola per lodare e servire Dio,
invochiamo i doni del Padre,
per intercessione del beato don Orione, eminente apostolo della carità di Cristo verso i poveri e i sofferenti.
GT Ascoltaci, o Signore.
G — Signore hai fatto di don Orione una viva e geniale espressione della carità cristiana: rendici perfetti nell'amore che è pienezza della legge, ti preghiamo.
— 11 programma di don Orione fu quello di ricapitolare ogni cosa in Cristo: fa' che collochiamo Cristo al centro delle nostre aspirazioni, del nostro servizio apostolico, della nostra vita, ti preghiamo.
— Alla Chiesa e al Papa don Orione fu sempre fedele e devoto: fa' che, sul suo esempio, portiamo alla Chiesa e al Papa le schiere degli umili, dei poveri e dei piccoli, ti preghiamo.
— «Anime, anime!» fu il grido costante e l'anelito di don Orione: fa' che ci doniamo senza risparmio al servizio dei fratelli, specialmente i più piccoli e i più poveri, nella carità di Cristo, ti preghiamo.
C O Dio, che hai concesso
al beato Luigi Orione, sacerdote,
di amare il Cristo tuo Figlio
nella persona dei poveri
e di formarlo nel cuore dei giovani;
dona a noi di esercitare come lui
le opere di misericordia,
per far sperimentare ai fratelli
la tenerezza della tua Provvidenza.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
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Oppure
C O Dio, fonte di ogni santità,
concedi a noi
di imitare il beato Luigi Orione, sacerdote,
che amò con tenerezza il Figlio tuo nei poveri,
con premura lo formò nel cuore dei giovani
e lo onorò singolarmente nel suo Vicario in terra.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Oppure
C O Dio, che hai mandato il beato Luigi Orione
ad annunciare ai poveri il Cristo
e farlo conoscere ed amare nel Papa,
fa' che anche noi, esercitando le opere di misericordia,
diventiamo, con la forza della carità,
testimoni più credibili della Chiesa,
sacramento di salvezza universale.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Preghiera al Beato
O beato don Orione,
padre dei poveri, consolatore degli afflitti, benefattore dell'umanità sofferente,
profeta della carità di Cristo:
la tua potente intercessione presso Dio,
presso la Vergine santa, Madre della Chiesa
e di tutti gli uomini,
affretti l'ora dell'atteso trionfo
del bene sul male,
dell'amore sull'odio,
della fratellanza sulla divisione,
della pace sulla violenza,
della speranza sulla disperazione,
della vita sulla morte.
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A quest'ora di generale redenzione in Cristo,
di universale e definitiva restaurazione,
noi vogliamo portare il nostro contributo
di vita, di azione, di preghiera, di sacrificio,
sostenuti dalla fede,
confortati dalla speranza,
animati dalla carità,
stretti intorno alla cattedra di Pietro,
in comunione coi Pastori e tra di noi,
aperti al bello, al buono, al vero,
alla testa dei tempi, con entusiasmo,
facendoci carico di tutte le sofferenze,
di tutte le angosce, di tutti i dolori
dei poveri del mondo.
O beato don Orione,
noi ti seguiamo sul sentiero aperto
dalla tua indomabile carità,
per seguire definitivamente Cristo,
che viene, vivo coi vivi,
a restaurare ogni cosa in se stesso
e stabilire il nostro cammino
nel progresso vero, nella libertà, nella pace.
Amen.
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30 aprile.
San GIUSEPPE BENEDETTO COTTOLENGO, sacerdote. (Memoria facoltativa)
Bra (Cuneo) 1786, t Chieri (Torino) 1842,
canonizzato nel 1934.
Nacque da ottimi genitori il 3 maggio 1786, primogenito di dodici figli. Nei suoi primi quadernetti di scolaro scriveva: «Voglio farmi santo!». Fu ordinato sacerdote a Torino nel 1811 ed esercitò il ministero in questa città come canonico presso la chiesa del Corpus Domini. Spinto da grande carità verso i più bisognosi, fondò la «Piccola Casa della Divina Provvidenza» per accogliere i malati e gli handicappati, al servizio dei quali istituì diverse famiglie religiose. Alla medesima opera si ispirarono molteplici istituzioni di carità in ogni parte d'Italia e del mondo.
Fu grande amico di Don Bosco e gli predisse la sua missione verso i giovani. Don Bosco, giovane sacerdote, si recò più volte alla «Piccola Casa» sia a incontrare il Santo sia a svolgere il suo apostolato tra i malati.
LETTURE
L'amicizia tra due Santi
Nei primi mesi della sua dimora a Torino, narra il Lemoyne, Don Bosco s'imbatté nel Cottolengo, il quale, fissatolo in volto e richiestolo di sue notizie: «Avete la faccia da galantuomo — gli disse —. Venite a lavorare nella Piccola Casa ché il lavoro non vi mancherà». Don Bosco gli baciò la mano, promise, e dopo pochi giorni sì recò in Valdocco. Certamente non era estraneo a questo passo iI Cafasso, padre dell'anima sua e grande estimatore del Cottolengo, alla cui Opera lasciò, dopo morte, ogni suo avere.
Venne adunque Don Bosco alla Piccola Casa e, nell'entrare, lesse il motto: «La carità di Cristo ci spinge»; s'inginocchiò dinanzi all'immagine di Maria Consolatrice, commosso fino alle lagrime vedendo scritto su quell'arco: «Era infermo e mi avete visitato»; e chiese di essere presentato al Fondatore. Questi lo accolse con amorevolezza e gli fece visitare i vasti locali.
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Ora, dinanzi a certi letti, occupati da giovani precocemente consunti dal vizio, Don Bosco sente battere le fibre più riposte, e si ferma pensieroso: «Quanto bisogno ha questa povera gioventù di essere premunita e salvata!».
Don Bosco non dimenticò mai l'invito del santo Fondatore della «Piccola Casa» e, fino al 1874, seguitò a frequentare le infermerie dell'opera del Cottolengo. Anzi, prima del 1860, vi tornava sino a tre e, talora, quattro volte al giorno. Anche da prete novello erano numerosi gli ammalati che Io desideravano e, molto spesso, non poteva rientrare al Convitto che ad ora tarda, quando già i Convittori avevano recitato il Rosario. Il Teol. Guala allora, che pure doveva sapere della licenza di Don Cafasso, dolcemente lo rimproverava: «Venga a casa all'ora stabilita». E Don Bosco con umiltà: «Ma quanto c'era da fare al Cottolengo!». Ed il Teologo: «Stia all'orario; il di più lo farà un'altra volta».
(Da: L'amicizia di due santi, Pinerolo 1934, pp. 10-13)
Parole di Don Bosco sul Cottolengo
Nel 1886, ricorrendo il primo centenario della nascita di san G.B. Cottolengo, fu pubblicato un «Numero Unico» che raccoglieva le testimonianze di uomini illustri sull'Amico dei sofferenti, sull'Angelo della Provvidenza, ecc.
Vediamo anche un brano autografo di Don Bosco che dice:
Sia benedetto e ringraziato il Signore, che volle dare un segno di particolare benevolenza alla nostra città di Torino, quando le concedette un Sacerdote così pio, così illuminato e caritatevole come il Venerabile Cottolengo, il quale, emulando ai nostri giorni gli esempi di san Vincenzo de' Paoli e ricopiandolo nella carità verso i poveri fratelli, aperse, confidando nella sola Divina Provvidenza, nell'Ospedale, che ne porta il bel nome, una opera unica a vantaggio della umanità sofferente.
Questo buon Servo di Dio ci ottenga la grazia di sentire anche noi il dovere di amare e soccorrere i nostri fratelli nei loro bisogni spirituali e temporali, e che la carità di Cristo cí stimoli a superare tutti gli ostacoli, ad appianare tutte le difficoltà, che si avessero da incontrare.
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Il Venerabile Cottolengo fece pur tanto con quelle sante parole: Charitas Christi urget nos!
Lunedì Santo 1886.
Sac. Bosco Giovanni
Fiducia nel prossimo e lungimiranza
Per realizzare quel meraviglioso programma di carità e di unità — come voleva il Santo Fondatore della «Piccola Casa» — si richiede innanzi tutto generosità, la quale al bene comune sacrifichi le vedute e gli interessi personali.
Il puntiglio è uno scoglio infido contro il quale possono andare ad infrangersi anche anime consacrate a Dio, col pericolo di far naufragare la pace, la carità ed il benessere della comunità.
Non volere, nel disimpegno di tua missione, far da solo, quasi fossi geloso che altri sottentri. Può infatti capitare che anime di per sé rette e piene di buona volontà, per ristrettezza di vedute o per gelosia, si chiudano nel loro egoistico guscio e attacchino coloro che comunque si avvicinino.
Il decentramento è il miglior modo per facilitare il governo; così l'accentramento è il peggior sistema di direzione, di qualsiasi pur piccola comunità. Sèrviti volentieri dell'aiuto di confratelli, anche se fanno meglio di te. Accetta ancora, nella carità, il buon volere di quelli che, pur non potendo prestarti il loro aiuto, fanno del loro meglio nel coadiuvarti.
Sono piccoli accorgimenti che, se trascurati, contribuiscono a provocare quella ruggine la quale col tempo intacca lo spirito della carità fraterna e dell'unità d'azione, così necessarie e benefiche per le nostre opere.
Pensa al bene che con il tuo modo di fare va disperso, e più ancora al male che ne prende il posto, mentre tu ti fermi e ti impunti sulle tue ragioni e diritti. Il meno che ne potrà uscire dalle tue azioni è la disunione degli animi. Il mondo, nella sua astuzia malvagia, ha già compreso che l'unione è forza, e pratica per i suoi fini cattivi questa massima. Solo i figli di Dio vorranno continuare a dividersi, per interessi personali e meschini?
Semplicità e rettitudine; se ognuno deve sforzarsi di non scon
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finare dal suo settore, non potrà per questo considerare estranei i confratelli o Ie consorelle.
(Da: Frate' Nicodemo, Il pensiero formativo e pedagogico di S. Giuseppe Cottolengo, Torino 1964, pp. 134-135)
PREGHIERE
Preghiera litanica
C Invochiamo l'aiuto potente di Cristo Signore, che ci ha dato il comandamento nuovo dell'amore vicendevole.
Diciamo con fiducia:
GT Aumenta la carità nel tuo popolo.
G Signore Gesù, Maestro buono, che indichi a tutti i discepoli come modello la perfezione del Padre,
— dona alla tua Chiesa frutti di santità e di irradiante bontà.
Tu che non sei venuto per essere servito, ma per servire, e dare la tua vita in riscatto per molti,
— insegna a coloro che vogliono seguirti più da vicino, a riconoscerti e a servirti nei fratelli più bisognosi.
Gesù, buon Samaritano, che hai avuto compassione di tutti i sofferenti,
— da' speranza e sollievo ai poveri e agli ammalati.
Tu che hai promesso la ricompensa per un bicchiere d'acqua dato nel tuo nome,
— benedici coloro che ci fanno del bene.
C O Dio, che con paterna larghezza
soccorri coloro che confidano in te,
concedi a noi,
per intercessione di san Giuseppe Benedetto Cottolengo,
di dedicarci al servizio dei poveri
e di ottenere così il premio promesso ai misericordiosi.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
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Preghiera al Santo
O celeste Gerusalemme, città di pace, tu accogli chi ha ascoltato il grido del misero e del sofferente, dell'oltraggiato e dell'escluso.
Dentro le tue mura si radunano in festa gli amici di Dio
ed ogni reietto dal mondo è cittadino santo
riscattato dalla carità di sapienti operai del Vangelo.
La carità attenta di Giuseppe Benedetto Cottolengo sia per noi stimolo nel servire i poveri,
esempio di fiducia illimitata nella divina provvidenza e segno di premio per chi si fa piccolo tra gli ultimi.
La sua intercessione
ci aiuti in questa vita ad essere solidali con chi è solo
e con chi è ignorato nella sua dignità di persona
per camminare insieme ad ogni fratello
toccato dalla grazia di Dio
verso la santa città.
Noi pellegrini del tempo
invochiamo la preghiera del giusto la cui voce nell'eterna città sale a Dio con inni di lode. Amen.
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18 maggio. San LEONARDO MURIALDO, sacerdote. (Memoria facoltativa)
Torino 1828, t Torino 1900, canonizzato nel 1970.
Nato da famiglia nobile e agiata ricevette un'ottima educazione intellettuale e morale. Divenuto sacerdote, si diede all'azione pastorale, soprattutto all'insegnamento catechistico alla gioventù, alla predicazione al popolo, a diffondere la fede con la stampa. Dapprima collaborò con Don Bosco, poi fondò nel 1873 la «Società di san Giuseppe» per ampliare l'azione educativa che aveva iniziato per la gioventù delle campagne e delle fabbriche. Studiò i problemi sociali in Italia e in Francia, si dedicò ai giovani con grande amore e bontà. La sua profonda pietà eucaristica, l'amore a Gesù, Maria, Giuseppe, l'aiutarono a superare opposizioni, difficoltà, malattie, sempre operosissimo e affabile con tutti.
LETTURE
Lo spirito di fede
Tutto il nostro progresso nella perfezione dipende dalla nostra fedeltà nel condurre una vita di fede, vale a dire una vita animata da spirito di fede.
Che cos'è lo spirito di fede? Lo spirito di fede è il santo uso di lasciarsi guidare in tutto da motivi soprannaturali, tratti dalle verità della fede.
Quindi, per entrare in qualche particolarità, avere spirito di fede è:
1° Meditare sovente le verità della fede, e ritornare spesso e con piacere alla meditazione di tali verità.
2° Giudicare tutti gli avvenimenti in conformità alla vista della fede; in luogo di fermarsi alle cause seconde, vedere in essi la causa prima, che è Dio, il quale li dirige tutti per la sua gloria, e per la nostra salute, facendoli servire a castigare gli uni e a purificare o perfezionare gli altri.
3° Non desiderare se non le cose che la fede ci insegna esser buone, cioè essere tali che possano condurci al nostro fine: «Quid hoc ad aeternitatem?» - Che giova questo per l'eternità? 4° Non temere se non quello che la fede ci fa riguardare co
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me pericoloso, vale a dire, tale da poterci facilmente allontanare dal nostro ultimo fine, per es. le cose che ci espongono a qualche tentazione.
5° Parlare sempre conforme a quanto la Fede insegna. Io non suppongo che un fedele dica mai cosa alcuna contro queste verità; ma è purtroppo vero che i cristiani troppo sovente tengono un linguaggio opposto, se non alle verità, approvando ciò che il mondo approva, biasimando ciò che esso biasima, senza esaminare se è conforme o no alla parola di Gesù Cristo nel Vangelo.
6° Risolversi abitualmente per quel partito che la fede ci fa riguardare come il migliore, cioè come quello che ci espone meno alla tentazione e all'occasione di peccare.
7° Operare ed agire in tutto in conformità agli insegnamenti della Fede, e pei motivi che ella ci fornisce, e santificare così le azioni che sarebbero in se stesse indifferenti e materiali, come il cibo, il riposo, la ricreazione, offrendole a Dio, procurando di nobilitarle, e di animarle con qualche pia considerazione, e soprannaturalizzando così ciò che sarebbe puramente naturale.
(Da: La vita di fede, Roma 1970, pp. 7-9)
i nostri giovani
Noi troviamo motivi speciali per rallegrarci della nostra missione, motivi tratti dalla natura dei giovani a cui specialmen
te attendiamo. Quali sono essi? Poveri e abbandonati: ecco i due requisiti che costituiscono un giovane come uno dei nostri, e quanto più è povero ed abbandonato, tanto più è dei nostri.
Poveri ed abbandonati! Quanto bella la missione di attendere all'educazione dei poveri! E come più bella ancora, quella di cercare, di sovvenire, di educare, di salvare per il tempo e per la eternità i poveri abbandonati, abbandonati dal lato morale se non materiale.
Come è dolce il potere sentirsi dire con verità: «Tibi, tibi derelictus est pauper, orphano tu eris adiutor...». I poveri, i fanciulli, e infine i peccatori erano la pupilla degli occhi di Gesù Cristo, essi la gemma preziosa ai suoi occhi, essi il tesoro preziosissimo. E i nostri giovani sono poveri, sono fanciulli e, aggiungiamo pure, talora sono ben altro che innocenti! Ma
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quest'ultimo carattere, sebbene in se stesso certo non amabile, deve forse renderci i nostri giovani meno cari? meno, sia lecita l'espressione, meno interessanti?
Forse noi dimentichiamo troppo qualche volta questa condizione dei giovani a cui bene intendiamo consacrare la nostra vita. Non appena un giovane si mostra di indole infelice, o anche perversa, di carattere indisciplinato e poco disciplinabile, riottoso alla educazione, altiero, caparbio, e stazionario nel male, o procedente anzi di male in peggio, tantosto ci disgustiamo, ci disanimiamo, e brameremmo senz'altro che quel poverino ci togliesse ogni fastidio andandosene pei fatti suoi egli ed i suoi vizi.
Che un giovane intorno a cui riuscì vana ogni fatica — purché realmente ogni fatica siasi adoperata — un giovane che oltre al non migliorare non dà speranza alcuna di miglioramento, un giovane sovrattutto che guasti e corrompa i compagni innocenti, che un tale giovane abbia ad essere stralciato dalla società degli altri, chi vorrà negarlo? Si dovrebbe forse sacrificare al capriccio e alla ostinatezza di un giovane malvagio la innocenza, e la buona riuscita di tutti gli altri? Ma non dobbiamo tuttavia essere troppo facili a stancarsi, a disanimarsi, a disperare, dimenticando che raccogliendo abbandonati dobbiamo aspettarci a trovare giovani che abbiano tutta la ignoranza, la selvatichezza, i vizi, che nascono da uno stato di abbandono.
Si trattasse anche di giovani appartenenti a famiglie civili e cristiane, non dovremmo meravigliarci di trovare difetti e anche vizi nei fanciulli. Poiché, se già fossero perfetti, perché educarli? E i parenti non ci consegnano forse i loro figli ad educare, come si dà talora una terra incolta, dura, arida a coltivare, lavorare, dissodare, e poi a sradicarne le male erbe, prima di gettarvi il buon seme?
Ora, che dobbiamo attenderci noi che ricoveriamo fanciulli raccolti dalla pubblica strada, o talora che escono dalle mani di parenti, o zotici, o scandalosi? La loro miseria morale ci deve commuovere più assai che non la materiale e in luogo di indignarci, o di farci troppo presto perdere pazienza e speranza, ci deve animare a lavorare animosi e pieni di commiserazione attorno a questi infelici; veramente non di rado più infelici che colpevoli, e tali quali probabilmente saremmo noi,
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se come essi fossimo stati abbandonati. Un Collegio è un ospedale morale.
La condizione dunque stessa dei nostri poveri giovani ci dia una spinta a farci qualche maggior violenza per ben adempiere i doveri che a ciascuno nel proprio stato impone la loro educazione ed a pregar Dio ,che «incrementum det». (Dagli scritti di L. Murialdo, vol. X, p. 397; in: Comunità in preghiera, Roma s.d., pp. 391-392)
PREGHIERE
Preghiera Manica
C Con l'intercessione di san Leonardo Murialdo, preghiamo il Signore per la Chiesa, per i giovani, per le nostre intenzioni.
GT Ascoltaci, o Signore.
G — Per la Chiesa: affinché risplenda sempre in essa la santità di Cristo, preghiamo.
— Per i sacerdoti: affinché sappiano imitare nella Chiesa di oggi lo zelo multiforme e la carità eroica di san Leonardo Murialdo, preghiamo.
— Per i giovani: affinché con la protezione di san Leonardo Murialdo sappiano superare le difficoltà della loro età, preghiamo.
— Per tutti noi: affinché come san Leonardo Murialdo sappiamo vedere e servire il Signore nei più piccoli e nei più poveri dei nostri fratelli, preghiamo.
C San Leonardo Murialdo,
apostolo ardente di carità,
insegnaci ad amare il Signore
e a servirlo con generosità nel nostro prossimo.
Tu sei stato mirabile esempio
nella devozione al Cuore di Gesù,
alla Vergine Immacolata e a san Giuseppe:
fa' che sappiamo imitarne le virtù per tutta la vita.
Proteggi la Chiesa, e rinnova in tutti noi
la fede in Cristo e nel suo Vicario.
Noi ti preghiamo soprattutto per i giovani:
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difendili dalle insidie del male,
e dona loro coraggio e fedeltà
per essere testimoni di Cristo nel mondo.
Continua ad essere l'amico dei poveri,
degli orfani e dei lavoratori, da te prediletti.
E ottieni per noi le grazie che tanto desideriamo,
dall'Amore infinito del Padre,
per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Preghiera al Santo
O san Leonardo Murialdo,
fa' che tutti i giovani
trovino in noi guide illuminate e generose,
che li sappiano condurre
a un forte impegno cristiano nel mondo:
la fede dei giovani, che noi incontriamo,
cresca in armonia col loro sapere e col loro pensare.
Proteggi i giovani operai
nelle prime esperienze di lavoro;
tra le difficoltà e i pericoli
aiutali a costruirsi una vita
veramente umana e cristiana.
Continua ad essere l'amico e il protettore
dei giovani poveri, abbandonati,
di quelli bisognosi di affetto e di comprensione.
Fa' che essi restino sempre per noi
la «porzione eletta», l'oggetto primo
della nostra missione di educatori e di apostoli.
Amen.
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21 giugno. San LUIGI GONZAGA, religioso. (Memoria obbligatoria)
Castiglione (Mantova) 1568, t Roma 1591,
canonizzato nel 1726.
Questa nobile figura di santo è passata alla storia come mirabile esempio di una giovinezza consacrata tutta al Signore nell'esercizio della carità, della penitenza e della purezza. Morì a ventidue anni, prestando il suo generoso servizio agli appestati. Fu dichiarato patrono dei giovani, e Don Bosco, suo grande devoto, lo propose come modello di santità ai suoi ragazzi. San Luigi fu patrono della Società salesiana fino al 1947. La devozione verso di lui ha occupato un posto notevole nel sistema educativo di Don Bosco e ha contribuito alla formazione di intere generazioni di Salesiani e di giovani. Assieme a san Domenico Savio, san Luigi può continuare a essere guida dei giovani nella loro crescita spirituale.
LETTURE
Lettera al fratello
Ill.mo Sig. Fratello in Cristo osserv.mo
Pax Xti
Il desiderio, ch'io ho sempre avuto della salute spirituale di V.S. e la consolazione che d'essa ho ultimamente in Castiglione sentito, mi vuole a che con questa (come il Signore mi detta) gli scriva quello che per sicurezza di tal salute o conservazione di essa, mi pare essere molto utile ed espediente. Ed è che prima dell'andata sua in Germania in questo sacro tempo quadragesimale, che resta sino a Pasqua, si disponga V.S. a fare una confessione generale almeno da quella ch'io so, che cinque anni sono fece in Mantova, sino a questo tempo, perché così si renda certa (quanto nella presente vita esser possiamo) che in lei non resti alcuna di quell'offese verso sua divina Maestà, che forse potrebbono aver lasciate le confessioni, che quasi furtive e di nascosto ha fatto in quel tempo, nel quale per rispetto del mondo non osava mostrarsi servo di Cristo: il che credo gli sarà tanto più facile, quanto che levate già le difficoltà che ha superate, non
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vi resta in ciò se non il frutto della speranza, e caparra assai certa, che da tal mezzo si può presupporre, della grazia di Iddio.
Per questo fine lo raccomando a V.S. molto molto. Dopo per conservar questa grazia, se bene il Signore, che s'è degnato muovergli il cuore, più che le parole o offici miei, l'abbia da istruir ed indirizzare: tuttavia per soddisfar alle relazioni che seco tengo, e cooperar nel resto, siccome sinora ho fatto, alla Provvidenza dell' istesso Sig.re, gli propongo due mezzi in particolare, che mi sovvengono.
L'uno è, dentro di sé far sempre quella stima e capitale della grazia d'Iddio, che sì come per molto che gli dicessi non potrei giammai in una minima parte esprimere, né altro lo può a pieno dare ad intendere se non Iddio benedetto: così lascio a Lui che gliel'insegni. Solo gli dirò, che quanto Iddio avanza tutte le cose create, onore, roba, e qualsivoglia altra cosa, tanto (se fosse possibile) la stima di sua divina Maestà che è dentro di noi, dovrebbe avanzare qualsivoglia altra stima, o concetto. Il secondo mezzo è operare conforme lo stato di essa grazia, providendo bona non solum coram Deo sed etiam coram hominibus.
Però verso Iddio benedetto gli ricordo con questa quel culto e religione, che gli ho raccomandato a bocca. E poiché il raccomandar la religione dovuta a Iddio par esser cosa propria di Religiosi, discenderò ad alcuni particolari di essa, li quali potrà osservare conforme la misura della grazia, che il Signore si degnerà comunicargli.
Tra essi uno è il raccomandarsi con qualche orazione la mattina al Signore come con l'esercizio quotidiano, o altra simil preghiera, nella quale potrebbe anche pensare alcuno di quei punti, che nell'esercizio quotidiano posto al fine dell'operetta, che gli mando composta per ordine di monsig. il cardinal Borromeo di felice memoria, potrà ritrovare: dove, siccome sono dati altri ricordi, che V.S. potrà ivi leggere, così io non mi estenderò più a lungo, che a raccomandargli oltre ciò la Messa, conforme al nostro patto.
E di più la sera non vorrei mai che andasse a letto, prima di vedere in se stessa se si sente offesa d'Iddio affine che avendo coscienza di peccato mortale, da che il Signore la guardi, faccia proposito quanto prima di scancellarlo per mezzo della Penitenza, la qual deve pensare, che allora gli sia per es
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ser necessaria sempre che abbia di che pentirsi, né giammai perciò aspetti tempo determinato, come di Pasqua, o altro simil tempo, poiché non ha chi l'assicuri d'esser vivo allora. Dopo, ut provideat bona coram hominibus, gli raccomando quella riverenza che deve verso parenti e signori suoi, della quale non voglio dirgli cosa alcuna, presupponendomi quanto gli sia a cuore.
Nel resto mi rimetto all'istesso Signore Iddio, che l'istruisca e indirizzi per il cammino di questa vita sino che arriviamo a quella felice Patria, nella quale per potermi vedere con lei ed altri ho io abbracciato il stato, nel quale mi ritrovo. Con questo faccio fine: e poiché l'esecuzione di quello che gli ho raccomandato, più ha da essere dalla divina grazia, che da sua industria e mia raccomandazione, perciò gli offerisco, e prometto nelle mie orazioni, qualunque elle sieno, di esser per averla sempre raccomandata nel cospetto di S.D.M. La quale la conservi ed indirizzi a quel felice fine al quale pervengono i suoi eletti.
Di Milano allì 17 di Marzo 1590.
(Da: Lettere e scritti spirituali, a cura di E. Rosa SJ, LEF, Firenze 1926, pp. 60-63)
Alla madre, pochi giorni prima della morte
111. Sig. Madre in Cristo Osserv.
Pax Christi.
La grazia e consolazione dello Spirito Santo sia sempre V.S. III. La lettera di V.S. mi ha trovato vivo in questa regione de' morti, ma su su per andare a lodare Dio per sempre nella terra de' viventi.
Pensavo a quest'ora d'aver già varcato questo passo: ma la violenza della febbre (come nell'altra scrissi) nel maggior corso e fervore rallentò un poco, e mi ha condotto lentamente fm al giorno glorioso dell'Ascensione.
Dal qual tempo per un grande concorso di catarro al petto si rinforzò, talché a mano a mano m'avvio ai dolci e cari abbracciamenti del Celeste Padre, nel cui seno spero potermi riposare con sicurezza, e sempre. E così si accordano le diverse novelle arrivate in coteste bande di me, come ne scrivo anche al Sig. Marchese. Or se la carità, come dice San Paolo, fa piangere con quelli che piangono, e rallegrarsi con
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quelli che stanno allegri, grande dovrà essere il gaudio di V.S. (signora madre) per la grazia che Dio le fa nella persona mia, conducendomi Dio Nostro Signor al vero gaudio ed assicurandomi di non aver più a perderlo.
Confesso a V.S. 111. che mi smarrisco e perdo nella considerazione della bontà divina, pelago senza riva e senza fondo, il quale mi chiama ad una eterna requie per sì piccole e brevi fatiche: m'invita e chiama al cielo, a quel sommo bene che tanto negligentemente cercai, e mi promette il frutto di quelle lagrime che tanto scarsamente ho seminate. Veda ed avvertisca V.S. 111. di non far torto a questa infinita bontà, come sarebbe senza dubbio quando piangesse come morto chi ha da vivere dinanzi a Dio per giovare colle sue orazioni più assai che non faceva di qua. Non sarà lunga questa lontananza, lassù ci rivedremo e godremo per non istaccarci, uniti insieme col nostro Redentore, lodandolo con tutte le forze, e cantando eternamente le sue misericordie.
Non dubito punto che lasciando quello che dettano le ragioni del sangue, con facilità apriremo la porta alla fede ed a quella semplice e pura ubbidienza di che siamo tenuti a Dio, offerendogli liberamente e prontamente quello ch'è suo e tanto più volentieri quanto la cosa tolta ci era più cara, stimando al fermo che quello che Dio fa, tutto è ben fatto, levandone quello che prima ci aveva dato, e non per altro che per metterlo ín loco sicuro e franco e per dargli quello che tutti vorremmo per noi. Ho detto tutto questo non per altro che per soddisfare al mio desiderio che ho che V.S. 111. con tutta la famiglia riceva in loco di caro dono questa mia partita, e con la sua materna benedizione mi accompagni ed aiuti a passare questo guado, ed a giungere a riva di tutte le mie speranze. Il che ho fatto tanto più di buona voglia quanto che non mi è restato con che altra cosa dare qualche dimostrazione dell'amore e riverenza filiale che le devo. Finisco dimandando di nuovo umilmente la sua benedizione.
Di Roma lì 10 Giugno 1591.
(Da: Lettere e scritti spirituali, cit., pp. 95-97)
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PREGHIERE
Preghiera litanica
C O Cristo, buon Pastore,
per intercessione di san Luigi Gonzaga, chiediamo di essere ispirati e guidati in tutto da autentica carità,
che si concretizzi soprattutto
nell'attenzione premurosa ad ogni persona. GT Ascoltaci, o Signore.
G — Perché sull'esempio di san Luigi Gonzaga la Chiesa continui ad additare ai giovani mète di santità e di apo
stolato, per dare alla loro vita pienezza di senso.
— Perché di fronte alla degradazione della società e alla perdita di senso dei valori, le Congregazioni religiose chiamate alla missione educativa contribuiscano al risanamento sociale attraverso l'educazione della gioventù, il vero segreto e Ia chiave per il miglioramento della società.
— Perché di fronte alla gioventù «abbandonata e pericolante» i Salesiani vivano una perfetta e irradiante carità, capace di portare le persone al dono totale di sé nel-l' amore.
— Perché di fronte ai calcoli egoistici sappiamo testimoniare la generosità nel servizio quotidiano delle persone, soprattutto più deboli e bisognose.
— Perché nella risposta generosa all'azione dello Spirito Santificatore, i giovani riscoprano la bellezza di vivere totalmente per Cristo e per il suo regno.
C O Dio, principio e fonte di ogni bene,
che in san Luigi Gonzaga hai unito in modo mirabile
l'austerità e la purezza,
fa' che per i suoi meriti e le sue preghiere,
se non l'abbiamo imitato nell'innocenza,
lo seguiamo sulla via della penitenza evangelica.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
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Preghiera al Santo
O mite eroe di giovanile santità,
san Luigi Gonzaga,
che, ricco nelle cose di Dio,
hai abbandonato ciò
che il tempo corrode
e l'orgoglio esalta:
sii per noi esempio nel seguire Cristo
sulla via della povertà e del distacco.
Tu che hai amato con cuore puro
nella mortificazione
e nella gioia di essere dono:
insegnaci a ritrovare il volto di Gesù
in ogni sofferente
e celebrare con lui l'Eucaristia delle beatitudini.
Tu che sei stato obbediente nel mandato .
di servire Cristo nei fratelli
nei giorni della tua vita terrena:
intercedi per noi presso Dio
perché possiamo godere un giorno
del premio riservato ai servi fedeli e giusti. Amen.
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23 giugno. San GIUSEPPE CAFASSO, sacerdote. (Memoria obbligatoria)
Castelnuovo d'Asti 1811, t Torino 1860, canonizzato nel 1947.
Conterraneo di Don Bosco, ne fu anche il grande maestro nel Convitto ecclesiastico di Torino e poi il saggio consigliere e il munifico benefattore. Si distinse per il suo zelo nella formazione del giovane clero, per la solidità della sua dottrina morale, per il suo apostolato tra i carcerati e i condannati a morte, per la sua predicazione sulla misericordia di Dio. Fu proclamato patrono delle carceri d'Italia. Ricordando l'influsso da lui esercitato su Don Bosco, i Salesiani lo considerano un santo di famiglia e lo venerano con particolare devozione.
LETTU RE
Lo spirito di orazione
Che il Signore pregasse durante il suo ministero evangelico, e pregasse a lungo, e frequentemente, e in molte maniere, non possiamo dubitarne perché lo dice troppo chiaro il Vangelo. L'unzione con cui parlava, la forza delle sue parole, le tenere espressioni di cui si serviva, l'impegno, la frequenza.e l'importanza con cui si intratteneva delle cose del Padre suo, tutto prova ad evidenza come quel cuore vivesse più del Cielo che della terra, e come, lavorando tra gli uomini, sapesse mantenersi staccato da tutto ed in continua unione col suo Padre celeste. Ecco il vero tipo dell'uomo apostolico, il quale peregrinando, faticando sulla terra, nello stesso tempo sa vivere e conversare in Cielo. Uomo di preghiera adunque deve essere il sacerdote, quando voglia rassomigliare a questo divin Redentore; uomo di preghiera se desidera fare del bene nel campo evangelico.
Ma come fare per avere questo spirito di preghiera e divenire veramente uomini apostolici? Non occorre cercare altri maestri; tanti buoni operai che si resero eminenti in questa scienza, e ci possono servire di grande eccitamento, furono tutti allievi della stessa scuola, tutti copiarono da questo di
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vin Maestro. Ad esempio di lui abbia dunque l'uomo apostolico i suoi tempi fissi per la preghiera: un po' di meditazione e di lettura spirituale, qualche visita, qualche po' d'adorazione al SS. Sacramento, la recita del S. Rosario, la rivista della giornata, e andate dicendo. — Ma io non ho tempo, dirà taluno, la salute, la testa non mi regge, non mi sono mai avvezzato, mi riesce troppo noioso e pesante; i più non la fanno. — A queste difficoltà o piuttosto scuse, io non ho che una risposta: o rinunziare a questa scuola e regolarci da noi, e quindi non essere più discepoli di questo Dio, copie di questo modello, ma seguaci del mondo e della sua dissipazione, oppure, per quanto costi, fare in modo che vi siano nella nostra giornata questi tempi. E non aveva forse da lavorare il Redentore? Eppure lasciava tutto, abbandonava ogni cosa e si ritirava da solo per raccogliersi e pregare. Quand'anche avessimo tutte le occupazioni del mondo, e fossero le opere più sante, questo tempo, ripeto che ci va; altrimenti saremo uomini materiali, perché senza anima e senza spirito, apostoli di nome, bronzi sonanti e niente più.
Oltre a questi tempi di preghiera più o meno determinati, ad imitazione sempre di questo grande maestro, dobbiamo procurare di tener rivolto il nostro cuore a Dio nel corso della giornata, prima di dar mano a qualche opera, nell'esercizio medesimo del nostro ministero e fin dopo d'aver faticato. Già si sa che per questo non c'è da stare tutta la giornata in ginocchio, né recitare continuamente preghiere vocali, ciò che nemmeno faceva il divin Redentore, e sarebbe impossibile; ma è sufficiente che il nostro cuore si porti sovente a Dio, tenga come una via aperta per mantenere una continua relazione con lui; sicché capitandoci un bisogno, trovandoci in un pericolo, abbisognando d'un qualche lume, ci sia facile portarci a lui, parlargli, farci intendere, senza che quasi ci voglia tempo né fatica.
Ecco un sacerdote di orazione: egli, se ha qualche ritaglio di tempo, lo gode, e lo consacra alla preghiera, e quando non l'ha, trova il modo di mantener viva la sua relazione con Dio per mezzo di aspirazioni, di sguardi, di slanci amorosi; non aspetta che altri gli insegni e lo ecciti, sa farlo da sé e con facilità, con destrezza, lavorando, camminando, fin anche conversando e ridendo. Di qui quella rettitudine d'intenzioni, quella franchezza nel bene che non teme né ostacoli, né
motteggi, quella maniera di operare che edifica ed incanta, quel candore, quella ilarità di volto e di tratto che attira ed alletta, quella unzione finalmente nelle sue parole, nel predicare, nel confessare, per cui la gente, sebbene non ammiri talvolta né forza di ragioni né eleganza di stile, pure ne prova un certo effetto, una tal sensazione, che il cuore ne è tocco e commosso.
(Da: Esercizi spirituali al clero, Alba 1955, pp. 224-227)
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La dolcezza e la carità
La preghiera con Dio, la dolcezza cogli uomini, ecco il corrodo dell'uomo apostolico. Colla prima ci facciamo forti con Dio, colla seconda ci rendiamo cari agli uomini; colla preghiera arriveremo ai tesori del cielo, colla dolcezza rapiremo i cuori sulla terra; e perciò con queste due virtù può dirsi in certo modo che il sacerdote si rende quasi padrone di Dio e degli uomini. Da questo ognuno vede l'importanza e la necessità di questa seconda virtù non meno che della prima. 11 divin Redentore se ne rese il modello più perfetto, sino a dirci egli medesimo: Imparate da me che sono mite (Mt 11,29). Fu dolce sempre, dovunque e con tutti, senza riserva: coi familiari e cogli estranei, coi piccoli e cogli adulti, coi ricchi e coi poveri, cogli amici e coi nemici, coi giusti e coi peccatori, fossero questi pentiti od ostinati; dolce non solo in certi giorni o periodi di tempo, ma abitualmente; dolce in tutto, nel tratto, nella sua maniera di parlare, e perfin nello sguardo; di modo che chiunque lo avesse a trattare, o soltanto lo vedesse, ne restava rapito ed innamorato, tanto era calma e placida la sua presenza. Ecco la dolcezza da imitarsi dal sacerdote. (Da: Esercizi spirituali al clero, cit., pp. 230-234)
PREGHIERE
Preghiera litanica
C Alla scuola dello Spirito Santo,
invochiamo il Padre
perché ci guidi e conduca alla Verità e alla grazia. GT Rendici docili, Signore, al tuo Spirito.
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G — Perché la Chiesa, specchio di giustizia e ispiratrice di carità pastorale, annunci instancabilmente la dignità di ogni uomo redento da Cristo.
— Perché nell'esercizio della misericordia e del perdono che salva, i ministri della Chiesa aiutino i carcerati e i condannati, sull'esempio di san Giuseppe Cafasso, a riconquistare dignità e fiducia nella vita.
— Perché gli istituti di rieducazione dei giovani siano luogo di arricchimento forte e severo di virtù sociali e comunitarie, nella ritrovata identità dei figli di Dio.
— Per quanti hanno promesso fedeltà radicale a Cristo e al suo Vangelo: perché, con l'aiuto di esperte guide spirituali e maestri di santità, siano testimoni coraggiosi del regno, accettando di morire a se stessi per portare frutti duraturi.
C O Signore, tu hai ornato di meravigliosa carità
e di invincibile pazienza
il santo sacerdote Giuseppe Cafasso;
concedi benigno a noi,
per la sua intercessione e sul suo esempio,
di crescere nella tua conoscenza
e di camminare nello spirito del Vangelo, portando frutti di opere buone.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Preghiera al Santo
O san Giuseppe Cafasso
che hai vissuto con cuore ardente
la sapienza della croce
nella compagnia di coloro che,
come i ladroni del Golgota,
ricevevano il gesto ultimo
della misericordia onnipotente del Padre:
aiutaci ad essere ún abbraccio di perdono
di fraterna solidarietà per i derelitti e tutti i giovani caduti nell'errore.
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Tu che hai amato con cuore compiaciuto le cose di Dio
sei stato amico e maestro di molte anime: insegnaci a discernere con cuore umile
saggezza prudente il progetto di vita di coloro che l'amore provvidente del Padre accosta al nostro ministero.
Con te, con tutti i santi del cielo
con i fratelli incontrati in questa vita possiamo un giorno contemplare l'eterna beatitudine di Dio. Amen.
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21 agosto. San PIO X, papa. (Memoria obbligatoria)
Riese (Treviso) 1835, t Roma 1914, canonizzato nel 1954.
San Pio X è stato chiamato il papa dell'Eucaristia e del rinnovamento liturgico. Sono note le sue iniziative a favore della comunione frequente e quotidiana dei fedeli, della prima comunione dei fanciulli, e le riforme liturgiche da lui avviate nel campo della musica sacra e dell'Ufficio divino. Ma è stata molto più vasta e ricca l'attività da lui svolta in ossequio al suo motto: «Ricapitolare in Cristo tutte le cose», per rendere la Chiesa sempre più degna della sua missione.
San Pio X è il primo cooperatore salesiano santo. Anche per questo motivo, oltre che per i suoi grandi meriti nel campo ecclesiale, la Famiglia Salesiana lo ricorda con riconoscenza e si raccomanda con fiducia alla sua intercessione per essere sempre fedele alla missione da essa compiuta nella Chiesa, in piena adesione al magistero papale.
LETTURA
Si formi Cristo in ognuno
Quale sia il cammino per giungere a Cristo non è d'uopo di ricercarlo: è la Chiesa. Giustamente il Crisostomo affermò: «La tua speranza è la Chiesa, la tua salute è la Chiesa, il tuo rifugio è la Chiesa». Per questo infatti Cristo la fondò, guadagnandola a prezzo del sangue suo; e la fece depositaria della sua dottrina e delle sue leggi, dandole insieme una ricchezza smisurata di grazie per santificazione e salute degli uomini. Scorgete dunque, o Venerabili Fratelli, quale sia in fine il dovere che parimenti a Noi ed a voi venne imposto: richiamare alla disciplina della Chiesa il consorzio umano allontanatosi dalla sapienza di Cristo: la Chiesa, a sua volta, lo sottometterà a Cristo e Cristo a Dio. Se, per benignità di Dio medesimo, Noi porteremo a buon termine queste imprese, saremo lieti di vedere il male dar luogo al bene; e udremo, per nostra felicità, una gran voce dal cielo che dirà: «Ora si è fatta la salute e la virtù e il regno del nostro Dio e la potestà del suo Cristo». Perché però tutto questo si ottenga conforme al desiderio, fa d'uopo che con ogni mezzo e fatica Noi facciamo sparir radicalmente l'enorme e detestabile scelleratezza, tutta proprietà del nostro tempo, la sostituzione cioè dell'uomo a Dio: dopo ciò, sono da rimettere nell'antico onore le leggi santissime ed i consigli del Vangelo: affermare altamente le verità insegnate dalla Chiesa e la dottrina della stessa circa la santità del matrimonio, l'educazione e l'ammaestramento della gioventù, il possesso e l'uso dei beni, i doveri verso coloro che reggono le cose pubbliche; per ultimo, restituire l'equilibrio fra le diverse classi della Società a norma delle prescrizioni e costumanze cristiane. Noi per fermo, nel sottometterci ai divini voleri, tanto Ci proponiamo di cercare nel Nostro Pontificato, e con ogni industria lo cercheremo. A voi, o Venerabili Fratelli, si spetta di assecondare il Nostro operato colla santità, colla scienza, coll'esperienza vostra, e soprattutto collo zelo della divina gloria; null'altro avendo di mira se non che si formi Cristo in ognuno.
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Quali mezzi poi sia mestieri di adoperare per conseguire sì grande scopo, sembra superfluo indicarlo; giacché son ovvii di per se stessi. Le prime vostre premure siano di formar Cristo in coloro, i quali, per dovere di vocazione, son destinati a formarlo negli altri. Intendiamo parlare dei sacerdoti, o Venerabili Fratelli. Imperocché quanti sono insigniti del sacerdozio debbono conoscere che, in mezzo ai popoli coi quali vivono, essi hanno quella missione medesima, che Paolo attestava di aver ricevuto con quelle tenere parole: «Figlioletti miei, che io genero di nuovo finché si formi Cristo in voi». Or come potranno adempiere un tal dovere, se prima essi medesimi non si siano rivestiti di Cristo? E rivestiti in tal misura da poter dire coll'Apostolo: «Vivo io, non più io, ma vive in me Cristo. Per me il vivere è Cristo». Benché a tutti sia rivolta l'esortazione di inoltrarsi verso l'uomo perfetto, nella misura dell'età della pienezza di Cristo, essa è diretta in modo particolare a coloro che esercitano il ministero sacerdotale, i quali perciò son chiamati un altro Cristo, non già solo per la comunicazione della potestà, ma anche per la imitazione delle opere, per cui debbono portare espressa in se medesimi l'immagine di Cristo.
(Dall'enciclica «E supremi apostolatus»)
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PREGH IERE
Preghiera litanica
C Al Padre di eterna gloria,
che nel suo Figlio diletto
ci ha scelti e amati prima della creazione del mondo,
rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera
perché illuminati dal suo Spirito,
accogliamo il dono della sua presenza beatificante.
GT Benedici i tuoi figli, Signore.
G — Per il Santo Padre, e per l'intera Chiesa che egli guida come Supremo Pastore, perché, proponendo la visione dell'uomo nuovo, fondato nella santità e nella giustizia di Dio, porti l'attesa salvezza a tutti gli uomini.
— Per tutti coloro che promuovono lo sviluppo culturale, nelle varie istituzioni ecclesiali: perché la ricerca e l'insegnamento dei docenti cooperino, in comunione con i Pastori, alla scoperta sempre più profonda della verità e all'avvento del Regno nella storia.
— Per i fanciulli che si aprono al mistero della Comunione con Cristo, perché, per l'azione dei sacramenti di salvezza, crescano in età e in grazia davanti a Dio e agli uomini.
— Perché, sull'esempio di san Pio X, le nostre comunità oranti comprendano la divina grandezza della preghiera liturgica: la preghiera che il Cristo, unito al suo Corpo, eleva al Padre.
— Per i cooperatori salesiani, perché, sull'esempio del primo Cooperatore santo, realizzino la loro vocazione specifica nella Famiglia Salesiana.
C O Dio, che per difendere la fede cattolica
e unificare ogni cosa in Cristo
hai animato del tuo Spirito di sapienza e di fortezza
il papa san Pio X,
fa' che alla luce dei suoi insegnamenti
e del suo esempio,
giungiamo al premio della vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
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Preghiera al Santo
m Cristo Gesù,
eterno Pastore,
che ti sei offerto vittima di salvezza
e hai fondato la Chiesa
per celebrare la tua presenza in ogni uomo:
accogli la preghiera di intercessione
di coloro che ti hanno servito nel supremo ministero.
Cristo Signore,
che in san Pio X
hai manifestato il tuo amore per i piccoli
donandoti a loro in cibo spirituale:
rendici strumenti della tua grazia,
disponibili ad accogliere ogni cuore di fanciullo.
Cristo, sacerdote perfetto,
che hai suscitato in san Pio X
un modello privilegiato di carità pastorale,
di compiacenza spirituale,
fedeltà e zelo nel culto divino:
fa' di noi un canto di lode a te
nell'educazione e nella catechesi dei giovani. Amen.
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24 ottobre. Beato LUIGI GUANELLA, sacerdote. (Memoria facoltativa)
Campodolcino (Sondrio) 1842, Corno 1915, beatificato nel 1964.
Si distinse per vero zelo apostolico nell'esercizio del suo ministero sacerdotale. Attirato dal carisma di Don Bosco, fu per tre anni (1875-1878) professo temporaneo della Società salesiana. Fondò poi due Congregazioni — le Figlie di S. Maria della Provvidenza e i Servi della Carità — per venire incontro ai fratelli più bisognosi, al cui servizio egli stesso volle attendere sempre con grande carità. La missione del beato Guanella ha avuto notevoli punti di contatto con quella di san Giovanni Bosco. Gli esempi del Beato irradiano una ricca luce su particolari aspetti della spiritualità e dell'apostolato salesiano.
LETTURE
È Dio che fa
Il Signore, dice san Paolo, sceglie di preferenza infirma mundi... preferisce infirma mundi... perché abbiamo a persuaderci che chi opera non siamo noi ma la grazia di Dio, che per somma bontà si degna di operare nell'uomo: nell'uomo nel quale la base di ogni benfare è nell'essere persuaso che Iddio sia tutto e lui niente: Dio perfettissimo, e l'uomo pieno di difetti.
Domanderanno parecchi: quel benedetto Don Luigi Guanella dall'esordio della sua carriera fin qui chi lo guidava? E si risponde che tutti con preghiere e con buoni consigli, ma nessuno di proposito e particolarmente.
Come poteva allora conoscere i divini voleri? Il volere di Dio è che da tutti si proceda con retta intenzione e con cuore buono e poi il Signore si fa intendere sufficientemente.
Lasciatevi dirigere dalla grazia che è in voi, e ascoltate la voce dello Spirito Santo, Iddio che parla dal fondo dei cuori vostri. Laonde alla domanda che i meno pratici fanno: «Come si fa, come si fa?» si risponde: «Domanda inutile: è Dio che fa». Non avete che volgere l'occhio addietro sulla storia della vostra fondazione per riconoscere quanto buono e generoso è stato il Signore con noi.
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Dobbiamo confessare che, per quanto colla grazia di Dio abbiamo fatto del bene, la nostra è un'opera modesta e modeste sono anche le nostre persone; ma dall'azione provvidenziale di Dio nel passato noi desumiamo con certezza che quest'Opera fu suscitata ed è assistita da Dio e che perciò, quando non venga meno la cooperazione umana, da Dio certo è destinata ad un grande e lusinghiero avvenire.
Sì, sì, è qui la ragione dei nostri progetti e dei nostri propositi... ; sì, è qui la ragione delle nostre speranze...
È il Signore Che ci benedisse direttamente nella nostra vita con prodigi continui di misericordia e di provvidenza.
La Divina Provvidenza ci ha indirizzati per questa via e conviene obbedirle.
Se queste opere che Iddio benedice sono opere di Dio, è obbligo nostro difenderle.
Non vi è chi, leggendone la storia, non gridi: «Qui vi è il dito di Dio». Siano rese vivissime grazie al Sacro Cuore di Gesù per le prove di assistenza e di benedizione, di cui ha fatto e fa oggetto il nostro caro istituto. Le nostre opere sono sgorgate dal Cuore Augustissimo di Dio, che le ha fecondate e le sostiene; e noi non possiamo meglio farle prosperare e accendere in noi il fuoco della carità, che unendoci col Cuore di Gesù Cristo per apprenderne le virtù e attingerne i favori. La grazia del Signore e la grazia del Santo Spirito, quasi fuoco di macchina di nave, mette forza per solcare il mare della vita. Bisogna che un soffio di Spirito Santo plasmi il religioso Servo della Carità e lo renda somigliante all'Istituto che, come padre, lo ha adottato.
(Dagli scritti del Beato Luigi Guanella)
Esortazioni alla carità
e alla fiducia nella Divina Provvidenza
Ogni cristiano non può contentarsi di pensare e provvedere al bene dei propri fratelli e, fra questi, ai più bisognosi di aiuto corporale e spirituale.
Di qui consegue che i Servi della Carità vogliano sentire vivo il dovere e comune il desiderio di venire in aiuto del corpo e dello spirito anche dei propri prossimi, propri fratelli, figli comuni nella famiglia del Celeste Padre.
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Bisogna «instaurare omnia in Christo»: ora, per ristorare le persone e le opere si deve compiere il desiderio del Divin Cuore, che apparendo in figura di immenso fuoco grida: «Son venuto a portare nel mondo il fuoco della carità: e che voglio io, se non che tal fuoco si accenda nel cuore degli uomini?». Oh, venga come incendio santo il fuoco della divina Carità! Mandi il Signore lo spirito della sua divina Carità: e sarà rinnovato il mondo!
Vivere inoltre in molta povertà e affidarsi completamente alla Divina Provvidenza è virtù di alta perfezione.
La Divina Provvidenza è la madre naturale e carissima dei suoi figli.
L'Opera nostra è nata e cresciuta con visibile aiuto della Provvidenza ed essa non sarà per mancare mai, purché non si traligni dallo spirito prefisso.
Quel Dio che veste i gigli del campo di abito quale mai indossò Salomone, non sarà mai per lasciar mancare alcuna cosa a chi lavora unicamente per Lui e la maggior gloria del suo Nome.
Bisogna dunque ravvivare la Fede e credere che il bene non si può fare che salendo il cammino faticoso del Calvario; che il Signore mai è venuto meno a quelli che confidano in Lui; che dolce è sempre il pane che viene dalle mani del Signore provvido, dolce specialmente quando costi sudori di fatica.
I buoni Servi della Carità che per lungo corso di anni e per tante volte in ogni giorno hanno soccorso con fede i poveri; questi buoni Servi della Carità che ancor viventi non dicevano mai «basta» nelle opere di carità e di sacrificio, saliranno con Gesù Cristo in alto e possederanno quel Regno che il Signore ha loro preparato fino dal principio della creazione. (Dal Regolamento dei Servi della Carità scritto da don Luigi Guanella nel 1910)
Lavorare con allegrezza
I membri della Piccola Casa della Divina Provvidenza devono riflettere che il Signore buono li ha scelti per sostenere e pascere e però devono corrispondere alla bontà di Dio con un proposito fermo di buona volontà.
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Lavorare devono tutti su questa terra, ma i membri di questa Piccola Casa devono occuparsi in modo più assiduo. Devono faticare per obbedire al comando del Signore che ha detto «mangerai il pane guadagnato con il sudore della tua fronte».
Devono faticare con energia, come persone le quali si offrono vittime al Signore in soddisfazione delle colpe proprie ed anche delle colpe altrui.
Devono faticare con energia allo scopo di venire in soccorso alle molteplici opere di misericordia che la provvidenza offre alle loro mani.
Devono faticare con vigore di volontà, con allegrezza di spirito, perché piacendo a Dio, possono presentare qualche buon esempio di abnegazione e così raggiungere lo scopo per cui Dio li ha chiamati in questa Piccola Casa.
Questo deve essere l'impegno giornaliero di ogni membro della famiglia.
Se le persone attuali che sono le prime arrivate nella Piccola Casa, si applicheranno in tutti i giorni alla fatica, con molta forza di volontà, non c'è dubbio che meriteranno grandemente al cospetto di Dio e prepareranno un tesoro di buon esempio e di prosperità alle persone che si aggiungeranno alla Piccola Casa.
Che il Signore buono prosperi con le benedizioni della Sua Divina Provvidenza!
(Da: Massime di Spirito e Metodo d'Azione, 1889)
PREGHIERE
Preghiera Titanica
C Fratelli carissimi,
celebrando con devoto fervore la memoria del beato Luigi Guanella, rivolgiamo a Dio, fonte della santità, gaudio e corona dei Santi tutti,
l'umile nostra supplica.
GT Ascoltaci, o Signore.
G — Perché la santità di Dio risplenda nelle parole e nelle azioni di tutti coloro che formano la Chiesa, preghiamo.
713
— Perché i Pastori del gregge di Cristo e tutti i sacerdoti, nella fedeltà al Signore, compiano con umiltà e zelo il loro ministero in favore del popolo di Dio, preghiamo.
— Perché coloro che professano i consigli evangelici e aspirano alla perfezione della carità consacrino tutta la loro vita al servizio fedele di Dio e al bene di tutta la Chiesa, preghiamo.
— Perché quanti sono oppressi dalla povertà o sono afflitti dalla malattia e dalle varie tribolazioni, sappiano unire le loro sofferenze a quelle di Cristo, per la propria santificazione e la salvezza del mondo, preghiamo.
— Perché i fanciulli siano custoditi nella loro innocenza ed educati alla virtù; i giovani siano formati all'onestà, alla generosità, al sacrificio e al lavoro; gli anziani siano confortati nella loro debolezza e si preparino in una vecchiaia serena al premio eterno del Cielo, preghiamo.
— Perché la partecipazione all'Eucaristia ci faccia crescere costantemente nell'amore a Dio e nella carità verso tutti i fratelli, preghiamo.
C Sostienici sempre, o Signore,
con la tua grazia.
L'intercessione del beato Luigi Guanella
ci ottenga di imitare le sue virtù:
l'amore ardente verso l'Eucaristia,
lo zelo instancabile per la salvezza delle anime,
la serena fiducia nella divina Provvidenza,
la carità tenera verso i poveri,
specialmente verso i più bisognosi.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Preghiera al Beato
Beato Luigi Guanella
che, chiamato da Dio ad una speciale missione, fosti sorretto nelle prove e nelle difficoltà da una fede incrollabile nella Provvidenza divina, ottienici una fede sincera e operosa in Dio Padre,
714
3. MEMBRI GLORIFICATI
DELLA FAMIGLIA SALESIANA
31 gennaio. San GIOVANNI BOSCO, sacerdote.
(Solennità)
Casteinuovo d'Asti 1815, tTorino 1888, canonizzato nel 1934.
È il fondatore della nostra Società salesiana, dei Cooperatori salesiani e, unitamente a santa Maria Domenica Mazzarello, dell'istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Noi vediamo in lui il grande padre e maestro donato dal Signore, lo studiamo e imitiamo, ammirando in lui uno splendido accordo di natura e grazia (Cast. 21).
San Giovanni Bosco si distinse per il suo intenso apostolato tra i giovani, che volle formati cristianamente e professionalmente mediante un sistema ispirato all'insegnamento di san Francesco di Sales e fondato sulla ragione, la religione e l'amorevolezza. Seppe proporre a tutti, con le parole e con l'esempio, tre grandi ideali: l'Eucaristia, la Madonna, il Papa. Furono anche notevoli il suo impegno di scrittore e il suo zelo per le vocazioni ecclesiastiche e per le missioni. Aperto alle nuove esigenze dei tempi, diede alle sue istituzioni quel carattere di flessibilità che permette loro di prestare sempre il loro rinnovato servizio alla causa del Vangelo.
Fu dichiarato patrono degli editori cattolici italiani e dei giovani apprendisti italiani.
LETTURE (dalla «Lettera da Roma», 10 maggio 1884) Quando non si è più padri, fratelli, amici dei giovani
716
Osservai e vidi che ben pochi preti e chierici si mescolavano tra i giovani e ancora più pochi prendevano parte ai loro divertimenti. I Superiori non erano più l'anima della ricreazione. La maggior parte di essi passeggiavano tra di loro parlando, senza badare che cosa facessero gli allievi; altri guardavano la ricreazione non dandosi nessun pensiero dei giovani; altri sorvegliavano così alla lontana chi commettesse qualche mancanza; qualcuno poi avvertiva ma in atto minaccioso e ciò raramente. Vi era qualche Salesiano che avrebbe desiderato di intromettersi in qualche gruppo di giovani, ma vidi che questi giovani cercavano studiosamente di allontanarsi dai maestri e Superiori.
Allora quel mio amico ripigliò: — Negli antichi tempi dell'Oratorio lei non stava sempre in mezzo ai giovani e specialmente in tempo di ricreazione? Si ricorda quei belli anni? Era un tripudio di Paradiso, un'epoca che ricordiamo sempre con amore, perché l'affetto era quello che ci serviva di regola, e noi per lei non avevamo segreti.
— Certamente! Allora tutto era gioia per me e nei giovani uno slancio per avvicinarsi a me, per volermi parlare, ed una viva ansia di udire i miei consigli e metterli in pratica. Ora però vedi come le udienze continue e gli affari moltiplicati e la mia sanità me lo impediscono.
— Va bene: ma se lei non può, perché i suoi Salesiani non si fanno suoi imitatori? Perché non insiste, non esige che trattino i giovani come li trattava lei?
— Io parlo, mi spolmono, ma purtroppo molti non si sentono più di far le fatiche di una volta.
— E quindi trascurando il meno, perdono il più e questo «più» sono le loro fatiche. Amino ciò che piace ai giovani e i giovani ameranno ciò che piace ai Superiori. E a questo modo sarà facile la loro fatica. La causa del presente cambiamento nell'Oratorio è che un certo numero di giovani non ha confidenza nei Superiori. Anticamente i cuori erano tutti aperti ai Superiori, che i giovani amavano ed obbedivano prontamente. Ma ora i Superiori sono considerati come Superiori e non più come padri, fratelli e amici; quindi sono temuti e poco amati. Perciò se si vuol fare un cuor solo ed un'anima sola, per amore di Gesù bisogna che si rompa quella fatale barriera della diffidenza e sottentri a questa la confidenza cordiale. Quindi l'obbedienza guidi l'allievo come la madre guida il fanciullo: allora regnerà nell'Oratorio la pace e l'allegrezza antica.
717
Il segno dell'amore: farsi piccoli con i piccoli
— Come fare per rompere questa barriera della diffidenza?
— Familiarità coi giovani, specialmente in ricreazione. Senza familiarità non si dimostra l'amore e senza questa dimostrazione non vi può essere confidenza. Chi vuole essere amato bisogna che faccia vedere che ama. Gesù Cristo si fece piccolo coi piccoli e portò le nostre infermità. Ecco il maestro della familiarità! Il maestro visto solo in cattedra è maestro e non più, ma se va in ricreazione coi giovani diventa come fratello.
Se uno è visto solo predicare dal pulpito si dirà che fa né più né meno che il proprio dovere, ma se dice una parola in ricreazione, è la parola di uno che ama. Quante conversioni non cagionarono alcune sue parole fatte risuonare all'improvviso all'orecchio di un giovane nel mentre che si divertiva! Chi sa di essere amato, ama, e chi è amato ottiene tutto, specialmente dai giovani. Questa confidenza mette una corrente elettrica fra i giovani ed i Superiori. I cuori si aprono e fanno conoscere i loro bisogni e palesano i loro difetti. Questo amore fa sopportare ai Superiori le fatiche, le noie, le ingratitudini, i disturbi, le mancanze, le negligenze dei giovanetti. Gesù Cristo non spezzò la canna incrinata né spense il lucignolo che fumigava. Ecco il vostro modello.
Un testo perenne
per l'esame di coscienza del salesiano
Allora non si vedrà più chi lavorerà per fine di vanagloria; chi punirà solamente per vendicare l'amor proprio offeso; chi si ritirerà dal campo della sorveglianza per gelosia di una temuta preponderanza altrui; chi mormorerà degli altri volendo essere amato e stimato dai giovani, esclusi tutti gli altri Superiori, guadagnando null'altro che disprezzo ed ipocrite moine; chi si lasci rubare il cuore da una creatura e per fare la corte a questa trascuri tutti gli altri giovinetti; chi per amore dei propri comodi tenga in non cale il dovere strettissimo della sorveglianza; chi per un vano rispetto umano si astenga dall'ammonire chi deve essere ammonito. Se ci sarà questo vero amore, non si cercherà altro che la gloria di Dio e la salute delle anime.
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Quando illanguidisce questo amore, allora è che le cose non vanno più bene. Perché si vuol sostituire alla carità la freddezza di un regolamento? Perché i Superiori si allontanano dall'osservanza di quelle regole di educazione che Don Bosco ha loro dettate? Perché al sistema di prevenire colla vigilanza e amorosamente i disordini, si va sostituendo a poco a poco il sistema, meno pesante e più spiccio per chi comanda, di bandire leggi che si sostengono coi castighi, accendono odii e fruttano dispiaceri; se si trascura di farle osservare, fruttano disprezzo per i Superiori e sono causa di disordini gravissimi? E ciò accade necessariamente se manca la familiarità. Se adunque si vuole che l'Oratorio ritorni all'antica felicità, si rimetta in vigore l'antico sistema: il Superiore sia tutto a tutti, pronto ad ascoltare sempre ogni dubbio o lamentanza dei giovani, tutto occhi per sorvegliare paternamente la loro condotta, tutto cuore per cercare il bene spirituale e temporale di coloro che la Provvidenza gli ha affidati.
Preghiere a Don Bosco
G Ho promesso a Dio
che fin l'ultimo respiro
sarebbe stato per i giovani poveri.
T È proprio la mia vita stare con loro.
G O padre dei giovani e maestro di santità, ascolta la nostra voce:
T noi seguiamo i tuoi passi
per essere presenza viva tra i giovani, per donare loro amicizia e sapienza, per crescere con loro in santità e grazia.
G Invochiamo la tua intercessione:
T per perseverare nella vocazione salesiana, per essere generosi operai nel campo di Dio, collaboratori fedeli del Papa
dei Pastori della Chiesa.
I bisogni del tempo presente
ci trovino solidali con chi è solo e indifeso,
con chi ha perso il volto del Padre
che è nei cieli
non conosce l'amore di Cristo per noi.
719
G Insegnaci, o padre dei poveri,
T a diventare profeti nel nostro mondo
per proclamare che il Regno di Dio
è nel cuore di ogni uomo.
L'infaticabile tuo zelo per la salvezza delle anime,
la profonda pietà e l'estasi dell'azione
siano per noi modello di un'esistenza vissuta
nel segno delle beatitudini
con fede coerente,
sincera amorevolezza
profonda umanità.
G Aiutaci, o amico dei giovani,
T ad amare per primi e far capire il nostro amore, a trasformare ogni giorno in un gesto di gioia per accogliere con gratitudine i giovani più dimenticati affinché ritrovino il sorriso della loro età.
G Donaci, tu che sei stato servitore fedele di Dio, T di essere partecipi al termine dei nostri giorni,
insieme a tutti coloro che abbiamo amato,
della ricompensa riservata ai giusti.
G La tua protezione e l'intercessione di Maria Ausiliatrice siano per noi la strada che conduce all'Amore. Amen.
C Signore Gesù,
che hai fatto dono totale di te
per la nostra salvezza
non permettere che facciamo noi stessi
centro della nostra vita:
T Concedi a noi di sentire la grandezza divina
l'urgenza del lavoro apostolico
di accettare con gioia i sacrifici che esso comporta.
G Tu hai donato a Don Bosco creatività, coraggio e costanza:
T concedi a noi di avere il senso del concreto, di essere attenti ai segni dei tempi.
720
Non permettere che siamo dominati dalla paura del nuovo e del rischio, ma donaci spirito d'iniziativa, coraggio e creatività apostolica.
G Tu hai donato ancora a Don Bosco
un vivo amore per la tua Chiesa:
T concedi a noi di sentire vivo
e mantenere saldo il nostro legame con la Chiesa,
col Papa e i vescovi:
solo essa, popolo di Dio, è la comunione,
il centro di unità e di vita
di tutte le forze che operano la salvezza.
C O Signore, ti preghiamo:
il nostro stile di lavoro apostolico
ci riveli continuatori della missione di Don Bosco: come lui rendici lavoratori instancabili e coraggiosi per la crescita della tua Chiesa.
T Amen.
O Signore misericordioso,
nella tua provvidenza ci hai donato san Giovanni Bosco, padre e maestro della gioventù, che, guidato dalla Vergine Maria, lavorò con infaticabile zelo per il bene della Chiesa; suscita anche in noi la stessa fiamma di carità, che ci spinga a salvare le anime e servire te solo. Per Cristo nostro Signore. Amen.
O padre e maestro della gioventù,
san Giovanni Bosco,
che hai tanto lavorato per la salvezza delle anime,
sii nostra guida
nel cercare il bene delle anime nostre
la salvezza del prossimo.
Aiutaci a vincere le passioni e il rispetto umano; insegnaci ad amare Gesù Sacramentato,
Maria Ausiliatrice e il Papa;
implora da Dio per noi una buona morte, affinché possiamo raggiungerti in Paradiso. Amen.
721
CELEBRAZIONI PER IL TRIDUO
IN PREPARAZIONE DELLA FESTA
Conserveremo la nostra identità salesiana se avremo un rapporto vivo con Don Bosco.
La memoria frequente di lui è condizione indispensabile perché non scompaia dall'orizzonte della nostra vita. Egli vuole vivere in noi con il suo spirito, riattualizzare il carisma per incarnarlo nel nostro tempo, come frutto non solo di impegno umano, ma come un dono dello Spirito che dobbiamo invocare nella preghiera. La nostra preghiera al Signore si fa umile gratitudine perché siamo chiamati a contribuire alla salvezza della gioventù, questa porzione delicata e preziosa dell'umana società (cf Cosi. 1).
Offriamo gli schemi di tre celebrazioni, per il triduo che precede la solennità di Don Bosco, incentrandole su tre nuclei tematici differenti.
Si può esporre sull'altare, alla venerazione della comunità, una reliquia di san Giovanni Bosco o una sua immagine a modo di icona.
Schema generale della celebrazione
CANTO INIZIALE. SALUTO
INVITO
C La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi.
T E con il tuo spirito.
C Il Signore che ha suscitato nella Chiesa pastori santi e sapienti guidi i nostri passi sulla via della perfezione nello spirito delle beatitudini.
T Benedetto nei secoli il Signore.
C Il Signore che ci ha radunati alla scuola di Don Bosco aiuti noi tutti a imitarlo con infaticabile zelo nel servizio dei giovani.
T Benedetto nei secoli il Signore.
723
ATTO PENITENZIALE
C Per tutte le volte che ci siamo fatti servire e non abbiamo servito i giovani: Signore, pietà. T Signore, pietà.
C Per tutte le volte che non abbiamo testimoniato nella povertà generosa, nell'obbedienza serena e nella castità che è dono la nostra consacrazione religiosa: Cristo, pietà.
T Cristo, pietà.
C Per tutte le volte in cui non abbiamo rivelato un cuore
di padre tra i giovani, un senso di fraterno aiuto vicendevole e una filiale devozione a Dio: Signore, pietà.
T Signore, pietà.
ORAZIONE
C Siamo raccolti davanti a te, o Padre,
con senso di umile gratitudine.
Per tua iniziativa e non per progetto umano
è nata la Congregazione Salesiana.
Fa' che riconosciamo sempre la tua azione tra noi
e dalla presenza attiva del tuo Spirito
attingiamo energie per la nostra fedeltà
e il sostegno della nostra speranza.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
ASCOLTO DELLA PAROLA
SALMO O CANTO RESPONSORIALE
LETTURA SALESIANA
RIFLESSIONE PERSONALE O GUIDATA (con omelia)
INTERCESSIONI
ORAZIONE FINALE
BENEDIZIONE E CONGEDO
CANTO A DON BOSCO
724
Primo nucleo tematico:
LA PROFESSIONE DEI CONSIGLI EVANGELICI SULL'ESEMPIO DI DON BOSCO
Primo giorno: OBBEDIENZA
ASCOLTO DELLA PAROLA
— Fil 2,1-11.
— Sal 39: Rit. Ecco, io vengo per compiere la tua volontà.
LETTURE SALESIANE
— Cos/. , pp. 219-221.
— Commento in: Il Direttore salesiano, pp. 194-195.
INTERCESSIONI
C Fermi nel desiderio di seguire Cristo obbediente, per volere come lui fino in fondo
quello che vuole il Padre,
eleviamo a Dio la nostra fiduciosa preghiera.
G O Signore,
manda a noi il tuo Spirito
di amore e di verità.
T Guidaci a leggere,
con l'aiuto delle Costituzioni,
dei nostri superiori e della comunità,
i segni molteplici e complessi
della tua volontà,
e aiutaci a viverla pienamente nell'amore,
a imitazione di Cristo.
G Donaci la tua forza, o Signore.
T Perché la nostra obbedienza
sia sempre un atto di intelligenza,
di libertà e di responsabilità,
e insieme un atto di fede viva.
G Tu ci hai arricchiti di doni personali.
725
T Concedi a noi di accettare
che siamo valutati e guidati nell'esercizio
dal superiore della comunità;
e quando dovessimo sacrificare
desideri e progetti anche legittimi,
per il bene comune,
donaci la forza
di saperlo fare con fede e con gioia.
C Pr, ghiamo.
O Signore, aiutaci a vivere la nostra obbedienza come vera partecipazione alla morte di Gesù per la risurrezione nostra e dei fratelli.
In Cristo nostro Signore.
T Amen.
Secondo giorno: POVERTÀ
ASCOLTO DELLA PAROLA
- At 4,32-37.
— Sal 102: Rit. Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tutti i suoi benefici.
LETTURE SALESIANE
— Cast., pp. 221-223.
— Commento in: Il Direttore salesiano, pp. 195-197.
INTERCESSIONI
C Liberi e poveri per godere delle cose del mondo nella semplicità di spirito e annunciare ai giovani più disagiati la pace del Regno, preghiamo con fiducia il Signore onnipotente.
G O Signore,
che ci hai chiamati a partecipare
alla missione della Chiesa:
T Concedi che la nostra vita
sia una proposta ai giovani
del messaggio e della grazia di Cristo,
perché in loro cresca l'uomo nuovo,
Cristo Signore.
726

G Tu, che hai chiamato Don Bosco
ad annunciare la tua parola ai piccoli:
T Rendici in ogni occasione
educatori della fede;
dona a ognuno di noi zelo ardente e inventivo,
fa' che le nostre comunità,
con il loro tenore di vita sobrio e funzionale, abbiano capacità di annuncio
forza di testimonianza.
G Aiutaci con la tua grazia,
perché sappiamo condurre i giovani
alla persona di Gesù Cristo, il Signore risorto.
T La nostra scienza più eminente
sia conoscerlo,
la nostra gioia più profonda
consista nel rivelare a tutti
le insondabili ricchezze del suo mistero.
C Preghiamo.
O Signore, concedi a noi
di essere evangelizzatori di salvezza
fra í nostri giovani
nella povertà e nella gioia.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Terzo giorno: CASTITÀ
ASCOLTO DELLA PAROLA
— Rm 8,35-37. Oppure: 2 Cor 10,17-11,2.
— Sal 11: Rit. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
LETTURE SALESIANE
— COSt., pp. 223-225.
— Commento in: Il Direttore salesiano, pp. 197-199.
INTERCESSIONI
C Ricchi dell'amore di Dio e aperti con cuore indiviso e donazione totale ai giovani di ogni condizione, specie i più poveri, innalziamo al Signore la nostra preghiera.
727
G O Signore, tu ci chiedi di amare
con il dono totale di noi stessi.
T Il celibato evangelico
per il regno di Dio
non è una nostra scelta,
ma un dono della tua grazia.
Con il tuo amore
aiutaci a vivere con pienezza la castità consacrata:
perché sia maturazione della nostra persona
e crescita della capacità
di apertura e comunione con gli altri.
G Tu ci chiami al celibato
per il servizio dei giovani.
T La nostra risposta di fede
sia generosa e costante
e ci renda portatori
del messaggio di purezza liberatrice.
C Preghiamo.
O Signore,
una vita evangelicamente casta
comporta sempre una sofferenza, una morte.
Concedi a noi di viverla
come partecipazione al mistero pasquale
del Figlio tuo unigenito,
affinché sia testimonianza
che l'uomo nuovo è possibile
e che la speranza non è un'illusione.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Secondo nucleo tematico:
RAGIONE, RELIGIONE, AMOREVOLEZZA
Primo giorno: RAGIONE NELLA PATERNITÀ
ASCOLTO DELLA PAROLA
— Gv 15,9-17.
— Sal 138: Rit Signore, tu mi scruti e mi conosci; sei per me provvidenza di padre e salvezza.
728
LETTURE SALESIANE
— Dal testamento spirituale di Don Bosco (MB 17,266s).
fl Direttore deve essere modello di pazienza, di carità co' suoi confratelli che da lui dipendono e perciò:
1. Assisterli, aiutarli, istruirli sul modo di adempire i proprii doveri, ma non mai con parole aspre od offensive.
2. Faccia vedere che ha con loro grande confidenza; tratti con benevolenza degli affari che li riguardano. Non faccia mai rimproveri, né dia mai severi avvisi in presenza altrui. Ma procuri di ciò fare sempre in camera caritatis, ossia dolcemente, strettamente in privato.
3. Qualora poi i motivi di tali avvisi o rimproveri fossero pubblici, sarà pure necessario di avvisare pubblicamente; ma tanto in chiesa, quanto nelle conferenze speciali non si facciano mai allusioni personali. Gli avvisi, i rimproveri, le allusioni fatte palesemente, offendono e non ottengono l'emendazione.
4. Non dimentichi mai il rendiconto mensile per quanto è possibile; ed in quella occasione ogni Direttore diventi l'amico, il fratello, il padre de' suoi dipendenti. Dia a tutti tempo e libertà di fare i loro riflessi, esprimere i loro bisogni e le loro intenzioni. Egli poi dal canto suo apra a tutti il suo cuore senza mai far conoscere rancore alcuno; neppure ricordare le mancanze passate se non per darne paterni avvisi, o richiamare caritatevolmente al dovere chi ne fosse negligente.
5. Faccia in modo di non mai trattare di cose relative alla confessione a meno che il confratello ne faccia dimanda. In tali casi non prenda mai risoluzioni da tradursi in foro esterno senza essere ben inteso col socio di cui si tratta. (...)
8. In generale poi il Direttore di una casa tratti sovente e con molta famigliarità con i confratelli, insistendo sulla necessità della uniforme osservanza delle costituzioni, e per quanto è possibile, ricordi anche le parole testuali delle medesime.
9. Nei casi di malattia osservi quanto le regole prescrivono e quanto stabiliscono -le deliberazioni capitolari.
10. Sia facile a dimenticare i dispiaceri e le offese personali e colla benevolenza e coi riguardi studii di vincere o meglio di correggere i negligenti, i diffidenti ed i sospettosi. Vincere in bono malum.
— Commento in: il Direttore salesiano, pp. 120-121.
729
INTERCESSIONI
C Innalziamo la nostra preghiera al Signore, da cui viene ogni dono perfetto, e invochiamo la sua paterna bontà perché guidi i nostri passi sulla via della ragionevolezza e dell'amore.
• O Signore, servo zelante del Padre,
T donaci il tuo Spirito:
perché siamo nelle mani di Dio uno strumento liberamente efficace della salvezza dei giovani.
• Tu, buon Pastore,
hai dato la vita per la salvezza degli uomini:
T la nostra vita sia sacramento
della tua indulgente provvidenza:
proposta ai giovani di un amore che salva.
G Tu, che hai radunato la Chiesa, comunità d'amore,
G T aiutaci a vivere in profonda amicizia
a costruire con tutte le nostre forze l'unità di coloro a cui ci mandi: perché la nostra comunità religiosa sia segno credibile della Chiesa.
C O Padre, sorgente di amore,
in Cristo ci salvi e ci mandi tra i giovani:
donaci zelo instancabile, sapiente ragionevolezza
cuore sincero,
perché, operando nell'amore, sappiamo radunarci
come unico popolo nell'unità. T Amen.
Secondo giorno: RELIGIONE NELLA FIGLIOLANZA
ASCOLTO DELLA PAROLA
- Col 1,3-12.
— Sal 24: Rit. A te, Signore, innalzo l'anima mia.
730

Oppure
— Sal 32: Rit. Beato il popolo
che Dio si è scelto come eredità.
LETTURE SALESIANE
— Dalla «Lettera circolare ai Salesiani e alle FMA», 6 gennaio 1884 (MB 17,15-17).
Miei cari e amati figliuoli,
Grande consolazione io provo ogni volta che mi è dato di ascoltare parole di ossequio e di affezione da voi, miei cari figliuoli. Ma le affettuose espressioni, che con lettere o personalmente mi avete manifestato nell'augurio di buone feste e di buon capodanno, richiedono ragionevolmente da me uno speciale ringraziamento che sia risposta ai figliali affetti che mi avete esternati.
Vi dico adunque che io sono assai contento di voi, della sollecitudine con cui affrontate qualsiasi genere di lavoro, assumendovi anche gravi fatiche a fine di promuovere la maggior gloria di Dio nelle nostre case e tra quei giovanetti che la divina Provvidenza ci va ogni giorno affidando perché noi li conduciamo pel cammino della virtù, dell'onore, per la via del cielo. Ma in tanti modi e con varie espressioni mi avete ringraziato di quanto ho fatto per voi; vi siete offerti di lavorar meco coraggiosamente e meco dividere le fatiche, l'onore e la gloria in terra, per conseguire il gran premio che Dio a tutti noi tiene preparato in cielo; mi avete detto eziandio che non altro desiderate fuorché conoscere ciò che io giudico bene per voi e che l'avreste inalterabilmente ascoltato e praticato. Io gradisco queste preziose parole, cui come padre rispondo semplicemente che vi ringrazio con tutto il cuore e che voi mi farete la cosa più cara del mondo se mi aiuterete a salvare l'anima vostra.
Voi ben sapete, amati figliuoli, che vi ho accettati nella Congregazione, ed ho costantemente usate tutte le possibili sollecitudini a vostro bene per assicurarvi l'eterna salvezza; perciò se voi mi aiutate in questa grande impresa voi fate quanto il mio paterno cuore possa attendere da voi. Le cose poi che voi dovete praticare a fine di riuscire in questo gran progetto, voi potete di leggieri indovinarle.
731
Osservare le nostre Regole, quelle Regole che Santa Madre Chiesa si degnò approvare per nostra guida e per il bene dell'anima nostra e per vantaggio spirituale e temporale dei nostri amati allievi. Queste Regole noi abbiamo lette, studiate ed ora formano l'oggetto delle nostre promesse, e dei voti con cui ci siamo consacrati al Signore. Pertanto io vi raccomando con tutto l'animo mio che niuno lasci sfuggire parole di rincrescimento, peggio ancora, di pentimento di essersi in simile guisa consacrato al Signore. Sarebbe questo un atto di nera ingratitudine. Tutto quello che abbiamo nell'ordine spirituale o nell'ordine temporale appartiene a Dio; perciò quando nella professione religiosa noi ci consacriamo a Lui, non facciamo altro che offerire a Dio quello che Egli stesso ci ha, per così dire, imprestato, ma che è di sua assoluta proprietà.
Noi pertanto, recedendo dall'osservanza dei nostri voti, facciamo un furto al Signore, mentre davanti agli occhi suoi ti-prendiamo, calpestiamo, profaniamo quello che gli abbiamo offerto e che abbiamo riposto nelle sue sante mani.
Qualcuno di voi potrebbe dire: ma l'osservanza delle nostre Regole costa fatiche. L'osservanza delle Regole costa fatica in chi le osserva mal volentieri, in chi ne è trascurato. Ma nei diligenti, in chi ama il bene dell'anima, questa osservanza diviene, come dice il Divin Salvatore, un giogo soave, ed un peso leggero: lugum meum sua ve est et onus meum leve. Miei cari, vogliamo forse andare in Paradiso in carrozza? Noi appunto ci siamo fatti religiosi non per godere, ma per patire e procacciarci meriti per l'altra vita; ci siamo consacrati a Dio non per comandare, ma per ubbidire. Non per attaccarci alle creature, ma per praticare la carità verso il prossimo, per amore di Dio; non per farci una vita agiata, ma per essere poveri con Gesù Cristo, patire con Gesù Cristo sopra la terra, per farci degni della sua gloria in cielo.
— Commento in: Il Direttore salesiano, pp. 42-44.
INTERCESSIONI
C O Padre, che nel Figlio ci hai resi figli, suscita in noi una profonda confidenza, perché sappiamo invocarti con cuore sincero in ogni necessità della vita.
G O Signore, che ci hai amato fmo a dare te stesso per noi,
732
T mandaci il tuo Spirito d'amore, perché sappiamo donare la nostra vita per la salvezza totale dei giovani.
G O Cristo,
tu sei il modello e la sorgente
della carità pastorale:
T la nostra vita, come la tua,
attinge gioia e zelo apostolico
da una profonda gratitudine al Padre
per il dono della vocazione divina
all'intera umanità.
G Tu hai prediletto
i piccoli e gli umili:
T donaci il tuo amore per gli ultimi,
perché il nostro lavoro apostolico
renda presente nell'oggi della Chiesa e del mondo
la tua predilezione per i piccoli e i poveri.
C Concedici, o Signore,
di essere attenti ai doni che hai profuso nei tuoi figli,
e di compiere ogni giorno la tua volontà,
per formare nei giovani che ci hai affidato
la tua immagine paterna
in Cristo Gesù e nostro Signore.
T Amen.
Terzo giorno:
AMOREVOLEZZA NELLA FRATERNITA
ASCOLTO DELLA PAROLA
- I Gv 4,7-12.
— Sal 132: Rit. Quanto è buono e soave che i fratelli vivano insieme.
LETTURE SALESIANE
— Dall'Epistolario di san Giovanni Bosco (III, 26-27).
Mio caro don Tomatis,
Ho avuto tue notizie e provai gran piacere che tu abbi fatto buon viaggio e che abbi buona volontà di lavorare. Continua.
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Una tua lettera scritta a Varazze ha dato a conoscere che tu non sei in armonia con qualche tuo confratello. Questo ha fatto cattiva impressione, specialmente che si lesse pubblicamente.
Ascoltami, caro don Tomatis: un Missionario deve essere pronto a dare la vita per la maggior gloria di Dio; e non deve poi essere capace di sopportare un po' di antipatia per un compagno, avesse anche notabili difetti? Dunque ascolta quello che ci dice san Paolo: Alter alterius onera portate, et sic adimplebitis legem Christi. Caritas benigna est, patiens est, omnia sustinet. Et si quis suorum et maxime domesticorum curam non habet, est infideli deterior. [Portate i pesi gli uni degli altri, così adempirete la legge di Cristo. La carità è benigna, è paziente, tutto sopporta. E se qualcuno non si prende cura dei suoi cari, soprattutto di quelli della sua famiglia è peggiore di un infedele].
Dunque, mio caro, dammi questa gran consolazione, anzi fammi questo gran piacere, è don Bosco che te lo chiede: per l'avvenire Molinari sia il tuo grande amico, e se non lo puoi amare perché difettoso, amalo per amore di Dio, amalo per amor mio. Lo farai, non è vero? Del resto io sono contento di te, ed ogni mattina nella Santa Messa raccomando al Signore l'anima tua, le tue fatiche. (...)
Dio ti benedica, caro don Tomatis; non dimenticare di pregare per me che ti sarò sempre in Gesù Cristo.
Alassio, 7.3.76 Aff.mo amico Sac. Gio. Bosco.
— Commento in: Il Direttore salesiano, pp. 183-185.
INTERCESSIONI
C O Dio, che in Cristo ci hai fatti una sola famiglia, ascolta la nostra preghiera e raccogli il desiderio di una più efficace comunione fraterna nella disponibilità reciproca e nell'amorevolezza premurosa.
G O Cristo, nella tua vita terrena
hai accolto tutti con bontà:
T rendici persone capaci di profonda e vera amicizia,
aperti e cordiali,
pronti a fare il primo passo,
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a dare all'amore il volto del perdono
e accogliere sempre con bontà, rispetto e pazienza,
soprattutto i giovani.
Donaci un cuore grande
per amare ognuno personalmente
e tutti senza esclusione.
G A Nazaret tu hai conosciuto con Maria e Giuseppe
la gioia di una famiglia:
T concedi che nella nostra comunità
regni un vero spirito di famiglia,
un clima di matura confidenza,
e la gioia di mettere tutto in comune.
G Tu, risorto da morte, sei la speranza del mondo:
T concedi a noi quel vero ottimismo che nasce dalla fede, cresce con la speranza teologale
e con la docilità allo Spirito.
C O Signore,
che ci hai radunati nel nome di Don Bosco per essere comunità religiosa tra i giovani, donaci un cuore nuovo
aperto alla speranza e alla gioia,
capace di amare con la misura del tuo amore. In Cristo Gesù nostro Signore.
T Amen.
Terzo nucleo tematico: LE TRE DEVOZIONI:
EUCARISTIA, MARIA AUSILIATRICE, IL PAPA
Primo giorno: EUCARISTIA
ASCOLTO DELLA PAROLA
- Gv 15,1-8. Oppure: I Cor 11,23-26.
— Sal 22: Rit. Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla.
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LETTURE SALESIANE
— Dalle Memorie dell'Oratorio (Ed. SDB, Roma 1982, p. 92).
Le pratiche di pietà si adempivano assai bene [in seminario]. Ogni mattino messa, meditazione, la terza parte del Rosario, a mensa lettura edificante. [...1 La confessione era obbligatoria ogni quindici giorni; ma chi voleva, poteva anche accostarsi tutti i sabati. La santa comunione però potevasi soltanto fare la domenica od in altra speciale solennità. Qualche volta si faceva lungo la settimana, ma per ciò fare bisognava commettere una disobbedienza. Era uopo scegliere l'ora di colazione, andare di soppiatto nell'attigua chiesa di S. Filippo, fare la comunione, e poi venire a raggiungere i compagni al momento che tornavano allo studio o alla scuola. Questa infrazione di orario era proibita; ma i superiori ne davano tacito consenso, perché sapevano e talvolta vedevano, e non dicevano niente in contrario. Con questo mezzo ho potuto frequentare assai più la santa comunione, che posso chiamare con ragione il più efficace alimento della mia vocazione.
— Commento in: Il Direttore salesiano, pp. 217-219.
INTERCESSIONI
C Nutriti con il pane della salvezza eleviamo a Dio un inno di lode e preghiamolo per farci noi eucaristia nel servizio dei giovani.
G Per la Chiesa:
nutrita dall'Eucaristia,
testimoni agli uomini la novità della risurrezione.
Preghiamo.
T Ascoltaci, o Signore.
G Per i giovani:
attingano al pane eucaristico
il coraggio della speranza che non delude.
Preghiamo.
T Ascoltaci, o Signore.
736
G Per la nostra comunità: sia segno di comunione totale confermata ogni giorno dallo spezzare insieme
il pane della vita
e dall'amore fraterno e premuroso. Preghiamo.
T Ascoltaci, o Signore.
C O Dio,
che in Gesù ti sei rivelato alle genti
e infondi ai credenti il tuo Spirito di santità,
ascolta la nostra preghiera,
aiutaci nel lavoro,
sostieni noi tutti con una fede più ardente
e confermaci nel desiderio di Don Bosco
di incentrare la nostra vita e ogni nostra azione
in Cristo realmente presente nell'Eucaristia.
Egli che vive e regna nei secoli dei secoli.
T Amen.
Secondo giorno: MARIA AUSILIATRICE
ASCOLTO DELLA PAROLA
— Ap 12,1-7.13-17. Oppure: Gv 2,1-11.
— Magnificat: Rit. Io sono la serva del Signore, avvenga in me secondo la sua parola.
LETTURE SALESIANE
— Dal testamento spirituale di Don Bosco (MB 17,261).
1. Io raccomando caldamente a tutti i miei figli di vegliare sia nel parlare sia nello scrivere di non mai né raccontare né asserire che Don Bosco abbia ottenuto grazie da Dio od abbia in qualsiasi maniera operato miracoli. Egli commetterebbe un dannoso errore. Sebbene la bontà di Dio sia stata in misura generosa verso di me, tuttavia io non ho mai preteso di conoscere od operare cose soprannaturali. Io non ho fatto altro che pregare e far dimandare delle grazie al Signore da anime buone. Ho poi sempre esperimentato efficaci le preghiere e le comunioni dei nostri giovani. Dio pietoso e la sua Madre SS. ci vennero in aiuto nei nostri bisogni. Ciò si verificò specialmente ogni volta che eravamo in bisogno di provvedere ai nostri giovanetti poveri ed abbandonati, e più ancora quando essi trovavansi in pericolo delle anime loro.
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2. La Vergine Maria continuerà certamente a proteggere la nostra Congregazione e le opere Salesiane, se noi continueremo la nostra fiducia in Lei e continueremo a promuovere il suo culto. Le sue feste, e più ancora le sue solennità, le sue novene, i suoi tridui, il mese a Lei consacrato, siano caldamente inculcati in pubblico ed in privato; coi foglietti, coi libri, colle medaglie, colle immagini, col pubblicare o semplicemente raccontare le grazie e le benedizioni che questa nostra celeste benefattrice ad ogni momento concede alla sofferente umanità.
3. Due fonti di grazie per noi sono: Raccomandare preventivamente in tutte le occasioni di cui possiamo servirci per inculcare ai nostri giovani allievi che in onore di Maria si accostino ai santi sacramenti od esercitino almeno qualche opera di pietà.
L'ascoltare con divozione la Santa Messa, la visita a Gesù Sac.to, la frequente comunione sacramentale o almeno spirituale, sono di sommo gradimento a Maria, e un mezzo potente per ottenere grazie speciali.
— Commento in: Il Direttore salesiano, p. 145, n. 120.
INTERCESSIONI
C Fratelli, noi crediamo con tutta la Chiesa che Maria occupa nella storia della salvezza un posto singolare, come pure nella edificazione del corpo di Cristo. E crediamo con Don Bosco che è stata maestra e guida della nostra famiglia. A lei rivolgiamoci con fiducia.
G Perché sappiamo accettare con amore le sofferenze che sono légate al servizio apostolico che rendiamo ai giovani. Preghiamo.
T Ausiliatrice, prega per noi.
G Perché non ci lasciamo scoraggiare dagli insuccessi e restiamo sempre fedeli alla vocazione. Preghiamo.
G Perché la carità pastorale sia l'anima della nostra vita. Preghiamo.
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• Perché guardando a te, Immacolata, viviamo in pienezza la nostra consacrazione in Cristo. Preghiamo.
m Perché avendo il cuore pieno d'amore forte e filiale per te, sappiamo infonderlo nei giovani. Preghiamo.
C O Maria, nostra madre e ausiliatrice,
accogli queste nostre suppliche:
come hai guidato e assistito Don Bosco,
continua oggi e sempre
la tua protezione su ciascuno di noi,
su ogni nostra comunità,
su tutta la congregazione.
T Amen.
Terzo giorno: IL PAPA
ASCOLTO DELLA PAROLA
- 1 Pt 1,1-9.
— Sal 26: Rit. Il tuo volto, Signore, io cerco.
LETTURE SALESIANE
— Un appello di Don Bosco ai cattolici (MB 6,860s).
Non è più un mistero che si fa guerra al capo della Chiesa Cattolica per distruggere se fosse possibile, la stessa Chiesa [...]. È questo predicato senza velo in mille libercoli, opuscoli, fogli volanti, e perfino negli almanacchi, nei quali spacciatisi i più grossolani errori degli acattolici, come se fossero verità del vangelo; e si versa a piene mani lo scherno, lo sprezzo, il ludibrio sul Romano Pontefice, alle vecchie calunnie aggiungendo la sfrontatezza di spacciarle come nuovo trovato, e ciò per renderlo spregevole e quindi abbandonato da tutti.
[...] Tutti dunque i veri cattolici si uniscano alla difesa del Romano Pontificato, ossia della Cattolica Religione, e si stringano a santa unione di spirito ai patti seguenti:
1. Di aver sempre del Romano Pontefice una stima somma ed un profondo rispetto, aborrendo sempre gli errori che si spargono sulla qualità del Capo della Chiesa, ché sono eresie;
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2. Di parlar sempre di lui con sommo rispetto, rampognando anche severamente chi ne sparli in presenza nostra, e confutando, per quanto ognuno può, gli errori e le calunnie che venissero spacciate contro di lui;
3. Di rigettar lungi da sé gli infami scritti che si pubblicano contro il Papa [A e diffondendo buone scritture, anche con sacrificio di denaro;
4. Di non intervenir mai a quelle teatrali rappresentazioni dove si mette in ridicolo e si scredita Religione, Papa, Cardinali, Vescovi, preti e religiosi;
5. Di esortar altri ad unirsi a quest'associazione, e, quando si potesse intraprendere la pubblicazione di qualche stampa veramente cattolica, contribuirne alle spese e alla diffusione; [...]
7. Di pregar ogni giorno per la Chiesa e pel Romano Pontefice...
Qualunque fatica è poca quando si tratta della Chiesa e del papato (MB 5,577).
— Spunti di commento nella Lettera del Rettor Maggiore su La nostra fedeltà al successore di Pietro (ACS n. 315, 1985, pp. 3-33).
INTERCESSIONI
C Al Padre che in Cristo ha edificato la Chiesa e infonde il suo Spirito di santità e saggezza a coloro che la governano, rivolgiamo la nostra preghiera.
G Per la Santa Chiesa di Cristo:
il Signore le doni forza di unità nell'annunciare Cristo sacramento universale di salvezza. Preghiamo.
T Ascoltaci, o Signore.
G Per il Papa ...:
il Cristo che ha edificato la sua Chiesa sugli Apostoli e sui loro successori sostenga il ministero pastorale del Papa e di tutti i pastori. Preghiamo.
G Per i credenti:
trovino nel successore di Pietro garanzia e conferma della fede e crescano nell'opera di trasformazione del mondo in Cristo. Preghiamo.
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G Per la nostra comunità:
sull'esempio di Don Bosco rispetti e ami con filiale fiducia il Romano Pontefice. Preghiamo.
C O Dio, che hai scelto ... come Vescovo di Roma
e pastore della Chiesa universale:
donagli forza e coraggio nella guida del popolo di Dio, assistilo nelle difficoltà, proteggilo dal male e da coloro che attentano all'unità.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
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25 febbraio. Beati LUIGI VERSIGLIA, vescovo, e CALLISTO CARAVARIO, sacerdote. Martiri (Memoria obbligatoria)
Morirono nel 1930, furono beatificati nel 1983.
Sono i due «protomartiri della Congregazione salesiana» (Giovanni Paolo 11). Nel pieno della loro attività missionaria in Cina, subirono assieme il martirio per difendere la castità di alcune giovani cristiane insidiate dai pirati. La loro beatificazione ha avuto uno speciale valore per la Società Salesiana, in quanto ha suggellato in misura eloquente oltre un secolo del suo lavoro missionario in tutti i continenti (Giovanni Paolo H). Vuole essere anche di stimolo a un rinnovato impegno dei Salesiani per l'apostolato missionario e per l'ideale della castità.
LETTURE
Se occorressero sacrifici, conti su di noi
In data 24 maggio 1920, don Versiglia scriveva al Rettore Maggiore Don Albera:
«Sono disceso a Macao, per passare con i Confratelli e i Cooperatori di qui la festa di Maria Ausiliatrice. Il nostro cuore
in questo giorno è a Torino, presso l'altare che segna i trionfi di Maria, di Don Bosco e dell'Opera Salesiana, e vicino ai nostri Superiori, ai quali il Signore riservò in quest'anno una bella manifestazione di affetto e di attaccamento filiale, proveniente da tutto il mondo.
Quanto avremmo desiderato che il nostro caro Don Bernardini arrivasse in tempo, per presentare al Congresso gli omag
gi dei lontani figli della Cina! Un incidente inatteso glielo impedì. Spero che giungerà almeno in tempo per presentare a Lei, amatissimo Padre, i nostri omaggi per il suo onomastico.
Ad ogni modo, serva questa mia per assicurarla che i suoi figlioli Le sono immensamente affezionati e che di comune accordo lavorano per diffondere in questi lontani luoghi la gloria di Dio, la devozione a Maria Ausiliatrice e il buon nome della nostra cara Società.
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Se per questo scopo occorressero sacrifici, conti su di noi ché la buona volontà l'abbiamo. Non so se le forze nostre potranno corrispondere alle aspettazioni, ma il desiderio di sacrificarci è grande.
Benedica lei, amatissimo Padre, questi nostri desideri eli deponga ai piedi della Vergine Santissima, affmché li corrobori e li conduca a buon successo».
(Da: G. Bosio, Martiri in Cina, Elle Di Ci, Leumann 1977, p. 173)
Il tuo Callisto
deve essere completamente del Signore
Lettera di don Callisto Caravario alla mamma, 18 maggio 1929:
«Mia carissima Mamma,
ti scrivo oggi, mia buona mamma, col cuore pieno di gioia. Stamattina sono stato ordinato Sacerdote dal nostro Vescovo Salesiano.
Il tuo Callisto è Sacerdote in eterno. Ringrazia con me il Signore di tutto cuore per questa grazia, veramente straordinaria. Ho dovuto aspettare un poco; però il Signore non ha lasciato inesaudite le nostre preghiere. 11 grande desiderio del mio cuore ormai è esaudito.
Domani salirò all'altare per celebrare la prima Messa solenne, proprio nel giorno di Pentecoste. Il Signore scenderà per la prima volta nelle mie mani, e spero che sarà abbondante di grazie.
Che cosa ti devo dire, mia buona mamma? Che ringrazi con me il Signore e lo preghi che mi conceda di essere fedele alle solenni promesse fattegli.
Ormai il tuo Callisto non è più tuo; deve essere completamente del Signore, dedicato completamente al suo servizio. Spero che mi concederà questa grazia. Tu ormai non pensare più ad altro che a pregare affinché io possa essere un santo sacerdote, di ottimo esempio a quanti mi vedranno, tutto dedicato alla causa del Signore.
Sarà lungo o corto il tempo del mio Sacerdozio? Non lo so. L'importante è che io faccia bene, e che, presentandomi al Signore, io possa dire d'avere, con il suo aiuto, fatto fruttare le grazie che egli mi ha dato.
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Ti assicuro che domani, nella mia prima Messa, usando il calice che tu mi hai regalato, non mancherò di pregare moltissimo per te e per tutti quelli di casa. Lunedì poi celebrerò la mia seconda Messa unicamente per la famiglia. Sono sicuro che il Signore ascolterà la mia povera preghiera e vi benedirà.
Mi raccomando molto alle tue preghiere e ti assicuro che ti ricorderò ogni giorno nella santa Messa. Andando al Santuario di Maria Ausiliatrice, non dimenticarti di ringraziare
tanto la Madonna e Don Bosco per me; ringrazia anche tanto Don Cafasso, e pregali di essere i miei patroni durante il mio Sacerdozio. Che io possa con l'anima mia salvarne molte altre.
Di gran cuore ti ringrazio di tutto quello che hai fatto per me, dei sacrifici patiti e delle preghiere fatte, e di tutto cuore ti do la mia prima benedizione nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Tuo sempre aff.mo figlio Don Callisto».
(Da: G. Bosio, Martiri in Cina, cit., p. 405s)
Solo l'aiuto continuo del Signore mi può sostenere
Dall'ultima lettera di don Caravario alla mamma, dodici giorni prima del suo martirio:
«Tra qualche giorno partirò di qui con il nostro Vescovo e con alcuni giovani, che hanno finito i loro studi e ritornano a Lin-Chow. Sarà una buona settimana di barca. La strada è piena di pirati, però siamo sicuri che il Signore ci aiuterà. Anche davanti a quella gente il cuore resta calmo e tranquillo. Oh, come si sente che siamo nelle mani del buon Dio. (...) Fatti coraggio, mia buona mamma! Come vedi, la vita è un continuo patire; però nella preghiera e nella confidenza e fiducia illimitata nel Sacro Cuore di Gesù e in Maria Ausiliatrice, troveremo la pace anche in mezzo a tanti dolori. Nulla ti turbi o ti spaventi. Ogni giorno assisti alla santa Messa, fa' la santa Comunione; e quando Gesù è nel tuo cuore, dopo di averlo adorato e ringraziato, digli con fiducia tutte le tue pene; digli che pensi Lui ad aiutarti. La nostra famiglia è consacrata al Sacro Cuore; se abbiamo fiducia in Lui, certamente ci aiuterà e ci darà forza per portare la nostra croce e fare un po' di bene all'anima nostra.
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Passerà la vita e finiranno i dolori: in paradiso saremo felici. Nulla ti turbi, mia buona mamma; se porti la tua croce in compagnia di Gesù, sarà molto più leggera e piacevole. Ed ora mi raccomando a te. Mi hai mandato dei bei regali; e io, conoscendo la delicatezza del tuo cuore, li terrò proprio molto cari. Però il più bel regalo che mi puoi fare è quello di pregare molto per me. Solo l'aiuto continuo del Signore mi può sostenere nella vita di Sacerdote e dí missionario. Prega, prega molto per me, affinché sia un santo Sacerdote, unicamente dedicato all'anima mia e a quella degli altri. So che finora hai sempre pregato perché potessi arrivare al Sacerdozio. Ora che sono Sacerdote, prega perché io sia un santo Sacerdote... Vi sono tante difficoltà; bisogna vivere soli anche per parecchio tempo. Il mondo è orribile. Bisogna essere guida ai nostri cristiani: occorre quindi un'assistenza particolare del Sacro Cuore.
Tutti i giorni ti ricordo con Papà, Andrea e Vica nella Santa Messa. Ho affidato la famiglia al Sacro Cuore di Gesù; perciò sono sicuro che non vi lascerà mancare il necessario, come non lo lascia mancare a noi, che viviamo di elemosina...». (Da: G. Bosio, Martiri in Cina, cit., p. 413s)
PREGHIERE
Preghiera litanica
C Fratelli,
Cristo ci ha redenti con la sua passione e morte.
Per intercessione dei martiri
che hanno accolto la parola del Signore:
«Se qualcuno vuol venire dietro a me,
rinneghi se stesso,
prenda la sua croce ogni giorno
e mi segua»,
rivolgiamo la nostra preghiera al Padre
perché ci aiuti a rivivere
i grandi valori della passione di Gesù Redentore,
per testimoniarli e proclamarli
agli uomini del nostro tempo.
T Ascoltaci, o Signore.
745
G — Per la santa Chiesa di Dio: perché, purificata dalla sofferenza dei martiri, unita al sacrificio di Cristo, diventi sempre più degna sposa del suo Signore, sacramento di salvezza e luce delle genti, preghiamo.
— Per il nostro Santo Padre: perché, con l'assistenza dello Spirito Santo, possa confermare e fortificare la fede dei pastori e dei fedeli, per una più perfetta comunione ecclesiale, preghiamo.
— Per i Pastori della Chiesa: perché, sull'esempio dei beati Luigi Versiglia e Callisto Caravario, si impegnino a realizzare una totale oblazione di sé nell'azione apostolica, per edificare con instancabile zelo il regno del Padre, preghiamo.
— Per le vocazioni sacerdotali e religiose: perché, ricordando il grande ideale di san Giovanni Bosco: «le anime da salvare», molti giovani del nostro tempo accolgano la chiamata del Signore al dono di sé nell'apostolato missionario e nella totale consacrazione ai disegni del Padre, preghiamo.
— Per i giovani della Cina: perché il sangue dei martiri diventi seme fecondo per una sempre più efficace diffusione del Vangelo tra l'immenso popolo cinese, che costituì l'ideale missionario dei martiri Luigi Versiglia e Callisto Caravario, preghiamo.
— Per tutti noi qui raccolti e per tutti i membri della Famiglia Salesiana: perché, ripensando all'intimo rapporto tra passione e missione, offriamo le nostre sofferenze per completare ciò che manca alle tribolazioni di Cristo, a vantaggio del suo Corpo, che è la Chiesa, preghiamo.
C Dio onnipotente ed eterno,
tu hai voluto che i beati martiri,
Luigi Versiglia e Callisto Caravario,
lottassero fino alla morte
per predicare il Vangelo
e diffondere la giustizia:
concedi a noi, tuoi servi,
di seguire il loro esempio
e di essere perseveranti nella carità operosa.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
746
Oppure
C Celebrando il martirio dei beati
Luigi Versiglia e Callisto Caravario,
per la loro intercessione,
presentiamo a Dio le nostre preghiere.
T O Dio degli Apostoli e dei Martiri, ascoltaci.
G — Signore, che hai dato ai tuoi ministri la forza del martirio, sostieni la tua Chiesa, perché associata alla beata passione del tuo Figlio, attenda con gioia il suo ritorno nella gloria.
— Signore, che ti sei fatto servo per amore, suscita nella Chiesa ministri generosi e fedeli per l'annuncio della tua Parola e il servizio della carità.
— Signore, che chiami alla fede e alla salvezza tutti gli uomini, illumina i popoli che non hanno ancora riconosciuto la tua visita, e apri un varco nelle coscienze che si sono chiuse alla tua luce.
— Signore, che sei misericordia infinita, donaci la capacità di amare anche i nemici, e fa' che, da te perdonati, sappiamo perdonarci a vicenda con sincerità di cuore.
— Signore, che nei martiri Luigi Versiglia e Callisto Caravario ci hai dato un modello di vita eroica tutta consacrata alla causa del Regno, suscita in mezzo ai giovani nuove vocazioni alla santità, per una rinnovata primavera dello Spirito.
C Accogli, o Padre,
le nostre preghiere
e, per intercessione dei beati
Luigi Versiglia e Callisto Caravario, rendici veri amici dei Cristo tuo Figlio, perché in vita e in morte
sappiamo tenere fisso lo sguardo a lui, che vive glorioso accanto a te nei secoli. T Amen.
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Preghiere ai Protomartiri salesiani
Un sentiero tracciato da Dio e segnato di sangue
G Padre di eterna vita,
che sostieni provvido le sorti dell'umanità
accogli il sacrificio di chi è grande nell'amore
forte nella testimonianza:
T Ascolta la nostra preghiera che a te sale nel ricordo dei beati martiri missionari Luigi Versiglia e Callisto Caravario.
G Profeta di pace
e vittima in riscatto del nostro peccato, che fai pregustare il tuo celeste banchetto a chi si è fatto agnello senza macchia:
T Sull'esempio dei martiri salesiani rendici fedeli dispensatori dei tuoi doni e instancabili apostoli tra i giovani.
G Spirito di giustizia,
che hai suscitato in mezzo a noi pastori saggi nella croce
e candidi apostoli del perdono:
T Donaci il desiderio di un cuore puro per difendere coloro che sperano nella tua grazia immortale. Amen.
Inno di ringraziamento per i testimoni della fede
Ti rendiamo grazie, o Dio, Padre santo:
tu hai guidato i beati martiri
Luigi Versiglia e Callisto Caravario
sulle vie tracciate dal tuo Figlio.
Seguendo il Cristo nello spirito delle beatitudini,
vissero in pienezza la loro vocazione battesimale,
sacerdotale e religiosa,
completamente disponibili ai tuoi disegni.
Con fede viva e generosa
hanno tradotto il loro ardore apostolico
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in una totale oblazione di sé,
rendendo testimonianza della loro carità
e difendendo con coraggio la dignità e la virtù
del gregge loro affidato.
In loro tu ci vai svelando
nuovi tratti di santità salesiana
indichi a noi tutti un rinnovato impegno apostolico che non teme oltraggio e dura fatica, che non si arrende alle tenebre di questo mondo
con l'offerta della vita diviene luce di salvezza per coloro che sperano nel tuo volto. Per l'intercessione di questi nostri primi martiri
con il dono del tuo Spirito
fa' che siamo sempre disponibili
a compiere la tua volontà
nella gioia della comunione fraterna
nella prova crocifiggente per il bene dei giovani e l'edificazione della Chiesa. Amen.
749
6 maggio. San DOMENICO SAVIO, adolescente. {Festa)
Riva di Chieri (Torino) 1842, t Mondonio (Asti) 1857, canonizzato nel 1954.
Alunno prediletto di san Giovanni Bosco, seppe raggiungere un alto grado di santità, vissuta nella gioia e nutrita di pietà sacramentale e mariana. È uno dei frutti più belli del sistema educativo di Don Bosco, mirabile esempio di purezza e di carità apostolica.
Segno delle meraviglie della grazia negli adolescenti, è venerato dai Salesiani come particolare protettore (Cost. 9). È anche patrono dei «pueri cantores».
Il messaggio lasciato dal santo quindicenne è di grande utilità per tutti gli educatori cristiani, soprattutto per i Salesiani, eredi del ricco patrimonio pedagogico di Don Bosco. Invitando i giovani loro affidati a imitare gli esempi del «giovane santo» e raccomandandoli alla sua intercessione, li aiuteranno ad essere autentici e coraggiosi testimoni di Cristo tra i loro coetanei.
LETTURE
Gesù e Maria, siate voi sempre gli amici miei
È proprio dell'età volubile della gioventù cambiar sovente proposito intorno a quello che si vuole; perciò non di rado avviene che oggi si delibera una cosa, domani un'altra; oggi una virtù praticata in grado eminente, domani l'opposto; e qui se non c'è chi vegli attento, spesso va a terminare con mal esito un'educazione che forse poteva riuscire delle più fortunate. Del nostro Domenico non fu così. Tutte quelle virtù, che noi abbiamo veduto nascere e crescere nei vari stadi di sua vita, crebbero sempre meravigliosamente e crebbero insieme senza che una fosse di nocumento all'altra.
Venuto nella casa dell'Oratorio, si recò in mia camera per darsi, come egli diceva, interamente nelle mani dei suoi superiori. Il suo sguardo si posò subito su di un cartello, sopra cui a grossi caratteri sono scritte le seguenti parole che soleva ripetere San Francesco di Sales: Da mihi animas, cetera tolle. Lesse attentamente, ed io desideravo che ne capisse il significato; perciò l'invitai, anzi l'aiutai a tradurle e cavar questo senso: O Signore, datemi anime, e prendetevi tutte le altre cose. Egli pensò un momento e poi soggiunse: «Ho, capito: qui non si fa negozio di denaro, ma negozio di anime, ho capito; spero che l'anima mia farà anche parte di questo commercio».
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Il suo tenor di vita per qualche tempo fu del tutto ordinario; né altro vi si ammirava che un'esatta osservanza delle regole della casa. Si applicò con impegno allo studio. Attendeva con ardore a tutti i suoi doveri. Ascoltava con delizia le prediche. Aveva radicato nel cuore che la parola di Dio è la guida dell'uomo per la strada del cielo; quindi ogni massima udita in una predica era per lui un ricordo invariabile che più non dimenticava.
Ogni discorso morale, ogni catechismo, ogni predica, quantunque prolungata, era sempre per Iui una delizia. Udendo qualche cosa che non avesse ben inteso, ne domandava tosto la spiegazione. Di qui ebbe inizio quell'esemplare tenor di vita, quell'esattezza nell'adempimento dei doveri, oltre cui difficilmente si può andare.
Per essere ammaestrato intorno alle regole e la disciplina della casa, egli con bel garbo procurava di avvicinarsi a qualcheduno dei suoi superiori; lo interrogava, gli domandava lumi e consigli, supplicando di volerlo con bontà avvisare ogni volta che lo vedesse trasgredire i suoi doveri. Né era meno lodevole il contegno che usava coi compagni. Vedeva egli taluno dissipato, negligente nei proprii doveri, o trascurato nella pietà? Domenico lo fuggiva. C'era un compagno esemplare, studioso, diligente, lodato dal maestro? Costui diveniva tosto amico e familiare di Domenico.
Avvicinandosi la festa dell'Immacolata Concezione di Maria, il Direttore diceva tutte le sere qualche parola d'incoraggiamento ai giovani della casa, affinché ciascuno si desse sollecitudine a celebrarla in modo degno della gran Madre di Dio; ma insistette specialmente perché ciascuno chiedesse a questa celeste protettrice quelle grazie di cui avesse conosciuto aver maggior bisogno.
Correva l'anno 1854 in cui i cristiani di tutto il mondo erano in una specie di spirituale agitazione, perché a Roma si trattava della definizione dogmatica dell'Immacolato Concepi
mento di Maria. Anche tra di noi si faceva quanto la nostra condizione comportava per celebrare quella solennità con decoro e con frutto spirituale dei nostri giovani.
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Il Savio era uno di quelli che si sentiva ardere dal desiderio di celebrarla santamente. Egli scrisse nove fioretti, ovvero nove atti di virtù da praticarsi, estraendone a sorte uno per giorno. Si preparò e fece con piacere dell'animo suo la confessione generale, e si accostò ai santi Sacramenti col massimo raccoglimento.
La sera di quel giorno, 8 dicembre, compiute le sacre funzioni di chiesa, col consiglio del confessore, Domenico andò avanti l'altare di Maria, rinnovò le promesse fatte nella prima Comunione, poi disse più e più volte queste precise parole: «Maria, vi dono il mio cuore; fate che sia sempre vostro. Gesù e Maria, siate voi sempre gli amici miei; ma per pietà, fatemi morire piuttosto che mi accada la disgrazia di commettere un solo peccato».
Presa così Maria per sostegno della sua divozione, la sua morale condotta apparve così edificante e congiunta a tali atti di virtù che ho cominciato fin d'allora a notarli per non dimenticarmene.
(G. Bosco, Vita di san Domenico Savio, Elle Di Ci, Leumann 1978, pp. 33-36)
La frequenza ai santi sacramenti della Confessione e Comunione
È provato dall'esperienza che i più validi sostegni della gioventù sono i sacramenti della Confessione e della Comunione. Datemi un giovanetto che frequenti questi Sacramenti, voi lo vedrete crescere nella giovanile, giungere alla virile età e arrivare, se così piace a Dio, fmo alla più tarda vecchiaia con una condotta, che è l'esempio di tutti quelli che lo conoscono. Questa massima la comprendano i giovanetti per praticarla; la comprendano tutti quelli che si occupano della loro educazione per insinuarla.
Prima che il Savio venisse a dimorare all'Oratorio frequentava questi due Sacramenti una volta al mese, secondo l'uso delle scuole. Poi li frequentò con assai maggiore assiduità. Un giorno udì dal pulpito questa massima: Giovani, se volete perseverare nella via del cielo, vi si raccomandano tre cose: accostatevi spesso al sacramento della Confessione, frequentate la santa Comunione, sceglietevi un confessore cui osiate aprire il vostro cuore, ma non cambiatelo senza necessità.
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Domenico comprese l'importanza di questi consigli. Cominciò a scegliersi un confessore, che tenne regolarmente tutto il tempo che dimorò tra noi. Affinché questi potesse poi formarsi un giusto giudizio della sua coscienza, volle, come si disse, fare la confessione generale. Cominciò col confessarsi ogni quindici giorni, poi ogni otto giorni, comunicandosi con la medesima frequenza. Il confessore, osservando il grande profitto che faceva nelle cose di spirito, lo consigliò a comunicarsi tre volte alla settimana e, nel termine di un anno, gli permise anche la Comunione quotidiana.
Fu qualche tempo dominato dagli scrupoli; perciò voleva confessarsi ogni quattro giorni ed anche più spesso; ma il suo direttore spirituale non glielo permise e lo tenne all'obbedienza della confessione settimanale.
Aveva con lui una confidenza illimitata. Anzi, gli parlava con tutta semplicità delle cose di coscienza anche fuori di confessione. Qualcheduno lo aveva consigliato a cambiar qualche volta confessore, ma egli non volle mai arrendersi: «Il confessore, — diceva, — è il medico dell'anima, né mai si suole cambiar medico se non per mancanza di fiducia in lui, o perché il male è quasi disperato. Io non mi trovo in questi casi. Ho piena fiducia nel confessore che con paterna bontà e sollecitudine si adopera pel bene dell'anima mia; né io vedo in me alcun male che egli non possa guarire». Tuttavia il direttore ordinario lo consigliò a cambiar qualche volta confessore, specialmente in occasione degli esercizi spirituali; ed egli senza opporre difficoltà ubbidiva prontamente.
Il Savio godeva di sé medesimo. «Se ho qualche pena in cuore, — egli diceva, — vado dal confessore, che mi consiglia secondo la volontà di Dio; giacché Gesù Cristo ha detto che la voce del confessore per noi è come la voce di Dio. Se poi voglio qualche cosa di grande, vado a ricevere l'Ostia santa in cui si trova corpus quod pro nobis traditum est, cioè quello stesso corpo, sangue, anima e divinità, che Gesù Cristo offerse al suo Eterno Padre per noi sopra la croce. Che cosa mi manca per essere felice? Nulla in questo mondo: mi manca solo di poter godere svelato in cielo colui, che ora con occhio di fede miro e adoro sull'altare».
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Con questi pensieri Domenico viveva i suoi giorni veramente felici. Di qui nasceva quella ilarità, quella gioia celeste che traspariva in tutte le sue azioni. Né pensiamo che egli non comprendesse l'importanza di quanto faceva, e non avesse un tenor di vita cristiana, quale si conviene a chi desidera fare la Comunione frequente. Perché la sua condotta era per ogni lato irreprensibile. Io ho invitato i suoi compagni a dirmi se, nei tre anni che dimorò fra noi, avessero notato nel Savio qualche difetto da correggere o qualche virtù da suggerire; ma tutti asserirono d'accordo che in lui non trovarono mai cosa che meritasse correzione; né avrebbero saputo quale virtù aggiungere in lui.
La sua preparazione a ricevere la santa Eucaristia era pia, edificante. La sera che precedeva la Comunione, prima di coricarsi faceva una preghiera a questo scopo e conchiudeva sempre così: «Sia lodato e ringraziato ogni momento il santissimo e divinissimo Sacramento». Al mattino poi premetteva una sufficiente preparazione; ma il ringraziamento era senza limite. Per lo più, se non era chiamato, dimenticava la colazione, la ricreazione e talvolta persino la scuola, perseverando nell'orazione o meglio nella contemplazione della divina bontà che in modo ineffabile comunica agli uomini i tesori della sua infinita misericordia.
Era per lui una vera delizia il poter passare qualche ora dinanzi a Gesù Sacramentato. Almeno una volta al giorno andava invariabilmente a fargli visita, invitando altri ad andarvi in sua compagnia. La preghiera a lui prediletta era una coroncina al Sacro Cuore di Gesù, per compensare le ingiurie che riceve dagli eretici, dagli infedeli e dai cattivi cristiani.
Affinché le sue Comunioni fossero più fruttuose e, nel tempo stesso, in ciascun giorno gli dessero nuovo eccitamento a farle con fervore, egli si era prefisso ogni giorno un fine speciale.
(G. Bosco, Vita di san Domenico Savio, cit., pp. 61-64)
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PREGHIERE
Preghiera Manica
C Fratelli carissimi,
la santità è segno della presenza dello Spirito che opera in mezzo a noi fino alla fine dei tempi. Per intercessione di san Domenico Savio preghiamo insieme e diciamo:
T Dio, sorgente di ogni santità, ascoltaci.
G — Perché la Chiesa, animata dallo Spirito Santo, dispieghi al mondo la creazione nuova, inaugurata dalla risurrezione di Cristo, preghiamo.
— Perché lo Spirito del Signore continui a suscitare nella Chiesa giovani aperti e generosi, interamente consacrati al regno di Dio e al servizio dei fratelli, preghiamo.
— Perché lo Spirito, che muove e guida la Chiesa, susciti vocazioni educative che aiutino i fratelli a realizzarsi secondo il progetto di Cristo, uomo nuovo, preghiamo.
— Perché il Signore conceda alle nostre comunità la grazia di essere nella Chiesa e nel mondo il segno dell'amore di Dio che crea, redime e santifica, preghiamo.
C O Signore, che in san Domenico Savio hai donato agli adolescenti un mirabile esempio di pietà e purezza: concedi a noi, per sua intercessione, di servirti con animo puro e sincero. Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Preghiere al Santo
O san Domenico Savio,
che alla scuola di Don Bosco
imparasti a percorrere le vie della santità giovanile,
aiutaci a imitare il tuo amore a Gesù,
la tua devozione a Maria,
il tuo zelo per le anime;
e fa' che, proponendo anche noi di voler morire piuttosto che peccare,
otteniamo la nostra eterna salvezza. Amen.
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O san Domenico Savio,
che nella preghiera, nel sacrificio e nella gioia,
seguendo la guida di Don Bosco,
hai raggiunto in breve tempo la perfezione,
dona alla nostra vita
entusiasmo e costanza
nel servizio del Signore.
Proteggi i giovani che incontriamo
perché crescano puri e generosi
aperti nel dialogo con i genitori e gli educatori,
portatori di novità e di gioia.
Dona a noi di essere, come Don Bosco,
amici di Dio e dei giovani,
veri educatori della fede,
perché il nostro lavoro
produca frutti di grazia e di santità. Amen.
Signore, Dio della vita e della gioia,
tu hai donato alla Chiesa Domenico Savio
come segno di speranza e santità giovanile.
Concedi ai nostri giovani
di crescere come lui
nella purezza e nell'amore.
E dona a noi di essere,
come Don Bosco,
veri educatori della fede,
seminatori di gioia e santità. Amen.
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13 maggio.
Santa MARIA DOMENICA MAZZARELLO, vergine. (Festa)
Mornese (Alessandria) 1837, t Nizza (Asti) 1881, canonizzata nel 1951.
Dedita all'apostolato fin dalla giovinezza, fu poi umile discepola di san Giovanni Bosco. Con lui fondò l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, che ha come scopo l'educazione delle giovani e delle fanciulle, specialmente le più povere. Religiosa esemplare, governò il suo Istituto con grande saggezza. Per le grandi doti umane e cristiane di cui fu ricca, è modello di vita, non solo per le Figlie di Maria Ausiliatrice, ma anche per gli altri membri della Famiglia Salesiana che perseguono il grande ideale dell'apostolato giovanile.
LETTURE
Da una lettera del 20 ottobre 1879
Ci avviciniamo alla festa dell'Immacolata. La nostra S. Regola vuole che la celebriamo con gran solennità. Ma oltre a questo, deve essere una delle più belle feste per noi, che siamo Figlie di Maria. Bisogna che piantiamo dei bei fiori nel nostro cuore per poi fare un bel mazzo da presentare alla carissima mamma Maria SS. Bisogna che, in questi giorni che ancora ci rimangono, ci esercitiamo proprio in tutte le virtù, ma specialmente nell'obbedienza e nella mortificazione. Non lasciamo passare nessuna occasione senza mortificarci in qualche cosa; soprattutto mortifichiamo la nostra volontà, siamo esatte nell'osservanza delle nostre Sante Regole. Facciamo tutte le mattine la Comunione con fervore. Nel tempo degli Esercizi abbiamo acceso il fuoco nel nostro cuore, ma se ogni tanto non scuotiamo la cenere e non vi mettiamo della legna, esso si spegnerà. Adesso è proprio il tempo di ravvivare il fuoco. Per la festa dell'Immacolata e poi del S. Natale bisogna che ci infervoriamo tanto, tanto da mantenerci infervorate fino alla morte. Mettiamoci davvero dunque, e con coraggio e buona volontà tutte quante; può darsi che per qualcuna di noi sia l'ultima volta che facciamo questa bella festa.
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Per tutte poi il tempo passa e in punto di morte saremo ben contente di averla celebrata bene e con fervore. Allora ci ricorderemo di tutte le piccole mortificazioni fatte e, oh! quanta consolazione proveremo! Bisogna battere e schiacciare l'amor proprio e poi il nostro cuore sarà tranquillo in quel punto. Volete dunque, che tutte ci mettiamo proprio con impegno e con vera volontà? Rispondetemi tutte di «sì»! (...) Quel che più vi raccomando si è che siate esatte nella osservanza della S. Regola, già lo sapete che basta questo per farci sante. Gesù non vuole altro da noi. Se è vero che lo amiamo, diamogli questo piacere e accontentiamo il suo Cuore che tanto ci ama.
Ditemi un po': vi volete tutte bene? Vi usate carità l'una verso l'altra? Spero di sì, ma anche queste cose vi sarà da perfezionare. Dunque, per far piacere alla nostra cara madre Maria SS., vi userete, le une verso le altre tutta la carità, vi aiuterete nei lavori, vi avviserete con dolcezza e prenderete sempre in buona parte gli avvertimenti da chiunque venissero dati. Coraggio mie figlie, questa vita passa presto e in punto di morte non ci restano che le nostre opere; l'importante è che siano state fatte bene. I capricci, la superbia, la vanità di voler sapere e di non voler sottomettersi a chi non abbia genio, in punto di morte ci sarà di gran confusione.
Ancora una cosa, mi raccomando di nuovo gran confidenza con la Direttrice, e buon esempio a voi e alle ragazze; pazienza lunga e dolcezza senza misura. Ancora una cosa vi raccomando: di star sempre allegre, mai tristezza che è la madre della tiepidezza.
(Da: Lettere di S. Maria Domenica Mazzarello, a cura di M.E. Posada, Ancora, Milano 1975, pp. 107-109)
Consigli a una missionaria in partenza (17 gennaio 1881)
Sentite il primo ricordo che vi dò, è che non dovete mai avvilirvi, scoraggiarvi dei vostri difetti; grande umiltà e grande confidenza con Gesù e Maria e credete sempre che senza di Lui non siete capace che a far male.
Secondo: operate sempre alla presenza di Gesù e di Maria col tenervi sempre unita alla volontà dei vostri Superiori. Tenetevi presente questo pensiero nelle vostre opere: se vi fossero i miei Superiori, farei, parlerei in questo modo?
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Procurate sempre che la vostra umiltà sia sempre senza mescolanza di interesse proprio; state attenta di osservare bene le nostre sante Regole e invigilate che da tutte vi sía questa osservanza esattissima. Non permettere mai che si introduca il minimo abuso di rilassamento per qualunque motivo. Abbiate sempre una grande carità uguale verso tutte, ma mai particolarità, intendete neh, se vi fossero di quelle che, per esempio, vi manifestassero certa affezione col pretesto che vi amano perché hanno confidenza e perciò possono dirvi tante cose — ma in realtà sono sciocchezze — e vorrebbero sempre esservi vicine per adularvi, per carità, disprezzate queste sciocchezze, vincete il rispetto umano: fate il vostro dovere e avvertitele sempre. Se vi terrete in mente queste cose, vi resterà uno spirito che piacerà al Signore ed Egli vi benedirà e vi illuminerà sempre più e farà sì che conoscerete la Sua volontà. Coraggio, coraggio; facciamoci sante e preghiamo sempre l'una per l'altra; non dimentichiamo mai il nostro unico scopo che è quello di perfezionarci e farci sante per Gesù.
L'ultimo ricordo che vi dò è questo ancora: quando la croce vi sembrerà pesante, date uno sguardo alla croce che teniamo al collo e dite: Oh, Gesù, voi siete tutta la mia forza e con voi i pesi diventano leggeri, le fatiche soavi, le spine si convertono in dolcezze. Ma, mia cara, dovete vincere voi stessa, se no tutto diventerà pesante e insoffribile.
(Da: Lettere..., cit., p. 185s)
Viveva amorosamente unita a Dio
Studiando la vita di Maria Domenica Mazzarello ci si accorge che alla base più profonda di essa c'è un'attrattiva segreta simile a una calamita: Dio. Lo si vede nell'infanzia e nella preadolescenza che sono come fasciate dal pensiero di Dio, che vede e sa tutto. Alla Valponasca domina sovrana «la finestrella della contemplazione», sempre aperta sulle sue giornate dure di lavoro e magari sulle sue veglie notturne. Da Figlia dell'Immacolata s'intensifica in lei l'esercizio del vivere alla presenza di Dio. Entrata nell'orbita di Don Bosco, assume in pieno il «Da mihi animas, cetera tolle» come programma di preghiera e unione con Dio e come impegno di «lavoro e temperanza». Da Figlia di Maria Ausiliatrice, Vicaria e Madre, non cessa di portare le sorelle all'impegno di vivere costantemente alla presenza di Dio nel servizio concreto alla gioventù bisognosa.
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Il teologo Giuseppe Cannonero, poi Vescovo di Asti, nella commemorazione centenaria della nascita della santa, nel 1937, affermò: «La vita di lei, pure nella sua brevità, pure nella delicatezza della sua salute, si presenta in un complesso di iniziative e di opere che impressiona e colpisce. Ma non dimentichiamo che bisogna salire alla sorgente, e la sorgente è la pienezza della sua vita interiore... Se ebbe divoratrice la fiamma dell'attività esteriore, tutta la sua vita porta il segno di un'altra febbre ancora più divoratrice: la febbre dell'orazione; la febbre del colloquio con Dio; la febbre dell'elevazione della mente alla contemplazione delle grandi realtà della vita soprannaturale». Sr. Lina Dalcerri, riportando queste parole, commenta: «Si è realizzata in lei la beatitudine della semplicità evangelica, a cui il Padre si compiace rivelare i misteri del regno di Dio e la sua divina presenza. E giunse a questo incontro con Dio, non attraverso i libri e la cultura..., ma ad opera dell'illuminazione interiore dello Spirito Santo. Per essa, il Signore Gesù divenne il contenuto della sua vita che prese a ruotare intorno a Lui, da Lui improntata, dominata, posseduta. Dio ne aveva invaso l'anima con il suo irruente amore, per essere in lei il Primo e l'Unico». Come è possibile che una contadina, attivissima nei duri lavori dei campi, pensi di continuo a Dio? Dio l'attraeva, l'affascinava. Maria Domenica aveva compreso già fin d'allora che Dio è tutto per l'uomo, e che fuori di Dio non si è veramente e pienamente uomini. Non ci si trova più di fronte a una giovane che fa sforzi umani imponenti di «esercizio» di presenza di Dio (come spesso e lodevolmente forse abbiamo fatto noi nel noviziato, magari senza grandi risultati), ma a una vicendevole, attraente presenza d'amore.
L'amica Petronilla aveva compreso perfettamente il vero segreto di Maria Domenica, affermando: «Maria non solo pensava continuamente a Dio, ma viveva alla sua presenza, e, più ancora, viveva amorosamente unita a Lui». La preghiera era il respiro della sua vita.
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C'è in lei una piena identità tra ciò che appare e ciò che è; tra ciò che pensa e ciò che dice e fa. C'è in lei una totale trasparenza che lascia intravedere, come sullo sfondo del greto di un limpido torrente, il motivo vero, l'unico del suo vivere ed operare: Dio sommamente e intensamente amato. E ciò senza apparente sforzo, senza ombra di posa, con la più grande naturalezza, semplicità, spontaneità e sincerità. E proprio questa umile semplicità, questa raggiunta libertà interiore (ed esteriore) che resta la segreta tonalità della sua vita spirituale, della sua fede semplice e vivissima, del suo indomito coraggio, della sua costante allegria, del suo profondo equilibrio, della sua grande capacità di discernimento spirituale; soprattutto resta il segreto del suo modo di amare di un amore, ad un tempo, vero, intenso, delicato, ma senza complicazioni sentimentali, senza debolezze: un amore forte.
Il pensiero di Dio, l'intimo colloquio con Lui era ormai diventato il ritmo normale della sua vita, il suo atteggiamento di fondo. Nulla riusciva più a distrarla: «Anche in mezzo alle occupazioni teneva lo spirito incessantemente unito a Dio, con frequenti slanci e ardenti giaculatorie... Aveva l'occhio rivolto a Dio solo». Da tutto, con molta naturalezza, pigliava occasione per parlare di Dio e per farlo lietamente amare. (Da: A. Kothgasser, La finestrella della Valponasca, Roma 1981, pp. 51-55)
PREGHIERE
Preghiera Manica
C Rendiamo grazie a Dio,
da cui proviene ogni dono perfetto, per la santità che risplende in santa Maria Domenica Mazzarello, e diciamo insieme:
T Benedici la tua opera, Signore.
G — Per il senso profondo della presenza di Dio, che santa Maria Domenica attinse nella contemplazione delle verità della fede e nell'adorazione di Gesù Eucaristia, concedi anche a noi di orientare la nostra vita sull'amore di Dio.
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— Per lo stile di laboriosità e semplicità, che ha caratterizzato la vita di santa Maria Domenica, concedi a noi di esprimere col nostro lavoro la collaborazione alla tua azione di salvezza.
— Per l'ardente apostolato di evangelizzazione delle giovani, radunate nel nome di Maria, concedi a noi di essere educatori della fede e formatori di coscienze pure.
— Per la fedeltà intuitiva al carisma di Don Bosco, che sprigionò nuove energie apostoliche in santa Maria Domenica, concedi a noi di essere fedeli esecutori del progetto educativo di Don Bosco.
— Per il dono della gioia che santa Maria Domenica ha saputo infondere nelle sue compagne, concedi anche a noi di gustare e diffondere la gioia della fraterna unione nella tua carità.
C O Signore,
che in santa Maria Domenica Mazzarello
ci proponi un modello luminoso
di vita cristiana e religiosa,
per l'umiltà profonda e l'ardente carità che la distinsero;
concedi che in semplicità di spirito cerchiamo la tua verità
e ne siamo testimoni nella nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Oppure
C Preghiamo il Signore
che si rivela ai semplici e agli umili di cuore. T Ascoltaci, o Signore.
G — Per la Chiesa: perché segua il suo Signore nella scelta degli strumenti deboli e poveri, preghiamo.
— Per le Figlie di Maria Ausiliatrice: perché seguendo gli esempi di santa Maria Domenica Mazzarello siano fedeli alla loro vocazione e missione, preghiamo.
— Per le giovani: perché realizzino l'ideale cristiano della donna e rispondano all'appello di seguire Cristo più da vicino, preghiamo.
— Per noi qui presenti: perché sappiamo imitare l'umiltà, la fortezza e lo zelo apostolico della Santa, preghiamo.
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C O Signore, Dio di misericordia e di bontà, ascolta le nostre preghiere
ricolma dei tuoi doni
tutti coloro che lavorano all'avvento del tuo regno. Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Preghiere alla Santa
O santa Maria Domenica Mazzarello, che, vivendo distaccata dal mondo e unita a Dio, praticasti le più elette virtù,
ottieni alle tue Figlie
a tutti i membri della Famiglia Salesiana la grazia di imitare fedelmente i tuoi esempi nell'umiltà e semplicità,
nella carità, nell'angelica purezza,
nello spirito di sacrificio,
nella devozione a Maria Ausiliatrice
nell'amore all'Eucaristia. Amen.
O santa Maria Domenica Mazzarello, che, docile all'azione di Dio, hai vissuto con fedeltà creativa il progetto educativo di Don Bosco,
intercedi per noi presso il Padre perché possiamo, sul tuo esempio, donarci totalmente ai giovani, per realizzare con loro la santità salesiana a cui siamo chiamati. Amen.
Santa Maria Domenica Mazzarello,
tu che a Mornese hai creato «la casa dell'amor di Dio»,
aiutaci ad annunciare con la vita
la gioia della Risurrezione
e a costruire comunità
ricche di interiorità e di speranza,
dove i giovani si sentano accolti,
e dove la vita di ogni giorno,
vissuta nella operosa carità e nella gioiosa semplicità,
continui il «Magnificat» di Maria. Amen.
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29 ottobre. Beato MICHELE RUA, sacerdote.
(Memoria obbligatoria)
Torino 1837, t Torino 1910, beatificato nel 1972.
Discepolo di Don Bosco, poi salesiano, don Michele Rua seppe progredire costantemente nella via della santità. Valido collaboratore di Don Bosco, ne fu il primo successore nel governo della Società salesiana, al cui sviluppo attese con diligenza e impegno.
Fu grande esempio di fedeltà a Don Bosco, di cui si può considerare il vero erede spirituale, distinguendosi per l'ardore apostolico, a favore dei giovani più bisognosi, e per l'osservanza religiosa, specialmente nel settore della povertà. La ricca esperienza spirituale del Beato occupa un posto distinto nella storia della Congregazione salesiana e costituisce per essa un sicuro punto di confronto per una piena fedeltà al patrimonio culturale-religioso trasmessole dal Fondatore.
LETTURE
La pratica della povertà
Un giorno, inginocchiati dinanzi all'altare, circondati da molti confratelli, dopo aver chiamati gli Angeli, i Santi, Maria Immacolata e Dio stesso a testimoni del grande atto che stavamo per compiere, con voce tremante, col cuore commosso, pronunziammo la formula dei nostri voti. In quel momento noi diventammo Figli di Don Bosco: la Pia Società Salesiana divenne nostra Madre. Fin d'allora ella ci prodigò le più affettuose ed intelligenti cure; la nostra formazione religiosa e civile è opera sua; e a lei andiamo debitori di quanto noi siamo e di quanto abbiamo. Di qui l'obbligo per ciascuno di noi di onorare, assistere e servire questa tenera Madre; di qui il dovere di adoperarci secondo le nostre forze per la sua prosperità, per renderla pienamente contenta di noi. Ma come adempirebbe questo dovere di pietà filiale colui che trasgredisse gli ordini formali di questa Madre quali sono le sue Regole? Come può chiamarsi di lei figlio colui che per spensieratezza e negligenza non ne pratica lo spirito? Che dire tanto più di colui che attentasse di distruggere questo spirito?
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E così farebbe realmente colui che non osserva il suo voto di povertà. Mentre le mancanze contro gli altri voti possono rimanere più o meno nascoste, quelle contro la povertà saltano maggiormente agli occhi, danno un esempio funesto che potrebbe in breve tempo assumere vaste proporzioni. È quindi a stupire se i Fondatori di Ordini religiosi ne raccomandassero con tanta insistenza l'osservanza? Se essi, ordinariamente dolci e miti, s'accendessero di santo zelo nel disapprovare la condotta dei colpevoli e loro infliggessero severi castighi? Con ragione il religioso poco osservante rispetto alla povertà vien paragonato ad un verme roditore che con un lento e sordo lavorio fa seccare quella pianta immensa che confortò tante persone colla fresca sua ombra e le nutri co' suoi frutti deliziosi. (...)
Ci animi a praticare la povertà l'intima relazione che corre fra la pratica di questa virtù ed il nostro individuale progresso nella perfezione. Noi siamo il campo di Dio. Quando un campo è coperto di spine e di erbe cattive, è necessario dar mano alla falce, all'aratro e perfino al fuoco. Allora solamente il podere potrà dare una messe degna dei granai celesti. Ed è precisamente col voto di povertà che noi sradichiamo dal campo del nostro cuore i cardi ed i triboli. Si è col vivere staccati dai beni fallaci del mondo che noi andiamo. sottraendo ai vizi ogni alimento ed ogni mezzo di espandersi. (...) E la Storia Ecclesiastica c'insegna che furono appunto coloro che più furono staccati dal mondo che si segnalarono per la loro fede, per la loro speranza e carità, la cui vita fu un tessuto di opere buone ed una serie di prodigi per la gloria di Dio e per la salute del prossimo.
Inoltre è da notare che i nemici di nostra Santa Religione pongono ogni studio nel far ritornare la società al paganesimo ed al naturalismo. Essi vorrebbero svellere dalla mente del popolo ogni idea di Dio, dell'anima e della vita futura, e Io invitano a procurarsi godimenti finché la vita dura, con ogni mezzo possibile, anche ingiusto e disonesto. Cogliendo la
massa del popolo impreparata, la seducono e la trascinano all'abisso. Contro questo funesto apostolato Don Bosco com
batté da valoroso finché gli bastò la vita, e morendo a noi suoi figli ha legato questa nobile missione. Ma noi lavoreremmo inutilmente se il mondo non vedesse e non si convincesse che noi non cerchiamo ricchezze e comodità, che noi siamo fedeli al motto di Don Bosco: Da mihi animar, cetera tulle! Oh! ci stia fisso nella mente ciò che scrisse S. Francesco di Sales, che cioè non solamente i poveri sono evangelizzati, ma sono i poveri stessi che evangelizzano.
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E S. Vincenzo Ferreri trattando del ministero di salvare le anime assicura che non vi riuscirà quel religioso che non mette sotto i piedi le cose terrene, non pratica la vera povertà, perché, spaventato d'ogni incomodo, non avrà la forza di sopportare le privazioni che porta seco la povertà nell'esercizio dell'apostolato: inopia paupertatis. Ed anche fra noi non sono certamente i Salesiani desiderosi di menar una vita comoda che intraprenderanno opere veramente fruttuose, che andranno in mezzo ai selvaggi del Mato Grosso o nella Terra del Fuoco, o si metteranno al servigio dei poveri lebbrosi. Questo sarà sempre il vanto di coloro che osserveranno generosamente la povertà. (...)
Il buon Salesiano non si terrà pago di osservare il voto di povertà, ossia i singoli articoli delle Costituzioni, ma si sforzerà di giungere a praticare la virtù della povertà, che non solo ci spoglia delle cose terrene, ma ancora di ogni affetto alle medesime. Anzi egli farà ancora un passo più innanzi, arriverà a possedere lo spirito di povertà, il che vuoi dire che sarà veramente povero né suoi pensieri e desideri, apparirà tale nelle sue parole, si diporterà veramente da povero nel suo vitto, nel vestito, nel modo di tenere la sua camera, in una parola riprodurrà in se stesso l'esempio del povero per eccellenza, nostro Signore Gesù Cristo.
Il vero Figlio di Don Bosco si contenterà del necessario, anzi veglierà attentamente perché il suo cuore non rimanga impigliato in alcuna cosa superflua. Egli nell'esercizio della buona morte farà un esame diligente ed imparziale per conoscere se tutto ciò che è a suo uso, sia semplice e povero, se non ritiene per sé qualche cosa senza il permesso dei Superiori e di cui possa far a meno, ed infine se ha curato con affetto e diligenza gli interessi della comunità.
Infine il fervente religioso, persuaso di dover far penitenza de' suoi peccati, accetterà volentieri quelle privazioni e quegli incomodi che sono inevitabili nella vita comune, e generosamente sceglierà per proprio uso le cose meno belle e meno comode, memore di quanto diceva San Giovanni Berchmans: la mia più grande penitenza sarà la vita comune.
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Conchiuderò rievocando la memoria di quelli che noi chiamavamo «tempi eroici» della nostra Pia Società. Trascorsero invero molti anni in cui ci era necessaria una virtù straordinaria per conservarci fedeli a Don Bosco e per resistere ai pressanti inviti che ci si facevano di abbandonarlo, e ciò per l'estrema povertà in cui si viveva. Ma ci sosteneva l'amore intenso che noi portavamo a Don Bosco, ci davano forza e coraggio le sue esortazioni a rimaner fermi nella nostra vocazione non ostante le dure privazioni, i gravi sacrifici. Ond'io son certo che se più vivo sarà il nostro amore a Don Bosco, più ardente la brama di conservarci degni suoi figli, e di corrispondere alla grazia della vocazione religiosa, si praticherà in tutta la sua purezza Io spirito di povertà.
(Dalle Lettere circolari di Don Michele Rua ai Salesiani, San Benigno Can. 1940, pp. 393-395; 404-405)
L'osservanza delle Regole
Quando Don Bosco inviò i primi suoi figlioli in America, volle che la fotografia lo rappresentasse in mezzo a loro nell'atto di consegnare a Don Giovanni Cagliero, capo della spedizione, il libro delle nostre Costituzioni. Quante cose diceva Don Bosco con quell'atteggiamento! Era come dicesse: Voi traverserete i mari, vi recherete in paesi ignoti, avrete da trattare con gente di lingue e costumi diversi, sarete forse esposti a gravi cimenti. Vorrei accompagnarvi io stesso, confortarvi, consolarvi, proteggervi. Ma quello che non posso fare io stesso, lo farà questo libretto. Custoditelo come preziosissimo tesoro.
Se a imitazione del nostro Padre ciò io non potei dire a ciascuno di voi nell'atto di consegnargli l'obbedienza, permettetemi che lo dica ora con questo mio scritto. Le Costituzioni, uscite daI cuore paterno di Don Bosco, approvate dalla Chiesa infallibile ne' suoi insegnamenti, saranno la vostra guida, la vostra difesa in ogni pericolo, in ogni dubbio o difficoltà. Con san Francesco d'Assisi vi dirò: Benedetto sia il religioso che osserva le sue sante Regole! Esse sono il libro della vita, la speranza della salute, il midollo del Vangelo, la via della perfezione, la chiave dei Paradiso, il patto della nostra alleanza con Dio.
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Vi è in ogni Congregazione un insieme d'idee e di tendenze, una maniera di pensare e di fare, che forma lo spirito proprio della medesima, cioè la S. Regola. Per arrivare quindi ad essere ben imbevuti dello spirito di Don Bosco noi dovremmo leggere e meditare le nostre Costituzioni. Facilmente uno si crede di conoscerle e di comprenderle, ma venendo poi all'opera egli s'accorge che le cose vanno ben altrimenti. E tal inconveniente non succederebbe qualora noi ricordassimo ad ogni momento che dinanzi all'altare, in presenza dei confratelli, chiamando Dio, la SS. Vergine ed i Santi del Cielo a testimoni, abbiamo fatto la solenne promessa di vivere secondo le Costituzioni della Società di San Francesco di Sales. Non dovremmo mai dimenticare che nell'Archivio della nostra Pia Società vi è una pagina da noi sottoscritta che dice: Io N .N . sottoscritto ho letto e inteso le Costituzioni della Società di san Francesco di Sales, e prometto di osservarle costantemente secondo la formula dei voti da me ora pronunziata. Permetteremo che tali parole siano scritte a nostra condanna? Perché la lettura delle nostre Costituzioni ci torni veramente vantaggiosa, dovrebbe essere accompagnata d'uno sguardo sopra la nostra condotta; dovremmo stabilire un coscienzioso confronto fra i nostri doveri e la nostra vita; la nostra Regola dovrebbe essere, per così dire, posta sulla nostra persona come misura per conoscere il grado di virtù a cui noi siamo arrivati. Più noi saremo costanti nell'esaminarci su questo punto, e maggiore sarà il bene che faremo all'anima nostra e a coloro che siamo chiamati a dirigere. E il momento più adatto per questo esame è appunto il riflesso che il nostro Padre ci raccomandava per l'esercizio della buona morte. Quanto vantaggio potremmo ricavarne!
(Dalle Lettere circolari di Don Michele Rua, cit., pp. 439-441)
PREGHIERE
Preghiera Manica
C Fratelli,
Dio Padre tiene in serbo per noi tesori inesauribili di grazia, per i meriti del suo Figlio
e per l'eroica fedeltà dei suoi amici. Con questa certezza,
nella memoria del beato Michele Rua, rivolgiamo a lui la nostra preghiera. T Benedici i tuoi figli, Signore.
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G — Signore Dio nostro, per intercessione del beato Michele Rua, tuo servo fedele, donaci pastori secondo il tuo cuore, che ci guidino con sapienza e forza in mezzo ai turbamenti del mondo.
— Tu che hai fatto del beato Michele Rua un padre amabile e discreto di moltitudini di giovani, suscita in noi il sincero desiderio di servirti nella missione giovanile e popolare.
— Tu che nelle Regole di vita salesiana ci hai dato una via che conduce all'Amore, fa' che i Salesiani del nostro tempo, fedeli alle Costituzioni come al testamento di Don Bosco, siano perseveranti nella comunione di spirito e di azione.
— Tu che ci hai dato nel beato Michele Rua un modello di austerità e di povertà evangelica, fa' che, liberi dalla preoccupazione e dagli affanni dei beni terreni, superiamo l'istinto del possesso egoistico e condividiamo ogni dono del tuo amore.
— Tu che ci doni il tuo Spirito come fonte permanente di grazia e sostegno nello sforzo quotidiano, fa' che nelle parole e nelle opere sappiamo offrire ai giovani il dono prezioso della nostra santità.
C O Dio nostro Padre,
tu hai dato al tuo sacerdote il beato Michele Rua,
erede spirituale di san Giovanni Bosco,
di formare nei giovani la tua divina immagine;
concedi che anche noi,
chiamati a educare la gioventù,
possiamo far conoscere il vero volto di Cristo tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
T Amen.
769
4. PREGHIERA
PER LA BEATIFICAZIONE
(CANONIZZAZIONE)
DEI SERVI DI DIO
DELLA FAMIGLIA SALESIANA
O Dio, ricco di grazia e di misericordia,
che santifichi il tuo popolo
suscitando modelli umili e generosi,
benedici la Famiglia
che hai riunito nel nome di Don Bosco
per un servizio di predilezione ai giovani,
porzione più delicata e preziosa dell'umana società.
Benedici il nostro lavoro,
perché i «sogni»,
per tuo dono, divengano realtà,
e schiere innumerevoli di giovani,
per l'opera di apostoli santi,
ritrovino la gioia di crescere come uomini nuovi.
Tu, mèta e sorgente di ogni santità,
degnati di glorificare, a onore del tuo Nome,
i nostri fratelli e le nostre sorelle
che, per la tua grazia, sono stati nel mondo
immagine splendida del tuo amore;
e concedi a noi, con il loro aiuto,
di seguirne fedelmente gli esempi.
Amen.
771
Oppure
O Dio, sorgente della grazia,
facendoci tuoi figli ci chiami alla santità.
Ti ringraziamo per averci dato fratelli ricchi di fede e di amore, generosi nel tuo servizio,
instancabili nell'apostolato giovanile.
Concedi a noi, che continuiamo il loro cammino, di imitare i loro esempi
e sperimentare l'efficacia del loro aiuto.
Dona alla tua Chiesa
la gioia di annoverarli nel numero dei tuoi santi, modelli e aiuto dei tuoi fedeli; a gloria del tuo Nome.
Te lo chiediamo, in particolare, per il tuo servo ...
Fa' che la sua elevazione agli altari, sia, per tuo dono, stimolo e aiuto ad attualizzare per i tempi nuovi la santità del Padre.
Amen.
772
____________________________________
PARTE SESTA
CIRCOSTANZE
PARTICOLARI
DELLA VITA
SALESIANA
Questa sezione è dedicata ai momenti di famiglia tipici del nostro stile salesiano. Tutta la vita spirituale corre sulle linee della liturgia e nella fedeltà agli impegni assunti attraverso la professione dei consigli evangelici. La nostra ha però una sua tonalità specifica: è vita salesiana, cioè l'attuazione del progetto di vita inventato da Don Bosco e offerto a noi come strada che conduce all'amore dei giovani.
Presentiamo in questa parte momenti particolari della vita salesiana: tempi forti di preghiera e occasioni di festa. Questo significa raccogliere tutto ciò che ci riguarda attorno al Signore e offrire la nostra spiritualità, attraverso la crescita interiore di noi stessi, a coloro che incontriamo attraverso la missione apostolica.
La sezione riporta per ogni argomento alcune annotazioni di carattere teologico, gli elementi del dettato costituzionale in merito e alcune proposte celebrative e di preghiera.
775
1. ESERCIZI SPIRITUALI
Gli esercizi spirituali per il Salesiano
La vita del Salesiano è fondata sul lavoro, normalmente tra i giovani. Questa attività, e tutte le altre collaterali che la sostengono, sono spesso assai impegnative e faticose; richiedono una forte carica interiore per essere svolte con coraggio, costanza ed efficacia soprannaturale.
Ma tutte le energie, non escluse quelle spirituali, tendono fatalmente a degradare. Perciò il Salesiano ha bisogno assoluto di una pausa prolungata di revisione e di ricarica.
Don Bosco mette spesso in risalto l'efficacia di grazia presente negli esercizi spirituali e stimola insistentemente a farli con impegno. Suggerisce queste finalità: discernimento vocazionale, preghiera fiduciosa, rinnovamento dei propositi e acquisto di serenità interiore.
Gli esercizi sono un tempo lungo di preghiera che ci mette nella possibilità di ritrovare noi stessi nell'incontro con Dio. Sono un bilancio sulla nostra vita religiosa, sul nostro modo di lavorare tra i giovani e di vivere in comunità. Rappresentano l'occasione per riqualificarsi, arricchendo la propria vita di preghiera, correggendo atteggiamenti negativi, evitando un lavoro agitato e dispersivo o un modo di vita indolente e parassitario. Gli esercizi sollecitano dunque la nostra responsabilità personale sia nei riguardi di noi stessi, sia per ciò che concerne la crescita della missione apostolica della Congregazione.
«La nostra volontà di conversione si rinnova nel ritiro mensile e negli esercizi spirituali di ogni anno. Sono tempi di ripresa spirituale che Don Bosco considerava come parte fondamentale e la sintesi di tutte le pratiche di pietà.
776
Per la comunità e per ogni salesiano sono occasioni particolari di ascolto della Parola di Dio, di discernimento della sua volontà e di purificazione del cuore.
Questi momenti di grazia ridonano al nostro spirito profonda unità nel Signore Gesù e tengono viva l'attesa del suo ritorno» (Cost. 91).
«Ogni anno i soci faranno sei giorni di esercizi spirituali, secondo le modalità stabilite dal Capitolo ispettoriale, e li concluderanno con la rinnovazione degli impegni della professione religiosa» (Reg. 72).
Nel corso dei tempi lo Spirito ha suscitato diverse esperienze per l'approfondimento della fede e della carità, la scoperta personale del Dio vivente e l'intimità con lui. Tali esperienze si sono concretizzate in varie forme particolari, diffuse e tramandate lungo i secoli.
Anche Don Bosco se ne servì, adattando e diffondendo metodi e tecniche, in uso nel suo tempo, che si richiamavano fondamentalmente alla spiritualità degli Esercizi di sant'Ignazio di Loyola.
Le profonde mutazioni avvenute nella società e nella Chiesa dei nostri tempi ci stimolano oggi a riscoprire e a ricercare l'identità e la validità di questi «tempi di ripresa spirituale» per ogni confratello e per ogni comunità.
In proposito, oltre le fonti e i documenti della tradizione salesiana, esiste una bibliografia abbondante sia per quanto concerne la nostra spiritualità che altre spiritualità.
Significato profondo degli esercizi spirituali
— Una forte esperienza di Dio
— attraverso l'ascolto della Parola
- interiorizzata nella propria vita
— sotto l'azione dello Spirito Santo
— in un clima di silenzio e di preghiera
— sotto una guida spirituale in vista
— della conversione della vita
— della sequela di Cristo
— del discernimento della propria vocazione e missione. Gli ES quindi sviluppano una dinamica loro propria. Sintetizzando ancora con una formula diventata classica, si può dire che essa mira alla presa di coscienza della propria vita deformata dal peccato, affinché venga riformata dalla grazia e sia resa sempre più conformata a Cristo, in modo da essere confermata dallo Spirito nella pienezza della verità e dell'amore di Dio.
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A tale scopo ecco dunque:
I valori da cercare e da promuovere
— un ascolto vitale della Parola di Dio (sotto varie forme: celebrazioni, omelie, letture, meditazioni...);
— una prolungata meditazione favorita da un clima di silenzio esteriore e interiore (= deserto);
— un'atmosfera di autentica preghiera e di contemplazione (= lectio divina);
— l'Eucaristia al centro, insieme alla Liturgia delle Ore;
— vita di comunione fraterna e salesiana: momenti di partecipazione.
I rischi da evitare
— Diluire gli ES con altre iniziative pur buone, ma che possono ridurne l'efficacia e la dinamica propria (discussioni; gruppi di studio e di ricerca...).
— Divagazione e dispersione derivanti da una scelta non appropriata di tematiche periferiche e non fortemente incidenti sull'esperienza fondamentale dell'incontro con Dio.
— Stanchezza e saturazione dovute a eccessi (o nella predicazione o nell'orario non ben dosato e adeguato alla maturità spirituale dei partecipanti).
La guida spirituale
Gli ES richiedono normalmente la presenza di un'abile guida spirituale capace di accompagnare gli esercitanti nell'ascolto fruttuoso della Parola di Dio e nel discernimento spirituale della propria vita. Il predicatore infatti compie una delicata e insostituibile diaconia:
— A nome di Cristo: trasmette vitalmente la sua Parola incarnata nell'oggi dell'esercitante.
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— A nome dello Spirito: aiuta a cogliere le ispirazioni di Colui che è sempre il vero e principale protagonista degli ES. È infatti solo nello Spirito Santo che la lettera della Scrittura diviene vita.
— A nome della Chiesa: guida a leggere la Parola di Dio in ecclesia, nel contesto vivo della tradizione, onde evitare soggettivismi e riduzionismi arbitrari.
La varietà di situazioni e di esigenze richiede oggi un pluralismo di forme, che va poi concretamente adattato alla fisionomia dei partecipanti. Ciò implica un criterio di scelta oculato e sensibile più alla sostanza dei valori da ricercare che all'uniformità da salvare.
La forma più comune prevede tre momenti di intervento del predicatore:
— una meditazione al mattino su tematiche proprie degli ES;
— una conferenza nel pomeriggio può riguardare soprattutto temi salesiani (le Costituzioni, lo spirito salesiano...);
— l'omelia durante la concelebrazione.
Il silenzio è interrotto dopo pranzo e dopo cena per favorire Io scambio e la comunione fraterna.
È bene offrire ai confratelli che lo desiderano anche la possibilità di fare gli esercizi nel silenzio continuato.
I confratelli partecipino normalmente ai corsi programmati dall'ispettoria, ferma restando la possibilità di partecipare, in particolari circostanze e col consenso dell'ispettore, ad altre forme.
L'orario sia in ogni caso discreto e funzionale, adeguato alla maturità spirituale dei partecipanti, finalizzato ai valori da promuovere.
Particolare importanza abbia la celebrazione penitenziale della riconciliazione, segno dell'impegno comune di conversione. La lettura in comune delle Costituzioni può essere fatta lodevolmente prima della conferenza pomeridiana (o in altri momenti adatti).
Durante gli ES si celebri una Messa in suffragio dei confratelli defunti (Reg. 76) e si concludano con la rinnovazione degli impegni della professione religiosa (Reg. 72).
Questa sezione presenta una celebrazione introduttiva e una conclusiva degli ES con il formulario per la rinnovazione comunitaria degli impegni della professione religiosa.
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Alcuni suggerimenti pratici
Proponiamo due schemi celebrativi di introduzione e chiusura degli esercizi. Si possono aggiungere altri elementi, introdursi con un inno e un'invocazione allo Spirito Santo. Il ritmo pacato, le pause di meditazione personale, favoriscono il clima di preghiera, di ascolto e silenzio interiore.
Primo schema:
CELEBRAZIONE DI APERTURA DEGLI ESERCIZI: NEL DESERTO PARLERÒ AL TUO CUORE
CANTO DI INIZIO
SALUTO DEL CELEBRANTE
C Fratelli, questi giorni hanno un grande valore perché sono «momenti di grazia» (Cost. 91).
Abbiamo bisogno di fermarci, per ritrovare noi stessi nel silenzio e nella preghiera, per approfondire e chiarire le motivazioni profonde della nostra vocazione. Ma soprattutto abbiamo bisogno di incontrare Dio, di ascoltarlo, di lasciarci penetrare e guidare dalla sua Parola per poi viverla con coerenza e fedeltà.
Per questo invochiamo insieme la luce e la forza dello Spirito Santo che sarà il grande protagonista di questi giorni.
T Veni, creator Spiritus...
C Donaci, o Signore, il tuo Spirito
perché la nostra vita sia rinnovata in profondità
dalla tua verità e dal tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
ASCOLTO DELLA PAROLA
Prima lettura
Facciamo di questi giorni l'esperienza del deserto per riscoprire il legame d'amore che unisce la nostra vita a Dio, per ritrovare e rinnovare la nostra fedeltà sponsale con Dio: Osea 2,16-25.
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Meditazione personale Salmo di meditazione
Diciamo al Signore il nostro desiderio della sua parola e chiediamo il dono di meditare, capire e vivere la sua legge.
Rit. Signore, fammi vivere nella tua giustizia.
Insegnami la via dei tuoi decreti: Signore, la osserverò sino alla fine. Fammi capire, e osserverò la tua legge: la custodirò con tutto il cuore.
Spingi i miei occhi oltre le vane visioni, fammi vivere nella tua vita.
Mantieni al tuo servo la tua promessa, che è per quelli che ti temono.
Spingi via la vergogna che mi atterrisce:
i tuoi giudizi sono buoni.
Ecco io desidero i tuoi ordini:
nella tua giustizia fammi vivere (Sal 118,33-40).
Seconda lettura
La salvezza è un dono gratuito: la Parola di salvezza è il dono di Cristo per la liberazione della nostra vita. È il nostro atteggiamento di ascolto, di meditazione e di perseveranza la misura, e spesso il limite, della vitalità della Parola in noi: Luca 8,4-15.
(Omelia)
PREGHIERA DEI FEDELI
C Presentiamo al Padre la nostra preghiera. Lui che ha donato al mondo Cristo, Parola di vita,
disponga i nostri cuori all'ascolto e alla meditazione.
G Perché il Signore allontani da noi il tentatore
e la sua Parola produca in noi frutti di salvezza. Preghiamo.
T Ascoltaci, o Signore.
781
G Perché sappiamo accogliere con gioia e radicare nel nostro cuore la Parola per non venir meno nel tempo della prova. Preghiamo.
G Perché nel cammino della vita
non lasciamo che i nostri pensieri
e le nostre preoccupazioni,
soffochino in noi la Parola. Preghiamo.
G Perché sappiamo ascoltare la Parola con cuore buono e sincero,
custodirla e portare frutto
con la nostra perseveranza. Preghiamo.
C E ora insieme preghiamo:
T O Spirito Santo,
illumina il nostro cuore
perché prendiamo coscienza
del rapporto misterioso e profondo
che esiste tra noi e Cristo
da cui veniamo, per cui viviamo,
a cui andiamo.
Ti preghiamo, nessun'altra luce
in questi giorni sia librata su noi
che non sia Cristo, luce del mondo.
Nessun'altra verità
interessi gli animi nostri
che non siano le parole del Signore,
unico nostro maestro.
Nessun'altra aspirazione ci guidi,
se non il desiderio di essere
a lui assolutamente fedeli.
A Cristo, nostro principio,
nostra vita e nostra guida,
nostra speranza e nostro termine,
onore e gloria nei secoli.
Amen.
CANTO DI CONCLUSIONE
782

Secondo schema:
CELEBRAZIONE DI CHIUSURA DEGLI ESERCIZI: SIATE ESECUTORI DELLA PAROLA E NON SOLTANTO UDITORI
CANTO DI INIZIO
SALUTO DEL CELEBRANTE
C Fratelli, fatevi esecutori della Parola e non soltanto uditori, ingannando voi stessi. Accogliete dunque la Parola che avete udito con cuore buono e sincero, custoditela e portate frutto con la vostra perseveranza! (cf Ge 1,22; Lc 8,15).
Preghiamo.
O Signore,
in questi giorni hai parlato al nostro cuore,
ci hai rivelato la tua verità
e ci hai rinnovato nel tuo amore;
concedi a noi
di vivere nella gioia e nella fedeltà
la Parola che abbiamo ascoltato.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
ASCOLTO DELLA PAROLA
Prima lettura
La Parola che abbiamo ascoltato è messaggio di vita. Con la forza dello Spirito Santo dobbiamo tradurla nella nostra esistenza: Colossesi 2,6-7.12-14; 3,1-4.
Salmo di meditazione
Con le parole del salmo 118 diciamo al Signore la nostra adesione alla sua parola:
Fammi capire la via dei tuoi ordini: mediterò i tuoi prodigi.
Allontana da me la via della menzogna, dammi per grazia Ia tua legge.
783
Ho scelto la via della tua verità, ho preferito i tuoi giudizi.
Ho aderito alle tue sentenze: o Signore, non farmi arrossire.
Corro la via dei tuoi comandi poiché tu allarghi il mio cuore. Insegnami la via dei tuoi decreti: Signore, la osserverò sino alla fine.
Fammi capire, e osserverò la tua legge: la custodirò con tutto il cuore.
Avviami sulla strada dei tuoi comandi poiché questa mi è cara (Sal 118,27.29-35).
Seconda lettura
Chi si incammina dietro al Signore, sceglie la via della croce. Donando la sua vita sul Calvario, Cristo ci salva. Nel dono generoso della nostra vita al Padre saremo per i giovani portatori di salvezza: Luca 9,22-26.
(Omelia)
RINNOVAZIONE DEGLI IMPEGNI DELLA PROFESSIONE
C Rinnoviamo la nostra dedizione totale a Cristo e ai fra
telli nella Società Salesiana.
La nostra scelta sia l'adesione d'amore dei discepoli al
l'amore del Signore che chiama:
T Dio Padre,
tu mi hai consacrato a te
nel giorno del Battesimo.
In risposta all'amore del Signore Gesù,
tuo Figlio,
che mi chiama a seguirlo più da vicino,
e condotto dallo Spirito Santo
che è luce e forza,
io, in piena libertà,
mi offro totalmente a te,
impegnandomi
a donare tutte le mie forze
a quelli a cui mi hai mandato,
specialmente ai giovani più poveri,
784
a vivere nella Società Salesiana
in fraterna comunione di spirito e di azione,
a partecipare in questo modo alla vita
alla missione della tua Chiesa.
Per questo,
alla presenza dei miei fratelli,
rinnovo il voto di vivere obbediente, povero e casto
secondo la via evangelica
tracciata nelle Costituzioni salesiane.
La tua grazia, Padre,
l'intercessione di Maria SS. Ausiliatrice,
di san Giuseppe, di san Francesco di Sales,
di san Giovanni Bosco
i miei fratelli salesiani mi assistano ogni giorno
mi aiutino ad essere fedele. Amen.
PREGHIERA DEI FEDELI
C Con spirito di figli, rinnovati nella fede e nell'amore, presentiamo al Padre le nostre intenzioni di preghiera.
G Per la santa Chiesa di Dio:
sia nel mondo
segno di risurrezione e d'amore. Preghiamo. T Ascoltaci, o Signore.
G Per gli uomini del nostro tempo:
accolgano il messaggio di salvezza
nell'umiltà e nella gioia. Preghiamo. T Ascoltaci, o Signore.
G Per il predicatore e coloro che ci hanno guidato in questi esercizi:
la Parola che ci hanno annunciato
produca in noi e in loro molto frutto. Preghiamo. T Ascoltaci, o Signore.
G Per i giovani:
nell'incontro con Cristo
trovino fondamento e speranza per la loro vita.
Preghiamo.
T Ascoltaci, o Signore.
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G Per i Salesiani:
rinnovati nella fedeltà a Don Bosco
siano portatori di salvezza per i giovani d'oggi.
Preghiamo.
T Ascoltaci, o Signore.
G Per i nostri fratelli defunti:
ricevano nella casa del Padre
il premio del servo buono e fedele. Preghiamo. T Ascoltaci, o Signore.
G Per i nostri fratelli che si sono dedicati al Signore:
nella perseveranza vivano ogni giorno
il dono della loro consacrazione. Preghiamo. T Ascoltaci, o Signore.
C Preghiamo.
O Dio, nostro Padre,
sorgente della nostra vita,
concedi a noi
per l'intercessione di san Giovanni Bosco
quanto con fede ti abbiamo domandato.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
CANTO DI RINGRAZIAMENTO
Preghiera: Nel silenzio parlaci, Signore!
Padre, creatore di tutto ciò che è buono,
tu hai chiamato Abramo a lasciare ogni cosa
per seguire l'infinito tuo desiderio di Alleanza.
Aiutaci a uscire dal ghetto delle abitudini di ogni giorno
per condividere la tua promessa.
O Cristo, re, profeta e sacerdote,
ti sei lasciato attirare nel deserto
per provare tentazione e fame,
per udire l'eloquenza della fragilità dell'uomo
e ritrovare nel silenzio la volontà divina del Padre.
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Insegnaci a cercare Dio solo,
a vincere il desiderio di falsa sicurezza di potere inutile e di indolenza spirituale.
O Spirito di sapienza, fonte di eterna grazia
e forza di chi spera contro ogni speranza,
tu ci fai interlocutori del Figlio unigenito del Padre
e illumini i nostri passi sulle strade della pace.
Donaci un cuore capace di amare te solo,
per essere portatori di vita nuova
e di amiciza tra i giovani.
Amen.
787
2. RITIRI MENSILI E TRIMESTRALI
Nutrire il lavoro con tempi di ripresa spirituale
Queste giornate di ritiro dovrebbero essere modellate sulla struttura base degli esercizi, anche se ridotta: ascolto della Parola, impegno di conversione, discernimento della volontà di Dio nella propria vita.
Per questo è bene che vi sia una celebrazione della Parola di Dio con omelia o con una conferenza e un sufficiente spazio di silenzio per la riflessione, l'esame di coscienza e il sacramento della penitenza.
La celebrazione dell'Eucaristia e la Liturgia delle Ore siano come il vertice del ritiro.
I ritiri, specie quelli trimestrali, sono «tempi di ripresa spirituale», momenti di conversione e di verifica, non solo per i singoli confratelli, ma anche per la comunità.
«La nostra volontà di conversione si rinnova nel ritiro mensile e negli esercizi spirituali... Sono tempi di ripresa spirituale...» (Cost. 91).
«La comunità destinerà almeno tre ore al ritiro mensile e una giornata intera, convenientemente preparata, al ritiro trimestrale» (Reg. 72).
Le modalità per i ritiri possono essere molteplici. Si può iniziare con una invocazione allo Spirito Santo, con la recita comune di un'Ora dell'Ufficio. Sono da valorizzare i momenti di riflessione personale, di adorazione e di verifica. Presentiamo tracce per l'esame di coscienza comunitario, che può essere inserito in una celebrazione della Parola, e due schemi celebrativi di conclusione.
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I ritiri offrono anche la possibilità di organizzare comunitariamente degli scrutini secondo i suggerimenti dati nella specifica sezione (p. 808ss). Altri elementi utili si trovano nella parte dedicata agli esercizi spirituali. Le preghiere finali sono una esemplificazione di formulari per richiamare durante il ritiro il tema della morte, che può essere introdotto da uno stralcio della letteratura salesiana in merito.
Tracce di riflessione personale e comunitaria sopra gli impegni della professione religiosa
Le tracce seguenti si possono usare per l'esame di coscienza personale e comunitario, soprattutto in occasione dei ritiri. E importante che siano inserite in un clima di preghiera e di discernimento spirituale.
All'interno di queste tracce si inseriscono due proposte di esame di coscienza.
CANTO DI INIZIO
SALUTO DEL CELEBRANTE
C Fratelli, siamo qui riuniti per verificare nella luce della Verità, che è Cristo Signore, la nostra fedeltà alla sua chiamata.
Lasciamoci interrogare dal suo amore che ci vuole sempre più vigilanti e disponibili a corrispondere al suo piano di salvezza.
ORAZIONE
C Signore Gesù, noi ti abbiamo seguito:
manda a noi il tuo Spirito di Verità
perché possiamo verificare la nostra fedeltà
alla tua chiamata e rinnovare ancora una volta
il nostro impegno di conformarci a te
e al tuo Vangelo.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
T Amen.
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ESAME DI COSCIENZA
* A *
Il Vangelo e la Regola:
via sicura per vivere la nostra chiamata alla santità
Si possono privilegiare di volta in volta alcuni aspetti oppure scegliere qualche spunto per ogni tema.
I. Dinamismo di conversione (Cost. 90)
«Siate perfetti come il vostro Padre è perfetto» (Mt 5,48). «Ogni salesiano assume la responsabilità della propria formazione. Docile allo Spirito Santo, sviluppa le sue attitudini
i doni della grazia in uno sforzo costante di conversione
di rinnovamento...» (Cost. 99).
«Il sacramento della Riconciliazione porta a compimento l'impegno penitenziale di ciascuno e di tutta la Comunità» (Cost. 90).
— Sono caduto nello stato deplorevole della mediocrità spirituale?
— Ho fatto la pace con le mie mancanze e i miei difetti?
— Sono sceso a compromessi gravi che bloccano la mia vita spirituale?
— Qual è stato il frutto dell'ultimo ritiro? Degli esercizi spirituali?
— Sono docile allo Spirito Santo sviluppando le attitudini e i doni della sua grazia?
— So accostarmi al sacramento della Riconciliazione con fede
e con la frequenza dovuta?
— Sono fedele all'esame di coscienza personale?
II. La carità pastorale al centro dello spirito salesiano (Cost. 10)
«Io sono il buon Pastore. Il buon Pastore dà la vita per le sue pecore» (Gv 10 , 11) .
«Don Bosco ha vissuto e ci ha trasmesso, sotto l'ispirazione di Dio, uno stile originale di vita e di azione: lo spirito salesiano. Il suo centro e la sua sintesi è la carità pastorale... è uno slancio apostolico che ci fa cercare le anime e servire solo Dio» (Cost. 10).
— La mia vita è dominata dall'ansia pastorale e apostolica?
790

— Dedico il mio tempo e le mie forze alla missione salesiana che mi è affidata?
— Perdo tempo e spreco i doni ricevuti nella ricerca di me stesso e delle mie comodità?
— Mi preoccupo di conservare, migliorare e aggiornare la mia competenza educativa e pastorale?
Con i giovani (Cost. 14)
— L'amore ai giovani dà significato a tutta la mia vita?
— Offro generosamente per il loro bene tempo, doti e salute?
— Sono aperto, cordiale, sempre pronto all'accoglienza?
— Sono per loro padre, fratello e amico?
— Pratico l'amorevolezza e lo spirito salesiano?
— Mi lascio scoraggiare dalle difficoltà?
— So diffondere la gioia e l'ottimismo?
— La temperanza rafforza in me il dominio di me stesso per mantenermi costantemente sereno?
— Ho spirito di iniziativa?
— Verifico periodicamente il mio lavoro?
— Studio e imito Don Bosco come Padre e Maestro?
III. Comunione fraterna e apostolica (Cost. 49)
«La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuor solo e un'anima sola» (At 4,32).
«Vivere e lavorare insieme è per noi salesiani un'esigenza fondamentale... per questo ci riuniamo in comunità, nelle quali ci amiamo fino a condividere tutto in spirito di famiglia e costruiamo la comunione delle persone» (Cost. 49).
— So lavorare con spirito di corresponsabilità e di collaborazione?
— Evito le discordie, le divisioni, le gelosie e le rivalità?
— Mi sento membro vivo della mia comunità?
— Partecipo fedelmente e attivamente alle riunioni comunitarie?
— Do il mio contributo per creare nella comunità un vero spirito di famiglia?
— Evito la maldicenza e la mormorazione?
— So perdonare, facendo all'occorrenza il primo passo verso la riconciliazione?
— So amare anche chi mi è antipatico e chi mi ha offeso?
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— Coltivo il senso di appartenenza alla mia Ispettoria?
— Partecipo alla vita della parrocchia e della diocesi?
— Nutro un vero amore per la Chiesa con una rinnovata coscienza ecclesiale?
IV. Vita di obbedienza (Cost. 64)
«Mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato» (Gv 4,34).
«Con la professione di obbedienza offriamo a Dio la nostra volontà e riviviamo nella Chiesa e nella Congregazione l'obbedienza di Cristo» (Cost. 64).
— Vivo l'obbedienza nello stile salesiano dello spirito di famiglia?
— Obbedisco «con animo ilare e con umiltà»?
— Se sono superiore, oriento, guido e incoraggio facendo un uso discreto dell'autorità?
— Nella mia obbedienza so coltivare la corresponsabilità, collaborando anche quando i miei punti di vista sono diversi?
— Obbedisco con fede riconoscendo nel Superiore un segno che Dio mi offre per discernere la sua volontà?
— Faccio del colloquio con il Superiore un «momento privilegiato di dialogo» per il bene mio e quello della comunità?
— Mi preoccupo di conoscere e di seguire i documenti del magistero del Papa e dei Vescovi?
V. Vita di povertà (Cost. 72)
«Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi...» (Mt 19,21).
«Chiamati ad una vita intensamente evangelica, scegliamo di seguire il Salvatore che nacque nella povertà, visse nella privazione di tutte le cose, e morì nudo in croce» (Cost. 72).
— Vivo nel distacco dai beni terreni con un tenore di vita povero?
— Accetto di dipendere dal superiore e dalla comunità nell'uso dei beni temporali?
— Pratico lo spirito di povertà anche a costo di qualche incomodo e sofferenza?
— Condivido fraternamente i frutti del lavoro, i doni, i talenti, le energie, le esperienze?
792
— Lavoro operosamente ogni giorno associandomi ai poveri che vivono della propria fatica?
VI. Vita di castità (Cost. 80)
«Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio» (Mt 5,8). «Seguiamo da vicino Gesù Cristo, scegliendo un modo intensamente evangelico di amare Dio e i fratelli senza divisione del cuore» (Cost. 80).
— Vivo la castità come amore indiviso a Dio e ai giovani?
— Questa virtù «irradiante» mi porta ad amare schiettamente i giovani rendendomi capace di educarli all'amore e alla purezza?
— La castità esige un quotidiano impegno di fedeltà: pratico dunque la necessaria mortificazione e custodia dei sensi?
— Faccio uso discreto e prudente dei mezzi di comunicazione sociale?
— Uso i mezzi naturali che giovano alla salute e all'equilibrio psicologico?
— Soprattutto ricorro ai mezzi soprannaturali della preghiera e dei sacramenti?
— Ho una guida spirituale a cui ricorrere nei momenti di prova e di difficoltà?
— Ricorro con filiale fiducia a Maria Immacolata e Ausiliatrice perché mi aiuti ad amare col cuore di Don Bosco?
VII. Vita di preghiera (Cost. 86)
«Bisogna sempre pregare senza mai stancarci» (Le 18,1). «Docile allo Spirito Santo, Don Bosco visse l'esperienza di una preghiera umile, fiduciosa e apostolica, che congiungeva spontaneamente l'orazione con la vita... La preghiera salesiana è gioiosa e creativa, semplice e profonda; si apre alla partecipazione comunitaria, è aderente alla vita e si prolunga in essa» (Cost. 86).
Preghiera personale (Cost. 93)
— Riservo nella mia giornata spazi sufficienti di preghiera e di silenzio in cui esprimo il mio modo personale di essere figlio di Dio?
— Sono fedele alla pratica della orazione mentale?
793
— Mantengo l'unione con Dio che mi porta a celebrare la liturgia della vita?
Preghiera comunitaria liturgica (Cost. 87-89)
— Ho quotidianamente in mano la Sacra Scrittura per alimentare la mia preghiera?
— La celebrazione eucaristica è veramente l'atto centrale quotidiano che illumina la mia giornata?
— Celebro la Liturgia delle Ore con la dignità e il fervore che Don Bosco raccomanda? Sono fedele anche alle parti non recitate in comune?
— Come vivo i misteri del Signore nelle celebrazioni dell'anno liturgico e della domenica?
— Sono fedele nel partecipare attivamente ai ritmi comunitari di preghiera portando il mio contributo di animazione?
— Conosco e rispetto le disposizioni e norme della Chiesa circa il culto divino?
Devozioni salesiane (Cost. 88-92)
— La presenza dell'Eucaristia è per me motivo di frequenti visite per attingere dinamismo e costanza per la mia vita spirituale?
— So dare alla Madre di Dio un posto singolare nella mia vita di apostolo salesiano?
— Nutro per lei una devozione filiale e forte?
— La prego volentieri col Rosario?
— Prego Don Bosco e i nostri santi Patroni?
B
Dio è carità e ci chiama alla perfezione della carità
Riportiamo anche questa traccia suddistinta in più argomenti per fornire maggiore varietà nell'esame di coscienza. Si possono privilegiare alcuni aspetti oppure scegliere qualche spunto per ogni tema.
I. Vocazione alla santità
Essere cristiani significa essere inseriti nel mistero della morte-risurrezione di Gesù. Tale incorporazione in Cristo e nella Chiesa si realizza mediante la fede e il Battesimo. La vocazione cristiana fa di noi dei testimoni di Cristo: è nostro dovere rendere Cristo presente nel mondo di oggi nelle parole, nelle azioni e con l'intera esistenza.
794
Un dono e un impegno
— Ho coscienza che il mio inserimento in Cristo è un dono da sviluppare con un impegno sempre rinnovato di fedeltà alla grazia? Con sempre più perfetta partecipazione alla vita e alla missione della Chiesa?
— Sono convinto di essere chiamato alla santità?
Morire ogni giorno con Cristo...
— Sono convinto che la vita religiosa mi mette nella condizione migliore perché la grazia battesimale abbia in me il suo pieno sviluppo?
— Sono realmente persuaso che tutto questo esige da me un continuo sforzo di rinnovamento e una continua conversione?
— Sono disposto ad assolvere alla mia missione di testimone attraverso un quotidiano morire e risorgere? Morire all'egoismo e alla sensualità, al conformismo e al compromesso?
Risorgere con lui
— Sono disposto a risorgere tutti i giorni a una vita nuova fatta di totale donazione a Cristo nel servizio degli altri, di completa docilità allo Spirito che Cristo mi ha inviato per santificami, di consapevolezza della mia responsabilità di crescita del Corpo Mistico?
— Sono cosciente che per vivere, per corrispondere alla mia vocazione cristiana e religiosa ho assoluto bisogno dell'aiuto misericordioso di Dio? Lo chiedo al Signore Gesù, Maestro e modello di ogni perfezione?
— Invoco ogni giorno lo Spirito Santo, intimo animatore della mia santità? Ricorro con fiducia a Maria Santissima che attende con cuore di madre a formare Cristo in me?
Il. Vita di fede, speranza e carità
La santità si costruisce con fede viva che accende la speranza e opera per mezzo della carità. La fede viva è la risposta fiduciosa dell'uomo alla Parola di Dio; è l'adesione vitale al suo disegno di salvezza nella storia e nella vita di ognuno.
795
La fede viva accende in noi la speranza, la fiduciosa certezza, basata sulla promessa di Dio, della nostra piena riuscita in Cristo, col raggiungimento della salvezza e della felicità. Vivere nella carità è amare Dio e gli altri come Cristo ha amato il Padre ed ha amato noi, fmo a dare la sua vita per la gloria del Padre e per la salvezza del mondo.
Per me vivere è Cristo
Mi limito a ciò che è visibile, ragionevole, senza scorgere la presenza e l'intervento di Dio nella mia vita? Posso dire che Gesù Cristo è entrato pienamente nella mia vita? Che per me vivere è Cristo? Che la mia vita non ha senso senza di lui? Considero i confratelli, i giovani, come fratelli di Cristo e templi viventi dello Spirito Santo? Vedo nei superiori i rappresentanti di Dio? Coloro che mi manifestano la volontà del Padre? Giudico gli avvenimenti della mia vita, della casa, della Congregazione, della Chiesa, del mondo, alla luce del Vangelo?
La fede si fa preghiera
La mia fede si trasforma in preghiera filiale e spontanea? Ho lo spirito della vera preghiera, che è anzitutto lode, adorazione, ringraziamento continuo, che ci fa vivere in una perenne azione di grazie? So pregare il Padre, in unione con il Figlio nello Spirito Santo? Che cosa faccio per approfondire e alimentare la mia fede?
La fede nasce dall'ascolto
So ascoltare la Parola di Dio? Sono assiduo nella lettura riverente e religiosa della S. Scrittura? Alimento la mia pietà e la mia azione alle fonti della rivelazione? So partecipare con fede alla Liturgia della Chiesa? Ho forse una concezione puramente esteriore dei sacramenti, esponendoli così all'inefficacia? Metto l'Eucaristia e le celebrazioni dell'anno liturgico al centro della mia vita spirituale?
796
Una vita protesa in avanti
Vivo sempre realmente proteso verso la mia mèta definitiva? Cedo volontariamente alla tentazione di crearmi una vita comoda e di mendicare comodità e gioie da questa vita come pieno appagamento della mia sete di felicità che solo Dio può colmare? La certezza che tutti insieme risorgeremo e saremo pienamente felici con Cristo risorto, fa nascere in me la forza e il coraggio necessario per lavorare all'estensione del Regno, per sopportare le pene e le difficoltà di questo terreno pellegrinare? Ho presente che la mia unione con Gesù Cristo converte il mio lavoro e le mie sofferenze in fonte di salvezza e di felicità vera per me, per la Chiesa, per tutto il mondo?
Una attesa operosa
Posso dire di attendere la salvezza solo da Dio e di vivere nell'attesa del ritorno di Cristo, «speranza della gloria»? D'altra parte, sono forse di coloro che si rifugiano nella speranza per evadere dall'impegno temporale ed eludere la propria responsabilità nella costruzione di un mondo più giusto e più umano? Nell'attesa della completa Redenzione, mi sento solidale col destino di tutti gli uomini, miei fratelli?
Dedizione totale sull'esempio di Gesù
Ho presente che, come membro di quella Chiesa la cui legge e vincolo supremo è la carità, devo essere la continuazione visibile dell'amore di Cristo nel mondo? Sono disposto a dare e a sacrificare tutto per amore di Cristo e degli uomini? Ho la convinzione che tale amore non è solo un sentimento passeggero, ma che consiste nell'unione costante della mia volontà con quella di Dio? Sono convinto che devo mettere tutte le doti ricevute e acquisite al servizio di Dio e del prossimo?
Disponibilità, scambio, unità
Comunico ai fratelli con cordialità i beni che Dio mi ha dato? Credo e collaboro alla circolazione dei beni di ogni genere nel Corpo Mistico? Sono disponibile, stando al mio posto, col massimo di capacità e col massimo di apertura, per dare e per ricevere dagli altri? Credo che l'unità del nostro essere nel Corpo Mistico esige pure un operare in unità?
797
So veramente discutere senza spirito di autogiustificazione, in una prospettiva di verità nella carità? Conosco e studio i metodi e le tecniche che rendono efficace la nostra azione a salvezza dei fratelli?
Perdono generoso e comprensione
So perdonare senza sottintesti e senza reminiscenze vendicative? Prego anche per chi mi è antipatico, per chi non mi comprende, mi ostacola, mi disprezza, mi fa del male? Sono cortese e amabile con lui? So comprendere tutti? Sono convinto che nella mia vita tutto deve essere fatto per amore? Sono convinto che l'egoismo è il più grave dei peccati e che «chi non ama rimane nella morte»?
Amare tutti
Il mio amore effettivo e affettivo è veramente universale? Posso dire di amare il Signore Gesù appassionatamente e totalmente? Concepisco la mia vita cristiana come lo sviluppo progressivo di una esaltante amicizia con Cristo? Nella osservanza dei miei doveri morali e religiosi, sono spinto da vero spirito filiale, o non piuttosto da timore servile o da freddo legalismo?
CONCLUSIONE
C Pietà di noi, Signore.
T Contro di te abbiamo peccato.
C Signore, che ci hai chiamati a seguirti nell'obbedienza al Padre, abbi pietà di noi. T Signore, pietà.
C Cristo, che ti sei fatto povero
per donare a noi la ricchezza del tuo perdono,
abbi pietà di noi. T Cristo, pietà.
C Signore, che ci hai chiamati ad amarti con cuore indiviso, abbi pietà di noi. T Signore, pietà.
798

C Preghiamo.
O Signore, tu vuoi che diventiamo sempre più simili
a Cristo tuo Figlio:
donaci la forza per correggere
ciò che è difforme da lui
e tradurre in pratica ciò che abbiamo visto a lui conforme.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Verifica comunitaria
sul Discorso della montagna
Le Beatitudini appaiono sempre come il manifesto programmatico di vita che Cristo ci ha lasciato.
Il testo ci interpella profondamente, sia come singoli che come comunità, e ci stimola a verificare la nostra vita.
Il testo di Matteo può essere usato in vari modi e contesti. Se ne potrà scegliere qualche parte da leggere nelle celebrazioni. Nella proclamazione del Vangelo, dopo ogni parte, il lettore lascerà qualche istante di silenzio per il confronto personale con la Parola di Dio.
CANTO INIZIALE
SALUTO DEL CELEBRANTE DIALOGO D'INIZIO
C La tua Parola, o Signore, è lampada al mio piede e luce alla mia strada.
T Allontana da me la via della menzogna, dammi per grazia la tua legge.
C Preghiamo.
O Signore, la tua parola di verità
mette in luce la menzogna della nostra vita:
apra il nostro cuore alla speranza
per incamminarci nella via della fedeltà
al tuo Vangelo.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
799
ASCOLTO DELLA PAROLA DI DIO
Dal Vangelo secondo Matteo
— Noi crediamo, sull'esempio e sulla parola di Gesù, alla verità delle Beatitudini e ci impegniamo a vivere Ia novità del Vangelo (Mt 5,3-10).
— In un mondo dominato dal peccato, vivere come Gesù le Beatitudini è impossibile senza soffrire (Mt 5,11-12).
— Se perdiamo la nostra identità cristiana diventiamo inutili (Mt 5,13).
— Se viviamo le Beatitudini come Gesù, diventiamo la luce del mondo (Mt 5,14-16).
— Gesù è il compimento della Legge: chi lo segue vive la nuova giustizia (Mt 5,17-20).
— Beati gli operatori di pace: la volontà di comunione fa prendere l'iniziativa della Riconciliazione (Mt 5,21-26).
— Beati í puri di cuore: per vivere la purezza è necessaria una decisione radicale di eliminare con sacrificio ciò che vi si oppone (Mt 5,27-32).
— Beati i leali: limpidezza e sincerità con Dio e con i fratelli (Mt 5,33-35).
— Beati i miti: la forza di non rendere male per male ma di vincere il male con il bene (Mt 5,36-42).
— Beati i misericordiosi: amare tutti incondizionatamente, anche chi non ci ama, come fa Dio (Mt 5,43-48).
— Alieni da ogni ipocrisia: nel nostro servizio ai poveri...
(Mt 6,1-4).
— ...nella preghiera personale (Mt 6,5-13).
— ...nel perdono fraterno (Mt 6,14-15).
— ...nel digiuno (Mt 6,16-18).
— Beati i poveri: scegliamo la povertà per scegliere Dio... (Mt 6,19-24).
— ...per riporre in lui la nostra fiducia ed essere disponibili per il servizio del Regno (Mt 6,25-34).
— Autocritica e conversione personale come condizione della correzione fraterna (Mt 7,1-5).
— Una preghiera fiduciosa e perseverante (Mt 7,6-12).
— Senza rinuncia e vigilanza non c'è fedeltà al Vangelo (Mt 7,13-14).
— Le azioni rivelano chi siamo (Mt 7,16-20).
800
— Non basta dire o ascoltare la Parola: bisogna viverla (Mt 7,21-29).
CONCLUSIONE
C La tua misericordia è grande, o Signore. T Secondo i tuoi giudizi fammi vivere.
C Insegnami la via dei tuoi decreti.
T Signore, la osserverò fino alla fine.
C Preghiamo.
O Signore,
che hai illuminato la nostra anima
con la luce della tua Parola:
concedi a noi
di viverla ogni giorno
attingendo alla forza del tuo amore
che perdona e rinnova.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
C Benediciamo il Signore! T Rendiamo grazie a Dio!
Preghiera per la buona morte
Signore del tempo e amante della vita, che chiami l'uomo dall'eternità consacrandolo a un'esistenza senza fine,
a lui consegni la storia
perché sia immagine del tuo amore ai fratelli: ascolta la nostra preghiera!
Accoglici, o Padre, nella tua dimora di pace dove i giusti siedono alla tua destra e cantano le tue lodi. Fa' che in ogni momento di vita
sappiamo desiderare te solo
il tuo regno di gioia infinita.
801
O Cristo, Figlio unigenito,
che hai pregato il Padre
perché il mondo non seduca coloro che hai invitato
ad essere segni e portatori della tua grazia,
aiutaci a chiudere le nostre labbra nel tuo nome,
a consegnare ai giovani un'eredità di amore gratuito
e desiderare te solo.
O Spirito consolatore,
che infondi coraggio a chi ha paura
e speranza al cuore tormentato e afflitto,
accoglici nell'eterno,
dimentica i nostri limiti,
perdona i peccati che hanno ostacolato la tua grazia.
Insegnaci, o Dio onnipotente, ad accumulare tesori nel cielo,
ad amare i poveri con cuore indiviso,
a comprendere e non condannare,
a sperare contro ogni speranza.
L'intercessione di Maria Ausiliatrice,
l'amicizia di Don Bosco e dei santi
ci siano d'aiuto negli ultimi istanti della vita terrena, perché accompagnati dal viatico della vita eterna, possiamo congedarci dagli amici' di questo mondo e incontrare coloro che già ci attendono in cielo. Amen.
Oppure, per impetrare la grazia di non morire di morte improvvisa
Misericordioso Gesù,
tu sei luce infinita,
tu sei amore provvidente,
tu sei perdono per chi spera in te.
Liberaci, ti preghiamo,
dai mali che ci opprimono in questo mondo,
dalla morte improvvisa e dall'eterna condanna.
Dacci la forza di essere perseveranti nella fede
e nella consacrazione religiosa.
Donaci un cuore umile e contrito
perché sappiamo riconoscere il peccato
che ci allontana dal servire te solo nei fratelli.
802
Aiutaci a crescere in santità e sapienza per disporci con cuore puro e indiviso all'eterno banchetto del cielo.
La tua grazia,
l'intercessione di Maria Ausiliatrice,
di san Giovanni Bosco, di san Francesco di Sales
dei membri glorificati della Famiglia Salesiana
e l'amicizia di tanti fratelli in cielo e in terra
ci assistano nell'ultimo giorno.
Amen.
Primo schema di conclusione del ritiro: LA NOSTRA VITA È UN CAMMINO VERSO IL PADRE
CANTO INIZIALE
C Nel nome del Padre...
C La pace, la carità e la fede
da parte di Dio Padre
e del Signore nostro Gesù Cristo
sia con tutti voi.
T E con il tuo spirito.
G Chiediamo al Padre che la nostra vita trascorra in un'attesa vigilante e che la nostra morte sia, come quella di Cristo, un passaggio da questo mondo a lui.
C O Dio, nostro Padre,
che ci hai donato in Cristo
la speranza che vince la morte,
concedi che la nostra vita
sia un servizio fedele e vigilante,
nella sobrietà, nella preghiera
e nella perseveranza,
perché siamo pronti ad accogliere
il Signore Gesù quando tornerà
per introdurci nella tua casa.
Tu che hai accolto
il sacrificio dal Calvario
803
per la salvezza del mondo concedi che la nostra morte sia una pasqua:
il compimento di una vita donata nell'amore,
l'abbandono fiducioso dei figli nelle tue braccia di Padre, nell'attesa della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
C A Cristo che ci ha chiamati chiediamo la grazia
di camminare con i suoi discepoli (cf Lc 9,23-27).
G O Signore,
tu ci hai chiamati alla tua sequela.
T Donaci la forza di rinnegare noi stessi
per seguirti.
G O Signore,
tu nel dolore della croce hai redento il mondo.
T Aiutaci a camminare ogni giorno dietro di te, con la nostra croce.
G O Signore,
tu hai donato la vita per noi.
T Insegnaci a perdere la nostra vita per causa tua.
G O Signore,
tu ci hai donato una nuova vita. T Aiutaci a non perdere noi stessi
nell'attaccamento ai beni di questo mondo.
G O Signore,
tu hai testimoniato fino alla morte
la verità.
T Donaci di non vergognarci mai di te
di fronte agli uomini
per essere degni di sedere con te al banchetto del cielo.
G Invochiamo lo Spirito, pegno di risurrezione, perché guidi nell'amore e nella pace la nostra vita di risorti.
804
C Spirito della vita,
dono del Signore risorto,
aiutaci con la tua grazia
a camminare in novità di vita
nella carità e nella verità.
Insegnaci ad essere
costruttori di unità e di pace,
capaci di donare, come Cristo,
la nostra vita,
per la salvezza dei giovani.
Aiutaci a morire ogni giorno a noi stessi
per vivere come figli di Dio,
testimoni di risurrezione
nella gioia e nella speranza.
T Amen.
Secondo schema di conclusione del ritiro:
LA MORTE IN CRISTO DIVENTA UNA PASQUA
C Nel nome del Padre...
C il Signore è mia luce e mia salvezza.
T Il Signore è la fortezza della mia vita, mio rifugio di età in età.
C Insegnaci, o Signore, a contare i nostri giorni.
T E verremo a un cuore di sapienza.
C L'uomo, i suoi giorni come l'erba, fiorisce come fiore del campo.
T Ma l'amore del Signore è da sempre e per sempre su quelli che lo temono.
C O Dio, nostro Padre,
che nella Pasqua di Cristo
hai fatto della morte
il passaggio alla vita:
apri alla speranza i nostri cuori
e conservali vigili nell'attesa.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
805
IL PECCATO E LA MORTE
L Per opera di un solo uomo il peccato entrò nel mondo e attraverso il peccato la morte; così la morte passò su tutti gli uomini, perché tutti peccarono (Rm 5,12).
• Padre onnipotente,
tu ci chiami alla vita e all'amore:
T concedi che la morte, frutto del nostro peccato, sia passaggio fiducioso alla tua casa.
G O Signore Gesù,
tu hai voluto morire in croce
perché la nostra morte non fosse senza speranza: T insegnaci ad accogliere il mistero della morte nell'obbedienza alla volontà del Padre.
G Spirito d'amore,
che hai guidato Gesù
a donare la vita per noi:
T concedi che la nostra morte
sia in Cristo dono di salvezza per il mondo.
L'OBBEDIENZA E LA VITA
L Come per la colpa di uno solo ricadde su tutti gli uomi ni una condanna, così per l'opera di giustizia di uno solo perviene a tutti gli uomini la giustificazione che dà vita. Per la disobbedienza di un solo uomo gli altri furono costituiti peccatori, per l'obbedienza di uno solo gli altri sono costituiti giusti (Rm 5,18-19).
G O Padre buono,
noi ti rendiamo grazie:
T non ci hai abbandonati in potere della morte ma in Cristo ci hai chiamati a nuova vita.
G Signore Gesù,
obbediente fino alla morte:
T donaci di camminare sulle tue orme nell'obbedienza e nell'amore.
• Spirito della vita
che abiti in noi,
T aiutaci a portare frutti di giustizia per la vita eterna.
806

L'ATTESA OPEROSA DELLA PIENEZZA
L Già adesso siamo figli di Dio, e ancora non è manifesto quello che saremo. Sappiamo che quando si manifesterà, saremo simili a lui, perché lo vedremo quale è (1 Gv 3,2).
• Padre,
tu ci chiami alla gioia del banchetto eterno:
T donaci di conservare splendente l'abito della tua grazia
che ci hai donato nel Battesimo.
G Cristo Signore,
che ritornerai alla fine dei tempi,
T concedi che sappiamo fare buon uso dei talenti che ci hai dato.
• Spirito Santo,
pegno della nostra risurrezione:
T aiutaci a vivere nella vigilanza e nella preghiera, come servi fedeli,
per essere pronti ad accogliere il Signore.
PREGI-IIERA ALLA VERGINE
C Vergine Maria,
porta del Cielo,
assunta con il tuo corpo
nella gloria del tuo Figlio Gesù,
prega per noi adesso e nell'ora della nostra morte.
Tu che sei segno certo della nostra speranza,
aiutaci a percorrere nella fedeltà
il nostro cammino,
perché possiamo giungere
alla gioia perfetta nella casa del Padre.
T Amen.
BENEDIZIONE E CANTO FINALE
807

3. SCRUTINI
(preghiera, fraternità, povertà)
3.1. LA NECESSITÀ
DI MOMENTI DI VERIFICA COMUNITARI
Il Padre, consacrandoci ad essere modello di vita evangelica, ci ha affidato un progetto da realizzare. Liberamente abbiamo scelto di attuare questo invito vivendo in una comunità che cresce con il cuore di Don Bosco, interessandosi della gioventù povera e abbandonata.
Come persone in cammino verso la santità, alimentiamo questa crescita con l'ascesi interiore: questa trova la sua espressione privilegiata nella liturgia. Come peccatori che in Cristo ritrovano garanzia di conversione e proposta di annuncio ai fratelli, dobbiamo verificare continuamente il nostro operato, sia comunitariamente che individualmente, al fine di elaborare nel ritmo della nostra esistenza particolare un progetto organico che evidenzi l'unità vocazionale della missione salesiana e la personale maturità spirituale.
I momenti di verifica individuale sono nell'ambito di un discernimento orante; i momenti comunitari di verifica presumono la presenza dello Spirito di vera sapienza, il compiacimento della Vergine Ausiliatrice e l'intercessione paterna di Don Bosco, per cui sono espressione dello spirito di famiglia e accettazione delle diversità di ruoli, di età e di sensibilità spirituale. Queste verifiche sono dunque uno stimolo per imparare a lavorare insieme, per scoprire le doti vicendevolmente, per correggere abitudini negative affinché la comunità coltivi nei suoi membri le qualità del nostro santo Fondatore.
808
Molteplici sono i settori in cui urgono scadenze di verifica. A raggio ispettoriale occorre verificare la propria presenza apostolica nel territorio (Cost. 58), sia per quanto riguarda i destinatari che sulle attuazioni dei mandati capitolari generali (Cost. 171,3) e ispettoriali (Reg. 167,2); si deve inoltre riflettere in un progetto globale sulla validità delle singole opere (Cost. 41; Reg. 13). Non si possono dimenticare momenti di verifica con la Chiesa locale e con gli altri religiosi di un dato territorio, data la necessità di collaborazione pastorale tra le varie istituzioni ecclesiali (Cost. 13.42.48. 57.157). A livello deI lavoro svolto in un'opera particolare occorre una programmazione annuale (Reg. 184,3), che è un momento consuntivo e progettuale, affrontando pure i problemi concernenti la presenza degli altri membri della Famiglia Salesiana e la collaborazione dei laici (Reg. 148). Le comunità formatrici avranno, come indicato dai Regolamenti, momenti precisi di verifica (Reg. 78.81.86).
La dimensione più specificamente spirituale si verifica negli «scrutinia fraternitatis, orationis, paupertatis» (Reg. 65.174), che si possono inserire nei ritiri o in altri momenti di incontro della comunità.
Denominatore comune degli aspetti sovraelencati è l'affiato spirituale con cui devono essere condotti, per cui si suggerisce di intesserli con opportune celebrazioni e preghiere.
Le proposte celebrative possono essere molteplici e variare a misura delle esigenze particolari. Suggeriamo qualche schema indicativo relativo ai tre scrutini, quale sussidio utile ad agevolare la creatività dei confratelli che né usufruiranno. I temi della preghiera, fraternità e povertà non esauriscono però le possibili celebrazioni comunitarie di verifica: per esempio, si può incentrare l'attenzione sull'attività pastorale, sul progetto educativo, sulla formazione, sul ridimensionamento... La struttura degli schemi che presentiamo prevede: un inno, la preghiera dei salmi, l'ascolto della Parola, la traccia di verifica, una preghiera comune o responsoriale e una conclusione.
809
3.2. INSCRUTINIUM ORATIONIS»
Fonti principali del Magistero in cui trovare spunti per aiutare la riflessione: SC, PC, MuR, ET. Fonti salesiane: Costituzioni e Regolamenti, determinazioni capitolari, Ratio, manuale del Direttore. Il materiale è reperibile attraverso gli indici analitici. Non è da dimenticare il pensiero di Don Bosco raccolto nelle Memorie Biografiche, nelle sue Opere edite, nelle Circolari e nella tradizione salesiana, specie dei primi tempi, in cui è ancora viva la memoria carismatica del Fondatore. Da queste fonti, e da altre produzioni significative del Magistero pontificio e dei Superiori maggiori, di volta in volta si trarranno suggerimenti utili per rilevare qualche aspetto specifico, avendo cura di evidenziare questi scrutini come tappe di un unico cammino. Il momento comunitario deve essere preceduto da un esame di coscienza personale, suggerendo ai confratelli gli spunti di riflessione attraverso le fonti sopra elencate.
Primo schema di celebrazione in occasione dello Scrutinium orationis:
PREGHIAMO CON IL CUORE DI DON BOSCO
INNO
INVITO ALLA PREGHIERA
PREGHIERA SALMIC A
Salmo 15: Scegliere Dio come unico Dio e invocarlo con cuore attento.
Ant, Loderò il Signore poiché guida i miei passi (recita responsoriale o a cori alterni).
Orazione salmica.
C Preghiamo.
O Signore onnipotente,
noi ascoltiamo la tua voce
e il nostro cuore si riempie di gioia in te:
guidaci sulla via della santità
per godere il tuo volto in eterno.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
810
Salmo 16: La preghiera si fa vita di carità e giustizia.
Ant. L'anima del giusto canterà le lodi di Dio.
Orazione salmica.
C Preghiamo.
O Dio altissimo,
solo il tuo nome è santo:
aiutaci a vivere in unione con te e con i fratelli
per celebrare insieme la tua gloria
nella preghiera fiduciosa e nella carità attenta.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Salmo 61: La preghiera è desiderio di Dio.
Ant. L'anima mia ha sete del Dio vivente.
Orazione salmica.
C Preghiamo.
O Dio, Signore di ogni cosa,
che tutto hai fatto con sapienza e amore,
aiutaci a desiderare te solo
e a crescere nella santità con coloro che, come noi,
condividono le sorti del terreno pellegrinaggio.
T Amen.
ASCOLTO DELLA PAROLA
l Ts 5,16-26: Preghiera incessante, gioia e pace.
VERIFICA DELLA NOSTRA PREGHIERA COMUNITARIA
La comunità può essere guidata nella verifica della propria vita di preghiera. Dopo l'enunciazione dei punti elencati nella traccia proposta in fondo, ogni confratello, in clima di spirituale raccoglimento, potrà intervenire con le proprie riflessioni. Se l'esame invece precede o segue l'azione celebrativa, dopo la lettura ci potrà essere una breve omelia e una pausa di silenzio.
INTERCESSIONI
C «Don Bosco fu sempre un modello a tutti noi nella preghiera» (MB 3,589). Invochiamo insieme il Signore, perché ci rendiamo disponibili a seguire l'esempio del nostro Padre in una vita attiva e sempre attenta a contemplare le cose di Dio.
811
G «Con lo spirito e il cuore fisso in Gesù Sacramento, Don Bosco viveva in continua preghiera [...]. Egli pregava sempre. In lui l'unione con Dio era continua; nelle conversazioni, dagli argomenti più ordinari sapeva elevarsi a Dio, e ciò senza essere noioso e pesante» (MB 4,453: 12,371).
Breve riflessione.
GT Padre,
il tuo Santo Spirito ha guidato Don Bosco
a vivere in unione con te
in una continua preghiera.
Tu gli hai dato di leggere
gli eventi della vita
con uno spirito nuovo.
Donaci fede ardente
perché viviamo costantemente alla tua presenza
e testimoniamo ai giovani
la gioia della tua vicinanza.
G «Vi furono persone pie, ed anche religiose, alle quali non sembravano opportune queste molteplici funzioni sacre ed obiettavano aver ragione di temere che i giovani le prendessero in uggia.
Ma Don Bosco rispondeva sempre: "Diedi il nome di Oratorio a questa casa per indicare ben chiaramente come la preghiera sia la sola potenza sulla quale dobbiamo fare assegnamento, e si recita il santo Rosario perché fin dai primi istanti misi me stesso ed i miei giovani sotto la protezione immediata della Santissima Vergine'
D'altronde aveva saputo introdurre tanta varietà in queste pratiche, che la folla dei giovani non dava segni di noia» (MB 3,110).
T Signore,
aiutaci a comprendere davvero
l'insegnamento di Don Bosco;
a fare delle nostre case
il luogo della gioia e della preghiera,
812
ad affidarci alla tua presenza e alla protezione della Vergine.
G «Pel succedersi incalzante delle sue occupazioni non gli era dato di poter impegnarsi a pregare per lunghe ore del giorno; ma quanto faceva si può dire che raggiungesse la perfezione. Non tralasciava mai di celebrare la S. Messa, anche quando era infermiccio. Più volte chi entrava in sua camera lo vide con il Rosario in mano. Non di rado si doleva di non poter dare una più larga parte del suo tempo all'orazione mentale e vocale; e suppliva con molte giaculatorie, il cui suono però non usciva dalle sue labbra» (MB 3,7).
T Riconosciamo, Padre,
che è necessario dare un tempo alla preghiera nel succedersi incalzante delle occupazioni. Rendici fedeli in questa ricerca;
il tuo spirito ci faccia scoprire
la tua presenza
in ogni gesto che compiamo
e in ogni luogo in cui ci troviamo.
G Don Bosco voleva che ognuno dei chierici o dei preti andasse a recitare le orazioni con i giovani o durante quel tempo si ritirasse in chiesa o in camera, perché il fare diversamente lo giudicava scandalo da evitarsi a qualunque costo (cf MB 5,173).
T Padre,
tu ci chiami ad essere apostoli sempre,
anche quando preghiamo.
Aiutaci a conseguire un autentico spirito di preghiera, perché i giovani apprendano
la gioia e la pace
che provengono dal colloquio con te.
G «Più volte al giorno pregava per sé, per le anime che
gli erano affidate, e in specie per i suoi penitenti» (MB
3,7).
T Signore,
donaci saggezza nel comprendere
la realtà giovanile;
dacci un cuore grande
813
per tenere sempre presenti
nel nostro lavoro e nella nostra preghiera coloro ai quali siamo mandati.
L'esempio di Don Bosco sia per noi di guida nell'interpretare i sentimenti che vivono nell'animo di ogni giovane.
G Don Bosco «esigeva il silenzio perfetto, dalla sera dopo le orazioni fino al mattino seguente dopo la S. Messa. Questo silenzio riputavalo di somma necessità, perché gli animi non divagati potessero conseguire tutto il frutto della preghiera» (MB 6,173). C'è poi chi «era persuaso che Don Bosco vegliasse molte ore della notte e talora la notte intera, pregando» (MB 3,389).
T Signore Gesù,
Don Bosco ti ha seguito nel deserto interiore dove la preghiera si fa intimo colloquio con il divino; in essa egli ha ritrovato luce e forza per compiere la sua missione tra i giovani. Aiutaci a pensare e a ricercare
dei momenti di solitudine e preghiera; solo allora sapremo ringraziarti
per essere Salesiani
e vivere in questo tempo
tra i giovani.
C Don Bosco si nutriva di Dio e con speciale attenzione spirituale pregava per l'adempiersi dei giorni del Regno (cf MB 3,589). Come comunità riunita nel nome del Signore, per un provvidenziale disegno del Padre, invochiamo la presenza dell'Onnipotente su di noi e sui giovani.
T Padre nostro...
C O Dio,
sempre presente alle tue creature,
visita questa comunità riunita nel desiderio sincero
di imparare a pregare con il cuore di Don Bosco.
Ascolta il grido di chi ti invoca
e concedi i tuoi benefici spirituali
a chi ti cerca con cuore sincero.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
814
BENEDIZIONE CANTO FINALE
Secondo schema:
L'ESPERIENZA DELLA PREGHIERA
CANTO
AMMONIZIONE
Chi presiede introduce la comunità alla verifica della propria vita di preghiera.
ATTO PENITENZIALE
C Signore, che lungamente hai pregato il Padre per le sorti dell'umanità, perdona la nostra indolenza nella preghiera.
T Signore, pietà.
C Cristo, che ci hai raccomandati al Padre affinché fossimo in te una cosa sola, dimentica le inadempienze della nostra vita spirituale.
T Cristo, pietà.
C Signore, che nel sacrificio supremo della croce hai pregato per il riscatto dei peccatori, perdonaci per non aver portato innanzi a te i bisogni dei giovani che ci hai affidato.
T Signore, pietà.
PREGHIERA CORALE
Salmo 26: Un'esperienza che dà sicurezza e pace. Ant. Mia luce e mia salvezza è il Signore.
Salmo 41: Un'esperienza che dà il senso alla vita. Ant. Solo in te, o Signore, riposa l'anima mia.
Cantico: Sir 39,13-16a: Come sono grandi le tue opere, o Signore!
Ant. O Signore, contempliamo il tuo volto in ogni tempo.
815
ASCOLTO DELLA PAROLA
Fil 4,4-9: Fratelli, siate lieti nel Signore.
RIFLESSIONE MAGNIFICAT INTERCESSIONI
C Preghiamo il Signore perché ci aiuti a contemplare la sua gloria nell'azione apostolica di ogni giorno; invochiamolo per essere forti nel momento della prova e capaci di infondere coraggio ai giovani.
T Signore, insegnaci a pregare (preghiere spontanee).
C Con la semplicità di Don Bosco, frutto della sua fede profonda, preghiamo insieme colui che è dispensatore di grazia e santità.
GT Padre nostro...
C Padre,
tu vedi la nostra disponibilità
alla tua chiamata;
non lasciarci soli,
non dimenticare Ia preghiera che sale a te ogni giorno
affinché possiamo contemplare la tua grazia,
fare esperienza della tua presenza tra di noi
e trasmettere ai giovani la tua voce di pace e santità.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
BENEDIZIONE CANTO FINALE
Traccia per lo «Scrutinium orationis» a livello comunitario
Preghiera comunitaria in genere
— Nella nostra comunità diamo alla preghiera il posto che le compete? Si notano scissioni tra preghiera e vita apostolica? Il lavoro emargina il tempo di preghiera?
816
— La preghiera aiuta a costruire e a far crescere la comunità?
— Entra essa come elemento di base del discernimento e della ricerca comunitaria della volontà di Dio?
— Diamo ai nostri giovani e alle persone per le quali lavoriamo esempio comunitario di preghiera?
— Possiamo trovare nuove occasioni di preghiera comunitaria insieme con i nostri giovani?
— La regolarità dei ritmi comunitari di preghiera è sufficientemente curata? Vi è assenteismo abituale e diserzione dagli impegni comunitari di pietà?
— L'attività pastorale fuori casa o gli impegni di animazione tra i giovani sottraggono molti confratelli dalla preghiera comunitaria? Ci sono soluzioni possibili per superare queste difficoltà?
— Si è fedeli alle pratiche religiose salesiane, in armonia con la vita liturgica della Chiesa?
Preghiera liturgica
— Vi è nella nostra comunità una viva partecipazione alla preghiera liturgica, con adeguata animazione, creatività e varietà?
— Le celebrazioni liturgiche sono ben preparate, svolte con calma spirituale e curate nel canto?
— Le celebrazioni comunitarie delle Ore sono sufficientemente devote per ispirare raccoglimento e aiutare la riflessione?
L'Eucaristia
— La cura della chiesa o della cappella esprime veramente che l'Eucaristia è il centro della comunità e della vita salesiana?
— Si partecipa volentieri alle celebrazioni comunitarie, programmate in conformità agli impegni della comunità?
— Si rispettano le norme della Chiesa circa il culto e le celebrazioni liturgiche dell'Eucaristia?
— Si cura di iniziare i giovani alla centralità dell'Eucaristia?
— Si praticano visite frequenti all'Eucaristia?
La continua conversione e riconciliazione
— Si curano opportunamente i ritiri mensili, trimestrali e le celebrazioni penitenziali comunitarie?
817
— Si celebrano con la dovuta sensibilizzazione e partecipazione i «tempi forti» della Liturgia?
— Il sacramento della Riconciliazione è considerato come momento privilegiato di conversione interiore vissuta comunitariamente secondo lo spirito salesiano?
Meditazione c lettura spirituale
— Nelle comunità si dà a tutti la possibilità di fare meditazione in comune, almeno a gruppi?
— Le diamo il tempo richiesto e ne favoriamo la creatività delle forme?
— Curiamo di dare contenuti formativi alla lettura spirituale? Ci aiuta a crescere nella conoscenza della spiritualità salesiana e a migliorare la nostra vita di famiglia?
— Diamo un posto adeguato alla «Buona notte»?
3.3. «SCRUTINIUM FRATERNITATIS»
L'esigenza di preparare questi momenti con spunti di riflessione che sensibilizzano la comunità suggerisce di dare ai confratelli testi con cui confrontarsi previamente. Per le fonti da usare si vedano le indicazioni del precedente scrutinio.
Primo schema: UNITI NELLA FRATERNITÀ
INNO INVITO
PREGHIERA COMUNE (recita responsoriale dei salmi e del cantico a cori alterni oppure cantando).
Salmo 132: Canto della fraternità. Ant.Com'è bello, Signore, stare insieme.
Orazione salmica
C O Signore,
che hai creato l'uomo perché godesse del tuo amore,
donaci la gioia di condividere in fraternità la tua grazia
e di essere costruttori del Regno che è già nei nostri cuori. Per Cristo nostro Signore.
818
T Amen.
Salmo 47: Canto per la nuova Sion.
Ant. Dolce e soave è abitare nella tua casa, o Signore.
Orazione salmica
C O Dio di ogni consolazione
che hai promesso una città di eterna liberazione
alla tua umanità,
concedi a noi di anticipare
nelle nostre comunità
l'amore che ci nutrirà eternamente
nella Gerusalemme celeste.
In Cristo Gesù, nostro Signore.
T Amen.
Cantico: Gv 17,20-25: La preghiera di Gesù.
Col 3,12.14-17: Al di sopra di tutto vi sia la carità.
Il cantico può essere proclamato da un solista con un'antifona, oppure recitato in forma responsoriale, o cantato. Occorre dare al brano scritturistico la forma di cantico con opportune interruzioni.
Ant.Fa', o Padre, che siamo un cuor solo e un'anima sola nel Cristo tuo Figlio.
ASCOLTO DELLA PAROLA
Atti 2,42-47: Erano un cuor solo e un'anima sola.
Riflessione o scrutinio introdotto da una ammonizione. I confratelli guidati dalle domande dello schema possono intervenire per verificare la vita di fraternità della comunità.
CANTO DEL MAGNIFICAT
Ant. Esultiamo nello spirito, poiché l'amore di Dio è in noi.
INTERCESSIONI
C Invochiamo da Dio lo Spirito dell'amore e della pace per poter costruire una vera comunità fraterna.
819
O Padre, tu hai posto il vivere e lavorare insieme come esigenza fondamentale e via sicura per la realizzazione della vocazione salesiana:
— aiutaci a creare una comunità in cui ci si ama fino a condividere tutto in spirito di famiglia.
Chiamandoci a vivere in comunità tu ci affidi dei fratelli da amare:
— donaci il tuo Spirito perché formiamo un cuor solo e un'anima sola divenendo per i giovani segni di amore e di unità.
Illuminaci in modo che possiamo scoprire ogni giorno, nonostante le difficoltà, la presenza di Gesù:
— rendici aperti alla correzione fraterna, capaci di offrire a tutti affetto, stima e incoraggiamento.
Rendici attenti ai confratelli anziani e malati, che con la loro presenza sono fonte di benedizione per la comunità:
— arricchiscano lo spirito di famiglia e rendano più profonda Ia carità.
Il ricordo dei confratelli defunti ci aiuti nella continuità della nostra missione:
— affinché il nome di Don Bosco continui attraverso noi tutti a portare gioia di fraternità tra i giovani.
CT Padre nostro...
C O Dio, nella pienezza dei tempi
ti sei rivelato agli uomini
come una comunione di Persone
chiamando tutti a vivere come fratelli:
fa' che guardando a te
progrediamo nella ricerca costante di una vita
che rifletta il tuo mistero
e appaghi le aspirazioni più profonde
del cuore umano.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
820

Secondo schema: UNO SPIRITO FRATERNO
INNO INVITO
PREGHIERA COMUNE
Salmo 130: Fiducia e pace.
Ant.Riposa come un fanciullo l'anima mia.
Salmo 44: Un canto per il fratello. Ant. Dio è mia luce.
Cantico: I Cor 13,1-10: Inno alla carità.
i Gv 4,7-19: Dio fondamento della carità.
Il cantico può essere proclamato da un solista con un'antifona, oppure recitato in forma responsoriale , o cantato. Occorre dare al brano scritturistico la forma di cantico con opportune interruzioni.
ASCOLTO DELLA PAROLA
Col 3,12-17: Nell'amore fondiamo la pace di Cristo.
CANTO DEL MAGNIFICAT
Ant. Con gioia camminiamo nella luce del Signore.
INTERCESSIONI
C Uniti dall'amore di Dio che è il vincolo della perfezione, confermiamo innanzi a lui la volontà di essere un cuor solo e un'anima sola per portare ai giovani la gioia di permanere nell'amicizia vicendevole e nella carità verso ogni fratello.
GT Fa', o Signore, che ci armiamo come tu ci ami.
Intenzioni libere con acclamazione corale. CT Padre nostro...
C Spesso non sappiamo dove trovarti, o Dio, né in quale direzione rivolgerci per gridare la nostra solitudine e la nostra sofferenza.
821
Spesso non percepiamo la tua presenza,
rimaniamo come pietre fredde
che il sole non riesce a scaldare;
la gioia non illumina i nostri occhi
e il canto non sgorga sincero dalle nostre labbra.
Ascoltaci, o Dio,
tu che hai orecchi per tutti
e puoi cambiare i cuori di pietra in cuori di carne:
mandaci il tuo Spirito,
vivifica per mezzo di lui il nostro amore fraterno;
allora certo assaporeremo la tua presenza,
come parola che incoraggia e perdona,
come mano amica che ci aiuta,
come cuore vicino cui confidare un segreto che pesa,
fino a quando cadrà ogni divisione,
ogni lontananza sarà superata
e si rivelerà che noi, molti, siamo Uno,
e ti vedremo in Gesù, tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
T Amen.
Traccia di verifica comunitaria Fraternità come espressione di carità
— Nella nostra comunità si mette a fondamento della comunione fraterna l'incontro comunitario e personale con Cristo nell'Eucaristia, nella Riconciliazione, nella preghiera e nei tempi forti della Liturgia?
— Tra i confratelli della comunità vi è una fraterna condivisione di tutto in spirito di famiglia?
— Vi è accettazione reciproca neI rispetto vicendevole, pur nella diversità delle mentalità?
— Si nota un senso di fraternità-famiglia nei rapporti tra confratelli anziani e più giovani?
— La comunità accoglie il confratello con cuore aperto, lo accetta com'è; oppure si limita alla sola sopportazione?
— I confratelli si sentono impegnati a costruire la comunità in cui vivono, con sano ottimismo, con la pratica fedele del colloquio col Direttore, con la partecipazione attiva ai momenti di vita comunitaria e di incontro?
822

— I rapporti di amicizia investono la nostra vita intera: ore di lavoro, di preghiera, refezioni e distensioni, riunioni e incontri?
— Ci comunichiamo le gioie e le pene nell'affetto vicendevole, e le esperienze e i progetti apostolici in una reale corresponsabilità?
— Si pratica una cordiale ospitalità?
— Nella nostra comunità è troppo diffuso il senso della solitudine? Si nota una mancanza di comunicazione, soprattutto a livello spir'.uale?
Fraternità come appartenenza
— Certe forme di individualismo allontanano i confratelli dalla comunità (preferenza per i lavori più gratificanti e più remunerativi)?
— Si nota una certa fuga della comunità nei momenti di tempo libero (vacanze, week-end, serate passate presso parenti o amici...)?
— La nostra comunità sente l'appartenenza alla ispettoria, si fa carico del suo progetto globale e partecipa alle iniziative ispettoriali?
Fraternità come partecipazione
— Nella comunità ci sono iniziative idonee a suscitare la partecipazione da parte dei confratelli?
— Nella comunità si sente l'impegno non solo di «far sapere...», ma anche di coinvolgere persone e gruppi nelle iniziative e nelle decisioni?
— Si rifugge dal servizio di assolvere compiti di responsabilità, perché nell'anonimato è più facile vivere?
— La nostra partecipazione alla vita della comunità si fa proposta vocazionale ai giovani che incontriamo nel lavoro? Li invitiamo a fare esperienza con noi della missione educativa tra i giovani? O il problema è demandato solo agli organismi ispettoriali?
3.4. “SCRUTINIUM PAUPERTATIS»
L'esigenza di preparare questi momenti con spunti di riflessione che sensibilizzino la comunità suggerisce di dare ai confratelli testi con cui confrontarsi previamente. Per le fonti da usare si vedano le indicazioni del primo scrutinio.
823

Primo schema: STOLTEZZA DELL'UOMO RICCO
INNO
INVITO
PREGHIERA COMUNE
Salmo 48: Riflessioni sulla vanità della ricchezza.
Ant. Non potete servire Dio e il denaro; radunate i vostri tesori in cielo.
Preghiera salmica
C O Signore onnipotente,
che tutto hai fatto con sapienza
e a tutti hai donato il tuo amore,
perdonaci per non aver saputo godere
delle tue ricchezze,
per aver invidiato le sicurezze di questo mondo
e trascurato il grido del povero.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Salmo 38: Lamento sulla fragilità della vita. Ant. Presso di te sono solo un ospite, pellegrino come i miei antenati.
Preghiera salmica
C O Dio provvido e misericordioso,
che hai donato all'uomo la vita
e lo hai segnato con la tua immagine di gloria,
aiuta i nostri giorni,
donaci il coraggio per confidare solo in te
sostenendo l'offesa di chi ti deride,
di chi dimentica la fragilità della vita
e spreca le tue ricchezze.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
824
Cantico: Fil 2,6-11: Cristo si fece povero per salvare l'umanità.
Ant.11 Signore Gesù è vissuto nella povertà della carne per donare le sue ricchezze all'intera umanità.
ASCOLTO DELLA PAROLA
Sir 11,12-28; Le 12,13-21.
Riflessione o scrutinio introdotto da una ammonizione. I confratelli guidati dalle domande dello schema possono intervenire per verificare la vita di fraternità della comunità.
CANTO DEL MAGNIFICAT INTERCESSIONI
C Illuminati dalla Parola di Dio, preghiamo per riuscire a penetrare in profondità nel disegno di Dio e condividere con i fratelli più poveri la gioia di avere un tesoro di grazia in Gesù Cristo.
O Padre, tu hai mandato il Cristo ad annunciare ai poveri il lieto messaggio del regno:
— fa' che non ci lasciamo sedurre dalle potenze del mondo e a somiglianza dei piccoli del Vangelo seguiamo con fiducia Cristo e sperimentiamo la forza del suo Spirito.
Tu respingi i superbi, doni la tua grazia agli umili e ascolti il grido dei poveri e degli oppressi:
— spezza il giogo della violenza e dell'egoismo che ci rende estranei gli uni agli altri; fa' che ci accogliamo come fratelli per diventare segno dell'umanità rinnovata nel tuo amore.
Tu vedi e provvedi a tutte le creature:
— sostienici con la forza del tuo Spirito, perché in mezzo alle fatiche e alle preoccupazioni di ogni giorno non ci lasciamo mai dominare dall'avidità e dall'egoismo, ma operiamo con piena fiducia per la libertà e la giustizia.
Nel mistero del tuo Figlio povero e crocifisso hai voluto arricchirci di ogni bene:
— fa' che non temiamo la povertà della croce, per estendere con autenticità ai nostri fratelli il lieto annuncio della vita nuova.
825
GT Padre nostro...
C O Padre, rinnovaci con il tuo Spirito di verità,
perché non ci lasciamo deviare da bisogni frivoli
e cerchiamo soltanto
gli strumenti necessari al nostro lavoro
per i giovani, specie i più poveri.
Confermaci nella solidarietà verso tutti
e nella riconoscenza verso i benefattori.
Assistici nella nostra missione
affinché l'inutile non ci distolga dal riconoscere
con saggezza il tesoro di santità
che è accumulabile nei cieli.
Il Gesù povero per le strade della Galilea
e umiliato sulla croce,
la povertà e la serenità di Don Bosco
siano per noi modello e guida
nel cammino della nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
CANTO FINALE
Secondo schema: LE BEATITUDINI DEL POVERO
INNO
INVITO
PREGHIERA COMUNE
Salmo 36 (1-11)
Ant. I poveri possederanno la terra e godranno benessere
e pace.
Oppure
Solleviamo i nostri occhi al Signore.
Salmo 24 (1-14)
Ant. Buono e giusto è il Signore: insegna ai poveri la sua volontà.
826
Salmo 112
Ant.I1 Signore rialza da terra il debole, solleva dal fango il povero.
ASCOLTO DELLA PAROLA
Prima lettura: Atti 4,32-37. Responsorio
G Vendete quello che possedete: T procuratevi un tesoro sicuro nei cieli.
G II denaro datelo ai poveri:
T procuratevi un tesoro sicuro nei cieli.
G Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. T Vendete quello che possedete: procuratevi un tesoro sicuro nei cieli.
Seconda lettura: Mt 5,1-12.
Riflessione o scrutinio introdotto da una ammonizione. I confratelli guidati dalle domande dello schema possono intervenire per verificare la vita di fraternità della comunità.
CANTO DEL MAGNIFICAT
INTERCESSIONI
C Preghiamo il Padre che ci renda docili alla voce del suo Spirito, per seguire Cristo sulla via di un'autentica povertà.
G O Padre, tu ci hai chiamati a seguire Cristo sulla via della povertà:
— concedici di vivere la nostra scelta nella gioia, di porre la nostra fiducia nella tua Provvidenza e di donarci pienamente al servizio del Vangelo.
Tu ci hai rivelato che la povertà deve essere sempre un atto di amore verso di te e un vero abbandono filiale alla tua paternità:
— fa' che non la riduciamo a una pura osservanza giuridica.
827
Per mezzo di Colui che è la tua parola hai detto «beati i poveri»:
— fa' che quando la povertà reale ci causa incomodo o sofferenza ci rallegriamo di partecipare con i poveri alla beatitudine che tu hai promesso.
Tu ci inviti a non tenere gelosamente ciò che ci hai dato con generosità:
— rendici capaci di condividere tutto, e la nostra povertà sia un segno del nostro amore alle persone dei nostri confratelli e dei giovani.
Tu ci dài di vivere in questo tempo con il lavoro delle nostre mani:
— concedici di occupare sempre il nostro tempo in un lavoro assiduo e sacrificato per testimoniare agli uomini di oggi il senso umano e cristiano del lavoro.
GT Padre nostro
C O Dio, Padre onnipotente e provvidente, che vesti i gigli dei campi
e tingi d'azzurro i cieli, aumenta la nostra fede, perché ci abbandoniamo nelle tue mani
e diventiamo instancabili operai della tua vigna
fino all'avvento del tuo Figlio,
il Signore nostro Gesù Cristo
che vive e regna con te
nell'unità dello Spirito Santo
per tutti i secoli dei secoli.
T Amen.
Traccia di verifica comunitaria
— Si può dire che la nostra comunità dia veramente testimonianza collettiva di povertà: nell'abitazione semplice e povera, nel tenore di vita sobrio e austero, nella rinuncia a comodità superflue, nell'uso moderato e ragionevole dei divertimenti, nell'impiego utile delle vacanze estive?
828
— Il denaro in casa si spende da poveri oppure dobbiamo lamentare spesso spese non necessarie e non giustificate?
— I confratelli possono chiaramente vedere che coloro che hanno responsabilità amministrativa si considerano non padroni, ma solo amministratori responsabili verso tutta la comunità?
— Tra gli aspetti della povertà ritroviamo la maggiore qualificazione professionale, l'uso di mezzi congrui, la programmazione a lungo dei lavori, di ristrutturazione, l'oculatezza amministrativa in rapporto alle leggi vigenti, il controllo preventivo sulla salute?
— C'è nella comunità una reale e ragionevole uguaglianza nel tenore di vita dei confratelli?
— La parte della casa destinata alla Comunità religiosa è indicativa della nostra povertà e della realtà di famiglia che prevede spazi in comune da gestire con l'impegno di tutti?
— C'è un fattore che distingue il povero e che fu la caratteristica del nostro fondatore: il lavoro. Contraddistingue anche la nostra comunità e ogni singolo confratello?
— L'uso delle nostre vacanze e in genere del tempo libero è in armonia con la povertà professata, oppure diventa una manifestazione di borghesismo?
— La comunità viene interessata ai grandi e angosciosi problemi della fame, della denutrizione, della disoccupazione, delle malattie e di eventuali calamità naturali, regionali e mondiali? Si studiano modi pratici perché questo interessamento diventi solidarietà operativa e partecipazione cristiana, con sacrifici comunitari e rinunzie personali, con uno stile di vita austero che consentano di dare forme concrete e valide alla nostra solidarietà?
829
4. INCONTRI DELLA COMUNITÀ
Ogni momento della nostra vita comunitaria deve essere vissuto nel nome del Signore. Cresciamo nel suo amore, chiediamo a lui di progredire nella fraterna amicizia e cerchiamo con lui la via della vera sapienza.
Presentiamo una serie di invocazioni allo Spirito Santo a scelta, in rapporto alle circostanze della comunità. Questo materiale è utilizzabile negli incontri comunitari, nelle assemblee, nelle riunioni del consiglio, nelle conferenze o nelle riunioni della comunità educativa.
Prima e dopo un incontro comunitario o del Consiglio della casa
PREGHIERE DI INIZIO
GT Nel nome del Padre...
G Conserviamo l'unità dello spirito nel vincolo della pace (Ef 4,3),
T e cresciamo nell'amore vicendevole, segno della carità di Dio.
Oppure
G Lo Spirito del Signore, spirito di unità nel vincolo della pace, sia con tutti noi.
T Ora e sempre.
830
Oppure
G La parola di Dio abiti nei nostri cuori perché possiamo servire il Signore nella gioia.
T D Signore che ci ha uniti nel suo amore infonda nei nostri cuori carità e sapienza.
G Preghiamo.
Il tuo Spirito, Signore, abiti nei nostri cuori,
animi la nostra carità,
ci liberi da ogni animosità
in modo che possiamo scoprire le tue vie
e servire i giovani con dedizione totale.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Oppure
O Signore,
tu sei presente in mezzo a noi
quando ci raduniamo nel tuo nome:
donaci un cuore aperto e attento,
umile e fiducioso,
perché nel dialogo fraterno
sappiamo crescere nella verità e nell'amore.
Tu che vivi e regni nei secoli.
T Amen.
Oppure
Purifica il nostro cuore, Signore,
perché sappiamo discernere
e accogliamo con docilità
la tua parola
nelle proposte dei fratelli
e nelle diverse loro esperienze di vita.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Oppure
Concedi, o Signore,
che ci manteniamo un cuor solo e un'anima sola ricercando la tua volontà,
alimentando lo stesso amore,
831
preoccupati non delle nostre visioni personali ma del bene dei giovani. T Amen.
Oppure
Infondi in noi, Signore,
lo Spirito d'intelletto, di verità e di pace,
perché ci sforziamo di conoscere
ciò che è a te gradito
e lo attuiamo nell'unità e nella concordia.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Oppure
Donaci, o Padre, di sentire in mezzo a noi la presenza del Cristo tuo Figlio,
promessa a quanti sono radunati nel tuo nome,
e fa' che, agendo in Spirito di verità e di amore, sperimentiamo in noi
abbondanza di luce, di misericordia e di pace. Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
PREGHIERA DI CONCLUSIONE
G Viviamo nella pace,
T e il Dio dell'amore e della pace sarà con noi (2 Cor 13,11).
G Rendiamo grazie al Signore, egli è buono. T 111 suo amore è per sempre.
G Preghiamo.
Concedi, o Signore,
che ci manteniamo nell'accordo fraterno,
alimentando lo stesso amore
preoccupati non del nostro interesse
ma del bene dei fratelli
che ci hai donato.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
832
Oppure
Signore, queste ore si sono riempite
di tante parole, espressione di un amore
sofferto e vissuto.
Fa' che esse non cadano nella dimenticanza
ma vivano nella nostra memoria
affinché i propositi diventino realtà.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Oppure
Signore,
abbiamo iniziato questo nuovo anno
nel confronto vicendevole
e progettando la nostra presenza tra i giovani.
Conferma le nostre aspirazioni
e rendici strumenti di santità
per coloro che incontreremo nel lavoro.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Oppure
Nel lento scorrere delle ore
il nostro dialogo si è sviluppato
nella ricerca della tua volontà.
Accogli questa fatica
e fa' che diventi una luce per noi stessi
e uno strumento di salvezza per i giovani.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
G Maria, aiuto dei cristiani,
T Prega per noi.
Prima e dopo una predica o una conferenza
PREGHIERA DI INIZIO
GT Nel nome del Padre...
G Preghiamo.
Purifica, o Signore, il nostro cuore
833
perché accogliamo con docilità
la tua Parola
per la salvezza della nostra vita (Gc 1,21).
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Oppure
Ispira nella tua paterna bontà, o Signore,
i pensieri e i propositi
della nostra comunità
perché veda ciò che deve fare
e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
PREGHIERA DI CONCLUSIONE
G Preghiamo.
O Signore,
rendici operatori della Parola
che abbiamo ascoltato,
perché rimanendole fedeli
troviamo la nostra felicità nel praticarla (Gc 1,25).
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
G Maria, aiuto dei cristiani, T Prega per noi.
Per un incontro della comunità educativa
PREGHIERA DI INIZIO
GT Nel nome del Padre...
G Preghiamo.
O Signore, questo nostro incontro sia animato e guidato dall'amore, perché ricercando in tutto il bene dei nostri ragazzi
834
sappiamo farli crescere
«onesti cittadini e buoni cristiani».
Per Cristo nostro Signore. T Amen.
Oppure
O Dio nostro Padre,
aiutaci a diventare competenti e generosi nel nostro compito di educatori dei giovani per far avanzare, con la guida dello Spirito,
il tuo Regno nei loro cuori.
Aiuta i genitori a prendere viva coscienza
della loro responsabilità
di primi educatori dei loro figli.
La fede e la carità ispirino le nostre relazioni
perché insieme possiamo realizzare
una vera esperienza di Chiesa.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
PREGHIERA DI CONCLUSIONE
G Preghiamo.
Donaci, o Signore, fede e pazienza perché sappiamo vederti e incontrarti nei nostri giovani, e concedi a loro di accogliere il messaggio di salvezza di cui ci hai fatto portatori.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
G Maria, aiuto dei cristiani, T Prega per noi.
Preghiere allo Spirito Santo «Adsumus»
O Spirito di misericordia e di sapienza,
eccoci alla tua presenza,
gravati dal peso dei nostri peccati, ma riuniti nel tuo nome.
835
Vieni a noi e rimani con noi:
degnati di purificare i nostri cuori. Insegnaci ciò che dobbiamo fare, la mèta da raggiungere e come operare affinché con il tuo aiuto
possiamo compiacerti in tutte le cose.
Sii tu la sola guida e l'ispiratore dei nostri pensieri, tu che solo, con il Padre e il Figlio, hai nome glorioso.
Non consentire che manchiamo alla giustizia: tu che sei giustizia perfetta.
Non ci tragga in errore l'ignoranza, né l'interesse o il vantaggio ci corrompano.
Unisci noi tutti con il dono della tua Grazia, affinché ci sia dato di essere in te, e di non allontanarci in nulla dalla verità: tu che sei infinita verità.
Come siamo riuniti nel tuo nome,
così concedi che in ogni cosa osserviamo la giustizia con moderazione e carità,
sì che in nulla il nostro giudizio sia diverso dal tuo, e ci sia dato nel futuro di ricevere il premio eterno per il bene operato.
«Veni, creator»
Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai creato.
O dolce consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell'anima.
Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore, irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la parola.
836

Sii luce all'intelletto,
fiamma ardente nel cuore; sana le nostre ferite
col balsamo del tuo amore.
Difendici dal nemico, reca in dono la pace, la tua guida invincibile ci preservi dal male.
Luce d'eterna sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. Amen.

G Manda il tuo Spirito e tutto è creato. T E rinnovi la faccia della terra.
G Preghiamo.
Dio, che con il dono dello Spirito Santo guidi i credenti alla piena luce della verità, donaci di gustare nel tuo Spirito la vera sapienza
di godere sempre del suo conforto. Per Cristo nostro Signore. T Amen.
Oppure
Dio, che vedi i segreti dei cuori
conosci i nostri pensieri,
infondi in noi il tuo Spirito Santo, perché purificati nell'intimo,
possiamo amarti con tutta l'anima
celebrare degnamente la tua lode. Per Cristo nostro Signore. T Amen.
Oppure
Dio, che santifichi la tua Chiesa in ogni popolo e in ogni nazione, diffondi i doni dello Spirito Santo fino agli ultimi confini della terra e continua, nella comunità dei credenti, i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo. Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
837
Oppure
Dio, che ci hai convocati
nello Spirito del tuo Figlio
per offrire alla gioventù
un valido e attuale impegno di salvezza,
donaci di essere veri profeti del mondo giovanile
con la novità di un cuore
simile a quello di Don Bosco.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Oppure
Dio, donaci di essere in sintonia con il tuo Spirito
per fare un'attenta riflessione
sull'attuale momento della storia
e divenire solidali con le urgenze del mondo
e le necessità dei piccoli e dei poveri.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Oppure
Padre, tu ci hai battezzati nello Spirito di Cristo, e la sua forza è venuta su di noi. Egli può condurci
fino all'estremità del mondo. Fa' che non ci chiudiamo nel timore o nell'indifferenza
non spegniamo in noi questo fuoco. Dispiega in noi la sua forza
noi andremo dove egli ci manda a rinnovare questa terra in Cristo Gesù nostro Signore.
T Amen.
838
Oppure
Anche riuniti davanti a te, o Dio, talvolta restiamo stranieri l'uno all'altro.
Cerchiamo di parlare la medesima lingua,
ma siamo pieni di noi stessi
e il nostro pensiero è lontano
dal fratello che ci sta accanto,
dai giovani che siamo chiamati a servire.
La tua parola abiti abbondantemente in noi
per poter parlare tra di noi
il linguaggio del tuo Spirito.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Il testo latino si trova a pag. 52s.
839

5. FESTE DI FAMIGLIA
5.1. CHIAMATI ALLA VITA COMUNE
COME FAMIGLIA SALESIANA
«Dio ci chiama a vivere in comunità affidandoci dei fratelli da amare» (Cast. 50). Con essi siamo chiamati a una gioia diffusiva e riconoscente per sperimentare ed educare alla letizia della vita cristiana e al senso della festa.
Le proposte celebrative che seguono riguardano la festa annuale della comunità, la festa dei genitori e parenti dei confratelli salesiani o della Famiglia Salesiana, la festa della comunità ispettoriale e della comunità mondiale. Ogni singolo schema viene introdotto e spiegato in rubrica.
5.2. FESTA DELLA COMUNITÀ
La nostra vita di consacrazione si celebra, in spirito di famiglia, in una comunità riunita non per desideri umani ma per volontà di Dio. 11 lavoro ci unisce e indulgenzia i giorni della nostra crescita spirituale nel servizio dei giovani.
L'Eucaristia è la fonte della vita di ogni comunità, poiché questa si costituisce nell'amore di Dio. L'essere insieme è motivo di gioia e la diversità di ruoli e personalità diventa testimonianza di concordia. Una volta all'anno viviamo in clima di festa la nostra comunità (cf Reg. 42).
E un momento di ringraziamento al Signore per i doni ricevuti, ma anche uno stimolo per una riflessione di verifica e un bilancio prospettico al fine di maturare e diventare Eucaristia con la propria vita e lavoro. Così, per mezzo della costruzione della singola comunità si edifica e si annuncia ai giovani quella Chiesa che alla fine sarà «raccolta dagli estremi confini della terra nel Regno di Dio» (Didaché).
840
Il momento più opportuno per celebrare la festa della comunità è il tempo pasquale. La Chiesa è la comunità del Risorto, radunata dallo Spirito per la missione. La giornata può prevedere un momento penitenziale di verifica sulla vita fraterna e concludersi con la con celebrazione eucaristica in cui elevare al Signore un inno di grazie che diventerà festa fraterna.
Si suggerisce di organizzare su questi schemi anche celebrazioni con la Famiglia Salesiana che opera in una determinata zona o tra comunità circonvicine. Questi momenti di gioia spirituale e di festa ci confermano nello spirito di famiglia. Presentiamo una proposta per la celebrazione della Parola e una preghiera in occasione della festa della comunità.
Schema di celebrazione della Parola
Tale celebrazione può aprire la festa della comunità. Nel caso che si voglia immettere in questa giornata un momento di verifica, si suggerisce lo «Scrutinium fraternitatis» con il suo schema celebrativo.
CANTO DI INIZIO
SALUTO DEL CELEBRANTE
C Nel nome del Padre...
La pace di Dio onnipotente e del Figlio suo Gesù Cristo sia nei vostri cuori.
T E con il tuo spirito.
INVITO
C Dio, che ci ha chiamati ad essere in comunione con il suo Figlio Gesù, ci confermi nel suo amore e ravvivi nella nostra comunità (nelle comunità della nostra ispettoria) il clima di familiare fraternità.
T Benedetto nei secoli il Signore.
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ORAZIONE
C Preghiamo.
O Signore, che nel Cristo eterno sacerdote
hai costituito la comunità apostolica
affinché gli eletti fossero partecipi dell'amore
per i poveri e per i peccatori,
concedi alle nostre comunità
di essere presenza viva della carità
con cui il Figlio tuo unigenito
ha amato l'intera umanità.
Dona a noi tutti il cuore generoso e santo di Don Bosco
perché i giovani sappiano di essere accolti
con amicizia e disponibilità.
In Cristo Gesù, nostro Signore.
T Amen.
ASCOLTO DELLA PAROLA
— 1 Cor 12,4-11: Diversità e unità dei carismi.
— Sal 126: L'abbandono alla Provvidenza.
Ant. Confidiamo nel Signore perché la nostra casa sia fondata sulla roccia.
— Mt 23,8-11: Costituiti in Cristo unico maestro.
Oppure
— Eb 13,14-18: Obbedienza nella gioia.
— Sal 120: Il Custode di Israele.
Ant. Il nostro aiuto è nel Signore, egli è nostro rifugio e conforto.
— Mt 18,18-20: Preghiera in comune.
Oppure
I Cor 13: La carità è sopra ogni cosa. Sal 132: La vita fraterna.
Ant. Dov'è carità e amore, lì c'è Dio.
— Mt 20,23-28: Il più grande tra voi si farà vostro servo.
RIFLESSIONE
Il Direttore può suggerire alcuni temi programmatici di riflessione, oppure si leggono opportuni brani dalle fonti salesiane o dai documenti della Congregazione.
842
INTERCESSIONI
C Dio ci ha chiamati a vivere in comunità affidandoci dei fratelli da amare. Preghiamolo perché la nostra vita sia sincera e profonda comunione con lui e con i fratelli.
Si scelgono alcune intenzioni o se ne aggiungono di libere, specie per sottolineare circostanze giubilati o altre occasioni particolari della vita della comunità.
G Preghiamo insieme e diciamo:
T Donaci un cuore grande nell'amore.
— Perché la nostra comunità accolga con amore ogni fratello e lo aiuti a crescere uomo libero e generoso nel servizio di Dio e dei fratelli. Preghiamo.
— Perché la nostra comunità contribuisca alla maturazione dei confratelli e accetti di camminare con loro nella via del rinnovamento e della crescita. Preghiamo.
— Perché nelle nostre comunità regni un'autentica amicizia fatta di calore umano e delicatezza soprannaturale, in cui ognuno sia amato come un fratello in Cristo. Preghiamo.
— Perché la nostra comunità riscopra nella fede i motivi soprannaturali che la uniscono. Preghiamo.
— Perché viviamo formando un cuor solo e un'anima sola nell'ascolto della Parola, nell'Eucaristia, nella comunione dei beni e nella carità verso i giovani. Preghiamo.
— Perché la nostra comunità sia testimonianza ai cristiani dei beni futuri con una vita casta, povera e obbediente. Preghiamo.
— Perché sappiamo amarci e dare all'amore il volto del perdono reciproco. Preghiamo.
— Perché sappiamo dimostrare gratitudine verso i confratelli anziani e malati che tutto hanno dato in energie e lavoro alla Congregazione e ora sono associati intimamente alle sofferenze di Cristo. Preghiamo.
— Perché il ricordo dei confratelli che ci hanno lasciati ricongiungendosi con Cristo alimenti la nostra fede nell'incontro finale di tutti gli uomini di buona volontà nel Regno dei Santi. Preghiamo.
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— Perché la castità vissuta sia una reale libertà e disponibilità per amarci come fratelli. Preghiamo.
— Perché la povertà sia segno e verifica dell'amore fraterno che fa mettere tutto in comune per uno scambio reciproco. Preghiamo.
— Perché l'obbedienza unifichi la nostra volontà nella ricerca e nella realizzazione della volontà di Dio. Preghiamo.
C Fratelli, riuniti nell'unico Spirito che è amore, insieme con Cristo rivolgiamoci al Padre e preghiamo:
T Padre nostro...
C O Signore, che ci hai chiamati alla vita salesiana, aiutaci a condividere tutto in spirito di famiglia, a costruire una vera comunità di persone, perché con la nostra vita d'amore siamo nella Chiesa testimonianza vivente della Trinità. Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
CANTO FINALE
Preghiera per la festa della comunità
Si può recitare durante la concelebrazione dopo il canto di comunione o in una celebrazione della Parola anche in luogo delle intercessioni.
C O Padre onnipotente,
T tutto hai fatto con sapienza e amore
e nell'alba del tempo
hai creato l'uomo a tua immagine.
Nulla sfugge al tuo sguardo di misericordia
all'umanità afflitta dal peccato antico hai donato il giorno di salvezza nel Cristo tuo Figlio. Ogni realtà in te trova significato
il dolore prelude l'èra della gioia senza fine.
C O Figlio unigenito del Padre,
T tu hai chiamato i Dodici
costituendoli segno della tua grazia
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con loro hai percorso
i sentieri dei poveri e degli oppressi
per annunciare il giorno della liberazione.
Nel sacrificio della croce hai fondato la Chiesa
hai inviato coloro che credono nel tuo nome
a portare il Vangelo ad ogni cuore disponibile.
C O Spirito di santità,
T tu infondi la tua sapienza nella Chiesa
susciti saggi testimoni della fede.
La Chiesa palpita della tua ineffabile presenza
coloro che sono consacrati nella vita religiosa scandiscono il crescere in Cristo della comunità dei credenti.
G Benedici, o Dio, la nostra comunità:
T donaci di rimanere nell'amore
di essere segno della tua grazia.
G Benedici, o Dio misericordioso, e perdona:
T il tuo affetto faccia dimenticare a noi tutti ostilità e incomprensioni reciproche.
G Benedici, o Dio, il nostro lavoro:
T guidaci nel servire i giovani, nella correzione vicendevole
in un impiego saggio di energie.
G Benedici, o Dio, noi tutti radunati nel tuo nome:
T insegnaci ad essere comunità ospitale, serenamente santa e aperta ai giovani.
C Viviamo nella contemplazione e nell'azione tra i giovani i giorni della nostra consacrazione
e con il cuore di Don Bosco cresciamo nell'accoglienza e nell'efficacia della missione.
T Amen.
5.3. FESTA DEI GENITORI E PARENTI
DEI CONFRATELLI
È uso lodevole festeggiare annualmente i nostri genitori e parenti, specie i più vicini. Nella prima tradizione salesiana, mamma Margherita e altre mamme prestarono la loro opera, sentendosi di famiglia nella casa salesiana.
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Don Bosco non ha mai dimenticato i genitori dei suoi confratelli, promettendo loro assistenza e favori spirituali per il dono di aver dato un figlio alla Congregazione. E un momento di festa in cui la famiglia del confratello si ritrova nella più larga famiglia di Don Bosco a condividere gioie e fatiche della missione tra i giovani.
Da un punto di vista celebrativo si può incentrare la giornata in una concelebrazione eucaristica o in una celebrazione della Parola scegliendo anche brani di lettura dalla tradizione salesiana.
Preghiera per i genitori e parenti viventi
Padre altissimo
e dolce sollievo nella fatica,
che accogli ogni nostro sforzo
per l'edificazione del tuo regno,
benedici i nostri genitori:
nei loro giorni hanno creduto nella vita
volendo essere partecipi della tua creazione,
con spirituale premura
hanno insegnato ai figli il tuo paterno amore.
Cristo, Figlio unigenito del Padre,
che hai ritrovato tua madre, i tuoi fratelli e i tuoi cari
tra coloro che compivano la volontà di Dio,
dona ai nostri genitori grazia e salute:
con coraggio hanno accolto la nostra chiamata
a seguirti nella povertà, obbedienza e castità,
per servire i giovani,
sempre ci seguono con premuroso affetto.
Spirito della vita,
che hai suscitato nella Chiesa Don Bosco, padre di orfani e di giovani dimenticati, assisti papà e mamma e tutti i nostri cari: con prudenza sapiente sono testimoni delle opere che hai compiuto in noi
condividono con la nostra comunità gioie e difficoltà.
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L'aiuto di Maria SS. Ausiliatrice, la protezione di Don Bosco li sostengano nelle loro necessità.
T Amen.
5.4. INCONTRI DELLA FAMIGLIA SALESIANA
L'opera fondata da Don Bosco è a vantaggio della gioventù «pericolante e abbandonata». Per questo fine lo zelo pastorale del Fondatore si è espresso con iniziative molteplici e si è circondato di collaboratori che, secondo il loro stato, si adoperavano alla realizzazione di questo progetto. Pertanto tutte le forze salesiane che operano in un territorio, sia esso locale o provinciale o mondiale, devono vivere in stretta collaborazione al fine di una crescita in comune e di un'azione organica.
Si suggerisce quindi di organizzare annualmente, o in occasione della festa dell'ispettoria e della comunità, o in altri momenti, come l'annuncio annuale della Strenna del Rettor Maggiore, un incontro con gli altri membri della Famiglia Salesiana. Può essere una giornata di festa, di verifica, di programmazione, di proposta vocazionale e di preghiera.
Gli schemi celebrativi possono essere molteplici, e si può ricorrere a proposte celebrative di veglie, liturgie della Parola e adorazioni già presenti nella Guida. Indichiamo solo un testo di preghiera.
Preghiera delle Famiglie Salesiana
O Dio onnipotente e santo, tu sei pienezza di vita e forza di liberazione per chi è povero e peccatore.
Donaci, ti preghiamo, lo zelo instancabile che animò san Giovanni Bosco
nel cercare il bene dei giovani.
Infondi in noi tutti lo Spirito di sapienza per rinnovare la nostra presenza specie tra i più poveri.
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Illumina le nostre menti
perché, con una collaborazione serena e fiduciosa, possiamo crescere in santità
e intensificare la nostra carità pastorale.
L'intercessione di Maria Ausiliatrice, di Don Bosco e dei membri glorificati della Famiglia Salesiana
ci accompagni e ci sostenga
nel nostro apostolato quotidiano. Amen.
5.5. FESTA DELLA COMUNITÀ ISPETTORIALE
Una volta all'anno ci si riunisce attorno all'ispettore per ringraziare il Signore dei benefici spirituali concessi, per confermare l'unità vocazionale della propria missione e dimostrare affetto e gratitudine per chi governa con carità pastorale la provincia religiosa. E un'occasione per un familiare incontro di rappresentanze delle varie case, per celebrare date giubilaci e per radunare giovani al fine di renderli partecipi dell'azione educativa salesiana. In ricordo di tale momento in ogni casa si potrà inserire una celebrazione della Parola o una preghiera per l'ispettore. La comunità locale infatti non è un'isola; è parte viva della comunità ispettoriale, unificata dalla comunione fraterna e dalla missione comune. Ogni confratello vive in essa la sua appartenenza all'intera congregazione e in essa è incardinato nel giorno della professione religiosa (cf Cost. 59).
Esprimiamo la nostra appartenenza all'ispettoria nella preghiera e nella collaborazione. Il medesimo schema di celebrazioni per la festa della comunità locale si può adattare per la giornata ispettoriale. Indichiamo testi di preghiera per il giorno della festa dell'ispettoria da recitare nelle singole comunità o durante le celebrazioni comuni (di intercessione, per i giubilei, di ringraziamento).
Preghiera di intercessione
C Rivolgiamo la nostra preghiera al Signore e invochiamo la sua benedizione sull'ispettoria ..., su coloro che sono costituiti in autorità e sul lavoro di tutti i confratelli.
848
G Preghiamo per la nostra ispettoria (visitatoria),
per i superiori e per tutti i confratelli,
perché nel territorio dove essa opera
si renda presente la paterna benevolenza di Don Bosco
nel servizio della gioventù povera.
T II Signore benedica e doni efficacia al nostro lavoro.
G Per tutti noi che operiamo in questo territorio: perché la fedeltà a Don Bosco e al suo spirito, la dedizione alla gioventù indigente e l'attenzione ai segni dei tempi
ispirino e sostengano ogni nostro progetto ed azione.
T II Signore conceda a noi tutti sapienza e santità.
G Per l'ispettore e i suoi collaboratori:
perché siano testimoni efficaci,
tra i confratelli e i giovani
della bontà spirituale di Don Bosco
e siano vincolo di unità nell'ispettoria
con la comunità salesiana mondiale.
T II Signore li ricolmi della sua grazia provvidente.
G Per coloro che nell'ispettoria
hanno particolari responsabilità di formazione: perché, compiendo con zelo la loro missione, aiutino ciascuno a crescere nella propria vocazione.
T Il Signore dia loro prudenza e carità attenta.
G Per i giovani confratelli, i novizi e gli aspiranti,
perché nei Salesiani dell'ispettoria
trovino dei fratelli maggiori,
esemplari nell'osservanza e nel fervore apostolico,
pronti a comprenderli e a sostenerli
nella realizzazione della loro vocazione.
T Il Signore ci aiuti nell'accoglienza
di questi nuovi fratelli.
G Per la Famiglia Salesiana:
perché le varie forze si ritrovino
a lavorare, pregare e sperare
con unità di intenti
e con il cuore oratoriano di Don Bosco.
T Il Signore susciti un clima di cordiale collaborazione.
849
Se inserita in una celebrazione della Parola, si può concludere con il Padre nostro, l'orazione e la benedizione.
CT Padre nostro...
ORAZIONE
C O Dio, Padre onnipotente, che in Cristo, buon pastore,
reggi, ammaestri e santifichi la tua Chiesa, benedici la nostra ispettoria e coloro che sono chiamati
ad essere presenza di Don Bosco
nell'animazione e nella carità pastorale, rendici segni e strumenti della tua grazia e dà al nostro lavoro efficacia spirituale. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
T Amen.
Preghiera per i giubilei
È consuetudine ricordare nella festa dell'ispettoria le date giubilari dei confratelli. Presentiamo pertanto un testo di preghiera usufruibile anche in altri momenti. Quando si celebrano le ricorrenze giubilari altrove o nella data loro propria, si suggerisce una celebrazione eucaristica comunitaria seguendo i formulari che presenta il Messale Romano per tali eventi. La preghiera che segue può costituire il momento di ringraziamento dopo il canto di comunione.
C O Signore,
T che nel Battesimo ci rendi partecipi
della tua vita divina
e ci confermi testimoni della tua grazia
nutrendoci con il pane della vita eterna,
guarda questi tuoi figli che hanno offerto la loro vita
nel servizio dei giovani poveri e abbandonati
(e sono consacrati sacerdoti dell'alleanza nuova).
C Benedici
coloro che hai eletto ad essere segno della tua grazia nella contemplazione e nell'azione.
T Benedici e perdona.
850
C Benedici
coloro che hai chiamato ad essere nel mondo testimoni di Cristo povero, casto e obbediente nello spirito delle beatitudini.
T Benedici e perdona.
C Benedici e santifica
il lavoro solerte e discreto di chi ama vivere con la gioia prudente e saggia di Don Bosco.
T Benedici e santifica.
C Ricordati
di ... che celebra(no) il ...
di professione religiosa (di consacrazione sacerdotale)
dona a loro grazia e salute.
Concedi a questo(i) tuo(i) figlio(i) efficacia nel lavoro,
sapienza per discernere la tua volontà
e per comprendere le urgenze del tempo presente.
Infondi nel suo cuore (nei loro cuori)
temperanza e fortezza
perché cresca(no) nella tua santità
e sia(no) presenza attiva nella comunità. T Amen.
Preghiera di ringraziamento
G C'è tra noi, Signore, chi ha predicato la luce
s'è fatto luce in Cristo;
ora egli vive nel giorno
e la notte non ha presa su di lui:
il suo ricordo ha il respiro dell'eternità.
T Noi ti ringraziamo, o Signore.
• C'è tra noi chi non si è arrestato;
divenuto saggio nello scorrere degli anni continua a camminare con il passo dei giovani, nulla difendendo e tutto donando: la sua vita è feconda
e il suo cuore ricco di carità.
G C'è tra noi chi ha lasciato ogni sicurezza
e s'è abbandonato nelle mani del giorno presente facendosi escluso tra gli esclusi,
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povero tra i poveri: ora c'è chi gli sorride
poiché in lui ha ritrovato il tuo volto.
G C'è chi ti cerca tra i giovani;
sono il suo tesoro grande,
la fonte della gioia, il sollievo delle fatiche:
con loro cresce in santità
e scopre la gioia di essere stato invitato da Don Bosco.
G C'è in noi, Signore, la tua Chiesa, che si raduna continuamente in Cristo, guarda al tuo volto di Padre e invoca i doni profetici dello Spirito per fare della vita un inno di lode ed essere luce di amicizia per i giovani.
C Ti rendiamo grazie, o Signore,
per lo spirito che anima tanti salesiani;
nel mondo intero tu compi meraviglie
perché i giovani arrivino alla conoscenza
dell'Emmanuele e siano partecipi del tuo Regno.
A te che operi incessantemente
noi rendiamo lode
in Cristo Gesù nostro Signore.
T Amen.
5.6. FESTA DELLA COMUNITÀ MONDIALE
Ringraziamo come Congregazione il Signore per aver suscitato nella Chiesa Don Bosco e aver sostenuto fmo ad oggi la nostra missione educativa tra i giovani d'ogni razza e condizione sociale. Uniamoci al successore di Don Bosco e preghiamo il Signore secondo le sue intenzioni.
Questa celebrazione corrisponde alla festa annuale del Rettor Maggiore. È anch'essa un momento per rivitalizzare lo zelo nel lavoro. Le singole comunità locali abbiano un ricordo nella preghiera per chi deve servire la Congregazione al vertice del governo.
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Preghiera per il Rettor Maggiore
C O Dio, pastore e guida dei credenti,
che hai suscitato san Giovanni Bosco
come padre e maestro
di tante forze apostoliche nella Chiesa,
guarda il tuo servo, il sac.
che hai posto a presiedere la Congregazione salesiana.
Indulgente dispensatore di grazie,
sostieni il Rettor Maggiore nel suo lavoro:
possa egli governare con carità pastorale
ed essere d'esempio e di stimolo
per riprogettare la presenza salesiana nel tempo presente.
T Amen.
853
6. BENEDIZIONE ANNUALE DELLA COMUNITÀ
Uniti dal lavoro e dall'unica vocazione ad essere presenza viva di Cristo, chiediamo a Dio di benedire il nostro lavoro, la nostra comunità e la casa in cui viviamo, affinché tutto concorra al bene delle anime.
Il rito di benedizione, secondo le indicazioni del rituale «De Benedictionibus», prevede annualmente una particolare preghiera sulle famiglie. Mutuando tale schema, il direttore può scegliere un tempo opportuno in base alle consuetudini locali per benedire la comunità. È un momento celebrativo che rivela l'esigenza di essere famiglia riunita nel nome del Signore.
Schema del rituale della benedizione
RITI INIZIALI
D Nel nome del Padre...
Grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo.
T E con il tuo spirito.
D Riuniti nel nome del Signore per essere presenza viva della carità di Cristo tra i giovani, invochiamo la benedizione del Signore sulla nostra comunità, sul nostro lavoro e sulla casa affinché ogni nostro sforzo sia per il Signore, nella promozione umana e nell'evangelizzazione.
854

ASCOLTO, DELLA PAROLA
Presentiamo alcuni testi biblici a scelta:
— Mt 7,24-28: La casa costruita sulla roccia.
— Ef 4,1-6: Sopportatevi a vicenda con amore.
— Col 3,12-25: Al di sopra di tutto vi sia la carità.
— At 2,44-47: Spezzavano il pane a casa, prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore.
— Lc 19,1-10: Oggi la salvezza è entrata in questa casa.
— Gv 1,35-39: Si fermarono presso di lui.
Indichiamo alcuni salmi, preferibilmente da cantare:
— Sal 99,2.3.4.5
Ant. Noi siamo suo popolo e gregge del suo pascolo.
— Sal 127,1-2.3.4-6a
Ant. Beato l'uomo che teme il Signore.
— Sal 148,1-2.3-4.12-13
Ant. Lodiamo tutti il nome del Signore.
INTENZIONI
C Fratelli carissimi, per provvidenziale disegno ci troviamo a condividere insieme la missione tra i giovani in questa casa di Don Bosco. Rivolgiamoci al Signore perché ci confermi nella sua carità e sia fondamento della nostra comunione fraterna.
GT Resta con noi, Signore.
G Signore Gesù Cristo,
in te ogni costruzione cresce ordinata in tempio santo per la forza del tuo Spirito:
— fa' che la vita di noi tutti abbia in te il suo saldo fondamento.
Tu, che sei giunto alla gloria della risurrezione attraverso l'umiliazione della croce,
— insegnaci a trarre anche dalle angustie di ogni giorno motivazioni di più intenso amore.
Tu che, seduto a mensa con i discepoli, ti facesti loro conoscere nello spezzare il pane
— fa' che partecipando ogni giorno dell'Eucaristia rafforziamo la nostra fede e testimoniamo con coraggio il tuo nome.
855
Tu che, apparendo risorto ai discepoli, li allietasti con il dono della tua pace
— fa' che questa nostra comunità avverta la tua presenza e s'impegni nella carità fraterna.
Tu che riempisti della forza dello Spirito Santo la casa in cui i discepoli erano riuniti,
— manda lo Spirito consolatore su questa tua famiglia, perché abbia il conforto della sua pace e della gioia.
Tu che hai santificato la vita domestica nella famiglia di Nazaret
— insegna a noi tutti le vie della mutua donazione che sostiene e rafforza la vita familiare.
C Guidati dallo Spirito del Signore e illuminati dalla sapienza del Vangelo, con cuore di figli osiamo dire:
T Padre nostro...
PREGHIERA DI BENEDIZIONE
Nel tempo pasquale:
C Benedetto sei tu, Signore.
Nella pasqua dell'Antico Testamento
tu volesti conservare incolumi
le case del tuo popolo
segnate con il sangue dell'agnello;
e quando i segni da te predisposti
raggiunsero il loro compimento,
consegnasti Gesù, tuo Figlio,
per noi crocifisso e risorto,
come vero Agnello pasquale,
per proteggere i tuoi fedeli dalle insidie del nemico
e riversare su di loro la grazia dello Spirito Santo:
effondi ora la tua benedizione
su questa famiglia e su questa casa,
perché la gioia della carità
pervada il cuore di quanti vi dimorano.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
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Fuori del tempo pasquale:
C Dio eterno, che nel tuo amore di Padre
non cessi di provvedere alle necessità dei tuoi figli,
effondi su questa comunità e su questa casa
l'abbondanza della tua benedizione,
e santifica noi tutti con il dono della tua grazia,
perché siamo perseveranti
nell'osservanza dei tuoi precetti,
zelanti nella missione tra i giovani,
e profittando del tempo presente,
possiamo giungere un giorno
all'eterna dimora preparata nei cieli.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Oppure
C Benedetto sei tu, Dio, nostro Padre,
per questa casa di Don Bosco
e per la comunità che in essa dimora.
Tutti i suoi membri
ottengano i doni del tuo Santo Spirito
e manifestino in carità operosa
la grazia della tua benedizione,
perché quanti frequenteranno questa casa
trovino sempre in essa
accoglienza, amicizia e pace.
Ti rendiamo grazie, o Dio altissimo,
poiché tutto ciò che è buono
proviene dalla tua indulgente provvidenza.
In Cristo Gesù, nostro Signore.
T Amen.
Dopo la preghiera di benedizione, il celebrante asperge gli astanti e la casa con l'acqua benedetta. Poi ci si può avviare processionalmente ad aspergere alcuni ambienti significativi della casa accompagnandosi con un canto adatto.
C Ravviva in noi, Signore,
nel segno di quest'acqua benedetta, il ricordo del Battesimo e la nostra adesione a Cristo Signore, crocifisso e risorto per la nostra salvezza.
T Amen.
857
CONCLUSIONE DEL RITO
C 11 Dio della speranza vi riempia di ogni grazia e pace nella fede.
T Amen.
C La pace di Cristo regni nei vostri cuori. T Amen.
C Lo Spirito Santo effonda su di voi i suoi doni. T Amen.
CANTO FINALE
Benedizione della Famiglia Salesiana
È un momento spirituale e gioioso da vivere con la Famiglia Salesiana, e un'occasione per riqualificare un progetto organico di lavoro e di presenza in un determinato territorio.
Si possono costruire molteplici schemi, dosando in modo diverso il tempo di preghiera, di riflessione e anche di festa. Lo schema che presentiamo deve essere corredato di testi idonei al messaggio della strenna.
CANTO DI INIZIO (dal repertorio salesiano) SALUTO DEL CELEBRANTE AMMONIZIONE ESPLICATIVA
(l'origine, in Don Bosco, dell'iniziativa)
LETTURA BIBLICA
CANTO RESPONSORIALE
LETTURA DAGLI SCRITTI DI SAN GIOVANNI BOSCO PROCLAMAZIONE DELLA STRENNA DA PARTE DEL CELEBRANTE
PAROLE DI COMMENTO E PROGRAMMATICHE PER L'ATTUAZIONE LOCALE
PAUSA DI RIFLESSIONE
858
PREGHIERA DI INTERCESSIONE
(in forma spontanea o dialogica tra solista e assemblea o con acclamazione corale, oppure preghiere a Don Bosco)
BENEDIZIONE DI MARIA AUSILIATRICE CANTO MARIANO FINALE
859
7. INSEDIAMENTO DEL DIRETTORE
Tutti i fatti della nostra vita religiosa sono da riportarsi a un progetto di Provvidenza che va accolto con fede. La nomina di un nuovo superiore è un momento privilegiato per superare una logica di previsioni umane e unirsi come comunità nella preghiera affinché il Signore benedica il servizio pastorale di chi è costituito in autorità.
In tale occasione si possono organizzare liturgie della Parola o una opportuna celebrazione eucaristica.
Schema di liturgia della Parola
CANTO DI INIZIO SALUTO E INVITO ORAZIONE
C Preghiamo.
O Dio,
che in san Giovanni Bosco hai dato alla tua Chiesa
un padre e un maestro dei giovani,
benedici chi è costituito in autorità
e inizia il suo mandato,
affinché con carità pastorale,
saggezza discreta e attenzione premurosa
possa animare la comunità
e promuovere una rinnovata presenza tra i giovani.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
860
ASCOLTO DELLA PAROLA
Prima lettura: 1 Cor 2,1-16: La mia sapienza è in Cristo. Oppure: Ef 4,1-7.11-16: Vari ruoli in un solo Spirito.
Salmo 83,2-3.4.5-6.10-11.12-13
Ant.Beato chi abita la tua casa, o Signore. Alleluia.
«Io sono in mezzo a voi come colui che serve, dice il Signore• (Lc 22,27).
Vangelo: Gv 15,1-17
DALLE COSTITUZIONI SALESIANE
Art. 176; 44; 55.
LETTURA DEL DECRETO DI NOMINA
(da parte dell'ispettore, che conclude con una breve omelia)
LITANIE DEI SANTI
C Invochiamo l'aiuto di Maria Santissima Ausiliatrice e l'intercessione dei Santi sulla comunità affinché, con una guida saggia e in un fraterno clima di collaborazione, sìa nella Chiesa presenza viva dell'unica vocazione dei credenti alla santità in Cristo Gesù.
Si proceda allo schema usuale delle Litanie dei Santi scegliendo alcuni nomi significativi, i membri glorificati della Famiglia Salesiana e il patrono del nuovo superiore. Terminate le litanie, il direttore fa la professione di fede.
PROFESSIONE DI FEDE
Io ... credo fermamente e professo tutte e singole le verità contenute nel simbolo della fede:
Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli, Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
861
Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fme.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.
Inoltre accolgo e professo tutte e singole le verità che circa la dottrina sulla fede e sulla condotta sono state dalla Chiesa sia definite con giudizio solenne sia asserite e dichiarate con magistero ordinario, come vengono da essa proposte, soprattutto quelle che riguardano il mistero della santa Chiesa di Cristo, i suoi Sacramenti e il Sacrificio della Messa, come pure il primato del Romano Pontefice.
INTERCESSIONI
Invocazioni libere o secondo questa traccia:
C Illuminati e animati da tanti insegnamenti ed esortazioni, apriamo il nostro cuore alla supplica perché Dio benedica questa comunità e illumini il cammino di guida spirituale del nuovo superiore.
G Per la nostra comunità consacrata al servizio dei giovani:
— l'ammirevole esempio di paternità del nostro Fondatore sia per noi immagine da contemplare, un modello di riferimento e un valore da attualizzare.
Per il nuovo direttore, ..., chiamato al servizio dell'autorità:
— orienti con il carisma del suo ministero lo spirito e l'azione dei confratelli.
862
Per il nuovo direttore, posto a promuovere l'unità e la comunione fraterna con la grazia dello Spirito:
— s'impegni nel costruire una vera famiglia nel vicendevole rispetto e nell'unità d'intenti.
Per il direttore uscente ..., al quale esprimiamo il nostro grazie con il fraterno ricordo nella preghiera:
— il Signore continui a benedirlo per il lavoro che ha svolto nella nostra comunità e lo accompagni nella nuova missione.
Per i nostri destinatari e coloro che incontriamo nel lavoro di ogni giorno:
— sappiamo accoglierli con generosità, educarli con paziente e ferma bontà e amarli con benevolente amicizia.
Per le vocazioni alla vita salesiana:
— il Signore susciti nuovi operai per la sua messe e ci faccia sentire l'urgenza di essere proposta recepibile dai giovani di un impegno cristiano radicale.
Per noi qui riuniti nell'accogliere il nuovo superiore:
— impariamo a servire Dio nei giovani e insieme condividere le gioie e i dolori del nostro lavoro.
Per i fratelli che lasciano la nostra comunità:
— il nostro grazie, e il fraterno ricordo sia avvalorato dalla ricompensa del Signore.
Per i confratelli che sono stati destinati a questa casa:
— l'accoglienza cordiale sostenuta dalla grazia li accompagni nel nuovo lavoro.
C O Dio Padre,
che, in questo momento di avvicendamento
nel servizio dell'autorità,
ci inviti alla gratitudine e alla fiducia,
per un segno rinnovato della tua provvidenza,
fa' che camminiamo concordi nel bene
e possiamo essere segni e portatori
dell'amore di Dio ai giovani.
L'aiuto di Maria Ausiliatrice
e l'intercessione di Don Bosco
siano auspicio di grazia in questo nuovo anno,
siano soccorso nelle avversità,
siano coraggio per superare fatica e difficoltà. Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
863
ABBRACCIO DI PACE
G Nello Spirito del Cristo risorto che ci ha resi fratelli con il cuore di Don Bosco, scambiamoci un gesto di pace.
BENEDIZIONE
CANTO FINALE DEL MAGNIFICAT
Se il rito di insediamento si svolge durante la concelebrazione eucaristica, dopo la lettura del Vangelo e una breve ammonizione introduttiva si leggono gli articoli costituzionali. L'ispettore, o chi per esso, proclama il decreto di nomina e tiene una breve omelia; il nuovo direttore fa la professione di fede, e segue la preghiera comune di intercessione. Dopo la comunione si può cantare il «Te Deum» di ringraziamento.
Insediamento dell'ispettore
Si suggeriscono celebrazioni analoghe alle precedenti opportunamente modificate. Nelle singole comunità si potrà mettere un'intenzione particolare di preghiera per il nuovo ispettore.
8. LA VISITA ISPETTORIALE
E LA VISITA STRAORDINARIA
La comunione e la crescita spirituale si alimentano anche con incontri di verifica stimolati dalla presenza del Superiore (provinciale o straordinario) che propone un bilancio annuale sulla vita di un'opera. Egli inoltre incontra personalmente i confratelli in un dialogo fraterno, inteso al bene spirituale dei singoli, della comunità, e per incrementare l'azione educativa tra i giovani. È un momento di quello spirito di famiglia che deve contraddistinguere la nostra vita salesiana.
Si suggerisce di iniziare con una celebrazione di preghiera, nel contesto dell'Ufficio delle Ore, in una liturgia della Parola, o con una preghiera di invocazione iniziale. La conclusione può essere una concelebrazione eucaristica o della Parola.
Schema di celebrazione della Parola per l'apertura o chiusura della visita
CANTO DI INIZIO
INVITO
C Il Signore che guida i nostri passi sulle vie della vera sapienza sia con tutti voi.
T E con il tuo spirito.
865
ATTO PENITENZIALE
C Signore, che sei vissuto obbediente alla volontà del Padre, perdona le nostre inadempienze al tuo progetto di salvezza.
T Signore, pietà.
C Cristo, che con carità attenta ti sei reso disponibile a quanti cercavano il Regno, perdona la nostra indolenza nella missione tra i giovani.
T Cristo, pietà.
C Signore, che hai offerto la tua vita per il perdono dei peccatori, perdona l'egoismo personale e comunitario che ci distanzia dalle urgenze dei bisognosi.
T Signore, pietà.
ORAZIONE
Alternativamente a questa orazione si consiglia di utilizzare le possibilità offerte negli schemi celebrativi degli incontri comunitari.
C O Padre,
che tutto disponi nel tuo amore,
aiutaci a scrutare i segni dei tempi,
a fare non la nostra ma la tua volontà
per vivere nella vicendevole carità e pazienza.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
ASCOLTO DELLA PAROLA
Per la celebrazione di inizio
— Nm 6,24-26: LE Signore sia per tutti benedizione.
— 2 Cor 13,5-10: Cristo abita in voi.
— Rm 16,17-20: Guardatevi da coloro che provocano divisioni.
— Ef 6,13-20: II combattimento spirituale.
— Sal 66,1-6 (o altro canto responsoriale).
— Ant. Il Signore illumini i nostri passi.
Per la celebrazione di chiusura
— I Ts 5,16-24: Esigenze della vita di comunità.
— Sal 132 (o un canto responsoriale).
Ant. Quanto è buono e soave che i fratelli stiano insieme.
866
CONFERENZA DELL'ISPETTORE (O VISITATORE STRAORDINARIO) DI INTRODUZIONE E DI CHIUSURA
INTERCESSIONI PER LA CELEBRAZIONE INIZIALE
Si possono inserire anche nella Messa.
C Riuniti dall'amore di Dio e chiamati come comunità ad essere segni di carità pastorale verso i giovani, a lui rivolgiamo la nostra fiduciosa preghiera perché renda disponibili i nostri cuori in questo momento di verifica fraterna.
GT Illuminaci, Signore, della tua sapienza.
G Per la Chiesa santa di Dio:
— si faccia testimone attenta dell'amore di Dio per l'umanità mettendosi a servizio delle urgenze del tempo presente.
Per i sacerdoti e i missionari del Vangelo:
— crescano in santità per annunciare con gioia il Vangelo di liberazione sopportando ogni giorno il peso della propria croce.
Per i popoli e le nazioni:
— sentano l'urgenza di costruire una società fondata sul rispetto della dignità della persona e sui valori di una vita non sconfessata dalla morte.
Per i giovani:
— abbiano il coraggio di crescere nella vera libertà e di mettersi alla scuola di maestri saggi e sapienti.
Per i Salesiani:
— sappiano portare avanti, con un lavoro operoso e attento alle esigenze delle varie culture, l'eredità spirituale di Don Bosco.
Per il nostro ispettore (visitatore):
— il Signore lo illumini nel valutare il progetto educativo della nostra opera e nell'incontro personale con ciascuno di noi.
867
Per la nostra comunità:
— sia il luogo privilegiato per una verifica attenta e per stimolare la crescita spirituale di ciascun confratello nella solidarietà e reciproca benevolenza.
GT Padre nostro...
L'orazione che segue può concludere le intercessioni durante la concelebrazione.
C Accogli, o Signore, queste nostre preghiere, e fa' che questi giorni siano illuminati dalla tua grazia e dalla tua bontà. Te lo chiediamo per l'intercessione di Maria Ausiliatrice, di Don Bosco e dei nostri patroni in Cristo Gesù, nostro Signore.
T Amen.
INTERCESSIONI PER LA CELEBRAZIONE DI CHIUSURA
Si possono inserire anche nella Messa.
C A Cristo, Signore della storia, che ci ha promesso lo spirito di verità, di saggezza e bontà per discernere la volontà del Padre e vivificare nel lavoro e nella santità la sua Chiesa, offriamo la nostra fiduciosa preghiera al termine di questa visita ispettoriale (straordinaria) perché ci confermi nella fedeltà alla nostra vocazione e rinnovi il nostro agire.
GT Cristo, ascoltaci.
G — Perché la Chiesa, edificata sul fondamento degli apostoli, confermi in ogni tempo la testimonianza del Cristo risorto in una docenza saggia e con una coerente azione pastorale, preghiamo.
— Per tutti coloro che hanno scelto in Cristo la via dei consigli evangelici: siano sale della terra, luce del mondo, presenza viva e palpitante del carisma dei loro fondatori, preghiamo.
— Per noi Salesiani: il Signore Gesù ci renda interpreti, nell'oggi della Chiesa e del mondo, del progetto educativo di Don Bosco e susciti il medesimo suo zelo per la promozione umana, cristianamente ispirata, dei giovani, preghiamo.
868
— Per quest'opera: lo Spirito Santo riqualifichi sempre la sua presenza tra i giovani e sia di benedizione per tutti coloro che collaborano al buon esito della sua missione, preghiamo.
— Per noi qui riuniti in comunità religiosa: il Signore ci aiuti a non chiamare buone tutte le nostre abitudini, apra il nostro cuore alla carità fraterna e ci aiuti a verificare il nostro stile di vita sulle osservazioni che ci lascia il Superiore, preghiamo.
— Perché l'esperienza di dialogo e di confronto di queSta visita ci aiuti a scoprire nuovi itinerari di vita comunitaria nel rispetto reciproco e nel desiderio di operare per il bene della Chiesa e dei poveri, preghiamo.
— Perché sappiamo maturare una sintesi di santità salesiana tra le esigenze della nostra consacrazione e il lavoro educativo che svolgiamo, preghiamo.
— Per ...: il Signore lo ricompensi per la sua capacità di ascolto, la sua prudente saggezza nel dialogo fraterno e il costante interessamento per noi tutti, preghiamo.
CT Padre nostro...
L'orazione che segue può concludere le intercessioni durante la concelebrazione.
C Raccogli, o Signore, i nostri propositi
conferma la comunità intera nel vincolo della fraterna carità. Le difficoltà non scoraggino questi tuoi figli,
le diversità non dividano
coloro che hai radunato nel tuo nome.
Proteggi coloro che hai consacrato
nel seguire il Cristo tuo Figlio
povero, casto e obbediente;
benedici il loro lavoro
perché siano annunciatori ai giovani
di una nuova epoca di pace, giustizia e sicurezza
nella fiduciosa attesa della beata eternità.
In Cristo Gesù nostro Signore.
T Amen.
BENEDIZIONE E CANTO FINALE
869
9. PER IL CAPITOLO ISPETTORIALE
li Capitolo è un momento di riprogettazione dell'azione educativa di una ispettoria. Sappiamo che i nostri sforzi saranno vani se non verranno sonetti dalla luce e dalla grazia di Dio. Perciò i lavori capitolari si dovranno avviare nel nome del Signore, in spirito di umile discernimento e di condivisione.
Nel momento di apertura si potrà organizzare una celebrazione della Parola; all'inizio e conclusione delle riunioni si utilizzino i testi di preghiera suggeriti per le assemblee comunitarie e le invocazioni allo Spirito Santo. Una celebrazione eucaristica di ringraziamento concluderà i lavori.
Schema celebrativo di apertura
CANTO DI INIZIO INVITO
PREGHIERA
C O Padre,
che ci hai riuniti per verificare nel tuo nome il lavoro tra i giovani della nostra ispettoria, donaci intelletto sapiente e cuore generoso per metterci alla scuola di Don Bosco e riqualificare la nostra presenza salesiana. In Cristo Gesù e nostro Signore.
T Amen.
ASCOLTO DELLA PAROLA
Scegliere un brano in sintonia can il lavoro capitolare accompagnandolo con un responsorio breve modulato sull'Ufficio delle Ore.
870

LETTURA BREVE DAI DOCUMENTI SALESIANI SUL CAPITOLO
PREGHIERA COMUNE
GT Signore, donaci la sapienza e i nostri passi seguiranno le tue vie.
G Dio è luce
in lui non ci sono tenebre.
Se diciamo che siamo in comunione con lui
camminiamo nelle tenebre, mentiamo
e non mettiamo in pratica la verità.
Ma se camminiamo nella luce,
come egli è nella luce,
siamo in comunione gli uni con gli altri.
Se un tempo eravate tenebre,
ora siete luce nel Signore.
Camminate perciò come figli della luce.
Il frutto della luce consiste
in ogni bontà, giustizia e verità.
Non ho gioia più grande di questa:
sapere che i miei figli camminano nella verità.
Mì sono rallegrato di aver trovato
alcuni che vivono nella verità,
come il Padre ci ha ordinato.
Fatevi imitatori di Dio quali figli carissimi
camminate nella carità
nel modo che anche Cristo vi ha amato
e ha dato se stesso per voi
offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore.
Chi odia suo fratello è nelle tenebre, cammina nelle tenebre
non sa dove va,

perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi. In questo sta l'amore,
neI camminare secondo i suoi comandamenti. Questo è il mio comandamento che avete appreso fin dal principio:
amatevi l'un l'altro come io ho amato voi. Camminate in esso.
871
C Invochiamo il Padre di ogni misericordia, chiediamo di essere costruttori del Regno capaci di fare la sua volontà
con umiltà e gioia di saggezza.
T Padre nostro...
C Signore nostro Dio,
Padre della luce,
donaci di perseverare nella ricerca della tua volontà,
di condividere i doni che ci hai dato,
di accettare le diversità senza rancori,
di maturare con unità di intenti,
e di concludere con impegni fattivi.
Per Cristo nostro Signore.
T Amen.
Oppure questa preghiera, che può servire anche di introduzione ai momenti di lavoro:
O Spirito di Dio, luce di verità,
aiutaci a discernere il vero.
Dissipa le nostre illusioni e mostraci la realtà.
Fa' che riconosciamo il linguaggio di Dio
e lo distinguiamo da ogni altra voce.
Mostraci la volontà del Padre
perché ogni nostra decisione
sia orientata a lui.
Aiutaci a scorgere negli avvenimenti
i segni della tua presenza
e ad accogliere le giuste esigenze
di rinnovamento.
Rendici profeti credibili tra i giovani
con la benevolenza di Don Bosco.
Donaci quella perspicacia soprannaturale
che ci faccia scoprire le esigenze della carità
per esaudirle con amore generoso.
Per Cristo nostro Signore.
BENEDIZIONE
CANTO FINALE
872
Preghiera di ringraziamento
Si può recitare durante la celebrazione eucaristica conclusiva, dopo il canto di comunione, oppure in un momento di preghiera finale. In tal caso si suggerisce di terminare con la benedizione di Maria Ausiliatrice o con un altro formulario di benedizione e congedo.
G Ti rendiamo grazie,
Dio onnipotente ed eterno.
Tu ci hai amati fin dall'eternità
e nel tempo ci sostieni con la tua grazia di salvezza.
T Accogli, ti preghiamo,
le fatiche di questi giorni,
rendi fruttuoso il nostro lavoro
perché continuamente rinnoviamo
la profetica presenza di Don Bosco tra i giovani.
G Ti rendiamo grazie,
o Figlio unigenito del Padre.
Tu ci hai chiamati ad essere operai del Regno
e nella Chiesa hai suscitato la nostra Famiglia Salesiana
per soccorrere i giovani poveri e abbandonati.
T Aiutaci ad aprirci con saggezza alle nuove urgenze,
e a maturare nel vincolo dell'unità
e della carità pastorale.
G Ti rendiamo grazie,
Spirito di Sapienza e di Amore.
Tu continui a effondere la tua voce nella Chiesa
e in coloro che sono più attenti
a percorrere le vie della santità.
T Rendi fruttuose le deliberazioni di questo capitolo,
sostieni i confratelli delusi e stanchi,
sorreggi nella prudenza l'iniziativa dei giovani,
dona slancio e saggezza a chi serve nell'autorità,
infondi in noi tutti gioia vera
per ritornare tra i giovani
con il cuore di Don Bosco.
Amen.
873

Appendice
CANTI SALESIANI
ALLA MADONNA
1 I Ausiliatrice, vergine bella,
di nostra vita tu sei la stella; fra le tempeste, deh! guida il core di chi ti chiama Madre d'amore.
Rit. Siam peccatori, ma figli tuoi: Ausiliatrice, prega per noi.
2 Tu che nel cielo siedi Regina a noi pietoso Io sguardo inchina; per l'Uomo Dio che stringi al cuore deh! non privarci del tuo amore.
2 l Lodate Maria — o lingue fedeli,
risuoni ne' cieli — la vostra armonia.
Rit. Lodate, lodate, lodate Maria.
2 Maria, sei giglio — di puri candori, che l'alma innamori — del Verbo tuo Figlio.
3 0 Madre di Dio, — o mistica rosa, soccorri pietosa — lo spirito mio.
4 0 santa Maria, — l'aiuto tuo forte
da' in punto di morte — all'anima mia.
3 0 Regina del cielo, — nostro aiuto, Maria,
del cor nostro tu sei — la più dolce armonia.
La preghiera tu ascolta, — che il tuo popol ti canta, dolce Madre di Dio, — bella Vergine Santa!
Ausiliatrice, Santa Maria, per noi del cielo tu sei la via! Noi ti vogliamo per sempre amar! Stella dei cuori, Stella del mar.
874
A SAN GIOVANNI BOSCO
4 I Giù dai colli, un dì lontano,
con la sola madre accanto, tu scendesti verso il piano, dei tuoi sogni al dolce incanto! Oggi, o Padre, non più solo per le strade passi ancora; dei tuoi figli immenso stuolo con gran giubilo t'onora!
Rit. Don Bosco, ritorna — tra i giovani ancor: ti chiaman frementi — di gioia e d'amor...
2 Sì, ritorna sorridente:
l'opra tua il mondo acclama: ora è vita rifulgente quel che fu già solo e brama! Torna e guarda: a mille a mille stanno i figli all'opre intenti; l'ore scorrono tranquille tra il lavoro e i concenti!
3 Da ogni parte osserva, o Padre, quanta gente a Te si dona: di fanciulli immense squadre fanno dolce a Te corona! Oltre i mari ed oltre i monti chiara splende tua persona; fino agli ultimi orizzonti il tuo nome echeggia e suona.
5 Campane suonate — suonate a distesa!
vibrate gioconde — le note festive! pel mondo a raccolta — dei greggi sognati dei giovani il Padre — trionfa e rivive.
Nell'almo splendore — del Cristo risorto ancor come un giorno — raduna gli erranti dall'ombre di morte — dai torti sentieri soave li chiama — di Fede agl'incanti.
Don Bosco, Don Bosco — dei cuori sovrano ci porgi la mano — ci guida al Signor.
875
6 Dolcissimo santo,
salvezza dei giovani cuori, d'amore a te il canto, di vita a te i fulgidi fiori!
Te cinge festosa
fremente la giovane vita: in te sente ascosa
dei cieli la gioia infinita!
Don Bosco! Don Bosco! te acclaman la terra ed i ciel. Don Bosco! Don Bosco! te canta il tuo popol fedel.
7 1 Sapientiam
dedit illi et prudentiam magnam
et corona iustitiae circumfulsit eum Dominus noster.
Rit. Hymnum cantemus Domino et concinamus inclite
in die solemnitatis quam fecit nobis.
2 Et cordis dedit illi latitudinem magnam
quasi arenas immensas super litus maris Dominus noster.
3 Et in labiis illius dulcedinem posuit quasi lactis et mellis stillantem favum Dominus noster.
4 Honestum fecit illum in finibus terrae et haeredes illius multiplicavit Dominus noster.
8 Rit. Salve, Don Bosco santo!
Tu giovane nel cuori
Guarda: il mondo muore dove non c'è l'amor.
1 Quanti giovani smarriti
che non sanno dove andar!
Quanti giovani perduti!
Né fede, né pace, né luce, né amor:
Don Bosco, vieni incontro a noi!
876

2 Vedi ancor come lottiamo
per servir la verità!
Vedi ancora il nostro impegno
per dare al mondo un soffio di vita!
Don Bosco, vieni incontro a noi!
3 Tu conosci quanto costa
proclamar la libertà!
Tu conosci quanto soffre
chi vede violenza menzogna e dolor!
Don Bosco, vieni incontro a noi!
9 1 Padre, di molte genti padre,
il nostro grido ascolta: è il canto della vita.
Quella perenne giovinezza che tu portavi in cuore, perché non doni a noi?
Rit. Padre, maestro ed amico, noi giovani del mondo guardiamo ancora a te. Apri il nostro cuore a Cristo, sostieni il nostro impegno in questa società.
2 Festa, con te la vita è festa, con te la vita è canto: è fremito di gioia. Oggi tra noi ancora è vivo
l'amore che nutrivi per tutti i figli tuoi.
10 1 Sul tuo prato è cresciuto un nero asfalto, ma nei cortili il tuo nome risuona ancora. Nella tua Dora scorre fango, e cresce il fumo, ma il tuo tempio parla sempre di primavera.
Rit. Scendi nelle strade, scendi ancora: insieme a te cammineremo cantando! Su mille occhi di ragazzi spenti di sorriso ritornerà la vita.
877
2 Nella città di tutti i giorni tu sei atteso: fa' risentire la tua voce di giovinezza. Non sono più spazzacamini, né maniscalchi, ma volti stanchi, intossicati con il progresso.
3 Siamo saliti verso il colle che ti ha donato, là dove il vento è profumato di caldo fieno. Il nostro occhio si disseta nel tuo azzurro
e come il pane noi cerchiamo la tua pace.
11 I Verdi le tue valli
e la voglia dentro il cuore di donarti a tutti noi. Certo non è stato facile, ma forte e umile tu eri
e col bene tu vincevi.
Rit. Tu sei, Don Bosco, amico nostro, amico della gioventù,
amico di chi amore e speranza non ha più.
2 Un sogno molto strano che capivi piano piano chiedeva tutta la tua vita. Gioia e dolori
diventavano tuoi compagni
e non eran certo sogni.
3 Oggi ti chiediamo con la gioia di chi canta: Torna in mezzo a noi, proteggi tutti noi.
Manda il tuo entusiasmo, manda la tua gioia vera, sarà di nuovo primavera.
AL BEATO MICHELE RUA
12 1 Dio è grande nel cielo dei santi, la sua luce vince la notte;
Dio che sconfigge i potenti.
fa sbocciare il grano che muore.
878
Rit. Alleluia! Alleluia! Annunceremo al mondo la sua Pasqua, alleluia! Questo sentiero libero noi scegliamo con lui!
2 Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni;
venne e consegnò la sua vita e un altro seguì il suo sentiero...
3 È un sentiero tracciato da Dio, ha lasciato un'orma di sangue; molti parleranno di morte ma è un sentiero che porta alla vita.
AI BEATI MARTIRI VERSIGLIA E CARAVARIO
13 i Fiume che fecondi la terra e il mare,
sangue del Golgota,
scorri nel silenzio senza fine verso i più lontani orizzonti.
Rit. Gridate, martiri, la vostra gioia: all'uomo senza strade portate speranza! Solo l'Amore è la forza del mondo; Cristo è il re della storia.
2 Tenebre ricoprono l'universo: è l'ora nona ormai.
Escono i risorti, trema il mondo: chi può imprigionare la vita?
3 Dove vai, o terra? Che cosa speri? Quale domani avrai?
Mandaci, Signore, nuovi santi, manda chi possiede il futuro.
879
INDICE ANALITICO
A te, o beato Giuseppe 675
Abbreviazioni e sigle 30
Adorazioni eucaristiche 347
Adsumus (O Spirito di misericordia e di sapienza) 835
Akàthistos (inno della Chiesa greca alla Vergine) 626
Alma Redemptoris Mater 652
Amici dei giovani per prepararli alla vita (preghiera comune) 341
Amore di Dio (preghiera comune) 338
Anafora dei Dodici Apostoli, Gesù Cristo, Signore e Dio nostro 351
Angelo (L') del Signore portò l'annuncio a Maria 41
Angelo di Dio, che sei il mio custode 44
Angelus Domini 650
Anima (L') mia magnifica il Signore 114, 616
Anima di Cristo, santificami 385
Anno liturgico 89
Antifone alla Beata Vergine Maria 647
Anziani - Benedizione dei confratelli anziani 445
- Celebrazioni comunitarie per un fratello anziano o ma
lato 434
Attività (preghiere prima e dopo) 71
Atto di affidamento - a Cristo Re 251
- a Maria 629
Atto di carità 43
- di dolore 45
- di fede 43
- di speranza 43
Ausiliatrice (triduo in onore dell') 517
Ausiliatrice, vergine bella 874
Ave, o Maria 44
Ave, Regina dei cieli 648
Ave, Regina caelorum 652
Avvento - Corona d'Avvento 107
- Introduzione 91
- Quattro veglie 93
B. Callisto Caravario, Il tuo Callisto deve essere completamente
del Signore 743
- Solo l'aiuto continuo del Signore mi può sostenere 744
B. Luigi Guanella - Memoria, 24 ottobre 710
- È Dio che fa 710
880
- Esortazioni alla carità e alla fiducia nella Divina Provvi
denza 711
- Lavorare con allegrezza 712
B. Luigi Orione - Memoria, 12 marzo 677
- Anime! Anime! 677
- L'inno della carità 680
- Serviamo negli uomini il Figlio dell'Uomo 679
B. Luigi Versiglia e Callisto Caravario - Memoria, 25 febbraio 742
- Se occorressero sacrifici, conti su di noi 742
B. Michele Rua - Memoria, 29 ottobre 764
- L'osservanza delle Regole 767
- La pratica della povertà 764
Battesimo vissuto nella consacrazione religiosa 307
Benedizione annuale della comunità 854
- degli infermi 448
- dei confratelli anziani 445
- della Famiglia Salesiana 858
- di Maria Ausiliatrice 628
Brani patristici su Maria 536
- sul Battesimo 318
- sull'Eucaristia 357
- sulla morte 483
Campane suonate 876
Canti salesiani 874
Cantico della Vergine Maria 114
- di Giuditta 16,1-2.13-15 519
- di Isaia 49,1-13 279
Canto delle profezie 111
Capitolo ispettoriale 870
Cara madre Vergine Maria 47
Castità (preghiera comune) 336
CEI, Per un genere diverso di vita 409
- Ripartire dagli ultimi 409
Celebrazioni comunitarie del sacramento della penitenza 394
- comunitarie per un fratello anziano o malato 434
- della parola in onore di Maria 506
Chautard G.B., La devozione a Maria è indispensabile nell'a
postolato 565
Cimitero (visita al) 496
Claudel P., Contemplazione di Maria 645
Comunione - Rito della comunione degli infermi 454
Concilio Vat. II, Gaudium et spes, 22 206
- Importanza della Sacra Scrittura per la teologia 406
- L'attesa dell'umanità 508
881
- La Chiesa venera le Sacre Scritture 405
- Maria e la Chiesa 514
- Maria SS. Ausiliatrice 517
- Partecipe di tutti i misteri di Cristo 547
- Religioso ascolto della parola di Dio 405
- Si raccomanda la lettura della S. Scrittura 406
Confermazione vissuta nella consacrazione religiosa 307
Confesso a Dio onnipotente 45
Consacrati per portare i giovani a Cristo (preghiera comune) 342
Consacrazione religiosa - Celebrazioni della Parola 311
- Introduzione 307
Consigli evangelici (preghiera comune) 332
Corona di Avvento 107
Corpo e Sangue di Cristo (solennità) 245
Costituzioni (dal Proemio) 58
Costituzioni (dalla Presentazione) 58
Cristo Re (solennità) 251
Cromphout F., Noi siamo battezzati nel tuo Spirito, o Signore 63
Cuore di Gesù (solennità) 246
- Litanie 249
Cusano N., Come è grande e dolce, Signore, la tua bontà 350
Da', o Signore, la tua santa benedizione 75
Dante, Vergine Madre, figlia del tuo figlio 644
Defunti - Il ricordo giornaliero dei 495
- Rosario per i 487
Didaché, Ti rendiamo grazie, o Padre santo 378
Dio è grande nei cielo dei santi 879
Dio Padre, tu mi hai consacrato a te nel giorno del battesimo 66
Dio sia benedetto 391
Direttore (insediamento) 860
Dolcissimo santo 876
Domenica 86
Don Bosco. Amare il fratello è accettarlo incondizionata
mente 411
- Amore di Dio e amore del prossimo 410
- Il segno dell'amore: farsi piccoli con piccoli 718
- La frequenza ai santi sacramenti della Confessione e Co
munione 752
- Motivi di confidenza in Maria 576
- O Maria. Vergine potente 631
- Parole sul Cottolengo 686
- Quando non si è più padri, fratelli, amici dei giovani 716
- Spirito di famiglia 414
- Testamento spirituale 415
882
- Triduo in preparazione alla festa 723
- Un testo perenne per l'esame di coscienza del salesiano:
la lettera del 1884 413, 718
Eccomi, o mio amato e buon Gesù 385
Epistolario di Don Bosco - A don Luigi Lasagna, missionario 330
- Con quali disposizioni entrare nella Società 325
- Non si va in paradiso in carrozza 327
- Venga come fratello 324
Esame di coscienza 790
Esercizi spirituali - Celebrazione di apertura 780
- Celebrazione di chiusura 783
- Introduzione 776
Eterno (L') riposo dona loro, o Signore 69, 496
Eucaristia - Adorazione eucaristica 347
- Introduzione 346
Festa dei genitori e parenti dei confratelli 845
- della comunità ispettoriale 848
- della comunità mondiale 852
Feste di famiglia 840
Fiume che fecondi la terra e il mare 879
Follereau R.. Signore, insegnaci a non amare noi stessi 299
Gesù, Giuseppe e Maria 47
Gillet M.S., Il Rosario, preghiera di tutti 572
Giornata di preghiera per la pace 146
Giornate particolari di preghiera - Introduzione 259
Giorno del Signore 86
Giovanni Paolo II. Iuvenum Patris 523
- L'apporto di Maria SS. al Vangelo della sofferenza 562
- Maria SS. Corredentrice, Madre della Chiesa 561
- Maria SS. modello delle persone consacrate 563
- Reconciliatio et paenitentia 407
- San Giuseppe per la sua fede testimone del compimento
della promessa 672
- Ti affido tutti i giovani deI mondo 643
Giovanni XXIII, Immacolata, gaudio dell'universo 553
- O Maria! Il tuo nome 640
- O san Giuseppe, custode di Gesù 675
- Spirito Santo Paraclito, perfeziona in noi 61
Giù dai colli, un dì lontano 875
Gloria al Padre 42
Grandmaison L. de. Per ottenere la bontà 647
Grazie, Signore. per Don Bosco 67
883
Immacolata - Triduo per la solennità 507
Incontri della comunità (preghiera prima e dopo) 830
- della famiglia salesiana 847
Infermi - Benedizione degli infermi 448
- Preghiera per gli 453
- Rito dell'unzione 456
- Rito della comunione 454
Insediamento del direttore 860
Inviolata, integra, et casta es Maria 653
Io credo in Dio, Padre onnipotente 46
Lavoro - Prima e dopo il lavoro e lo studio 74
- Santificazione del 70
Lebbrosi (preghiera di R. Follereau) 299
Lettura spirituale - Introduzione 67
- Preghiere 68
Liberi e poveri in Cristo (preghiera comune) 336
Litanie alla B.V.M., per la riconciliazione 621
- dei santi 469
- del S. Cuore di Gesù 249
- lauretane 617
- lauretane (in latino) 649
- per il rito dell'incoronazione dell'immagine della B.V.M. 619
- ricavate dalla «Lumen gentium. 625
- ricavate dalla «Marialis cultus' di Paolo VI 623
Liturgia ambrosiana, Tu sei il Verbo disceso dal Padre 377
armena, Ti rendiamo grazie, o Cristo, nostro Dio 349
- armena, Ti rendiamo grazie, o Cristo Signore 377
- bizantina, Signore, tu benedici coloro che ti benedicono 349
- mozarabica, Signore, Dio onnipotente, Gesù Cristo 349
Lodate Maria 874
Lyonnet S., In tutto, o Signore, sappiamo di essere limitati 63
Malattia - Celebrazioni comunitarie per un fratello anziano o
malato 434
- e ritorno alla casa del Padre (introduzione) 431
Marchetti G., La verginità di Maria 567
Maria - Celebrazioni della parola 506
- Introduzione 502
- Maestra della nostra missione (preghiera comune) 340
- Preghiere alla Vergine 616
- Triduo in onore dell'Ausiliatrice 517
- Triduo per la solennità dell'Immacolata 507
Medi E., Confidente abbandono 645
Meditazione - Introduzione 49
884
- Preghiera di introduzione 50
- Preghiera di conclusione 64
Memorare, o piissima Virgo Maria 652
Memorie biografiche, Al punto di morte sarai contento del bene
fatto 439
- Amicizia e promozione umana 322
- Brani sulla proposta vocazionale 269
- Brani sulle missioni 290
- Devozione a Maria 528
- Fare incontrare i giovani con Dio 323
- Il sogno dei nove anni 320
- La morte di Don Bosco 480
- Lettera circolare ai Salesiani e alle FMA (6.1.1884) 73I
- Lettera a don Tomatis (7.3.1876) 733
- Pensieri sul tema vocazione 274
- Pensieri di Don Bosco sul Papa 284
- Ricordo di Don Bosco ai suoi missionari 294
- Testamento spirituale di Don Bosco 729, 737
- Un appello ai cattolici 739
Mersch E., Amore materno 568
Missione - Preghiera comune 337
- Preghiera per la nostra missione tra i giovani 298
Missioni - Celebrazioni di preghiera 288
- Formulari di preghiera 295
Monumenta Ecciesiae Liturgica, Ci hai giudicati degni del ban
chetto 376
Moribondi (rito della raccomandazione dei) 464
Morte - Celebrazioni della parola 475
- Malattia e morte (introduzione) 431, 474
Natale - Canto delle profezie 111
- Introduzione 134
- Novena 109
- Preconio 136
- Veglia 139
Newman (card.), O Signore, nostro unico Dio e nostro tutto 61
Novena di Natale 109
- di Pentecoste 221
O Dio, amore fedele totalmente gratuito 722
O _Maria Ausiliatrice, Madre della Chiesa, Ispiratrice e Guida 632
O Maria, madre dei colori 196
O Maria, Madre di Dio e Madre della Chiesa 633
O Maria, Vergine potente (S. Giovanni Bosco) 631
O padre e maestro della gioventù 721
885
O Regina del cielo, nostro aiuto, Maria 875
O sacro convito in cui Cristo è nostro cibo 454, 460
O san Domenico Savio che alla scuola di Don Basco 755
O santa Madre del Redentore. porta dei cieli 647
O Trinità infinita 244
Obbedienza (preghiera comune) 334
Oremus pro Pantifice nostro 287
Ottavario per l'unità dei cristiani 253
Pace (giornata di preghiera per la) 146
Padre nostro 42
Padre. di molte genti padre 877
Paolo VI, Causa della nostra letizia 555
- Gli insegnamenti del fabbro silenzioso e laborioso 670
- culto verso Maria 558
- I/ Rosario, compendio del Vangelo 559
- Madre della Chiesa 554
- Maria modello di fede 511
- Maria, specchio delle attese del nostro tempo 556
- Noi crediamo che Maria è la Madre 642
- O Gesù, divino Pastore delle anime 281
- O Maria SS., Madre della Chiesa 641
- Preghiera ecumenica 255
- Signore. Dio di pace 147
- Tu ci sei necessario 200
Papa (celebrazioni di preghiera) 282
Passione (celebrazioni sulla) (tre schemi) 197
Pasti - dopo i pasti 80
- prima dei pasti 75
Penitenza - Celebrazioni comunitarie del sacramento 394
- Introduzione 392
Pentecoste - Introduzione 220
- Novena 22I
- Veglia 227
Perseveranza (preghiera per la) 267
Pio XII, A Maria Santissima, Regina del cielo e della terra 638
- Elevazione a Maria Assunta in cielo, nostra speranza 637
- La bellezza e lo splendore di Maria 550
- O Vergine, bella come la luna 640
- Regina di tutte le cose create 551
- Supplica alla Vergine 639
Polisalmo dell'attesa (di Natale) 113
Povertà (preghiera comune) 335
Preconio di Natale 136
Preghiamo come Don Bosco nella fedeltà al Papa 288
886

Preghiera - della Famiglia Salesiana 847
- delle religioni per la pace I50
- di affidamento 64
- individuale (vita di) 8I
- per i genitori e parenti viventi 846
- per i giubilei 850
- per il Papa, servo nella carità di Dio 286
- per il Rettor Maggiore 853
- per la beatificazione dei servi di Dio della Famiglia Sa
lesiana 771
- per la buona morte 801
- per la festa della comunità 844
- semplice (di san Francesco d'Assisi) 15I
Preghiere - prima e dopo i pasti 75
- prima e dopo le azioni 70
- tradizionali del mattine 41
- tradizionali della sera 44
Prima e dopo - i pasti 75
- il lavora e lo studio 74
- un incontro della comunità educativa 834
- una predica o una conferenza 833
- un incontro comunitario o del Consiglio della casa 830
Primo giorno dell'anno civile 144
Professione - Rinnovazione degli impegni 784
Quaresima - Introduzione 151
Raccomandazione dei moribondi 464
Rahner K., Immersa nella luce di Dio 575
- Noi crediamo che tu rimani con noi 62
Regina cadi 65 I , 654
Regina dei cieli, rallegrati 648
Regina del cielo, rallegrati 42. 46
Riconciliazione - Introduzione 392
Ricordati, o piissima Vergine Maria (S. Bernardo) 633
Rinnovazione - degli impegni della professione 784
- dei voti (preghiera comune) 343
- delle promesse battesimali 331
Ritiri mensili - Celebrazioni per la conclusione 803
- Introduzione 788
- Tracce di riflessione personale e comunitaria 789
Rosario - con clausole 614
- Introduzione 602
- per i defunti 487
- tradizionale 605
887
S'accende una luce all'uomo quaggiù 108
S. Agostino, O Signore, nostro Dio, nostra unica speranza 59
- O Signore, nostro Dio, insegnaci dove e come cercarti 59
S. Antonio di Padova, Stella del mare 545
S. Bernardo, Il nome di Maria - Stella del mare 540
- Nell'angustia io sono con lui 442
- Ricordati, o piissima Vergine Maria 633
S. Bonaventura, La passione del Figlio e la compassione della
Madre 544
S. Domenico Savio - Festa, 6 maggio 750
S. Efrem Siro, Da Maria è sorta la luce 536
S. Elisabetta della Trinità, O Vergine fedele 635
S. Francesco d'Assisi, Preghiera semplice 151
- Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo 351
S. Francesco di Sales - Festa, 24 gennaio 660
- Gli esercizi della mortificazione esteriore 663
- La mansuetudine con il prossimo e i rimedi contro l'ira 661
- La pazienza unita alle altre virtù 440
- Occorre far tutto per amore, e nulla per timore 664
- Pensiamo ai beni celesti 319
S. Germano di Costantinopoli, L'assunzione di Maria epilogo
dell'annunciazione del Signore 539
S. Germano, Ave, Maria! Piena di grazia, più santa dei santi 634
S. Giovanni Bosco - Solennità, 31 gennaio 716
S. Giovanni Crisostomo, Adorna il tempio, ma non trascurare
i poveri 404
- Le cinque vie della riconciliazione 402
S. Giovanni Damasceno, Nella gloria di Dio 541
S. Giuseppe - Solennità, 19 marzo 670
S. Giuseppe Benedetto Cottolengo - Memoria, 30 aprile 685
S. Giuseppe Cafasso - Memoria, 23 giugno 701
- La dolcezza e la carità 703
- Lo spirito di orazione 701
S. Leonardo Murialdo - Memoria, 18 maggio 690
- I nostri giovani 691
- Lo spirito di fede 690
S. Luigi G. di Montfort, Madre ammirabile, presentami 635
- A Gesù per mezzo di Maria 574
S. Luigi Gonzaga - Memoria, 21 giugno 695
- Alla madre, pochi giorni prima della morte 697
- Lettera al fratello 695
S. Maria Domenica Mazzarello - Festa, 13 maggio 757
- Da una lettera del 20.10.1879 757
- Consigli a una missionaria in partenza 758
S. Massimiliano Kolbe, Affidamento a Maria 636
888

- Concedimi, o Vergine Immacolata 636
S. Pier Damiani, Maria ci ha donato il Pane vivo 542
S. Pietro Crisologo, La preghiera bussa, il digiuno ottiene, la
misericordia riceve 401
S. Pio X - Memoria, 21 agosto 706
- Mediatrice di grazia 548
- Si formi Cristo in ognuno 706
S. Sofronio, La benedetta fra le donne 538
S. Tommaso d'Aquino, Accordaci, o Dio misericordioso 60
Sacramenti - Introduzione 303
Salmo 22: Il Signore è il mio pastore 277, 465, 476
Salmo 24: A te, Signore, innalzo l'anima mia 466
Salmo 90: Tu che abiti al riparo dell'Altissimo 466
Salmo 113: Quando Israele uscì dall'Egitto 467, 477
Salmo 114: Amo il Signore perché ascolta 467
Salmo 120: Alzo gli occhi verso i monti 468
Salmo 122: A te levo i miei occhi 468
Salmo 129: Dal profondo a te grido, o Signore 476
Salmo 138: Signore, tu mi scruti e mi conosci 278
Salve, Don Bosco santo! 877
Salve, Regina, madre di misericordia 48, 647
Salve, Regina, mater misericoridiae 653
Sancta Maria, succurre miseria 653
Santi (il ricordo dei santi) 657
Santissima e Immacolata Vergine Ausiliatrice 64
Santissima e Immacolata Vergine Maria, noi guardiamo a te 631
Sapientiam 876
Scheeben M.J., Luce del sacerdozio cattolico 564
Scrutini (preghiera, fraternità, povertà) 808
Sigle e abbreviazioni 30
Signore Dio, nostro Padre, amore fedele, totale e gratuito 65
Signore Gesù, tu hai donato a Don Bosco quale Madre 632
Signore, fa' di me uno strumento della tua pace 151
Sotto Ia tua protezione cerchiamo rifugio 648
Spirito Santo (preghiere allo) 835
SS. Trinità (solennità della) 244
Stabat mater dolorosa 195
Studio (prima e dopo il lavoro e lo studio) 74
Sub tuum praesidium 653
Suenens L.I., Maria offre il Salvatore a un mondo in ricerca 571
- Maria, dono di Dio 570
Sul tuo prato 878
Taulero G., La pace nella prova 443
Tempo ordinario - Introduzione 242
889
Tempo pasquale - Celebrazioni vigiliari (due schemi) 214
Tempo pasquale - Introduzione 212
Ti adoro, mio Dio (mattino) 43
Ti adoro, mio Dio (sera) 44
Ti rendiamo grazie, o Signore, per Don Bosco 722
Ti ringraziamo, o Signore, per il cibo che ci hai dato 80
Tota pulchra es, Maria 654
Triduo - in preparazione alla festa di S. Giovanni Bosco 723
- pasquale (Introduzione) 210
Tutta bella sei, o Maria 648
Ufficio vigiliare delle domeniche di Avvento 106
Ultimo giorno dell'anno civile 139
Unità dei cristiani (ottavario di preghiera) 253
Unzione degli infermi (rito dell') 456
Veglia di Natale 139
- di Pentecoste (quattro schemi) 227
Veglie di Avvento 93
Veni, creator Spiritus 52
Venite, adoriamo il Cristo Salvatore 111
Verdi le tue valli 878
Via crucis (due schemi) I54
Viatico (rito del) 460
Vieni, o Spirito creatore 51. 836
Vieni, o Spirito Santo, manda a noi del cielo 53
Vieni. Spirito Santo. riempi i cuori dei tuoi fedeli 68
Viganò E., O Maria Ausiliatrice, Madre della Chiesa 632
- Ausiliatrice e Madre della Chiesa 578
- Devozione all'Ausiliatrice e apostolato giovanile 583
- L'Atto di Affidamento a Maria 584
- L'Ausiliatrice e il carisma salesiano 580
- La devozione a Maria Ausiliatrice e iI nostro impegno
apostolico e ecclesiale 579
- La devozione a Maria Ausiliatrice nella Famiglia Salesiana 582
Virgo parens Christi benedicta 653
Visita - al cimitero 496
ispettorialc e visita straordinaria 865
Vita - donare la propria vita (preghiera comune) 339
- di preghiera individuale 81
Vocazioni - sacerdotali e religiose 261
- salesiane (preghiera per) 266
890