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In dialogo con il Signore (parte 4)

In dialogo con il Signore

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PARTE QUARTA

MARIA
NEL MISTERO
DI CRISTO
E DELLA CHIESA

«La Vergine Maria ha indicato a Don Bosco il suo campo d'azione tra i giovani e l'ha costantemente guidato e sostenuto specialmente nella fondazione della nostra società. Crediamo che Maria è presente tra noi e continua la sua "missione di Madre della Chiesa e Ausiliatrice dei cristiani". Ci affidiamo a Lei, umile serva in cui il Signore ha fatto grandi cose, per diventare tra i giovani testimoni dell'amore inesauribile del suo Figlio» (Cost. 8).

«Maria, Madre di Dio, occupa un posto singolare nella storia della salvezza.

Essa è modello di preghiera e di carità pastorale, maestra di sapienza e guida della nostra Famiglia.

Contempliamo e imitiamo la sua fede, la sollecitudine per i bisognosi, la fedeltà nell'ora della croce e la gioia per le meraviglie operate dal Padre.

Maria Immacolata e Ausiliatrice ci educa alla pienezza della donazione al Signore e ci infonde coraggio nel servizio dei fratelli.

Nutriamo per Lei una devozione filiale e forte. Recitiamo quotidianamente il rosario e celebriamo le sue feste per stimolarci ad un'imitazione più convinta e personale» (Cost. 92).

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1. LA DEVOZIONE ALLA VERGINE NELLA CHIESA
E NELLA FAMIGLIA SALESIANA

1.1. MARIA MADRE DELLA CHIESA
E CULTO DELLA CHIESA PER MARIA

Il Concilio Vaticano II ci ha dato una sintesi meravigliosa della dottrina mariana e norme che, precisate dal Magistero postconciliare, debbono guidare, in armonia con tale dottrina, le espressioni del culto alla Vergine sia nelle sue manifestazioni liturgiche che nei «pii esercizi» della pietà cristiana. Paolo VI ha felicemente sintetizzato in due articoli della «Solenne professione di fede» da lui pronunciata a chiusura dell'Anno della Fede (30 giugno 1968) l'insegnamento della Chiesa circa la Vergine Maria, la sua missione nella storia della salvezza, le sue prerogative e privilegi come Madre del Redentore, il suo ufficio materno nei riguardi della Chiesa e di tutti i credenti (cf Ench. Vat. 3, nn. 550-551).

Aspetti fondamentali della dottrina mariana sono, tra gli altri, la totale ordinazione dell'azione di Maria all'opera di Cristo, unico mediatore, la sua esemplarità nei riguardi della Chiesa e la perpetuità del suo ufficio materno per i «fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti... fino a che siano condotti nella patria beata» (LG 62).

«Al posto singolare» che Maria occupa nel piano redentivo di Dio «corrisponde un culto singolare per Lei». Esso «rientra... quale parte nobilissima, nel contesto di quel culto sacro che è compito primario del popolo di Dio... elemento qualificante della genuina pietà della Chiesa» (MC Introduzione).

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Esso deve però rispondere ad alcune esigenze, che Paolo VI nella esortazione Marialis cultus presenta come «orientamenti per il rinnovamento della pietà cristiana» (cf MC II parte). Sono in particolare da rilevare:

—  la «nota trinitaria, cristologica ed ecclesiale» (cf MC 25-28), per evidenziarne la relazione «al Padre, per Cristo, nello Spirito Santo» e il collegamento con la vita della Chiesa;

—  i «quattro orientamenti: biblico, liturgico, ecumenico, antropologico» (cf MC 29-39) «per rendere più vivo e più sentito il legame che ci unisce alla Madre di Cristo e Madre nostra nella comunione dei santi».

È poi essenziale che in ogni espressione di pietà mariana si attui quanto il Concilio Vaticano II ribadisce circa la «vera devozione»: essa «procede dalla vera fede, dalla quale siamo portati a riconoscere la preminenza della Madre di Dio, e siamo spinti al filiale amore verso la Madre nostra e all'imitazione delle sue virtù» (LG 67; cf Cost. 92). Realizzeremo così in noi quella che Paolo VI ha chiamato «la fortuna di essere discepoli della devozione mariana».

1.2. LA PRESENZA DI MARIA
NELLA SPIRITUALITÀ

E NELLA PEDAGOGIA SALESIANA

La dimensione mariana — «elemento intrinseco del culto cristiano» (MC 56) — ha nella spiritualità e nella pedagogia salesiana un'attuazione peculiare, in rispondenza alla parte che Maria SS. ha avuto nella nascita e nello sviluppo della Congregazione e della Famiglia Salesiana («Tutto è opera della Madonna») e in conformità alla devozione che Don Bosco ha avuto per la Vergine Immacolata Ausiliatrice e ha lasciato come preziosa eredità ai suoi figli.

La fede della Chiesa nel mistero di Maria SS. (cf la professione di fede di Paolo VI) è la fede di Don Bosco e di ogni Salesiano; essa qualifica la nostra vocazione e la nostra missione: «Crediamo... che lo Spirito Santo suscitò, con l'intervento materno di Maria, san Giovanni Bosco» (Cost. 1); «Crediamo che Maria è presente tra noi e continua la sua "missione di Madre della Chiesa e Ausiliatrice dei cristiani"» (Cost. 8); «Camminiamo con i giovani per condurli alla persona nel Signore risorto... La Vergine è una presenza materna in questo cammino» (Cost. 34).

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Da questa fede sgorga «una devozione filiale e forte» (Cost. 92) che ha momenti intensi di celebrazione sia personale che comunitaria e caratterizza la nostra pastorale giovanile, sacramentale insieme e mariana.

La pietà mariana «salesiana» è, quindi, in piena sintonia con quella della Chiesa: ne privilegia le celebrazioni liturgiche; è sensibile alle celebrazioni della Chiesa locale; cura con affetto filiale quelle che esaltano la predilezione materna di Maria per la Famiglia Salesiana e per la missione giovanile; alle norme del culto della Chiesa si ispira nella preparazione e nell'attuazione («con dignità e fervore»: Cost. 89) di ogni celebrazione.

La preparazione delle feste mariane era molto curata da Don Bosco ed è sempre una garanzia per la loro efficacia spirituale e pastorale. La comunità salesiana ne tiene conto nella programmazione della sua vita di pietà (cf Reg. 69).

La preghiera mariana ha tre aspetti che dobbiamo curare in modo consapevole : è preghiera che facciamo con Maria, per mezzo di Maria, a Maria. Con Maria, «la Vergine in preghiera» (MC 18) e «la Vergine dell'ascolto» (MC 17), che è costantemente presente nel cammino della Chiesa (cf «Redemptoris Mater» 25c) ed è anche modello della sua preghiera; per mezzo di Maria, fiduciosi nella potenza della sua intercessione presso Dio; a Maria, sicuri che accoglie con cuore materno le nostre suppliche, come dice l'antica preghiera: «Ricordati, o piissima Vergine Maria: non si è mai udito al mondo che qualcuno sia ricorso al tuo patrocinio, abbia invocato il tuo aiuto, chiesta la tua protezione, e sia stato abbandonato» (Memorare).

1.3. PROPOSTE CELEBRATIVE

La varietà delle espressioni della pietà mariana e delle situazioni (di luogo, di tempo, di circostanze, di assemblee...) in cui si celebrano richiede sempre, per la loro adeguata preparazione, quella sana «creatività» (cf Cost. 86) che, per l'im‑

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pegno che esige, è essa stessa frutto e segno di «filiale e forte devozione» alla Vergine.

Nella presente sezione si trovano testi e sussidi utili, variamente componibili, per la varietà delle celebrazioni, quali possono essere: Liturgie della Parola; Celebrazioni per tridui o novene; Veglie di preghiera; Letture omiletiche; Letture spirituali...

—  Una prima parte («Celebrazioni della Parola») è dedicata in genere alle celebrazioni mariane, con lo schema di due tridui: rispettivamente per le Feste dell'Immacolata e dell'Ausiliatrice.

—  Una seconda parte («Il santo Rosario») è dedicata in particolare al Rosario e ai «pii esercizi» ispirati al Rosario.

—  Una terza parte («Preghiere alla Vergine») offre varie formule di preghiera, che potranno offrire utile sussidio sia alle espressioni della pietà personale che alle celebrazioni comunitarie.

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2. CELEBRAZIONI DELLA PAROLA

2.1. ONORIAMO
LA VERGINE IMMACOLATA AUSILIATRICE

La ricchezza del mistero di Maria e della sua missione nella storia della salvezza è specificata, nella dottrina della Chiesa e nella pietà dei fedeli, dalla molteplicità di titoli che ne evidenziano le prerogative e con i quali è onorata e invocata. Molti santi sono anche stati apostoli di qualcuna delle prerogative della Madonna.

Don Bosco ha venerato la Vergine SS. particolarmente sotto i titoli di Immacolata e di Ausiliatrice; ne ha curato in modo speciale le solennità; ne ha lasciato ai suoi figli la devozione come caratteristica di famiglia. Sono significative, a tale proposito, due sue asserzioni: «Tutte le nostre cose più grandi ebbero principio e compimento nel giorno dell'Immacolata» (MB 17,510); «La Madonna vuole che la onoriamo sotto il titolo di Maria Ausiliatrice» (MB 7,339). A chiusura della lettera da Roma (10.5.1884) dice ai suoi figli: «La festa di Maria Ausiliatrice deve essere il preludio della festa eterna che dobbiamo celebrare tutti insieme uniti un giorno in paradiso». La tradizione salesiana si è mantenuta fedele a questa consegna paterna.

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Si offre qui lo schema di due tridui, variamente utilizzabili (e modificabili) in accordo con le esigenze particolari delle comunità: uno in onore dell'Immacolata; l'altro in onore dell'Ausiliatrice.

—  Il triduo per la festa dell'Immacolata ne accentua la collocazione liturgica nel tempo forte dell'Avvento e la funzione di preparazione alla celebrazione del mistero dell'incarnazione del Verbo (cf MC 4).

—  Il triduo all'Ausiliatrice accentua, nelle letture proposte e nelle preghiere, tre aspetti caratteristici di questa devozione mariana: il patrocinio dell'Ausiliatrice sulla Chiesa; la sua funzione materna nella missione giovanile; la sua presenza nella Congregazione e nella Famiglia Salesiana.

2.1.1. TRIDUO PER LA SOLENNITÀ DELL'IMMACOLATA

Con Maria in attesa dell'Emmanuele

1° giorno: Maria, la Vergine in attesa

CANTO

DIALOGO DI INIZIO

C Il Dio dell'alleanza,

che compirà le sue promesse

nell'unigenito suo Figlio,

sia tra voi presenza di pace e salvezza.

T E con il tuo spirito.

C Fratelli, guardiamo con speranza a Maria, uniamoci alla sua fiduciosa attesa e contempliamo la presenza di Dio nei nostri cuori.

C Preghiamo.

O Signore, Dio onnipotente,

che in Maria, mistica aurora della redenzione,

hai compiuto le tue promesse antiche,

concedi a noi la forza di credere

nell'avvento del tuo Regno,

donaci un cuore grande per servire,

nella gioia di averti con noi,

e insegnaci a sperare offrendo i nostri giorni

per preparare le tue vie.

In Cristo Gesù e nostro Signore

T Amen.

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LETTURA: L'attesa dell'umanità

Ignoriamo il tempo in cui avranno fine la terra e l'umanità, e non sappiamo il modo con cui sarà trasformato l'universo. Passa certamente l'aspetto di questo mondo, deformato dal peccato. Sappiamo, però, dalla rivelazione che Dio prepara una nuova abitazione e una terra nuova, in cui abita la giustizia, e la cui felicità sazierà sovrabbondantemente tutti i desideri di pace che salgono nel cuore degli uomini. Allora, vinta la morte, i figli di Dio saranno risuscitati in Cristo, e ciò che fu seminato nella debolezza e corruzione rivestirà l'incorruzione; e restando la carità con i suoi frutti, sarà liberata dalla schiavitù della vanità tutta quella realtà, che Dio ha creato appunto per l'uomo.

Certo, siamo avvertiti che niente giova all'uomo se guadagna il mondo intero ma perde se stesso. Tuttavia l'attesa di una terra nuova non deve indebolire, bensì piuttosto stimolare la sollecitudine nel lavoro relativo alla terra presente, dove cresce quel corpo dell'umanità nuova che già riesce ad offrire una certa prefigurazione che adombra il mondo nuovo. Pertanto, benché si debba accuratamente distinguere il progresso terreno dallo sviluppo del Regno di Dio, tuttavia, nella misura in cui può contribuire a meglio ordinare l'umana società, tale progresso è di grande importanza per il regno di Dio. Ed infatti, i beni, quali la dignità dell'uomo, la fraternità e la libertà, e cioè tutti i buoni frutti della natura e della nostra operosità, dopo che li avremo diffusi sulla terra nello Spirito del Signore e secondo il suo precetto, li ritroveremo poi di nuovo, ma purificati da ogni macchia, ma illuminati e trasfigurati, allorquando il Cristo rimetterà al Padre «il regno eterno ed universale» (GS 39).

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MEDITAZIONE CORALE

La nostra vita, Signore, è fatta di attesa:

attendiamo una notizia, una persona, un evento. Attendiamo perché siamo vivi,

incapaci di accontentarci del nostro oggi;

desiderosi di superarci per essere nuovi, gioiosi di divenire, in futuro, quelli che ora non siamo.

Nuova abitazione in terra nuova aspettiamo dove giustizia e pace regneranno.

I nostri desideri inappagati,

sincere speranze di vita piena,

troveranno rifugio nel tuo cuore di padre. Compi, Signore, la nostra fervida attesa!

Le tue promesse sono le nostre speranze, Padre.

Hai mandato Gesù Cristo

e ancora aspettiamo il Salvatore.

Troviamo in lui morto e risorto

la gioiosa certezza che tu vinci la morte.

Alla sua venuta, debolezza e corruzione svaniranno.

Gioiosi, cammineremo con Cristo verso te.

L'impegno per il mondo, le conquiste della scienza, l'infaticabile lavoro, il progresso umano; l'attesa operosa di un mondo migliore preparano, o Padre, la venuta di Cristo. Fraternità, libertà, bontà, ogni conquista umana sono l'annuncio del tuo dono più pieno.

Vergine in attesa,

donaci coraggio di saper aspettare;

aperti al futuro

ma laboriosi nel presente.

LETTURA BIBLICA

Destinati alla gloria attendiamo con speranza il compiersi delle promesse (Rm 8,18-27).

BREVE OMELIA

RIFLESSIONE PERSONALE AZIONE DI GRAZIE

C È veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l'inno di benedizione e di lode,

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Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.

Egli fu annunziato da tutti i profeti,

la Vergine Madre l'attese e lo portò in grembo

con ineffabile amore,

Giovanni proclamò la sua venuta

e lo indicò presente nel mondo.

Lo stesso Signore,

che ci dona di prepararci con gioia

al mistero del suo Natale,

ci trovi vigilanti nella preghiera, esultanti nella sua lode.

Ed ora insieme a Maria,

eleviamo il nostro canto:

T L'anima mia magnifica il Signore...

PREGHIERA COMUNE

C Invochiamo Maria, modello e primizia della nuova creazione, che nella fiduciosa attesa del Salvatore ha accolto in sé il compiersi delle promesse.

Intercessioni (v. p. 587).

Oppure: Litanie della Madonna (v. p. 617ss).

ORAZIONE FINALE

C Accogli, Signore, la preghiera che, nella trepida attesa del Salvatore, ti rivolgiamo con l'intercessione di Maria, segno di speranza, Vergine orante nella contemplazione di Colui che aveva accolto nel suo grembo: Gesù Cristo nostro Signore.

T Amen.

BENEDIZIONE (anche una benedizione mariana solenne dal Messale)

2° giorno: Maria, Vergine fedele

CANTO

DIALOGO DI INIZIO (come il primo giorno)

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C Preghiamo.

Fratelli, all'annuncio dell'angelo

la Vergine accolse con fede

la Parola del Signore.

La sua generosa disponibilità

e la sua fiducia in Dio, che mai abbandona,

ridesti la nostra fede vacillante.

Maria, la Vergine fedele,

interceda presso il Padre

perché possiamo andare incontro

al Cristo che viene oggi e sempre.

Egli è Dio...

T Amen.

LETTURA: Maria modello di fede

Maria è la Vergine in ascolto, che accoglie la parola di Dio con fede; e questa fu per lei premessa e via alla maternità divina poiché, come intuì sant'Agostino, «la beata Maria colui (Gesù) che partorì credendo, credendo concepì»: infatti, ricevuta dall'angelo la risposta al suo dubbio, «essa piena di fede e concependo il Cristo prima nella sua mente che nel suo grembo, ecco — disse — la serva del Signore, sia fatto di me secondo la tua parola»; fede che fu per lei causa di beatitudine e certezza circa l'adempimento della promessa: «e beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore»; fede con la quale ella, protagonista e testimone singolare dell'incarnazione, ritornava sugli avvenimenti dell'infanzia di Cristo, raffrontandoli tra loro nell'intimo del suo cuore.

Questo fa anche la Chiesa, la quale, soprattutto nella sacra liturgia, con fede ascolta, accoglie, proclama, venera la parola di Dio, la dispensa ai fedeli come pane di vita e alla sua luce scruta i segni dei tempi, interpreta e vive gli eventi della storia (MC 17).

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PREGHIERA CORALE

Dio, Padre buono,

rendici liberi e responsabili, poveri nello spirito, generosi

aperti alla verità:

a tutta la verità,

anche a quella che ci fa paura,

perché scova i nostri egoismi, le nostre complicità

ci rende credenti.

Maria, Vergine fedele,

intercedi per la santa Chiesa,

perché si affidi totalmente alla Parola.

La Parola proclamata

divenga, per noi, Corpo di Cristo,

atteggiamento di vita, storia concreta.

Rendici coraggiosi testimoni di Cristo risorto,

una sua lettera vivente ai nostri fratelli.

LETTURA BIBLICA

La Vergine in ascolto di Dio (Lc 1,26-39).

AZIONE DI GRAZIE

C Il Signore sia con voi.

T E con il tuo spirito.

C In alto i nostri cuori.

T Sono rivolti al Signore.

C Rendiamo grazie al Signore nostro Dio.

T È cosa buona e giusta.

C È veramente giusto, o eterno Padre,

renderti grazie:

con libero e arcano disegno di sapienza e bontà

hai creato l'universo,

hai chiamato gli uomini

a partecipare alla tua natura divina.

Caduti in Adamo, non li hai abbandonati,

ma hai iniziato il tuo disegno di salvezza

«chiamando» un uomo, Abramo,

che sperando contro ogni speranza «credette».

Il suo atto di fede lo rese padre di tutti i credenti,

dette inizio al popolo dell'antica alleanza.

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Lungo i secoli, o Padre,

hai sempre continuato questo dialogo di amore creando cuori umili e disponibili alla tua chiamata

suscitando in essi la risposta di fede. Infine, nella pienezza dei tempi, inviasti un angelo, tuo messaggero, a Maria, la vergine povera che nella sua umiltà tutto attende da te suo creatore. Nella fede accolse in sé la tua Parola

divenne la Madre del tuo Figlio

di tutti i credenti,

l'inizio della nuova alleanza e del nuovo popolo. Per questo, pieni di gioia,

esultiamo per la fede che tu hai suscitato in Maria

con lei magnifichiamo senza fine il tuo nome cantando:

T L'anima mia magnifica il Signore...

PREGHIERA DI INTERCESSIONE e atti conclusivi come il primo giorno

Oppure: Invocazione a Maria, Vergine fedele

Ave, o Maria, piena di grazia, ancella obbediente

nata col sì che ti sposava a Dio:

il tuo assenso nuziale è durato una vita.

Vergine fedele, la tua fedeltà ha offerto a Dio

un cuore verginalmente libero,

terra feconda senza triboli:

e il seme dello Spirito vi è cresciuto

in ogni suo spazio, senza resistenza,

senza riserva alcuna.

Ave, o regina del regno di Dio,

Arca dell'alleanza,

tabernacolo della legge,

nido dello Spirito,

testimone incorrotta della Parola data e ricevuta.

Ave, o sede della sapienza,

intercedi per noi, infedeli,

perché Dio voglia riconciliarci nella tua fedeltà.

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3° giorno: Maria, Madre della Chiesa

CANTO E DIALOGO DI INIZIO (come il primo giorno)

C Preghiamo.

O Dio, fonte di ogni bontà,

a imitazione della madre del suo Signore

concedi alla Chiesa,

con la virtù dello Spirito Santo,

di conservare integra la fede,

solida la speranza,

sincera la carità,

per poter essere corpo di Cristo

che vive con te e con lo Spirito

per tutti i secoli dei secoli.

T Amen.

LETTURA: Maria e la Chiesa

E questa maternità di Maria nell'economia della grazia perdura senza soste dal momento del consenso prestato nella fede al tempo dell'annunciazione e mantenuto senza esitazioni sotto la croce, fino al perpetuo coronamento di tutti gli eletti. Difatti, assunta in cielo, ella non ha deposto questa missione di salvezza, ma con la sua molteplice intercessione continua a ottenerci i doni della salvezza eterna.

Nella sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora pellegrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata.

Per questo la beata Vergine è invocata nella Chiesa con i titoli di avvocata, ausiliatrice, soccorritrice, mediatrice. Questo però va inteso in modo che nulla detragga o aggiunga alla dignità e alla efficacia di Cristo, unico mediatore (LG 62).

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MEDITAZIONE CORALE

Vergine Maria, tu sei la donna

veramente disponibile e responsabile: la donna totalmente libera di sé e disponibile alla chiamata del Padre.

Hai accolto con fede profonda

la proposta del Padre

di una maternità verginale

per l'amore che portavi a noi uomini.

Un «sì» doloroso e gioioso

con il quale collaborasti attivamente

al piano di salvezza del Padre.

Un «sì» che ti avrebbe condotta

ai piedi della croce,

ma anche alla glorificazione nel cielo.

LETTURA BIBLICA

La Donna vestita di sole (Ap 12,1-12a).

AZIONE DI GRAZIE E PROFESSIONE DI FEDE

C il Signore sia con voi.

T E con il tuo spirito.

C Lodiamo il Signore perché è buono.

T Egli per noi compie meraviglie.

C È giusto e doveroso rendere grazie a te, Padre, per le meraviglie

che hai operato nella nostra storia.

In Maria hai segnato l'inizio della Chiesa, Sposa di Cristo senza macchia e senza ruga, splendente di bellezza.

In lei, primizia e immagine della Chiesa, hai rivelato il compimento del mistero di salvezza e hai fatto risplendere per il tuo popolo, pellegrino sulla terra,

un segno di consolazione e di sicura speranza.

Nella verginità feconda di Maria veneriamo la Madre di Cristo e la Madre della Chiesa.

Ti preghiamo, Padre, la Chiesa associata con lei

alla passione di Cristo tuo Figlio partecipi alla gloria della risurrezione per magnificare con lei il tuo santo nome.

Cristo Salvatore,

ai tuoi apostoli

riuniti nel cenacolo con Maria

hai donato lo Spirito Santo, il Consolatore.

Effondi anche su di noi il tuo Santo Spirito che ci dà la gioia di proclamare la nostra fede:

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T Crediamo in Dio Padre che nella pienezza dei tempi

mandò suo Figlio, nato da donna, perché ricevessimo l'adozione a figli.

Crediamo in Cristo

che per noi uomini e per la nostra salvezza è disceso dal cielo

si è incarnato

per opera dello Spirito Santo in Maria Vergine.

Crediamo nello Spirito Santo, che ha reso la Madre di Dio

tutta santa e immune da ogni peccato, quasi plasmata e resa nuova creatura.

Crediamo che Maria

ha accolto nel cuore e nel corpo il Verbo di Dio

ha portato la Vita al mondo.

Crediamo che lei è Madre del Figlio, Figlia prediletta del Padre e tempio dello Spirito Santo.

Crediamo che Maria

ha cooperato in modo tutto speciale all'opera del Salvatore,

con l'obbedienza, la fede, la speranza

l'ardente carità.

Madre per noi nell'ordine della grazia.

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Maria,

figura della Chiesa,

santa Vergine e Madre amorosa,

con la tua materna carità

guarda al pellegrinante popolo di Dio.

La tua molteplice intercessione

e materna carità

soccorra i fratelli del Figlio tuo.

Tu, Avvocata, Soccorritrice,

Aiuto dei cristiani.

Madre di Dio

e Madre nostra, Maria!

BENEDIZIONE CANTO

2.1.2. TRIDUO IN ONORE
DI MARIA SS. AUSILIATRICE

1° giorno: Maria SS. Madre e Ausiliatrice della Chiesa

CANTO

RITI INIZIALI

C Nel nome del Padre...

La benedizione di Dio, che ha costituito Maria madre, modello e aiuto della sua Chiesa, sia con tutti voi. T E con il tuo spirito.

C Il ruolo di Maria nella storia della salvezza e tutti i privilegi che Dio le ha concessi sono collegati al mistero della sua maternità: Madre del Redentore e Madre di tutti i redenti. Paolo VI, a chiusura della terza sessione del Concilio Vaticano II, la proclamò solennemente «Madre della Chiesa». Proprio perché Madre, essa è anche Ausiliatrice della Chiesa, dei Pastori e di tutti i cristiani; la Chiesa perciò la invoca «con i titoli di Avvocata, Ausiliatrice, Soccorritrice, Mediatrice» (LG 62).

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Quale apostolo del titolo di Ausiliatrice, essa suscitò Don Bosco, che disse ai suoi figli: «La Madonna vuole che la onoriamo sotto il titolo di Maria Ausiliatrice» (MB 7,339).

In atteggiamento di ascolto e di preghiera, vogliamo crescere nella consapevolezza di questa prerogativa della Vergine, per affidarci più fiduciosamente al suo materno aiuto.

C Preghiamo.

O Signore, che hai costituito la Vergine Maria Madre della Chiesa e potente aiuto dei cristiani, fa' che, crescendo nella sua conoscenza, siamo più disponibili alle iniziative del suo amore. Tu che vivi nei secoli.

T Amen.

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura

G Nell'Antico Testamento Dio ha suscitato grandi figure di donne, nelle quali ha voluto manifestare la sua bontà e la sua potenza a salvezza del suo popolo. In esse la Chiesa vede «tipi» o prefigurazioni della Vergine SS. e della sua missione nella storia della salvezza. Vediamo così Giuditta e la sua vittoria su Oloferne.

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L Dal Libro di Giuditta (13,11-15.17-20).

Giuditta gridò di lontano al corpo di guardia delle porte: «Aprite, aprite subito la porta: è con noi Dio, il nostro Dio, per esercitare ancora la sua forza in Israele e la sua potenza contro i nemici, come ha dimostrato oggi». Non appena gli uomini della sua città sentirono la sua voce, corsero giù in fretta alla porta della città e chiamarono gli anziani. Corsero tutti, piccoli e grandi, perché non s'aspettavano il suo arrivo; aprirono dunque la porta, le accolsero dentro e, acceso il fuoco per far chiaro, si fecero loro attorno. Giuditta disse loro a gran voce: «Lodate Dio, lodatelo; lodate Dio, perché non ha distolto la sua misericordia dalla casa d'Israele, ma ha colpito i nostri nemici in questa notte per mano mia». Estrasse allora la testa dalla bisaccia e la mise in mostra dicendo loro: «Ecco la testa di Oloferne, comandante supremo dell'esercito assiro; ecco le cortine sotto le quali giaceva ubriaco; Dio l'ha colpito per mano di donna». Tutto il popolo era oltremodo fuori di sé e tutti si chinarono ad adorare Dio, esclamando in coro: «Benedetto sei tu, nostro Dio, che hai annientato in questo giorno i nemici del tuo popolo». Ozia a sua volta le disse: «Benedetta sei tu, figlia, davanti al Dio altissimo più di tutte le donne che vivono sulla terra e benedetto il Signore che ha creato il cielo e la terra e ti ha guidato a troncare la testa del capo dei nostri nemici. Davvero il coraggio che hai avuto non cadrà dal cuore degli uomini, che ricorderanno sempre la potenza di Dio. Dio faccia riuscire questa impresa a tua perenne esaltazione, ricolmandoti di beni, in riconoscimento della prontezza con cui hai esposto la vita di fronte all'umiliazione della nostra stirpe, e hai sollevato il nostro abbattimento, comportandoti rettamente davanti al nostro Dio». E tutto il popolo esclamò: «Amen! Amen!».

CANTICO DI GIUDITTA (Gdt 16,1-2a.13-15)

R. Il Signore ha vinto per mano di una donna. Oppure

Rit. Tu gloria di Gerusalemme, tu letizia d'Israele, tu onore del nostro popolo.

Lodate il mio Dio con i timpani, cantate al Signore con cembali,

elevate a lui l'accordo del salmo e della lode;

esaltate e invocate il suo nome.          Rit.

Poiché il Signore è il Dio che stronca le guerre.

Innalzerò al mio Dio un canto nuovo: Signore, grande sei tu e glorioso,

mirabile nella tua potenza e invincibile.        Rit.

Ti sia sottomessa ogni tua creatura:

poiché tu dicesti e tutte le cose furon fatte; mandasti il tuo spirito e furono costruite

e nessuno può resistere alla tua voce.          Rit.

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I monti sulle loro basi

insieme con le acque sussulteranno,

davanti a te le rocce si struggeranno come cera;

ma a coloro che hanno il tuo timore

tu sarai sempre propizio. Rit.

Seconda lettura

G     La Chiesa nel suo magistero ha più volte esaltato e indicato ai fedeli la Vergine come Madre e Aiuto della Chiesa. Sono memorabili le parole con le quali Paolo VI, a chiusura della terza sessione del Concilio Vaticano II, la proclamò solennemente Madre della Chiesa.

L      Dai discorsi di Paolo VI: Maria, Madre della Chiesa (v. p. 554).

Oppure, con altra introduzione: Giovanni Paolo II, Maria SS. Corredentrice, Madre della Chiesa (v. p. 561).

Oppure: Dalla Costituzione dogmatica Lumen Gentium: La maternità di Maria nell'economia della grazia (nn. 61-62).

CANTO

Terza lettura

G     La tradizione salesiana, sull'esempio di Don Bosco, ha sempre propagandato la devozione alla Vergine e approfondito le ragioni del titolo di Madre e Ausiliatrice della Chiesa e dei cristiani. Ecco alcune riflessioni di don Egidio Viganò nella lettera con cui invita la Famiglia Salesiana a un rilancio della devozione all'Ausiliatrice dopo il Capitolo Generale XXI.

L      Dalle Lettere circolari di don Egidio Viganò: Ausiliatrice e Madre della Chiesa (v. p. 578).

Oppure: Id. , La devozione a Maria Ausiliatrice e il nostro impegno apostolico ed ecclesiale (v. p. 579).

CANTO DEL MAGNIFICAT

Oppure: Dalla «Professione di fede» di Paolo VI (v. p. 642). 520

ORAZIONE CONCLUSIVA

C Preghiamo.

O Dio, Padre di misericordia,

il tuo unico Figlio, morente sulla croce,

ha voluto che fosse Madre nostra la sua stessa Madre,

la Vergine Maria:

fa' che la tua Chiesa,

sostenuta dall'amore materno della Vergine,

esulti, come madre feconda,

per la santità dei suoi figli

e riunisca tutti i popoli del mondo

nell'unica famiglia dei credenti.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

2 ° giorno: La Vergine Ausiliatrice

guida e aiuto degli apostoli della gioventù

CANTO

RITI INIZIALI

C Nel nome del Padre...

Il Signore, che «con l'intervento materno di Maria», ha suscitato san Giovanni Bosco per la salvezza della gioventù, sia con tutti voi.

T E con il tuo spirito.

C Don Bosco ha assicurato che la Vergine Ausiliatrice benedice in modo speciale quanti si occupano della gioventù (cf MB 16,238). Come Gesù ebbe per i piccoli manifestazioni di speciale compiacenza e tenerezza, così sono particolarmente per i giovani le cure materne della Vergine. Per questo, nello stesso momento in cui il Signore volle illuminare Giovannino Bosco sulla sua chiamata per la salvezza dei giovani, gli disse anche: «Io ti darò la Maestra»; e Maria, prendendo con bontà Giovannino per mano, chiamò suoi figli i giovani del sogno profetico.

521

Come Don Bosco, anche noi, chiamati non senza un intervento materno di Maria a camminare «con i giovani per condurli alla persona del Signore risorto», sentiamo che «la Vergine Maria è una presenza materna in questo cammino» (Cost. 34). Lei stessa ci illumini, come fece con Don Bosco, sulla bellezza e l'importanza di questa missione; e ci sostenga nella sua attuazione.

C Preghiamo.

O Signore, che hai affidato

Don Bosco e la sua missione educativa alle cure materne e al potente aiuto della Madre tua, apri il nostro cuore e la nostra mente ai suoi insegnamenti e rendici docili alla sua guida di Madre e Maestra. Tu che vivi nei secoli.

T Amen.

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura

G Maria, Sede della Sapienza, è aiuto degli educatori e materno sostegno per i giovani, perché accolgano la Sapienza e da essa siano guidati nel cammino della vita.

L Dal Libro del Siracide (51,13-17.20.23-26).

Quando ero ancora giovane, prima di viaggiare,

ricercai assiduamente la sapienza nella preghiera.

Davanti al santuario pregando la domandavo,

e sino alla fine la ricercherò.

Del suo fiorire, come uva vicina a maturare,

il mio cuore si rallegrò.

Il mio piede si incamminò per la via retta;

dalla giovinezza ho seguito le sue orme.

Chinai un poco l'orecchio per riceverla;

vi trovai un insegnamento abbondante.

Con essa feci progresso;

renderò gloria a chi mi ha concesso la sapienza.

A lei rivolsi il mio desiderio

e la trovai nella purezza.

In essa acquistai senno fin da principio;

per questo non la abbandonerò.

Avvicinatevi, voi che siete senza istruzione,

prendete dimora nella mia scuola.

Fino a quando volete rimanerne privi, mentre la vostra anima ne è tanto assetata? Acquistatela senza denaro.

Sottoponete il collo al suo giogo,

accogliete l'istruzione.

Essa è vicina e si può trovare.

522

CANTO (p. es.: «Mentre trascorre la vita...»). Seconda lettura

G La Chiesa — Madre anch'essa sul modello di Maria sente come prioritario nelle sue premure pastorali il problema dei giovani e della loro formazione. Lo ha espresso il Concilio nella dichiarazione sulla educazione cattolica (GE), alla quale fanno eco costantemente i Sommi, Pontefici. Ne è esempio particolarmente significativo la' Lettera di Giovanni Paolo II «Iuvenum Patris» in occasione del centenario della morte di Don Bosco.

L Dalla Lettera Iuvenum Patris di Giovanni Paolo II.

La Chiesa ama intensamente i giovani: sempre, ma soprattutto in questo periodo ormai vicino al Duemila, si sente invitata dal suo Signore a guardare ad essi con speciale amore e speranza, considerando la loro educazione come una delle sue primarie responsabilità pastorali. (...)

Nei numerosi incontri avuti con i giovani dei vari Continenti, nei messaggi che ho loro rivolto e in particolare nella Lettera che nel 1985 indirizzai «Ai giovani e alle giovani del mondo», ho espresso l'intima mia persuasione che è con loro che cammina e deve camminare la Chiesa. (...)

La situazione giovanile nel mondo d'oggi — a un secolo dalla morte del santo, che il mio predecessore Pio XI non esitò a definire «educator princeps» — è molto cambiata e presenta condizioni e aspetti multiformi, come ben sanno gli educatori e i pastori. Eppure anche oggi permangono quelle stesse domande che il sacerdote Giovanni Bosco meditava sin dall'inizio del suo ministero, desideroso di capire e determinato ad operare. Chi sono i giovani? Che cosa vogliono? A che cosa tendono? Di che cosa hanno bisogno? Questi, allora come oggi, sono gli interrogativi difficili, ma inevitabili, che ogni educatore deve affrontare.

523

Non mancano oggi tra i giovani di tutto il mondo gruppi genuinamente sensibili ai valori dello spirito, desiderosi di aiuto e sostegno nella maturazione della loro personalità. D'altra parte è evidente che la gioventù è sottoposta a spinte e condizionamenti negativi, frutto di visioni ideologiche diverse. L'educatore attento saprà rendersi conto della concreta condizione giovanile e intervenire con sicura competenza e lungimirante saggezza. (...)

La Chiesa si sente direttamente interpellata dalla domanda educativa, perché essa è là dove si tratta dell'uomo, essendo «l'uomo la prima strada che la Chiesa deve percorrere nel compimento della sua missione». Ciò comporta, evidentemente, un vero amore di predilezione per la gioventù. (...)

Forse mai come oggi educare è diventato un imperativo vitale e sociale insieme, che implica presa di posizione e decisa volontà di formare personalità mature. Forse mai come oggi il mondo ha bisogno di individui, di famiglie e di comunità che facciano dell'educazione la propria ragion d'essere e ad essa si dedichino come a finalità prioritaria, alla quale donano senza riserve le loro energie, ricercando collaborazione e aiuto, per sperimentare e rinnovare con creatività e senso di responsabilità nuovi processi educativi. Essere educatore oggi comporta una vera e propria scelta di vita, a cui è doveroso dare riconoscimento e aiuto da parte di quanti hanno autorità nelle Comunità ecclesiali e civili. (...)

Con la vostra opera, carissimi educatori, voi state compiendo uno squisito esercizio di maternità ecclesiale. Abbiate sempre davanti a voi Maria SS. come la più alta collaboratrice dello Spirito Santo... Ella continua ad essere una presenza materna, come indicano le parole di Cristo pronunciate sulla Croce: «Donna, ecco tuo figlio»; «Ecco tua madre».

524

Non distogliete mai lo sguardo da Maria; ascoltatela quando dice: «Fate quello che Gesù vi dirà» (Gv 2,5). Pregatela anche con quotidiana premura, perché il Signore susciti di continuo anime generose, che sappiano dire di sì al suo appello vocazionale.

A Lei io affido voi e insieme con voi affido tutto il mondo dei giovani, affinché essi, da Lei attratti, animati e guidati, possano conseguire, con la mediazione della vostra opera educativa, la statura di uomini nuovi per un mondo nuovo: il mondo di Cristo Maestro e Signore (dai nn. 1.6.14.17.20).

CANTO

Terza lettura

G     Chiamati, con l'intervento materno di Maria, ad essere apostoli dei giovani, ci sentiamo, come Don Bosco, sostenuti e incoraggiati dalla sua materna presenza nell'attuare, sul suo esempio, questa delicata missione. «Ci affidiamo a Lei per divenire tra i giovani testimoni dell'amore inesauribile del suo Figlio» (Cost. 8).

G     Dalle Lettere circolari di don Egidio Viganò: Devozione all'Ausiliatrice e apostolato giovanile (v. p. 583).

INVOCAZIONI ALLA VERGINE AUSILIATRICE

C Con il cuore di Don Bosco, che ha detto: «Maria ci ha sempre protetti; la nostra fiducia non verrà mai meno», rivolgiamo alla Vergine la nostra filiale preghiera.

G     O Vergine Ausiliatrice, tu chiamavi tuoi figli i giovani che affidavi a Don Bosco. Rinnova anche a noi, come a Don Bosco, il dono di partecipare della tua predilezione per loro.

T Ascoltaci, o Maria.

G     O Vergine Ausiliatrice, la necessità e la bellezza della missione tra i giovani non ne sminuiscono le difficoltà. Sostieni con il tuo aiuto e il tuo conforto quanti consacrano la loro vita all'educazione e alla salvezza della gioventù.

T Ascoltaci, o Maria.

G O Vergine Ausiliatrice, tu hai indicato a Don Bosco il modo di suscitare e plasmare tra i suoi giovani i suoi collaboratori. Concedi anche a noi di saper collaborare con te per fare di tanti giovani gli apostoli dei giovani e coltivare molte buone vocazioni. T Ascoltaci, o Maria.

525

G O Vergine Ausiliatrice, Don Bosco ha detto: «I giovani sono la delizia di Gesù e di Maria». Benedici e proteggi tutti i giovani e le giovani del mondo: le speranze della società e della Chiesa.

T Ascoltaci, o Maria.

C T O Maria Ausiliatrice, Madre della Chiesa, ispiratrice e guida della Famiglia Salesiana, tu intuisci maternamente il cuore di tutti i confratelli; tu illumini e difendi la loro consacrazione apostolica; tu conosci e promuovi il progetto educativo pastorale a loro affidato; tu comprendi le loro debolezze, i limiti e le sofferenze; tu ami la gioventù affidata a ciascuno di loro come dono di predilezione. Ebbene, o santa Vergine Madre di Dio, potente aiuto del Papa, dei Pastori e di tutti i loro collaboratori, prendi sotto il tuo premuroso patrocinio questa umile e laboriosa Società di san Francesco di Sales. Essa, con filiale fiducia, vuole affidarsi solennemente a te; e tu, che sei stata la Maestra di Don Bosco, insegnale a imitare tutte le sue virtù.

CANTO FINALE

3° giorno: Maria Ausiliatrice e la Congregazione Salesiana

CANTO

RITI INIZIALI

C Nel nome del Padre...

La gioia del Signore, che ci ha dato in Maria una Madre

premurosa e un Aiuto potente, sia con tutti voi.

T E con il tuo spirito.

526

C Maria è Madre e Ausiliatrice della Chiesa e ha una predilezione per i giovani, «porzione più delicata e più preziosa dell'umana società» (Cost. 1). Per la loro salvezza

ha suscitato, con intervento materno, Don Bosco e la Congregazione Salesiana. Don Bosco non ha dubbi: «Tutto è opera della Madonna» (MB 6,337). La fede, la devozione e la fiducia di Don Bosco per l'Ausiliatrice sono la fede, la devozione e la fiducia dei suoi figli. Noi «crediamo che Maria è presente tra noi e continua la sua missione di Madre della Chiesa e Ausiliatrice dei cristiani» (Cost. 8). Chiediamo a lei di aiutarci a divenire più consapevoli della sua presenza e disponibili alla sua guida; sicuri che «la Congregazione è nata e cresciuta per l'intervento di Maria e si rinnoverà nella misura in cui la Madonna ritornerà ad occupare il posto che le corrisponde nel nostro carisma» (CG21, 589).

C Preghiamo.

O Vergine Immacolata Ausiliatrice,

illumina le nostre menti e muovi i nostri cuori,

perché, con il tuo aiuto e la tua guida,

possiamo divenire per i giovani

testimoni e strumenti dell'amore di Dio,

che vive nei secoli.

T Amen.

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura

G La fede nella presenza di Maria SS. nel progetto della salvezza e in mezzo al popolo di Dio è stata arditamente espressa dalla Chiesa nella Liturgia anche proponendo, nelle Messe in suo onore, passi della Scrittura che parlano della Sapienza di Dio. La Vergine SS. in mezzo al Popolo di Dio è allo stesso tempo «Sede della Sapienza» e strumento della Sapienza di Dio che opera nel suo popolo.

527

L Dal Libro del Siracide (24,1.3-4.8-12.19-21).

La Sapienza loda se stessa,

si vanta in mezzo al suo popolo:

«Io sono uscita dalla bocca dell'Altissimo

e ho ricoperto come nube la terra.

Ho posto la mia dimora lassù,

il mio trono era su una colonna di nubi.

Allora il creatore dell'universo mi diede un ordine,

il mio creatore mi fece piantare la tenda

e mi disse: Fissa la tenda in Giacobbe

e prendi in eredità Israele.

Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi creò;

per tutta l'eternità non verrò meno.

Ho officiato nella tenda santa davanti a lui,

e così mi sono stabilita in Sion.

Nella città amata mi ha fatto abitare;

in Gerusalemme è il mio potere.

Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso,

nella porzione del Signore, sua eredità.

Il ricordo di me è più dolce del miele,

il possedermi è più dolce del favo di miele.

Quanti si nutrono di me avranno ancora fame

e quanti bevono di me, avranno ancora sete.

Chi mi obbedisce non si vergognerà,

chi compie le mie opere non peccherà».

CANTO O SALMO

Seconda lettura

G La presenza di Maria in mezzo al suo popolo è stata fortemente sentita da Don Bosco, sia in genere riguardo alla Chiesa, sia in particolare riguardo alla sua opera, che ha sempre considerato opera della Madonna e da lei protetta, tanto che osò affermare: «Non possiamo errare: è Maria che ci guida» (MB 18,439); affermazione che sarebbe temeraria, se non sgorgasse dalla fede e dalla fiducia di Don Bosco nell'Ausiliatrice.

L Don Bosco fin dagli inizi della sua opera ha la certezza della vicinanza e della protezione della Madonna; e non dubita di aver avuto dalla stessa Vergine la manifestazione della volontà di Dio. È del 1847 il fatto sorprendente, che rivelò diciassette anni più tardi ai suoi primi figli:

528

«Vi ho già raccontato diverse cose in forma di sogno dalle quali possiamo argomentare quanto la Madonna SS.ma ci ami e ci aiuti; ma giacché siamo qui noi soli, perché ognuno di noi abbia la sicurezza essere Maria Vergine che vuole la nostra Congregazione e affinché ci animiamo sempre più a lavorare per la maggior gloria di Dio, vi racconterò non già la descrizione di un sogno, ma quello che la stessa Beata Madre si compiacque di farmi vedere. Essa vuole che riponiamo in Lei tutta la nostra fiducia» (MB 3,32).

E Don Bosco racconta il «sogno» del pergolato di rose; la visione della «Regina del Cielo»; le difficoltà; l'abbandono dei primi seguaci; la tentazione dello sconforto; ma poi i seguaci coraggiosi e fedeli e l'«amenissimo giardino» e il «numero immenso di giovani e di chierici, di laici coadiutori e anche di preti, che si posero a lavorare con me guidando quella gioventù»; e le parole della Vergine: «Sappi che la via da te percorsa tra le rose e le spine significa la cura che tu hai da prendere della gioventù...».

E già del tempo degli inizi la testimonianza di Buzzetti: «Fin d'allora si vedeva apparire sempre più viva la sua devozione verso Maria SS.ma e si adoperava con modi sempre più insinuanti perché i giovani celebrassero con frutto le feste della Madonna e il mese di Maggio» (MB 3,36).

Dal ricordo degli albori, passiamo alla chiusura della giornata terrena di Don Bosco: dopo una vita operosa, trascorsa nel segno della Vergine Immacolata-Ausiliatrice, ecco l'accorata raccomandazione paterna, quale ci è trasmessa da don Rua, che la raccolse dalle labbra del Padre la sera del 29 dicembre 1887: «In un momento in cui poteva parlare con minor difficoltà, mentre eravamo intorno al suo letto mons. Cagliero, don Bonetti ed io, Don Bosco disse fra altre cose: Raccomando ai Salesiani la devozione a Maria Ausiliatrice e la frequente comunione. Io soggiunsi allora: Questa potrebbe servir per strenna del nuovo anno da mandarsi a tutte le case. Egli riprese: Questo sia per tutta la vita» (MB 18,503).

CANTO

Terza lettura

529

G La devozione all'Ausiliatrice, come la visse e ce la comunicò Don Bosco, non è solo un aspetto accessorio, sia pure importante, della spiritualità salesiana; ma è — come afferma il VII successore di Don Bosco, don Egidio Viganò — «un elemento imprescindibile del nostro carisma».

L Dalle Lettere circolari di don Egidio Viganò: L'Ausiliatrice e il carisma salesiano (v. p. 580).

ATTO DI AFFIDAMENTO A MARIA (v. p. 629) Oppure

PREGHIERA LITANICA (da una preghiera di san Giovanni Bosco, v. p. 593)

ATTI CONCLUSIVI

Benedizione di Maria Ausiliatrice (v. p. 628). Oppure

C Preghiamo.

Signore Gesù, tu hai donato a Don Bosco

quale Madre, Maestra e Ausiliatrice,

la stessa tua santissima Madre,

e per suo mezzo gli hai indicato

il campo della missione,

ispirandolo a fondare la nostra Società.

Continua a guardare con benevolenza

questa tua Famiglia,

e fa' che sentiamo sempre viva tra noi

la presenza e l'opera di Maria

«Madre della Chiesa

e Ausiliatrice dei cristiani».

Affidàti a lei e sotto la sua guida,

donaci di essere tra i giovani

testimoni del tuo inesauribile amore.

T Amen.

530

2.2. TESTI E SUSSIDI

PER CELEBRAZIONI DELLA PAROLA

2.2.1. SCHEMA DI UNA CELEBRAZIONE DELLA PAROLA

con rimandi ai repertori di «testi» qui offerti

RITI INIZIALI

—  Canto d'ingresso.

—  Nel nome del Padre...

Saluto del celebrante (v. per es. p. 532).

Breve «monizione»: scopo e significato della celebrazione; accenno al mistero che si celebra; invito a ravvivare la fede...

—  Orazione iniziale (facoltativa) v. per es. pp. 533-534.

ASCOLTO DELLA PAROLA

—  Letture.

Una breve o più letture, secondo la convenienza, eventual‑

mente introdotte da una brevissima presentazione. Conviene

che almeno una sia una lettura biblica.

Si possono trovare nel seguente «repertorio»:

Letture bibliche: pp. 535-536.

Letture patristiche: pp. 536-547.

Letture dal Magistero della Chiesa: pp. 547-564.

Letture da autori moderni: pp. 564-576.

Letture salesiane: pp. 576-585.

—  Canto o salmo tra le letture.

—  Omelia o riflessione silenziosa, secondo l'opportunità.

PREGHIERA COMUNE (O LITANICA)

—  Breve introduzione del celebrante.

Invocazioni spontanee (accurate); o secondo schemi già preparati (v. per es. alle pp. 586-597).

Oppure: Cantico del «Magnificat» (v. p. 616);

o  Litanie della Beata Vergine (v. pp. 617-626);

o  altre preghiere adatte (v. anche pp. 633-644).

531

RITI CONCLUSIVI

—  Orazione finale (v. per es. pp. 597-601).

—  (Benedizione del celebrante).

—  Canto finale.

2.2.2. IL SALUTO DEL CELEBRANTE

Il saluto del celebrante, oltre che un segno di fraternità, è anche già un modo di introdurre l'assemblea nello spirito della celebrazione, nelle sue intenzioni, nel mistero che si contempla; e un invito a rendersi disponibili all'azione del Signore, che è presente nell'assemblea stessa. Questi aspetti possono essere accennati nel saluto del celebrante.

Qualche esempio:

—  Dio Padre, che, compiuti i tempi dell'attesa, ha inviato a noi il suo Figlio, nato da Maria Vergine per opera dello Spirito Santo, vi dia grazia e pace; e sia con tutti voi. T E con il tuo spirito.

—  Il Signore, che è la nostra pace e ha costituito la Madre sua Regina della pace, sia con tutti voi.

—  Il Signore, che, morendo sulla croce, ci ha affidati alla Madre sua, costituendola Madre della Chiesa e di tutti i redenti, sia con tutti voi.

—  Il Signore, che ha posto Maria quale segno materno del suo amore nel cammino dell'umanità e della Chiesa, sia con tutti voi.

—  Lo Spirito Santo, invocato e atteso da Maria con gli apostoli nel cenacolo, sia con tutti voi.

—  Il Signore che sul nostro cammino verso la Patria ha posto Maria, segno di sicura speranza e causa della nostra letizia, sia con tutti voi.

—  La grazia e la pace del Signore, che ha costituito la Madre sua Madre e Ausiliatrice della Chiesa, sia con tutti voi.

—  Il Signore, che, invitandoci alla conversione e alla santità, ci affida a Maria, Madre della divina grazia e rifugio dei peccatori, sia con tutti voi.

—  La forza dello Spirito, che ci sostiene nella testimonianza coerente della nostra fede, per intercessione di Maria, la Vergine fedele, sia con tutti voi.

—  Il Signore, che ha assunto Maria in Cielo e ci ha preparato un posto con lei nella gloria, sia con tutti voi.

532

2.2.3. L'ORAZIONE INIZIALE

L'orazione iniziale, che segue il saluto del celebrante e la breve «monizione», conterrà opportunamente un'invocazione dell'aiuto divino per la capacità di ascolto » — sull'esempio di Maria — e per l'impegno di conversione, con l'aiuto della Vergine.

1.      C Signore nostro Dio,

che hai fatto della Vergine Maria

il modello di chi accoglie la tua Parola

e la mette in pratica,

apri il nostro cuore alla beatitudine dell'ascolto

e, con la forza del tuo Spirito,

fa' che noi pure diventiamo luogo santo

in cui la tup. Parola di salvezza oggi si compie.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

2.      C Dio santo e misericordioso,

che ascolti gli umili

e compi in loro, per mezzo del tuo Spirito,

le meraviglie della salvezza,

guarda all'innocenza della Vergine Maria

e donaci un cuore semplice e mite

che sappia accogliere la tua parola

e aderire a ogni cenno della tua volontà.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

3.      C O Dio, Padre del Signore Gesù Cristo,

guarda la Vergine Maria,

la cui esistenza terrena

fu tutta sotto il segno della gratuità

e della riconoscenza.

Concedi anche a noi

il dono della preghiera incessante e del silenzio, perché tutto il nostro vivere quotidiano sia trasfigurato dalla presenza del tuo Santo Spirito. Per Cristo nostro Signore.

533

T Amen.

4.  C O Spirito di amore

che hai accolto il sì di Maria,

infondi nelle nostre menti

sapienza di santità

perché ascoltiamo con fede la parola di Dio

e la traduciamo in coerenza di vita.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

5.  C Signore Gesù, che sei venuto nel mondo

per instaurare il tuo regno di giustizia,

di amore e di pace,

concedi a noi,

per intercessione della Vergine Maria, Madre tua,

di accogliere nel nostro spirito la tua parola di verità

per poter essere il tuo popolo santo.

Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

T Amen.

6.  C Eterno Padre,

che hai posto nella Vergine Maria

il trono regale della tua Sapienza,

illumina la Chiesa con la luce del Verbo della Vita,

perché cammini nello splendore della verità

fino alla piena conoscenza del tuo mistero d'amore.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

7.  C Accogli, o Padre, la nostra preghiera

e irradia nei nostri cuori la luce dello Spirito Santo, perché, sull'esempio di Maria Vergine,

sappiamo ricercare e custodire sempre le tue parole. Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

534

2.2.4. LETTURE MARIANE

Presentiamo un repertorio di letture: bibliche, patristiche, del Magistero, di autori moderni, salesiane. Possono essere opportunamente valorizzate non solo per celebrazioni della Parola, ma anche come integrazione di altre celebrazioni, letture omiletiche (p. es. ai Vespri in particolari circostanze), meditazione personale, ecc.

A. LETTURE BIBLICHE Antico Testamento

1.     Porrò inimicizia tra la stirpe del serpente e quella della donna (Gn 3,9-15.20).

2.     Come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza per sempre (Gn 12,1-7).

3.     Il Signore gli darà il trono di Davide suo padre (2 Sam 7,1-5.8b-11.16).

4.     Collocarono l'arca di Dio al centro della tenda eretta per essa da Davide (1 Cr 15,3-4.15-16; 16,1-2).

5.     Maria, sede della Sapienza (Prv 8,22-31).

6.     Maria, sede della Sapienza (Sir 24,1.3-4.8-12.19-21).

7.     La vergine concepirà (Is 7,10-14).

8.     Ci è stato dato un figlio (Is 9,1-3.5-6).

9.     Gioisco pienamente nel Signore (Is 61,9-11).

10.  Al tempo stabilito, Colei che deve partorire partorirà (Mic 5,1-4a).

11.  Gioisci, figlia di Sion, perché io vengo (Zc 2,14-17).

Nuovo Testamento

1. Erano concordi nella preghiera con Maria (At 1,12-14).

2. Nel cielo apparve un segno grandioso (Ap 11,19a; 12, 1-6a.10ab).

3, Vidi la nuova Gerusalemme pronta come una sposa (Ap 21,1-5a).

4. Dove ha abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia (Rm 5,12.17-19).

5. Quelli che Dio ha conosciuto li ha arche predestinati (Rm 8,28-30).

6. Dio mandò il suo Figlio, nato da donna (Gal 4,4-7).

535

7. Dio ci ha scelti in Cristo prima della creazione del mondo (Ef 1,3-6.11-12).

Vangeli

1.     Quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo (Mt 1,1-16.18-23; forma breve: 1,18-23).

2.     Prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto (Mt 2,13-15.19-23).

3.     Ecco, concepirai un figlio e lo darai alla luce (Lc 1,26-38).

4.     Beata colei che ha creduto (Lc 1,39-47).

5.     Maria diede alla luce il suo Figlio primogenito (Lc 2,1-14).

6.     Maria serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore (Lc 2,15b-19).

7.     Anche a te una spada trafiggerà l'anima (Lc 2,27-35).

8.     Tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo (Lc 2,41-51).

9.     Beato il grembo che ti ha portato (Lc 11,27-28).

10.  C'era la madre di Gesù (Gv 2,1-11).

11.  Ecco il tuo figlio! Ecco la tua madre! (Gv 19,25-27).

536

B. LETTURE PATRISTICHE

1. Da Maria è sorta la luce

(S. Efrem Siro, Inno per la nascita di Cristo, 1)

In questo giorno solenne (Natale) volgete lo sguardo a Maria. Dopo che l'angelo Gabriele le aveva trasmesso il messaggio divino, ella chiese: «Come avverrà ciò?». E il servo dello Spirito Santo le rispose dicendo: «È facile per Dio, perché tutto è a lui possibile».

Maria, credendo fermamente a ciò che aveva udito, disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga come tu hai detto». E subito il Verbo discese, si librò su di lei come gli piacque, entrò in lei e prese in lei abitazione, senza che nulla ella avvertisse. Nel suo seno egli divenne un bimbo, mentre il mondo intero era pieno di lui. Egli depose la sua figura per rinnovare la figura di Adamo tanto invecchiata.

Oggi Maria è per noi un cielo, perché porta Dio. La divinità altissima infatti si è abbassata e in lei ha preso abitazione; in lei si è fatta piccola per far grandi noi; in lei ha preso per noi una veste, perché si avverasse così per noi la redenzione. In Maria i detti dei profeti e dei giusti si sono adempiuti. Da lei è sorta per noi la luce, e le tenebre del paganesimo sono scomparse.

Per indicare la grandezza di Maria si usano molti paragoni, ed è per me una gioia chiamarla con alcuni di essi. Maria è la rocca in cui abita il Signore, re dei re. Ma non uscì da essa come vi entrò: in essa infatti si rivestì della nostra carne, e così ne uscì.

Maria è anche un nuovo cielo, perché vi abita il Signore dell'universo. Egli vi entrò e poi ne uscì vestito a somiglianza nostra.

Maria è una sorgente da cui sgorga l'acqua viva per gli assetati; coloro che hanno gustato questa bevanda portano frutto al cento per uno.

Questo giorno è molto più grande del giorno della creazione. In quel giorno le creature furono chiamate all'esistenza; in questo giorno la terra è stata rinnovata e benedetta nei riguardi di Adamo, per il quale era stata maledetta.

Eva e Adamo col peccato portarono la morte nel mondo, il Signore del mondo però ci ha dato in Maria una nuova vita.

Il Maligno, ad opera del serpente, versò il veleno nell'orecchio di Eva; il Benigno invece si abbassò nella sua misericordia e tramite l'orecchio entrò in Maria.

Per la stessa porta da cui era entrata la morte, è entrata anche la vita che ha ucciso la morte. E le braccia di Maria hanno portato proprio colui che vien sorretto dai cherubini; quel Dio che l'universo non può abbracciare, è stato abbracciato e portato da Maria.

Felice Adamo, che nella nascita di Cristo hai ritrovato la gloria che avevi perduta!

Chi ha mai visto la creta servire da abito al vasaio? Chi ha mai visto il fuoco avvolto in fasce? Eppure a tutto ciò si è abbassato Dio per amore dell'uomo; Dio si è umiliato per amore del suo servo, che si era stoltamente innalzato e, su consiglio del Maligno omicida, aveva calpestato il divino comando. Egli, che aveva dato il comando, si umiliò per innalzarci.

Siano rese grazie alla divina misericordia che si è abbassata sugli abitanti della terra, affinché il mondo ammalato fosse guarito dal medico su di essa apparso! Sia lode a lui e al Padre che lo ha mandato; e lode allo Spirito Santo, per sempre in tutti i secoli senza fine!

537

2. La benedetta fra le donne

(S. Sofronio, Patriarca di Gerusalemme, Discorso 2 per l'Annunciazione)

«Rallegrati, o piena di grazia, il Signore è con te» (Lc 1,28). Che cosa potrebbe esserci di più sublime di questa gioia, o Vergine Madre? O che cosa potrebbe esserci di più eccellente di questa grazia che tu hai avuto in sorte da Dio? Ogni cosa è ben lontana dalla grazia che si vede in te, ogni cosa è al di sotto della tua grazia; tutto sta al secondo posto, anche ciò che è più puro, e tutto ha uno splendore assolutamente inferiore.

«Il Signore è con te!». E chi oserebbe gareggiare con te? Dio viene da te, e chi non ti cederebbe il passo e non ti darebbe anzi di buon grado il primato e la superiorità?

Perciò, guardando alle tue eminenti prerogative, più eccellenti di quelle di tutte le creature, grido anch'io con grandissime lodi: «Rallegrati, o piena di grazia, il Signore è con te!». Da te infatti il gaudio fu esteso non soltanto agli uomini, ma è donato anche alle virtù celesti.

Veramente «benedetta tu fra le donne», perché hai mutato in benedizione la maledizione di Eva. Infatti, hai fatto sì che Adamo, che prima giaceva colpito da maledizione, fosse per te benedetto.

Veramente benedetta sei tu fra le donne, perché per tuo mezzo i tuoi progenitori hanno trovato la salvezza: tu cioè genererai il Salvatore, che procurerà loro la divina salvezza. Veramente benedetta fra le donne, perché senza umano concorso hai prodotto quel frutto che dà la benedizione a tutta la terra e la redime da quella maledizione che generava solo spine.

Veramente benedetta sei tu fra le donne perché, pur essendo donna per la tua naturale condizione, tuttavia diventerai veramente la madre di Dio. Infatti colui che doveva nascere da te, è veramente Dio, incarnato, e tu stessa sei detta a buon diritto Genitrice di Dio, in quanto in tutta verità generi Dio. Tu infatti nel segreto del tuo grembo hai Dio stesso che dimora in te secondo la carne e che procede da te come uno sposo: egli che ottiene per tutti il gaudio o distribuisce a tutti la luce divina.

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Infatti in te, o Vergine, «Dio ha posto come in un cielo purissimo e limpido la sua tenda ed esce da te come sposo dalla stanza nuziale» e, imitando nella sua vita la corsa del gigante, percorrerà la via che sarà la salvezza per tutti i viventi e che protendendosi dalla sommità del cielo ai cieli più alti, riempirà ogni cosa di divino calore e allo stesso tempo di vivificante splendore (cf Sal 19).

3. L'assunzione di Maria

epilogo dell'incarnazione del Signore

(S. Germano di Costantinopoli, Omelia per la dormizione della BVM)

O tempio vivente della santissima divinità del Figlio unico, Madre di Dio, io lo ripeto con azioni di grazie: veramente

la tua assunzione non ti ha per nulla allontanata dai cristiani. Tu vivi incorruttibile e tuttavia tu non sei lontana da questo mondo di corruzione; anzi, tu sei presso chi ti invoca e coloro che ti cercano con fede ti trovano.

Era conveniente che il tuo spirito restasse sempre possente e vivente e che il tuo corpo fosse immortale.

Come avrebbe mai potuto la dissoluzione della carne ridurti in cenere e polvere, tu che hai salvato l'uomo dallo sfacelo della morte con l'incarnazione di tuo Figlio?

E se tu hai lasciato la terra, è perché il mistero di questa incarnazione prodigiosa si manifesti in tutta la sua evidenza...

Non si può ammettere che, avendo portato Dio in te, tu avessi potuto essere ridotta in polvere dalla corruzione della morte. E poiché colui che annientò se stesso in te, è il Dio vivo prima del tempo, tu che sei madre della Vita dovevi restare per sempre con la Vita; la morte non poteva essere per te che un sonno e l'assunzione sarebbe stata per te come un risveglio.

Il fanciullo cerca e vuole la madre, e la madre vuol vivere con la sua creatura; analogamente, poiché tu nutrivi nel cuore un amore materno per il tuo Figlio e per il tuo Dio, dovevi nell'ordine naturale poter ritornare presso di lui, e Dio, per il suo amor filiale verso di te, doveva con giustizia concederti di condividere la sua condizione.

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Così, morta alle cose periture, sei stata portata verso le dimore incorruttibili dell'eternità in cui risiede Dio, della cui vita ormai tu partecipi senza mai abbandonare la sua presenza, o Madre di Dio.

Tu sei stata corporalmente la sua dimora; ed ora è lui che, come tua ricompensa, si è fatto luogo del tuo riposo.

Egli diceva: «Questa è la mia stabile dimora per i secoli dei secoli» (Sal 131,14). Questo luogo di riposo è la carne di cui egli si è rivestito dopo averla presa da te, Madre di Dio, la carne nella quale — noi lo crediamo — egli si è mostrato nel mondo presente e si manifesterà nel mondo futuro allorché verrà a giudicare i vivi e i morti.

Poiché tu sei la dimora del suo riposo eterno, egli ti ha sottratta alla corruzione e ti ha preso con sé, volendo conservarti alla sua presenza e al suo amore.

Ecco perché tutto ciò che tu chiedi egli te lo concede come a madre premurosa verso i figli; e tutto ciò che tu auspichi egli lo compie con la sua potenza divina, egli ch'è benedetto per l'eternità.

4. Il nome di Maria - Stella del mare

(S. Bernardo abate, Om. 2 su «Missus est»)

«E il nome della Vergine era Maria», dice l'evangelista san Luca. Facciamo alcune considerazioni su questo nome che significa «Stella del mare» e che sì mirabilmente conviene alla Vergine Madre.

Ella infatti è giustamente paragonata alla stella, perché come la stella emana il suo raggio senza subirne detrimento, così la Vergine ha partorito il Figlio senza diminuire la sua integrità. Il raggio nulla toglie alla luce della stella, il Figlio nulla ha tolto alla verginità della Madre.

Maria è la nobile stella sorta da Giacobbe, il cui raggio illumina l'intero universo, il cui splendore domina nei cieli, penetra negli inferi, si espande sulla terra, e riscaldando più le anime che i corpi fa crescere le virtù e distrugge i vizi. Maria è la fulgida stella che splende su questo immenso mare di tenebre, rilucendo di meriti e di esempi.

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Tu che nel turbine di questo mare ti vedi sbattuto fra i marosi e le tempeste senza trovar terra su cui posare il piede, non distogliere gli occhi dal fulgore di questa stella se non vuoi essere sommerso dai flutti.

Se soffiano i venti delle tentazioni, se urti contro gli scogli delle tribolazioni, guarda la stella, chiama Maria. Se sei travolto dalle onde della superbia, dell'ambizione, della maldicenza, dell'odio, guarda la stella, chiama Maria. Quando l'ira, o l'avarizia, o le lusinghe dei sensi squasseranno la navicella della tua anima, guarda a Maria.

Se turbato dall'atrocità del male, confuso dall'incertezza della coscienza, atterrito dall'orrore del giudizio, ti sentirai sprofondare nel baratro della tristezza o nell'abisso della disperazione, alza il tuo pensiero a Maria.

Nei pericoli, nelle angustie, nel dubbio, pensa a Maria, invoca Maria. Il suo nome mai si allontani dalla tua bocca, mai si allontani dal tuo cuore. E per ottenere l'aiuto della sua intercessione, non trascurare l'imitazione del suo esempio. Seguendo lei non devierai, pregando lei non dispererai, pensando a lei non sbaglierai; se lei ti sosterrà non cadrai, se lei ti guiderà non ti stancherai.

Col suo favore perverrai alla mèta, e così in te stesso sperimenterai quanto giustamente sia stato detto: E il nome della Vergine era Maria.

5. Nella gloria di Dio

(S. Giovanni Damasceno, monaco, Om. 2 per la dormizione della BVM)

Oggi l'arca santa e vivente del Dio vivo, colei che portò in seno il suo stesso Creatore, riposa nel tempio del Signore, non costruito da mano d'uomo.

Davide, suo antenato e progenitore del Messia, trasale di gioia; gli angeli danzano in festa, gli arcangeli applaudono e le potenze del cielo cantano gloria...

Colei che fece scaturire per tutti la vera vita, come avrebbe potuto essere soggetta alla morte?

E vero: anch'essa si piega alla legge promulgata dal proprio Figlio e, come figlia del vecchio Adamo, subisce la sentenza emessa contro il padre, poiché neppure suo Figlio, che è la Vita stessa, vi si è sottratto. Ma, come Madre del Dio vivente, è giusto che sia portata presso di lui.

Perché, se Dio ha detto, a proposito del primo uomo creato:

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«Che ora non stenda la sua mano per cogliere il frutto dell'albero della vita e, gustatolo, non viva in eterno» (Gn 3,22), colei che ha ricevuto in sé la Vita stessa, infinita e illimitata, la Vita che non conosce né inizio né termine, come non sarebbe viva per tutta l'eternità?

Un tempo, il Signore Dio aveva scacciato dal paradiso dell'Eden e mandato in esilio i progenitori della nostra razza mortale, che erano come inebriati dal vino della disobbedienza, avevano gli occhi del cuore appesantiti dall'ebrezza della trasgressione, lo sguardo dello spirito oppresso dallo stordimento della colpa, ed erano addormentati nel sonno della morte. Ma ora, il paradiso non riceverà forse colei che ha infranto in sé l'impeto delle passioni e ha portato alla luce il germoglio dell'obbedienza a Dio e al Padre, dando inizio alla vita di tutto il genere umano? 11 cielo non le aprirà forse con gioia le sue porte?...

Se Cristo, che è la Vita e la Verità, ha detto: «Dove sono io, là sarà anche il mio servo» (Gv 12,26), a maggior ragione, come non abiterà con lui sua madre?...

Poiché il corpo santo e puro che in lei si era unito al Verbo divino, si levò dal sepolcro il terzo giorno, bisognava che anche lei fosse strappata alla tomba e che la madre fosse assunta presso il Figlio.

Egli era sceso verso di lei: così essa, la creatura amata sopra ogni altra, doveva essere elevata in una dimora più grande e più perfetta, nel cielo stesso.

Era giusto che colei che aveva ospitato nel suo grembo il Verbo divino si stabilisse nella dimora del Figlio. E come il Signore disse che egli doveva essere nella casa del Padre, così era necessario che la Madre abitasse nella dimora regale di suo Figlio, «nella casa del Signore, negli atri del nostro Dio» (Sal 134,2).

Perché, se lì è la dimora di tutti quelli che sono nella gioia, dove mai dovrebbe risiedere colei che è la causa stessa della gioia?

6. Maria ci ha donato il Pane vivo

(S. Pier Damiani, camaldolese, Serm. 45)

La Vergine Maria ha partorito Gesù Cristo, lo ha riscaldato fra le sue braccia, lo ha avvolto in fasce e lo ha circondato di cure materne.

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Si tratta proprio dello stesso Gesù il cui corpo noi ora riceviamo ed il cui sangue redentore beviamo nel sacramento dell'altare. Ecco ciò che la fede cattolica sostiene come vero; ecco ciò che la Chiesa scrupolosamente insegna.

Nessuna lingua umana potrà mai glorificare abbastanza colei da cui ha preso carne, noi ben lo sappiamo, il mediatore tra Dio e gli uomini (1 Tm 2,5).

Nessun elogio umano può essere all'altezza di colei il cui ventre purissimo ha dato il frutto che è l'alimento della nostra anima; colui che, in altri termini, testimonia se stesso con queste parole: «Io sono il pane vivo disceso da cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno» (Gv 6,51-52). Effettivamente, noi che siamo stati cacciati dal paradiso di delizie a causa di un alimento, è altresì per un alimento che ritroviamo le gioie del paradiso. Eva si è cibata, e noi siamo stati condannati ad un digiuno eterno; Maria ci ha dato di che cibarci, e l'ingresso alla mensa celeste è stato spalancato dinanzi a noi.

Considerate, ve ne prego, fratelli miei, considerate con attenzione questo piano della nostra redenzione, e, con l'orecchio del vostro cuore, ascoltate la tenerezza di Dio che si è chinato su di noi...

È prerogativa della Vergine Maria l'aver concepito il Cristo nel suo seno, ma è retaggio universale di tutti gli eletti portarlo con amore nel proprio cuore.

Beata, dunque, beatissima la donna che ha portato Gesù nel suo seno per nove mesi. Ma beati pure noi, se ci prendiamo cura di portarlo costantemente nel nostro cuore.

Stupì, ed in modo grandioso, il concepimento di Cristo nel seno di Maria, ma non deve stupire di meno il vederlo diventare l'ospite del nostro cuore. E questo il senso della testimonianza di Giovanni: «Ecco, io sto alla porta e busso; se uno sente la mia voce mi apre, io entrerò da lui e cenerò con lui e lui con me» (Ap 3,20)...

A questo punto, fratelli miei, riconsideriamo quale è la nostra dignità e la nostra somiglianza con Maria.

La Vergine ha concepito Cristo nelle sue viscere di carne, e noi lo portiamo in quelle del nostro cuore. Maria ha nutrito Cristo dando alle sue labbra il latte del suo seno, e noi possiamo offrirgli il pasto sempre vario delle buone azioni che formano le sue delizie.

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7. La passione del Figlio e la compassione della Madre (S. Bonaventura, Vitis Mystica)

«Donna, ecco tuo figlio!». Parola dolce e tenera, parola meravigliosa, densa di pietà e di affetto!

In nessun luogo si legge che Gesù, così pieno di bontà e di benevolenza, abbia trattato sua Madre con molta familiarità, tanto più poi quando divenne adulto, e nemmeno risulta che abbia mangiato spesso in sua compagnia o che fosse solito parlare a lei con più affetto che agli altri.

Ma, corporalmente, al momento di lasciarla, mostrò con poche parole quanto grande fosse l'amore di carità per la sua Mamma.

Anche senza parlare dei dolori patiti da lui sulla croce, cosa dobbiamo pensare della profondità del suo affetto nella compassione che egli aveva di sua Madre? Egli sapeva perfettamente che la spada di un acerbissimo dolore avrebbe trapassato il cuore di lei tutto pieno di tenerezza.

È certo che la pena che sentiva per sua madre accrebbe il dolore delle sue piaghe: egli la vedeva infatti col cuore infranto dal dolore, le mani strette per lo spasimo, gli occhi che versavano torrenti di lacrime, il volto irrigidito, la voce lamentosa, eppure ritta in piedi accanto alla croce con fortezza virile. Chissà quante volte avrà detto piangendo e gemendo per suo figlio: «Gesù, figlio mio Gesù, chi mi darà di morire con te e per te, figlio mio, dolcissimo Gesù?» (cf 2 Re 18,33).

E mi par di vederla mentre se ne sta lì col capo coperto, sia per la modestia verginale, sia per l'immensità del suo soffrire. Chissà quante volte avrà alzato gli occhi suoi così modesti a guardare quelle ferite crudeli! Forse non li distolse mai da esse, oppure non riuscì a vederle per il velo delle troppe lacrime.

Com'è possibile che non sia venuta meno quando già mi sembra tanto straordinario che non sia morta per l'eccessivo dolore? Veramente muore col Figlio pur vivendo, e sopporta da viva un dolore più crudele della morte stessa.

Ma, perché non morisse, è stata confortata interiormente da suo Figlio ed esternamente l'ha consolata la pietà delle parole e dei fatti di lui. In che modo?

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Stava accanto alla croce e Gesù le disse: Ecco tuo figlio, come se le dicesse: «Tu adesso vieni privata corporalmente di me, tuo figlio: perciò ti do come figlio il mio amico prediletto fra tutti e, durante la mia assenza, sarai consolata dalla sua presenza. E tu, Giovanni, sei privato di me che ti sono padre: per questo io ti do per madre questa mia carissima Madre».

O buon Gesù, re e sposo, quanto sei stato splendido e munifico nelle tue nozze; con quale liberalità hai donato tutto quello che possedevi!

Ecco, ai tuoi crocifissori hai dato la carità della tua preghiera, al ladrone il paradiso, alla madre un figlio, al figlio una madre, ai morti la vita, alle mani del Padre il tuo spirito, a tutto il mondo i segni della tua potenza.

8. Stella del mare

(S. Antonio di Padova, Disc. per l'Annunciazione)

Noi preghiamo la Madonna dicendo: «Ave, Maria». La chiamiamo Maria, che significa «Stella del mare».

Siamo infatti in alto mare, agitati dai flutti, travolti dalla tempesta, e perciò invochiamo la Stella del mare, per poter arrivare col suo aiuto al porto della salvezza eterna.

È lei che libera dalla procella, che indica la rotta e guida al porto quelli che la invocano. Gli angeli non hanno necessità di essere salvati dal naufragio, perché sono sicuri nella patria celeste, e lo splendore di Dio li illumina.

Noi miseri, invece, sperduti nel mare, lontani da Dio, sconvolti in ogni ora dalle tempeste, posti sull'orlo della morte, gridiamo sempre: «Ave, Maria!».

Maria è il segno della pace e dell'alleanza, l'ulivo della misericordia che riporta la pace tra Dio e l'uomo peccatore...

Perciò giustamente san Bernardo esclama: «Tu hai sicuro accesso a Dio, o uomo. Infatti, tu trovi una Madre prima di

Cristo, suo Figlio, e trovi prima di Dio Padre un Figlio. La Madre mostra al Figlio il suo cuore, e il Figlio mostra al Padre le sue ferite. Non vi potrà essere ripulsa alcuna dove si trovano riuniti tanti segni di amore!».

Da lei sprigiona una fragranza simile a quella del Libano (cf Os 14,7) la quale, diffusa dappertutto, ridona la vita ai morti, il perdono ai disperati, la giustizia ai penitenti, la gloria ai giusti...

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Che essa ti inebri in ogni tempo! Che tu sia sempre rapito nel suo amore così che, assorto in lei, tu abbia a spregiare

i piaceri ingannevoli del mondo e calpestare la concupiscenza della carne.

Rifugiati in lei, o peccatore, perché Maria è la città di rifugio. Sappiamo che Mosè costituì tre «città di rifugio», dove potesse trovare scampo chi, ucciso per inavvertenza un suo prossimo, bramasse salva la vita.

Oggi la misericordia del Signore ha stabilito un rifugio di misericordia, Maria, anche per chi volontariamente ha fatto il male. Torre fortissima è il nome di Maria: essa darà riparo e fortezza al peccatore.

Come bella sei nell'anima, quanto splendente nel corpo sei, o Madre mia, nelle delizie della vita eterna!

O Signora, o Madonna, il tuo nome è la brama del mio cuore. Il tuo nome, o Maria, è come balsamo effuso... Nome dolce, nome beatificante, nome confortevole e di lieta speranza!

E che significa Maria, se non «stella del mare», ossia fulgida guida al porto per chi è in balìa dei flutti dell'amarezza? Oh! nome amabile agli angeli, terribile ai demoni, salutare ai peccatori, soavissimo ai santi...

Ti supplichiamo, o nostra Signora, speranza nostra, che tu, Stella del mare, splenda su di noi che siamo sbattuti dai flutti e ci conduca al porto eterno.

Nell'ultima ora confortati con la tua materna presenza, perché sicuri possiamo evadere dal carcere terreno e salire lieti al gaudio ineffabile.

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Altre letture patristiche si possono trovare nell'Ufficio delle Letture della Liturgia delle Ore. Ecco i rimandi più significativi:

9.     Il Magnificat (S. Beda Venerabile, Festa della Visitazione, 31 maggio; Beda, 22 dicembre).

10.  Maria e Eva (S. Ireneo, venerdì 11 sett. Avvento; S. Giovanni Crisostomo, Santa Maria in sabato: vol. II e IV).

11.  Maria e la Chiesa (B. Isacco della Stella, sabato II sett. Avvento).

12.  Il mondo attende la risposta di Maria (S. Bernardo, 20 dicembre).

13.  La Visitazione di Maria (S. Ambrogio, 21 dicembre).

14.  In Maria il Verbo ha assunto la natura umana (S. Atanasio, 1 gennaio).

15.  Immacolata Concezione (S. Anselmo, 8 dicembre).

16.  La benedizione del Padre rifulse agli uomini per mezzo di Maria (S. Sofronio, Comune della BVM).

17.  Maria Madre nostra (B. Aelredo, Comune della BVM).

18.  Origine dell'Ordine dei Servi della BVM (17 febbraio).

19.  Maria serbava tutte queste cose nel suo cuore (S. Lorenzo Giustiniani, dopo il 31 maggio: Cuore Immacolato della BVM, sabato che segue la II domenica dopo Pentecoste).

20.  Maternità divina di Maria (S. Cirillo d'Alessandria, 27 giugno).

21.  Maria concepì prima nella mente che nel corpo (S. Leone Magno, 16 luglio: Madonna del monte Carmelo).

22.  Lode a Maria, Madre di Dio (S. Cirillo d'Alessandria, 5 agosto: Madonna della neve).

23.  L'Amico dell'uomo si è fatto uomo, nascendo dalla Vergine (S. Proclo, Santa Maria in sabato: vol. III e IV).

24.  Maria Madre di Cristo e dei cristiani (B. Guerico, Santa Maria in sabato: vol. III e IV).

25.  Maria Vergine e umile (S. Bernardo, martedì XX sett. tempo ordinario).

26.  Un virgulto germoglierà dalla radice di lesse (Baldovino di Canterbury, giovedì XX sett. tempo ordinario).

27.  Regina del mondo e della pace (S. Amedeo, 22 agosto).

28.  Natività di Maria (S. Andrea da Creta, 8 settembre).

29.  Colei che credette in virtù della fede, in virtù della fede concepì (S. Agostino, 21 novembre: Presentazione della BVM).

C. LETTURE DAL MAGISTERO DELLA CHIESA 1. Partecipe di tutti i misteri di Cristo (LG 57-58)

L'unione della Madre col Figlio nell'opera della salvezza si manifesta dal momento della concezione verginale di Cristo fino alla morte di lui; e prima di tutto quando Maria, recandosi sollecita a visitare Elisabetta, è da questa proclamata beata per la sua fede nella salvezza promessa e il precursore esultò nel seno della madre; e poi nella natività quando

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la Madre di Dio mostrò lieta ai pastori e ai Magi il Figlio suo primogenito, il quale non sminuì la sua verginale integrità, ma la consacrò.

E quando lo presentò al Signore nel tempio, dopo aver fatto l'offerta dei poveri, udì Simeone che preannunziava nello stesso tempo che il Figlio sarebbe divenuto segno di contraddizione e che una spada avrebbe trafitto l'anima della madre, perché fossero svelati i pensieri di molti cuori.

Dopo aver smarrito il fanciullo Gesù e averlo cercato con angoscia, i suoi genitori lo trovarono nel tempio occupato nelle cose del Padre suo, e non compresero la parola del Figlio. La madre sua tuttavia conservava meditabonda tutte queste cose in cuor suo.

Nella vita pubblica di Gesù, la Madre sua appare distintamente, fin da principio, quando alle nozze in Cana di Galilea, mossa a compassione, indusse con la sua intercessione Gesù Messia a dar inizio ai miracoli.

Durante la predicazione di lui accolse le parole con le quali il Figlio, esaltando il Regno al di sopra dei rapporti e dei vincoli della carne e del sangue, proclamò beati quelli che ascoltano e custodiscono la parola di Dio, come essa fedelmente faceva.

Così anche la beata Vergine avanzò come pellegrina della fede e serbò fedelmente la sua unione col Figlio fino alla croce, dove stette non senza un disegno divino, soffrendo intensamente col suo Unigenito e associandosi con animo materno al sacrificio di lui, amorosamente consenziente all'immolazione della vittima da lei generata; e finalmente, dallo stesso Gesù Cristo morente in croce fu data quale madre al discepolo con queste parole: Donna, ecco il tuo figlio.

2. Mediatrice di grazia

(S. Pio X, Enc. «Ad diem illum laetissimum»)

Alla santissima Madre di Dio non spetta soltanto la lode di aver fornito «la materia della sua carne al Figlio unico di Dio che doveva nascere con membra umane» (S. Beda), e di aver così preparato una vittima per la salvezza degli uomini; ella dovette anche custodire quella vittima, nutrirla e collocarla, nel giorno stabilito, sull'altare.

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Di qui tra Maria e il Figlio una continua comunione di vita e di sofferenza, di modo che si può applicare tanto all'uno che all'altra l'affermazione del profeta: «La mia vita si consuma nel dolore, gli anni miei nei gemiti» (Sal 30,11).

E quando venne per il Figlio l'ultima ora, «sua Madre stava presso la croce di Gesù», non solo assorta dal crudele spettacolo, ma anche gaudiosa, «perché suo Figlio veniva offerto per la salvezza del genere umano, ed ella partecipò talmente ai suoi dolori, che, se le fosse stato possibile, sarebbe stata molto più contenta di soffrire anche lei tutti i tormenti sopportati dal Figlio» (S. Bonaventura).

Da questa comunanza di dolori e di volontà fra Maria e Cristo, ella «meritò di divenire degnissima riparatrice del mondo peccatore», e perciò la dispensatrice di tutti i tesori che Gesù ha meritato con la morte cruenta.

Certo, solo Cristo ha il diritto proprio ed esclusivo di dispensare tali tesori, che sono stati a noi procurati con la sua morte, essendo egli costituito mediatore tra Dio e gli uomini. Tuttavia, per quella comunanza di dolori e di sofferenze, tra la Madre e il Figlio, cui abbiamo accennato, è stato concesso a questa santa Vergine di essere «presso l'Unigenito Figlio suo potentissima mediatrice e conciliatrice del mondo intero» (Pio IX).

La fonte è dunque Cristo, e «dalla pienezza di lui noi tutti abbiamo ricevuto» (Gv 1,16); da lui «il corpo, proporzionato e concatenato per tutte le giunture... riceve il suo aumento per essere edificato nella carità» (Ef 4,16).

Ma Maria, come osserva giustamente S. Bernardo, è l'«acquedotto», o anche il collo, per cui il corpo si congiunge con il capo, e il capo trasmette al corpo la sua forza e la sua energia. «Ella difatti è il collo del nostro capo, mediante il quale vengono trasmessi al suo corpo mistico tutti i doni spirituali» (S. Bernardino da Siena).

È perciò evidente che noi non intendiamo attribuire alla Madre di Dio il potere di produrre la grazia: potere che è solo di Dio.

Tuttavia, poiché ella supera tutti nella santità e nell'unione con Cristo, e poiché è stata associata da Cristo all'opera della umana salvezza, ci merita de congruo, come dicono, ciò che Cristo ci meritò de condigno, ed è la principale dispensatrice della grazia.

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Cristo «siede alla destra della Maestà divina nel più alto dei cieli» (Eb 1,3); Maria siede regina alla sua destra, rifugio sicurissimo di tutti coloro che sono in pericolo, e fedelissima ausiliatrice, di modo che non si deve temere nulla, né disperare di nulla, sotto la sua guida, i suoi auspici, la sua benevolenza e la sua protezione.

3. La bellezza e lo splendore di Maria (Pio XII, Disc. 8 dic. 1953)

Nella contemplazione della Vergine Immacolata ci farà da guida sicura la sacra liturgia che non si stanca di chiamarla: bella come la luna, fulgida come il sole.

Anzitutto, guardate Maria, «bella come la luna». È un modo questo per esprimere la eccelsa bellezza di lei.

Come deve essere bella la Vergine! Quante volte siamo stati colpiti dalla bellezza di un volto angelico, dall'incanto di un sorriso di bambino, dal fascino di uno sguardo puro! E certamente nel volto della propria Madre Iddio ha raccolto tutti gli splendori della sua arte divina.

Lo sguardo di Maria! il sorriso di Maria! la dolcezza di Maria! la maestà di Maria, regina del cielo e della terra! Come splende la luna nel cielo oscuro, così la bellezza di Maria si distingue da tutte le bellezze, che paiono ombre accanto a lei. Maria è la più bella di tutte le creature...

Sul suo volto non si rivela soltanto la bellezza naturale. Nell'anima di lei Iddio ha riversato la pienezza delle sue ricchezze con un miracolo della sua onnipotenza, e allora egli ha fatto passare nello sguardo di Maria qualche cosa della sua dignità sovrumana e divina.

Un raggio della bellezza di Dio splende negli occhi della sua Madre.

Non pensate voi che il volto di Gesù, quel volto che gli angeli adorano, dovesse riprodurre in qualche modo i lineamenti del volto di Maria? Così il volto di ogni figlio rispecchia gli occhi della madre.

Ma la Chiesa non paragona Maria soltanto alla luna; servendosi ancora della Sacra Scrittura, passa ad un'immagine più forte ed esclama: Tu sei, o Maria, fulgida come il sole. La luce del sole ha una differenza grande da quella della luna: è luce che scalda e che vivifica.

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Splende la luna sui grandi ghiacciai del polo, ma il ghiaccio rimane compatto e infecondo, così come rimangono le tenebre e perdura il gelo nelle notti lunari dell'inverno. La luce della luna non porta il calore, non porta la vita.

Fonte di luce, di calore e di vita è il sole. Ora Maria, che ha la bellezza della luna, splende come un sole e irraggia un calore vivificante.

Parlando di lei, parlando a lei, non dimentichiamo che è vera Madre nostra, perché attraverso di lei abbiamo ricevuto la vita divina. Ella ci ha dato Gesù e con Gesù la sorgente stessa della grazia. Maria è mediatrice e distributrice di grazie.

Sotto la luce e il calore del sole fioriscono sulla terra e danno frutto le piante; sotto l'influsso dell'aiuto di questo sole che è Maria fruttificano i buoni pensieri nelle anime. Forse, già in questo momento voi siete ripieni dell'incanto che promana dalla Vergine Immacolata, Madre della divina grazia, mediatrice di grazie, perché regina del mondo. Oh, potessimo avere la voce di san Bernardo, che non si stancava di lodare, di cantare, di ammirare, di esultare dinanzi al trono della Vergine! Potessimo avere la lingua degli angeli per poter dire la bellezza, la grandezza della loro regina!

4. Regina di tutte le cose create (Pio XII, Enc. «Ad coeli Reginam»)

Il popolo cristiano ha sempre creduto a ragione, anche nei secoli passati, che Colei dalla quale nacque il Figlio dell'Altissimo, che sarà principe della pace, re dei re e Signore dei signori, al di sopra di tutte le altre creature di Dio ricevette singolarissimi privilegi di grazia.

Considerando poi gli intimi legami, che uniscono la madre al figlio, attribuì felicemente alla Madre di Dio una regale preminenza su tutto.

Si comprende quindi facilmente come già gli antichi scrittori della Chiesa, avvalendosi delle parole dell'arcangelo Gabriele, che predisse il regno eterno del Figlio di Maria, e di quelle di Elisabetta, che s'inchinò davanti alla Madre del Signore, abbiano voluto significare, denominando Maria Madre del Re e Madre del Signore, che dalla regalità del Figlio dovesse derivare alla Madre una grande elevatezza e preminenza...

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La sacra Liturgia, che è lo specchio fedele dell'insegnamento tramandato dai Padri e affidato al popolo cristiano, ha cantato nel corso dei secoli e canta continuamente sia in Oriente che in Occidente le glorie della Regina.

L'argomento principale su cui si fonda la dignità regale di Maria, già evidente nei testi della tradizione antica e nella sacra Liturgia, è senza alcun dubbio la sua divina maternità.

Nelle Sacre Scritture, infatti, del Figlio della Vergine si afferma: «Sarà chiamato figlio dell'Altissimo e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre, e regnerà nella casa di Giacobbe eternamente e il suo regno non avrà mai fine»; inoltre Maria è proclamata Madre del Signore.

Ne segue logicamente che ella stessa è regina, avendo dato la vita ad un Figlio, che nel medesimo istante del concepimento, anche come uomo, era Re e Signore di tutte le cose, per l'unione ipostatica della natura umana con il Verbo.

San Giovanni Damasceno perciò scrive a buon diritto: «Maria è veramente diventata Signora di tutta la creazione, nel momento in cui divenne Madre del Creatore».

Tuttavia la beatissima Vergine Maria si deve proclamare Regina non soltanto per la sua divina maternità, ma anche per la parte singolare che, per volontà di Dio, ebbe nell'opera della nostra salvezza eterna. Infatti, nel compimento della redenzione Maria fu strettamente associata a Cristo, specialmente quando, affranta dal dolore, se ne stava in piedi presso la croce del Figlio.

Perciò, come Cristo, per il titolo particolare della redenzione, è nostro Signore e nostro Re, così anche la beata Vergine è nostra Signora e Regina per il singolare concorso prestato alla stessa redenzione, sacrificando insieme l'amore e i diritti materni e offrendo il Figlio suo al Padre per la salvezza degli uomini...

Procurino tutti i fedeli di avvicinarsi con fiducia al trono di grazia e di misericordia della regina e Madre nostra, per chiedere soccorso nelle avversità, conforto nel dolore e nel pianto e, ciò che conta più di tutto, si sforzino di liberarsi dalla schiavitù del peccato, per poter presentare un ossequio immutabile, penetrato dalla fragrante devozione di figli, allo scettro regale di sì grande Madre.

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5. Immacolata, gaudio dell'universo (Giovanni XXIII, Disc. 7 dic. 1959)

Immacolata dice i fulgori dell'aurora.

Preservata immune dalla contaminazione originale, Maria è riempita di grazia fin dal primo istante del suo concepimento. Già nel seno materno, l'anima di Maria è pervasa di luce divina: dopo la morte di lunghi secoli, trascorsi dalla colpa dei progenitori, si alza questa stella mattutina, limpida e pura, trasparente e inviolata, mentre il cielo trascolora nella promessa del giorno imminente.

L'intimità con Dio, concessa ad Adamo nella creazione, e così presto perduta, ritorna in Maria nella sua perfezione originale; e già si annuncia agli uomini l'avvento del Sole di giustizia, di Colui che, comunicando la vita, ristabilisce per gli uomini di buona volontà l'amicizia e l'unione con Dio. L'anima cristiana deve sentire questo fremito di vita soprannaturale, iniziatasi col battesimo.

Vi diciamo pertanto con l'Apostolo: «Camminate da figliuoli della luce: poiché il frutto della luce consiste in ogni specie di bontà, nella giustizia e nella verità» (Ef 5,8). Immacolata dice poi promessa e fiore candido di redenzione. Colei che, in vista dei meriti del suo Figlio Redentore, è stata preservata dalla macchia originale, ha avuto questo privilegio perché predestinata alla sublime missione di Madre di Dio.

Essa, che doveva dare una carne mortale al Verbo eterno del Padre, non poteva essere contaminata neppure per un istante dall'ombra del peccato.

Immacolata si dice dunque in dipendenza da Gesù Cristo, perché tutto la Madre ha ricevuto in funzione del Figlio. Lo sbocciare in terra di questa corolla candidissima è presagio sicuro della riconciliazione dell'umanità con Dio.

Ben a ragione la Liturgia può cantare nel giorno della natività della Vergine: «La tua nascita, o Maria, annunciò il gaudio all'universo intero».

Ma questo gaudio è altresì un fiore purpureo di sacrificio: sacrificio della Madre benedetta di Gesù, che pronunciando a suo tempo il fiat, accetta di partecipare alle sorti del Figlio, dalle privazioni di Betlem, alle rinunce della vita nascosta, al martirio del Calvario. Non crediamoci pertanto figli prediletti del Signore e della Madre sua, se nella vita manca il sacrificio e il distacco.

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Infine, Immacolata dice visione di paradiso.

Quella grazia, che ad essa è stata concessa in grado perfetto e sovreminente fin dal primo istante della sua terrena esistenza, e che a noi pure viene data, sebbene in misura certamente inferiore, è soltanto il pegno della beatitudine eterna: per il giorno in cui cadranno i veli della fede, che nascondono la visione di Dio, e contempleremo faccia a faccia il Signore. L'Immacolata preannunzia l'alba di quel giorno eterno, e ci guida e sostiene nel cammino che ancora ce ne separa. Per questo l'inno liturgico Ave, Maris Stella ha la dolce invocazione: «Fa' che, vedendo con te Gesù, con te sempre possiamo gioire».

A questo termine estremo, coronamento della vita di grazia, devono tendere i palpiti del nostro cuore, e gli sforzi più generosi di cristiana fedeltà.

6. Madre della Chiesa

(Paolo VI, Disc. di chiusura III sess. Conc. Vat. Il)

A gloria della Vergine e a nostro conforto, Noi proclamiamo Maria santissima Madre della Chiesa, cioè di tutto il popolo di Dio, tanto dei fedeli come dei Pastori, che la chiamano Madre amorosissima; e vogliamo che con questo titolo soavissimo la Vergine venga d'ora innanzi ancor più onorata ed invocata da tutto il popolo cristiano.

Si tratta di un titolo che non è nuovo alla pietà dei cristiani. Anzi è proprio con questo nome di Madre, a preferenza di ogni altro, che i fedeli e la Chiesa tutta sogliono rivolgersi a Maria.

Esso infatti appartiene alla genuina sostanza della devozione a Maria, e trova la sua giustificazione nella dignità stessa della madre del Verbo Incarnato.

Come infatti la divina maternità è il fondamento della speciale relazione con Cristo e della sua presenza nel piano della salvezza operata da Cristo Gesù, così pure essa costituisce il fondamento principale dei rapporti di Maria con la Chiesa, perché è Madre di Colui che, fin dal primo istante della incarnazione nel suo seno verginale, ha unito a sé come Capo il suo Corpo mistico che è la Chiesa. Maria, dunque, come Madre di Cristo, è Madre anche dei fedeli e dei Pastori tutti, cioè della Chiesa.

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Perciò con animo pieno di fiducia e di amore filiale noi innalziamo lo sguardo a lei, nonostante la nostra indegnità e debolezza.

Ella che ci ha dato con Gesù la sorgente della grazia, non mancherà di soccorrere la Chiesa ora che, fiorente per l'abbondanza dei doni dello Spirito, s'impegna con nuova lena nella sua missione di salvezza.

E la nostra fiducia è ancora più ravvivata e corroborata, se consideriamo i legami strettissimi che stringono questa nostra celeste Madre al genere umano.

Pur nella ricchezza delle mirabili prerogative di cui Dio l'ha onorata, per farla degna Madre del Verbo incarnato, essa tuttavia è vicinissima a noi.

Figlia di Adamo come noi, e perciò nostra sorella per vincoli di natura, essa però è la creatura preservata dal peccato originale in vista dei meriti del Salvatore, e ai privilegi ottenuti aggiunge la virtù personale d'una fede totale ed esemplare, meritando l'elogio evangelico: Beata te perché hai creduto (Lc 1,45).

Nella sua vita terrena ha realizzato la perfetta figura del discepolo di Cristo, specchio di ogni virtù, e ha incarnato le beatitudini evangeliche proclamate da Cristo.

In lei tutta la Chiesa, nella sua incomparabile varietà di vita e di opere, attinge la più autentica forma della perfetta imitazione di Cristo.

7. Causa della nostra letizia

(Paolo VI, Esort. «Gaudete in Domino», cc. 2 e 4)

La gioia cristiana è, per essenza, la partecipazione spirituale alla gioia insondabile, divina e umana insieme, che è nel cuore di Gesù Cristo glorificato.

Questa è la gioiosa speranza, attinta alle sorgenti stesse della Parola di Dio. E questa sorgente di gioia non ha mai cessato di zampillare nella Chiesa, e specialmente nel cuore dei santi. Al primo posto ecco la Vergine Maria, piena di grazia, la Madre del Salvatore.

Disponibile all'annuncio venuto dall'alto, essa, la serva del Signore, la sposa dello Spirito Santo, la Madre dell'eterno

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Figlio, fa esplodere la sua gioia dinanzi alla cugina Elisabetta, che ne esalta la fede: «L'anima mia magnifica il Signore, e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore... D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata» (Lc 1,46-48). Maria, meglio di ogni altra creatura, ha compreso che Dio compie azioni meravigliose: santo è il suo nome, egli mostra la sua misericordia, egli innalza gli umili, egli è fedele alle sue promesse.

Non che l'apparente corso della vita di Maria esca dalla trama ordinaria: ma essa riflette sui più piccoli segni di Dio, meditandoli nel suo cuore.

Non che le sofferenze le siano state risparmiate: essa sta in piedi accanto alla croce, associata in modo eminente al sacrifico del Servo innocente, lei ch'è madre dei dolori.

Ma essa è anche aperta senza alcun limite alla gioia della risurrezione; ed essa è anche elevata, corpo e anima, alla gloria del cielo.

Prima creatura redenta, immacolata fin dalla concezione, dimora incomparabile dello Spirito, abitacolo purissimo del Redentore degli uomini, essa è al tempo stesso la figlia prediletta di Dio e, nel Cristo, la Madre universale. Essa è il tipo perfetto della Chiesa terrena e glorificata.

Quale mirabile risonanza acquistano, nella sua esistenza singolare di Vergine di Israele, le parole profetiche rivolte alla nuova Gerusalemme: «Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio...» (/s 61,10).

Vicina al Cristo, essa ricapitola in sé tutte le gioie, essa vive la gioia perfetta promessa alla Chiesa: «Madre ricolma di santa letizia»; e giustamente i suoi figli qui in terra, volgendosi verso colei che è madre della speranza e madre della grazia, la invocano come la causa della loro letizia: Causa nostrae laetitiae.

8. Maria, specchio delle attese del nostro tempo (Paolo VI, Esort. «Marialis cultus», 35 e 37)

La Vergine Maria è stata sempre proposta dalla Chiesa alla imitazione dei fedeli non precisamente per il tipo di vita che condusse e, tanto meno, per l'ambiente socio-culturale in cui essa si svolse, oggi quasi dappertutto superato; ma perché, nella sua condizione concreta di vita, ella aderì totalmente e responsabilmente alla volontà di Dio; perché ne accolse la parola e la mise in pratica; perché la sua azione fu animata dalla carità e dallo spirito di servizio; perché, insomma, fu la prima e la più perfetta seguace di Cristo: il che ha un valore esemplare, universale e permanente.

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La lettura delle divine Scritture, compiuta sotto l'influsso dello Spirito Santo e tenendo presenti le acquisizioni delle scienze

umane e le varie situazioni del mondo contemporaneo, porterà a scoprire come Maria possa essere assunta a specchio delle attese degli uomini del nostro tempo.

Così, per dare qualche esempio, la donna contemporanea, desiderosa di partecipare con potere decisionale alle scelte della comunità, contemplerà con intima gioia Maria che, chiamata al dialogo con Dio, dà il suo consenso attivo e responsabile non alla soluzione di un problema contingente, ma a quell'«opera di secoli», come è stata giustamente chiamata l'incarnazione del Verbo; si renderà conto che la scelta dello stato verginale da parte di Maria, che nel disegno di Dio la disponeva al mistero dell'Incarnazione, non fu atto di chiusura ad alcuno dei valori dello stato matrimoniale, ma costituì una scelta coraggiosa, compiuta per consacrarsi totalmente all'amore di Dio.

Similmente la donna contemporanea constaterà con lieta sorpresa che Maria di Nazaret, pur completamente abbandonata alla volontà del Signore, fu tutt'altro che donna passivamente remissiva o di una religiosità alienante, ma donna che non dubitò di proclamare che Dio è vindice degli umili e degli oppressi e rovescia dai loro troni i potenti del mondo; e riconoscerà in Maria, che «primeggia tra gli umili e i poveri del Signore», una dònna forte, che conobbe povertà e sofferenza, fuga ed esilio: situazioni che non possono sfuggire all'attenzione di chi vuole assecondare con spirito evangelico le energie liberatrici dell'uomo e della società.

Maria non le apparirà come una madre gelosamente ripiegata sul proprio Figlio divino, ma donna che con la sua azione favorì la fede della comunità apostolica in Cristo e la cui funzione materna si dilatò, assumendo sul Calvario dimensioni universali.

Non sono che esempi, dai quali appare chiaro, tuttavia, come la figura della Vergine non deluda alcune attese profonde degli uomini del nostro tempo e offra ad essi il modello compiuto del discepolo del Signore: artefice della città terrena e temporale, ma pellegrino solerte verso quella celeste ed eterna; promotore della giustizia che libera l'oppresso e della carità che soccorre il bisognoso, ma soprattutto testimone operoso dell'amore che edifica Cristo nei cuori.

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9. Il culto verso Maria

(Paolo VI, Esort. «Marialis cultus», 56 e 57)

La pietà della Chiesa verso la Vergine Maria è elemento intrinseco del culto cristiano. La venerazione che la Chiesa ha reso alla Madre del Signore in ogni luogo e in ogni tempo — dal saluto benedicente di Elisabetta alle espressioni di lode e di supplica della nostra epoca — costituisce una validissima testimonianza della sua nonna di preghiera e invito a ravvivare nelle coscienze la sua norma di fede.

E, viceversa, la nonna di fede della Chiesa richiede che, dappertutto, si sviluppi rigogliosa la sua nonna di preghiera nei confronti della Madre di Cristo.

Il culto alla beata Vergine ha la sua ragione ultima nell'insondabile e libera volontà di Dio, il quale, essendo eterna e divina carità, tutto compie secondo un disegno di amore. Egli l'amò e in lei operò grandi cose; l'amò per se stesso e l'amò anche per noi; la donò a se stesso e la donò anche a noi. Cristo è la sola via al Padre ed è il modello supremo al quale il discepolo deve conformare la propria condotta, fino ad avere gli stessi suoi sentimenti, vivere della sua vita e possedere il suo Spirito: questo la Chiesa ha insegnato in ogni tempo e nulla, nell'azione pastorale, deve oscurare questa dottrina. Ma la Chiesa, edotta dallo Spirito e ammaestrata da una secolare esperienza, riconosce che anche la pietà verso la beata Vergine, subordinatamente alla pietà verso il divino Salvatore e in connessione con essa, ha una grande efficacia pastorale e costituisce una forza rinnovatrice del costume cristiano. La ragione di tale efficacia è facilmente intuibile. Infatti, la molteplice missione di Maria verso il popolo di Dio è realtà soprannaturale operante e feconda nell'organismo ecclesiale. E rallegra considerare i singoli aspetti di tale missione e vedere come essi siano orientati, ciascuno con propria efficacia, verso il medesimo fine: riprodurre nei figli i lineamenti spirituali del Figlio primogenito.

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Vogliamo dire che la materna intercessione della Vergine, la sua santità esemplare, la grazia divina, che è in lei, diventano per il genere umano argomento di speranze superne. La missione materna della Vergine spinge il popolo di Dio a rivolgersi con filiale fiducia a Colei che è sempre pronta ad esaudirlo con affetto di madre e con efficace soccorso di ausiliatrice.

Il popolo di Dio, pertanto, è solito invocarla come Consolatrice degli afflitti, Salute degli infermi, Rifugio dei peccatori, per avere nella tribolazione conforto, nella malattia sollievo, nella colpa forza liberatrice; perché ella, che è libera dal peccato, a questo conduce i suoi figli: a debellare con energica risoluzione il peccato. E tale liberazione dal peccato e dal male è la premessa necessaria per ogni rinnovamento del costume cristiano.

La santità esemplare della Vergine muove i fedeli a innalzare «gli occhi a Maria, la quale rifulge come modello di virtù davanti a tutta la comunità degli eletti».

La pietà verso la Madre del Signore, inoltre, diviene per il fedele occasione di crescita nella grazia divina: scopo ultimo, questo, di ogni azione pastorale.

Perché è impossibile onorare la «Piena di grazia» senza onorare in se stessi lo stato di grazia, cioè l'amicizia con Dio, la comunione con lui, l'inabitazione dello Spirito. Questa grazia divina investe tutto l'uomo e lo rende conforme all'immagine del Figlio di Dio.

10. Il Rosario, compendio del Vangelo

(Paolo VI, Esòrt. «Marialis cultus», 42-47 passim)

Vogliamo soffermarci alquanto, fratelli carissimi, sul rinnovamento di quel pio esercizio, che è stato chiamato il compendio di tutto il Vangelo: la Corona della beata Vergine Maria, il Rosario.

Dai convegni, studi e riflessioni di questi ultimi anni è apparsa in più vivida luce l'indole evangelica del Rosario, in quanto dal Vangelo esso trae l'enunciato dei misteri e le principali formule; al Vangelo si ispira per suggerire, movendo dal gioioso saluto dell'angelo e dal religioso assenso della Vergine, l'atteggiamento con cui il fedele deve recitarlo; e del Vangelo ripropone, nel susseguirsi armonioso delle Ave Maria, un mistero fondamentale — l'incarnazione del Verbo contemplato nel momento decisivo dell'annuncio fatto a Maria.

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Preghiera evangelica è, dunque, il Rosario, come oggi forse più che nel passato amano definirlo i pastori e gli studiosi.

Incentrato nel mistero dell'incarnazione redentrice, il Rosario è preghiera di orientamento nettamente cristologico. Infatti, il suo elemento caratteristico — la ripetizione del «Rallegrati, Maria» — diviene anch'esso lode incessante a Cristo, termine ultimo dell'annuncio dell'angelo e del saluto della madre del Battista: «Benedetto il frutto del tuo seno» (Lc 1,42). Diremo di più: la ripetizione dell'Ave Maria costituisce l'ordito sul quale si sviluppa la contemplazione dei misteri. Il Gesù che ogni Ave Maria richiama, è quello stesso che la successione dei misteri ci propone, a volta a volta, Figlio di Dio e della Vergine, nato in una grotta di Betlemme; presentato dalla Madre al Tempio; giovinetto pieno di zelo per le cose del Padre suo; Redentore agonizzante nell'orto; flagellato e coronato di spine; carico della croce e morente sul Calvario; risorto da morte e asceso alla gloria del Padre, per effondere il dono dello Spirito.

È noto che, appunto per favorire la contemplazione e far corrispondere la mente alla voce, si usava un tempo — e la consuetudine si è conservata in varie regioni — aggiungere al nome di Gesù, in ogni Ave Maria, una clausola che richiamasse il mistero enunciato.

Si è pure sentita con maggiore urgenza la necessità di ribadire, accanto al valore dell'elemento di lode e dell'implorazione, l'importanza di un altro elemento essenziale del Rosario: la contemplazione.

Senza di essa il Rosario è corpo senza anima, e la sua recita rischia di divenire meccanica ripetizione di formule e di contraddire all'ammonimento di Gesù: «Quando pregate, non siate ciarlieri come i pagani, che credono di essere esauditi in ragione della loro loquacità» (Mt 6,7).

Per sua natura la recita del Rosario esige un ritmo tranquillo e quasi un indugio pensoso, che favoriscano nell'orante la meditazione dei misteri della vita del Signore, visti attraverso il cuore di Colei che al Signore fu più vicina, e ne dischiudano le insondabili ricchezze.

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11. Maria SS. Corredentrice, Madre della Chiesa (Giovanni Paolo II, Enc. «Redemptor hominis», 22)

In questa difficile e responsabile fase della storia della Chiesa e dell'umanità avvertiamo uno speciale bisogno di rivolgerci a Cristo, che è Signore della sua Chiesa e Signore della storia dell'uomo in forza del mistero della Redenzione; e crediamo che nessun altro sappia introdurci come Maria nella dimensione divina e umana di questo mistero. Nessuno come Maria è stato introdotto in esso da Dio stesso. In questo consiste l'eccezionale carattere della grazia della maternità divina. Non soltanto unica e irripetibile è la dignità di questa maternità nella storia del genere umano, ma unica anche per la profondità e raggio d'azione è la partecipazione di Maria, in ragione della medesima maternità, al divino disegno della salvezza dell'uomo, attraverso il mistero della Redenzione. Questo mistero si è formato, possiamo dire, sotto il cuore della Vergine di Nazaret, quando ha pronunciato il suo «fiat». Da quel momento questo cuore verginale e insieme materno, sotto la particolare azione dello Spirito Santo, segue sempre l'opera del suo Figlio e va verso tutti coloro che Cristo ha abbracciato e abbraccia continuamente nel suo inesauribile amore. E, perciò, questo cuore deve essere anche maternamente inesauribile. La caratteristica di questo amore materno, che la Madre di Dio immette nel mistero della Chiesa, trova la sua espressione nella sua singolare vicinanza all'uomo e a tutte le sue vicende. In questo consiste il mistero della Madre. La Chiesa, che la guarda con amore e speranza tutta particolare, desidera appropriarsi di questo mistero in maniera sempre più profonda. In ciò, infatti, la Chiesa riconosce anche la via della sua vita quotidiana, che è in ogni uomo.

L'eterno amore del Padre, manifestatosi nella storia dell'umanità attraverso il Figlio che il Padre diede «perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna», un tale amore si avvicina a ognuno di noi per mezzo di questa Madre e acquista in tal modo segni più comprensibili e accessibili a ciascun uomo. Di conseguenza, Maria deve trovarsi su tutte le vie della vita quotidiana della Chiesa.

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Mediante la sua materna presenza, la Chiesa prende certezza che vive veramente la vita del suo Maestro e Signore, che vive il mistero della Redenzione in tutta la sua vivificante profondità e pienezza. Parimenti la stessa Chiesa, che ha le sue radici in numerosi e svariati campi della vita di tutta l'umanità contemporanea, acquista anche la certezza e, si direbbe, l'esperienza di essere vicina all'uomo, ad ogni uomo, di essere la «sua» Chiesa: Chiesa del Popolo di Dio.

12. L'apporto di Maria SS. al Vangelo della sofferenza (Giovanni Paolo II, Enc. «Salvifici doloris», 25)

È consolante — come è evangelicamente e storicamente esatto — notare che a fianco di Cristo, in primissima e ben rilevata posizione accanto a lui, c'è sempre la sua madre santissima per la testimonianza esemplare che con l'intera sua vita rende a questo particolare vangelo della sofferenza. In lei le numerose e intense sofferenze si assommarono in una tale connessione e concatenazione, che se furono prova della sua fede incrollabile, furono altresì un contributo alla redenzione di tutti, In realtà, fin dall'arcano colloquio avuto con l'angelo, ella intravide nella sua missione di madre la «destinazione» a condividere in maniera unica e irripetibile la missione stessa del Figlio. E la conferma in proposito le venne assai presto sia dagli eventi che accompagnarono la nascita di Gesù a Betlemme, sia dall'annuncio formale del vecchio Simeone che parlò di una spada tanto acuta da trapassare l'anima, sia dalle ansie e ristrettezze della fuga precipitosa in Egitto, provocata dalla crudele decisione di Erode.

Ed ancora, dopo le vicende della vita nascosta e pubblica del suo Figlio, da lei indubbiamente condivise con acuta sensibilità, fu sul Calvario che la sofferenza di Maria santissima, accanto a quella di Gesù, raggiunse un vertice già difficilmente immaginabile nella sua altezza dal punto di vista umano, ma certo misterioso e soprannaturalmente fecondo ai fini dell'universale salvezza. Quel suo ascendere al Calvario, quel suo «stare» ai piedi della croce insieme col discepolo prediletto furono una partecipazione del tutto speciale alla morte redentrice del Figlio, come del resto le parole, che poté raccogliere dal suo labbro, furono quasi la solenne consegna di questo tipico vangelo da annunciare all'intera comunità dei credenti.

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Testimone della passione del Figlio con la sua presenza, e di essa partecipe con la sua compassione, Maria santissima offrì un singolare apporto al vangelo della sofferenza, avverando in anticipo l'espressione paolina riportata all'inizio. In effetti, ella ha titoli specialissimi per poter asserire di «completare nella sua carne — come già nel suo cuore — quello che manca ai patimenti di Cristo».

Nella luce dell'inarrivabile esempio di Cristo, riflesso con singolare evidenza nella vita della madre sua, il vangelo della sofferenza, mediante l'esperienza e la parola degli apostoli, diventa fonte inesauribile per le generazioni sempre nuove che si avvicendano nella storia della Chiesa.

13. Maria SS. modello delle persone consacrate (Giovanni Paolo II, Esort. «Redemptionis donum», 17)

Tra tutte le persone consacrate senza riserva a Dio, Maria è la prima. Ella — la Vergine di Nazaret — è anche la più pienamente consacrata a Dio, consacrata nel modo più perfetto. Il suo amore sponsale raggiunge il vertice della maternità divina per la potenza dello Spirito Santo. Ella, che come Madre porta Cristo sulle braccia, al tempo stesso realizza nel modo più perfetto la sua chiamata: «Seguimi». E lo segue — Ella, la Madre — come suo maestro in castità, in povertà e in obbedienza.

Quanto fu povera nella notte di Betlemme, e quanto povera sul Calvario! Quanto fu obbediente durante l'Annunciazione, e poi — ai piedi della Croce — obbediente fino a consentire alla morte del Figlio, il quale si era fatto obbediente «fino alla morte»! Quanto fu dedita in tutta la sua vita terrena alla causa del Regno dei cieli per castissimo amore!

Se la Chiesa intera trova in Maria il suo primo modello, a maggior ragione lo trovate voi, persone e comunità consacrate all'interno della Chiesa! (...) Mi rivolgo a voi col presente messaggio, per invitarvi a ravvivare la vostra consacrazione religiosa secondo il modello della consacrazione della stessa Genitrice di Dio.

Diletti Fratelli e Sorelle! «Fedele è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo». Perseverando nella fedeltà a colui che, è fedele, sforzatevi di cercare un sostegno specialissimo in Maria! Ella, infatti, è stata chiamata da Dio alla comunione più perfetta col Figlio suo.

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Sia Ella, la Vergine fedele, anche la Madre nella vostra via evangelica: vi aiuti a sperimentare e a dimostrare davanti al mondo quanto infinitamente fedele è Dio stesso!

Anche nell'Ufficio delle Ore si possono trovare letture del Magistero su argomento mariano:

14. La maternità di Maria nell'economia della grazia (LG 61-62 - Comune della BVM).

15. Maria figura della Chiesa (LG 63-65 - S. Maria in sabato: vol. III e IV).

16. Santità, splendore e gloria il corpo della Vergine! (Pio XII - 15 agosto: Festa di Maria Assunta in cielo).

D. LETTURE DA AUTORI MODERNI 1. Luce del sacerdozio cattolico

Il sacerdozio ministeriale deve rigenerare Cristo stesso nel seno della Chiesa — nell'Eucaristia e nei cuori dei fedeli mediante la virtù dello Spirito Santo che risiede nella Chiesa cristiana, e così formare organicamente il suo Corpo mistico, come Maria, per opera dello stesso Spirito Santo, generò il Verbo nella di lui umanità e gli dette un vero corpo. Il concepimento e la nascita miracolosa di Cristo dal seno della Vergine è il modello e in pari tempo la causa dell'ulteriore concepimento e nascita spirituale di Cristo nella Chiesa per mezzo del sacerdozio; e questo sta con l'Uomo-Dio in rapporto simile a quello di Maria col Figlio di Dio, disceso in lei e nato da lei. I due misteri sono correlativi, si illuminano e si danno rilievo a vicenda.

Come Maria, per effetto dell'adombrazione dello Spirito Santo, concepì il Figlio di Dio nel suo seno e con il suo fiat lo fece scendere dal cielo, donando al mondo l'Invisibile in forma visibile, così il sacerdote, per la virtù dello stesso Spirito Santo, concepisce il Figlio di Dio incarnato, per deporlo nel seno della Chiesa sotto le specie eucaristiche.

Perciò, mediante il sacerdozio, Cristo è generato di nuovo, quasi per una continuazione della sua nascita prodigiosa da Maria; e il sacerdozio stesso, rispetto all'Uomo-Dio, è una imitazione e una continuazione della sacra maternità di Maria.

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È per il Cristo eucaristico quello che Maria è per il Figlio di Dio che prende carne.

Far presente il Corpo fisico di Cristo nell'Eucaristia onde possa unirsi al suo Corpo mistico, e formare questo Corpo mistico stesso: ecco quali sono la ragion d'essere e le funzioni della sacra maternità che noi dobbiamo attribuire al sacerdozio della Chiesa.

Perciò questa maternità non è un nome vuoto o una scialba similitudine della maternità naturale...

Tutte queste mansioni della Chiesa e del suo sacerdozio trovano la loro ragione e la loro spiegazione appunto nel fatto che, rispetto ai figli della Chiesa, il sacerdozio, sia pure in un modo soprannaturale, si trova nello stesso vero e reale rapporto (se non più ancora) di una madre verso i suoi figli naturali.

Tale rapporto, nel suo genere, è reale come è reale la presenza dell'Uomo-Dio nell'Eucaristia, la quale viene causata mediante la cooperazione del sacerdozio; o come l'essere e la vita nuova e soprannaturale dei figli di Dio, la quale viene prodotta pure per mezzo del medesimo.

Ma appunto per questa ragione il sacerdozio è mirabile e soprannaturale come i due effetti cui si ricollega.

Ineffabilmente alta è la dignità che vien conferita perciò al sacerdozio e in esso alla Chiesa, di essere, cioè, madre dell'Uomo-Dio nella sua esistenza sacramentale, e degli uomini nel loro essere soprannaturale e divino.

Meravigliosa e incomprensibile è la fecondità che la Chiesa rivela in questa maternità; indicibile l'unione con lo Spirito Santo che l'adombra e che nel seno di lei e per mezzo di lei compie meraviglie simili a quelle operate nel seno purissimo di Maria.

(M. J. Scheeben, I misteri del Cristianesimo)

2. La devozione a Maria è indispensabile nell'apostolato

L'apostolo non è sufficientemente devoto verso la sua Madre santissima, se la sua confidenza in lei non ha entusiasmo e se il culto che le rende è quasi tutto esteriore.

Come il Figlio suo, la Vergine intuetur cor, guarda solamente ai nostri cuori, e non ci ritiene suoi veri figli se non dalla forza con cui il nostro amore corrisponde al suo.

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Quello dell'apostolo deve essere un cuore profondamente convinto della grandezza, dei privilegi e delle funzioni di Colei che è ad un tempo la Madre di Dio e madre degli uomini. Deve essere un cuore penetrato da questa verità: che la lotta contro i difetti, l'acquisto delle virtù, il regno di Gesù Cristo nelle anime e perciò la sicurezza della salvezza e della santificazione, sono in proporzione del grado di devozione verso Maria.

Deve essere un cuore ben radicato nel pensiero che tutto è più facile, più sicuro, più soave e più rapido nella vita interiore, quando si lavora con Maria.

Deve essere un cuore traboccante di confidenza filiale, qualunque cosa avvenga, verso Colei di cui ha conosciuto per esperienza le delicatezze, le premure, le tenerezze, le misericordie e la generosità...

Mettere da parte Maria nell'apostolato sarebbe ignorare una delle parti essenziali nel piano divino.

«Tutti i predestinati, dice sant'Agostino, in questo mondo, sono nascosti nel seno della SS. Vergine, ove sono conservati, nutriti, custoditi e fatti grandi da questa buona Madre finché non li genererà alla gloria dopo la morte».

Dopo l'incarnazione, afferma giustamente Bernardino da Siena, Maria ha acquistato una specie di giurisdizione su ogni missione temporale dello Spirito Santo: sicché non v'ha creatura che riceva grazie se non per le sue mani.

Ma il vero devoto di Maria diventa a sua volta potente sul cuore della Madre. Allora, quale apostolo potrà dubitare dell'efficacia del suo apostolato, se con la devozione egli dispone dell'onnipotenza di Maria sul Sangue redentore?

Per questo noi vediamo che i più grandi apostoli sono animati da una straordinaria devozione verso la SS. Vergine. Quando vogliono ritrarre un'anima dal peccato, essi hanno una grande forza di persuasione, perché identificati, per l'orrore del male e l'amore della virtù, con Colei che chiamò se stessa l'Immacolata Concezione!

Il Precursore conobbe la presenza di Gesù e trasalì nel seno della madre alla voce di Maria. Quali accenti non darà Maria ai suoi veri figli per aprire a Gesù i cuori che sino allora gli erano chiusi!

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Quali parole non sanno trovare gli intimi della Madre della misericordia, per impedire che la disperazione si impadronisca delle anime che per lungo tempo hanno abusato della grazia! ...

Maria vivente nel cuore dell'apostolo è la stessa eloquenza materna assicurata all'operaio evangelico per commuovere le anime nelle quali tutto è morto.

Pare che Gesù Cristo, per un'ammirabile delicatezza, abbia voluto riservare alla mediazione della Madre sua, le conquiste più difficili dell'apostolato e non accordarle se non a quelli che vivono intimamente uniti a lei.

(G. B. Chautard, L'anima di ogni apostolato)

3. La verginità di Maria

Avvicinandoci al Vangelo, ci può accadere non solo di penetrare con nuova profondità il mistero di Maria nella grandezza del suo disegno, ma anche di rimanere colpiti e affascinati dalla figura umana di questa creatura, così dolce e così forte, così semplice e così rivoluzionaria, così sola con Dio e così aperta su tutti i problemi dell'umanità, da apparirci spontaneamente un modello concreto di vita per chiunque vuol mettersi a seguire Gesù.

Già questa prima parola di Maria, non conosco uomo, è qualcosa di decisamente rivoluzionario per i suoi tempi e si può prendere, anche per i tempi nostri, come «segno di contraddizione».

Il fatto eccezionale che il Vangelo ci presenta è quello di una ragazza ebrea, che possiamo supporre quindicenne, «vergine, sposata ad un uomo di nome Giuseppe», la quale ha deciso di rimanere vergine per tutta la vita.

Una giovinetta ebrea, la quale, di fronte all'apparizione di un angelo, annunciatore del più sbalorditivo messaggio che sia mai stato comunicato a creatura umana, risponde chiedendo con assoluta semplicità soltanto un chiarimento: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?».

Ciò significa che Maria aveva ben chiaro in sé un proposito di verginità assoluta, e che era così fedele a questa sua promessa, che neppure un'apparizione celeste poteva fargliela dimenticare. Significa anche che Maria aveva comunicato il suo proposito a Giuseppe e che aveva con lui deciso di vivere nella verginità per tutta la vita.

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Chi pensa a queste parole di Maria, non può non attribuire alla verginità un suo valore unico e assoluto, non solo per una maggiore libertà di apostolato, ma proprio per l'unione con Dio.

Ne viene tutta una visione rinnovata della verginità e un impegno di fedeltà assoluta per chi vi è chiamato.

A tutti gli uomini poi, vergini o coniugati, queste parole parlano di castità, a ciascuno secondo il suo stato.

E anche questa è una parola che sembra quasi anacronistico pronunciare, in mezzo alla pseudo-libertà sessuale ora di moda, mentre invece, forse proprio per una grazia di Maria, sta succedendo un fatto nuovo: sono cioè sempre più numerosi i giovani che scelgono con responsabilità, conquistano e difendono con coraggio la loro fedeltà al piano dell'amore umano che Dio ha tracciato.

Ma più ancora che di una verginità o castità fisiche, le parole di Maria ci parlano di una verginità spirituale; pertanto cioè di un rapporto con Dio profondo, unico ed esclusivo, che riempie tutta l'anima; di una solitudine con Dio che è necessaria per tutti e possibile a ciascuno; di quel «conoscere Dio» in una intimità così assoluta che fa scomparire nella vanità ogni altra cosa.

Questo rapporto di amore con Dio rende l'anima indipendente e libera da ogni compromesso e nello stesso tempo la fa capace di un amore vero, purissimo, caldo e generoso verso ogni creatura.

(G. Marchetti, Vangelo da vivere)

4. Amore materno

Nella sua creazione, Dio ha fatto questa meraviglia tra le meraviglie che è il cuore delle madri. E vi ha messo dentro un amore profondo, ostinato, irragionevole, si direbbe; un amore pronto a tutti i sacrifici, a tutte le rinunce, a tutte le parzialità. Che cosa diventeremmo, poveri e deboli come siamo, se sui nostri anni di incapacità e di miseria non si chinasse qualcuno fatto apposta per amarci? Se non portassimo nel sangue la certezza di essere preziosi per qualcuno?

Ricorrere alla madre è un istinto della vita: è il primo grido del bambino nella culla, l'ultima invocazione del ferito all'ospedale... Dio non ha voluto che la vita soprannaturale fosse meno umana della vita naturale, anzi, e che gli uomini da lui adottati nel proprio Figlio fossero orfani a metà.

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E ha fatto la Madonna.

Se egli sa mettere nel cuore delle madri comuni autentiche meraviglie di tenerezza, che cosa non metterà nel cuore della madre per eccellenza? Infatti il suo amore per l'unico Figlio e per noi, figli adottivi, deve essere in qualche modo uguale a quello del Padre...

L'incarnazione si manifesta nella sua totalità dando agli uomini come madre — di una maternità soprannaturale — la stessa Madre di Dio.

C'è un aspetto dell'incarnazione, la redenzione passiva, che non può realizzarsi nel Cristo stesso, ma che si realizza in sua madre ed esige, per la gloria di Cristo, di compiersi in essa totalmente: è il mistero dell'immacolata concezione. Analogamente, c'è un aspetto della carità di Cristo che non può apparire nel Cristo, ma deve apparire in sua madre ed esige di essere totale: è il mistero dell'amore materno. Non bisogna pensare che si tratti di una tenerezza egoistica di madre, di affettuosità tali da mettere in ombra l'amore paterno. Nel cristianesimo non c'è altro che Dio e Cristo: tutto viene di là, tutto conduce là.

La bontà che si manifesta nella Madonna appartiene tutta a Cristo, come la bontà che si manifesta in Cristo, che è infinita; tutta la carità creata che appare nell'umanità di Cristo è ancora poco, perché si tratta di una realtà finita. Analogamente, in confronto alla carità di Cristo, tutta la carità che appare nella Madonna è ancora poco, perché è soltanto un riflesso della prima.

Ma questo riflesso è così meravigliosamente adeguato alla natura umana, così rivelatore, che davvero, nel piano provvidenziale, c'è un aspetto dell'amore di Cristo che gli uomini vedono chiaramente solo guardando sua madre, come c'è un aspetto dell'amore di Dio che gli uomini vedono chiaramente solo guardando l'Uomo-Dio.

Ma, se si guarda bene Maria, in definitiva si vedrà il Cristo solo e Dio solo.

Maria, come la Chiesa, non fa che condurre più direttamente e più sicuramente a Dio, al Dio che si dona.

(E. Mersch, La teologia del Corpo mistico)

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5. Maria, dono di Dio

La vera devozione mariana non parte dal basso, ma dall'alto; è guidata non dall'affettività, ma dalla fede. È anzitutto adesione a Dio e accettazione del suo misterioso disegno. La devozione alla Madonna è parte integrante della rettitudine d'intenzione che dobbiamo avere nei riguardi di Dio. Infatti la rettitudine cristiana parte dall'adesione volontaria al piano stabilito da Dio, per mezzo di un'unione stretta a Dio che traccia — come vuole lui — la traiettoria della sua grazia.

Dio ha voluto associare Maria alla sua opera di salvezza. Per mezzo di lei, ha dato al mondo suo Figlio. Ora, i doni di Dio sono senza pentimento e quest'ordine di cose non cambierà più. La mediazione di Maria resta per sempre, perché tale è il disegno di Dio.

Cristo ha sempre fatto la volontà del Padre. Con quale amore è entrato nel mondo per la via che il Padre gli tracciava! Noi, suoi discepoli, non dobbiamo esitare ad assumere i suoi stessi sentimenti nei riguardi di Maria.

Dal momento che Dio l'ha scelta per suo Figlio e per noi, noi non dobbiamo sceglierla ma solo riceverla come nostra Madre.

La sua bellezza e la sua bontà ci attirano: proviamo il bisogno di ricorrere a lei. Ma noi siamo felici di sottometterci alla volontà di Dio, prima di tutto per obbedienza.

Il più grande potere della devozione mariana sta proprio qui. Non tocca a noi tracciare i limiti dell'azione divina o fare a meno di quegli intermediari che egli ha scelto liberamente. È dell'essenza stessa di Dio amarci con abbondanza e con sovrabbondanza e comunicare alle sue creature la gloria di essere suoi strumenti. In Dio c'è posto per tutte le liberalità: l'economia esiste soltanto al nostro livello umano.

Il nostro culto filiale verso Maria non è altro che rendimento di grazie per la prodigalità d'amore divino, di cui ella costituisce la testimonianza vivente e perenne. Sarebbe un grave errore considerare la pietà mariana come qualcosa di inutile e di superfluo, che ostacoli i nostri rapporti con Dio. Questa pietà non è una specie di raffinatezza, una concessione all'immaginazione e alla sensibilità popolare, un mezzo di salvezza a buon mercato.

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È invece per tutti, indistintamente, l'espressione della volontà di salvezza che Dio ha nei nostri confronti; volontà divina che nasconde in sé un mistero d'amore. Perché Maria è, dopo il Cristo, la grazia più insigne che Dio ci ha dato.

«Se tu conoscessi il dono di Dio!» diceva Gesù alla Samaritana. In questo dono è racchiuso quello di Maria, perché il mistero del Figlio comprende quello della Madre.

A ciascuno di noi, in un certo senso, Dio dice di nuovo la parola dell'angelo a Giuseppe: «Non temere di accettare Maria... quel che è nato in lei è opera dello Spirito Santo». Occorre ricevere con umiltà questo dono dell'Altissimo: accogliere, con l'anima dilatata, tutto il capitale d'amore che Dio ha investito in Maria, per la felicità sua e per la nostra. (Card. Suenens, in «Pastoralia», 2 dic. 1968)

6. Maria offre il Salvatore a un mondo in ricerca

Il nostro mondo vive una prodigiosa avventura umana. Basta prendere coscienza di tutto ciò che rappresentano le scoperte scientifiche, per esempio le avventure spaziali... Ma non ci sono soltanto queste scoperte, al di fuori di noi: la scienza scava sempre più profondamente nel terreno umano. Domani, forse, riuscirà a modellare e a rifare l'uomo secondo un proprio progetto. Tutto questo è, nel medesimo tempo, grandioso e terribile.

La scienza apre orizzonti infiniti, ma non risolve i problemi vitali, essenziali che ogni uomo si pone: qual è infine il senso ultimo di questa avventura umana e della mia vita quaggiù? Che cosa c'è al di là della morte, anche se si riesce a ritardarla artificialmente? Ecco dove si pone la vera inquietudine umana e su che cosa l'umanità s'interroga.

Questi problemi esigono una risposta, la esigono a tutti i co‑

sti. Non basta moltiplicare i mezzi per vivere e le tecniche; il mondo ha bisogno essenzialmente di ragioni per vivere.

Qui appare Maria, che offre agli uomini suo Figlio, come colui che solo possiede parole di vita eterna. Maria si pone al centro del mistero dell'Incarnazione: è la Madre di Colui che sarà per tutti i tempi la via, la verità e la vita.

Sulla soglia della ricerca degli uomini che si interrogano, Maria si offre a noi, a un titolo unico, come «colei che introduce».

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La storia dei re magi non è soltanto una storia dei tempi passati: è anche il simbolo di questa ricerca umana permanente. I Magi si sono messi in cammino attraverso il deserto e le notti, seguendo la luce che doveva finalmente condurli a Betlemme. Di loro la Scrittura dice che «entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre, e prostratisi lo adorarono» (Mt 2,11).

La scoperta del Cristo passa attraverso l'incontro con la Madre del Salvatore: non si scinde la Madre dal Bambino, né il Bambino dalla Madre, perché il mistero dell'incarnazione assume tutto il suo significato soltanto con la collaborazione fedele e umilmente consenziente di colei che la Tradizione chiamerà la Theotókos.

Il mondo di oggi ha bisogno di incontrare il volto del suo Salvatore e il volto di sua Madre. Il mondo è saturo di filosofie e di ideologie che, qualunque sia il loro apporto, non rispondono al suo bisogno vitale, ai suoi interrogativi essenziali.

Recentemente chiedevo al teologo Karl Rahner, come spiegava l'attuale diminuzione della pietà mariana nella Chiesa. La sua risposta merita attenzione: «Troppi cristiani, a qualsiasi confessione religiosa appartengano, hanno la tendenza a fare del cristianesimo un'ideologia, un'astrazione. E le astrazioni non hanno bisogno di madre».

Ciò che Maria offre al mondo di oggi è la realtà vivente e concreta del Salvatore del mondo nella sua incarnazione. Essa ci spinge a credere che Cristo non è come noi lo immaginiamo talvolta inconsciamente, e cioè un essere parzialmente Dio e parzialmente uomo, ma che è totalmente divino e totalmente umano. Maria è la salvaguardia del realismo dell'incarnazione.

(Card. Suenens, in «La Doc. Cath.», 13 ott. 1971)

7. Il Rosario, preghiera di tutti

Non è raro trovare dei cattolici che giudicano infantile la devozione del Rosario, ritenendola tutt'al più capace di favorire la pietà sentimentale e abitudinaria di qualche donna, ma in ogni caso indegna di essere praticata dagli uomini... Tuttavia, se il tempo necessario per recitare il Rosario lo occupiamo meditando sulle grandi verità della nostra fede, seguendo per così dire passo passo questa magnifica epopea cristiana; se cerchiamo di valutarne la portata, di indovinarne lo splendore, di contemplarne l'armonia, allora non saremo più tentati di sostenere che il Rosario è una devozione per bambini.

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Indubbiamente il Rosario è anche una devozione per bambini nel senso che anche un bambino può servirsene e trarne profitto. Anche questo manifesta quanto vi è di meraviglioso nei mezzi che Dio ha messo a nostra disposizione per raggiungerlo: tutti possono servirsene con frutto, dal bambino che comincia a parlare fmo agli adulti più compresi della pro-aria sapienza...

E dal nulla che Dio ha creato il mondo della natura; è con il «nulla» che crea per ciascuno di noi il mondo incomparabilmente più bello della fede. Il «nulla» all'origine delle cose: ecco il marchio di fabbrica di Dio, segno indiscutibile della sua onnipotenza.

Quando si è compreso questo, si può recitare il Rosario e meditarne i misteri, perché si è colto il vero metodo.

Questo metodo consiste anzitutto nel mettersi alla scuola di Dio, nell'ascoltare la sua voce, che parla dentro di noi, mentre le labbra recitano i Pater e le Ave, nel farsi in una parola fanciulli e ignoranti in sua presenza. Perché quando si tratta di conoscere Dio, non c'è sapienza umana che tenga; i più grandi saggi saranno sempre all'ABC. La sapienza appartiene solo a Dio che, come sole splendente, irradia in noi la luce. Entrati una volta per tutte in questo atteggiamento, occorre far posto al cuore, dargli il tempo di estasiarsi, di riscaldarsi ai raggi delle verità divine che il Rosario richiama, e di trarne le conclusioni per la vita pratica.

Allora la nostra non sarà una vita qualunque; non andrà avanti a caso, dovunque la spingono i venti del capriccio e delle passioni. Sarà una vita luminosa e feconda, perché tutta impregnata di fede e di carità; sarà un continuo Rosario vivente in cui i più umili atti delle nostre giornate contribuiranno a formare le decine.

Soprattutto non lasciamoci impressionare né distogliere dall'oscurità e dalle difficoltà degli inizi.

Per penetrare nel mondo della fede, per sentire l'intelligenza dilatarsi con facilità e il cuore riscaldarsi come occorre, è necessario attraversare la galleria che vi conduce.

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Soltanto dopo aver camminato per qualche tempo a tastoni nelle tenebre, tendendo umilmente la mano a Dio che ci chiama, per non inciampare, orientandoci al suono della sua voce per non smarrirci, i nostri occhi si apriranno finalmente alla luce di cui egli vuole inondare coloro che lo cercano con semplicità.

Cerchiamo dunque e troveremo, bussiamo e ci verrà aperto. (M. S. Gillet, in «La vie spirituelle», ott. 1920)

8. A Gesù per mezzo di Maria

Darsi a Gesù per le mani di Maria (...) è imitare Dio Padre che ci ha dato il Figlio soltanto per mezzo di Maria, e continua a darci le sue grazie soltanto per mezzo di Maria; è imitare Dio Figlio che venne a noi solo per mezzo di Maria e, avendoci dato l'esempio per fare come egli ha fatto, ci incoraggia ad andare a lui con lo stesso mezzo con il quale egli è venuto a noi, Maria; è imitare lo Spirito Santo che non comunica le grazie e i favori che per mezzo di Maria. Andare a Gesù passando per Maria è onorare veramente Gesù, perché è mettere in risalto la nostra indegnità di avvicinarne l'infinita santità in maniera diretta, da soli, a causa dei peccati commessi; è confessare il bisogno che abbiamo di Maria, la sua santa Madre, quale avvocata e mediatrice presso di lui, nostro mediatore.

Vuol dire ancora accostarci al Cristo, nostro mediatore e fratello, e prostrarci davanti a lui riconoscendolo Dio e giudice di tutti. Insomma, è praticare quell'umiltà che sempre rapisce il cuore di Dio.

Consacrarsi così a Gesù per Maria equivale a mettere nelle mani di Maria le nostre opere, le quali, anche quando sembrano buone, sono invece spessissimo macchiate e perciò indegne dello sguardo e della accettazione da parte di Dio, il quale gradisce soltanto le cose pure.

Preghiamo dunque la buona Madre e padrona affinché, dopo aver raccolto la nostra povera offerta, la purifichi, la santifichi, la elevi e l'abbellisca fino a renderla degna di Dio. «Se vuoi offrire a Dio qualcosa sia pure di poco valore, dice san Bernardo, mettila nelle mani di Maria se non vuoi essere respinto».

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Buon Dio! Quanto è poco quello che facciamo! Mettiamolo allora nelle mani di Maria. Quando ci saremo dati realmente a lei fino al punto a cui possiamo arrivare, spogliandoci di tutto per farle onore, ella sarà infinitamente più generosa verso di noi: si comunicherà a noi interamente, con i suoi meriti e le sue virtù; deporrà la nostra offerta sul vassoio d'oro della sua carità; come Rebecca fece con Giacobbe, ci rivestirà degli splendidi abiti del Figlio primogenito e unigenito, Gesù, cioè dei meriti di cui è depositaria.

(San Luigi G. di Montfort)

9. Immersa nella luce di Dio

Maria è vissuta, come noi, sotto il segno del transitorio e dell'effimero. La sua vita, come quella di tutti i figli di questa terra, è stata una serie ininterrotta di vicissitudini, di cose che nascono e che muoiono. Inizia in un angolo sperduto della Palestina, tranquillo e sconosciuto, e si spegne nel silenzio, senza che il mondo ne sappia nulla.

Ella conosce tutti quei mutamenti che sono la legge propria della nostra esistenza, tutta la monotonia quotidiana della vita dei figli di Eva: la preoccupazione per il pane quotidiano, una buona dose di sofferenze e di lacrime, un mazzolino di modeste gioie.

Il suo tempo è suddiviso come il nostro: qualche ora di felicità interiore e profonda in Dio suo Salvatore, un gran numero di ore grigie o monotone, di quelle che sembrano non avere né contenuto né sapore; infine delle ore di grande sofferenza...

La vita di Maria si è svolta, come la nostra, sotto il segno della caducità. Ma in un punto era totalmente diversa.

Ciò che dà alla nostra vita l'aspetto doloroso di un enigma indecifrabile, non è tanto il carattere oscuro del nostro destino, quanto la nostra condizione di peccatori. Sì, è questo che rende così ardua e confusa l'esistenza umana.

Un istante di pentimento, frutto della grazia divina, invano tenta di cancellare ciò che ore di traviamento hanno creato di funesto per l'eternità nelle profondità della nostra anima; niente potrà colmare il passivo che esse rappresentano: sono morte, totalmente e per sempre. Sono ricadute nel nulla del passato e nessuno potrà mai più farle rivivere sotto il segno del bene.

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Oltre a Gesù, sappiamo che c'è un solo essere umano la cui vita è stata diversa: Maria, la Vergine, l'Immacolata, la sempre pura. In lei si verifica un fatto che il nostro cuore fatica tanto a credere, perché ha sempre davanti a sé le proprie esperienze amare: che un essere umano sia capace di entrare nell'eternità senza doversi pentire di nulla.

Ora questo essere umano esiste, è Maria. Non c'è un momento della sua vita che essa debba rinnegare, nemmeno un momento vuoto e sterile. Nessun atto di cui possa arrossire, nessuno che sia avvolto di ombra, nessuno che sia caduto nell'abisso del passato senza aver acceso una luce eterna. Così tutta l'esistenza di Maria è entrata nell'eternità: ogni giorno e ogni ora, ogni battito della sua vita profonda, tutte le sue gioie e sofferenze, i più grandi e i più umili momenti della sua vita. Niente di tutto ciò è perduto, tutto continua a vivere, tutto è assunto nella pienezza eterna della sua anima entrata nella patria beata.

(K. Rahner, L'homme au miroir de l'année chrétienne)

E. LETTURE SALESIANE

1. Motivi di confidenza in Maria

(San Giovanni Bosco, Il mese di maggio consacrato a Maria SS. Immacolata)

In tutto il Vecchio Testamento Maria è chiamata tutta bella e senza macchia: è paragonata al sole che risplende; alla luna che è nella pienezza di sua luce; alle stelle più luminose; ad un giardino pieno di fiori deliziosi; ad una fonte sigillata da cui scaturisce acqua limpida; ad un'umile colomba; ad un giglio purissimo.

Nel Vangelo poi viene dall'angelo Gabriele chiamata piena di grazia. «Piena di grazia», ossia creata e formata nella grazia, il che vuol dire che Maria dal primo istante di sua esistenza fu senza macchia originale ed attuale, e senza macchia perseverò fino all'ultimo respiro di vita...

L'essere Maria esente da ogni macchia di peccato originale ed attuale; essere adorna di tutte le virtù che noi possiamo immaginare; essere stata da Dio ricolma di grazia più di ogni altra creatura; tutte queste prerogative la fecero trascegliere fra tutte le donne ad essere innalzata alla dignità di madre di Dio.

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Questo è l'annunzio che le fece l'angelo; questo ripeté santa Elisabetta quando fu dalla santa Vergine visitata; questo è il saluto che le fanno ogni giorno i cristiani dicendo: Santa Maria, Madre di Dio, pregate per noi.

Al glorioso nome di Madre di Dio vien meno l'ingegno umano; perciò chinando la fronte in segno di profonda venerazione, ci limitiamo a dire che nessuna creatura può conseguire maggior grado di gloria.

Ma se il titolo di Madre di Dio è glorioso per Maria, esso è altrettanto glorioso per noi che, essendo redenti da Gesù Cristo, diventiamo suoi figli e fratelli del suo divin Figlio. Infatti, divenendo ella Madre di Gesù, vero Dio e vero uomo, divenne anche madre nostra. Gesù Cristo nella sua grande misericordia volle chiamarci suoi fratelli, e con tal nome ci costituisce tutti figli adottivi di Maria.

Il Vangelo conferma quanto qui diciamo. Il divin Salvatore era in croce e pativa i dolori della più penosa agonia. La Madre sua santissima e l'apostolo Giovanni stavano ai suoi piedi, immersi nel più profondo dolore.

Quando Gesù, aprendo gli occhi — e forse fu l'ultima volta che li aprì nella vita mortale — vide il discepolo prediletto e la sua cara Madre, con le labbra moribonde disse a Maria: «Donna, ecco in Giovanni il tuo figliuolo». Poi disse a Giovanni: «Ecco in Maria la madre tua».

In questo fatto i santi Padri riconoscono unanimi la volontà del divin Salvatore il quale, prima di lasciare il mondo, voleva darci Maria per madre nostra amorosa, e noi tutti costituiva suoi figliuoli.

Maria inoltre è nostra madre perché ci rigenerò per mezzo di Gesù Cristo nella grazia. Perciò, come Eva è detta madre dei viventi, così Maria è madre di tutti i fedeli per grazia.

A questo proposito san Guglielmo abate si esprime così: «Maria è madre del Capo, quindi è anche madre delle membra, che siamo noi. Dando alla luce Gesù, ella generò spiritualmente anche noi».

Ecco, o carissimi, chi è Colei che io propongo alla vostra venerazione. Ella è la più santa fra tutte le creature, è la madre di Dio, è la madre nostra: una madre potente e pietosa, che ardentemente desidera ricolmarci di celesti favori.

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2. Ausiliatrice e Madre della Chiesa (Don Egidio Viganò, ACS 289, pp. 22-24)

Don Bosco, pur mutuando dai più accreditati autori i presupposti dottrinali della devozione all'Ausiliatrice, li ha individuati e approfonditi con particolare robustezza teologica e con concretezza pastorale. Essi illuminano l'indole propria della devozione e del culto a Maria «Aiuto dei Cristiani» e debbono essere coltivati e approfonditi nei suoi devoti. Si riferiscono specificamente alla mediazione vittoriosa di Maria in favore della fede del popolo cristiano e in aiuto della Chiesa Cattolica guidata dal Papa e dai Vescovi.

«Il bisogno — scrive il nostro Fondatore — oggi universalmente sentito d'invocare Maria non è particolare, ma generale; non sono più tiepidi da infervorare, peccatori da convertire, innocenti da conservare. Queste cose sono sempre utili in ogni luogo, presso qualsiasi persona. Ma è la stessa Chiesa Cattolica che è assalita. È assalita nelle sue funzioni, nelle sacre sue istituzioni, nel suo capo, nella sua dottrina, nella sua disciplina; è assalita come Chiesa Cattolica, come centro della verità, come maestra di tutti i fedeli».

Questo caratteristico aspetto di «aiuto ecclesiale», fondante per Don Bosco il titolo di Ausiliatrice, non pare sia stato allora legato da altri devoti o carismatici a titoli mariani. Don Bosco unì già il titolo di «Ausiliatrice» a quello di «Madre della Chiesa» che noi, con gioia, abbiamo visto proclamato da Paolo VI alla fine del Vaticano II. Dobbiamo sottolineare che è appunto «il senso vivo della Chiesa» l'elemento più caratterizzante della dottrina dell'Ausiliatrice.

Con quanta attualità si può rilanciare questa devozione se consideriamo l'interesse con cui si è venuto sviluppando, oggi, il suggestivo rapporto «Maria-Chiesa».

Maria, infatti, è «già» quello a cui tende la Chiesa: ne è la profezia e il fermento. Essa aiuta la Chiesa a realizzare la sua stessa funzione di «seconda Eva» in una maternità verginale di grazia. Così «il mistero della Chiesa si incontra attraverso il volto di Maria. Guardando a Lei, si vede vivere la Chiesa: sono i suoi occhi che spiegano i misteri» (M. Magrassi). Persino uno scrittore non cattolico [Max Thurian, oggi però sacerdote cattolico] afferma: «Si può dire che non si dà una giusta visione della Chiesa se non dove c'è uno spazio per Maria nella fede e nella pietà. Il rinnovamento della Chiesa è strettamente legato al rilancio di una sana pietà mariana. Si perde il senso della Chiesa-Madre là dove si perde il senso della vocazione materna della Vergine Maria».

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Il suo ruolo materno rappresenta il fulcro del rapporto di Maria con la Chiesa: entrambe esistono e sono sante in funzione della maternità ed entrambe generano nella verginità. C'è, così, un nesso intimo tra «maternità» ed «evangelizzazione», tra «Maria-Chiesa» ed «azione apostolica».

Tutto questo risulta significativamente attuale per la nostra spiritualità e ha conseguenze operative determinanti. Quindi, la devozione all'Ausiliatrice animata dal più vivo senso ecclesiale, appare in Don Bosco come una scelta dottrinale precorritrice che lega la «pietà mariana» con il «senso della Chiesa» in una singolare forma di mutua inseparabilità e di comune crescita.

3. La devozione a Maria Ausiliatrice e il nostro impegno apostolico ed ecclesiale (Don Egidio Viganò, ACS 289, pp. 24-25)

La devozione all'Ausiliatrice animata dal più vivo senso ecclesiale, appare in Don Bosco come una scelta dottrinale precorritrice, che lega la «pietà mariana» con il senso della Chiesa in una singolare forma di mutua inseparabilità e di comune crescita.

Il «senso della Chiesa» si traduce quotidianamente in una coscienza attiva di «membro» con una profonda spiritualità del-l' azione .

Ciò comporta non solo un atteggiamento costantemente generoso di operosità apostolica in genere, ma un vero e proprio impegno «ecclesiale»; ossia, una operosità esplicitamente guidata dalla chiara coscienza di essere e di agire come membro corresponsabile di quel Corpo di Cristo che è la Chiesa. Ma la Chiesa considerata non in senso vago, bensì in quanto essa, «costituita e organizzata come società, sussiste nella Chiesa cattolica; governata dal Successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui» (LG 8).

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Un impegno, quindi, particolarmente definito dalla concretezza storica e situazionale della vita, cattolica. Questa opzione realista, che può portare anche al martirio, s'avvicina necessanamente a posizioni di lotta che potrebbero assumere, in determinate situazioni, anche l'aspetto di una scelta politica; è ciò che accadde un po', proprio negli anni '60, nell'Italia delle apparizioni di Spoleto e della caduta di Roma. Ebbene, Don Bosco eccelle nel fare della devozione all'Ausiliatrice un impegno reale per la Chiesa Cattolica, evitando sempre di trasformarla in una bandiera temporale a favore della rivoluzione o della antirivoluzione di turno.

Per saper tenere un tale atteggiamento si ispira al criterio pratico caratteristico dell'«attività materna», che non è mossa da ideologie astratte ma da esigenze vitali, che fa tutto il bene che può anche se non può arrivare all'ottimo, e che cura più il tessuto delicato della vita che l'elaborazione dei grandi programmi.

Può essere sintomatico constatare che non c'è posto per una simile attività vitale (e quindi non si trova nessun elemento di parallelismo con Maria) nelle più famose ideologie sociali, per esempio nel marxismo, che pur mostrano varie coincidenze parallele con la strutturazione ecclesiastica.

Il realismo pedagogico di Don Bosco ha espresso attraverso la sua devozione mariana una autentica «mistica dell'azione», nel senso profondo di san Francesco di Sales, unita permanentemente a una forte, anche se più volte nascosta, «ascesi dell'azione».

4. L'Ausiliatrice e il carisma salesiano (Don Egidio Viganò, ACS 289, pp. 28-30)

La devozione all'Ausiliatrice risulta un fattore integrante del «fenomeno salesiano» nella Chiesa, perché entra a formar parte vitale della sua totalità. Non avrebbe senso, anzi sarebbe deleterio, tentar di separare la nostra spiritualità dalla devozione a Maria Ausiliatrice, così come non si può isolare, perché sarebbe assurdo, Don Bosco dalla Madonna.

La devozione all'Ausiliatrice è, dunque, un elemento imprescindibile del nostro Carisma; ne permea la fisionomia e ne vitalizza le componenti.

Senza una sana vitalità della dimensione mariana, la nostra spiritualità ne risentirebbe in vigore e in fecondità; mentre, per altro, la cura opportuna di un profondo rilancio mariano farà rinverdire tutta la vocazione salesiana.

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Basti osservare come la nostra devozione all'Ausiliatrice è in strettissimo interscambio vitale sia con la «missione» salesiana che con lo «spirito» proprio del nostro Carisma.

Innanzitutto, là sua intima vincolazione con la missione salesiana: è Maria, la «Pastorella» dei sogni, che ne designa l'indole propria e ne individua i destinatari, assegnandoci un campo di «pastorale giovanile»; è la sua caratteristica di Ausiliatrice che apre la missione salesiana ai grandi orizzonti dei problemi socio-religiosi di attualità, e a una chiara scelta di servizio alla Chiesa universale e di collaborazione con i suoi Pastori; è la sua materna bontà che ispira la nostra criteriologia pastorale e ci insegna un metodo d'appoggio ai nostri destinatari.

Poi, il suo profondo rapporto con lo spirito salesiano: esso trova in Maria, vista come Ausiliatrice, la sua ispirazione e il suo modello. Uno spirito centrato sulla «carità pastorale», ispirato all'amore materno della Madonna e radicato nell'amore materno della Chiesa, che implica un acuto ascolto dell'iniziativa di Dio, un'adesione totale a Cristo e una piena disponibilità alle sue vie; uno spirito permeato di speranza (sicuro dell'«aiuto» dall'Alto) in un clima interiore di sostanziale ottimismo nella valutazione delle risorse naturali e soprannaturali dell'uomo; uno spirito di fecondità apostolica vivificato dallo zelo per la Chiesa; uno spirito di operosa iniziativa e di duttilità appropriato alle vicissitudini cambianti della realtà; uno spirito di bontà e di comportamento familiare con quella ricchezza e semplicità di atteggiamenti che ha la sua sede nella sincerità del cuore; uno spirito di magnanimità (come nel «magnificat») che ha l'umile ardimento di fare tutto il bene che si può, anche quando sembra temerario, lasciandosi guidare dal coraggio della fede e dal buon senso, più in là degli estremismi o dei perfezionismi...

Come nella vita di Don Bosco la devozione all'Ausiliatrice, esplicitata nella piena maturità della sua vocazione, è allo stesso tempo il punto terminale di un itinerario di crescita e la piattaforma di lancio di tutto il suo vasto progetto apostolico, allo stesso modo nella spiritualità salesiana essa costituisce la sintesi concreta delle sue varie componenti e la fonte vitale del suo dinamismo e della sua fecondità.

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5. La devozione a Maria Ausiliatrice nella Famiglia Salesiana

(Don Egidio Viganò, ACS 289, pp. 8.11.12)

Non sono irrilevanti le motivazioni che ci devono muovere a rilanciare la devozione a Maria Ausiliatrice in tutta la Famiglia Salesiana.

Ricordiamone alcune delle più importanti: serviranno a illuminare e fondare meglio il nostro impegno. (...)

— C'è una ragione dedotta da un aspetto caratteristico della devozione stessa all'Ausiliatrice: si tratta di una dimensione mariana che è, per natura, fatta appunto per i tempi difficili. Don Bosco stesso lo manifestava a don Cagliero con quella famosa affermazione: «La Madonna vuole che noi la onoriamo sotto il titolo di Auxilium Christianorum: i tempi corrono così tristi che abbiamo proprio bisogno che la Vergine Santissima ci aiuti a conservare e difendere la fede cristiana» (MB 7,334).

Orbene, noi stiamo vivendo e sperimentando oggi difficoltà veramente gravi e inedite, sia per la fede dei credenti, per la vita della Chiesa e per il ministero dei suoi Pastori, che per le riforme sociali e politiche, per l'educazione integrale dei giovani e per la promozione dei ceti popolari.

Se quella dell'Ausiliatrice è una dimensione mariana intonata specificamente alle ore di difficoltà e se Don Bosco e la sua Famiglia sono stati suscitati dallo Spirito come strumenti specializzati ed efficaci per propagarne la devozione nella Chiesa, si dovrà concludere che le attuali difficoltà, tanto complesse e problematiche, della Chiesa e della Società esigono con urgenza da noi un accurato rilancio mariano.

— Un'altra ragione, più particolarmente specifica per noi, è la correlazione intima che si dà, di fatto, tra il nostro spirito salesiano e la devozione a Maria Ausiliatrice.

Don Bosco non è arrivato per caso a tale devozione; né essa dipende da una qualche apparizione locale; essa si presenta piuttosto come la maturazione di tutta una linea spirituale e apostolica che si è andata precisando e sviluppando con gli apporti di determinate congiunture storiche, lette alla luce di un profondo dialogo personale con lo Spirito Santo nel contesto dei caratteristici tocchi mariani tanto familiari nel divenire quotidiano della vita di Don Bosco.

582

L'Ausiliatrice appare come la cuspide di ciò che Don Bosco sentiva di Maria: avvocata, soccorritrice, madre deí giovani, protettrice del popolo cristiano, vincitrice del demonio, trionfatrice delle eresie, aiuto della Chiesa in difficoltà, baluardo del Papa e dei Pastori insidiati dalle forze del male. Una tale devozione alla Madre di Dio è la concretizzazione pratica di quella santità dell'azione che ha caratterizzato la spiritualità di Don Bosco. Basterebbe ripensare al suo dialogo con il pittore Lorenzone, a cui chiedeva di rappresentare la Madonna al centro di tutto un gigantesco dinamismo ecclesiale (MB 8,4), o guardare l'attuale quadro della basilica di Valdocco per scoprire, direi quasi, una connaturalità tra spirito salesiano impastato d'apostolato ecclesiale e devozione a Maria Ausiliatrice.

Se, perciò, tutto il movimento conciliare di rinnovamento dei Religiosi porta a una riattualizzazione della loro specifica spiritualità, ciò dovrà significare per noi un forte rilancio della componente mariana del nostro carisma.

6. Devozione all'Ausiliatrice e apostolato giovanile (Don Egidio Viganò, ACG 309, pp. 13.16-17)

L'operosità dell'Ausiliatrice a favore del Popolo di Dio, pellegrino nella storia, impegna intrepidamente nella lotta tra il bene e il male, con chiara convinzione che la Chiesa cattolica è «il germe e l'inizio del Regno di Cristo e di Dio», inviata per annunciarlo e instaurarlo in tutte le genti.

Noi Salesiani abbiamo nella Chiesa, per iniziativa di Maria, un compito audace ed urgente: proclamare nel Popolo di Dio l'appello del Vangelo ai giovani per una loro concreta santità. Dobbiamo saper difenderne non solo la vera possibilità, ma anche e soprattutto costruire pedagogicamente la testimonianza viva della santità giovanile, come ha fatto Don Bosco con Domenico Savio e con tanti altri giovani a Valdocco. Ci affidiamo a Maria per ottenere, con la sua intercessione, l'approfondimento e l'adesione fattiva ai sostanziali criteri di «sacra pedagogia» con cui il nostro Fondatore e Padre seppe costruire l'ambiente educativo e il clima spirituale dell'«Opera degli Oratori».

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Essere portatori nella Chiesa di una concreta profezia di spiritualità giovanile è nostra missione e nostra prioritaria responsabilità: abbiamo ricevuto in eredità il delicatissimo impegno di essere «educatori della Grazia», ossia di saper annunciare e far crescere nel mistero di Cristo e della vita nel suo Spirito i giovani di oggi. È un retaggio sublime e non facile che esige da noi profondità spirituale, sensibilità di futuro, sintonia con lo Spirito Santo, convinta comunione con la speranza di una Chiesa pellegrina che si appresta ad iniziare, con una santità rinnovata e impegnata, il suo terzo millennio di presenza e di fermento nella storia umana. C'è, oggi, urgente bisogno di questa profezia in tutto il mondo, e non dovremmo vederci annoverati mai tra i meno entusiasti e competenti nel proclamarla e tradurla in realtà con aggiornata e valida pedagogia.

È appunto questa la nostra specifica missione! Affidiamoci, perciò, all'Ausiliatrice, nella certezza di realizzare un gesto squisitamente salesiano.

7. L'Atto di Affidamento a Maria

(Don Egidio Viganò, ACG 309, pp. 9-10)

L'affidamento a Maria implica in se stesso una visione più chiara e cosciente della nostra speciale consacrazione sacramentale e religiosa. Favorirà così un ricupero di fedeltà. C'è un rapporto oggettivo e vincoli concreti tra il nostro essere cristiano e religioso e la funzione ecclesiale di Maria. Nell'Atto di Affidamento intendiamo averne una più costante e attenta considerazione. Maria ci aiuterà a vivere fedelmente la vocazione salesiana, a percepirne la bellezza, ad attuarne la missione. Ci insegnerà a vivere quotidianamente nelle sue varie espressioni la sintesi salesiana della nostra spiritualità così come la compendia la bella preghiera che recitiamo all'Ausiliatrice ogni mattina dopo la meditazione. È una preghiera assai significativa per noi! Con essa ci poniamo sotto la protezione materna di Maria, ci affidiamo a lei e chiediamo il dono della fedeltà, rinnovando l'offerta di noi stessi al Signore nella dedizione alla missione giovanile, del cui spirito viene tracciato un quadro dinamico e pratico di santità. Questo nostro gesto mariano è anché impegno di crescita della nostra coscienza di figli: figli di Dio in Cristo, ma anche figli di Maria, Madre di Dio nel Cristo. La filiazione comporta una vera appartenenza di «consanguineità» spirituale, una vitale parentela di grazia, che orienta la libertà a crescere nell'orbita evangelica dell'obbedienza: «Per Maria a Cristo; figli nel Figlio»!

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«Affidarsi» a Maria e appartenere più coscientemente a lei non significa ridurre gli spazi della propria libertà, ma affermare quelli veri, scelti con predilezione quale ambiente favorevole di famiglia in cui lanciare la maturazione cristiana e la retta espansione del proprio amore.

Qualche santo ha parlato anche di «servitù o «schiavitù materna», non tanto per attutire o cancellare l'iniziativa della libertà, quanto per indicarne con incisiva espressività il senso d'appartenenza totale («totus tuus»!) come pienezza di amore e affermazione di libertà santificata. Nei nostri noviziati e nei centri di formazione questo «senso di appartenenza totale a Maria» era, per lunghi anni, una prassi del tutto libera ma pressoché ordinaria e comune.

Il nostro Padre e Fondatore Don Bosco suggeriva di rendere più cosciente e impegnativo l'aspetto di affidamento mariano con un «atto di filiazione».

La formula da lui redatta per tale Atto è una preghiera di affidamento che centra l'attenzione e la supplica su Gesù Cristo, «primo principio ed ultimo fine». Egli nel suo testamento dalla croce dà «al prediletto apostolo san Giovanni la qualità e il titolo di figliolo della "sua" Madre Maria». Poi rivolge direttamente la preghiera del devoto alla Madonna per chiederle di «poter appartenere a lei» come figlio, di «averla per Madre»; infatti, «affidato» alla sua bontà, la «elegge» per Madre supplicandola di «riceverlo»; le «fa una donazione intiera e irrevocabile di tutto se stesso» e «si abbandona» nelle sue braccia confidando nella sua «materna protezione». Ecco bene espressi, in questa formula di Don Bosco, il significato proprio del gesto di affidamento e anche le fondamentali sue esigenze e impegni. È un atto di fede che rinnova la coscienza battesimale della filiazione. La redazione stessa dell'«Atto» è una testimonianza di intuizione ecclesiale aperta alla maturazione posteriore sulla linea del rinnovamento postconciliare mariano.

585

2.2.5. LA «PREGHIERA COMUNE»

La preghiera comune (o preghiera dei fedeli, o preghiera li-tanica, o «invocazioni») si può realizzare

— con invocazioni libere (ma pensate) da parte dei partecipanti alla celebrazione, con opportuna introduzione del celebrante;

— o ricorrendo a formulari già preparati, di cui ci è offerta grande abbondanza nella stessa Liturgia, e facilmente reperibili. Per es. nella Liturgia delle Ore (nel Proprio delle feste della BVM e nel Comune della BVM) e nell'Orazionale. In essi si può aggiungere qualche invocazione più adatta alla celebrazione che si sta realizzando.

— Si possono usare come preghiera comune altri testi di preghiera alla Vergine opportunamente introdotti dal celebrante ed eventualmente conclusi dall'orazione finale. Per es. l'Inno Akdthistos (v. pp. 626-628); o la Preghiera di san Germano (v. p. 634); o la parte mariana della Professione di fede di Paolo VI (p. 642s); o altre che si possono trovare anche nel repertorio di Preghiere alla Vergine alle pp. 616ss. Qui si offrono alcuni esempi, di varia impostazione.

1. Tempo di Natale

C In comunione con tutti gli uomini, raccomandiamo al Signore le loro necessità; e rinnoviamo il nostro impegno di servizio per l'edificazione del regno.

GT Risplenda in noi, Signore, la tua luce.

G Perché la Parola di Dio, annunziata dai Profeti, discesa nel grembo della Vergine, predicata dagli Apostoli, sia per ogni uomo luce che splende nelle tenebre, sorgente di grazia e di verità, preghiamo.

Perché la Chiesa, guidata dalla Vergine, renda testimonianza alla luce e conduca gli uomini a riconoscere in Cristo il Salvatore del mondo, preghiamo.

Perché la pace, che il Verbo Incarnato ha portato sulla terra, sia custodita nel cuore dei discepoli e sia da loro testimoniata nei rapporti sociali, preghiamo.

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Perché i cristiani, ispirandosi al «Fiat» della Vergine, compiano fedelmente la volontà di Dio e vivano nel servizio dei fratelli, preghiamo.

C Eterno Padre, che hai posto nella Vergine Maria

il trono della tua Sapienza,

illumina la tua Chiesa con la luce del Verbo della Vita,

perché nello splendore della verità

cammini fino alla piena conoscenza

del tuo mistero d'amore.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

2.        Immacolata

C Celebrando con gioia la Concezione Immacolata della Beata Vergine Maria, preghiamo insieme e diciamo: T Ave, o piena di grazia.

Nella tua Concezione, Vergine Maria, fosti benedetta dal Signore, santificata da Dio, tua salvezza.

Tutta santa, senza ombra di peccato, sei divenuta la Madre del Signore.

Bianca come la neve è la tua veste; il tuo volto splendente come il sole.

Tu sei la gloria di Gerusalemme, la letizia d'Israele, l'onore del nostro popolo.

Ti seguiamo, o Vergine Immacolata, attratti dalla tua bellezza e santità.

C Signore Gesù, che hai costituito la tua Madre Immacolata modello e figura luminosa della Chiesa, per sua intercessione concedici di essere liberati dalle nostre colpe e di aspirare alla perfezione della santità. Tu che vivi e regni nei secoli.

T Amen.

3.        Immacolata

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C Nella Vergine Madre, preservata dal peccato originale, colmata di grazia dallo Spirito Santo, Dio ci offre l'immagine dell'umanità nuova, che partecipa in pienezza alla vittoria di Cristo. Per intercessione di Maria Immacolata innalziamo al Padre nello Spirito la nostra preghiera.

GT Trasformaci con il tuo Spirito in creature nuove, Signore.

G Perché la Chiesa, primizia dell'umanità redenta e della nuova creazione, viva in pienezza il dono di Dio e si apra costantemente all'effusione rinnovatrice dello Spirito Santo, preghiamo.

Perché la potenza del Signore, che preservò la Vergine dal peccato originale, tolga dalla nostra vita il peso e la tristezza del peccato e ci faccia gustare la vera libertà dei figli, preghiamo.

Perché tutti noi fedeli possiamo riconoscere in Maria Immacolata un segno di consolazione e di speranza in mezzo alle prove della vita, preghiamo.

Perché ogni vita nuova concepita nel grembo materno sia accolta e custodita come un valore intangibile e come dono e benedizione di Dio, preghiamo.

C Dio della salvezza,

che in Maria hai esaudito le attese

e le speranze dell'umanità,

fa' che questa nostra generazione,

liberata da ogni forma di orgoglio e di violenza,

costruisca con la forza del tuo Spirito

un mondo nuovo, la nuova civiltà dell'amore.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

4. Maternità di Maria

C Per intercessione di Maria, Madre del Redentore e Madre nostra, con fiducia di figli innalziamo la nostra sup-lica al Padre delle misericordie, il Dio che dà la vita.

G Preghiamo insieme dicendo: Noi ti preghiamo, ascoltaci o Signore!

588

G Per la Vergine Madre, figlia di Sion, guarda la tua Chiesa, perché in attento ascolto di ogni tua Parola annunci e testimoni ai popoli il tuo vangelo...

Per la Vergine Madre, arca delle benedizioni divine, guarda con bontà ogni uomo, perché con la tua benedizione possa rendere vere le parole e i gesti di augurio e di pace che rivolge ai fratelli all'inizio di questo nuovo anno...

Per la Vergine Madre, tua Serva fedele, guarda tutti i giovani del mondo perché crescano davanti a te sapienti e giusti...

Per la Vergine Madre, la «piena di grazia», guarda le spose e le madri della terra perché accolgano con gioia e custodiscano con amore il dono dei figli...

Per la Vergine Madre, piena realizzazione dell'uomo nuovo, guarda i popoli della terra, perché, trasformati dal tuo Spirito, ricerchino con cuore nuovo le vie della pace...

Per la Vergine Madre, donna del dolore colmo di speranza, guarda gli ammalati, perché la loro sofferenza diventi altare e sacrificio per la salvezza dei fratelli...

Per la Vergine Madre, potente Aiuto dei cristiani, guarda la Famiglia Salesiana, perché viva il «non basta amare» di Don Bosco rinnovando il suo impegno di santità nella carità pastorale verso i giovani...

C Padre Santo, Dio di immensa misericordia, che nella fede e nell'amore della Vergine Madre sei venuto incontro all'umanità, ti sei fatto uno di noi in Gesù tuo Figlio, sostieni ancora oggi la tua Chiesa perché sappia generare la tua Parola fatta carne, per la pace di tutti gli uomini. Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

5. Annunciazione

C Dio ha voluto Maria Santissima, Madre del Figlio suo,

piena di ogni grazia e benedizione. Preghiamo che di que‑

sta ricchezza renda partecipi la Chiesa e l'intera umanità. GT Dio dell'amore e della pace, ascoltaci.

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G Per la Chiesa in cammino nel mondo, perché, come Maria, accolga e mediti la parola di Dio e conformi la sua vita al messaggio che annunzia, preghiamo.

Per i discepoli del Signore, perché, come la Vergine dell'Annuncio, sappiano riconoscere e aderire al progetto di Dio nella storia della salvezza, preghiamo.

Per i cristiani che si trovano nel dubbio, perché, sull'esempio della Vergine, si affidino interamente al Signore e diventino beati per la fede, preghiamo.

Per quanti vivono il mistero del dolore, perché, uniti con la Vergine Madre, attingano consolazione e speranza alle sorgenti del Salvatore, preghiamo.

Per noi, perché a imitazione di Maria, donna forte e sapiente, diventiamo adulti nella fede e cooperiamo al mistero della redenzione, preghiamo.

C Tu hai voluto, Padre, che all'annuncio dell'angelo,

la Vergine Immacolata concepisse il tuo Verbo eterno,

e, avvolta dalla luce dello Spirito Santo,

divenisse tempio della nuova alleanza:

fa' che aderiamo umilmente al tuo volere,

come la Vergine si affidò alla tua parola.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

6. Vergine dell'ascolto

C Nel devoto ricordo della Beata Vergine Maria, che ha custodito la parola di Dio meditandola nel suo cuore, invochiamo Gesù nostro Salvatore e diciamo insieme: Ascoltaci, o Signore.

G Perché imitiamo Maria, sempre attenta alla parola di Dio e serva fedele della sua volontà, preghiamo.

Perché Maria ci insegni a conoscere a fondo Gesù, la

sua vita e i suoi misteri di salvezza, preghiamo.

Perché il nostro cuore, purificato dal peccato, sia sempre aperto alla grazia di Dio e all'amore verso il prossimo, preghiamo.

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Perché portando sempre Gesù nel cuore, viviamo nella gioia evangelica e diveniamo operatori di pace, preghiamo.

c Accogli, o Signore Gesù, le nostre umili preghiere e concedici che, imitando la Vergine Maria, viviamo in purezza e semplicità di cuore e otteniamo il soccorso della tua misericordia. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

T Amen.

7. Ausiliatrice

C Eleviamo al Padre la nostra preghiera in unione a quella di Maria, nostra Madre e fonte della nostra gioia. Diciamo insieme:

GT Con Maria, nostra madre, ti preghiamo: ascoltaci, Signore.

G Per il Papa: sia confortato dal sensibile aiuto di Maria e trovi nella Chiesa «il frutto di quella forza pastorale che scaturisce dal culto reso alla Vergine». Preghiamo.

Per tutti i fedeli cristiani sparsi sulla terra: «la pietà verso la Madre del Signore sia per loro occasione di crescita nella grazia divina» e aiuto potente per realizzare nell'unità della fede e nella comunione degli spiriti il progetto di amore di Cristo. Preghiamo.

Per le popolazioni oppresse dalla violenza: trovino nella materna sollecitudine di Maria «la visione serena e liberante» e l'appoggio rassicurante che vince l'angoscia e alimenta la speranza, per camminare forti nella fede verso la città di Dio. Preghiamo.

Per tutte le anime consacrate: contemplando «la Vergine Maria nella sua donazione» sappiano con tenera devozione e con tenace proposito guardare i suoi esempi per riprodurli nella propria vita, operando per il trionfo della gloria di Dio. Preghiamo.

Per tutti i giovani, speranza della Chiesa: nel loro cammino verso la conquista della propria pienezza sentano accanto a sé Maria, la Donna nuova, la Madre che ama e soccorre. Preghiamo.

591

Per la nostra Congregazione: senta tutta la portata della sua particolare appartenenza a Maria e affidandosi al suo «efficace soccorso di Ausiliatrice» si rinnovi ogni giorno nell'impegno di una fedeltà fiduciosa, forte, perseverante. Preghiamo.

Per tutti noi qui presenti: imitando Maria SS. che ha amato con dedizione totale Cristo e la Chiesa sappiamo vivere la nostra consacrazione e sentirci tutti rinnovati nella fede e nella gioiosa speranza. Preghiamo.

C O Dio, che nella Vergine Maria ci hai dato la Madre e l'aiuto potente per realizzare in pienezza la nostra vocazione apostolica, concedici di saper essere sempre disponibili a Dio e ai fratelli. Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

8. Ausiliatrice

C Sostenuti dalla Vergine, Madre e Ausiliatrice della Chiesa, con fede e fiducia di figli, preghiamo il Padre.

G Diciamo insieme: Ascoltaci, o Signore.

Padre misericordioso e fedele, per intercessione di Maria, Vergine e Madre, concedi alla tua Chiesa di essere come lei madre sempre feconda di nuovi figli. Preghiamo.

Padre misericordioso e fedele, per intercessione di Maria, umile serva del Signore, sostieni il nostro papa... nel suo ministero di unità nella Chiesa. Preghiamo.

Padre misericordioso e fedele, per intercessione di Maria, tua figlia prediletta, fa' che tutti gli uomini abbiano la gioia di conoscere e accogliere con gratitudine il dono della figliolanza divina. Preghiamo.

Padre misericordioso e fedele, per intercessione di Maria, Vergine della speranza, concedi ai giovani di oggi di amare la vita, di credere al domani, di essere nel nostro mondo profezia di novità e speranza. Preghiamo.

Padre misericordioso e fedele, per intercessione di Maria, Madre e Ausiliatrice della Chiesa, concedi alla Congregazione Salesiana la grazia di vivere con rinnovata fedeltà la donazione totale a te nell'evangelizzazione dei giovani. Preghiamo.

592

C O Signore, Dio onnipotente,

che hai dato alla tua Chiesa, come Madre e Aiuto,

la Vergine Santissima, ascolta la preghiera

che per sua intercessione ti presentiamo.

Tu che vivi nei secoli.

T Amen.

9.     Ausiliatrice (da una preghiera di san Giovanni Bosco)

O Maria, Vergine santa e potente prega per noi

Tu, grande e illustre difesa della Chiesa, prega per noi

Tu, aiuto mirabile dei cristiani, prega per noi

Tu, terribile come esercito schierato in battaglia, prega per noi

Tu, che hai distrutto tutti gli errori del mondo, prega per noi

Tu, che ci soccorri nelle angustie, nelle lotte, nelle necessità prega per noi

Tu, nostra difesa dal nemico infernale, prega per noi

Tu, conforto nell'ora della nostra morte, prega per noi

C Preghiamo.

O Dio misericordioso, vieni in aiuto della nostra debolezza e per intercessione della Vergine Maria, concedici di godere la salute dell'anima e del corpo e guidaci alla gioia senza fine. Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

10.  Preghiera corale alla Vergine

C Padre Onnipotente,

ricordati della Chiesa.

T Annunci con apostolico coraggio Gesù, segno di contraddizione, perché il cuore degli uomini si apra alla salvezza.

C Ricordati del mondo intero,

soprattutto di coloro che sono

nella sofferenza per le guerre,

le malattie, l'odio, le avversità della vita.

T Sappiano accettarle sull'esempio di Maria

come «compimento nella loro carne»

di ciò che manca ai dolori di Cristo.

593

C Ricordati di noi qui presenti.

T La tua Parola viva ed efficace

penetri in noi,

purifichi con la sua forza

il nostro cuore

e ci renda generosi

ad accogliere la sofferenza della croce

per la salvezza del mondo.

Il Signore sia con voi. T E con il tno spirito.

C Preghiamo.

Signore Dio,

che hai posto Gesù,

tuo Servo sofferente,

a segno di contraddizione,

concedi a noi

di custodire, sull'esempio di Maria, la tua Parola,

fino alla rivelazione finale

del tuo amore che salva.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

11. Oppure

C Noi crediamo, o Vergine Maria:

T fin dall'eternità, insieme all'incarnazione,

tu sei stata predestinata quale madre di Dio.

In questa terra fosti Palma madre del Redentore,

compagna generosa e sua umile ancella.

Tu hai cooperato in modo singolare

con l'obbedienza, la fede,

la speranza e l'ardente carità

all'opera del Salvatore:

restaurare la vita divina delle anime.

C O Vergine, noi ti ringraziamo:

T tu in cielo, dove vivi nella gloria della risurrezione,

continui la tua missione di salvezza

con la tua molteplice intercessione.

Con amore materno ti prendi cura di noi,

fratelli del tuo Figlio,

peregrinanti in mezzo a pericoli e affanni,

fino a che non saremo nella patria beata.

594

C O Maria,

T con gioia ti riconosciamo

nostra madre nell'ordine della salvezza.

C O Dio, che nella Vergine Maria

hai concesso al tuo Figlio

una compagna generosa del tutto eccezionale

nell'opera della redenzione,

concedi a noi

di portare con generosità e consapevolezza

il peso e la gioia della salvezza di tutti gli uomini.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

12. Oppure

C Padre, fonte di ogni grazia,

ricordati della tua Chiesa.

T Essa sia fedele al suo compito

di Madre dei credenti,

e guardando a Maria estenda la tua famiglia

su tutta la terra.

C Guarda con amore tutti i tuoi sacerdoti.

T «Credano» alla missione che Dio ha loro affidato,

predichino il Vangelo non per piacere agli uomini,

ma a Dio che scruta i cuori.

Accettino con amore tutte le sofferenze

necessarie per generare alla fede

coloro ai quali tu li mandi

per farne un popolo a te gradito.

C Ricordati di questa nostra comunità.

T Nata dalla fede nella tua Parola,

sia testimone autentica

per la diffusione del tuo regno.

C Il Signore sia con voi.

T E con il tuo spirito.

595

C Preghiamo.

O Dio di bontà,

tu hai voluto che Maria,

madre umana di Cristo, tuo Figlio,

divénisse madre spirituale

della nuova comunità dei credenti:

concedi a noi

di essere figli suoi

nella fede e nell'amore.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

13. Oppure

C Padre, ricordati della tua Chiesa

T nata nel dolore della croce.

Animata dallo Spirito,

sia per tutti gli uomini

madre della gioia e della salvezza.

C Ricordati di tutte le madri

che, come Maria, hanno visto morire il figlio ucciso dall'odio, dalla guerra o dalla fame.

T Il loro dolore sia per l'umanità sorgente di riconciliazione e di pace.

C Ricordati di tutti coloro

che pensano come Dio è morto.

T Possano incontrarlo risorto e vivo

nella Chiesa,

comunità di fede, d'amore e di speranza.

C Ricordati di noi qui presenti rinati dall'acqua e dallo Spirito.

T Come il discepolo prediletto, anche noi accogliamo Maria, madre della nostra vita.

C Il Signore sia con voi.

T E con il tuo spirito.

C Preghiamo.

Dio, nostro Padre,

tu hai fatto di Maria

la figura della Chiesa

e l'hai donata al discepolo fedele

come madre spirituale;

concedi a noi di accogliere

la Chiesa come nostra madre

e di gioire nella famiglia spirituale

che ci hai donato.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

596

2.2.6. ORAZIONE FINALE

Si riportano qui alcune orazioni prese dalla Liturgia del Proprio e del Comune della BVM.

I. Dal Proprio della BVM

1.   Immacolata Concezione

O Dio, che nell'immacolata Concezione della Vergine

hai preparato una degna dimora per il tuo Figlio

e in previsione della morte di lui

l'hai preservata da ogni macchia di peccato,

concedi anche a noi, per sua intercessione,

di venire incontro a te in santità e purezza di spirito.

Per Cristo nostro Signore.

2.   Annunciazione

Tu hai voluto, Padre,

che all'annunzio dell'angelo

la Vergine immacolata concepisse il tuo Verbo eterno,

e avvolta dalla luce dello Spirito Santo

divenisse tempio della nuova alleanza:

fa' che aderiamo umilmente al tuo volere,

come la Vergine si affidò alla tua parola.

Per Cristo nostro Signore.

3.   Maternità divina

O Dio, che nella verginità feconda di Maria

hai donato agli uomini i beni della salvezza eterna,

fa' che sperimentiamo la sua intercessione,

poiché per mezzo di lei

abbiamo ricevuto l'autore della vita,

Cristo tuo Figlio, che è Dio,

e vive e regna per tutti i secoli dei secoli.

597

4. Visitazione

Dio onnipotente ed eterno,

che nel tuo disegno di amore

hai ispirato alla beata Vergine Maria,

che portava in grembo il tuo Figlio,

di visitare santa Elisabetta,

concedi a noi di essere docili all'azione del tuo Spirito,

per magnificare con Maria il tuo santo nome.

Per Cristo nostro Signore.

5. Cuore immacolato

Dio, che hai preparato

una degna dimora dello Spirito Santo

nel cuore della beata Vergine Maria,

per sua intercessione concedi anche a noi, tuoi fedeli,

di essere tempio vivo della tua gloria.

Per Cristo nostro Signore.

6. Addolorata

Dio, tu hai voluto che accanto al tuo Figlio,

innalzato sulla croce,

fosse presente la sua Madre Addolorata:

fa' che la tua santa Chiesa,

associata con lei alla passione del Cristo,

partecipi alla gloria della risurrezione.

Egli è Dio e vive e regna per tutti i secoli dei secoli.

7. Assunzione

Dio onnipotente ed eterno,

che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima

l'immacolata Vergine Maria, madre di Cristo tuo Figlio,

fa' che viviamo in questo mondo

costantemente rivolti ai beni eterni,

per condividere la sua stessa gloria.

Per Cristo nostro Signore.

8. Madre della Chiesa

Dio, Padre di misericordia,

il tuo unico Figlio, morente sulla croce,

ha voluto che fosse madre nostra la sua stessa madre,

la Vergine Maria:

fa' che la tua Chiesa,

sostenuta dall'amore materno della Vergine,

esulti, come madre feconda,

per la santità dei suoi figli

e riunisca tutti i popoli del mondo

nell'unica famiglia dei redenti.

Per Cristo nostro Signore.

598

II. Dal Comune della BVM

1.     Concedi ai tuoi fedeli, Signore Dio nostro,

di godere sempre la salute del corpo e dello spirito,

e per la gloriosa intercessione

di Maria santissima, sempre vergine,

salvaci dai mali che ora ci rattristano

e guidaci alla gioia senza fme.

Per Cristo nostro Signore.

2.     Perdona, Signore, le colpe dei tuoi figli, e poiché non possiamo salvarci con le nostre opere, ci soccorra l'intercessione della Vergine Maria, madre del tuo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo, che è Dio, e vive e regna per tutti i secoli dei secoli.

3.     O Dio, Padre misericordioso, •

soccorri la nostra debolezza,

e per intercessione di Maria,

Madre immacolata del tuo Figlio,

fa' che risorgiamo dal peccato alla vita nuova.

Per Cristo nostro Signore.

4.     0 Dio, che ai tuoi Apostoli riuniti nel cenacolo

con Maria madre di Gesù,

hai donato lo Spirito Santo,

concedi anche a noi,

per intercessione della Vergine,

di consacrarci pienamente al tuo servizio

e annunziare con la parola e con l'esempio

le grandi opere del tuo amore.

Per Cristo nostro Signore.

599

5.   Dio onnipotente ed eterno,

concedi al tuo popolo

che confida nella materna protezione

della Vergine Maria,

di essere liberato da tutti i mali

per giungere alla gioia eterna del cielo.

Per Cristo nostro Signore.

6.   0 Dio, che ci hai dato come nostra Madre e Regina la Vergine Maria,

dalla quale nacque il Cristo, tuo Figlio, per sua intercessione

donaci la gloria promessa ai tuoi figli nel regno dei cieli. Per Cristo nostro Signore.

7.   0 Dio, nostro Padre,

come da radice in terra fertile,

hai fatto sbocciare dalla Vergine Maria

il santo germoglio, il Cristo tuo Figlio,

fa' che ogni cristiano,

innestato in lui per mezzo del Battesimo nello Spirito,

possa rinnovare la sua giovinezza,

e dare frutti di grazia, a lode della tua gloria.

Per Cristo nostro Signore.

8.   Padre Santo,

che nel cammino della Chiesa, pellegrina sulla terra, hai posto quale segno luminoso la beata Vergine Maria, per sua intercessione

sostieni la nostra fede e ravviva la nostra speranza, perché nessun ostacolo ci faccia deviare

dalla strada che porta alla salvezza.

Per Cristo nostro Signore.

9.   0 Dio, Padre buono,

che in Maria, primogenita della redenzione,

ci hai dato una madre d'immensa tenerezza,

apri i nostri cuori alla gioia dello Spirito,

e fa' che, a imitazione della Vergine,

impariamo a magnificarti

per l'opera stupenda compiuta nel Cristo tuo Figlio,

che vive e regna nei secoli dei secoli.

600

10. Signore Gesù,

che ci hai dato Maria come madre dolcissima,

e modello perfetto di vita,

concedi a noi di imitare il suo esempio di fede e di carità

e di vivere in povertà di spirito e purezza di cuore

per realizzare l'ideale evangelico di santità.

Tu che vivi e regni nei secoli.

601

3. IL SANTO ROSARIO

Con Maria contempliamo il mistero di Cristo per conformarci a lui

3.1. LA PREGHIERA DEL ROSARIO Un esercizio di pietà popolare

Tra gli esercizi di pietà mariana occupa un posto di particolare rilievo il santo Rosario, sia per il suo intrinseco valore, sia per la veneranda tradizione della pietà cristiana convalidata dal Magistero della Chiesa e confermata dall'esempio dei Santi.

È una pratica che, in piena sintonia con gli insegnamenti del Concilio Vaticano II, esalta la funzione della Vergine di portare i fedeli a essere «più intimamente congiunti col Mediatore e Salvatore» (LG 62), facilitando con il suo intervento materno «l'immediato contatto dei credenti con Cristo» (LG 60). Nel Rosario, infatti, «Maria insegna ai suoi figli come unirsi ai misteri di Cristo» (Reg. 74).

Per questo la Chiesa lo inculca particolarmente ai Religiosi, chiamati con speciale vocazione alla sequela di Cristo. Don Bosco Io raccomandò con insistenza ai suoi figli (cf MB 9,356.478), arrivando fino ad affermare che su questa pratica è fondata la sua istituzione (MB 3,294).

Caratteristiche del santo Rosario

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Paolo VI, nella esortazione apostolica Marialis cultus, indica le caratteristiche principali del Rosario, che ne mettono in

risalto l'intrinseco valore e giustificano l'insistenza della Chiesa nel proporlo alla pietà dei fedeli. Esse sono:

—  la sua indole evangelica: «in quanto dal Vangelo esso trae l'enunciato dei misteri e le principali formule» (MC 44). Pio XII lo poté definire «compendio di tutto il Vangelo»;

—  la sua indole cristologica: in quanto «considera in ordinata successione i principali eventi salvifici che si sono compiuti in Cristo» (MC 45);

—  il suo rapporto con la Liturgia, alla quale, pur diversificandosene, si ispira e alla quale «naturalmente conduce»; ad essa quindi non si deve né contrapporre né equiparare: «Hanno per oggetto i medesimi eventi salvifici compiuti da Cristo» (MC 48).

La contemplazione dei misteri

È un «elemento essenziale» del santo Rosario. «Senza di essa il Rosario è corpo senz'anima e la sua recita rischia di diventare meccanica ripetizione di formule» (MC 47).

È importante tener presente questo aspetto per poter acquisire l'atteggiamento spirituale che ci rende capaci della sua valorizzazione e di superare gradualmente le difficoltà e le obiezioni che vi si oppongono. Dice lo stesso Paolo VI (sia pur in diverso contesto) che «ogni espressione di preghiera riesce tanto più feconda, quanto più conserva la sua vera natura e la fisionomia che le è propria» (MC 47). «Per sua natura la recita del Rosario esige un ritmo tranquillo e quasi un indugio pensoso che favoriscano nell'orante la meditazione dei misteri della vita del Signore, visti attraverso il Cuore di Colei che al Signore fu più vicina, e ne dischiudano le insondabili ricchezze» (MC 47). Questo atteggiamento è dunque indispensabile ogni volta che, in qualunque situazione, ci si vuole dedicare alla preghiera del Rosario.

Il Rosario fu chiamato scuola di contemplazione. Recitato o celebrato con umile disponibilità e fiduciosa costanza, ci forma gradualmente a quella dimensione contemplativa che è tanto più urgente quanto più oggi è compromessa dal ritmo stesso della vita. Ciò porta anche ad evidenziarne il valore pedagogico nella formazione specialmente della gioventù, che, se da una parte è più facile vittima della superficialità e della forza spersonalizzante del ritmo frenetico della vita, per altra parte ha bisogno ed è sensibile al richiamo dell'interiorità e della contemplazione dei misteri della salvezza.

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Il santo Rosario e i pii esercizi ad esso ispirati

a)     Gli elementi costitutivi della preghiera del Rosario sono frutto di lunga maturazione nella pietà del popolo cristiano, con il riconoscimento dell'autorità della Chiesa. Paolo VI li conferma nella «Marialis cultus» (nn. 49-50). Essi sono: i quindici misteri, suddivisi nelle tre serie — gaudiosi, dolorosi, gloriosi —; la recita del Pater e del Gloria; la serie delle Ave Maria, la cui ripetizione «costituisce l'ordito sul quale si sviluppa la contemplazione dei misteri» (MC 46) e che, richiamandosi ai 150 salmi del Salterio, fece attribuire al Rosario il nome di Salterio della Vergine.

b)    La celebrazione comunitaria può portare ad ampliare alcuni degli elementi del Rosario: in particolare l'enunciato dei misteri, con più ampi testi evangelici o biblici; momenti di meditazione silenziosa o di commento ai misteri; l'inserimento di canti di meditazione o di Iode; ecc. La celebrazione del Rosario può così assumere — restando integra, anzi arricchita nella sua struttura — la forma di una celebrazione della Parola. Anche la scelta dei misteri salvifici di Cristo potrà essere variata, se le circostanze della celebrazione lo consigliano.

c)     Ci sono poi i «pii esercizi ispirati al santo Rosario», di cui accolgono e sviluppano, «sullo schema consueto delle celebrazioni della Parola», alcuni elementi caratteristici «quali la meditazione dei misteri e la ripetizione litanica della Salutazione angelica» (MC 51). Essi possono adattarsi, in modo vario e creativo, a circostanze e assemblee diverse, in rispondenza alle esigenze di tempi liturgici, di eventi ecclesiali o sociali, di età o ricorrenze significative per i partecipanti, ecc. Può così variare, p.es., la scelta e il numero dei misteri; delle letture bibliche, patristiche, del Magistero, salesiane; momenti di commento; omelia; la composizione di elementi presi dal Rosario; canti; ecc.

d)    È importante curare l'apprezzamento e la recita-celebrazione sia del Rosario, sia dei pii esercizi che ad esso si ispirano, con una auspicabile ordinazione di questi ultimi «a far

comprendere più compiutamente le ricchezze spirituali del Rosario stesso e a rivalutarne la pratica presso associazioni e movimenti giovanili» (MC 51).

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Accogliamo l'esortazione conclusiva di Paolo VI: «Il Rosario è preghiera eccellente, nei riguardi della quale il fedele deve sentirsi serenamente libero, sollecitato a recitarlo, in composta tranquillità, dalla sua intrinseca bellezza» (MC 55).

3.2. SCHEMI CELEBRATIVI

3.2.1. INDICAZIONI PRATICHE
PER «CELEBRAZIONI» DEL ROSARIO
E DEI PII ESERCIZI ISPIRATI AL ROSARIO

Questa sezione presenta:

—  L'enunciato dei 15 misteri tradizionali.

—  Una breve introduzione a ciascuna delle tre serie in cui sono suddivisi: gaudiosi, dolorosi, gloriosi.

—  L'indicazione, dopo l'enunciato dei singoli misteri, di un testo biblico che può essere proclamato come ampliamento e integrazione dell 'enunciazione del mistero stesso.

—  Infine, una breve riflessione ispirata alla nostra vocazione di apostoli dei giovani, che può essere sostituita o seguita da un tempo di silenzio meditativo o da una breve omelia.

I testi offerti possono essere usati:

—  o per la celebrazione integra, con «ritmo tranquillo e quasi indugio pensoso» (MC 47), di una terza parte del Rosario;

—  o per comporre «pii esercizi ispirati al Rosario» «sullo schema consueto delle celebrazioni della Parola» (MC 51):

con la scelta di uno o più misteri;

la premessa di un canto e una preghiera di introduzione;

l'eventuale aggiunta di altri canti in momenti opportuni della celebrazione;

eventualmente una preghiera litanica, o «dei fedeli», con Parer e orazione; oppure Litanie della Madonna (cf rispettivamente pp. 586-597; 617-626).

canto finale.

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La riflessione può esser sostituita o da una lettura patristica o di altro tipo (che si può scegliere anche dal repertorio che si trova alle pp. 535-585) e/o da una breve omelia, secondo le opportunità e convenienze.

3.2.2. MISTERI GAUDIOSI

L'annuncio gioioso e l'inizio della salvezza

Nei misteri gaudiosi contempliamo, in cinque quadri, l'annuncio e le prime fasi dell'attuazione — «quando venne la pienezza del tempo» (Gal 4,4) — del progetto di Dio in Cristo per la nostra salvezza.

Vi domina il grande mistero dell'incarnazione del Verbo nel seno purissimo di Maria; e ci vengono presentati gli eventi dell'infanzia di Gesù. Con Gesù e Maria, altri personaggi animano questi cinque quadri: l'Angelo dell'annuncio; Elisabetta, che accoglie Maria; a Betlemme i pastori e i Magi; Simeone e Anna che profetizzano di Gesù presentato al Tempio. Essi, mentre negli eventi di cui sono protagonisti sono le prime espressioni dell'adesione di fede al mistero che si compie nella storia, sono stimolo e modelli per noi che, nel nostro cammino di fede, riviviamo il mistero «attraverso il cuore di Maria» (MC 47).

I Mistero: L'annunciazione dell'angelo alla Vergine Maria ASCOLTO DELLA PAROLA: Lc 1,26-38 MEDITAZIONE

Maria risponde «sì» a Dio che la chiama a collaborare alla salvezza dell'uomo. Un «sì» libero e incondizionato, che ha qualificato tutta la sua esistenza e si è venuto confermando e precisando in ogni ulteriore decisione della sua vita, tanto da poter essere definita «un sì a Dio».

Il «sì» di Maria si associa al «sì» del Verbo, che entrando nel mondo disse: «Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà» (Eb 10,7).

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Nell'attuazione della storia della salvezza Dio ha chiesto anche il nostro «sì», il nostro impegno nel suo progetto per la

salvezza dei giovani. Maria, che è all'origine della nostra vocazione, ci è modello e aiuto per una coerenza totale.

Il Mistero: La visita di Maria Vergine a santa Elisabetta ASCOLTO DELLA PAROLA: Lc 1,39-48

MEDITAZIONE

Gesù è ormai presente nel mondo. Maria, che lo porta in sé, è veramente la nuova Arca dell'alleanza, che porta e comunica la salvezza. La reca immediatamente a Giovanni, il precursore, che ne è santificato nel grembo materno. Elisabetta l'accoglie estasiata, come Davide accolse l'Arca antica. Al saluto di Elisabetta risponde il Magnificat di Maria, che, cosciente della sua pochezza creaturale, esalta il Signore per le meraviglie che opera nella storia della salvezza. Anche per noi, al «sì» alla chiamata deve seguire la concreta disponibilità al dono e al servizio, sull'esempio e coll'aiuto di Maria, nello spirito del Magnificat.

III Mistero: La nascita di Gesù a Betlemme ASCOLTO DELLA PAROLA: Lc 2,6-14

MEDITAZIONE

Gesù nasce nel nascondimento e nella povertà; ma la sua nascita è per tutti l'inizio della salvezza. L'Angelo annuncia ai pastori questa «gioia grande» e li avvia all'incontro con il Salvatore che è nato.

Maria, che ci ha donato Gesù, ci chiama ad esserne annunciatori ai giovani e a «celebrare» con loro «l'incontro con Cristo"» (Cost. 36). È il modo di attualizzare il mistero del Natale nella fede e nella nostra missione.

IV Mistero: La presentazione di Gesù al tempio ASCOLTO DELLA PAROLA: Lc 2,22-35

MEDITAZIONE

Nella presentazione al tempio Gesù si sottomette a una prescrizione della Legge; ma l'evento salvifico, oltrepassando

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il valore legale, prelude e anticipa l'offerta pasquale dell'Agnello immacolato per la salvezza del mondo.

La vita di Maria è in perfetta unità con quella di Gesù. La profezia di Simeone, svelando il mistero del Bambino, svela anche quello della Madre: le due vite sono unificate nella prospettiva salvifica della croce.

Offrire e offrirci, con Gesù e con Maria, per la salvezza dei giovani, comporta anche per noi l'ineliminabile prospettiva della croce. La accogliamo nel nostro progetto di vita, sostenuti dalla gioia, che fu di Simeone, di poter contemplare nella fede il mistero del Salvatore e della Madre sua.

V Mistero.- Il ritrovamento di Gesù fra i dottori nel tempio ASCOLTO DELLA PAROLA: Lc 2,41-52

MEDITAZIONE

Per Maria un dolore profondo e una gioia immensa: Gesù smarrito; Gesù ritrovato.

Da Gesù una risposta che, mentre lo manifesta, rilancia il suo mistero: «Essi non compresero le sue parole» (Lc 2,50). La vita di Maria, a contatto con Gesù, è sempre più una peregrinazione nella fede, che qualifica la vita nella sua quotidianità: Gesù «partì con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso» (Lc 2,51).

Anche per noi Gesù resta sempre un mistero da scoprire e da cercare; e la nostra vita è sempre un cammino nella fede, insieme con i giovani che dobbiamo guidare come «educatori alla fede» per «condurli alla persona del Signore» (Cost. 34).

3.2.3. MISTERI DOLOROSI

La salvezza si realizza nell'amore che si dona fino alla morte

La passione e la morte di Gesù sono la prova suprema dell'amore di Dio per noi: «Tanto Dio ha amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito» (Gv 3,16).

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Nei misteri dolorosi riviviamo con Maria, l'Addolorata, le fasi culminanti dell'offerta di Gesù, come un momento intenso del nostro itinerario nella fede.

Il mistero che contempliamo, mentre ci salva, ci coinvolge, come ha profondamente coinvolto Maria, secondo la profezia di Simeone. Dalla sofferenza redentrice di Gesù viene la risposta all'angoscioso interrogativo che sale dal dolore dell'uomo e la valorizzazione di ogni nostro dolore. Gesù che si dona per noi sulla croce attende la nostra risposta nei fratelli: «Da questo abbiamo conosciuto l'amore: egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli» (1 Gv 3,16).

La contemplazione, con Maria, della Passione di Gesù è quindi per noi fonte di consolazione e di amore oblativo.

I Mistero: L'orazione di Gesù nell'orto ASCOLTO DELLA PAROLA: Lc 22,39-46

MEDITAZIONE

La piena consapevolezza che aveva della «sua ora» non annulla per Gesù la prova dello sconforto e dell'angoscia mortale. Da essa lo salva la fiducia nel Padre e l'abbandono alla sua volontà salvifica.

Le parole di Gesù nell'agonia dell'orto ce lo fanno sentire più vicino alle nostre prove e alle nostre angosce: veramente ha preso su di sé la nostra fragilità. Ma ci indicano anche la via per risollevarci: la fiducia nel progetto del Padre e l'abbandono alla sua volontà. È il senso della nostra preghiera, consapevole e unita alla sua, per la salvezza dei giovani ai quali siamo inviati: «Padre, sia fatta la tua volontà».

11 Mistero: La flagellazione di Gesù Cristo ASCOLTO DELLA PAROLA: Me' 15,6-15

MEDITAZIONE

L'umiliazione di Gesù, messo a confronto con un omicida e sottoposto al supplizio della flagellazione, è un aspetto del suo annientamento per nostro amore. «Ho presentato il dorso ai flagellatori» (/s 50,6). Aveva profetizzato Isaia: «Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori... Maltrattato si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello;... per le sue piaghe noi siamo stati guariti (L 53,3.7.5).

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La sequela di Cristo e la condivisione delle sue intenzioni salvifiche comportano la disponibilità all'umiliazione e alle contrarietà. Vale oggi per noi, apostoli dei giovani, quanto Gesù disse ai suoi nei discorsi della Cena: «Se hanno perseguitato me perseguiteranno anche voi» (Gv 15,20).

III Mistero: La coronazione di spine ASCOLTO DELLA PAROLA: Mc 15,16-20

MEDITAZIONE

Una corona di spine sul capo; una canna tra le mani. Un re umiliato, ma un Re vero: «Tu lo dici: io sono re» (Gv 18,37). Nell'amore che dona la vita è la celebrazione della sua regalità e la conquista del suo regno.

All'arrogante ma inconsapevole burla dei soldati romani fa riscontro la nostra commossa adorazione: per quella umiliazione, il Padre «ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto» (Col 1,13); ci ha costituiti «un regno di sacerdoti» (Ap 5,10) e ci invia per essere tra i giovani e con i giovani i ostruttori del suo Regno.

IV Mistero: Il viaggio al Calvario di Gesù, che porta la croce

ASCOLTO DELLA PAROLA: Lc 23,26-33 MEDITAZIONE

Gesù sale la via del Calvario, portando la sua croce. Nella folla che lo segue, due presenze emblematiche: un gruppo di donne che fanno lamento su di lui e un uomo che lo aiuta a portare la croce.

La nostra sequela di Cristo non può accontentarsi di sterili lamenti o di inefficaci rimpianti sul male del mondo, sulle sopraffazioni e le ingiustizie, sulla devastazione morale. Sono per noi — anche in quanto apostoli dei giovani — le parole di Gesù: «Se qualcuno vuol venir dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua» (Lc 9,23).

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V Mistero: Crocifissione e morte di Gesù ASCOLTO DELLA PAROLA: Gv 19,25-30

MEDITAZIONE

L'offerta di Gesù è compiuta. L'amore infinito del Padre si è paradossalmente manifestato nella morte del Figlio per la salvezza del mondo.

Da quel mistero di morte nasce la Chiesa. Maria — presente, compartecipe e amorosamente consenziente all'immolazione della Vittima da lei generata (cf LG 58) — ci viene data come Madre da Gesù morente; e noi le siamo affidati come figli.

Come Giovanni, da quell'ora camminiamo con Maria, che ci introduce nel mistero della Pasqua e ci fa apostoli tra i giovani della novità di vita, accettando con lei ai piedi della croce le estreme esigenze di una vera paternità spirituale.

3.2.4. MISTERI GLORIOSI

«In Cristo Risorto tutta la vita risorge» (Prefazio Pasquale)

Nella contemplazione dei misteri della gloria culmina e si espande la nostra partecipazione, con Maria, agli eventi della salvezza operati in Gesù. Lo scandalo della croce è trasformato nella vittoria di Cristo; essa, comunicandosi a noi, cambia il nostro sgomento in fiduciosa speranza e ci infonde, nelle prove del cammino, l'esultanza dell'alleluia e il germe della gioia. I cieli che si aprono per accogliere Cristo, primizia dei risorti, ci mostrano gli orizzonti luminosi del nostro destino. Lo Spirito, inviato dal Risorto agli apostoli e a noi, ci conferma e ci sostiene nella novità di vita operata in noi dalla Pasqua di Gesù. Maria, associata pienamente al trionfo del Figlio, «come è immagine e inizio della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell'età futura, così sulla terra brilla ora innanzi al peregrinante popolo di Dio quale segno di sicura speranza e di consolazione» (LG 68).

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I Mistero: La risurrezione di Gesù Cristo ASCOLTO DELLA PAROLA: Mt 28,1-10

MEDITAZIONE

La risurrezione di Gesù è l'evento centrale della storia della salvezza, il fondamento della nostra fede: «Se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede... ; ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti» (1 Cor 15,14.20). Maria è colei che «come è stata in modo speciale vicina alla croce del Figlio, così ha avuto un'esperienza privilegiata del Risorto» (Giovanni Paolo II); essa ci guida «a cogliere il significato della Risurrezione» e a formare i giovani alla gioia pasquale per essere costruttori di un mondo rinnovato.

Il Mistero: L'ascensione di Gesù al cielo ASCOLTO DELLA PAROLA: Mt 28,16-20

MEDITAZIONE

Gesù che sale al cielo invia gli apostoli nel mondo e garantisce la continuazione, in modo diverso, della sua presenza in mezzo a loro fino alla fine del tempo.

L'opera di Cristo continua nella Chiesa e, attraverso la Chiesa, continua la sua presenza nel mondo.

La parola di Gesù è la fonte evangelica anche della nostra chiamata e della nostra missione nella Chiesa — non senza una speciale mediazione di Maria — quali apostoli dei giovani, segni e testimoni della presenza tra loro del Cristo Risorto.

III Mistero: La discesa dello Spirito Santo ASCOLTO DELLA PAROLA: At 2,1-4

MEDITAZIONE

Pentecoste. Lo Spirito promesso da Gesù scende sugli Apostoli raccolti nel Cenacolo. Si compie quanto aveva promesso Gesù: «Egli vi insegnerà ogni cosa» (Gv 14,26); «Mi renderà testimonianza e anche voi mi renderete testimonianza» (Gv 15,26). Trasformati nell'intimo e rivestiti di potenza dall'alto» (Lc 24,49) gli Apostoli danno inizio alla loro predicazione; la Chiesa inizia il suo cammino nella storia.

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Maria è presente, con una mediazione materna, alla Chiesa nascente. È presente oggi alla nostra missione, per renderci disponibili all'azione dello Spirito e, così, testimoni di Gesù tra i giovani.

IV Mistero: L'assunzione di Maria in cielo ASCOLTO DELLA PAROLA: Le 1,46-49

MEDITAZIONE

Inseriti in Cristo per mezzo del Battesimo, siamo resi partecipi della sua morte e della sua risurrezione, e lo saremo della sua gloria. San Paolo presenta questa aspirazione come un anelito di tutta la creazione e in particolare di noi che abbiamo la primizia dello Spirito. Essa si è pienamente realizzata in Maria, associata al trionfo di Cristo e, quale nostra sorella, primizia con Cristo dell'umanità risorta e glorificata. Il dogma dell'Assunzione, mentre è il coronamento dei privilegi mariani, è garanzia della nostra attesa.

V Mistero: L'incoronazione di Maria Vergine e la gloria degli Angeli e dei Santi

ASCOLTO DELLA PAROLA: Ap 12,1.10-12

MEDITAZIONE

Alla gloria di Maria in cielo si associano gli Angeli, i Santi e tutte le anime giunte alla salvezza, in attesa della piena partecipazione dopo la risurrezione finale. Essi costituiscono già ora la Chiesa celeste, alla quale siamo intimamente uniti nella carità. In quella gloria, Maria «vestita di sole e coronata di stelle è, dopo Gesù, la gioia e la letizia di tutti gli Angeli e di tutti i Santi» (Pio XII).

Assunta in cielo, continua per gli uomini la sua funzione materna e «si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti... fino a che non siano condotti nella patria beata» (LG 62). È così «segno di sicura speranza e consolazione» (LG 68).

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3.2.5. LE «CLAUSOLE» NELLA RECITA DEL SANTO ROSARIO

«È noto che, per favorire la contemplazione e fàr corrispondere la mente alla voce, si usava un tempo - e la consuetudine è conservata in varie regioni - aggiungere al nome di Gesù, in ogni "Ave Maria", una clausola che richiamasse il mistero enunciato» (MC 46).

Tali «clausole», aggiunte al nome di Gesù, evidenziano la dimensione cristologica del Rosario. Possono adattarsi alla circostanza della celebrazione sottolineando un aspetto particolare del mistero proposto. La clausola - se non c'è il rischio di appesantire la celebrazione - può anche essere variata durante la stessa decina.

L'uso delle clausole può essere variamente inserito nei «pii esercizi» ispirati al Rosario; per es. con la recita di una decina del Rosario in cui ad ogni «Ave Maria» la guida recita la prima parte dell '«Ave» e l'assemblea risponde ripetendo la clausola, e solo alla decima «Ave» tutti insieme concludono con la recita della seconda parte dell'«Ave Maria» (»Santa Maria...»). Prendendo ad esempio il primo mistero gaudioso lo schema potrebbe essere:

G           Enunciazione del mistero

1L     Le 1,26-38

2L     Breve meditazione o breve omelia del Presidente

Breve pausa meditativa

G           Padre nostro...

1 Coro Ave Maria... (Prima parte)

2 Coro Clausola...

T       (alla decima Ave) Santa Maria...

G           Gloria...

T       Com'era nel principio...

Diamo due esempi di «clausole» per ciascuno dei 15 misteri del Rosario:

Per i misteri gaudiosi

(...e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù)

1.   che ti fu annunciato dall'angelo;

2.   da te portato a Elisabetta;

3.   che in te si è fatto uomo;

4.     che hai presentato a Dio nel Tempio;

5.   che hai ritrovato nel Tempio.

6.   614

Per i misteri dolorosi

1.   che nell'ora del dolore ha accettato la volontà del Padre;

2.   che fu flagellato come un malfattore;

3.   che fu coronato di spine e condannato a morte;

4.   che salì il Calvario portando la croce dei nostri peccati;

5.   che morì in croce e ci lasciò Maria come Madre.

Per i misteri gloriosi

1.   che è risorto da morte per noi;

2.   che è asceso al cielo e ritornato presso il Padre;

3.   che ci ha inviato il suo Spirito;

4.   che ti ha accolta in cielo;

5.   che ti ha incoronata Regina del cielo e della terra.

Oppure

Per i misteri gaudiosi

1.   che in te si è incarnato;

2.   che ti ha resa disponibile nella carità;

3.   che è nato per la nostra salvezza;

4.   accolto con gioia dal vecchio Simeone;

5.   che è venuto per compiere la volontà del Padre.

Per i misteri dolorosi

1.   che per noi soffrì agonia e angoscia;

2.   che per noi sopportò flagellazione e oltraggio;

3.   incoronato di spine e deriso;

4.   che cancellò la nostra condanna sul legno della croce;

5.   che è morto per noi compiendo ogni Scrittura.

Per i misteri gloriosi

1.   che è risorto, come aveva promesso;

2.   che è asceso alla destra del Padre;

3.   che ci ha inviato lo Spirito Consolatore;

4.   che ti ha assunta con sé nella gloria;

5.   che ci attende con te nel suo regno.

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4.  PREGHIERE ALLA VERGINE

in tutti i tempi il popolo cristiano ha manifestato il suo amore a Maria nelle forme più varie di invocazione, di lode, di ringraziamento. Esse offrono anche a noi oggi un aiuto illuminante ed espressioni valide per la nostra devozione.

4.1. PREGHIERE DEL POPOLO CRISTIANO
ALLA VERGINE

1.   L'«ANGELUS» (cf p. 41)

2.   IL «REGINA CAELI» (tempo pasquale, cf p. 42)

3.   IL «MAGNIFICAT» (cantico della Vergine)

4.   616

G Celebrare il Magnificat è pregare con Maria; è infatti l'unica preghiera di Maria che il Vangelo ci riferisce. È l'inno di lode di Maria a Dio e l'espressione della sua esultanza, nel riconoscimento della sua pochezza crea-turale. Ma è anche, in Maria nostra sorella e nostra Madre, l'espressione della riconoscenza dell'umanità a Dio, per le meraviglie che ha operato nella storia della salvezza. Tutta la Chiesa in questo cantico si unisce a Maria, con lei rinnova la sua lode al Signore e la perpetua nei secoli.

L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l'umiltà della sua serva.

D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza dei suo braccio,

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

4. LITANIE DELLA MADONNA Litanie Lauretane

Signore, pietà                           Signore, pietà

Cristo, pietà                                  Cristo, pietà

Signore, pietà                           Signore, pietà

Oppure

Kyrie, eleison                            Kyrie, eleison

Christe, eleison                    Christe, eleison

Kyrie, eleison                             Kyrie, eleison

Santa Maria                               prega per noi

Santa Madre di Dio                  prega per noi

Santa Vergine delle vergini    prega per noi

Madre di Cristo                          prega per noi

Madre della Chiesa                  prega per noi

Madre della divina grazia        prega per noi

Madre purissima                       prega per noi

Madre castissima                      prega per noi

Madre sempre vergine             prega per noi

617

Madre immacolata                    prega per noi

Madre degna d'amore              prega per noi

Madre ammirabile                     prega per noi

Madre del buon consiglio       prega per noi

Madre del Creatore                   prega per noi

Madre del Salvatore                 prega per noi

Vergine prudente                     prega per noi

Vergine degna di onore          prega per noi

Vergine degna di lode             prega per noi

Vergine potente                        prega per noi

Vergine clemente                     prega per noi

Vergine fedele                          prega per noi

Specchio di perfezione           prega per noi

Sede della Sapienza               prega per noi

Fonte della nostra gioia           prega per noi

Tempio dello Spirito Santo      prega per noi

Tabernacolo dell'eterna gloria prega per noi

Dimora consacrata a Dio          prega ,u r noi

Rosa mistica                              prega per noi

Torre della santa città di Davide prega per noi

Fortezza inespugnabile          prega per noi

Santuario della divina presenza prega per noi

Arca dell'alleanza                     prega per noi

Porta del cielo                           prega per noi

Stella del mattino                      prega per noi

Salute degli infermi                  prega per noi

Rifugio dei peccatori                prega per noi

Consolatrice degli afflitti          prega per noi

Aiuto dei cristiani                      prega per noi

Regina degli angeli                  prega per noi

Regina dei patriarchi               prega per noi

Regina dei profeti                     prega per noi

Regina degli apostoli               prega per noi

Regina dei martiri                     prega per noi

Regina dei confessori della fede prega per noi

Regina delle vergini                 prega per noi

Regina di tutti i santi                prega per noi

Regina concepita senza peccato prega per noi

Regina assunta in cielo          prega per noi

Regina del santo rosario         prega per noi

Regina della pace                    prega per noi

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Agnello di Dio,

che togli i peccati del mondo, perdonaci, o Signore
Agnello di Dio,

che togli i peccati del mondo, esaudiscici, o Signore
Agnello di Dio,

che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.

G Prega per noi, santa Madre di Dio.

T E saremo degni delle promesse di Cristo

G Preghiamo.

Concedi ai tuoi fedeli, Signore Dio nostro, di godere sempre la salute del corpo e dello spirito, e per la gloriosa intercessione di Maria santissima, sempre vergine, salvaci dai mali che ora ci rattristano e guidaci alla gioia senza fine.

Per Cristo nostro Signore.

Oppure

O Dio, il tuo unico Figlio Gesù Cristo

ci ha procurato i beni della salvezza eterna

con la sua vita, morte e risurrezione:

a noi che, con il santo Rosario della Beata Vergine Maria,

abbiamo meditato questi misteri

concedi di imitare ciò che essi contengono

e di raggiungere ciò che promettono.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

Litanie per il rito dell'incoronazione dell'immagine della BVM

Signore, pietà                           Signore, pietà

Cristo, pietà                                  Cristo, pietà

Signore, pietà                           Signore, pietà

Oppure

Kyrie, eleison                            Kyrie, eleison

Christe, eleison                    Christe, eleison

Kyrie, eleison                            Kyrie, eleison

Santa Maria                               prega per noi

Santa Madre di Dio                  prega per noi

Santa Vergine delle vergini    prega per noi

Figlia prediletta del Padre       prega per noi

619

Madre di Cristo Re dei secoli prega per noi

Gloria dello Spirito Santo       prega per noi

Vergine figlia di Sion              prega per noi

Vergine povera e umile          prega per noi

Vergine mite e dolce               prega per noi

Serva obbediente nella fede prega per noi

Madre del Signore                   prega per noi

Cooperatrice del Redentore  prega per noi

Piena di grazia                         prega per noi

Fonte di bellezza                     prega per noi

Tesoro di virtù e sapienza      prega per noi

Frutto primo della redenzione prega per noi

Discepola perfetta di Cristo   prega per noi

Immagine purissima della Chiesa prega per noi

Donna della nuova alleanza prega per noi

Donna vestita di sole              prega per noi

Donna coronata di stelle        prega per noi

Signora di bontà immensa    prega per noi

Signora del perdono               prega per noi

Signora delle nostre famiglie prega per noi

Letizia del nuovo Israele        prega per noi

Splendore della santa Chiesa prega per noi

Onore del genere umano      prega per noi

Avvocata di grazia                   prega per noi

Ministra della pietà divina      prega per noi

Aiuto del popolo di Dio           prega per noi

Regina dell'amore                   prega per noi

Regina di misericordia           prega per noi

Regina della pace                   prega per noi

Regina degli angeli                prega per noi

Regina dei patriarchi              prega per noi

Regina dei profeti                    prega per noi

Regina degli apostoli              prega per noi

Regina dei martiri                    prega per noi

Regina dei confessori della fede prega per noi

Regina delle vergini               prega per noi

Regina di tutti i santi               prega per noi

Regina concepita senza peccato prega per noi

Regina assunta in cielo         prega per noi

Regina della terra e del cielo prega per no.

Regina dell'universo              prega per noi

620

Agnello di Dio,

che togli i peccati del mondo, perdonaci, o Signore
Agnello di Dio,

che togli i peccati del mondo, ascoltaci, o Signore
Agnello di Dio,

che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.

C Prega per noi, gloriosa Madre del Signore. T E saremo degni delle promesse di Cristo.

Conclusione come a pag. 619.

Litanie alla BVM, per la riconciliazione (Convegno di Loreto 1985)

G Fratelli e sorelle, imploriamo la misericordia di Dio e invochiamo l'intercessione di Maria, perché possiamo accogliere e vivere il dono della riconciliazione e possiamo essere, come la Vergine, ai piedi delle infinite croci degli uomini, per apprendervi nuovi insegnamenti e recarvi conforto e cooperazione redentrice.

Signore, pietà                           Signore, pietà

Cristo, pietà                                  Cristo, pietà

Signore, pietà                           Signore, pietà

Santa Maria della speranza    prega per noi

Santa Maria del cammino       prega per noi

Santa Maria della luce             prega per noi

Pienezza di Israele                   prega per noi

Profezia dei tempi messianici prega per noi

Aurora del mondo nuovo        prega per noi

Madre di Dio                              prega per noi

Madre del Messia liberatore    prega per noi

Madre dei redenti                      prega per noi

Madre di tutte le genti              prega per noi

Vergine del silenzio                 prega per noi

Vergine dell'ascolto                  prega per noi

Vergine del canto                     prega per noi

Serva del Signore                     prega per noi

Serva della Parola                    prega per noi

Serva della redenzione           prega per noi

Serva del Regno                       prega per noi

Discepola di Cristo                   prega per noi

621

Testimone del Vangelo           prega per noi

Sorella degli uomini                 prega per noi

Inizio della Chiesa                   prega per noi

Madre della Chiesa                  prega per noi

Modello della Chiesa               prega per noi

Immagine della Chiesa           prega per noi

Voce di libertà                           prega per noi

Voce di comunione                  prega per noi

Voce di pace                              prega per noi

Segno del volto materno di Dio prega per noi

Segno della vicinanza del Padre prega per noi

Segno della misericordia del Figlio prega per noi

Segno della fecondità dello Spirito prega per noi

T Noi ti salutiamo, Vergine Maria,

figlia della nostra storia,

tu che fosti il corpo della nostra umanità

dove pose le radici nel nostro tempo

Gesù, tuo Figlio per sempre.

Noi, i viventi di questo tempo di vecchiezza,

noi che non conosciamo il lampo della gloria,

noi ti chiediamo semplicemente

di intercedere presso lo Spirito che ti amò,

affinché abiti sponsalmente in noi come in te.

Saremo, noi di questa terra,

i testimoni dell'eternità:

a lode e gloria del Padre,

nella diversità unificante dei doni dello Spirito,

per essere qui il corpo visibile di Cristo.

Oppure

T Padre santo,

ti lodiamo e ti benediciamo

perché, nel cammino della Chiesa

pellegrina sulla terra,

hai posto quale segno luminoso

la beata Vergine Maria.

In lei noi contempliamo

la discepola fedele al tuo disegno d'amore:

umile collaboratrice all'opera della riconciliazione,

serva dell'unità in Cristo di tutti i figli dispersi.

Con lei, nello Spirito del tuo Figlio risorto,

622

proclamiamo il canto sgorgato dalla fede:

memoria dei tuoi interventi nella storia degli uomini,

parola nuova che coglie e trasfigura

i gemiti della creazione.

Come lei, ti chiediamo

di rendere docile il nostro cuore

alle parole del Maestro e di seguirne le ispirazioni,

perché nell'amore vicendevole

possiamo servire gli uomini del nostro tempo

a risvegliare in essi una viva speranza,

dono del tuo Spirito.

A te, o Padre,

che puoi compiere molto di più

di quanto possiamo domandare,

la gloria, la potenza e l'onore

per Cristo con lo Spirito Santo,

nella santa Chiesa, ora e nei secoli dei secoli.

Amen.

Litanie ricavate dalla «Marialis cultus» di Paolo VI

Signore, pietà                           Signore, pietà

Cristo, pietà                                   Cristo, pietà

Signore, pietà                           Signore, pietà

Madre di Dio                              prega per noi

Madre del Signore                    prega per noi

Madre di Gesù                           prega per noi

Ma :re del Figlio di Dio             prega per noi

Madre del Verbo incarnato     prega per noi

Madre dell'Autore della vita    prega per noi

Madre del Servo sofferente di Iahvè prega per no'

Madre cooperatrice del Salvatore prega per noi

Madre associata alla passione del Figlio prega per noi

Madre del Re                             prega per noi

Madre del Capo e delle membra prega per noi

Madre della Chiesa                  prega per noi

Madre dei viventi                      prega per noi

Madre della misericordia         prega per noi

Madre della grazia                    prega per noi

Madre che conduce i suoi figli

a sconfiggere il peccato    prega per noi

623

Madre santa                             prega per noi

Madre amorosissima               prega per noi

Madre nostra                            prega per noi

Madre gloriosa                         prega per noi

Vergine Maria                          prega per noi

Vergine santa                          prega per noi

Vergine obbediente e fedele prega per noi

Vergine di Nazaret                  prega per noi

Vergine in ascolto                   prega per noi

Vergine in preghiera               prega per noi

Vergine madre                         prega per noi

Vergine offerente                    prega per noi

Vergine addolorata                 prega per noi

Vergine strettamente associata al Figlio tuo prega per noi

Vera sede della Sapienza     prega per noi

Via che conduce al Cristo     prega per noi

Vero tempio di Dio                   prega per noi

Vittoria della speranza sull'angoscia prega per noi

Vittoria della comunione sulla solitudine prega per noi

Vittoria della pace sul turbamento prega per noi

Assunta in cielo                       prega per noi

Ausiliatrice e Avvocata           prega per noi

Gloriosa e sempre vergine Maria prega per noi

Arca dell'Alleanza                   prega per noi

Benedetta dall'Altissimo         prega per noi

Beata Maria                              prega per noi

Consolatrice degli afflitti        prega per noi

Cooperatrice del Redentore  prega per noi

Donna nuova                           prega per noi

Donna forte                              prega per noi

Donna umile e povera            prega per noi

Dimora dello Spirito di Dio     prega per noi

Maestra di vita spirituale        prega per noi

Modello di vita evangelica     prega per noi

Modello di virtù davanti a tutta

la comunità degli eletti       prega per noi

Prima e perfetta seguace di Cristo prega per noi

Regina di misericordia           prega per noi

Rifugio dei peccatori               prega per noi

Salute degli infermi                 prega per noi

Santuario dello Spirito Santo prega per noi

624

Speranza dei cristiani              prega per noi

Vera nostra sorella                   prega per noi

Vittoria della vita sulla morte   prega per noi

Agnello di Dio,

che togli i peccati del mondo, perdonaci, o Signore Agnello di Dio,

che togli i peccati del mondo, ascoltaci, o Signore
Agnello di Dio,

che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.

Conclusione come a pag. 619.

Litanie ricavate dalla ‹‹Lumen gentium•>

Signore, pietà                           Signore, pietà

Cristo, pietà                                  Cristo, pietà

Signore, pietà                           Signore, pietà

Madre di Dio                              prega per noi

Madre Vergine del Verbo della vita prega per noi

Madre dell'Emmanuele           prega per noi

Madre del Divino Redentore  prega per noi

Madre del Signore e Salvatore prega per noi

Madre di Cristo                          prega per noi

Madre del Figlio di Dio             prega per noi

Madre nostra nell'ordine della grazia prega per noi

Madre dei viventi                      prega per noi

Madre degli uomini                  prega per noi

Madre dei fedeli                        prega per noi

Madre dei cristiani                    prega per noi

Figlia prediletta dell'eterno Padre prega per noi

Tempio dello Spirito Santo      prega per noi

Compagna generosa del Salvatore prega per noi

Figlia di Adamo                         prega per noi

Eccelsa Figlia di Sion              prega per noi

Umile serva del Signore          prega per noi

Immagine e inizio della Chiesa prega per noi

Novella Eva                               prega per noi

Vergine beata                            prega per noi

Vergine immacolata                 prega per noi

Piena di grazia                          prega per noi

Regina dell'universo                prega per noi

Nostra Avvocata                        prega per noi

Nostra Ausiliatrice                    prega per noi

625

Nostra Soccorritrice                 prega per noi

Nostra Mediatrice                     prega per noi

Segno di speranza e di consolazione prega per noi

Tu che hai donato la vita al mondo prega per noi

Tu che hai sofferto

col Figlio morente sulla Croce prega per noi
Tu che con gli Apostoli

hai implorato il dono dello Spirito prega per noi
Agnello di Dio,

che togli i peccati del mondo, perdonaci, o Signore Agnello di Dio,

che togli i peccati del mondo, ascoltaci, o Signore
Agnello di Dio,

che togli i peccati ad mondo, abbi pietà di noi.

Conclusione come a pag. 619.

5. INNO DELLA CHIESA GRECA ALLA VERGINE Dall'inno Aluithistos (stanza 1)

1G Il più eccelso degli angeli - fu mandato dal cielo

per dire «Ave» alla Madre di Dio.

Al suo incorporeo saluto - vedendoti in lei fatto uomo,

Signore,

in estasi stette - acclamando la Madre così:

2G Ave, per te la gioia risplende;

ave, per te il dolore s'estingue.

Ave, salvezza d'Adamo caduto;

ave, riscatto del pianto di Eva.

T Ave, Vergine Sposa!

20 Ave, tu vetta sublime - a umano intelletto;

ave, tu abisso profondo - agli occhi degli angeli.

Ave, in te fu elevato - il trono del Re;

ave, tu porti Colui - che tutto sostiene.

T Ave, Vergine Sposa!

2G Ave, o stella che il Sole precorri; ave, o grembo del Dio che s'incarna. Ave, per te si rinnova il creato; ave, per te il Creatore è bambino.

T Ave, Vergine Sposa!

626

Dall'inno Akgthistos (stanza 5)

1G Con in grembo il Signore - premurosa Maria

ascese e parlò ad Elisabetta.

Il piccolo in seno alla madre - sentì il verginale saluto,

esultò

e balzando di gioia - cantava alla Madre di Dio:

2G Ave, o tralcio di santo germoglio;

ave, o ramo di frutto illibato.

Ave, coltivi il divino Cultore;

ave, dài vita all'Autor della vita.

T Ave, Vergine Sposa!

2G Ave, tu campo che frutti - ricchissime grazie; ave, tu mensa che porti - pienezza di doni. Ave, un pascolo ameno - tu fai germogliare; ave, un pronto rifugio - prepari ai fedeli.

T Ave, Vergine Sposa!

2G Ave, di suppliche incenso gradito; ave, perdono soave del mondo. Ave, clemenza di Dio verso l'uomo; ave, fiducia dell'uomo con Dio.

T Ave, Vergine Sposa!

Dall'inno Akgthistos (stanza 13)

1G Di natura le leggi - innovò il Creatore,

apparendo tra noi suoi figlioli.

Fiorito da grembo di Vergine - lo serba qual era da sempre, inviolato;

e noi, che ammiriamo il prodigio - cantiamo alla Santa:

2G Ave, o fiore di vita illibata;

ave, corona di casto contegno.

Ave, tu mostri la sorte futura;

ave, tu sveli la vita degli angeli.

T Ave, Vergine Sposa!

2G Ave, magnifica pianta - che nutri i fedeli;

ave, bell'albero ombroso - che tutti ripari.

Ave, tu in grembo portasti - la Guida agli erranti;

ave, tu desti alla luce - chi affranca gli schiavi.

T Ave, Vergine Sposa!

627

2G Ave, tu supplica al Giudice giusto; ave, perdono per tutti i traviati. Ave, tu veste ai nudati di grazia; ave, amore che vinci ogni brama.

T Ave, Vergine Sposa!

Dall'inno Akàthistos (stanza 19)

1G Tu difesa di vergine - Madre Vergine, sei, e di quanti ricorrono a te:

ché tale ti fece il Signore - di tutta la terra e del cielo,

o       Illibata,

abitando il tuo grembo - e invitando noi tutti a cantare:

2G Ave, colonna di sacra purezza;

ave, tu porta d'eterna salvezza.

Ave, inizio di nuova progenie;

ave, datrice di beni divini.

T Ave, Vergine Sposa!

2G Ave, tu vita hai ridato - ai nati nell'onta; ave, hai reso saggezza - ai privi di senno. Ave, o tu che annientasti - il gran seduttore; ave, o tu che dei casti - ci doni l'Autore.

T Ave, Vergine Sposa!

2G Ave, tu grembo di nozze divine; ave, che unisci i fedeli al Signore. Ave, di vergini alma nutrice; ave, che l'anime porti allo Sposo.

T Ave, Vergine Sposa!

4.2. PREGHIERE DELLA FAMIGLIA SALESIANA
ALLA VERGINE AUSILIATRICE

1. Formula della benedizione

con l'invocazione di Maria Ausiliatrice

C 11 nostro aiuto è nel nome del Signore.

T Egli ha fatto cielo e terra. Ave, o Maria...

628

O Madre santa di Dio, noi ci rifugiamo sotto la tua protezione. Nelle nostre necessità non respingere le nostre suppliche; e liberaci sempre da ogni pericolo,

Vergine gloriosa e benedetta.

C Maria, aiuto dei cristiani. T Prega per noi.

C Signore, ascolta la mia preghiera. T E il mio grido giunga a te.

C 11 Signore sia con voi. T E con il tuo spirito.

C Preghiamo.

O Dio, onnipotente ed eterno, che per opera dello Spirito Santo hai preparato il corpo e l'anima della gloriosa Vergine e Madre Maria, perché divenisse una degna abitazione per il tuo Figlio: concedi a noi, che ci rallegriamo per il suo ricordo, di essere liberati, per sua intercessione, dai mali presenti e dalla morte eterna. Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

C La benedizione di Dio onnipotente Padre e Figlio e Spirito Santo discenda su di voi (te) e con voi (te) rimanga sempre.

T Amen.

2. Atto di affidamento a Maria (Adorazione e lode trinitaria)

Noi Salesiani,

adunati nell'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo,

adoriamo e rendiamo grazie, col cuore di Don Bosco,

a quell'Amore infinito che ha tanto amato il mondo

da donare il suo unico Figlio

e da inviare il suo Spirito

per la redenzione e la santificazione dell'Uomo.

Gloria a te, Padre di misericordia,

a te, Figlio redentore,

a te, Spirito santificatore,

uno e trino Amore che salva!

Ti lodiamo, divina Trinità,

per aver ineffabilmente associata Maria all'opera della salvezza,

innalzandola a Madre di Dio e Madre nostra.

629

 (Supplica e memoria cristologica)

E tu, Signore Gesù,

Figlio di Maria e primizia del mondo nuovo,

donaci il tuo Spirito

che susciti nei nostri cuori gli stessi sentimenti del tuo amore.

Ti supplichiamo di rinnovare per noi

l'ineffabile Testamento fatto sulla Croce,

quando hai lasciato all'apostolo Giovanni

la qualità e il titolo di figlio della tua Madre Maria.

Ripeti anche per ognuno di noi quelle parole:

«Donna, ecco il tuo figlio!»,

perché sappiamo vivere sempre con «Maria in casa»!

Ella rimanga maternamente con noi;

ci prenda per mano e sia la nostra Ispiratrice

nell'evangelizzazione dei «piccoli e dei poveri».

Ci aiuti ad essere pietre vive della Chiesa,

in comunione di vita e di azione con il Papa e i Vescovi.

Ci ottenga intensità di ascolto e zelo apostolico

per divenire validi profeti di speranza

nel prossimo avvento del terzo millennio della Fede cristiana.

Ci educhi all'inventiva pastorale

e a quell'attraente bontà, nutrita di ascesi,

che ci rendono esperti nel dialogo e nell'amicizia,

specialmente tra i giovani più poveri.

(Fiducia e consegna a Maria)

O Ausiliatrice Madre della Chiesa,

noi Salesiani di Don Bosco

oggi ci affidiamo, personalmente e comunitariamente,

alla tua bontà ed intercessione.

Affidiamo a te il prezioso tesoro delle nostre Costituzioni,

l'impegno di fedeltà e di unità nella Congregazione,

la santificazione dei suoi membri, il lavoro di tutti

animato da un atteggiamento di culto in spirito e vita,

la fecondità vocazionale,

l'ardua responsabilità della formazione,

l'audacia e la generosità missionaria,

l'animazione della Famiglia Salesiana e soprattutto l'operoso ministero di predilezione verso la gioventù. Ti proclamiamo, con gioia,

«Maestra e Guida» della nostra Congregazione.

630

Accogli, ti preghiamo, questo filiale Atto di affidamento

e fa' che partecipiamo sempre più vivamente

al Testamento del tuo Gesù sul Calvario:

per Lui, con Lui e in Lui

ci proponiamo di vivere e di lavorare instancabilmente

nell'edificazione del Regno del Padre.

Maria, Aiuto dei cristiani, prega per noi!

C Con Don Bosco nel fervore profetico degli inizi della sua missione tra i giovani poveri ripetiamo in unione con tutta la Famiglia Salesiana le parole dell'angelo alla Vergine Immacolata:

T Ave, o Maria...

3. Invocazione di san Giovanni Bosco a Maria Ausiliatrice

O Maria, Vergine potente,

Tu, grande e illustre difesa della Chiesa,

Tu, aiuto mirabile dei cristiani,

Tu, terribile come esercito schierato a battaglia,

Tu, che hai distrutto da sola tutti gli errori del mondo,

Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle necessità

difendici dal nemico

e nell'ora della morte

accoglici nei gaudii eterni. Amen.

4. Santissima e Immacolata Vergine Maria

Santissima e Immacolata Vergine Maria, noi guardiamo a te, umile serva del Signore,

con te ringraziamo il Padre

che in noi ha operato le meraviglie del suo amore. Rinnoviamo il nostro «sì» al suo progetto di salvezza per il quale ci ha consacrato con la vocazione salesiana come segni e portatori del suo amore ai giovani, specialmente i più poveri.

631

Insegnaci a vivere, fedeli allo Spirito Santo

sull'esempio di san Giovanni Bosco,

una vita semplice e povera, di lavoro e temperanza,

nell'affetto e nel dialogo fraterno,

nella dedizione e nella preghiera.

Prega per noi, Ausiliatrice della Chiesa:

tu che hai camminato nella fede e nella carità

e vivi nella gloria del tuo Figlio,

fa' che il nostro servizio sia fedele e generoso,

e ci sia donata la gioia della piena comunione

nella casa del Padre. Amen.

5.     O Maria Ausiliatrice, Madre della Chiesa

O Maria Ausiliatrice, Madre della Chiesa,

Ispiratrice e Guida della Famiglia Salesiana,

Tu intuisci maternamente il cuore di tutti i confratelli,

Tu illumini e difendi la loro consacrazione apostolica,

Tu conosci e promuovi

il progetto educativo-pastorale a loro affidato,

Tu comprendi le loro debolezze, le limitazioni e le sofferenze,

Tu ami la gioventù assegnata a ciascuno di loro

come dono di predilezione.

Ebbene, o Santa Vergine Madre di Dio,

potente aiuto del Papa, dei Pastori

e di tutti i loro collaboratori,

prendi sotto il tuo premuroso patrocinio

quella umile e laboriosa Società di San Francesco di Sales.

Essa, con filiale fiducia, vuole affidarsi solennemente a Te;

e Tu, che sei stata la Maestra di Don Bosco,

insegnale ad imitare tutte le sue virtù!

(Don E. Viganò, ACG 309, p. 21)

6.     A Maria Ausiliatrice

Signore Gesù,

Tu hai donato a Don Bosco

quale Madre, Maestra e Ausiliatrice,

la stessa tua santissima Madre,

e per suo mezzo gli hai indicato

il campo della missione,

ispirandolo a fondare la nostra Società.

632

Continua a guardare con benevolenza questa tua Famiglia,

e fa' che sentiamo sempre viva tra noi

la presenza e l'opera di Maria,

«Madre della Chiesa e Ausiliatrice dei cristiani».

Affidàti a lei e sotto la sua guida,

donaci di essere tra i giovani

testimoni del tuo inesauribile amore.

(Progetto di vita SDB, p. 135)

7.     A Maria Ausiliatrice

O Maria, Madre di Dio e Madre della Chiesa,

noi crediamo che tu occupi un posto singolare

nella storia della salvezza

e che sei la maestra e la guida della nostra Famiglia.

Con gioia contempliamo e vogliamo imitare

la tua fede e la tua disponibilità al Signore,

la tua riconoscenza per le grandi cose operate dal Padre,

la tua carità pastorale e la tua fedeltà nell'ora della croce.

Ci affidiamo a te con amore di figli:

Immacolata, tu ci educhi alla pienezza del dono di noi stessi,

Ausiliatrice, tu ci infondi coraggio e fiducia

nel servizio del Popolo di Dio.

Ti preghiamo, o Vergine Santa,

di continuare la tua protezione

su ciascuno di noi,

sulla nostra Congregazione, sull'intera Famiglia Salesiana,

e sui giovani che tu affidi a noi.

(Progetto di vita SDB, p. 654)

4.3. PREGHIERE DI SANTI ALLA VERGINE

1. Preghiera di san Bernardo

Ricordati, o piissima Vergine Maria:

non si è mai udito al mondo

che qualcuno sia ricorso al tuo patrocinio,

abbia invocato il tuo aiuto,

chiesta la tua protezione,

e sia stato abbandonato.

Animato da questa fiducia,

a te ricorro, o madre,

Vergine delle vergini.

633

A te vengo,

come peccatore pentito,

mi inginocchio davanti a te.

Non respingere, o Madre di Dio, le mie preghiere,

ma ascoltami, piena di bontà, ed esaudiscimi.

2. Ave, Maria, più santa dei santi

Ave, Maria!

Piena di grazia, più santa dei santi, più elevata dei cieli, più gloriosa degli angeli, più venerabile d'ogni creatura.

Ave, celeste paradiso!

Tutto fragranza, giglio che olezza soave, rosa profumata che si schiude a salute dei mortali.

Ave, tempio immacolato di Dio! Costruito santamente,

reso adorno di divina magnificenza, aperto a tutti, oasi di mistiche delizie.

Ave, monte ombroso!

Sul quale pascola l'Agnello santo che s'addossa le miserie e i peccati di tutti.

Ave, trono santo di Dio!

Dimora beata, ornamento sublime, gioiello prezioso, cielo rilucente.

Ave, urna d'oro purissimo! Che contieni la manna, Cristo, soave dolcezza delle nostre anime.

Ave, purissima Vergine Madre!

Degna di lode e di venerazione,

fonte d'acque zampillanti,

tesoro di innocenza, splendore di santità.

Tu, o Maria,

guidaci al porto della pace e della salvezza, a gloria di Cristo che vive in eterno con il Padre e con lo Spirito Santo. Amen. (San Germano)

634

3.     Madre ammirabile

Madre ammirabile,

presentami al tuo caro Figlio come suo eterno schiavo,

affinché, avendomi egli riscattato per mezzo tuo,

per mezzo tuo mi riceva.

Madre di misericordia,

fammi la grazia di ottenere la vera Sapienza di Dio,

e mettimi a tal fine nel numero di coloro

che tu ami, istruisci, dirigi, nutri e proteggi

come tuoi figli e schiavi tuoi.

Vergine fedele,

rendimi in ogni cosa un perfetto discepolo,

imitatore e schiavo dell'incarnata Sapienza,

Gesù Cristo tuo Figlio,

e fa' ch'io giunga, per tua intercessione e a tuo esempio,

alla pienezza dell'età sua in terra

e della sua gloria in cielo.

(San Luigi G. di Montfort)

4.     0 Vergine fedele

O Vergine fedele,

tu resti notte e giorno in un profondo silenzio,

in una ineffabile pace,

in una divina orazione che non cessa mai,

con l'anima tutta inondata dagli eterni splendori.

Il tuo cuore come un cristallo riflette il Divino,

l'Ospite che l'abita,

la Bellezza che non tramonta.

O Maria,

tu attiri il cielo

ed ecco il Padre ti consegna il suo Verbo

perché tu ne sia la Madre,

e lo Spirito d'amore ti copre con la sua ombra.

A te vengono i Tre;

è tutto il cielo che s'apre e si abbassa fmo a te.

Adoro il mistero di questo Dio

che s'incarna in te, Vergine Madre.

O Madre del Verbo,

dimmi il tuo mistero dopo l'Incarnazione del Signore;

come passasti sulla terra tutta sepolta nell'adorazione. Custodiscimi sempre in un abbraccio divino.

635

Che io porti in me l'impronta di questo Dio amore. (Santa Elisabetta della Trinità)

5.     Concedimi, o Vergine Immacolata

Concedimi, o Vergine Immacolata,

che io possa lodarti con tutto il mio impegno

e con sacrificio personale

Concedimi di vivere, lavorare, soffrire,

consumarmi e morire per te.

Concedimi di contribuire

ad una sempre maggiore esaltazione di te.

Che io possa renderti tanta gloria

quanta nessuno ti ha mai reso nel passato.

Concedi ad altri di superarmi nello zelo per la tua esaltazione,

e a me di superare loro,

così che, in una nobile emulazione,

la tua gloria si accresca sempre di più,

come desidera Colui che ti ha innalzata

al di sopra di tutte le creature.

In te Dio è glorificato

più che in tutti i suoi santi.

Per te Dio ha creato il mondo,

per te mi ha chiamato all'esistenza.

Fammi degno di lodarti,

o Vergine Immacolata.

(San Massimiliano Kolbe)

6.     Affidamento a Maria

O Immacolata Regina del cielo e della terra, rifugio dei peccatori e Madre nostra amorosissima, cui Dio volle affidare l'economia della sua misericordia, ai tuoi piedi santissimi mi prostro io misero peccatore, supplicandoti di accettare tutto l'essere mio come cosa e proprietà tua.

A te, o Madre, offro tutte le facoltà dell'anima mia e del mio corpo, e nelle tue mani santissime rimetto la mia vita, la mia morte, la mia eternità, affinché d'ora in poi tu disponga di tutto il mio essere come a te piace.

636

Fa' che nelle tue mani purissime e misericordiosissime io sia strumento adatto a farti conoscere e amare da tante anime tiepide e fuorviate, e accrescere così, quanto più è possibile, il numero dei tuoi veri ammiratori e amanti, affinché si estenda in ogni luogo il Regno del Cuore santissimo di Gesù. Tanto farò, santissima Madre Immacolata, solamente col tuo aiuto perché dove sei tu con la tua grazia, ivi soltanto si può effettuare la conversione e la santificazione delle anime, ivi soltanto si potrà stabilire il dolce Regno del sacratissimo Cuore di Gesù. Amen.

(San Massimiliano Kolbe)

4.4.      PREGHIERE DI SOMMI PONTEFICI

ALLA VERGINE

1. Elevazione a Maria Assunta in cielo, nostra speranza

O Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre degli uomini! Noi crediamo con tutto il fervore della nostra fede nella vostra assunzione trionfante in anima e in corpo al cielo, ove siete acclamata regina da tutti i cori degli angeli e da tutte le schiere dei santi; e noi ad essi ci uniamo per lodare e benedire il Signore che vi ha esaltata sopra tutte le altre pure creature, e per offrirvi l'anelito della nostra devozione e del nostro amore.

Noi sappiamo che il vostro sguardo, che maternamente accarezzava l'umanità umile e sofferente di Gesù in terra, si sazia in cielo alla vista dell'umanità gloriosa della Sapienza increata, e che la letizia dell'anima vostra nel contemplare faccia a faccia l'adorabile Trinità, fa sussultare il vostro cuore di beatificante tenerezza; e noi poveri peccatori, noi a cui il corpo appesantisce il volo dell'anima, vi supplichiamo di purificare i nostri sensi, affinché apprendiamo fin da quaggiù a gustare Dio solo nell'incanto delle creature.

Noi confidiamo che le vostre pupille misericordiose si abbassino sulle nostre miserie e sulle nostre angosce, sulle nostre lotte e sulle nostre debolezze; che le vostre labbra sorridano alle nostre gioie e alle nostre vittorie; che voi sentiate la voce di Gesù dirvi di ognuno di noi, come già del suo discepolo amato: «Ecco il tuo Figlio»; e noi che vi invochiamo nostra Madre, vi prendiamo come Giovanni per guida, forza e consolazione della nostra vita mortale.

637

Noi abbiamo la vivificante certezza che i vostri occhi, i quali hanno pianto sulla terra irrigata dal sangue di Gesù, si volgano ancora verso questo mondo in preda alle guerre, alle persecuzioni, alle oppressioni dei giusti e dei deboli; e fra le tenebre di quella valle di lacrime, attendiamo dal vostro celeste lume e dalla vostra dolce pietà sollievo alle pene dei nostri cuori, alle prove della Chiesa e della nostra patria. Noi crediamo infine che nella gloria, ove regnate vestita di sole e coronata di stelle, voi siate, dopo Gesù, la gioia e la letizia di tutti gli angeli e di tutti i santi; e da questa terra, ove passiamo pellegrini, confortati dalla fede nella futura risurrezione, guardiamo verso di voi, nostra vita, nostra dolcezza, nostra speranza.

Attraeteci con la soavità della vostra voce, per mostrarci un giorno, dopo il nostro esilio, Gesù, frutto benedetto del vostro seno, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. (Pio XII)

2. A Maria Santissima, Regina del cielo e della terra

Dal profondo di questa terra di lacrime, ove l'umanità dolorante penosamente si trascina, eleviamo gli occhi a te, o Maria, Madre amatissima, per riconfortarci contemplando la tua gloria, e per salutarti Regina e Signora dei cieli e della terra, Regina e Signora nostra.

Questa tua regalità vogliamo esaltare con legittimo orgoglio di figli e riconoscerla come dovuta alla somma eccellenza di tutto il tuo essere, o dolcissima e vera Madre di Colui, che è Re per diritto proprio, per eredità, per conquista... Come nell'alto del cielo tu eserciti il tuo primato sopra le schiere degli Angeli, che ti acclamano loro Sovrana; sopra le legioni dei Santi, che si dilettano nella contemplazione della tua fulgida bellezza; così regna sopra l'intero genere umano, soprattutto aprendo i sentieri della fede a quanti ancora non conoscono il Figlio tuo.

Regna sulla Chiesa, che professa e festeggia il tuo soave dominio e a te ricorre come a sicuro rifugo in mezzo alle calamità dei nostri tempi...

638

Regna sulle intelligenze, affinché cerchino soltanto il vero; sulle volontà, affinché seguano solamente il bene; sui cuori, affinché amino unicamente ciò che tu stessa ami... Accogli la pia preghiera di quanti sanno che il tuo è regno di misericordia, dove ogni supplica trova ascolto, ogni dolore conforto, ogni sventura sollievo, ogni infermità salute, e dove, quasi al cenno delle tue soavissime mani, dalla stessa morte risorge sorridente la vita.

Ottienici che coloro, i quali ora in tutte le parti del mondo ti acclamano e ti riconoscono Regina e Signora, possano un giorno nel cielo fruire della pienezza del tuo Regno, nella visione del tuo Figlio, il quale col Padre e con lo Spirito Santo vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

(Pio XII)

3. Supplica alla Vergine

Rapiti dal fulgore della tua celeste bellezza e sospinti dalle angosce del mondo, ci gettiamo tra le tue braccia, o Immacolata madre di Gesù e Madre nostra, Maria, fiduciosi di trovare nel tuo Cuore amatissimo l'appagamento delle nostre fervide aspirazioni e il porto sicuro tra le tempeste che da ogni parte ci stringono.

Benché avviliti dalle colpe e sopraffatti da tante miserie, ammiriamo e cantiamo l'impareggiabile ricchezza di eccelsi doni, di cui Dio ti ha ricolmata al di sopra di ogni altra pura creatura, dal primo istante del tuo concepimento fmo al giorno in cui, Assunta in cielo, ti ha incoronata Regina dell'universo. O fonte limpida di fede, illumina le nostre menti con le eterne verità! O giglio fragrante di ogni santità, avvinci i nostri cuori con il tuo celestiale profumo! O trionfatrice del male e della morte, ispiraci profondo orrore al peccato, che rende l'anima detestabile a Dio e schiava dell'inferno.

Ascolta, o prediletta da Dio, l'ardente grido che ogni cuore fedele innalza verso di te. Chinati sulle doloranti nostre piaghe. Muta le menti dei malvagi, asciuga le lacrime degli afflitti e degli oppressi, custodisci il fiore della purezza nei giovani, proteggi la Chiesa santa, fa' che gli uomini tutti sentano il fascino della cristiana bontà...

Accogli, o Madre dolcissima, le umili nostre suppliche e ottienici soprattutto che possiamo un giorno ripetere dinanzi al tuo trono l'inno che si leva oggi sulla terra intorno ai tuoi altari: Tutta bella sei, o Maria! Tu gloria, tu letizia, tu onore del nostro popolo. Amen.

(Pio XII)

639

4. 0 Vergine, bella come la luna

Vergine, bella come la luna, delizia del cielo, nel cui volto guardano i beati

si specchiano gli angeli,

fa' che noi tuoi figli ti assomigliamo

e che le nostre anime ricevano

un raggio della tua bellezza

che non tramonta con gli anni,

ma rifulge nell'eternità.

Maria, sole del cielo,

risveglia la vita dovunque è la morte

rischiara gli spiriti dove sono le tenebre. Rispecchiandoti nel volto dei tuoi figli, concedi a noi un riflesso del tuo lume e del tuo fervore.

Maria, forte come un esercito, dona alle nostre schiere Ia vittoria. Siamo tanto deboli,

il nostro nemico infierisce con tanta superbia.

Ma con la tua bandiera ci sentiamo sicuri di vincerlo;

egli conosce il vigore del tuo piede,

egli teme la maestà del tuo sguardo.

Salvaci, o Maria, bella come la luna,

eletta come il sole,

forte come un esercito schierato,

sorretto non dall'odio,

ma dalla fiamma dell'amore. Amen.

(Pio XII)

640

5. 0 Maria! Il tuo nome

Maria! Il tuo nome mi sta sulle labbra

e nel cuore dal primo avviarsi della mia vita.

Dalla mia infanzia ho imparato ad amarti come una madre,

ad invocarti nei pericoli,

a confidare nella tua intercessione.

Tu leggi nel mio animo la brama che ho di scrutare la verità,

di praticare la virtù,

di essere prudente e giusto,

forte e paziente, a tutti fratello.

O Maria! Sostieni il mio proposito

di vivere da fedele discepolo di Gesù

per edificare la società cristiana

ed allietare la santa Chiesa Cattolica.

Te, Madre, saluto mattina e sera;

te lungo la strada invoco;

da te attendo l'ispirazione

e il conforto per coronare i sacri impegni

della mia terrena vocazione,

dar gloria a Dio,

raggiungere l'eterna salvezza.

O Maria! Come te a Betlemme e sul Golgota,

anch'io voglio restare sempre accanto a Gesù.

Egli è il Re immortale dei secoli e dei popoli. Amen.

(Giovanni XXIII)

6. A Maria SS., Madre della Chiesa

O Vergine Maria, Madre della Chiesa,

a te raccomandiamo la Chiesa tutta.

Tu, auxilium Episcoporum,

proteggi e assisti i Vescovi nella loro missione apostolica,

e quanti, sacerdoti, religiosi, laici,

li coadiuvano nella loro ardua fatica.

Tu, che dallo stesso tuo divin Figlio,

nel momento della sua morte redentrice

sei stata presentata come Madre al discepolo prediletto,

ricordati del popolo cristiano che a te si affida.

Ricordati di tutti i figli tuoi;

avvalora presso Iddio le loro preghiere;

conserva salda la loro fede;

fortifica la loro speranza;

aumenta la carità.

Ricordati di coloro che versano nelle tribolazioni,

nelle necessità, nei pericoli;

di coloro soprattutto che soffrono persecuzioni

e si trovano in carcere per la fede.

641

A costoro, o Vergine, impetra la fortezza

affretta il sospirato giorno della giusta libertà. Guarda con occhio benigno i nostri fratelli separati, e degnati di unirci,

tu che hai generato Cristo,

ponte di unione tra Dio e gli uomini.

O tempio della luce senza ombra e senza macchia, intercedi presso il tuo Figlio unigenito.

Mediatore della nostra riconciliazione col Padre, affinché conceda misericordia alle nostre mancanze,

allontani ogni dissidio tra noi,

dando agli animi nostri la gioia di amare.

Al tuo Cuore immacolato, o Maria,

raccomandiamo infine l'intero genere umano;

portalo alla conoscenza

dell'unico e vero salvatore Cristo Gesù,

allontana da esso i flagelli provocati dal peccato,

dona al mondo intero la vera pace,

fondata nella verità, nella giustizia, nella libertà e nell'amore.

E fa' che la Chiesa tutta

possa sempre elevare al Dio delle misericordie

l'inno della lode e del ringraziamento,

l'inno della gioia e dell'esultanza,

perché grandi cose ha operato il Signore per mezzo tuo,

clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. (Paolo VI)

7. Dalla «Professione di fede» di Paolo VI

Noi crediamo che Maria è la Madre,

rimasta sempre vergine,

del Verbo incarnato, nostro Dio e salvatore Gesù Cristo,

e che, a motivo di questa singolare elezione,

essa «in considerazione dei meriti di suo Figlio,

è stata redenta in modo più eminente»,

«preservata da ogni macchia del peccato originale»

e «colmata del dono della grazia più che tutte le altre creature».

Associata ai misteri della incarnazione e della redenzione

con un vincolo stretto e indissolubile,

la Vergine santissima, l'Immacolata,

«al termine della sua vita terrena

è stata elevata in corpo e anima alla gloria celeste»

e configurata a suo Figlio risorto,

anticipando la sorte futura di tutti i giusti;

e noi crediamo che la Madre santissima di Dio, nuova Eva,

«Madre della Chiesa»,

«continua in cielo il suo ufficio materno»

riguardo ai membri di Cristo,

«cooperando alla nascita e allo sviluppo della vita divina

nelle anime dei redenti».

642

8. Ti affido tutti i giovani del mondo

Ave, Maria, piena di grazia,

Madre del Redentore!

Beata te perché hai creduto!

Nel giorno del trionfo di Gesù,

che fa il suo ingresso a Gerusalemme

mite e umile,

acclamato come Re dei semplici,

acclamiamo anche te.

Invochiamo te, Vergine fedele

e Madre amorosa,

Vergine del Calvario

e della Pasqua,

modello della fede

e della carità della Chiesa,

unita sempre con te,

nella Croce e nella gloria, al suo Signore.

Madre di Cristo e Madre della Chiesa!

Ti accogliamo nel nostro cuore,

come eredità preziosa che Gesù

ci affidò sulla Croce.

E quali discepoli del tuo Figlio,

ci affidiamo senza riserve

alla tua sollecitudine

perché sei la Madre del Redentore

e Madre dei redenti.

Ti raccomando e ti consacro

le famiglie perché crescano nella santità,

i giovani perché trovino la pienezza

della loro vocazione

umana e cristiana,

in una società che coltiva senza scoraggiarsi

i valori dello spirito.

643

Ti affido tutti coloro che soffrono,

i poveri, i malati, gli emarginati:

quelli che la violenza

separò per sempre da noi,

ma restano presenti dinanzi

al Signore della storia

e sono tuoi figli, Madre della Vita.

Ave, Vergine della Speranza!

Ti affido tutti i giovani del mondo,

speranza della Chiesa e dei suoi Pastori;

evangelizzatori del terzo millennio,

testimoni della fede e dell'amore di Cristo.

(Giovanni Paolo II)

4.5. PREGHIERE DI POETI E UOMINI DI CULTURA ALLA VERGINE

1. Preghiera alla Vergine

Vergine madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso d'eterno consilio,

tu sé colei che l'umana natura nobilitasti sì, che '1 suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l'amore per lo cui caldo nell'eterna pace così è germinato questo fiore.

Qui sé a noi meridiana face

di cantate, e giuso, intra i mortali, sé di speranza fontana vivace.

Donna, sé tanto grande e tanto vali, che qual vuol grazia ed a te non ricorre, sua disianza vuol volar senz'ali.

La tua benignità non pur soccorre a chi domanda, ma molte fiate liberamente al dimandar precorre.

644

In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s'aduna quantunque in creatura è di bontate. (Dante, Par. 33,1-21)

2.   Contemplazione di Maria

Madre di Gesù Cristo,

io non vengo a pregare.

Non ho nulla da offrire

e nulla da domandare.

Vengo, madre, soltanto per guardarti.

Per guardarti, piangere di gioia,

per sapere che io sono tuo figlio

e che tu sei qui.

Un istante solo, mentre tutto si arresta.

Essere insieme con te, Maria,

qui, dove sei tu.

Non dir nulla, cantare,

solo perché tu sei bella, sei immacolata,

la donna finalmente restituita alla grazia,

la creatura nella sua prima felicità

e nel suo ultimo sboccio,

così come è uscita da Dio

nel mattino del suo originale splendore.

Ineffabilmente intatta,

perché sei la Madre di Gesù Cristo,

che è la verità fra le tue braccia,

la sola speranza e il solo frutto.

Perché tu sei la donna,

l'Eden dell'antica tenerezza dimenticata;

il cui sguardo va dritto al cuore

e fa sgorgare le lacrime accumulate.

Semplicemente perché tu esisti,

Madre di Gesù Cristo,

sii ringraziata.

(Paul Claudel)

3.   Confidente abbandono

Ave, maris Stella:

a noi naviganti nella tempesta

tu sei la luce che guida il nostro andare,

sei segno di salvezza,

àncora di speranza,

gaudio di amore.

645

Ogni creatura, nel cui cuore riposa la Grazia,

è del tuo volto un raggio di luce.

Dai suoi occhi splende il tuo sguardo,

dal suo sorriso emana il tuo affetto,

dalla sua carezza il riposante posare

della tua mano benedicente.

Ave, Maria, benedetta tu fra le donne

e benedette le creature

che nel tuo cuore riposano

con la soavità del loro candore.

Cuore dolcissimo di Maria,

noi, creature povere e timorose

come bambini corriamo a te,

sola nostra speranza e certezza,

per arrivare a Gesù.

Abbiamo infinito desiderio di amore,

di comprensione, di soave bontà,

di fiducia, di abbandono,

di bellezza, di gioia, di pace;

siamo tanto stanchi di questo mondo

che da ogni parte, con la sua cattiveria,

ci assale e turba.

Maria, ci affoghiamo nel caldo fuoco del cuore tuo,

dove arde il Divino Amore;

nessuno potrà farci del male, così uniti in te.

Nessuna forza del male e dell'inferno

può superare la fortezza del tuo abbraccio protettore.

In te la vita,

l'amore totale unificante,

il gaudio del cuore e della mente,

la serenità dello spirito

e l'espandersi gioioso di tutto l'essere nostro.

Stringici forte forte,

non ti lasceremo mai:

è il Paradiso.

(Enrico Medi)

646

4. Per ottenere la bontà

Santa Maria, Madre di Dio,

conservami un cuore di fanciullo

puro e trasparente come l'acqua sorgiva.

Ottienimi un cuore semplice,

che non indugi ad assaporare le proprie tristezze.

Un cuore magnanimo nel donarsi,

facile alla compassione;

un cuore fedele e generoso,

che non dimentichi alcun bene

e non serbi rancore per nessun male.

Fammi un cuore umile,

che ami senza esigere di essere riamato,

felice di sparire in altri cuori,

sacrificandosi davanti al tuo Figlio divino.

Un cuore grande e indomabile,

che nessuna ingratitudine possa stancare.

Un cuore tormentato

dalla passione della gloria di Gesù Cristo,

ferito dal suo amore,

con una piaga che non rimargini se non in cielo.

(L. de Grandmaison)

4.6. ANTIFONE ALLA BEATA VERGINE MARIA
(dalla Liturgia)

Salve, Regina, madre di misericordia,

vita, dolcezza e speranza nostra, salve.

A te ricorriamo, esuli figli di Eva;

a te sospiriamo, gementi e piangenti

in questa valle di lacrime.

Orsù dunque, avvocata nostra,

rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.

E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,

il frutto benedetto del tuo seno.

O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

O santa Madre del Redentore, porta dei cieli, stella del mare,

soccorri il tuo popolo

che anela a risorgere.

647

Tu che accogliendo il saluto dell'angelo,

nello stupore di tutto il creato,

hai generato il tuo Creatore,

madre sempre vergine,

pietà di noi peccatori.

Ave, Regina dei cieli, ave, signora degli angeli; porta e radice di salvezza, rechi nel mondo la luce. Godi, vergine gloriosa, bella fra tutte le donne; salve, o tutta santa,

prega per noi Cristo Signore.

Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio,

santa Madre di Dio:

non disprezzare le suppliche

di noi che siamo nella prova,

e liberaci da ogni pericolo,

o Vergine gloriosa e benedetta.

Regina dei cieli, rallègrati, alleluia: Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia, è risorto, come aveva promesso, alleluia. Prega il Signore per noi, alleluia.

Tutta bella sei, o Maria,

e in te non c'è macchia originale.

Tu sei la gloria di Gerusalemme,

la letizia di Israele,

l'onore del nostro popolo,

l'avvocata dei peccatori.

O Maria! O Maria!

Vergine prudentissima, Madre clementissima,

prega per noi,

intercedi per noi

presso il Signore Gesù Cristo.

648

4.7. PREGHIERE ALLA BEATA VERGINE IN LATINO

1. Litanie lauretane

Kyrie, eleison                           Kyrie, eleison

Christe, eleison                   Christe, eleison

Kyrie, eleison                           Kyrie, eleison

Christe, audi nos              Christe, audi nos

Christe, exaudi nos     Christe, exaudi nos

Pater de caelis, Deus          miserere nobis

Fili, Redemptor mundi, Deus miserere nobis

Spiritus Sancte, Deus         miserere nobis

Sancta Trinitas, unus Deus miserere nobis

Sancta Maria                            ora pro nobis

Sancta Dei Genetrix               ora pro nobis

Sancta Virgo virginum           ora pro nobis

Mater Christi                             ora pro nobis

Mater Ecclesiae                       ora pro nobis

Mater divinae gratiae              ora pro nobis

Mater purissima                       ora pro nobis

Mater castissima                      ora pro nobis

Mater inviolata                         ora pro nobis

Mater intemerata                     ora pro nobis

Mater amabilis                         ora pro nobis

Mater admirabilis                     ora pro nobis

Mater boni Consilii                  ora pro nobis

Mater Creatoris                        ora pro nobis

Mater Salvatoris                       ora pro nobis

Virgo prudentissima               ora pro nobis

Virgo veneranda                     ora pro nobis

Virgo praedicanda                  ora pro nobis

Virgo potens                             ora pro nobis

Virgo clemens                          ora pro nobis

Virgo fidelis                              ora pro nobis

Speculum iustitiae                  ora pro nobis

Sedes sapientiae                    ora pro nobis

Causa nostra Iaetitiae            ora pro nobis

Vas spirituale                           ora pro nobis

Vas honorabile                        ora pro nobis

Vas insigne devotionis          ora pro nobis

Rosa mystica                           ora pro nobis

649

Turris davidica                          ora pro nobis

Turris eburnea                          ora pro nobis

Domus aurea                            ora pro nobis

Foederis arca                            ora pro nobis

Ianua caeli                                 ora pro nobis

Stella matutina                          ora pro nobis

Salus infirmorum                      ora pro nobis

Refugium peccatorum             ora pro nobis

Consolatrix afflictorum            ora pro nobis

Auxilium christianorum           ora pro nobis

Regina angelorum                    ora pro nobis

Regina patriarcarum                ora pro nobis

Regina prophetarum               ora pro nobis

Regina apostolorum                ora pro nobis

Regina martyrum                      ora pro nobis

Regina confessorum               ora pro nobis

Regina virginum                       ora pro nobis

Regina sanctorum omnium    ora pro nobis

Regina sine labe originali concepta ora pro nobis

Regina in caelum assumpta  ora pro nobis

Regina sacratissimi rosarii     ora pro nobis

Regina pacis                             ora pro nobis

Agnus Dei, qui tollis peccata mundi parce nobis, Domine

Agnus Dei, qui tollis peccata mundi exaudi nos, Domine

Agnus Deí, qui tollis peccata mundi miserere nobis

G    Ora pro nobis, sancta Dei Genetrix.

T Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

G    Oremus.

Concede nos famulos tuos,

quaesumus, Domine Deus,

perpetua mentis et corporis sanitate gaudere,

et gloriosa beatae Mariae semper Virginis intercessione,

a praesenti liberaci tristitia

et aeterna perfrui laetitia.

Per Christum Dominum nostrum.

T Amen.

2. Angelus Domini

G    Angelus Domini nuntiavit Mariae. T Et concepit de Spiritu Sancto.

650

·         Ave, Maria, gratia piena; Dominus tecum: benedicta tu

in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Iesus.

T Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatori‑

bus, nunc et in bora mortis nostrae. Amen.

G     Ecce ancilla Domini.

T Fiat mihi secundum verbum tuum. Ave, Maria...

G     Et Verbum caro factum est.

T Et habitavit in nobis. Ave, Maria...

G     Ora pro nobis, sancta Dei Genetrix.

T Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

G     Oremus.

Gratiam tuam, quaesumus, Domine,

mentibus nostris infunde:

ut qui, Angelo nuntiante,

Christi Filii tui incarnationem cognovimus,

per passionem eius et crucem,

ad resurrectionis gloriam perducamur.

Per eundem Christum Dominum nostrum.

T Amen.

G     Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. T Sicut era in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculortun. Amen.

3. Regina caeli

G     Regina caeli, laetare, alleluia; T quia quem meruisti portare, alleluia,

G     resurrexit sicut dixit, alleluia. T Ora pro nobis Deum, alleluia.

G     Gaude et laetare, Virgo Maria, alleluia. T Quia surrexit Dominus vere, alleluia.

G     Oremus.

Deus, qui per resurrectionem Filii tui, Domini nostri Iesu Christi,

mundum laetificare dignatus es:

praesta, quaesumus;

651

ut, per eius Genetricem Virginem Mariam, perpetuae capiamus gaudia vitae.

Per eundem Christum Dominum nostrum. T Amen.

4. Memorare

Memorare, o piissima Virgo Maria, non esse auditum a saeculo,

quemquam ad tua currentem praesidia, tua implorantem auxilia,

tua petentem suffragia, esse derelictum. Ego, tali animatus confídentia, ad te, Virgo virginum, Mater, corro; ad te veno;

coram te gemens peccator assisto. Noli, Mater Verbi,

verba mea despicere,

sed audi propitia et exaudi. Amen.

5. Antifone della Beata Vergine Maria

Alma Redemptoris Mater,

quae pervia caeli porta manes,

et stella maris, succurre cadenti,

surgere qui curat, populo:

tu quae genuisti, natura mirante,

tuum sanctum Genitorem,

Virgo prius ac posterius,

Gabrielis ab ore sumens illud Ave,

peccatorum miserere.

Ave, Regina caelorum, ave, Domina angelorum, salve radix, salve, porta, ex qua mundo lux est orta. Gaude, Virgo gloriosa, super omnes speciosa; vale, o valde decora, et pro nobis Christum exora.

652

Sub tuum praesidium confugimus, sancta Dei Genetrix; nostras deprecationes ne despicias in necessitatibus; sed a periculis cunctis libera nos semper,

Virgo gloriosa et benedicta.

Salve, Regina, mater misericordiae;

vita, dulcedo et spes nostra, salve.

Ad te clamamus, exsules filii Evae.

Ad te suspiramus, gementes et flentes

in hac lacrimarum valle.

Eia ergo, advocata nostra,

illos tuos misericordes oculos ad nos converte.

Et Iesum, benedictum fructum ventris tui,

nobis post hoc exsilium ostende.

O clemens, o pia, o dulcis Virgo Maria.

Inviolata, integra, et casta es Maria: quae es effecta fulgida caeli porta. O Mater alma Christi carissima: Suscipe pia laudum praeconia. Te nunc flagitant devota corda et ora: Nostra ut pura pectora sint et corpora. Tua per precata dulcisona:

Nobis concedas veniam per saecula. O benigna! O Regina! O Maria! Quae sola inviolata permansisti.

Virgo parens Christi benedicta, Deum genuisti: fulgida stella maris, nos protege, nos tuearis: Dum tibi solemnes cantant caeli agmina laudes. Intercede pia pro nobis, Virgo Maria.

Duna tibi solemnes cantant caeli agmina laudes. Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto.

Dum tibi solemnes cantant caeli agmina laudes.

Sancta Maria, succurre miseris

iuva pusillanimes,

refove flebiles,

ora pro populo,

interveni pro clero,

intercede pro devoto femineo sexu:

sentiant omnes tuum iuvamen, quicumque tuum implorant auxilium.

653

Tata pulchra es, Maria,

et macula originalis non est in te.

Tu gloria Ierusalem, tu laetitia Israel,

tu honorificentia populi nostri,

tu advocata peccatorum.

O Maria! O Maria!

Virgo prudentissima, mater clementissima,

ora pro nobis; intercede pro nobis

ad Dominum Iesum Christum.

Regina caeli, laetare, alleluia, quia quem mentisti portare, alleluia, resurrexit, sicut dixit, alleluia. Ora pro nobis Deum, alleluia.

654